martedì, 03 luglio 2007

Alcuni di voi hanno parlato di scienza.

La spiritualità non è qualcosa di scientifico. La scienza

scopre o produce qualcosa e poi vi dice in che modo

fabbricare quello che ha scoperto, come utilizzarlo, come

conservarlo e anche come distruggerlo. Il prodotto che è

stato creato scientificamente è conosciuto perfettamente.

         La spiritualità invece riguarda noi stessi. Noi siamo

apparsi e improvvisamente è apparso il mondo. Perché?

Non lo sappiamo; tuttavia ci sforziamo di scoprirlo.

         Che cosa siamo noi? che cos’è il mondo? E quali sono

le nostre relazioni reciproche? Lo ignoriamo; ciò nonostante

prendiamo per buone le convinzioni di qualcun altro. Oppure

ci limitiamo a credere a quello che ci hanno detto i nostri

genitori: “Tu sei questo, tu sei quest’altro”. E finiamo

per rimanere legati a tutto un sistema di relazioni basato

unicamente sulle parole.

         Questa coscienza di esserci, la constatazione del fatto

“io sono”, è apparsa spontaneamente. Oggi “noi ci siamo”:

 “noi ci siamo” come c’è il sole che sorge. Proprio questo

“essere” è un’esperienza di un certo genere.

         Prima di nascere, non c’era alcuna esperienza; è con

l’apparire dell’”io sono”, di questa coscienza, di questo

senso di essere, che le esperienze hanno inizio. In seguito

scoprite che questo essere, questa esperienza che

percepisce “io sono”, è la causa di tutte le gioie e di tutti

i dolori. E genera anche tutti i vostri bisogni. A questo

livello di essere tutto ciò è inevitabile.

Ma che cos’è questa constatazione “io sono”, questa

conoscenza interiore di un certo insieme di movimenti,

di bisogni, di esigenze? Che cos’è questa identità? Dovete

scoprirlo.

 

 

Da: Nisargadatta  Maharaj 1985  Alla sorgente dell’essere. Dialoghi A Bombay 1978-1980 Aequilibrium – Ing. Giovanni Turchi – Milano 279pp.

 

Dell'autore, chiamato anche "il tabacchino di Delhi" perché aveva un piccolo negozio di tabacchi a Delhi ho sentito una volta un aneddoto. detto da Swami B., un monaco che teneva dei corsi di insegnamento spirituale leggendo testi come "Lo Yoga supremo", la Baghavad Gita e anche un testo di Nisargadatta..

Lo ha raccontato con un sorriso di lato...

Il racconto: un giorno un nuovo visitatore arrivò e vide il maestro che fumava! Stupito a dir poco esclama: "Ah! ma tu fumi!" E lui gli risponde: "'Io' non fumo."

postato da: vivamerlin alle ore 07:35 | Permalink | commenti
categoria:io sono, nisargadatta, alla sorgente dell’essere