giovedì, 22 ottobre 2009

Nel post descrivo come le punte possano essere usate a difesa  Dopo una piccola introduzione che può essere saltata, ricordo che piercing, orecchini e collane possono contenere punte, dunque proteggere. Descrivo come si possa, derivandole da spille a balia di acciaio, APPENDERE SUGLI INDUMENTI DEI CIONDOLI A DUE PUNTE CHE COSTITUISCONO UNA PROTEZIONE COSTANTE DAL DIAVOLO, almeno dagli attacchi che riguarda la superficie esterna del corpo.

A PARTE LA TESTA, LE MANI E I PIEDI, IL RESTO DEL CORPO PUÒ ESSERE PROTETTO DA QUESTE PUNTE

 

PICCOLA INTRODUZIONE. Da poco mi hanno raccontato di un vinaio cui rubavano il vino senza che nessuno fosse entrato o potesse entrare nella stanza. Un giorno vide diminuire il vino dalla bottiglia chiusa sotto i suoi occhi. Prese un fucile e sparò sopra la bottiglia. Nel momento in qui questo avvenne un uomo che abitava vicino a casa sua era morto a fucilate. Egli era certo che quello spirito appartenesse al vicino di casa.

Io ho sentito la storia di seconda mano. Può essere vero? Ho letto storie numerose che raccontano di un fantasma che viene ferito e una ferita appare sul corpo della persona cui lo spirito appartiene.

Al tempo in cui il mago nero che ho conosciuto, Junk, era in vita, ho avuto l’impressione che il suo spirito fosse caduto su un mucchio di chiodi che io avevo messo in una tazza con la punta all’insù, fuori del bicchiere. Ma non ho mai avuto l’opportunità di controllare se egli in quel momento risultasse fisicamente ferito. Sicuro non è morto, poiché dopo allora durò anni sano. Al tempo conoscevo una persona che lo ha incontrato del tutto in buona salute, allora.

Io ho inteso che le punte sono considerate protettive fin dagli antichi ebrei. L’antichità della difesa è paragonabile alla conoscenza dell’aglio come metodo antidiavolo o antimagia ( Infatti Omero narra come il dio Hermete diede a Ulisse dell’aglio per poter uscire indenne dalle malie di Circe, che invece riuscì a trasformare i suoi compagni, che non avevano preso aglio, in porci).

 

Gli ebrei dicevano appunto che le piante spinose sono protettive.

Il biancospino è considerato una pianta protettiva rispetto al diavolo, tanto che due piante possono trovarsi ancora oggi a tale scopo ai due lati della porta d’ingresso. Ho visto la foto di una casa in un libro illustrato sulla magia ecc.

Anche, i chiodi hanno una tradizione. Venivano messi dai contadini dentro i loro materassi, a scopo protettivo.

Una cosa comunque l’ho capita, con l’aiuto di amici scenziati (ne ho parlato a suo tempo nel post in cui dicevo che il DIAVOLO È UN’ENERGIA STATICA CHE SI SCARICA CON LE PUNTE): il diavolo, lo spirito, di vivo o di morto, se viene punto da una punta metallica si scarica della sua energia. dunque per un certo tempo risulta molto debole e non può agire. Cercherà di ricaricarsi di energie e starà lontano dalle punte.

Dunque proteggersi con punte è una buona idea, ma come?

 

Le piante spinose ci possono proteggere solo quando ponessimo la pianta in un luogo inaspettato e il diavolo ci cascasse.

Le punte nella forma tradizionale, come per esempio pugnali, chiodi eccetera, non sono portatili.

Spine o chiodi non difendono il nostro corpo quando il diavolo ci attacca diversamente.

 

HO TROVATO BIGIOTTERIA CHE PROTEGGE. Gli orecchini messi sul lobo, hanno un ferretto tagliato da un lato. Non è una punta viva, ma protegge.

NEI PAESI SUDAMERICANI SI PRODUCONO COLLANE, che possono trovarsi in vendita anche da noi, che hanno una o più punte. (Ne ho parlato.) Sono lunghe un centimetro e possono essere distanti le une dalle altre anche solo un centimetro, e proteggono. Sono state studiate apposta. Si può notare che le punte ruotano liberamente attorno all’asse della collana, cosi che non feriscono affatto la persona che li indossa.

 

Inoltre ci sono PIERCING CHE HANNO DUE PUNTE, una sola, o due: una per lato. Si possono mettere come orecchini o anche in altre parti del corpo.

Tutte le punte paiono avere valore protettivo. Tuttavia parrebbe che la lunghezza della punta conti e dunque è meglio un piercing che sia lungo più di un centimetro compresa la punta finale. (La misura delle punte nelle collane sudamericane è questa.) Stabilito questo non posso che invitare le persone a tener presente quanto detto per eventuale uso protettivo.

 

Ora io mi sono posta il problema e dopo anni di riflessione su come trasformare noi stessi in piante spinose, cosi che il diavolo non possa entrare nel corpo da nessuna parte.

Dopo anni ho prima costruito una difesa prendendo un pezzo di filo di ferro, piegandolo in mezzo a formare un tondino. È un tondino con due punte. Posso tuttavia dire che il tondino non risultava ben chiuso. E di colpo ho visto in giro che un tondino con due punte  si trova già in vendita. È parte di una comune spilla a balia. Se noi apriamo una spilla a balia e tagliamo la chiusura e la punta viva ci ritroviamo con una specie di ciondolo che ha due punte.

Ora potevo agire e ho appeso un mucchio di punte, distanziate in modo che non si tocchino mai l’una dall’altra, nel lato non a contatto diretto col corpo a pigiami, magliette e mutande.

Il piccolo ciondolo deve essere appeso a un nastrino che si infila dentro il tondino metallico. La lunghezza del nastrino deve essere di diversi centimetri. Credo che la lunghezza totale possa essere anche solo di cinque o dieci centimetri. La distanza tra una punta e l’altra può non essere grande. Nelle collane sudamericane a volte è solo di uno o due centimetri. Tuttavia quando sono appese in questo modo rudimentale che io sto presentando le punte rischiano di incrociarsi e si deve poi con una se pur minima attenzione, staccarle.

 

Questa difesa ha un vantaggio rispetto alle altre difese: che è perenne.

(Un vantaggio rispetto alle altre difese come l’uso dell’aglio o dell’olio di tigre, la cui efficacia dura solo per ore, prima che dobbiamo riusarle. )

Quando lo spirito attacca in qualche punto avendo chiaro dove sono le punte, muovendoci possiamo cambiare la posizione delle punte, cosi ponendolo in difficoltà.

 

Occorre che le punte siano tante, che siano lunghe almeno un centimetro. Le spille a balia a volte permettono di farle lunghe anche due centimetri circa. Io le preferisco cosi lunghe. Consiglio vivamente di tagliare l’estremità delle punte vive, io faccio cosi.

Le punte non sono pericolose, non rischiamo che si infilino, poiché sono appese e si muovono subito da un lato, se trovano un ostacolo.

 

Va evitato di mettere punte in modo che possano raggiungere la spina dorsale, a scanso di rischi.

Io ho provato a mettere le punte appese nella parte a contatto del corpo.

(La cosa ha dato problemi solo sui glutei. Dunque sto attenta a non mettere punte a contatto diretto col sedere ).

Inoltre non è necessario affatto mettere le punte a diretto contatto col corpo da nessuna  parte. Per uno spirito una stoffa di cotone non è barriera.

A volte io metto più indumenti cui ho appeso punte, l’uno sull’altro, e dunque il numero di punte aumenta. E cosi la protezione.

Con l’inverno, è utile coprirsi con pile o seta, nello strato più esterno, poiché, soprattutto il pile (che è prodotto dalle bottiglie cuore d’acqua minerale, che sono di plastica) che lascia comunque respirare la pelle.

Non metto punte sulla testa, sulle mani e sui piedi, poiché risulta scomodo e anche può apparire rischioso. In realtà non ho mai trovato neppure un graffio. Tuttavia, la prudenza non è mai troppa. Valutate da voi se e dove sistemare le punte. 

Per difendere questi punti uso calamite ( di cui parlerò prossimamente)  e inoltre l’olio d’olio in cui si è macerato dell’aglio e/oppure olio di tigre.

L’efficacia delle punte arriva dal fatto che il diavolo perde energie incontrandole. Dunque il diavolo resta colpito solo se tutta una o più punte.

 

ATTENZIONE: più numerose sono le punte, più siamo protetti.

Un uso delle punte che ho scoperto nel tempo, per caso è questo:

prendi un qualche pezzo di stoffa o addirittura qualche indumento che no usi più perché troppo piccolo rotto o macchiato o che altro. Caricalo di punte appese, un poco distanziate. Questo indumento puoi poi infilarlo dentro le mutande o sul petto, sul cuore. la difesa dal diavolo risulterà di gran lunga più efficace. Una serie di punte insieme sono come una pianta spinosa. Tanto più efficace tante più numerose saranno le spine.

Io ho scoperto questo quando non avevo proprio voglia di spogliarmi e indossare gli indumenti con le punte. Allora ho cercato almeno di mettere gli indumenti appallottolati dentro il mio pigiama. Il risultato era buono!

Siccome le punte avvolgono il corpo, la difesa non è totale. Il corpo, dentro, resta improtetto, a meno che non prendiamo aglio. ovvero, mettendo l’olio di tigre, tutto il corpo risulta avvolto da una difesa fatta dall’odore.

Dunque queste difese si completano.

 

È anche utile mettere degli indumenti o comunque stoffe con punte per esempio vicino a voi, dove non si presentino rischi. A volte io metto gli indumenti che no indosso sotto le coperte, vicino ai piedi…cosi il diavolo può trovare pane per i suoi denti, se si addentra sotto le coperte.

 

 

AVVERTENZA: è NECESARIO CHE LE PUNTE SIANO D’ACCIAIO. Spesso si trovano di ferro. Ma per noi non va per nulla bene.

Infatti, a parte il fatto che ANCHE SOLO UNA FERITINA CON UN FERRO PUÒ FARE INFEZIONE.

Inoltre, POICHÉ LA DIFESA CHE PROPONGO PREVEDE ANCHE L’USO DI CALAMITE, IL FERRO ATTIRANDO LE CALAMITE DAREBBE OVVI PROBLEMI. Tutte le punte si attaccherebbero alla calamita con una certa forza... 

martedì, 13 ottobre 2009

Questo è un invito a fotografare e registrare il diavolo, a documentare in ogni forma la sua realtà e i suoi effetti su di noi.

 

Tu confidavi nella tua malizia e dicevi: “Tanto nessuno mi vede”.

       (Isaia 47,9-10.12-15).

 

 

I metodi degli acchiappa fantasmi o del CICAP [Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale] e simili potrebbero aiutarci a difenderci dal diavolo? Io lo sostengo senz’altro. E cercherò anche io di appropriarmi di questi metodi utili a mettere insieme prove. 

 

Un potere chiave, per il diavolo, lo spirito maligno, il mago che esce fuori dal corpo, è l’invisibilità. L’INVISIBILITÀ ASSICURA IMMUNITÀ.

L’ “anello del potere” è un anello che rende invisibilità a chi lo porta. Per questo nessuno, neppure Frodo, l’eroe puro designato per buttare l’anello nella fucina del diavolo, da cui ha avuto origine l’anello, vuole farlo. Sarà necessario l’intervento del fedele servo Sam, che, a costo di tagliare il dito a Frodo, getta nella fucina l’anello maledetto.

Ciò che è documentato in primo luogo prova a noi stessi che non abbiamo le allucinazioni, che ciò che abbiamo udito e visto è realtà, posto che avessimo dei dubbi.  Inoltre la documentazione che abbiamo può essere mostrata ad altri.

Non è sufficiente questo per incastrare il diavolo, poiché ci sono “tanti diavoli in giro”,  come mi diceva il diavolo Junk stesso, quando gli chiedevo se mi era apparso in casa. pretendeva che io immaginassi un altro che appariva prendendo la sua apparenza.

In effetti sapeva bene, da diavolo che è, come uno spirito può prendere tante forme.

Tuttavia sono certa che se avesse minimamente saputo che io avrei fotografato quell’immagine, non sarebbe apparso. Io in effetti non avevo preparato niente.

Ho poi registrato i rumori con cui poi cercava di disturbarmi, e ho cercato di conservare un piumone che ritenevo pieno del suo odore corporeo, poiché mi infastidiva mentre dormivo dentro il suddetto piumone, secondo me standoci dentro.  

Nel Medioevo ritenevano che un colpo inferto su un fantasma risultava come vera ferita sul corpo della strega o stregone cui il fantasma apparteneva. E questo era elemento di un processo.

Ho parlato di queste cose già prima.

Appena io ho registrato i suoi rumori, ha smesso di farli. Ha avuto paura, poiché comunque la sua difesa nei miei confronti, che io fossi pazza o in mala fede dicendo le cose che sapevo di lui, sarebbero cadute. Probabilmente lui sapeva più di me che il genere di rumori che fa un diavolo erano diversi da quelli che io avrei potuto fare o che normalmente si sentivano nella mia stanza. Qualche volta li fece, ma lievissimi: probabilmente sapeva che erano troppo lievi perché il registratore che io usavo li registrasse. Invece, quando era sicuro che io non potessi registrarlo,  lontana da casa senza registratore, arrivai a contare anche 250 colpi molto forti. (Mi capitò due volte. Una volta, sia io che la ragazza della camera a fianco – eravamo in un Hotel – andammo a protestare alla reception per i rumori forti che provenivano dal calorifero del bagno. Era il periodo immediatamente dopo la morte di Junk e io non sospettai che potesse essere lui. Cosi andai anche io convinta che ci fosse un problema col calorifero. Gli operai arrivarono e ripararono i caloriferi e di fatto i rumori cessarono. Ma qualche giorno dopo sentii senza ombra di dubbio la presenza di Junk vicino al mio letto. Cosi ora non so bene che cosa gli operai effettivamente ripararono).

Ho ripreso questo argomento dopo aver sfogliato il seguente libro:

 

GIOACHINO ANASTASI

2001, La catena magica. Soprannaturale, spiritismo, possessione diabolica.

Torino, Ananke S.r.l., pagg.: 1-143

 

Alle pagine 51 – 53 ho trovato quanto segue: 

 

Eravamo nel 1965 e io facevo parte di un Centro Studi, a Torino, che si occupava di fenomenologie strane del quale facevano parte fior di laureati nelle più diverse branche dello scibile, una specie di CICAP (il centro fondato da Piero Angela) in sedicesimo ed io potevo cosi, ad ogni riunione, tentare d’imparare qualcosa.

            Una sera venne a trovarci una coppia di coniugi, di basso livello culturale, che abitava in Torino, in una casa popolare, una di quelle case col ballatoio in comune che terminava con un gabinetto, in comune anch’esso, per due famiglie. La coppia abitava l’appartamento in fondo al ballatoio al confine col gabinetto.

            Orbene, dal racconto della donna, pareva che più volte, nel giro di pochi giorni, avesse visto entrare un uomo alto, vestito di nero, con il cappello in testa ed una valigetta diplomatica in mano. La prima volta aveva pensato che si trattasse di qualcuno in visita ai suoi vicini, colto da improvvisa necessità fisiologica, anche se le era parso strano che una persona andasse in un certo posto col cappello in testa e la borsa in mano. Ma quando, dopo pochi minuti, nello stesso bagno aveva visto entrare un altro uomo ed un altro ancora, entrambi con le stesse caratteristiche, borsa compresa, del primo che peraltro non aveva visto uscire, preoccupata era corsa dai vicini raccontando il fatto.

            Il marito della sua vicina, un uomo grande e grosso, era allora andato a bussare alla porta del gabinetto incriminato. Nessuna risposta; anzi, come aveva toccato la maniglia la porta si era aperta rivelando l’interno: vuoto.

            Naturalmente i vicini dissero che la donna si era sbagliata e di fronte all’evidenza dei fatti lei stessa ammise che forse, sì, si era sbagliata. Ma quando l’episodio si era ripetuto il giorno dopo e il giorno dopo ancora ma in senso contrario e cioè dal bagno la ballatoio, allora si era spaventata. I vicini cominciavano a darle della visionaria ed il marito era seriamente preoccupato dello stato mentale della poveretta.

            Un neurologo, stabilito che la donna no era soggetta all’etilismo o all’uso di droghe, le aveva prescritto qualche tranquillante.

            Tutto fu inutile perché gli episodi si ripeterono altre due volte e senz’altra testimone se non la donna. Il marito era disperato e quando da un amico seppe dell’esistenza del nostro Centro, decise che forse era l’ultima spiaggia, anche perché aveva constatato l’inutilità dei tranquillanti prescritti  dal medico.

            Qualcuno tra i più fanatici fra noi disse subito: “Quel gabinetto sul balcone è sicuramente la porta per un’altra dimensione!” Nel Centro non eravamo “completamente” matti, anche se per tali ci prendevano perché credevamo negli UFO e così venne deciso l’intervento di un’équipe di ricercatori, armata di cineprese, registratori e macchine fotografiche, oltre a fotocellule ed altre diavolerie elettroniche d’avanguardia (per l’epoca!) che vennero piazzate strategicamente sia in casa della donna che nel gabinetto (dopo di aver chiesto agli altri inquilini del piano di evitare, per quel giorno, di utilizzare quel servizio senza preavviso). I motivi erano evidenti, data la presenza degli strumenti di registrazione e le macchine fotografiche. I risultati furono negativi perché le macchine non registrarono alcunché di anomalo, tuttavia i fenomeni cessarono e da quel giorno, combinazione, più nessun uomo in nero fu visto dalla donna. Avevamo terrorizzato gli alieni, se di alieni si trattava? Scherzi a parte, da allora mi è capitato di ascoltare racconti analoghi sia al Nord che al Sud, in Piemonte come in Sicilia o nel Veneto.

                                               da GIOACHINO ANASTASI 2001

 

La mia ipotesi è che il fantasma non si è fatto vivo poiché non gli andava di essere fotografato.

(I motivi per apparire prima potevano essere tanti. Se il diavolo fosse stato Junk sarebbe bastato che la signora in questione avesse pensato male di lui, per volerla danneggiare facendole paura… Oppure qualcuno poteva volere che la donna abbandonasse la casa… Oppure solo al fine di sapere: “Se faccio questo, che succederà?” Oppure…. qualunque cosa ..)

I maghi hanno tutto l’interesse a passare inosservati. Infatti, cosi come per i comuni criminali, tutto va bene fino a che non ci sono prove contro di loro.

 

Io sono certa che se in casa mia apportassi un sistema per riprendere il diavolo, lui si guarderebbe bene dal farsi vivo.

 

Credo anche che il CICAP non riesca a provare nulla poiché il diavolo non si fa vedere quando i loro strumenti sono in azione.

Come ha scritto qualcuno famoso, IL DIAVOLO HA TUTTO L’INTERESSE A CHE SI PENSI CHE NON ESISTE!  Forse per questo il CICAP non trova mai prove.

Credo che le prove si troverebbero se il diavolo non avesse idea che qualcuno lo sta fotografando, dunque dovrebbe agire d’astuzia.

Non è facile “prendere in castagna” il diavolo, poiché legge i pensieri nascosti, visto che si inserisce nella mente delle persone e ascolta i loro pensieri proprio come se fossero i propri.

Io sono riuscita a registrare i rumori su un walkman solo perché il diavolo credeva che la cassetta, che durava mezz’ora, fosse finita. Invece mancavano alcuni minuti alla fine, e fu in questi minuti che il nastro restò inciso con i suoi rumori ritmici che parevano gocce che cadono: davano fastidio. Ho fatto ascoltare il nastro e il senso della cosa era comprensibile: egli voleva disturbarmi.

 

Da notare che, come in questo caso, il diavolo non è perfetto, si distrae, trova sempre mille “divertimenti” infami che lo interessano, e crede di essere insuperabile. Tutte debolezze di cui si può approfittare.

 

In ogni caso installare sistemi che rendano documentabile il diavolo rende comunque un servizio alla persona tormentata. Il diavolo o spirito  (in particolare se lo spirito di un vivo, di una persona capace di sdoppiarsi) probabilmente non si farà più vivo. Soprattutto se è persona conosciuta dalla persona vessata.

In ogni caso la persona vessata, che ora non ha modo di essere creduta lo sarebbe. E questo è già un immenso vantaggio rispetto al presente. Non essere riconosciuti, essere presi per persone stravaganti e fantasiose se non per addirittura per matti, naturalmente aggiunge danno al danno.

 

(Anche, io credo che sarebbe bello documentare sempre i propri cambiamenti nel proprio stato fisico e i segni di ciò che il diavolo fa. I segni delle sue punture, del dolore che produce, del vampirismo su ogni parte del corpo, della stanchezza .. io credo che siano notevoli e possano essere rilevate e confrontate. Per esempio i cambiamenti sia psichici che fisici che si hanno usando  non usando delle protezioni come quelle che uso io. È tutto un lavoro che io stessa non faccio, ma che credo molto utile ai fini di documentazione. Per esempio, una volta in cui ho pensato: prima di partire per la Patagonia voglio fare analisi precise di ogni tipo, cosi che dopo si potrà vedere come il mio miglioramento è fin troppo eccezionale tenendo conto che io ho solo cambiato continente e da un clima più caldo sono andata in uno molto più freddo e ventilato. – È noto che il freddo e il vento ostacolano e perfino arrivano a impedire l’azione di un fantasma -.  Di colpo, nei giorni seguenti, in cui Junk si aspettava che io andassi dal medico, ha smesso di tormentarmi. Fino a che ha capito che io non lo avrei fatto. Allora ha ripreso coi soliti tormenti. Anche qui, non voleva che si notasse nulla di anomalo nel mio stato. Non vuole che della sua attività malefica nulla trapeli all’esterno. E credo che conti anche il fatto che conosco la sua identità).

 

 

Anche a questo proposito si può creare un’omertà simile a quella che si sviluppa nei confronti dei potenti o dei criminali. Le persone fingono di non crederci o non vogliono dare una mano a fare luce perché se il diavolo esistesse davvero si temerebbero contraccolpi personali.

Una volta ho chiesto a un’amica che fa il medico se mi avrebbe aiutato a trovare prove relative al diavolo mi ha risposto: “Vuoi che mi rovini la carriera?”. (Evidentemente non sarebbe popolare tra i medici se dicesse che si occupa di cose del genere -. ) Le chiesi una lista di esami clinici che potessero essere utili a mettere a fuoco la situazione fisica relativa a me e il genere di disturbi che sono conseguenza della vessazione del diavolo – non si tratta nel mio caso di quegli stati limite cui certo arriverei anche io se non mi proteggessi, che sono descritti in casi di possessione – e mi ha compilato una pila di esami in una calligrafia che io non sono riuscita a leggere. Sarà un caso… certo ha una gran brutta calligrafia.

 

La persona vessata dal diavolo potrebbe difendersi molto di più se fosse aiutata da altri.

Io a lungo ho cercato espedienti, ogni cosa possibile per evitare i tormenti fisici. Ora la mia situazione fisica è molto migliorata, anche se è comunque tutt’altro che idilliaca.

Per esempio anche in questo momento il diavolo è qui, che picchietta lievemente, che ascolta, a un metro e mezzo circa di distanza.

martedì, 18 agosto 2009

Possessioni inconfessabili per il diavolo e per la sua vittima. Minacce del diavolo.

Al momento sono stanca. Cosi stanca che il massimo che vorrei veramente fare è leggere senza troppo impegno il primo volume di Lynn Thorndike A HISTORY OF MAGIC AND EXPERIMENTAL SCIENCE DURING THE FIRST THIRTEEN CENTURIES OF OUR  ERA. 

Appena mi sono messa a scrivere qui, ho sentito battere. Non un buon segno. In effetti il fatto stesso che mi sento sfinita forse ha una qualche relazione con la natura del diavolo: “vampirizzo, dunque sono”.

Volevo scrivere vari post, poiché ho alcuni argomenti centrali di cui parlare. Dopo, credo che mi metterò a correggere il mio diario che sta nel computer, scritto a partire dal momento in cui ho preso coscienza del fatto che avevo a che fare con un “diavolo vero”, un mago o demone incarnato (In questi giorni ho visto per la prima volta il film L’arcidiavolo, nel quale Belzebù, per far scatenare una guerra manda sulla terra, in forma umana, un diavolo. Insomma si parla di un diavolo incarnato. Il film non manca di grazia. Starring Vittorio Gassman).

            Tra i vari post di cui volevo scrivere stava una Lettera aperta al diavolo in cui gli dimostravo la sua assoluta mancanza di logica, la sua pazzia. Per la dimostrazione gli ricordavo cose da lui fatte che mi aveva detto o a volte solo accennato. Lui mi aveva raccontato una storia relativa a una relazione con una bambina. Il nostro “eroe” raccontava in giro, come fosse normale, di avere avuto, all’età di quarant’anni, una relazione con una ragazza di tredici anni. Al mio stupore lui aggiunse che lei era una “matura”. (Disse cosi). Poi aggiungeva frasi misteriose, accennava al fatto che “per anni” fosse andato al mare con i genitori della ragazza, ignari di ciò che il loro amico stesse operando occultamente. (La polizia di fatto ebbe modo, in una occasione, di trovargli in casa foto compromettenti in questo senso. Foto di bambine di nove - dieci anni di genere pornografico. )

 

A questo punto faccio una digressione. Una volta, circa un mese prima che io capissi veramente con chi avevo a che fare e smettessi per sempre di vederlo, almeno in corpo fisico, perché per il resto continuò a tormentarmi, fece a me uno tiro orribile. Io, per essere confortata, poiché avevo rotto col diavolo che era ancora il mio fidanzato, avevo preso il treno per il “Salento”, dove abitava un’amica che avevo conosciuto seguendo dei ritiri spirituali guidati da un Llama tibetano. Non ero mai andata a trovarla, mentre lei era stata ospitata da me più di una volta. "Maria" aveva una bambina di otto anni. Una bambina un po’ grassoccia (anche io ero cosi, da bambina), con un viso molto bello, socievole e affettuosa. In quell’occasione Junk aveva cercato di manipolare me per abusare sessualmente la bambina, "Dora". Non gli riuscì proprio per nulla, ma io ne fui talmente scossa che il mio comportamento verso la bambina, come una forma di autodifesa, divenne un poco freddo. Ero preoccupata e non vedevo l’ora che i suoi genitori tornassero. Secondo la mia ricostruzione dei fatti, Junk si era addirittura dato da fare perché sia il padre che la madre abbandonassero con me la bambina per più di un giorno, senza che io lo avessi affatto voluto. Io volevo che la mia amica restasse con me. Aveva una grande energia ed era molto allegra. Invece  dopo due giorni mi disse che voleva andare a Roma a trovare un uomo che le piaceva. Mi disse che era sicura che sarei stata felice di fare la madre e inoltre mi promise di tornare la mattina dopo. Inoltre mi disse che di fatto avrei dovuto tenere la bambina solo per mezza giornata, poiché il padre di Dora l’avrebbe portata con sé fino a dopo pranzo. Il padre della bambina non mi conosceva affatto, e fui sorpresa quando mi vidi recapitare la bambina prima di pranzo.

Ero un poco delusa del fatto che Maria, l’amica mia, mi lasciasse, ma non mi dispiaceva occuparmi della bambina. Era socievole, fiduciosa negli altri e mi ricordo una cosa molto curiosa che non avevo mai visto in altri bambini: era lei a raccontare le storie a me, non io a lei. Arrivava col suo libro di fiabe e mi chiedeva se volevo sentire questa o quella e la leggeva a me. Comunque questo orribile tentativo del diavolo di abusare una bambina per interposta persona, e si badi bene, attraverso me con cui Junk al momento aveva una relazione e contava di riportarmi all’ovile: non è strano, stranissimo? In questo momento non ho intenzione di raccontare i modi con cui Junk cercò di indurmi a questa cosa. Voglio solo sottolineare che il tentativo del diavolo Junk fu fatto nel primo dopopranzo, ora in cui lui stava sdraiato a letto, durante la sua abituale siesta. Il che significa che in quel momento non aveva alibi. Era libero di uscire fuori del corpo e portare a termine questa porcheria. Voglio anche aggiungere una cosa importante. Junk suggeriva a me, in quel frangente, che il meglio del meglio sono le relazioni sessuali coi bambini. Appariva convincente. Gli posi una obiezione soltanto, mentre guardavo la bambina che, rendendosi conto che non la stavo ad ascoltare aveva smesso di raccontarmi qualcosa ed era scesa dalle mie ginocchia, dove era salita per raccontarmi qualcosa. Mi chiedeva se poteva andare dai bambini del vicinato a giocare. Aggiungeva che la madre le permetteva di farlo. Guardandola in quel momento obbiettai mentalmente al diavolo: “Si si, ma che cosa ha a che fare la bambina con questo? La bambina ha il suo mondo.” Il diavolo non rispose nulla, nulla. L’idea di tener conto di quello che un altro voleva non gli veniva neppure in mente.  Risposi a Dora che avrei fatto ciò che la madre mi aveva detto: seguirla con lo sguardo fino a che i vicini non le avessero aperto la porta. Cosi andò, e quando ritornò le preparai per cena un piatto di spaghetti. Mentre lei giocava e il diavolo finiti i suoi giochetti dell’ora della siesta andava a lavorare, io passeggiavo avanti e indietro molto preoccupata per quella cosa. Non avevo mai avuto una esperienza del genere e pensavo di non potermi fidare di me stessa. Il fatto stesso che io avessi pensato una cosa del genere era orribile per me. Non riuscivo a essere più spontanea con Dora, pensavo di dover avere paura di me. La sera Dora fece una scena di pianto perché voleva dormire nel mio lettone e io non volevo. Diceva che dormiva sempre con la madre, che non voleva dormire sola. Io, se non fosse successo quell’orribile episodio, non le avrei detto di no. Invece le dissi che io non riuscivo a dormire se c’era qualcuno vicino, insomma avevo tirato fuori una scusa. Tuttavia quei pensieri strani, che io credevo fossero farina del mio sacco, mi allarmavano. Non mi sentivo più sicura di me, temevo che il mio corpo facesse cose sbagliate a mia insaputa. Maledetto diavolo!

La mattina dopo aspettai che fosse un’ora minimamente ragionevole per telefonare, ma credo verso le sette, presi il telefono per sincerarmi che Maria fosse partita o partisse subito per tornare. Non rispose, il che mi fece sperare che fosse già partita.

Con Dora e i suoi tre amichetti del vicinato scendemmo verso il mare lungo una strada impervia a un poco stretta e proprio mentre eravamo sulla spiaggia, tra panini imbottiti e piccolissimi pesci morti che galleggiavano sull’acqua, Maria arrivò, mai cosi desiderata. Partii subito per tornare a casa, e il giorno dopo trovai un volo per l’India e li scoprii che l’uomo cui avevo chiesto ingenuamente, due anni prima, di fidanzarsi con me, non aveva fatto altro che convincermi di essere innamorata di lui con metodi occulti .. tra cui la possessione. Fine della digressione.

 

Riprendo il filo del discorso precedente, in cui parlavo del come Junk parlasse di una bambina con cui aveva avuto una “relazione”, senza fare cenno ai metodi che impiegava per farla “interessare”.

A me disse anche una cosa, cioè che la bambina, nel sedile di dietro, lo toccava- “Era lei che toccava me”, mi disse precisamente. “E perché?” gli domandai [ogni poche parole il diavolo batte ]  e lui: “Così” mi rispose. Il “così” significa “senza motivo”, e lascia il discorso a metà, cioè il diavolo non può dire il motivo per cui lei lo toccava: perché lui attraverso la possessione la portava a toccarlo. Ovvero, per meglio dire, lui toccava sé stesso muovendo il corpo di lei. Spesso, quando Junk avrebbe dovuto parlare dei suoi poteri diventava molto vago, le frasi si interrompevano. A distanza di tempo, conoscendolo bene, ho una buona possibilità di intuire che cosa in certe frasi a metà si poteva nascondere.

Un uomo che fa tutto questo è forse normale? Sano di mente? Egli non accennava mai al contributo che avevano in queste relazioni le sue azioni occulte. Parlava delle vicende come se la realtà fosse quella che lui raccontava.

Attraverso la possessione faceva sentire agli altri quello che lui voleva, e gli altri pensavano di sé quello che lui voleva. Dunque raccontava i fatti come fossero spontanei. Per esempio se lui aveva un interesse a una bambina, entrava nel corpo della madre per farle credere di essere attratta da lui, Junk.

Dunque raccontava queste cose a me. Mi raccontava che la madre di Rose voleva che lui avesse una relazione con la sua bambina Rose, poiché lei, la madre di Rose, lo voleva.

Junk odia il fatto che io metta a nudo questo fatto: che la madre non lo voleva, mentre lui un uomo contorto, amava immaginare che lo volesse, e si creava la “realtà” che voleva.

Il diavolo batte di nuovo. Che vuole?

L’altra volta, all’idea che io mettessi a nudo le sue contorsioni mentali e come parlasse di cose che non esistevano come vere (cioè non c’era nessuno che desiderasse toccarlo), mi ha minacciato con un sogno orribile in cui alla fine la povera gallina, dopo aver passato lunghe torture – che per fortuna ho dimenticato- finiva uccisa e dissanguata.. Ometto i particolari ma la sintesi era: “Ti ucciderò come una gallina”. Avendolo io preso in giro perché perde tempo a elaborare torture o altre magie sempre più varie e stupefacenti, in seguito, quando ha avuto di nuovo l’impulso di minacciarmi si è limitato a un’immagine: quella di una persona qualunque che mi spara alla schiena.

Junk mi ha anche parlato di una ballerina sua amante che aveva tentato il suicidio quando lui, Junk, le aveva detto che era innamorato di una bambina di tredici. Mentre lo raccontava Junk aveva in viso una espressione di grande felicità. Era felice del tentativo di suicidio di lei.  (Si sentiva amato. Si sentiva orgoglioso del successo dei suoi poteri, di quanto era bravo. Non gli passava per la testa che l’idea di un uomo di quarant’anni che se la fa con una bambina fa diventare depressi forte! La ballerina aveva un marito e un fidanzato, oltre a Junk. Le donne sposate o fidanzate con altri erano solitamente interessanti per il diavolo: mostrare a degli uomini che le loro donne preferivano lui era una cosa che lo doveva eccitare molto ).

Comunque la cosa per cui io dicevo che Junk era pazzo era un fatto: Rose prima che raggiungesse i 18 anni, secondo il racconto di Junk, si innamorò di un altro, un ragazzo giovane. Junk disse a me che dopo quel tradimento lui decise di “vendicarsi di tutte le donne.” Finì cosi e con il tono di chi non ha mai cambiato idea e che non considera alcuna eccezione. In effetti io sono arrivata a vedere che le cose atroci che ha fatto a me le ha fatte con altre, anche quelle che lui diceva di amare. Per esempio Junk poteva far violentare una donna da un suo amante costringendo quello a fare cose che l’altra non desidera .. quando e come l’altra non desidera… costretti entrambi tuttavia a fare cose che non avrebbero fatto se non sotto possessione diabolica…con l’effetto tuttavia di incrinare per sempre una relazione, poiché le persone coinvolte non si accorgono di ciò che è veramente successo… e anche se lo sapessero in amore è difficile dimenticare gli abusi.

Con Sonia, di cui in faccia mi diceva che l’amava tantissimo e in ombra (apparizioni) mi diceva che lei lo “ricattava”, fu la donna cui rovinò la carriera facendola scivolare sul pavimento e arrivare in ritardo e sbagliare i passi, fu la donna nel cui letto, occultamente entrò per anni facendo si che i suoi uomini le dicessero che era brutta e la umiliassero cosi tanto che lei veniva talmente mal ridotta che poi Junk poteva proporsi per "raccoglierla col cucchiaino". So questo interpretando secondo scienza e coscienza. Lui mi disse che gli uomini la umiliavano cosi tanto che poi lui, Junk “dovevo raccoglierla col cucchiaino”.

Una volta Sonia ha raccontato in famiglia, quando era adolescente, che Junk  cercava di “farle piedino o qualcosa del genere” e lei diceva: “Uff!” (Ahi! Junk era capace di uccidere per un gesto di insofferenza, per un pensiero, ma anche per nulla … e per sempre …)

(Un volta dissi a Junk il mio parere sulla vendetta, non ricordo a che proposito. È un massima che ho coniato io, da quando ero molto giovane: “La vendetta è un perdita di tempo!”. Infatti chi vuole vendicarsi si arrovella e angustia … mentre potrebbe impiegare il suo tempo a fare cose che rendono felici. Il diavolo mi rispose, facendo di si alla vendetta, più e più volte annuendo con la testa e dicendo semplicemente: “No, no, la vendetta…”.

Junk diceva – questo me l’ha detto una donna che gli voleva bene a nome "Eleonora" e  lui ha ricambiato questo affetto in modo come solo un demonio può fare, ma occultamente  - che a volte passava tutta la notte a pensare a come vendicarsi di qualcuno, ma poi al mattino non ci pensava più. Fin qui quanto lui fece capire a Eleonora, che lo riportò a me. Ma la vera realtà è che Junk passava la notte con lo spirito fuori del corpo: lo faceva andare dove voleva e da chi voleva e poteva torturare chiunque per ore. Questo lo dico perché l’ho provato sulla mia pelle. )

 

Junk batte, ma che c’è da battere? Stanotte avrò una nuova versione del come mi farà passare a miglior vita?

A questo punto, sia come sia, credo si possa chiudere qui.

Junk ha raccontava la favola dello scorpione e della tartaruga che si è fidata di lui ma doveva capire che quella è la sua natura. Lo scorpione è fatto per pungere e non si può chiedere di più.

Cosi Junk si giustifica.

Però Junk parla anche molto del romanzo “Il profumo”. Un uomo che le ragazzine fuggono, e del resto chi lo avvicinerebbe, sporchissimo come è e non intenzionato a lavarsi. Insomma l’uomo prende il profumo della fanciulle e ne estrae un profumo che si ottiene dalla loro morte.

Mi ha detto però, Junk il pazzo, dopo la sua morte, che semplicemente lui fin da piccolo amava fare il male.

Ci teneva a dirmelo. Lui segue la sua natura.

E nella sua natura è anche però fingere di essere buono, di pentirsi.

Ecco, ora mi ricordo. È stato quando io ho detto a Junk che lui ha un solo modo di dimostrare il suo pentimento. Un unico modo con cui i maghi e i demoni possono dimostrare di pentirsi. E cioè rivelare completamente come ci si possa difendere completamente dai loro poteri. Che cosa li renderebbe impotenti.

Questa sarebbe la prova del fuoco. La prova di vera buona volontà. Ma è stato allora che mi ha fatto sognare come lui possa farmi sparare da chi vuole, dove vuole, quando io meno me lo aspetto. Un colpo solo alla schiena.

Comunque sono sempre pronta ad ascoltare questa confessione di Junk.

 

Gli ho detto mille volte che gli converrebbe …

 

 

Post scriptum. Ho dimenticato di raccontare un episodio di possessione particolarmente penoso. In un pomeriggio di gruppo riuscì, in apparenza, a non darmi alcuna importanza e allo stesso tempo, con trucchi occulti, a farmi credere che smaniavo di desiderio per lui. E mi sottoponeva alla umiliazione di farmi notare che lui se ne accorgeva, illuminandomi mentre passava con un fascio di luce che usciva da lui. Comunicava senza parole che lui sapeva. Che vergogna ho provato! E non il più piccolo sospetto che quell’uomo stesse facendo un’ oscena messinscena.

Più tardi mentre eravamo attorno al tavolo, d'improvviso fece silenzio. La sua enorme energia –che nessuno di noi poteva immaginare frutto di vampirismo e non di duro lavoro interiore – era percepita da tutti. Facemmo un assoluto silenzio. Per parecchi minuti. Che cosa gli altri hanno percepito?  Io vidi distintamente uno sgorbio, un essere piccolissimo e mostruoso dentro la mia pancia, all’altezza dell’ombelico, dentro di me. L’essere piccolo e mostruoso diceva che voleva Junk a ogni costo. Era una specie di essere mostruoso e informe. Qui Junk degradava l’insegnamento cui diceva di rifarsi. Non era la prima volta che Junk usava i contenuti di quell’ottimo insegnamento per fare passare le sue trame oscure. In quell’insegnamento si dice che ci sono persone che sembrano sviluppate e mature, ma che, se si addormenta la parte mentale sono cosi arretrati che possono dire soltanto cose come “voglio la marmellata”. Io conoscevo quell’insegnamento. Dunque io pensai che ero a quel livello, anche se non me n’ero mai accorta.

Dopo che io vidi questo sgorbio mostrare i miei veri desideri, Junk si alzò e camminò verso la porta e poi teatralmente si voltò e mi guardò da una vetta di superiorità e mi fece capire bene: “Io ho visto.”

Gli altri non hanno percepito dunque il fine oscuro di tutto quel silenzio. La sua forza ponderosa ci faceva pensare che era un uomo superiore a noi, infatti quello che lui voleva essere indiscutibilmente: il numero uno.

In seguito ci fu il momento in cui, e allora uscivo con lui, mi diceva senza che io capissi che era lui, che io ero proprio una nullità, mentre Junk – usava proprio la terza persona per parlare di sé e confondere me – era perfetto.

Dunque tutta quella scena con sgorbio mi fece vivere uno degli attimi peggiori della mia vita, che naturalmente io ho spesso dimenticato, come tutto quello che è veramente penoso.

La mia mancanza di riflessione era notevole. Avrei dovuto ricordare a me stessa che io avevo vissuto delle esperienze interiori molto profonde, e dunque io sapevo che non ero uno sgorbio. Anzi ero stata la migliore allieva donna del gruppo che Junk viveva come concorrente col suo. In seguito ebbe a dirmi, per rispondere alle mie domande, che la ragione per rovinarmi la vita era stata “odio e invidia per la tua forza”.

Nel caso specifico della mostruosa messinscena -lo sgorbio nella pancia- io credo che non fosse un trattamento speciale che faceva a me. Lui, uno che per poter usare i suoi poteri si era ridotto a fare la bambola gonfiata nel letto di qualche donna, ecco che prima di proporre se stesso aveva bisogno di degradare quella persona, di ridurla male …

 

 

Post scriptum. Quali sono gli elementi che fanno riconoscere se un fatto è “farina del proprio sacco” o opera del diavolo?

Nel caso della bambina io non ho descritto dettagliatamente i fatti, ma voglio ricordare gli elementi che provano a me che non ero solo io in quel momento, ma qualcun altro.

La scena fu organizzata dal diavolo molto bene. Mentre la bambina stava sulle mie ginocchia e mi raccontava qualcosa, di colpo percepii il contatto con le sue gambe. Eravamo al mare, ed entrambe eravamo a gambe nude. Quel genere di contatto è diverso da quello che si ha coi bambini. Io avevo avuto un fidanzato, Jacob – e credo che sia l’amore della mia vita ancora adesso, anche se mi sforzo di non incontrarlo per non metterlo in pericolo – che, benché fosse molto più alto di me a volte si sedeva sulle mie ginocchia. Quando l’ho conosciuto aveva 23 anni ma io ne avevo sette di più. Forse il fatto che avesse avuto una madre che lo trascurava –in questo eravamo simili: anche ma madre mi aveva trascurato – aveva con me, in certi momenti, atteggiamenti da figlio a madre.

In quel momento mi venne in mente Jacob e come se mi venisse suggerito che quella bambina era un partner sessuale non diverso da lui. Questo particolare mi fa capire che Junk aveva studiato la cosa: Jacob e io ci eravamo incontrati più volte nel corso degli anni e sicuramente il diavolo aveva visto Jacob sulle mie ginocchia, oppure aveva visto la scena nei miei ricordi, non so. Tuttavia il ricordo di Jacob poteva essere abile per farmi accettare l’impossibile.

Contemporaneamente fui consapevole di un punto nero-oscuro al mio fianco destro. Mi fu suggerito (suggerimento alternativo) che io nella vita precedente ero stata un uomo e pedofilo. Questa seconda interpretazione mi fu suggerita da Junk il diavolo, anche qui, per rendermi credibile la cosa. Io non avevo mai provato cose del genere. Dunque Junk cercava di farmi trovare una spiegazione di qualche tipo, che mi facesse credere che ciò che succedeva era comunque farina del mio sacco. Insomma era come se uno spirito uscisse dal mio passato… e subito successe una cosa: io percepii a fianco a me, mentre camminavo verso l’uscita e la bambina mi diceva che voleva andare a giocare dai bambini della porta accanto, cioè vidi una specie di essere basso perchè molto molto curvo che camminava al mio fianco, dal lato destro, dove avevo percepito/visto il punto scuro, dal lato opposto a quello in cui era la bambina. Questo sgorbio era nudo, credo, e camminava come, poniamo, l’hobbit ormai degenerato, brutto mostruoso che cammina con le mani che qusi toccano terra, nel film “il signore degli anelli”. (Sia detto che io ho visto il film il signore degli anelli solo quest’anno e ad allora non l’avevo visto affatto, mentre Junk era un aficionado del libro. Una volta mi aveva detto al telefono che il libro più bello era appunto Il signore degli anelli e poi si era corretto dicendo “anzi, il più bel libro che ho letto  è Il Sigmarillion, le sue prime pagine”. Queste pagine, scoprii poi, visto che comperai e lessi nel corso del tempo sia il primo libro che il secondo, sono dedicate alla ribellione degli angeli, che si rifiutano di suonare in accordo agli altri angeli, cosi che Dio, dopo averli ripresi una volta,li scaccia dal paradiso. Al tempo della scena con Dora io avevo letto sia il primo libro che il secondo, ma non avevo visto il film il signore degli anelli, dove compare una specie di mostriciattolo, Gudlum, si chiama pressappoco cosi. I film dell’orrore erano una fonte di diletto e ispirazione per il diavolo Junk. A volte penso che si sia divertito a partecipare occultamente alla stesura di qualche copione…). Questo lo ricordo bene. Devo dire che io tesi a pensare, in seguito, che forse la teoria –cui non avevo mai dato credito- che abbiamo vite precedenti che influiscono sulla attuale fosse vero. Ma la cosa che è capitata a me non può avere questa spiegazione: non risulta che, fosse anche vero che abbiamo esistito altre vite, materialmente noi vediamo apparire un fantasma che lo rappresenti. Per esempio Sri Ramakrishna parlava di un certo re che nella vita precedente era stato uno che per vivere lavava i panni. E il re, da bambino, ogni tanto andava al fiume a battere i panni. Era un gioco che gli piaceva.

In ogni caso fu solo un mese dopo, in India, che scoprii che Junk ricorreva alla possessione nei miei confronti, per costringermi a stare con lui. Tutto insieme capii molte altre cose, visto che avevo avuto già visto e sospettato cose molto gravi da parte sua (come per esempio di aver gettato mia madre dalle scale ). Dunque mi posi una domanda: “Devo o non devo cercare di capire tutto quello che Junk ha fatto finora, ai miei danni? ” La domanda si poneva perché ciò cui mi trovavo di fronte è il male assoluto, una “vastità di male” –espressione usata da Junk in seguito per riferirsi alle sue azioni - che può fare male. La domanda era dunque: “Devo o non devo conoscere tutto questo male? Conoscere il male può degradarmi, farmi del male, rendermi infelice.”

Non sapevo che decidere. Ricorsi a un sistema che mi venne in mente in quel momento. Dissi a me stessa di farmi sapere, la mattina dopo, che cosa dovevo fare. Ciò che sto per dire è effettivamente curioso, e non mi era mai capitato prima. Comunque quando aprii gli occhi, la mattina dopo, “vidi” come passare una frase, ebbi il tempo di leggere la fine di una frase che tuttavia conoscevo benissimo: “….temono la luce”. La frase intera era “trame oscure temono la luce” ed era una frase che apparteneva a I King, il libro cinese che da consigli sul come comportarsi nelle diverse situazioni. Era un libro che consultavo spesso.

Decisi di seguire il consiglio, di ripercorrere all’indietro tutto quello che mi era successo, per vedere che cosa Junk mi avesse fatto, che cosa aveva fatto.

E la prima cosa che mi venne in mente e finalmente trovava una spiegazione era “la cosa”, l’episodio improvviso e del tutto imprevisto con la bambina. Non c’era nulla che mi appartenesse.

Decisi quindi di mettere le mani nel fango. Senza quella decisione questo blog non sarebbe nato, evidentemente.

 

Voglio specificare che la frase dei King io la “vidi”scorrere quasi come fosse un film davanti ai miei occhi. Questa è un’esperienza che non avevo mai fatto prima. non so spiegarmela, posso solo dire che cosi accadde.

 

 

POST SCRIPTUM. Giorni dopo mi è tornato in mente un altro episodio di possessione da cui io derivavo di poter avere l’impulso di uccidere qualcuno. Non ne conseguì alcuna azione, ma, anche qui fu la visione di me stessa che ne risentì. E lo scopo che Junk voleva raggiungere, con questo e altri interventi, fu raggiunto:  in seguito a questo episodio  mi allontanai per sempre dalla persona che “io” volevo uccidere. Al tempo io ero appena entrata nella sfera degli interessi di Junk.

Comunque e in genere Junk il mago-diavolo cercava di mettere gli altri al suo livello. Di inserire nella loro immaginazione le cose peggiori. Di far loro credere di essere di basso livello.

Un’altra cosa che faceva era far porre ai suoi allievi delle domande da cui rivelavano di essere meschini e stupidi. Cosi poteva dare qualche risposta che gli permetteva di rivelarsi migliore degli allievi..

Per tenersi gli allievi che voleva era capace di rubarli a qualche altro maestro che era effettivamente degno usando tutti i suoi strumenti occulti. Agiva in modo che quelli si comportassero pubblicamente male.

Ecco un caso, per esempio, nel quale ho sospettato ci sia stato lo “zampone” di Junk. Non è il solo caso, ma voglio ricordarlo almeno qui. Appena arrivata nel gruppo di Junk conobbi un ragazzo attraente e simpatico. (Non ricordo il nome: chiamiamolo Filippo.) Lui mi accompagnava a casa in macchina dopo il gruppo e avevamo modo di chiacchierare con molto piacere. Una sera, dopo il gruppo, Filippo mi propose di andare a un incontro con un insegnante spirituale che quella sera stessa si incontrava con gli allievi. Accettai. Salimmo una scala molto alta. Era tardi ormai, il gruppo era finito. Gran parte degli allievi era anche andata via.  Una donna volle farmi firmare un foglio con cui io aderivo al gruppo. non vedevo perché firmare, non avevo ancora idea. Ma insisteva come se la cosa non avesse implicazioni. Firmai. Ma due giorni dopo mi telefonò in qualche modo implicandomi in un qualche dovere .. non ricordo quale chissà forse voleva soldi? 

Comunque non ebbi modo di tornare li o di fare nulla poiché usci sul quotidiano un fatto sconvolgente. Quel tale maestro aveva preso a frustate uno o più allievi e per questo era stato arrestato! Il gruppo si dissolse. D’incanto era tutto finito potevo ringraziare se nel mio gruppo non ci prendessero a frustate, potevo sempre rimanere lì. Filippo, il ragazzo che mi aveva condotto li,  non venne mai più nel gruppo di Junk. Non l’ ebbi a rivedere mai più.

 

Junk non amava la concorrenza di altre guide o anche di altri maghi.

Come ci si permetteva di ricorrere ad altri? E aveva anche metodi per prendere soldi per atti magici, fingendo di darli a un mago che conosceva. Darli a lui perché li desse al mago che lui conosceva.

Una donna del gruppo, amica di Junk, aveva pene d’amore. Fu lei a raccontarmi due episodi collegati che implicano Junk. In uno Junk spaventa a morte un mago che la donna ha fatto venire per un rituale che riavvicini il suo amore, che dopo averla molto corteggiata insistentemente per anni e infine sedotta è tornato dalla moglie.

Durante il rituale, in cui il tale mago ha acceso le candele ed è comparso col mantello rosso fa un’aria terrorizzata, interrompe il rituale, se ne va e non ritorna mai più. la donna rideva ricordandolo.

La seconda scena. Junk chiede all’amica quanto lontano vorrebbe andare per riavere l’uomo amato. Lei dice che è disposta a tutto. Il che ho capito che significasse: “anche la magia nera” . Junk dice che per tre milioni di lire lui conosce un mago dalle parti di M. che farebbe tornare il suo uomo. Lei accetterebbe, ma, a quanto lei racconta, Junk le chiede una fotografia. Lei a quel punto teme per sé, e dice che non vuole andare avanti. Junk è furioso. Le toglie la parola e impone a me di non parlare mai con lei. Francesca mi racconterà queste cose in seguito, quando io decido di parlare dei poteri occulti e azioni di Junk con chi lo conosce. A lui avevo chiesto perché no parlasse più con Francesca. E lui mi dice, stravolgendo i fatti, che lei lo aveva sospettato di magia nera, richiedendogli indietro una foto che lui non sapeva neppure dove l’avesse messa.

Per quanto riguarda la mia guida, che era una persona imperfetta ma perfettamente degna, Junk fece scempio allontanando da lui molti allievi, tra cui me.

Per fortuna molti allievi invece rimasero con lui. In effetti appariva, apparve a me che si comportava male, ma ebbi modo di realizzare, seppure troppo tardi, che il tutto fu il risultato di pressanti azioni da parte di Junk.

Quando Junk faceva strage di persone e del loro onore, notte e giorno, con azioni demoniache, trovava però il tempo di fingere di essere preso d’amore per qualche donna che ahimè lo snobbava. Aveva scelto questo sistema per coprire i suoi delitti. Cosi la sua vita fu un seguito di delitti coperti dalla passione non corrisposta per Tizia, Caia o Sempronia.

Capii questo fatto quando un amico stretto di Junk un giorno mi disse che mentre nei gruppi tutti facevano la guerra contro tutti, Junk smaniava stupidamente per Sonia, come uno scemo, totalmente avulso da quella guerra. I giochi di potere in corso non lo toccavano: cosi voleva mostrare a tutti, mentre cercava di far fuori gli avversari manovrando gli altri.

Una volta Loreley mi disse che Junk era pazzo. Parlava di Sonia come se la frequentasse tutti i giorni, ma non si vedevano da mesi e mesi, ne era sicura perché era amicissima di Sonia.

La pazzia di Junk aveva una logica: essere considerati pazzi, dementi, sciocchi era una soluzione ragionevole, astutissima, poiché allontanava da lui il minimo pensiero che potesse essere un demone. Un terrore che Junk aveva era l’essere scoperto. Quando io lo scoprii fu in panico. Il suo “peggiore incubo” era diventato realtà.

 

mercoledì, 29 luglio 2009

 Con "difese ambientali" intendo le difese anti-diavolo che non porto sul corpo ma che sistemo  a casa, o sul lavoro, attorno a me.

 

Per "diavolo" intendo ogni genere di anima, di vivo o morto, che possa essere su di te e che percepisci come negativa.

 

Tradizionalmente le difese consistevano in candele accese (la fiamma delle candele, che brucia le infestazioni) e il fumo dell' incenso, che avvolge le infestazioni. Se si tenggono le fineistre aperte, il fumo esce dalle finestre cosi portando via le infestazioni.

Io penso sia più praticabile ed efficace semplicemente tenere costantemente l'aria il piu possibile ventilata attorno a voi.  Si può accendere uno o piu ventilatori, orientandoli uno contro l'altro, ovvero tenerne solo uno con il flusso orientato contro una parete il più possibile vicino a voi. Tenere, secondo possibilità,  le finestre e/o porte aperte, in modo da assicurare un costante ricambio d'aria.

 

Un altro elemento importante che io uso sta nel mettere un telo di plastica morbida ad avvogere o comunque coprire bene il materasso. Sopra la plastica poni un coprimaterasso e poi fai il letto come di consueto.

il diavolo non passa la plastica. Nè lui, nè sostanze che possa portare con sè, come per esempio veleni o cattivi odori o che altro.

In questo modo si evita che il diavolo attacchi da sotto il letto e da dentro il materasso, eventualmente sistemando veleni lì dentro.

 

Se non volessi ricorrere alla plastica esiste una soluzione, ma molto piu costosa e anche scomoda. puoi farti costruire un letto di legno, con sopra uno strato di almeno tre centimetri di granito e sopra metter uno o piu strati di rame. (Il rame inoltre neutralizza in qulache misura la negatività del diavolo e in questo ha un vantaggio rispetto alla plastica).Poni sopra un coprimaterasso. Questo sistema evita che il diavolo si annidi in un materasso, che ha uno spessore che glielo permette.

 

Una difesa aggiuntiva che si può mettere per difendere il proprio letto dal diavolo sta nel disseminare delle punte direttamente sul tuo coprimaterasso, sotto il lenzuolo. Scegli punte di acciaio. (Nota 1).

 

Si tratta di punte non vive, che si possono ottenere semplicemente spuntando delle spille a balia dal lato dove la spilla si chiude. Una volta tagliata, si resta con l'insieme di due punte. diostribuisci un buono numero (decine ) di queste punte sul tuo coprimaterasso. si sa che lo spirito è una energia statica che si scarica con le punte. per tradizione si sono usati pugnali per colpire gli spiriti. si racconta che una volta colpito lo spirito si ferisce l'eventuale corpo della persona cui appartiene, se è un vivo (un "mago", che farebbe sempre meglio a telefonare, o scrivere una lettera, con cui possa essere chiaramente individuato, se fosse un essere decente ). Io non ho prove di questo, ma ho prova che incappare un una punta non è una esperienza piacevole per un demone. 

Ora non potrà più poggiarsi con comodità sul letto per colpire su questo o quel punto del corpo.

Certo potrà colpire poggiandosi sul corpo o cercando di entrare nel corpo, ma per quello ci sono le difese che si portano addosso, notte e giorno.

 

per difendere il mio sgabello di lavoro, che è imbottito, ho inserito delle spille da sarta, di acciaio. le inserisco fino in fondo, tanto da non vedersi, ma si sono rivelate efficaci. un luogo in meno dove il diavolo non si infila.

per terra sotto e davanti al mio sgabello ho messo un mucchio di calamite. anche le calamite on qulche forma disturbano queste presenze, poichè comunque vedo che proteggono, almeno in qualche misura.

 

 

 

 

Nota 1. Credo che la punta non viva sia riconosciuta come protettiva se si pensa che gli orecchini fissati alle orecchie attraverso un buco sono considerate tradizionalmente protettive. Ad essere protettivo è il metallo sottile che sporge dietro l'orecchia, che non è però una punta viva. Ho trovato diversi riferimenti, tra cui una testimonianza, a pagina 187 ("Riferiscce anche di avver indossato degli orecchini che al proteggevano dalla influenze negative...") del saggio di Mazzone, Marinella e Michele Vanetti: "Culture tradizonali e psichiatria: aspetti generali e considerazioni su alcuni casi clinici." in LA STREGA, IL TEOLOGO E LO SCENZIATO. Atti del convegno Magia stregoneria e superstizione in Europa e nella zona alpina Borgosesia, 1983, a cura di M. Cuccu e P.A. Rossi.

la prima volta in cui ho sentito parlare dle potere particolare degli orecchini è stato attraverso una giovane donna peruviana. lei parlava del fatto che nella sua cultura si ritiene particolarmente protettivo l'acciaio, sopratutto gli orecchini.

Mettendo insieme il tutto possiamo pensare utile di appendere al buco delle orecchie un qualche orecchino con una o due punte, che non sono vive, ma comunque molto sottili. Devo dire che sopratutto provenineti dall'a,merica latina si trovano in vendita collane con punte lunghe un centimetro, la cui punto non è cosi viva come un ago, e tuttavia funzionano.

di recente, prima di mettere insieme tutto questo, mi sono fatta appesa all'orecchio, che ho fatto bucare prima di conoscere il diavolo, con un piercing sottile abbastanza da poter essere fissato. é di acciaio e ha due punte, una per parte. da ogni aprte la punta viene avvitata. mi sembra che funzioni a protezione, ma certo sempre nell'ambito di quel punto in cui è fissata e i suoi dintorni, ma non mi sembra che protegga tutta la testa e il collo.  Il diavolo si ingengnerà di non venire a contatto con quella punta, e dunque si terrà a qualche distanza. se attaccate, si può provare a muovere la testa, in modo da scuotere chi ci attacca, e magari farlo toccare alla nostra punta. Si può anche portarsi dietro una punta di una o due centimetri (meglio di due, credo) e colpire sul punto in cui ci si sente attaccati.

Ho letto molte testimonianze in libri relativi alla caccia alle streghe.

In un libro (di C. W. Leadbeater dal titolo: Il piano astrale. Suo aspetto, suoi abitanti e fenomeni parapsicologici. Editrice Libraria "Sirio", Trieste 1988. prima edizione 1896) ho trovato quando segue (a pagina 129):

 

Ripercussione: Il principio della vibrazione simpatica descritta più su fornisce anche la spiegazione di un fenomeno strasno e poco conosciuto, chiamato ripercussione, per il quale ogni lesione arrecata o qualsiasi segno fatto al corpo astrasle materializzato, nel corso delle sue peregrinazioni, si produrrà nel corpo fisico corrispondente. ne troviamo tracce in alcune delle prove ammesse nei processi di stregoneria nel Medioevo, in cui non di rado si afferma che qualche ferita inferta alla strega, quando questa aveva assunto la forma di un cane o di un lupo, appariva poi sulla parte corrispondente del suo corpo umano.

 

 

Personalmente credo che semplicemente la punta scarichi energie, in misura più o meno grande, come fa il parafulmine col fulmine. (Di questo ho parlato in apposito post). Una volta mi è parso che lo spirito del diavolo con cui io ho a che fare, che allora era ancora un uomo, si sia abbattuto su un mucchio di chiodi che io avevo messo, con le punte in fuori a corolla, come fossero gambi di fiori, su vari punti della mia stanza, in tazze.

mi è parso provato, come se avesse perso tutta l'energia, ma non ho potuto verificare che cosa fosse successo al suo corpo fisico. So che non morì. E continuò in seguito -non so quanto tempo dopo, forse solo ore - ad attaccarmi ferocemente.

 

 

C. W. Leadbeater Il piano astrale. Suo aspetto, suoi abitanti e fenomeni parapsicologici. Editrice Libraria "Sirio", Trieste 1988.

prima edizione 1896)

           

A pagina 129:

 

Ripercussione: Il principio della vibrazione simpatica descritta più su fornisce anche la spiegazione di un fenomeno strasno e poco conosciuto, chiamato ripercussione, per il quale ogni lesione arrecata o qualsiasi segno fatto al corpo astrasle materializzato, nel corso delle sue peregrinazioni, si produrrà nel corpo fisico corrispondente. Ne troviamo tracce in alcune delle prove ammesse nei processi di stregoneria nel Medioevo, in cui non di rado si afferma che qualche ferita inferta alla strega, quando questa aveva assunto la forma di un cane o di un lupo, appariva poi sulla parte corrispondente del suo corpo umano.

giovedì, 28 maggio 2009

In questo blog descrivo misure capaci di diminuire in misura assai consistente i danni prodotti dal diavolo a livello fisico/psichico. La ricerca è andata avanti e sono orgogliosa   dei progressi compiuti. Ci sono novità assolute sia nell’uso delle punte – ho inventato un ciondolo che punge il diavolo ma è inoffensivo per noi -, sia del balsamo di tigre sia di quello dell’aglio. Ho introdotto poi una piastra portatile di acciaio chirurgico antiodore che si è rivelata di grande importanza come difesa.

 

Dopo quasi un anno e mezzo sono tornata ad aprire il blog e forse non sarei tornata se non avessi raggiunto importantissimi miglioramenti nelle misure contro spiriti maligni eccetera. 

Rido per i commenti che avete fatto sul mio blog e altrove.. Mi riempie di felicità scoprire quante risate vi ho fatto fare… prima o poi mi darete fiducia. 

Ho il dovuto entusiasmo per scrivere un post con l’insieme delle difese rivedute e corrette. Certe sono sostanzialmente nuovo (la piastrina di acciaio ), per certe ho aumentato magari la quantità (punte: e qui ho avuto un piccolo colpo di genio…), per certe ho trovato una applicazione in più… e di certe ho solo scoperto l’importanza decisiva (l’olio di tigre e altri prodotti a base di canfora).

 

Il pudore mi impedirebbe di dire che ho molto pregato in certi momenti perché la mia ricerca andasse avanti. Ma sarei vigliacca se non lo dicessi: ho pregato la Madonna in particolare e suo figlio. Trovo conforto e aiuto nel pensare a loro. La ricerca è andata avanti in misura sorprendente. Anche se non è finita.

 

DUNQUE VI INVITO A PROVARE le contro-misure E RACCONTARE GLI EFFETTI, NON IMPORTA SE SIATE O NO TORMENTATI DAL “MALIGNO”. Che può avere un aspetto qualunque..

Dunque comincio.

 

Si tratta di tutte le difese che io uso al momento. Tutte sono necessarie, cosicché posso raccontarle in qualunque ordine.

 

 

1. PIASTRE DI ACCIAIO CHIRURGICO

 

Piastre di acciaio chirurgico per coprire ciascuno i punti più importanti del corpo. Io ho visto per caso in vendita delle piastre DI ACCIAIO made in China che sono vendute come “saponi anti-odore”. Sulla confezione che le avvolge sta scritto: Odor remover. (Costo: io le ho comperato per quasi sette euro l’una. Vi prego di escludere che io cerchi di fare pubblicità alle suddette piastre). Non mi è capitato di vedere altre piastre DI ACCIAIO vendute in giro –non ho neppure idea di come cercarle, esattamente - e dunque ho provato queste. Vanno appese o fissate in qualche modo a coprire punti  determinanti. IL CUORE, IL BACINO A SINISTRA DELL’OMBELICO SONO I PUNTI PIÙ ESSENZIALI.

Dissolvono l’infestazione di cui il diavolo può essere carico (se fuori non piove o è vento), impediscono che il diavolo entri con forza in quei punti. (I maghi stessi si servono di piastre di acciaio o di ferro per proteggersi dei “colpi di ritorno” .. Suppongo di un altro mago che gli renda la pariglia. Io non ho mai visto partire da me alcun “colpo di ritorno” !).  Mi è parso che renda più difficile al diavolo scovarci, scoprire la posizione dove stiamo (a meno che naturalmente non stiamo in casa o posti dove stiamo di fisso ...)

Sono abbastanza portatili: otto centimetri di lunghezza, quattro di larghezza e due millimetri di altezza. Andando in giro è difficile portarne addosso altre. Ma ricordatevi che al soldato medievale  andava molto peggio …

Prima di dormire invece ne fosso altre, praticamente una la fisso vicino al collo per proteggere la testa, una alla cintura , una la fisso addirittura fuori dal pigiama, proprio sul cavallo dei pantaloni. (Non crediate che vi voglio far ridere apposta..). Insomma usa la tua creatività. Chi più ne ha più ne metta..

Come fissare addosso le piastre? Io le fisso tutte e due agli indumenti intimi con delle calamite. Quella sul cuore la tengo anche appesa al collo con un filo rosso (oltre che fissata al reggiseno con calamite).

Ricordiamoci che queste piastre hanno un buco da un estremità e questo può servire a cucirle in un punto degli indumenti. Certo è pesante, non è come fissare un bottone..

 

L’uso di queste due piastre ha un’estrema importanza.

 

ATTENZIONE: l’uso delle calamite può avere controindicazioni serie, soprattutto a chi ha problemi di cuore o ha subito operazioni. So che in questi casi è totalmente da escludere. Inoltre ho l’impressione che faccia salire il battito del cuore, il che non a tutti fa bene. (Io ho la pressione bassissima). Dunque prima di usarle informatevi per bene. Io cercherò anche di farlo, e vi informerò.

 

 

 

2. CALAMITE.

 

 

Sto parlando di coppie di calamite che si possono fissare su qualunque punto degli indumenti intimi.

Io ne ho limitato molto il loro numero, per evitare che il lavoro per metterle e toglierle fosse ridotto al massimo. Che si evitasse quel continuo attirarsi delle calamite tra un punto e l’altro, che ovviamente dava fastidio, non escluso qualche livido quando le calamite attraendosi con forza sbattono le une contro le altre. Cosa che porta anche alla loro rottura e dunque a doverle rimpiazzare.

 

Attenti dunque a maneggiarle con cura, a tenerle ben distanziate. Ad avvicinarle con calma una all’altra, tenendole stabilmente con le mani. Quando si avvicinano tendono a roteare per disporsi l’una sopra l’altra. Assecondate il movimento con grazia. Per staccarle l’una dall’altra fatele scivolare, non cercate di sollevarle l’una dall’altra come su l’una fosse il coperchio dell’altra. Nella pratica si impara. 

 

Ne ho parlato molte volte, non sono diverse da quelle precedentemente descritte, solo il loro numero è inferiore, e semmai aumento la forza di ogni singolo punto calamitato aumentando il numero di calamite, che si sovrappongono naturalmente alle altre. A volte mi capita, in punti che lo permettono, di usarne tre per lato, dunque sei per ogni punto. Sul cuore a volte mi sono trovata con queste piccole pilette di calamite.

 

Dove e come comperarle? Cliccando su magnets, in Internet se ne trovano. Devono essere comperate preferibilmente senza supporto, poiché nude occupano meno spazio, si vedono meno. Peraltro avere un supporto –che è isolante in qualche modo, essendo per esempio di legno o plastica - significa impedire che per esempio passando vicino a del ferro – la sedia della biblioteca o del bar o il sedile dell’autobus .. - la nostra maglietta scatti con le sue calamite e vi si attacchi… con il relativo piccolo rumore e il nostro cauto sforzo per staccarle… La gente in realtà in generale non ci fa assolutamente caso.

 

Io  a lungo comperavo delle calamite che si vendono per appendere le tende. Dunque le trovavo nei mercati rionali e nei negozi di ferramenta. Ora ho trovato una donna che le tiene nella sua bancarella senza supporto, e naturalmente costano molto meno.

 

Più sono piatte e meglio è. Non devono essere troppo piccole.. Devono essere circolari. Che forza devono avere? Ho scelto, come prima, quelle che hanno la forza di tenere sollevati  circa 100 grammi di ferro. Sono forti ma non troppo. Si rischia qualche livido, se non si sta attenti, ma non più di questo.

 

ATTENZIONE: Non datele ai bambini! Non sono giocattoli. POSSONO COSTITUIRE UN PERICOLO.  

 

Ora posso dire dove fisso io i punti calamitati.

 

In cima alla testa o verso la fronte se avete capelli forti potete fissare un punto calamitato. O metterlo in un copricapo.

 

A uno o ai due lati del collo sarebbero appropriati a protezione del collo e della testa.

 

All’altezza del cuore ho finito per metterne 5 (cinque) distribuendole per tutta la circonferenza del busto. Dipende da quanto larga è detta circonferenza perché si possa diminuire il numero di gruppi calamitati o addirittura, se siete molto robusti, aumentarli.

Io ne metto uno sul cuore, forse un poco più a sinistra. Poi due sotto le ascelle, e due dietro sulla schiena, ai lati della spina dorsale, lontani abbastanza tra di loro da non attrarsi.

 

La cintura alla vita la porto solo la notte. Fisso 4 punti calamitati, due davanti e due dietro. cerco di fare si che non si attirino con quelle che ho fissato sopra, sul reggiseno. cosi in generale fisso quelle sul reggiseno in alto. Se vedo che si attirano ancora cerco di portare ancora di più verso l’alto le calamite sul reggiseno.

 

Ora le mutande. Fisso solo tre punti calamitati. Uno sta sul bacino. È all’altezza dell’ombelico, ma oltre l’ombelico stesso, alla sua sinistra.

Del resto è li che ho fissato il punto dove mettere la piastra di acciaio. Questo punto è derivato dalla crescita della mia conoscenza, a seguito della lettura del libro “El fantasma de los vivos” del ricercatore H. Durville, dove si sostiene che le persone che mandano il loro spirito fuori del corpo lo mandano in quel punto. Tutto questo mi ha fatto dare un senso a una cosa che non riuscivo a spiegarmi: da quando il diavolo ce l’ha con me, mi ha sempre massacrato in quel punto. Ho punti rossi frutto di colpi  di “ago” – l’anima del diavolo che si assottiglia tanto da pungere come fosse quasi un vero ago …- e avuto dei dolori che mi costringevano a letto per ore. [Una delle difese che mi diedero sollievo in passato fu bere molta acqua calda bollita per 15 minuti e tenuta nel termos. Di questo ho parlato nel blog ]. Ora ho capito che ciò che il diavolo colpisce in quel punto è l’anima della persona. Colpendo l’anima, colpisce la persona nel modo più completo.

Dunque ora piuttosto che mettere genericamente le difese sull’ombelico le metto spostate più a sinistra. E il vantaggio l’ho visto. Il porre l’acciaio sopra quel punto ha costituito un vero progresso nelle difese.

 

Il secondo punto calamitato sta a difesa dell’osso sacro. Una difesa in più nello stesso punto che viene difeso dalla supposta d’aglio.

Il punto calamitato si mette dietro, al lato della spina dorsale dal lato destro, non molto lontano dall’osso sacro. Non deve importunarlo, ma stare vicino.

Il terzo punto rafforza il lato in cui sta l’anima (o dove l’anima comincia), ma dietro. E lo metto in quell’incavo che sta nei glutei, ai lati, ma lo metto solo dal lato sinistro. Lontano abbastanza fa ciascuno dei due altri punti calamitati e anche dalle calamite poste sulla cintura.

 

Un punto calamitato sul cavallo dei pantaloni è a rischio di “attacco” da parte delle altre calamite.

 

Sulle gambe ho messo un solo punto calamitato dietro un solo ginocchio, e con i supporti di legno in modo che non vadano a attaccarsi in giro.. 

Sui piedi e le caviglie a volte è necessario fare un notevole sforzo.

Se si è scoperti sul cuore o il bacino, l’osso sacro, il diavolo si accontenta di colpire quelli. Se difendo questi punti chiave allora cerca altri punti da attaccare. Cosi che si possono sentire crampi insoliti nei posti più insoliti.

In linea generale io ultimamente indosso cavigliere e mezze calze, dove metto alcuni punti calamitati. Cerco anche di usare supporti isolanti (come prima accennato) per evitare che vadano a sbattere le calamite di un piede contro quello dell’altro..

 

Di notte cerco di mantenere le mani  in guanti. Dentro questi guanti che sono semplicemente come sacchetti di materiale sintetico, ma morbidi e comodi, metto un gruppo calamitato per guanto. Metto il gruppo dentro il guanto, attaccato tra il posto per il pollice e il resto del guanto. Cosi che non si attacca con forza all’altro guanto, se le mani si toccano.

 

Per ciò che mi riguarda, ho notato che un punto è maggiormente difeso se aggiungo calamite in un punto. Invece delle due calamite esenziali a formare un punto, se ne aggiungo anche solo una in più dal lato della pelle, la mia difesa sembra essere più efficace.

 

 

PUNTE ! Mia creazione fatelo-da-te: ciondoli a due punte ricavati da spille a balia.

 

Ho messo a punto, ideato un ciondolo a due punte che chiunque può costruire. Il vantaggio di questo ciondolo è che può essere appeso in ogni parte del corpo ed essere del tutto innocuo per chi lo indossa. Il vantaggio è che il diavolo che si avvicina alla pelle può essere punto e perdere le sue energie. Una cosa che aborrisce.

 

L’effetto delle punte è di rendere il diavolo molto attento a dove mette i “piedi”. Anche, se si trova dentro il corpo, non può più sgomitare a destra e a manca, ma deve essere delicato, poiché se cozza contro una punta, mentre sgomita appunto perde le forze, è come se venisse ferito. Dunque fa diventare il diavolo più delicato.

 

Come fare se si sente che il diavolo è dentro il nostro corpo?  Ecco cosa si può tentare di fare sapendo che abbiamo sulla pelle le punte: cercare di farcelo finire contro. Come? Muovendoci in ogni modo, rotolandoci sul letto, cosi che lui sia a sua volta sbattuto, scosso, e fatto cadere sulle punte. Credo che serva.

 

Possiamo anche battere come fossimo un tamburo, ritmicamente, con le mani, sulle parti infastidite.

 

Ma come si fa a fare il ciondolo?

Occorre avere spille a balia. Che siano di acciaio. Che siano di acciaio perché se fossero di ferro verrebbero a fissarsi sulla prima calamita che incontrassero, e questo non le farebbe più muovere liberamente.

 

E che siano del tipo che ha un piccolo cerchietto da una estremità. Insomma un buchetto che è necessario per passare il filo per appendere.

Ancora: si comperano due spille a balia di una certa lunghezza. Tagliata la parte della chiusura, la punta che si ottiene deve essere lunga almeno un centimetro.

Dunque ecco l’idea. Si spunta la spilla. Si taglia via il pezzo che forma la chiusura, e poi si spunta anche l’altro lato, il limite della punta viva, che a me comunque fa paura. Ora abbiamo un ciondolo: ci sono due punte e un buchetto da cui possiamo passare un sottile cordino.

Per essere innocuo per noi, il ciondolo deve appunto ciondolare, essere appeso in modo che si muova liberamente, che spontaneamente modifichi la  sua posizione quando trova un ostacolo. Dunque dobbiamo farla pendere almeno di alcuni centimetri da un punto della stoffa.

Siamo all’ultimo problema: come fissare sulla stoffa, sull’indumento stabilito, il ciondolo a due punte? Semplice:  cuciamo il filo lungo abbastanza da lasciar pendere il ciondolo di alcuni centimetri.

Oppure, per i pigri e per i primi tentativi: appendere il filo a un’altra spilla a balia, che può essere –anzi è preferibile che sia – piuttosto piccola. Serve solo ad ancorare il ciondolo. si passa il filo nel cerchietto della seconda spilla, quella piccola e intatta, si chiude il cordino o grosso filo, con un nodo, e abbiamo due punte. Possiamo addobbare indumenti intimi o pigiami con quante punte vogliamo. Io comunque evito di fissarle in punti che abbiano il minimo rischio di toccare gli occhi, la spina dorsale…

 

Naturalmente si usano altre punte a difesa personale, come in particolare le collane a punte, solitamente provenienti da paesi sudamericani Comunque ho trovato una collana che ha tre punte di cui una di due centimetri e mezzo di lunghezza e mezzo centimetro di diametro alla base.

Sono molto utili. Io le uso sia al collo, il che ci assicura che se il diavolo ci attacca, dovuto alla collana non ci attacca sul punto della collana ma sopra o sotto la collana. Ammetterete che è già qualcosa!

Devo a queste collane l’idea di come si costruisce una punta che può stare innocuamente appesa al corpo. Queste punte ruotano intorno al filo della collana liberamente. Non pungono  mai la persona.

Una loro particolarità  è che hanno spesso particolari di ferro, il che le rende un poco inadatte a stare vicino a calamite. per questo evito di mettere calamite sul collo, quando le indosso.

 

Cercherò al più presto di inserire foto di queste collane. Di fatto ne ho diverse.

 

 

AGLIO IN QUATTRO MODI! Una novità di fondamentale importanza.

 

 

CREDETEMI, CI HO PROVATO A RESTARE SENZA L’UNO O L’ALTRO modo d’uso dell’aglio, MA TUTTI e quattro sono importanti: la difesa è migliore, vi sentirete meglio quando li usate tutti. 

Comincio da quello che ho aggiungo ora. si tratta di un infuso di aglio. la sera mettete dentro un bicchiere d’acqua degli picchi d’aglio tagliati a fettine sottili. Al mattino scolate l’aglio e buttatelo. Ora aggiungete all’acqua il succo di un intero limone. poi se volete diluitelo con altra acqua, aggiungete un poco di miele o del succo di frutta. Lo scopo è renderlo gradevole tanto che lo beviate. Se è troppo concentrato magari non riuscite a berlo.

L’effetto positivo di questo modo d’uso è che velocemente si distribuisce nel corpo. L’effetto su di me è che dopo aver assunto questo infuso ho sentito molto di meno la presenza del diavolo dentro il corpo, magari concentrata in un organo. Non era piacevole e sentivo dolore, come se la parte fosse malata. Ora sento molto meno questa presenza e dunque l’infuso d’aglio è entrato di diritto nell’insieme delle contro-misure. Se prima il diavolo, anche essendo coperta, diciamo, di punte, si asserragliava in un organo, be' ora non lo fa.

 

 

E naturalmente la difesa sempre molto importante, che salva il nostro senso dell’equilibrio e la nostra energia sessuale ed è lo spicchio d’aglio come supposta. (Io ritengo che se avessi sempre usato questo metodo ora andrei ancora in bicicletta. Invece non vado perché il mio senso dell’equilibrio è stato cosi compromesso dal vampirismo selvaggio del mago/diavolo che le poche volte che ho inforcato la bicicletta sono caduta. E dire che una volta andavo normalmente in bicicletta da Berkeley a chissà dove…

Logicamente occorre mettere al supposta sempre prima di andare a dormire, poiché è nella notte che gli spiriti si infilano a dormire nei corpi dei vivi (come dice, se non erro, l' enciclopedia britannica.. ma controllo..) e si nutrono delle loro energie. Questo spicchio dice loro di andarsene.

 

Anche dopo pranzo se si dorme non è affatto una cattiva idea mettere una supposta. Fra l’altro questo è un uso che non da odore.

 

 

Sulla quantità da usare non so precisamente.

Comunque mai ho letto di una cura di aglio che superi l’uso di una testa al giorno, perciò direi che questo deve essere il nostro limite massimo, mettendo insieme i diversi sistemi. Personalmente mi sembra di consumarne in totale forse mezza testa al giorno.

Cioè più spicchi per l’infuso –in quantità variabile, dipendendo anche dalla voglia che ho di tagliare le fettine-, due spicchi piccoli da tenere in bocca tra denti e guancia, uno almeno prima di dormire da mangiare col cibo o semplicemente facendolo a pezzi coi denti e buttandolo giù con un po’ d’acqua.

Secondo me l’infuso d’aglio può permettere un consumo di diversi spicchi di aglio, essendo, se l’infuso viene diluito, abbastanza leggero da sopportare. Credo anche che lasci meno odore.

mentre mangiare più di uno o due spicchio di aglio al giorno mi pare sia troppo pesante.  Penso sufficiente mangiare uno spicchio prima della pennichella pomeridiana, magari più piccolo, e uno più grande la sera , prima di dormire. In ogni caso è necessario prenderlo prima di dormire la sera.

 

Come cavarsela con l’odore? Bevendo Yogurt.

Se interessa posso fornire una ricetta facilissima per farlo in casa, servendosi solo di un po’ di yogurt Yomo, che ritengo il migliore per lo scopo, e del latte intero. È ottimo e si risparmia denaro.

non dimenticate, insieme all'aglio, l'importanza che hanno anche la cipolla e l'aceto crudo.

 

 

       Olio di tigre, balsamo di tigre e altri composti scotta-diavolo!

 

Il balsamo di tigre anche in minima quantità allontanata immediatamente la presenza del diavolo. Cosi fanno anche altri liquidi. L’olio di tigre, l’Essential embrocation.. tutti composti a base di canfora… che tradizionalmente è considerata difensiva rispetto al diavolo.

 

Mi è sembrato che questi liquidi abbiano l’effetto di impedire che il diavolo si avvicini e si appoggi o entri nel corpo.

 

Quando siamo in difficoltà perché c’è un punto del corpo che le altre difese non riescono a proteggere, la soluzione è sicuramente di massaggiare la parte con un po’ di olio o balsamo elencati prima. Può servire anche un liquido antizanzara …

 

Ma attenzione a non avvicinare questi composti agli occhi o alle narici  … avvicinare la mano in cui avevo messo dell’antizanzara mi ha fatto l’occhio molto rosso. Sono andata al pronto soccorso. Tuttavia è poi passato tutto in qualche giorno, senza l’aiuto di alcun collirio.

 

Si potrebbero anche distribuire minuscole quantità di questi liquidi - o di spray venduti per purificare l’ambiente - sul letto prima di dormire, sulle coperte o anche lenzuola. Io non li amo molto, ma il loro valore protettivo è indiscutibile..

Bisogna solo sapere se possono costituire un pericolo per la nostra salute.

 

Per ciò che riguarda il balsamo di tigre - che io preferisco perché è forse più persistente degli altri e perché non temo che si rompa come può succedere con una bottiglietta di vetro che contiene un liquido – e altri di questi composti, parrebbe che non si debba eccedere.

 

Si possono annusare, passare sui vestiti (dove non si possano macchiare, ovvio) e sulla pelle. Anche sui capelli, che però poi appaiono untuosi ..

 

Si può passarne un poco in cima alla fronte, sotto l’occhio sinistro, sotto le narici –senza assolutamente toccare le narici stesse – dietro le orecchie e in generale usarlo come profumo. Nei punti dove duole.

Occorre però variare, anche di poco, il punto di pelle su cui si applicano.

 

Comunque è assolutamente necessario portare una confezione sempre con sé e usarli al più presto quando ci si sente anche solo stanchi o infelici. Molte volte mi sono sentita meglio all’istante. E questo mi ha fatto inserire questi liquidi tra le difese maggiori.

 

Ecco i componenti dell'olio di tigre/Tiger Oil: Methylis Salicylas, Turpentine Oil, Eucalyptus Oil, Clove Oil, Cinnamon Oil, Thymol , Camphor.

L'olio di tigre è proibito per le donne incinte.

Si usa solo esternamente.

Non usare il prodotto sulle mucose, per esempio occhi, cavità orale, sulla pelle escoriata, o un punto infetto.

Ci sono molte altre indicazioni e raccomandazioni denro la confezione che dovete leggere con cura.

 

 

Non ho parlato dell’uso del ventilatore -ventilare l'aria - e della plastica - che è l'unico materiale che non può esere attraversato dal diavolo - di cui parlo in altri blog, ma resta invariata la loro importanza. ne ho parlato in diversi post. ne parlerò ancora in un posto sulle difese ambientali, che prensentano alcune positive novità.

Non ho usato le pillole tibetane e la piramide, ma non vanno dimenticati nel panorama di cio che serve.

 

Ci sono direzioni di ricerca che in questo periodo ho temporaneamente messo da parte: il complesso piia da nove volt - calamita, oppure anche i tessuti a fibra di carbonio. 

Ho cercato di pensare come costruire un angolo protetto, ma non ho fatto sufficienti progressi per poterne parlare.

Nota: Durante la mia lunga assenza ho ricevuto mesaggi di persone in pericolo, di persone che mi prendevano in giro, ma nessuno che dicesse. Ho provato! Bene provate. Anche se il diavolo non fosse su di voi, cosa che mi auguro, la cosa sarebbe utile per la ricerca.

 

sabato, 22 settembre 2007

Fantasmi fate maghi neri o bianchi, spiriti vari e maligni possono dare effetti indesiderati. 

Il sistema che presento qui è più leggero ma allo stesso tempo più efficace rispetto al passato. Comincio con un cenno all'alimentazione e al sonno e poi passo a parlare del ventilatore e del Profumo anti-zanzara. Spiego a cosa servono e perchè. Ricordo quali siano i metodi usati nella tradizione, e i metodi alternativi che possono essere usati. E un  avvertimento...

 

Per tutta l’estate il diavolo era davvero molto occupato… ma anche, io mi potevo difendere di più. Mangiavo meglio, e questo anche significava non bere caffè e non mangiare dolci e invece mi nutrivo con cose più nutrienti, come dirò nella Parte II. (Per mia fortuna mi è finalmente venuto naturale…dopo essere stata parecchio male ai denti.. è successo cosi.. ) Poiché io esageravo, cosi facendo, facevo anche indirettamente un favore al diavolo: se noi ci diamo la zappa sui piedi da soli, ha meno lavoro da fare…

Dormivo senza remore quando ne avevo voglia. Del resto, chi mi inseguiva? Questo era in armonia con punto precedente. Dormire tanto era un piacere magnifico e ottimo per la salute.

Essendo più riposata appena lo sentivo ero disposta, se non lo avevo fatto di recente, a passarmi immediatamente addosso il PROFUMOanti-zanzara cinese sotto i piedi e altrove e a sostituire la calamita un po’ scarica con una perfettamente carica sul cuore una pila carica al massimo .. insomma il segreto del miglioramento nel mio stato fisico e psichico stava nella maggiore costanza nell’uso delle difese. Saltare un giorno senza difendermi anche solo in parte significava poi il giorno dopo ritrovarmi a fare un pennichella di 4 ore.. segno che le scarse difese mi avevano reso più vampirizzabile.

Cosi la costanza nell’applicare le protezioni, la cura ordinaria di sé e dormire quando se ne ha voglia –non prima di essersi difesi - è molto importante per stare decisamente meglio.

Ho cercato di riassumere qui con chiarezza le maggiori informazioni. Tuttavia consiglio la lettura dei riferimenti bibliografici annotati, e una scorsa almeno ai titoli di tutto il blog.

 

Ad ogni modo ecco l’ultimo risultato e il migliore finora del genere portabile. Cioè il genere che si può portare addosso. Non ho messo in opera né la mia piramide di rame, né ho usato la posa delle mani che io chiamo liberamente “a doppie corna”.E ho semplificato le difese, come si vedrà. Meno difese come numero, maggiore semplicità e maggiore efficacia.

Metto tutto quello che io ho impiegato questa estate, né più né meno. Ne sono contenta.

Dunque ecco.

 

1.         Avere sempre un buon ricambio d’aria. Questo significa non essere avvelenati dal diavolo. Uno degli strumenti riconosciuti che il diavolo usa è spostare brutti odori o anche profumi. Non li crea, li trasporta.                                                                                                

Quando il diavolo era in vita a volte mi pareva che a volte il diavolo mandasse in giro anche il suo odore corporeo, delle sue calze sudate, per esempio. E peggio. A volte quello che porta è davvero malefico, ci si sente come in un’aria infetta. Cosi il ricambio d’aria, il più veloce possibile, dirada il veleno e lo elimina gradualmente.

Perciò tenere le finestre aperte quanto possibile.

Ancora, tenere l’aria molto ventilata. Come ho spesso detto questo impedisce una cosa che i vampiri fanno non solo nei film: un fantasma nella realtà si fa ago e infilza la pelle, e non solo sul collo ma dove gli piace. Questa è una cosa da evitare. Un punto rosso sulla pelle può significare questo. Se è un punto recente (anche di settimane) e premete sul punto dà ancora dolore. (All’inizio da dolore acuto). Altrimenti restano tracce per anni. Su questo  parlo per esperienza diretta. Gli esorcisti parlano di questi colpi, del come si possa venire trapassati cosi per esempio da una tempia all’altra. Io non ho provato una cosa del genere, non mi risulta di essere stata trapassata da parte a parte, ma giusto bucata in testa, sul cuore e altrove. Non è come essere bucati da un ago vero metallico, ma ha effetti comunque lesivi sulla salute.

 

 

L’idea più semplice è quella di accendere un VENTILATORE. Per questioni di temperatura e per questioni di rumore ho ridotto il tutto a un solo ventilatore. L’ho orientato in modo che il gettito d’aria passasse rasente il mio corpo da addormentata. A volte anche solo contro il muro. Se però il diavolo si azzarda a fare un rumore e siete pronti, orientate subito il flusso contro il punto da cui il rumore proviene: cosi la smette di sicuro ..

Alla lunga, l'aria fredda del ventilatore potrebbe, temo, portare problemi alle ossa? Per questo timore ho limitato il numero di ventilatori e quando penso che il diavolo non sarà li lo spengo addirittura. Ma non mai quando dormo.

 Ci sono ventilatori piccoli e leggeri però abbastanza potenti da dare una buona ventilazione. Cosi piccoli che potete anche metterli in valigia, eventualmente. Infatti per quanto grande è la distanza il diavolo vi può raggiungere. Anche andando in posti sempre ventosissimi (Patagonia, certe coste irlandesi, soprattutto d'inverno ecc. ) in casa però non c'è vento, perciò meglio averlo ...

Ma se andate in Austria, non portateli con voi, ma comprateli lì: li ho trovati bianchi piccoli bellissimi leggeri silenziosi…

 

Voglio anche ricordare che il diavolo generalmente preferisceentrare dalla finestra della stanza dove si sta, piuttosto che entrare da un'altra finestra, il che lo costringerebbe a fare il giro della casa. Entrare dal tetto o dai muri lo indebolirebbe. (La pietra per esempio fa passare forse il corpo astrale, ma non i "materiali" che si porta addosso). Entrare da altre finestre gli farebbe perdere tempo, quanto meno. Una cosa che ho cominciato a fare è, a volte, orientare il flusso del ventilatore verso la finestra. In questo modo al momento stesso in cui arriva si indebolisce.

Naturalmente ben presto cambierà luogo d'entrata. Questo è uno scherzo da fare ogni tanto, quando non se l'aspetta.

Un’aria molto ventilata o degli aspiratori potrebbe difenderci del tutto dal diavolo, poiché, come ho spiegato altrove, il diavolo non ha peso e può trovarsi in balia del vento, se il vento è fortissimo.  

Sia detto che un solo ventilatore acceso in una stanza non da particolari problemi. Per esempio tre ventilatori accesi fanno venire le rughe. Naturalmente smettendo passa.  

 

Che cosa può essere fatto se manca questa difesa? Puoi aiutarti da te. Puoi servirti di un asciugamano o un indumento per ventilare dove il diavolo fa rumore, per esempio. Puoi battere le mani. Il tuo stesso soffio da fastidio al diavolo. Indirizza quello su di lui. Se insisti un poco la smette. Naturalmente questo sistema manuale è faticoso cosi conviene avere un apparecchio elettrico. Di queste cose ho parlato altre volte.Tradizionale, antichissimo modo di purificare l'aria in rapporto al diavolo è tenere una o più candele accese. Inoltre, ma  è un sistema che  sporca la casa, puoi accendere dell'incenso. Se si è all'aperto.. ma non mettere canfora nell'incenso: sporca particolarmente!

 

Lo stesso principio del movimento e cambiamento puoi applicarlo al tuo corpo se il diavolo è dentro di te. Per esempio espirare fino in fondo (ma lascia che poi l’ispirazione sia naturale, come viene) può servire. Anche, battere sulla pancia ritmicamente, con dolcezza. O picchiettare sul cuore con la punta delle dita potrebbe dare un po’ di sollievo. Di recente ho scoperto per caso una cosa nuova. Piuttosto interessante. Perfino un conato di vomito, perfino provocato ad arte mettendosi due dita in gola può servire.

 

 

2         Una cosa essenziale da fare è usare un INSETTIFUGO. Io ho scelto il seguente liquido che sta contenuto in una bottiglietta cinese con questa sola scritta in italiano.

 

       PROFUMO ANTI-zanzara.

Profumo conservato.

Peso netto: 195ml.

Prodotto in Cina pop.

Importato da D & F Gruppo S. R. L.

Via Valtellina 62 Milano Italia.

 

Da sempre” cioè da secoli, si sono usati dei profumi per tenere a bada il diavolo.

Generalmente l’aglio ( succo d’aglio o anche spicchi ) sono utilizzati per combattere gli insetti delle piante, per esempio. (Se si infilano degli spicchi d'aglio nella terra vicino alle radici per esempio, gli insetti che mangiano le foglie spariscono. questa è un'esperienza che ho fatto personalmente). E l’aglio è usato anche per combattere il diavolo.

La canfora è impiegata per le tarme dei nostri armadi.

E’ un fatto che l’olio canforato - in cui si possono sciogliere delle gocce di olio essenziale di verbena - da massaggiare sulla pelle è inteso efficace contro il diavolo. Cosi anche le essenze, tra cui particolarmente l'essenza di verbena.

Mi è sembrato che gli antizanzara siano più efficaci dell’olio canforato che ho usato per anni.

    

Nota. L'uso che io ho fatto del liquido cinese è diverso da quello che ho fatto in passato dell'olio canforato in cui ho sciolto gocce di essenza di verbena. Suppongo che se lo avessi passato anche su tutti i piedi e mani e anche usato come profumo, al modo in cui uso il liquido cinese forse sarebbe stato più efficace. io mi limitavo a passarlo nei punti che mi facevano male. Il fatto è che però era untuoso, e dunque poi bisognava lavarsi.

L’aglio poi per i problemi di odore ha fatto si che io abbia rinunciato al suo uso esterno come "insettifugo". (Se non avessi l’antizanzare però proverei questo uso dell’aglio. Basta tagliare uno spicchio e passare la parte tagliata sotto la pianta. Ryman - vedi riferimenti bibliografici - scrive che in due ore si sente l’odore dell’aglio in bocca. Allo stesso modo si potrebbe fare in altre parti del corpo).

Ho preferito questo liquido cinese all’Autan, alla fine, perché l’Autan è una crema da spalmare. Preferisco questo liquido che si asciuga subito e non unge affatto. Inoltre costa almeno 3 volte meno.

[Ho comprato il Profumo anti-zanzara in un negozio cinese in cui si vende di tutto, dal cibo agli incensi ecc. Invece l'Autan l'ho comperato in farmacia].

 

ATTENZIONE: Sulla confezione del Profumo anti-zanzara ci sono solo parole scritte in Cinese, e non ho capito perciò ogni quante ore sarebbe possibile passarlo addosso senza rischio, per esempio, e quali siano i componenti, esattamente. Sarebbe necessario sapere.

 

Come e dove passarlo?

Sotto le piante dei piedi, nelle parti scoperte di mani e piedi, sui punti in cui si passano i profumi: all’interno dei polsi, alle caviglie, dietro le orecchie.. e io lo passo anche alla vita,  e anche in ogni punto in cui sento che sono stata toccata, come alla schiena vicino al collo o sotto le ascelle..o alla vita, nei punti in cui non si hanno altre difese. Sul collo anche davanti, e sulla scollatura. Per questo è meglio non indossare collane con punte, poichè il liquido antizanzare non deve essere passato su ferite o anche lievi escoriazioni, non sulle labbra o anche vicino agli occhi.

Questo Profumo antizanzara contrasta il vampirismo. Soprattutto l’estrazione di energie dalla pelle. Per contrastare il vampirismo dentro il corpo, il liquido antizanzare non basta. Anche se lo mettiamo sotto la pianta dei piedi.

 

Occorre passarlo addosso prima di dormire la notte, poi al risveglio mattutino, e prima dell’eventuale pennichella pomeridiana. E inoltre anche qualche altra volta se necessario. Per esempio quando il diavolo è nei paraggi e non vi sentite ben protetti. Io lo uso il meno che posso, direi tre volte al giorno nei posti che ho elencato. (Vedi osservazioni sul fatto che non so veramente se ci sia un limite al suo uso. Secondo le cinesi che me lo hanno venduto basta metterne un pochino sul dorso di una mano per combattere efficacemente le zanzare.. ma come combattere il ZANZARONE fantasma?  ).

Comunque farò al pù presto in modo da sapere che cosa sta scritto sul foglio attaccato alla bottiglia e riferitò qui.

IMPORTANTE:

 Piccola scoperta sulla difesa del profumo antizanzara confrontato con la collana a punte. Il verdetto è che è meglio in profumo che le punte, proteggono decisamente di più.

Ecco come l'ho scoperto.

Per vari giorni ormai porto solo una collana a punte, al collo, ovviamente. (Ne ho parlato altrove). Prima ne usavo anche un'altra, in aggiunta alla prima. Era fatta da tre collane collegate insieme. Per via del fatto che le collane pungevano un pochino il corpo (nulla di grave, solo qualche superficiale puntolino rosso) e so per esperienza che il profumo antizanzare  non deve essere messo su ferite anche minime, non mettevo alcun Profumo sul davanti del corpo.  Ora per vari giorni non ho portato le collane e sul davanti non ho dato profumo per permettere alle ferite di rimarginarsi, se necessario. Dopo diversi giorni ho dato ilprofumo anche sul cuore e sotto il collo ecc. Sta di fattoche sto meglio..la parte risulta più protetta... Bellisssimo!

      

Attenzione: Attenti a non passare il Profumo antizanzara - o l'Autan -in punti dove aveste qualche ferita anche piccola e non passate le dita in cui avete passato il liquido sugli occhi.. anzi non avvicinate le dita agli occhi. Prima sciacquate le mani.

Io ho commesso questo errore e l'occhio mi è diventato molto rosso. Sono andata al pronto soccorso e mi hanno consigliato un collirio. Non l'ho neppure comprato. In pochi giorni il rossore è scomparso da solo.  

 

Ho provato perciò a non passare il profumo in questione sulla punta delle dita. Sono però stata colpita dal diavolo proprio sulle dita. Egli succhia le energie dalle dita, e può farci sentire male, mi è sembrato, anche solo “applicandosi”a succhiare le dita delle mani.

Ho provato perciò a non passare il liquido sulle dita delle mani. Ma sono stata colpita. Cosi ho rimesso il liquido sulle dita e non sono stata colpita. Dunque direi che è meglio cercare di imparare a non toccarsi gli occhi con le mani prima di sciacquarle. A  evitare movimenti automatici. Finora è andata bene.

La difesa delle mani può farsi anche con un altro metodo di cui parlerò nella parte II.

 

Osservazione del mattino dopo:  nonostante il Profumo antizanzare passato sulle mani ho capito che ero stata colpita alle mani, ma meno come sensazione delle mani ( un certo formicolio...) ma la situazione complessiva è molto buona, molto migliore rispetto a quando avevo evitato di passare il liquido  in questione sulle mani.

 

Ancora, importante: il Profumoanti-zanzara deve essere passato sulla pelle, non sui vestiti. Sui vestiti serve molto meno e meno a lungo.

In effetti il diavolo può agggirare i vestiti e entrare nel corpo. E' li dunque che il liquido va passato: sulla pelle!

1- segue

 

  
postato da: vivamerlin alle ore 15:04 | Permalink | commenti (18)
categoria: , misura anti-diavolo ventilatore, misura anti-diavoloprofumo anti-
giovedì, 20 settembre 2007

Alberi spogli. Il monastero preferito. Una scimmietta che allatta ... Uno scherzo del diavolo. Riferimento alla testimonianza di qualcuno che è stato tormentato dal maligno. Comincio con una citazione sul come farsi amici, di Antoine Saint - Exupery. Infine: due piccole/grandi performance del diavolo.

 

“Non si conoscono che le cose che si addomesticano,”  disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami!”

“Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.

“Bisogna essere molto pazienti,” rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po’ lontano da me, cosi, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…”

             A.      Saint - Exupery 1981 Il piccolo principe: 112

 

A volte mi sento come un albero spoglio in una piana deserta. Consisto nel semplice sforzo di tenermi dritta

Facciamo un passo alla volta, mi dico. Un passo alla volta.

Ora devo lasciare il mio posto di lavoro, chiudere le ultime “pratiche”.

Poi penserò a finire i lavori che il diavolo mi ha impedito. Sono due-tre più il blog che è anche continuare le ricerche.

Mi rifugerei in un monastero se ce ne fosse uno che mi prendesse. E che mi si dicesse che vado bene come sono.

In India in monastero mi sentivo a casa mia. Nessun problema. E non mi sono arrabbiata con la scimmietta gravida  che mi faceva letteralmente scomparire i biscotti che tenevo in mano. Non mi sarei accorta se non l’avessi vista su un ramo col pacchetto in mano, che li mangiava lei. Pioveva e per questo non trovavano da mangiare e diventavano aggressive, mi dicevano. Mi aveva senza volerlo fatto un graffio alla mano. Occorreva fare l’antitetanica. Non la feci e tutto andò per il meglio. Ci tornerei, però non c'era vento. Ed era caldo e umido. Comodo per il diavolo.

 Una che porta guai con sé anche se non ha nessun male in sé stessa. se mi dicessero di sì avrei comunque torto a chiedere. Perché se dicono di sì è perché non sanno quello che dicono, non sanno.

Mi ucciderebbero se sapessero.

 

Il blog mi ha portato fortuna.

Ho pregato la Madonna. A volte mi sono svegliata al mattino con le idee chiare dopo averla pregata la sera di illuminarmi su questioni private. E le difese si sono perfezionate più in fretta. Devo riconoscerlo, non va bene negare.

Ho fatto una svolta. Ora le misure anti-fantasma (dall’alimentazione ai complessi calamita-pila da nove volt) per la prima volta sono tali da passare il guado tra sofferenza e normalità. Mi trovo proprio appena dopo.

Sono felice delle mie difese cure e misure anti-diavolo. Si tratta di pensare in termini del punto di partenza. E’ vero, il diavolo a volte si affaccia soltanto e poi se ne va, entra nel corpo ma esce in poco tempo. Non è capace di fare danni come prima e stare dentro a lungo a rompere. Potrei pensare che è perché è molto occupato altrove, ma ho visto che la volta in cui per 12 ore non mi sono protetta sono stata di nuovo sulla diretta china di stare male di nuovo davvero. Ho messo due giorni per recuperare, man mano che recuperavo una ad una le mie ultime difese.

E' certo che se dimentico una difesa me la fa pagare. Se non mi colpisce è perché non può. Farò due esempi di cose che il diavolo può fare ora alla nota: PICCCOLE/GRANDI DIFESE DEL DIAVOLO.

 

Anche gli insulti dei blogger una volta, una sola mi hanno aiutato. Perché per rivolta ho capito che non c’è nulla di rotto, in me. Sono arrivata a accettare perfino certe scelte per cui mi sentivo in colpa. Non mi devo preoccupare di tutto.  

Chissà cosa si prova a essere santi.

 

 

 

La mia ricerca sul diavolo continua. Ecco una nota che ho scritto ieri:

IL CONATO DI VOMITO PUÒ ESSERE UTILE CONTRO L’INFESTAZIONE DELLA PERSONA?  

Ero dal dentista e mi avevano messo in bocca ciò che serve a fare un calco dei denti. La persona doveva essere inesperta e anche io non l’avevo mai fatto, ma quella poltiglia di sapore e odore disgustoso mi ha provocato conati di vomito. Non avevo mangiato nulla e non venne fuori nulla, ma erano conati molto forti. Dopo tutto questo mi sentivo completamente sveglia e con una buona energia, mentre prima ero stanca e fiacca. Poiché spesso la stanchezza può essere effetto dell’infestazione demoniaca –o forse chissà dell’avere letteralmente “il diavolo in corpo”- ho pensato che forse quella pastetta blu aveva un qualche elemento che sveglia, o che altro, oppure che fosse utile ad allontanare o neutralizzare il diavolo. Ho chiesto alla dentista se era cosi, e lei mi ha detto assolutamente no.

Non ero convinta e aspettavo di vedere la mia analista, che è anche medico, per chiedere a lei.

Ma giorni dopo, solo ripensando a sapore e odore della poltiglia mi è venuto di nuovo da vomitare, appena appena. E di nuovo mi sono sentita più sveglia.

Stamattina ho provato di proposito, mettendo due dita in gola. Non erano forti conati, ma mi è parso, ancora una volta che fosse utile, che mi sentissi più sveglia.  Proverò ancora e ancora, naturalmente.

L'idea non è assurda: il conato di vomito produce un forte movimento, un cambiamento interno al corpo, e i cambiamenti in generale sono previsti avere effetti su uno spirito o su eventuali suoi depositi astrali che possono avere effetto sull'umore o anche sul livello di energie. Azioni ipnotiche, per dire. Le persone che hanno studiato la materia hanno sostenuto, per esempio, che a volte possa bastare mangiare qualcosa per rendere ineffettivo uno spirito. Solo per fare un esempio.

 

La testimonianza cui ho accennato è intitolata "il mio calvario" e la trovi al link:

 

http://www.pietrevive-nasari.it/link_home/testimonianze.htm

 

l’indirizzo mi è stato dato dal blogger  bambinidiGesu  (Grazie per questo)

 

La persona nei guai è molto simpatica e ha un modo di parlare interessante. Nonostante la durezza delle cose che racconta la lettura (ne ho letto solo la metà, finora) arriva addirittura a divertire.

 

 

PICCOLE/GRANDI PERFORMANCE DEL DIAVOLO

 

In questo periodo sto meglio. Non sempre però ho impiegato tute le difese.

Cosi parlo di ciò che di notevole è stato fatto dal diavolo, in qualche modo inusuali.

Parlo di due casi recentissimi:

 

1.      Una notte in cui avevo dimenticato di passare il Profumo anti-zanzara  cinese sulle dita delle mani il diavolo mi ha fatto uno scherzo. Non era un sogno o un incubo. Un fatto vero. Mentre ero in dormiveglia mi sono svegliata con l'impressione che un gatto mi titillasse le dita con le zampine. Ne sentivo il contatto leggero e vari rumori e suoni proprio da gatto!  mi sono svegliata ma non si vedeva gatto di alcun genere! Era stata una magia davvero incredibile, perfetta e non nociva, se per questo. E' certo che non c'erano gatti veri.

Riflettendo credo che al diavolo sia venuta l'idea di questo scherzo per vari riferimenti. Uno può essere qualcosa di cui ho parlato in un post. Ho citato il  passo in cui lo storico J. B. Russell scrive che il diavolo e il gatto non sono la stessa cosa e discutere dell'esistenza del gatto e del diavolo è diverso. sulla esistenza del diavolo si può essere comunque più d'accordo che sulla esistenza del diavolo. il messaggio scherzoso del diavolo -che già in vita aveva senso dell'umorismo - è che non c'è poi tanta differenza quando il diavolo si fa gatto!

Un'altra cosa che può averlo motivato a questa straordinaria e inusuale performance è che in questo periodo ho letto le prime 3 pagine di una testimonianza di una persona che è stata tormentata da demoni e poi liberata dalla preghiera e l'esorcismo. A questo uomo sono successe delle cose davvero strabilianti, cose che si muovono, libri che cadono e quant'altro, come in un film americano ecc.  

A me queste cose non sono mai capitate... Dopo la lettura mi chiedevo se il diavolo che conosco ne era capace o no. E lui ha voluto mostrarmi una cosa mirabile, in effetti.

 

 

 2.             Questo esempio mostra come il diavolo può manipolare le persone. Dico che il “lavoro” che il diavolo ha compiuto su di me, di tipo possessione e ipnotismo, controllo dello stato della persona e delle sue percezioni, la percezione di sé e perfino del tempo.

Ma prima ecco i fatti.

Io sono andata dal dentista. Ho raccontato a proposito dei conati di vomito. E ho avuto l’impressione che il diavolo potesse essere stato li, ovvero che mi avesse prima messo “qualcosa” dentro, visto che mi sentivo fiacca, anche se era presto al mattino.

In quella occasione io ho preso col dentista un appuntamento dilazionato, perché volevo andare a Praga.

Il fatto è che io ero molto preoccupata per il dentista. Temevo, vecchio problema, che il diavolo fosse li e facesse fare movimenti sbagliati al dentista .. con ciò che può conseguire..  Cosi cercavo di non pensare all’appuntamento per paura che il diavolo sapesse e mi seguisse li o seguisse il dentista, magari stancandolo la notte prima…

Pur avendo ben chiaro quanto tempo dovesse passare, io non sono andata a Praga e ho dimenticato il tempo di attesa.

Senza aspettare il tempo dovuto, sono andata in anticipo dal dentista, una settimana prima del tempo. Ero del tutto impreparata. All’ultimo momento mi sono accorta che avevo finito gli assegni e ho dovuto ritirare una cifra consistente al bancomat per il previsto pagamento.

Inoltre non potevo, per motivi vari, contare sulla sveglia telefonica, e neppure di una sveglia, cosi ho passato la notte precedente piuttosto disturbata. Faccio presente che se ho un impegno serio come questo io uso la sveglia e anche il telefono per essere certa di alzarmi in tempo. Quando squillano io sono gia in piedi, di solito, ma mi rassicura.  

Invece questa volta è come se fosse stato tutto un sogno, in cui io dimenticavo i soliti movimenti: il solito controllare l’orario e il giorno per paura di sbagliare eccetera.

Al mattino il diavolo mi sveglia con un sistema inusuale, speciale: mi sento schiacciare l’indice di una mano, non ricordo quale. Subito capisco che non è il solito dito: in genere il mignolo, oppure un altro, ma mai l’indice, che io ricordi. L’indice indica. Ho pensato subito cosi: che mi vorrà indicare?

            Ho capito che il diavolo mi voleva dire: vedi che io so e ti indico che so.

Comunque mi sono sentita stranamente calma.

            Come si può immaginare, dal dentista ho fatto la figura di una svampita. Loro naturalmente l’hanno presa benissimo, ma per esempio sul lavoro la cosa potrebbe avere conseguenze peggiori per l’immagine che uno da di sé.

            Neppure per un attimo ho sospettato che il diavolo mi avesse manipolato per farmi arrivare a questo punto, fino a stamattina. Sono stata svegliata dal diavolo che mi ha disturbato (ho percepito che il punto colpito era stato il punto vita) e ho sentito scaturire dentro la mia testa la verità. Era verità mia o visto che io non ci arrivavo il diavolo stesso mi ha “inoculato la verità”

In bocca non avevo l’aglio, e certo questo può aver favorito questa rivelazione. So anche che in questi giorni ho usato con parsimonia certe difese, in particolare la notte prima dell’appuntamento dal dentista, poiché non volevo odorare di aglio, come si può immaginare.

Naturalmente io non metterei la mano sul fuoco che cosi è stato ma scommetterei 50 euro per sapere se è stato cosi. Credo che cosi sia stato. E posso connettere insieme i vari elementi che ho anticipato: ho come vissuto in un sogno, impreparato seppure preoccupata ecc. E’ stato un buon lavoro, un’ottima performance, che non è affatto nuova da parte sua.

             Credo che il diavolo mi abbia detto: "Se volessi farti fuori potrei farlo molto bene, non illuderti di ingannarmi o sfuggirmi .."

Ritengo che non mi uccida (tramite altri, unico modo in cui potrebbe, visto che le mie difese sono sufficienti a  neutralizzare gran parte della forza dei suoi attacchi personali ) solo perché qui dove abito ha abitato lui da vivo.  Non vuole che si sappia di lui. ma se si dovesse sapere, vuole che l'immagine di lui sia portentosa. Sia come sia io testimonio quello che ritengo vero.

 

 

 

mercoledì, 05 settembre 2007

Finalmente sono arrivata a un uso efficace e semplice delle calamite con pile. Ho deciso per le pile da 9 e 12 volt. L'effetto è stato molto buono. Completa le altre difese proteggendo maggiormente  il cuore.

         

Mai sentita cosi bene. E il mio viso è diventato più luminoso, ho persino un po’ di colore. Benché prima delle vacanze estive non stessi complessivamente male, sentivo però uno stato di sofferenza al cuore. Percepivo che proprio il cuore veniva "vaporizzato" togliendomi la gioia di vivere.

Inoltre ho avuto problemi di denti. Si dice che la necessità aguzza l’ingegno. Io ho fatto alcune cose che si sono rivelate molto buone. La difesa è diventata più leggera, fatta impiegando meno elementi. Prossimamente scriverò un post complessivo di tutti gli elementi.

 

Una è consistita nello smettere di bere caffè e di mangiare dolci. Vecchie abitudini, e tanto più una specie di conforto e consolazione quando ci si sente stanchi,  ma in realtà dall’effetto contrario a quello voluto. La piccola scossa iniziale è subito seguita da una maggiore stanchezza.

Questo cambiamento di abitudini ha migliorato il mio stato generale, ma non il senso di vuoto al cuore. (Non è facile cambiare abitudini: credo di esserci riuscita solo perché non mi sentivo bene: mi è venuto quasi spontaneo.)

 

La seconda e successiva è stata di ripristinare l’uso dei complessi pila con calamita. Usavo le calamite da sole, ma appunto il cuore comunque mi dava sofferenza.

Negli ultimi mesi (precedenti) io avevo finito per trascurare del tutto l’uso delle pile. Infatti non ne parlavo più. Ne portavo qualcuna su di me, ma ormai scarica. Per settimane o perfino qualche mese non le ricaricavo o ricompravo.

C’erano diversi motivi per i quali io agivo in questo modo. Intanto perché nella vecchia struttura di difesa di notte io impiegavo 4 quadrati di neoprene con 16 calamite inserite, di cui 8 rafforzate. Questi quadrati sono piuttosto consistenti, come si può immaginare. Mettevo questi  quadrati anche davanti al corpo, sul petto e sul bacino, a contatto di pelle e questo rendeva alquanto inefficaci le pile con calamite: infatti potevo solo appoggiarle sulla parte esterna del neoprene, cioè non la parte a contatto col corpo, e credo che il loro effetto venisse neutralizzato dallo spesso materiale che restava tra il corpo e le pile con calamite.

 

Era impossibile mettere le pile a contatto col corpo dentro i quadrati. In particolare le pile da nove volt erano troppo ingombranti e scomode da portare sotto i quadrati: anzi impossibili del tutto. Cosi le mettevo solo superiori a 1 ( un ) volt, più piccole.

L’effetto non sembrava grandioso.

Inoltre le pile a contatto con il corpo magari sudato mi avevano prodotto delle bruciature. La peggiora naturalmente quella prodottami dalla pila da nove volt.

E poi anche, visto appunto che le pile erano cosi time consuming, necessitando sempre di controllo, di ricarica, di essere ricomperate, speravo di aggiustarmi senza, usando con cura tutte le altre difese.

Ma il risultato è peggiorato.

Non mi sentivo certa che le pile fossero comunque utili, forse anche  per il fatto che le avevo usate in modo piuttosto anarchico e sempre aggiunte a molte altre difese. Può essere che il diavolo stesso mi spingesse a dubitare della loro efficacia, e a dimenticarle del tutto, facendomi sentire pesante il lavoro necessario per impiegarle. 

    Tuttavia un giorno ho ricominciato: ho comperato nuove pile da 12 (dodici) volt attaccandole alle calamite sotto le ascelle, cioè ai lati del cuore. Subito ho percepito un quasi impercettibile sollievo sul cuore e al mattino meno senso di vuoto sul cuore.

 

Ho deciso, e ora mi stupisco di non averci pensato prima, di privilegiare le pile da 9 volt e dodici volt. Io tendevo a usare una sola pila da 9 volt, che pure appare come la più potente.

[Ne usavo almeno una che  da sola potrebbe essere sufficiente a far perdere il collegamento tra il diavolo e la sua vittima. Non ho ancora veramente appurato se questa ipotesi regge ma finora non sono riuscita neppure a provare il contrario. ]

Le pile  tubolari da più di 1 volt e centinaia anzi migliaia di mAh sono ingombranti e pesanti: per la forma e peso tendevano a scivolare dalle calamite e cadere.  Anche le ministilo sono poco stabili.

Quella da dodici volt appariva la più comoda perché più corta di tutte e forse per questo anche se è tubolare è molto stabile quando si attacca alla calamita. (Quella da nove volt, avendo i lati piatti, è molto stabile anche se piuttosto grande: dentro la scatoletta da nove volt stanno ben 7 pile della stessa forma ma piu corte di quelle da 12 volt, collegate tra di loro ).

    Dunque ora la difesa del cuore è assicurata da ben 3 pile da nove volt. Una sul cuore, una più in alto e una sotto, alla vita. E inoltre c’è da considerare, due pile da 12 volt, una per parte sotto le ascelle.

    Gli attacchi vampirici al cuore ora sono molto meno potenti. Sarò anche con le energie al lumicino, ma mi sento in uno stato di normalità-

 

Ho potuto anche sperimentare che la collana con punte è efficace, e che gli attacchi sono più forti dove non si sono.. “spine”!

    E inoltre anche ho potuto vedere che nei punti di pelle in cui metto il Profumo anti-zanzara cinese sono più protetti per diverse ore.

    Ho concentrato l’attenzione sulla zona del cuore, che sentivo sofferente e usando con attenzione tutte queste difese ho osservato che tutte sono utili, ma soprattutto che le pile non possono essere abbandonate.

    Ora, di giorno e di notte, sul davanti del corpo non metto quadrati di neoprene ma complessi pile calamite e le altre difese qui accennate: collane con punte acute da 1 cm. (di provenienza sudamericana).  Il Profumo anti-zanzara cinese che fa passato sotto i piedi, alle caviglie, sui polsi...e dietro le orecchie proprio come fosse un profumo e magari in zone di pelle dove non si hanno altre protezioni, per esempio, dietro il collo, sotto le collane, sulla schiena..

    Di notte metto i quadrati di neoprene, ma solo dietro il corpo: alla schiena e al bacino.

    Ecco come io uso le difese di calamite pile.

Ripristinando il loro uso ora le uso in diversi punti, non solo a difesa del cuore.

Comunque raccomando l’uso per la difesa del cuore, visto che non è sostituibile con altre difese.

    Ecco i complessi calamita-pila da nove volt.

 

    Ne metto una (calamita-pila) sul berretto in cima alla testa.

Per il cuore, esattamente: una fissata nello spazio a sinistra tra spalla e cuore, una sul cuore, a sinistra.

         Una fissata alla vita, alla cintura.

Una la metto vicino all’ombelico, fissata sulle mutande.

    Una sulla coscia, alla parte interna, in alto, attaccata ai pantaloni.

 

E ora i complessi calamita-pila da dodici volt:

         Una sotto ogni ascella.

         Due sul berretto per la testa, una vicino al collo, una vicino alla fronte.

         Due sulle mani (attaccati alle pile).

         Eventualmente una sul sesso, con la pila fuori dai pantaloni. Utile anche questa.

         Eventualmente una dietro un ginocchio e una su una caviglia.

[Attenzione: tutte le difese elencate le uso di notte o anche di giorno, ma a casa. Fuori di casa non porto i quadrati di neoprene.  Di giorno porto soltanto le difese attorno al cuore ( le 4 pile con calamite)  e possibilmente non dimentico mai il Profumo antizanzara cinese (per il diavolo diventiamo una preda poco appetitosa ) e le collane di punte (chiudendo piuttosto bene la camicia..in modo che si vedano il meno possibile...)]

 

Ora che io avevo preso queste decisioni le ho pubblicate in un post e ho avuto fortuna. Qualcuno molto gentile ha corretto un mio errore e ha poi anche risposto alle mie domande. Queste informazioni permettono di sapere in modo semplicissimo per esempio quando una pila è scarica. Questa è e le altre informazioni permettono di impiegare la difesa calamita-pila con più sicurezza e comodità. Vedi al post precedente.

 

 

Ecco cio che sta scritto in italiano sulla bottiglietta del

PROFUMO ANTI-zanzara.

Profumo conservato.

Peso netto: 195ml.

Prodotto in Cina pop.

Importato da D & F Gruppo S. R. L.

Via Valtellina 62 Milano Italia.

L'unico problema sta nel fatto che non so quali siano tutti i componenti e quale sia la quantità che in un giorno si può impiegare. Se ci sono rischi etc. Ci sono scritte molte altre cose sulla bottiglietta, ma tutte in cinese.  

Invece il prezzo è conveniente davvero: 3 euro. Oppure, in un altro negozio 4 euro.

Le ragazze cinesi mi hanno fatto vedere a gesti che si mette appena appena di liquido sul dorso di una mano perchè il liquido sia efficace. Secondo loro si passa sulla pelle facendo la doccia ed è paicevolmente rinfrescante. Ancora, se ne può buttare pche goccce nell'acqua del bagno.

La prossima volta che lo comprerò cercherò di farmi tradurre almeno qualche riga ecc.

(Comunque si potrebbe usare anche l'Autan, però assai piu caro).

 

 

NOTA Esistono delle pile da 12 volt di diverse misure, la lunghezza mi sembra uguale, ma sono piu sottili. Decisamente è meglio usare quelle piu sottili, sono meno scomode da portare per esempio sotto le ascelle. Mi sembra che siano efficaci allo stesso modo.

 

 

 

 TRE AVVERTENZE IMPORTANTI:

1) E' necessario fissare le calamite sugli indumenti intimi in modo che una delle calamite sia a contatto della pelle. Questo assicura molto maggiore efficacia.  

2) Occorre che le pile siano situate non a contatto di pelle ma su uno strato di stoffa, meglio di cotone. Ho gia detto che può capitere che il lato delle pile da cui fuoriesce l'eletricità bruci la pelle (magari solo se bagnata o sudata, non so se sempre).

3) E' importante però che gli indumenti intimi -che devono frapporsi tra noi e le pile- siano di cotone. Ho infatti l'impressione che le mutande di materiale sintetico, per esempio, facciano un poco da barriera al potere delle pile.

 

 

postato da: vivamerlin alle ore 18:29 | Permalink | commenti
categoria: , misura antidiavolo pile-calamite, complesso calamita-pila
venerdì, 31 agosto 2007

L'elemosina è bene

    fatta anche al diavolo.

                 (cosi la madre di un'amica)

   

Due giorni da Margot. LA SUA ARTE NEL FARE L'ELEMOSINA. Un incubo di avvertimento: divieto di “passeggio”.  Ricordi d’infanzia. La prima pagina però è dedicata alle protezioni e gli effetti dell’assenza di una e della presenza di un’altra sul proprio stato psico-fisico e la propria vita quotidiana. Infine una sintesi e finalmente le informazioni in italiano sul Profumo anti-zanzara prodotto in Cina popolare.

  

Ieri mi sono protetta poco [parlo dell’aglio della cipolla e dell’aceto], e ieri sera prima di dormire, non ho voluto farlo.

[Ho usato invece tutte le altre difese, come al post precedente: i due quadrati di neoprene con molte calamite, e diversi complessi- calamita pila da nove volt. Le calamite sulle calze. E anche la testa era protetta al solito modo: una cuffia con tre punti protetti. ]

Poi, quando era già mattino, e mi sono messa a lavorare su Codici e progetti di legge (incombenza del momento) ho passato il liquido cinese passato un pochino sul pigiama (e chissà se serve, messo cosi) e un poco sulla pelle, come al solito. Ho dimenticato di metterlo alla schiena, sotto il collo, come facevo di solito.

La domanda cui volevo rispondere era: se mettessi, per ripararmi dal diavolo, solo un insettifugo, sarebbe sufficiente? Non sarebbe male, se usassi solo questo.. ora sono le NOVE, 24 minuti e 30 secondi e mi sento bene.

Per via di una nuova trovata, che consiste nel mettere le tre collane con punte appese in gran parte tra il collo e il cuore, vedo che non sono assaltata da sopra il cuore, come capitava di solito. Sentivo che lo spirito maligno entrava da li e mi vampirizzata il cuore. Ora invece il mio cuore sta bene.

Credo che la trovata sia buona, che sia per questo.

Lo può comprovare il fatto che in seguito a questa innovazione ho ricevuto gli attacchi non da sopra il cuore ma da sotto il cuore. a essere colpito è il cuore, ma dal lato che ora non è più protetto. Infatti la collana ora non arriva fino a sotto il cuore. Evidentemente ne devo comperare delle altre: nelle bancarelle, in questi giorni però non le ho viste.

Di notte mi sono svegliata e ho sentito che avevo ricevuto colpi da sotto il cuore. Tra il cuore e la cintura non vi era più la collana con punte. E non vi era neppure, alla vita, la solita pila da nove volt. Ho messo a posto la pila a nove volt alla vita. (Era sul letto, sopra il lenzuolo).

Nonostante la mancanza delle punte di collana,  mi sono svegliata bene. Non avevo ricevuto colpi da sotto il cuore, dopo aver fissato la suddetta pila alla vita. Dunque può ben essere che mi sono sentita meglio perché la pila era ora al suo posto, alla vita.

Ieri e avant’ieri ho anche cambiato le due pile da dodici volt sotto le ascelle. (Una per parte.) Ora sono cariche. Sono di quelle che servono al telecomando per aprire le portiere delle macchine. Servono.

Tutto bene dunque?

Si, nonostante il fatto che non ho mangiato ieri sera/notte aglio cipolla e aceto, ma solo delle altre difese delle pile, delle punte e dell’insettifugo, dei quadrati di neoprene con calamite e la cintura calamitata, mi sento piuttosto bene.

     Posso pensare che il liquido insettifugo impedisce il vampirismo dalla pelle, probabilmente il diavolo è respinto da quel profumo dolce efficace contro le zanzare [ per due volte ho avuto l’occhio rosso per avere avuto il minimo contatto con un dito in cui avevo dell’insettifugo. In un caso avevo passato l’insettifugo sulle mani ore prima e non mi aspettavo che avesse ancora valore … invece l’occhio è rosso e proprio sul punto in cui ho passato il dito, sul punto vicino al naso..] e perfino mi sembra che non mi abbia vampirizzata da dentro il corpo, ma può entrare nel corpo per produrre sogni …

Attenzione! Io non ho mangiato aglio, ma ho usato la supposta d’aglio, il cui uso ha dato un inimmaginabile fastidio al diavolo. Tendo a pensare che la ragione del fatto che è uscito fuori di sé per questa scoperta fondamentale è che gli impedisce di dormire comodamente nel corpo delle persone. E proprio questo può aver avuto il risultato di farmi sentire meglio, con più energia. Il diavolo non può sistemarsi comodamente sul punto in cui l’energia sorge nutrendosi a spese della sua vittima che poi al mattino è svuotata e deve dormire di nuovo per sentirsi meglio.

Può ben essere che il mio stato di benessere –nonostante io non abbia mangiato aglio cipolla e aceto - sia il risultato combinato dell’aver messo la supposta d’aglio e passato dell’insettifugo sulla pelle prima di dormire.

(Naturalmente si può anche mettere in conto la possibilità che per suoi motivi il diavolo non abbia potuto agire in un punto o nell’altro. E che dunque in un punto o un altro la mia interpretazione dei fatti sia fallace. E’ un fatto che non è stato del tutto assente, visto che quando mi sono svegliata nel cuore della notte mi sono sentita svuotata da sotto il cuore. la interpretazione dei fatti si basa su anni di osservazione, comunque non parliamo mai di esperimenti di laboratorio.)

Con tutto questo ho avuto un incubo.

Ma.. un momento! Io non solo non ho mangiato aglio cipolla aceto, ma non ho messo l’aglio in bocca.  La cosa diventa rilevante, poiché ultimamente, anche perché ho avuto problemi coi denti, non dimenticavo mai di mettere due piccoli spicchi d’aglio in bocca prima di dormire. E già una volta ho notato di aver avuto un incubo la notte in cui avevo dimenticato di mettere uno spicchio di aglio in bocca.

Ecco dunque che ho avuto un incubo. Non un qualche brutto sogno, ma un sogno del genere brutto che attribuisco sicuramente al diavolo.

Ho sognato che ero in montagna con un collega di lavoro, con cui (nella realtà ) una volta andavamo al cinema a volte. Non ricordo di aver fatto camminate in montagna con lui, ma ho spesso camminato in montagna con gruppi di amici.

Comunque saliamo in un sentiero di montagna, quando per non so che motivo il mio amico (che è anche un collega di lavoro, con cui da anni tuttavia cisiamo persi di vista) - chiamiamolo Adelmo - deve saltare giù da un punto alto. Mi chino a vedere, il punto è alto ma Adelmo è atletico, penso che non è troppo per lui.. ma, appena arriva sotto, la strada di montagna si trasforma in un fiume di fango e pietre.. egli cerca di venire a galla  e vedo con angoscia le sua mani  che cercando di emergere, ma sempre viene portato giù e lontano… io non salto, perché so che non potrei salvarlo…credo che chiamo aiuto, ma ho poche speranze ..

(Tutto questo perché ultimamente ho detto a qualcuno -non adelmo, che, come ho detto, incontro per caso e molto raramente- che mi sarebbe piaciuto fare una passeggiata con lui. L’avviso del sogno è chiaro: non ci provare! 

Da notare anche come il diavolo da un’immagine di sé di estrema potenza ma del tutto fallace. Nel sogno riesce a trasformare una normale strada di montagna in un fiume di fanghiglia che porterà la morte. Il diavolo non è minimamente in grado di produrre un effetto del genere. Gli piacerebbe!  Per questo dico che non si può dire nulla sul diavolo a partire dai sogni!)

    Anche la mia amica Margot, giorni prima, ha avuto un incubo: relativo a me! E il diavolo ha un vizio, un’abitudine: quando comincia a usare un suo trucco, in un certo periodo va avanti per un po’ con lo stesso.

Ecco come è stato. Per Ferragosto sono stata effettivamente per due giorni da lei, da Margot. Non le ho detto nulla, ma mentre ero a casa sua ho pensato, vagamente, che magari avremmo potuto vivere insieme, o vicine di casa…sarebbe impossibile di fatto perché siamo entrambe indipendenti … era giusto un pensiero .. io le avevo raccontato che averi voluto vivere nella natura e  lei mi aveva anche detto: magari vengo anche io..

Solo una parola naturalmente. Lei vive in una grande città partenopea e ci vive bene come pochi sanno fare. Penso spesso che Margot ha fatto della sua vita un miracolo, un piccolo capolavoro. Ha un cosi piccolo reddito e non intende lavorare per incrementarlo, io credo, proprio per non sciupare la perfezione. Nel mio romanzo su un piccolo Stato  consapevole del diavolo lei ha un certa parte: questo perché fa un sacco di cose per gli altri, vicini e non, fossero animali o persone o piante.. e inoltre partecipa alle manifestazioni per la pace e da soldi per l’Africa… imparo cose da lei … dovrei dirglielo..: una volta eravamo sedute sul metro ha dato dei soldi a un bambino – uno zingaro, probabilmente - che aveva suonato l’organetto .. glieli ha messi in mano e guardandolo con un’aria di gentile rimprovero gli ha detto: “Però questa volta hai suonato poco… eh! ” infatti aveva fatto poche battute e subito si apprestava a scendere raccogliendo in fretta le offerte al suo passaggio.. il bambino le rispose con serietà sulle ragioni per cui quel giorno aveva fretta…

Mi piace questo di lei. Perché io non sono cosi brava. Certe cose me le devono ricordare. (Per esempio mi hanno dovuto insegnare a Marrakesh che quando si danno i soldi si deve guardare la persona in faccia, non guardare altrove, come facevo). Comunque ha limiti, non crede per nulla al diavolo e non crede che sia vero quello che le dico sul diavolo. Per questo in realtà poi il rapporto con lei è tutt’altro che perfetto. Se non si può parlare liberamente con gli amici non si ha amici. Sono amici, li si vuole bene e si sa che sono bene intenzionati. Che ci vogliono bene come possono. Ma si resta comunque soli. In un deserto.

Comunque giorni dopo la mia visita al telefono –l’avevo chiamata io - mi ha detto che aveva sognato di vivere con me dove abito io, al mio paese. Dovette chiarire: “Però non era un bel sogno!” Ora io non le avevo mai detto nulla di venire a vivere nella mia città. Cosi non c’è aggancio alla realtà. Non c’è motivo, voglio dire, perché lei sognasse una cosa del genere. Non è tanto intuitiva da percepire i miei pensieri. Io ho pensato quelle cose dopo averla vista ed essere tornata a casa. Giusto una fantasticheria. 

Ma il diavolo ha sentito il mio pensiero ne ha fatto tesoro e le ha fatto venire un sogno in cui le appare proprio brutto abitare con me nella mia città…

Ho pensato per un istante di chiederle se quel sogno è un sogno che le pare suo proprio, con riferimenti alla sua esperienza e inconscio (lei fa sogni bellissimi che mi ha raccontato più volte visto che da loro molta importanza). Io credo che assolutamente non sia farina del suo sacco. Non è certo un sogno che realizza un desiderio. Lei mai si è sognata di vivere alla mia città. Adora la sua. Comunque non l’ho fatto. Penserebbe che io sto ricadendo in quella vecchia preoccupante debolezza di parlare del diavolo…

Cosi capita che chi, come me, conosce il diavolo e ha imparato a riconoscerlo deve tacere per impedire che quelli che sono completamente ciechi come Margot ci umilino con la loro negazione o altri ci facciano anche di peggio..

         Per fortuna c’è il mio BLOG. In cui trovo anche persone che mi credono –certo è raro-, o quanto meno mi danno il beneficio del dubbio!!!

Per chi pensa che io esagero credendo che un diavolo si occupi perfino delle cose che mi passano per la testa quasi accidentalmente posso ricordare però che ho una lunga tradizione di crudeltà paurose compiute dal diavolo per una parola!

Faccio subito un esempio. Anni fa non ero cosi difesa come ora. Stavo dunque malissimo. Il diavolo voleva che mi uccidessi. È un vecchio refrain che ripete anche ora. Allora però stavo cosi male che gli avrei dato retta. Ma cercavo di resistere. Una volta ho pensato tra me e me: “Non mi voglio suicidare. Non voglio dare dispiacere ai mie parenti a X.

X sta per il posto in cui ho vissuto l’infanzia tra una pletora di parenti nonni, zii cugini ecc. – mentre i miei genitori non si prendevano cura di me - e ho vissuto un’infanzia abbastanza normale, oserei dire che ero felice.

Dunque pensavo, se i mie cari parenti sapessero che mi sono suicidata darei loro un dolore. “Non voglio addolorarli”. Tempo dopo - molti mesi o addirittura qualche anno, io non avevo certo fissato la data di quei pensieri - due dei suddetti parenti si sono suicidati. Il diavolo aveva avuto modo da lungo tempo di sapere chi erano. A volte ero andata in visita. Per un funerale una volta, mi ricordo, e un’altra volta per una breve vacanza a Pasqua. Tra i tanti parenti, se ne era suicidato uno in ognuna delle due famiglie cui ero più vicina, nelle cui case da bambina entravo e uscivo quando volevo, con rapporti ancora molto forti di amicizia con una delle componenti (una è proprio Margot, cui non ho mai detto nulla in materia ma da cui ho saputo a fondo le circostanze del suicidio di suo nipote. Era un ragazzo gentile ma molto fragile. Il suo carattere era completamente cambiato di colpo…). L’altra, zia della mia stessa età e migliore amica e compagna di scuola nella cui casa passavo interi pomeriggi e magari anche giorni interi e da cui anche da ragazzina, quando ormai vivevo in città, tornavo a passare le vacanze estive, è morta di recente ma ho sempre rapporti di amicizia con la sorella la cognata ecc. Il suicidio di uno dei fratelli avvenne la mia amica, Rachel, era ancora in vita. Conoscevo suo fratello: un uomo sensibile, gentile, attenta agli altri e senza problemi economici. Di colpo la moglie e i figli gli avevano reso la vita in inferno…Il tutto l’avevo saputo sia da lei Rachel, sia da un comune amico americano che aveva passato vari periodi in casa loro.

Non si può immaginare quanto quei parenti abbiano sofferto a seguito di quei suicidi.

In un certo momento mi venne in mente che avevo fatto quel pensiero e capito la logica del diavolo. Era come se mi dicesse: “Vedi? Ora soffrono molto di più che se tu ti fossi suicidata.” Infatti: io ero andata via da molto tempo ormai.

Mentre arzigogolavo nella mia mente su questa devastante coincidenza, devastante anche perché in qualche modo sentivo che se in effetti mi fossi suicidata tutto questo non sarebbe successo, in quella stessa zona ci furono vari altri suicidi di ragazzi che non conoscevo, che mettevano la testa sotto le rotaie.

Il diavolo ancora mi voleva confondere… dopo tutto tanti si suicidano, mica solo i miei parenti… eppure, nella memoria di tutta la mia famiglia ecc non c’è traccia di un solo suicida. Non c’era, prima del mio infausto pensiero…

Cosi in effetti la realtà non è quello che proprio sembra.

 

Post scriptum. Due giorni dopo aver pubblicato questo post mi è capitato di vedere una vecchina storta, magra oltre ogni dire, con un capellino nero e velette, che chiedeva l'obolo. Aveva la testa curva e non era possibile vederla in viso. Mi sono avvicinata per bene e ho piegato la testa per guardarla e lei ha sollevato il viso: era una donna con le guance lisce, non affatto una vecchia .. comunque sia capivo che si era coperta il viso apposta ... se la incontro di nuovo sicuro non vado a guardarla ..

Post scriptum.

 

In sintesi: tornando al mio esperimento con le difese direi che dunque si conferma che se io oltre a usare sui piedi, caviglie un po’ su alcuni punti del pigiama ( e non si è macchiato) il profumo antizanzare avessi mangiato per cena un po’ di aglio cipolla e aceto e soprattutto avessi messo aglio in bocca non mi sarei trovata in un sogno tanto angoscioso vedendo il mio caro amico Adelmo essere trascinato irreparabilmente in un fiume di fango.

 

E per specificare meglio sul come ero bardata. A parte il fatto che non avevo aglio cipolla e aceto io ero bardata con tutte le difese, comprese le mezze calze con calamite in tre punti, ben 5 complessi di calamite con pile da nove volt: sulla coscia sinistra, all’interno, sulla vita, sotto il cuore e sopra il cuore. Una sulla cuffia sopra la testa. Pile che mi sto preoccupando di ricaricare man mano.

Due pile da dodici volt sotto le ascelle (su calamite, naturalmente)

 

nota successiva (ottobre 15 2007): purtroppo ho fatto un incubo che credo del diavolo in cui ho sognato uno scorpiono che mi stava attaccato al piede e non riuscivo a liberarmene e per terra c'erano tanti altri scorpioni che evidentemente avevoragione di temere.

però, per quel che mi ricordo avevo un piccolo aglio in bocca. ma può essere che le altre difese fossero deboli.

 

 

NOTA. Ho scoperto una scritta in italiano su una sola bottiglietta dell’antizanzare e dice:

 

PROFUMO ANTI-zanzara.

Profumo conservato.

Peso netto: 195ml.

Prodotto in Cina pop.

Importato da D & F Gruppo S. R. L.

Via Valtellina 62 Milano Italia.

 

 

 

 

 

 

domenica, 15 luglio 2007

Le forme pensiero –le infestazioni-, i corpi astrali o eterici – gli spiriti di ogni genere dal "diavolo" alla "fata"- non possono attraversare la plastica. Né i loro corpi in qualunque forma o densità, né quello di cui eventualmente sono caricati, veleni o altro che siano. Buono a sapersi per svariati usi di difesa.

  

Il materasso offre al diavolo un’ottima riparazione dalla ventilazione. Infatti nonostante  la ventilazione  l’entità occulta può colpirci indisturbato da sotto, dal materasso. Il materasso può essere infestato, cioè riempito di veleno, che noi possiamo assorbire dalla pelle. Per questo occorre un materiale che ci protegga. Esiste. Ed è di sicuro la plastica. La plastica ripara completamente dalle infestazioni del materasso. Coprite il vostro materasso con un telo di plastica molle. Io uso una tenda da doccia, che è morbida.

 

Sopra la plastica si può mettere anche un copri-materasso, e sopra il coprimaterasso si mette naturalmente il lenzuolo di sotto.  Per evitare che il lenzuolo di sopra offra rifugio al diavolo io non lo uso.

 

Un materassino di plastica antidecubito –che è di plastica- sarebbe anche meglio del telo di plastica molle, perché questo tipo di materasso permette un certo passaggio d’aria, soprattutto certi modelli.

 

Si potrebbe anche usare il materasso ad acqua, che una volta ebbe fortuna, ma poi tutti si stancarono di usarlo.

     

Se si dormisse senza coperte sarebbe meglio, cosi le coperte non offrirebbe riparo alle “influenze”. Si può comprare le coperte anche di Pile, e perfino cucirci dentro o sotto qualche calamita qua e là, con aggiunta di pile elettriche da vario voltaggio (v post sulle difese con cui cominciare con avvertenze in materia ).

      Se non dovessimo mettere sul corpo delle calamite, il che richiede un letto un po’ comodo, direi di dormire su uno strato di plastica magnetica, però essendo vestiti da capo a piedi: il contatto del corpo con la plastica non è tanto piacevole. Oppure direi di dormire su degli strati di rame (magari poggiati su una lastra di granito, o per terra ), su cui poggiare un coprimaterasso leggero e ovviamente il lenzuolo di sotto. Poiché il coprimaterasso e il lenzuolo sono sottili, ritengo che non permettono al diavolo di agire al loro interno.

Questa plastica magnetica ha un po’ di significato, ma è molto debole, di conseguenza avere addosso delle calamite resta essenziale. Personalmente vado a sdraiarmi sulla plastica magnetica quando non ho proprio voglia di mettermi addosso le calamite, operazione che richiede un qualche tempo.

 

      Mi è parso che dormire su materassi a molle fosse ben più protettivo del dormire su un materasso di lana o di spugna. Ma non ho fatto questa pratica abbastanza a lungo per consigliare di usare questo materasso evitando il telo di plastica, della cui capacità di protezione assoluta sono sicura.    

 

postato da: vivamerlin alle ore 15:13 | Permalink | commenti
categoria: , plastica, neoprene, telodi plastica sul materasso
lunedì, 25 settembre 2006

Di solito chi scrive sul diavolo non dice se personalmente ha avuto a che fare con "la cosa". Esistono diversi libri in materia, ma praticamente nessuno ha mai detto: io l'ho conosciuto di persona. Questo è un vero intralcio alla ricerca.  Soprattutto quando si parli di protezioni…

 

Diversi mesi fa dicevo alla mia psicoanalista che mi sarebbe piaciuto poter scrivere il mio diario anonimamente. E lei mi ha parlato del blog, per molti mesi non sono riuscita a fare alcunchè e ho avuto una certa paura. L'anonimato è sicuro? Si puo scrivere dal posto di lavoro senza che questo si venga a sapere?

Da molti anni raccolgo ogni sorta di informazioni sul come concretamente le persone si difendono dal "diavolo". E' vero, tanto vale sputare l'osso subito.

Ciò che ho scoperto ritengo sia molto utile e desidero farlo conoscere.

Di solito chi scrive su questo argomento non dice se personalmente ha avuto a che fare con "la cosa". Esistono diversi libri in materia, ma nessuno degli autori ha chiaramente detto: io l'ho visto. Questo è un segno della paura che si prova nel parlare di questo apertamente. lo capisco bene. E avrò modo di spiegare come mai.

Mi piacerebbe iniziare facendo un regalo a tutti. Ecco la cosa più importante:  è un manualetto in progress distribuito su questo post su come ci si difende con una notevole efficacia da attacchi di  different spirits, devil spirits, maghi neri e demoni, fantasmi.  utili contromisure per difendersi, per neutralizzarefantasmi

[spiriti maghi neri astrali.. è meglio non porre differenze tra queste diverse etichette... fino a quando non abbiamo prove..]

 

Questo è un invito a chiunque di partecipare a questa raccolta di informazioni, chiarendo quali elementi abbia per stabilire la loro efficacia, l'esperienza personale ecc

SAREI FELICE DI VENIRE A CONTATTO CON CHIUNQUE LAVORI  SU QUESTI TEMI, PER GLI STESSI SCOPI

postato da: vivamerlin alle ore 13:06 | Permalink | commenti (2)
categoria: , ho conosciuto un diavolo
sabato, 16 settembre 2006

[IN FONDO AL POST TROVI ANCHE LE DIFESE CHE USO ADESSO, CHE SONO LE PIÙ SEMPLICI DA TROVARE, REALIZZARE E APPLICARE.(5 gennaio 2008)

 

 

Ritengo la lettura di questo post necessaria per la comprensione dell'intero blog. Lo pone in rapporto a un contesto, alla realtà di una conoscenza tramandata, che io ho cercato di raccogliere per anni. Ci sono soprattutto riferimenti bibliografici relativi alle protezioni, che mostrano in qualche misura  lo stato dell'arte, le conoscenze ereditate in materia e le ragioni per le quali si può ritenere che siano efficaci ( aglio, cipolla aceto magneti, pillole tibetane, il soffio, piombo, acciaio, rame, l’olio canforate e l’olio d’iperico, essenza di verbena ecc, pietre dure tra cui in particoalre il quarzo ialino a una o due punte, candele incenso, campanella ecc.)

     E' da queste letture e informazioni che sono partita, per arrivare poi a proporre delle applicazioni pratiche più dettagliate - aglio, calamite, in modi e quantità specifiche rispetto alle genericissime indicazioni ereditate - e alcune cose nuove, come per esempio la plastica e il ventilatore.

     I riferimenti ai film affrontano soprattutto la questione del come l’occulto si vede, si mostra..

Ci sono anche testi che parlano dei poteri, della "magia": come funziona...

     Inoltre ho ora aggiunto un riferimento alle sofferenze di chi ha a che fare col diavolo, argomento di cui inizialmente non ho parlato per pudore. Ora invece lo ritengo necessario alla comprensione.

 

 

Jean de Blanchefort (1993) Guida all’autodifesa magica. Milano Ed. Armenia ed. 294pp.

[L’autore non lo dice, ma si può presumere che abbia fatto esperienza diretta di alcune cose di cui parla. Le difese di cui parla sono tuttavia ancora avviluppate nel magico, sono troppe e hanno indicazioni vaghe. Eppure, questo testo e quello di Spinardi sono i testi meno fumosi in circolazione.]

 

Franco Spinardi (1994) Introduzione all’esorcismo. Milano, Armenia editore 173pp. Il libro, con contenuto identico, è stato anche pubblicato con il titolo” L’esorcismo”.

[ La prima parte si occupa di preghiere. La seconda riprende anche argomenti trattati anche da de Blanchefort. Parla inoltre del potere protettivo delle punte. Ecco le esatte parole di Spinardi:

 

La tavoletta con chiodi

Ecco un metodo di difesa permanente, assai diffuso proprio in virtù delle sue basi fisico-scientifiche.

In una tavoletta di legno pulito, dello spessore di circa 5 cm., rotonda o quadrata (di circa 20 cm. di lato o di diametro) si conficcano dei numerosi e lunghi chiodi, fin quasi alla testa: essi devono trapassare completamente la tavoletta. Ci si procura un filo di rame della lunghezza di alcuni metri; si annoda un capo, strettamente, alla testa del primo chiodo, lo si fa passare attorno al secondo, poi al terzo e cosi via. L’estremità del filo di rame deve prolungarsi fino al di fuori della camera in cui si pone la tavoletta chiodata: estremità che si deve far penetrare nel suolo (giardino, cantina, ecc.) o, meglio, in un vaso di terracotta sotterrato fino al suo orlo e riempito di acqua (in un vaso di fiori si pone uno strato di terra, vi si depone un altro vaso più piccolo – al quale si è chiuso il foro di drenaggio –si circonda quest’ultimo di terra ben pressata e lo si riempie di acqua: è cosi pronto per accogliere l’estremità del filo di rame).

La tavoletta chiodata, vero e proprio “parafulmine” dell’occulto, si deve poi collocare, in modo permanente, con i chiodi all’aria, sotto il letto o sotto una sedia.

 

Non comprate in ogni caso l’anello che Spinardi consiglia come protettivo, che non è efficace. Non è brutto, però! ]

 

    

Henry Durville (1988) Trattato pratico di alta magia difensiva. Rituali magici segreti di protezione occulta. Viareggio. Edizioni rebis.

Questo è stato il primo libro in materia da me letto. Per chi ha urgente bisogno di protezione è davvero frustrante. Le indicazioni sono vaghe, il linguaggio fumoso, le cose consigliate sono cosi numerose da far pensare che nessuna funziona veramente. Questi difetti sono presenti in tutti i libri di difesa “magica”. Magico, in fondo, è solo ciò che non si è ancora capito, e “occulto” è ciò che non abbiamo ancora “colto”, cioè visto.

Riporto qui una cosa che ho trovato interessante: 3° Sigillo: Produzione del mondo della legge. Vedi la foto 1 (che nel libro corrisponde alla fig. 26) e sotto la foto la descrizione del gesto o posa, riprodotte fedelmente dal libro (Durville 1988 pagg. 70-71). Si addebita al Giappone questa posizione di protezione.

Un medico allopatico francese specializzato in medicina tradizionale cinese e insegnante spirituale Jean-Marc Eyssalet – autore di molti libri - ha insegnato un gesto delle mani per difendersi da influenze psichiche. Egli diede tutte le informazioni necessarie. Il gesto che ho imparato è quello fotografato in basso, che io chiamo:

Figura 1 Posa a doppie corna. Stiamo seduti rilassati. Occorre mettere ogni mano nella posa del “fare le corna” e poi appoggiarle una contro l’altra, come quando abbiamo “le mani giunte”. Dobbiamo tenere le mani all’altezza del cuore, parallele al corpo, al cuore.

figura 2. Io ho creato una variazione efficace: tenere la posizione, ma da coricati, per il caso che vi sentite troppo stanchi per stare seduti. Poggiate i polsi sul corpo.

Figura 3 che è una variazione di ciascuna delle prime due. Ciò che facevo era chiudere i mignoli, restando nella stessa posizione, per un poco. Il flusso di energie diminuiva, tanto da non essere più doloroso. Dopo un certo tempo provavo con la posa completa, come insegnata da Jean-Marc. Quando ritornavo alla posa completa, di solito non sentivo più fastidio e mantenevo quella completa fino alla fine. Tutte queste pose, secondo ciò che ho potuto osservare, hanno l’effetto di purificare il cuore e inoltre fanno accorrere energie al cuore. A volte solo dopo essere rimasta in questo posa per 20minuti circa ero in gradi di alzarmi dal letto.

C’è più di una ragione per cui riporto queste pose. È stata la prima difesa efficace che ho imparato. E inoltre non occorre nulla per farla, dunque è un’ottima posa per quando non potessimo ricorrere ad altro, nelle emergenze. Impara l’arte, e mettila da parte. Ora non faccio più questa posa, e se la faccio pare non funzionare. Ma ora non vengo più svuotata come allora: molto meno, in effetti. [nota 2]

 

 

 

GIAN PIERO BONA 1977 MAGIA SPERIMENTALE. Manuale pratico. Roma Edizioni Mediterranee:172pp.

   

L’autore ritiene importanti due elementi protettivi: l’acqua e il piombo.

La protezione, secondo l’autore, difende dai “colpi di ritorno”, cioè una specie di meccanico contraccolpo alla sua azione di magia (nera). La vittima non è consapevole del colpo di ritorno. Ho parlato estesamente di questo autore e delle difese in un post intitolato:

 

Qui riprendo solo alcune parti del post:

 

I pentacoli di piombo proteggono l’operatore [cioè il mago nero o bianco che sia] durante i suoi esperimenti. Il piombo è impermeabile ai raggi X, e le forze occulte possono essere paragonate a questi raggi.

                                ( Bona: pag 114)

 

Bona scrive che le “forze occulte” possono essere paragonate, dunque non sono identiche, ma quale è la differenza?

 

Negli ospedali si usano contenitori o anche armadi di piombo per proteggerci dalle sostanze radiattive, gli oggetti che s’impiegano…

 

Dunque, non c’è da sorprendersi se nel libro di BONA – che si rifà in questa informazione al testo di J. B. 1941 MAGIE PRATIQUE  Paris Ed. Niclaus - troviamo un elemento interessante per la nostra protezione dalle forze occulte paragonabili ai raggi X:  Il piombo

Il piombo è il più importante elemento protettivo, “indispensabile” …nel paragrafo intitolato Confezione dei pantacli (a pag 75) scrive:

 

il piombo è indispensabile. Lo si troverà in smercio in fogli sottili che si ritaglieranno secondo la spiegazione che daremo in seguito.

 

Ancora a  pag 114 -115 troviamo:

 

Avvertenza:

I pantacli di piombo devono sempre essere portati durante ogni tipo di esperimento. …J.B. [v sopra riferimento] racconta alcuni seri incidenti accorsi a persone superficiali e negligenti. Egli spiega che questi pantacli possono paragonarsi alla maschera dell’apicultore; attraverso il piombo  la fauna astrale non ci può pungere.

Inoltre le forze che colpiscono al centro i pantacli vengono scaricate all’esterno delle punte delle stelle.

 

Si tratta di due pantacli essenziali che egli chiama cosi:

 

il pettorale  ...  "che protegge il plesso al cavo dell'epigastro..."

il dorsale   ...  "che conferma questa protezione"..

 

Ciascuno di essi è costituito una forma stellare inserita in un cerchio.

 

“Le punte della stella devono aderire al cerchio.”

 

Il diametro di ciascuno è di 20 centimetri. Il suo spessore è di circa 10 mm.

"Sono assai pesanti da portare." .. 

Per tenere fermi il pettorale e il dorsale  si fisseranno l’uno all’altro  mediante un cordino rosso che si aggancerà sui fianchi”. (ib.)

 

 Questi pantacli sono intesi a protezione del nostro plesso solare.  

 

Il pentacolo va indossato assolutamente fin da prima di “operare”. Il diavolo che ho conosciuto ha detto “lavorare”. 

Evidentemente va messo prima perché il colpo di ritorno che teme pensa che possa arrivare cosi veloce che lui non abbia il tempo di proteggersi … 

 

A pag 136 troviamo un ulteriore uso protettivo del piombo nel momento in cui il magista –cosi lo chiama- si aspetta un colpo di ritorno. Oltre al piombo egli fa riferimetno all’acqua.

 

L’autore scrive che il "magista" dopo aver fatto la sua magia, per proteggersi dall’eventuale “ colpo di ritorno”, deve, oltre a tenere addosso i pantacli, tenere le mani dentro un recipiente pieno  d’acqua per 5 minuti, e anche questo recipiente deve essere coperto da piombo, e  un foglio ulteriore di piombo deve essere disposto a fare da schermo protettivo tra lui e l’acqua, in modo che il colpo sia neutralizzato dall’acqua …

 

Questa protezione mi ha dato qualche pratica soluzione sul come fissare il pettorale e dorsale che io uso, costituito dai quadrati fhytofix.(Sono quadrati di materiale sintetico su cui sono fissate delle calamite, poi potenziate con altre ..)  Ne parlo nei post sulle calamite. Suppongo che questi quadrati, pure ingombranti (ma è comunque possibile portarli con vestiti larghi senza che si noti veramente..)  siano più leggeri del piombo… Io, che no ho da temere colpi che durano 5 minuti ma sempre uso anche due quadrati per la protezione del bacino.

 

Nota. Si è parlato del potere protettivo del piombo nel post sulle difese ambientali ...  Il piombo proteggeva dal fluido di una donna dotata di poteri particolari: Kulagina.. 

Bona scrive che il trattato ha seguito in linea generale l’impianto di Magie pratique di J. B. Ed. Niclaus, Paris, 1941.

Tra  i titoli in bibliografia scelgo:  

 

DENECHEAU H. Abbé: Contre les mauvais esprits et les maléfices, Vaillé-Neuil-sur-Lyon,1959.

  

 

  

H. Kramer e J. Sprenger (1977) Sul modo di togliere e curare le stregonerie., in: Il martello delle streghe. Venezia, Marsilio: pp. 273-332 (tit. orig. Malleus Maleficarum prima ed. anni 1486-1487)

[ La parte citata fa riferimento a rimedi popolari “scacciadiavolo”.

Con questo termine a volte ci si riferisce alla cosiddetta “pianta di Sant’Antonio”, ovvero all’iperico, ma a volte anche ad altre...

 

 

Nel corso delle mie perlustrazioni ho trovato anche questo testo che parla di cure vegetali. La copertina del libro mostra questo:

 

Del modo DI CONOSCER ET SANARE

I MALEFICIATI,

et dell’antichissimo, e ottimo vìo del benedire:

TRATATTI DUE

A’ quali sono aggiunte varie Congiurationi,

e efsorcismi contro la tempesta,

e cattivi tempi mossi da maligni spiriti.

Di nuovo aggiuntone alcui

benediitioni.

Opera di nuovo estratta da libri dal R.P.D. Floriano Canale.

1987 ARNALDO FORNI EDITORE

Ristampa anastatica dell’edizione di Trento,1638

 

L’editore confessa di aver pubblicato un testo che reputa un coacervo di superstizioni. Perché pubblicarlo, allora? Evidentemente occorrerebbe un’edizione critica, che faccia comprendere tutto quello che nel testo è dato per scontato, forse perché scontato ai tempi in cui è stato scritto. Risulta impossibile a capire il modo d’uso concreto di erbe, radici ecc. per esempio.

Un esperto cui ho chiesto come di potrebbe capire questo mi ha detto che si trova tutto nella farmacopea. Per farmacopea s’intende:

1.    elenco ufficiale che registra i nomi di tutti i preparati medicinali in uso, con le formule, i requisiti analitici, i metodi di preparazione, ecc.

2.    arte di preparare i farmaci. 

 

Purtroppo dai libri citati e qualcun altro, personalmente non ho tratto difese efficaci, forse per i limiti della mia stessa comprensione. Ho parlato con alcuni erboristi, e ne ho tratto che il massaggio con olio d’iperico in cui si sono mescolate gocce di essenza di verbena [100 mml di olio d’iperico con un numero variabile di gocce di verbena, da 5 a un massimo di 30 ] è utile per i nostri scopi. È anche utile il massaggio corporeo con olio canforato.

Dopo aver impiegati entrambi direi che i due oli hanno utilità diverse. L’iperico risolve questioni di depressione tensione ecc, come vedremo nel libro specifico sull’iperico, mentre l’olio canforato –che ha un odore piu forte, pungente- pare piu utile per massaggiare parti dolenti. Sia un tipo di olio che l’altro possono essere spalmati con vantaggio su tutto il corpo. È cosi che se ne può apprezzare il valore.

Ho trovato un liquido cinese in vendita, che è molto utile: Essential Embrocation.Contiene canfora, ma ancora di più essenze ecc. Ne ho parlato in diversi post,ma in particolare su un post intitolato: estreme efficaci contromisure. Questo liquido si usa per i dolori.

Il massaggio in genere è decisamente efficace, in particolare se fatto con un po’ di vigore. Io ho tratto grande utilità da questa pratica. La mia massaggiatrice, una ex fisioterapista molto energetica, era anche una cara amica, cosi il tempo passava molto piacevolmente. Poichè al tempo non conoscevo l’utilità dell’olio d’iperico o dell’olio canforato non li ho utilizzati, ho lasciato che la mia amica utilizzasse i suoi oli … In ogni modo dopo il massaggio mi sentivo meglio, mi sentivo piu in armonia. Io credo che un poco della energia della mia amica, che aveva una grande energia, passava a me.

 

Ho trovato utile massaggiare su un punto dolente una o due gocce di essenza di Neroly (Zagara) [ Si riferisce all'arancia amara, e Zagara è il tipo che cresce in Sicilia ]. Credo che gocce di un’essenza, per il suo intenso profumo, possa essere efficace in ogni caso.

Queste difese non sono le più importanti tra quelle impiegate, come sono invece le calamite o le medicine tibetane. Ma fanno parte dell’insieme delle difese significative per il risultato finale. Fanno la differenza.

In due pagine prima dell'indice, il libro fa la lista di ben 16 testi, che spiegano più diffusamente il suo trattato, che egli dice di aver scritto volendo essere breve. Si fa riferimento anche al Malleus maleficarum, che definisce "opera utilissima".

Tutti i libri citati sono questi ( al foglio 3):

 

Il Sacerdotale Romano Ordinario.

Il Sacerdotale Romano di D. Francesco Samarino nel fine della prima parte

P. Pietro Tireo. de apparitionibus

P. Martin Delrio, disquisitionum magicarum, ambidue Giesuiti

La pratica delli Essorcisti, di F. Valerio Polidoro.

La fuga di Satana, di Pietr’Antonio Stampa.

Il fustis Daemonum, del P. Girolamo Menghi

Il Compendio dell’arte essorcistica divisa in due parti, del medesimo.

Il libro intitolato Malleus maleficarum, nel qual sono ridotti diversi trattati in questa materia, opera utilissima

Il libro Fuga Daemonum

Il Compendio Maleficarum, del P. Fran Francesco Maria Guaccio stampato in Milano.

Et il Complemento dell’arte essorcistica, del P. Zacharia Visconti pur stampato in Milano.

La Summa Silvestrina.

La Summa Astefana

Giouan Nider, nel libro, che si chiama Praeceptorium Divinae Legis, de decem praeceptis.

 

 

Maria Sofia Messana 2007

Inquisitori, negromanti e streghe nella Sicilia moderna (1500-1781), Palermo, Sellerio editore, 653pp.

 

L’autrice insegna Sroria Moderna nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Palermo. Il libro è ben documentato.

 

C’è un capitolo particolarmente importante: VIII Guarigione e magia: pp. 479-519

 

Uno dei paragrafi interessanti è:  La farmacopea esorcistica. Viene citato G. Menghi: Flagellum Daemonum. Si danno i componenti di varie ricette.

 

Nel capitolo conclusivo vi è un paragrafo dal titolo: Medicina magia ed esorcismo. Maghi medici esorcisti sono comparati tra di loro da diversi punti di vista.

 

 

Sven-Jorg Buslau e Corinna Hembd 1999  Iperico. La natura contro la depressione. Milano, Tecniche Nuove. 131pag.

 

 

Il libro è ben comprensibile e di carattere pratico. Utile.

 

Dalla Back cover:

 

L’erba di san Giovanni un altro dei tenti nomi con cui è conosciuta questa pianta, è famosa soprattutto per al sua efficacia contro i disturbi di origine nervosa, come ansia e depressione.

 

 

A pag VII: 

 

L’iperico è .. un