martedì, 24 novembre 2009

Quando è irato, dal diavolo si può imparare. La prima cosa cui il diavolo tiene è il suo potere. Il potere di uccidere, di rovinare le persone eccetera. Perciò, quando una difesa ottiene successo nel neutralizzare un suo genere di attacco, il suo desiderio primo e unico è far notare che lui ha altre frecce (avvelenate) al suo arco.

 

  1. Mentre camminavo per la strada, spedita e distratta, nel percorso che faccio quasi tutti i giorni, di colpo mi sono sentita come se il mio passo fosse strano. Le gambe non avevano ginocchia, erano come di gomma e non mettevo bene il passo sul marciapiede.. camminando cosi sarei andata a sfracellarmi, esattamente al centro della fronte, contro lo spigolo di una casa d’angolo. Ho ripreso l'attenzione su di me, sulle  gambe, e evitato l’incidente. Poiché so che Junk è in natura una specie di corda, a seconda anche grossa ed elastica, credo che fosse lui ad essersi impossessato delle mie gambe per farmi andare contro lo spigolo di una casa d’angolo. Mi chiedo cosa si sarebbe potuto osservare vedendomi dal di fuori, in quel momento. All’incrocio c’erano solo alcune macchine di passaggio e probabilmente nessuno ha visto nulla. In ogni caso nessuno si è fermato.

In tutta la vita non mi era successo un incidente cosi. Probabilmente non avevo messo la supposta d’aglio, visto che era giorno e spesso mi dimentico. Nè avevo dell'olio di tigre sulle gambe. Lo metto un poco dappertutto prima di andare a dormire, la notte, ma di giorno solitamente gli attacchi colpiscono la testa o il centro del corpo. Dunque non pensavo a proteggermi le gambe. Forse, se avessi usato qualche precauzione, Junk non avrebbe potuto impadronirsi del mio “centro motore", che sta nei pressi dell’osso sacro (per quel che ne ho capito..)

In realtà in passato, quando non sapevo nulla di difese anti-spiritomaligno, capitò che una o due volte Junk mi facesse camminare come se fossi stata un soldato nazista, allo scopo di impressionare sfavorevolmente una donna con cui Junk non voleva che parlassi. (Poi sono riuscita a farlo lo stesso e quella donna mi ha anche creduto e ha detto in giro che avevo fatto bene a parlare!)

Una volta Junk fece lo stesso scherzo a una mia collega di lavoro, che si mise a camminare con le gambe molto rigide, e parlare davvero furibonda. Una cosa del tutto contraria al suo carattere. E poi eravamo in pubblico, in biblioteca. Non faceva una bella figura. In quel caso Junk perseguiva il fine di rendermi la vita difficile. Poiché certo io non potevo parlare di che cosa veramente avveniva. Oggi parlare di diavolo eccetera è fuori moda. Non siamo piu nel Medioevo in cui non si era a la page se non si era visto il diavolo almeno un paio di volte.. (Uno studioso della materia si è espresso pressapoco cosi.. tenendo una lezione).

 

Tornando al recente episodio, sicuramente  Junk ha voluto dirmi che può sempre uccidermi. Non so se lui abbia voluto solo darmi un avvertimento, ma credo che volesse proprio farmi sbattere sullo spigolo. Solo che non c’è riuscito, poiché mi sono messa dritta in tempo.

Ritengo che l’episodio sia utile a conoscere le potenzialità del diavolo, la varietà dei modi con cui lo spirito maligno può agire contro le persone.

Di fatto anni fa successe un incidente gravissimo a una donna che è ben in controllo di sé, mentre viaggiava. Alla guida della sua auto, si schiantò contro un albero. Qualche settimana prima, in una situazione pubblica, io guardavo Junk. C’era un mucchio di gente, ma so che lui era consapevole che io lo guardavo. La donna in questione, Giselle, che era ben più importante di lui nella organizzazione, era li un poco distante da Junk. Junk le si avvicinò e lei, senza girarsi, tremò. Fu una reazione istintiva, di paura. Non era la prima persona che reagiva cosi al suo avvicinarsi. Junk si rese ben conto che io ho visto lei che aveva tremato, di paura, per la sua vicinanza.

Poco tempo dopo appunto, mentre guidava su una strada diritta e deserta, Giselle si schiantò contro un albero. Per la testa (criminale e stupida) che Junk ha, il fatto stesso che lei abbia tremato di paura al solo sentire la sua presenza, sarebbe stato sufficiente per tentare di ucciderla. Ma nel caso di Giselle, lui avrebbe guadagnato molto a indebolirla o ucciderla. Infatti lei era superiore a Junk sulla scala gerarchica del gruppo e, al contrario di lui, veniva pagata. Se lei si fosse ammalata o fosse morta avrebbe potuto essere sostituita. E se fosse stato Junk a prendere il suo posto ci avrebbe guadagnato in prestigio e in denaro. (Come disse uno che si definiva genio, "l'ambizione è l'ultimo rifugio dei falliti". Junk, a parte essere diavolo, non esiste.) Di fatto l'incidente ebbe conseguenze cosi gravi che Giselle si accordò con Junk (strano evento per una che lo temeva, almeno a livello istintivo) per affidare proprio a lui il proprio incarico. Gli altri anziani non pensavano di essere da meno di lui : si ribellarono e minacciarono di mostrare le mie lettere in cui raccontavo di Junk (che ormai avevo scoperto per ciò che era) e cominciò il declino di Junk nella sua vita terrena. Fine della digressione.

Voglio sottolineare che Giselle incorse in un incidente che davvero stupì tutti. Non era certo ubriaca, e la sua presenza a sé stessa era fuori del comune. Non si poteva non riconoscerlo. Dunque io penso che sia facile produrre un incidente se si va in macchina piuttosto che a piedi. I metodi che Junk può usare sono diversi, naturalmente. Fare ubriacare qualcuno – l'ho osservato su due uomini che erano proclivi al bere - è facilissimo. Il resto verrebbe ancora più facile. La bottiglia appare irresistibile. Brilla letteralmente. E ci si sente come se non se ne possa fare a meno. Ma non è una magia. Solo una tecnica che Junk applica a diverse cose. Posso spiegare subito come fa.

Junk si può allungare - può allungare la "corda" o filo in cui consiste lo spirito - e avvolgere una bottiglia o un qualunque oggetto dandogli la propria luminanza/luminescenza. Pensiamo a quegli uomini che sono attratti da una donna con vestiti e trucco vistosi. Ora si tratta di una bottiglia che è avolta da una luce. inoltre, con l'altro lato della corda, sta dentro o intorno alla persona da ammaliare/tentare. la persona prova il desiderio di quella cosa poichè lo spirito, come un attore, finge una grande attrazione. La finge a tale punto che lui diventa quella emozione. Oppure finge male, ma comunque ci prova. ecco che la persona vede un coltelo brillare e pensa che desidera il coltello e desidera servirsene. Oppure una bottiglia e pensa che deve assolutamente aprirla e berla-

 Una volta Junk mi fece uno scherzo atroce proprio col coltello. Un semplice coltello di cucina splendeva sul lavandino. Io mi sentivo attratta dal coltello. interpretai che volevo uccidere la persona che era con me in cucina. nel mio caso, credo che Junk volesse che la relazione tra me e quella persona finisse. e di fatto riuscì nell'intento. Infatti io, credendo che il tutto fosse farina del mio sacco, feci di tutto per  allontanarmi gradualmente da quella persona.

Ora però anche questo trucco del diavolo l'ho capito. Ora sono una persona "smagata". Un mago non mi può prendere in giro come vuole.

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  1. Un’altra cosa interessante è successa in seguito a un nuovo esperimento di difesa che io ho fatto, di cui non ho parlato ancora, poiché è agli inizi. Io ho parlato del fatto che Junk mi tormenta alle mani e che ho tentato di proteggerle con dei guanti.  Il sistema non era soddisfacente poiché questi guanti non hanno un elastico al polso e perderli mentre si dorme è facilissimo. Cosi nonostante tutto io venivo lavorata alle mani e le giunture si sono indurite e mi fanno male le giunture dei pollici. Ora, mentre passavo ho visto in una vetrina addobbata per le solite regalie inutili di natale un paio di guanti argentati venduti come utili per pulire il pesce con quelli! (Su ciascun guanto, senza scherzi, c'è scritto Fish! ) Nel depliante che li accompagna sta scritto che cosi le mani non prendono odore di pesce. Ci sono due versioni, di cui una water-proof. (io ho preso l'altra, senza pensarci). Un paio di questi guanti costano circa dieci euro. Ho visto che erano adattissimi a me come misura. E ho pensato che forse potevano proteggere.

Junk mi ha fatto vedere che non era cosi. I guanti non proteggono, quantomeno non da soli. Infatti la notte seguente, mentre ero ancora sveglia, Junk si è “sparato” (prendendo le dimensioni di una corda elastica corta e non tanto grossa) contro il guanto, attraversando tutte le giunture delle mani dal mignolo all'incide, dove le dita cominciano. Ho sentito che questo spirito penetrava in ogni punto che attraversava, dandomi sofferenza, non acuta ma comunque forte.

Seccata per questa azione, sono passata a fissare sui guanti un punto calamitato in corrispondenza delle suddette ossa che erano state attaccate. In una ho messo ben 4 magneti che sa soli sollevano cento grammi (le solite che vendono per sostenere le tende), con la parte nuda all’interno del guanto e il supporto (piatto, cosi che non da alcun fastidio ) all’esterno del guanto, naturalmente.

Allora, di nuovo mentre dormo, Junk si fa vedere che mi lavora sulla mano su cui mi ha fatto male la sera prima, ma lavorando sulla giuntura del pollice, cosi che mi fa ancora più male. Visto che ancora riesco a scrivwew, la cosa non è grave. Ora io ho piazzato anche un secondo punto calamitato sul guanto, in corrispondenza del pollice. Stanotte sono certa che non riescirà a svegliarmi per via di fastidio alle mani. infatti due punti calamitati per mano dovrebbero essere sufficienti per assicurare una difesa adeguata. Se tuttavia non basterà io metterò un altro "siluro" nel punto dove non se l'aspetta. Per esempio il siluro può essere un germe di aglio dentro i guanti, proprio dove le dita cominciano. Succhia pure, allora..

 

Ma certo se non dimenticherò di difendere le mani mi attaccherà alle braccia eccetara...: insomma è una "guerra di posizione".. in cui devo difendermi centimetro per centimetro..

 

  1. Rispetto alla testa poi, ora Junk sa che, se arriva a disporsi sulla mia testa cercando di togliermi le energie, io passo dell’olio di tigre sui capelli e lui fugge via. Dunque ora non si fa sentire come prima, ma a un certo punto sento male agli occhi (sa che io sugli occhi non posso mettere olio di tigre, mi farebbe molto male ) o in un punto specifico della testa. Colpisce subito senza darmi il tempo di difendermi in tempo, come capitava prima. Intervengo lo stesso. Allora Junk sposta la sua azione sulle gambe pungendo o pizzicandomi le ginocchia sotto il tavolo e io anche li metto un po’ di olio di tigre. Sui  jeans, fortunatamente, non compare alcuna macchia.  A casa, per difendere la testa e gli occhi ora uso di nuovo un ventilatore da un lato e un ventilatore/ionizzatore (acceso al minimo) dall'altro, in modo tale che ci sia da ogni lato della testa un movimento d'aria... e inoltre metto un punto calamitato con piastra di acciaio sul collo.. Per via del rumore metto dei tappi di cera alle orecchie.

 

  1. Un’altra cosa che Junk tradizionalmente fa quanto io ho un successo è prendersela con una persona che mi stia particolarmente a cuore. Temo che abbia fatto cosi anche questa volta. Ma di questo non parlo. È troppo penoso. Mi piacerebbe avvertirlo, non si sa mai. Ma ricordo che un giorno mi disse una frase che cominciava con: “è meglio non sapere di un diavolo che c’è ..”. Non ricordo tutta la frase, che però significava che se si pensa al diavolo si vive nel terrore, dunque è meglio non sapere anche se è vero. Che devo fare allora? Questa è la cosa peggiore che il diavolo fa a me.  

 

Proteggersi dal diavolo è dovere di tutti. Sarebbe tutto meno difficile.
postato da: vivamerlin alle ore 22:52 | Permalink | commenti
categoria: , cadute, diaboliche cadute, incidenti demoniaci, incidenti di macchina
sabato, 21 novembre 2009

La classica misura anti-diavolo diventa accettabile. Non ostacola più la vita sociale, come si teme.

L’avevo sentito più di una volta, ma avevo fatto orecchie da mercante. Invece ora, dopo l’ennesimo suggerimento, questa volta da una donna argentina, ci ho provato.

Infatti pensavo che più l’aglio ha un odore pungente, meglio funziona.

Può darsi sia vero, tuttavia per via dell’odore di solito potevo adoperarne molto poco, solo uno spicchio o due al giorno, prima di dormire la notte in primo luogo e magari uno piccolo prima della pennichella pomeridiana. Ora invece, sapendo che senza il germe non si sente affatto l’odore, posso prenderne anche uno al mattino.

 

Ora non solo mangio lo spicchio solo dopo averlo tagliato in due e tolto dall’interno quel piccolo germe, ma anche quando preparo l’infuso dell’aglio (che consiste nel mettere in acqua calda due o più spicchi, bevendo l’acqua dopo dodici ore ) , che è di grande utilità per la difesa.

 

A me sembra che il tutto funzioni bene.

La massima efficacia dell’aglio sta nelle prime ore dopo averlo preso, dunque, visto che se ne prendeva una quantità minima, si era scoperti a lungo, nel corso di una giornata.

Cosi ho potuto frequentare di nuovo il mio corso di ginnastica dolce, nonché in effetti stare in mezzo alla gente sentendomi a disagio.

Vedo che nessuno si copre la bocca o fa cattive espressioni…

 

L’erborista mi ha messo sull’avviso che però l’allicina è contenuta proprio nel germe.

Quello che capisco è comunque che il nuovo sistema funziona.

Inoltre il fatto è che molte persone non prenderebbero mai aglio che dia odore. Dunque credo che sia meglio comunque prendere questo.

Semmai si può provare a ricorrere all’aglio munito di germe se si fosse sotto un attacco particolarmente virulento, cioè in emergenze. O quando sappiamo di non vedere nessuno per tre giorni, il che è raro. Oppure quando si sia trovato un modo sicuro per eliminare il fiato all’aglio.

 

Inutile dire che lo spicchio da usare come supposta può essere intero, infatti, poiché resta intatto, non da problemi. Credo importantissimo ricorrere anche a questa misura.

 

Sono estremamente felice de risultato.

 

L’aver provato l’aglio senza il germe è stato favorito dall’uso costante che ora faccio di due elementi difensivi potenti: uno spray anti-sudore, con cui cerco di spruzzare il diavolo appena sento la sua presenza in qualche modo, l’olio di tigre, che uso sui capelli e sul corpo ogni giorno e che porto sempre con me anche fuori casa per ogni evenienza.

Lo spray anti-sudore ha il vantaggio di essere innocuo per la pelle. Quello che io uso è anche ecologico. Naturalmente si usa sulla pelle, ma state attenti a non spruzzarlo sugli occhi.

Anche lo spray antizanzara funziona.

Due anni fa sono andata al pronto soccorso per essermi passata la mano che mi ero spalmata di crema antizanzara sugli occhi. L’occhio era rosso e tutti me lo facevano notare. Non fu grave però: mi passò in pochi giorni senza ricorrere al collirio che il medico mi aveva prescritto.

 

Lo spray efficace può essere anche quello di canfora che si usa normalmente per spruzzare negli armadi. Dunque non fa spruzzato su di sé. Si usa contro il diavolo senza dargli il solito avvertimento verbale ad andarsene. Queste difese sono grandi se usate prima che il diavolo colpisca noi. Dopo è troppo tardi.

 

Come alternativa all’olio di tigre, si può usare il balsamo di tigre, ponendo un po’ di quantitativo sugli indumenti che indossiamo per dormire. Oppure si può passare direttamente sulla pelle.

Ricordatevi che il balsamo di tigre rosso, che è quello che io uso, macchia.

Anche l’olio di tigre lo fa, anche se molto meno. Ho versato per sbaglio qualche goccia su un libro aperto e ha lasciato una macchia lieve.

 

Lo spray credo sia il sistema di difesa più economico, poiché basta una spruzzata per ottenere il risultato e vi è un piccolo consumo del prodotto.

 

Naturalmente leggete con cura le istruzioni annesse a ogni prodotto.

 

In sintesi l’uso di aglio inodore mi permette effettivamente di andare dove voglio ... E l’olio di tigre e anche lo spray anti-sudore (in questo momento sto usando quello) forniscono una rapidissima difesa che neutralizza e allontana il diavolo, seppure solo per un certo tempo.

 

Il risultato positivo dell’insieme delle difesa è evidente: ora dormo molte meno ore e ho decisamente più energia.

Nel caso dell’olio di tigre e lo spray il successo è dato dall’anticipare il diavolo –cioè aver passato l’olio sul corpo prima che il diavolo compaia - o dall’intervenire immediatamente spruzzandoglielo addosso al minimo sentore.

 

Per qualche giorno ho avuto l’impressione di essere tornata a una vita normale. Ho sentito il semplice piacere di esistere.

postato da: vivamerlin alle ore 21:07 | Permalink | commenti
categoria:udite udite, aglio inodore, aglio senza il germe èinodore
sabato, 14 novembre 2009

Devo ricordare come funziona il sistema energetico: l’energia circola nel corpo allo stesso modo del sangue.

Se una parte del corpo perde le energie in un punto, per esempio a causa di un prelievo vampirico, altre energie accorrono dal resto del corpo e ristabiliscono un qualche equilibrio.

 

Se l’attacco vampirico si ripete sempre su quel punto, ancora e ancora, a distanza di mezz’ora o un’ora, per esempio, le energie a disposizione della persona diminuiscono ancora. Dopo diversi attacchi la persona si trova svuotata di energie, pur essendo stata attaccata eventualmente su una parte marginale del corpo. Per esempio le mani. Sembra incredibile ma è vero che io mi sono trovata a assistere nel corso di una sola notte, svegliandomi diverse volte, alla vista dello spirito maligno Junk (visibile per una specie di presenza luminosa stante sulla mia mano che mi lavorava sul dorso della mano, oppure che ciucciava energie dalle punte delle dita. Ancora e ancora.

Attraverso questi attacchi, Junk, che è consapevole del come funzionino le energie, essendo che per anni ha studiato yoga e altre discipline, riesce a svuotare altre parti del corpo senza agire direttamente su queste. Sia come sia io mi sento svuotata, cioè stanca.

 

Come mai questo daffare sulle mani?

Una volta non era cosi.

Ecco il punto. Una volta egli mi si fiondava sul cuore o sul ventre, o su tutte e due.

Ora io ho, coi miei “mezzucci” (come definiti in un recente commento) impedito che Junk faccia man bassa delle energie direttamente dalle parti più ricche, cuore e bacino, in particolare la parte vicina all’osso sacro.

Su questi punti io tengo sempre, notte e giorno, dei punti calamitati con aggiunta di una piastra di acciaio che svolge anche funzione ionizzante.

(Le calamite sono fissate agli indumenti intimi. Per evitare guai uso tutte le calamite con un supporto dallo stesso lato, nord o sud che sia: questo evita che si attirino potentemente. Inoltre il lato a contatto del corpo è sempre quello nudo, cioè senza supporto di legno o di altro materiale che sia).

Metto uno di questi punti sul cuore e uno sul bacino (quando dormo due punti sul bacino, ai due lati dell’ombelico). Anche, possibilmente, porto una cintura a contatto della pelle, con tre punti calamitati, di cui uno con aggiunta di piastra d’acciaio.

Ho detto i particolari sull’uso di acciaio e calamite in un post di alcuni mesi fa.

Ora uso sugli indumenti anche un poco di olio di tigre o di balsamo. Uso anche un poco di aglio, e ho imparato un segreto che rende l’odore dell’aglio non fastidioso: elimino, prima di mangiarlo, il germe che sta in mezzo allo spicchio. Provare per credere. 

Non abbandono le punte. Stanno li e, a differenza di aglio o olio di tigre, “non chiedono pane” (cioè non richiedono cure né tempo né spese ulteriori).

 

Dunque io ho avuto successo.

Di conseguenza il diavolo attacca i punti scoperti: testa, piedi, mani.

La testa l’attacca anche perché il mio successo nella scoperta di “mezzucci” efficaci gli da fastidio proprio.

Dunque sono stata bucata agli occhi, come anche ho raccontati di recente, ecc. La testa colpita mi ha leso la memoria. Temporaneamente, per fortuna.

Infatti ho riflettuto molto su come potevo ovviare a questo disastro. Un attacco davvero molto duro, con dolori al solo toccare la testa, e anche con irrigidimenti vicino al collo.

Avere un piercing sul lobo delle orecchie non bastava.

Anche, una specie di collare carico di punte e anche con un punto calamitato non bastava. Ho messo un copricapo. Dentro il copricapo un fazzoletto pieno di punte appese, appallottolato distrattamente in cima al copricapo, dentro. Si, ora andava meglio, ma non del tutto. Ho preso l’abitudine di passare dentro il fazzoletto e nella parte interna del berretto del balsamo di tigre. Ho fissato tre punti calamitati ai bordi del cappello, due dei quali ai lati della fronte. Abbasso il copricapo sugli occhi.

Ecco che il dolore sta passando e la memoria mi è tornata. Mai stata cosi bene. è come se tornassi quasi a una vita normale. Lo stesso modo di sentirmi di molti anni fa, prima che il diavolo si occupasse di me.

Per piedi e mani: io uso –l’inverno, col suo freddo, rende la cosa meno odiosa- per dormire dei guanti in cui si infila tutta la mano –sono fatte cosi, come forma, certe presine per il forno-, con un posto distinto solo per il pollice. Sono guanti ampi. All’interno ora metto del balsamo di tigre, in fondo e sulle pareti.

Per i  piedi: metto un poco di olio di tigre o balsamo di tigre sulle calze.

IL BALSAMO DI TIGRE E L’OLIO DI TIGRE SI STANNO RIVELANDO LE ARMI PIÙ POTENTI E SEMPLICI PER NON FAR AVVICINARE IL DIAVOLO. Ora non mi assale di brutto, ma sento che arriva con circospezione e poi, vedendo che non mi sono dimenticata di mettere l'olio di tigre, si allontana. Non è certo un kamikaze!

Al momento ho ordinato da un erborista che stimo un bel po’ di olio di tigre, fatto da lui. Mi ha detto che può farlo. Serve per scaldare, mi ha detto. Sapesse a che cosa lo uso veramente!

 

NOTA: Per eliminare il mal di testa, che era il più forte mai sentito in vita mia, è stata della massima efficacia una pillola tibetana, quella specifica per i mali alla testa, che è chiamata popolarmnete "pillola rosa" per via del tessuto di colore rosa di cui è rivestita. in un'ora era tutto passato! specifico che non è una pillola specifica per difendersi da "spiriti vari e diversi" (come sono rispettivamente la pillola arancio, blu e rossa), ma solo una pillola specifica per il mal di testa.

POST SCRIPTUM: A breve dedicherò un post all'insieme delle difese sia fisiche che ambientali, giorno e notte, con tutti i dettagli che possono servire ad applicarle.

postato da: vivamerlin alle ore 00:06 | Permalink | commenti
categoria:contro il vampirismo, difesa testa mani piedi
sabato, 07 novembre 2009

La mirabile vicenda comincia quando Tobit chiede a suo figlio Tobia di mettersi in viaggio per recuperare una consistente somma ch’egli aveva affidato al suo parente Gabelo. Tobia è figlio unico e i genitori – in particolare sua madre - sono pieni di preoccupazione per un viaggio che presenta pericoli. Il padre decide di trovare un compagno di viaggio affidabile per suo figlio e si presenta a lui l’angelo Raffaele, che appare in forma umana. I due iniziano il viaggio.

Citerò dal Libro di Tobia, La Bibbia Concordata, Antico Testamento, Vol. I :

 

Il giovane [Tobia] partì dunque con l’angelo e con lui uscì anche il cane che andò con loro. Camminarono tutt’e due e, sopraggiunta la notte, si fermarono presso il fiume Tigri. Il giovane scese fino al fiume Tigri per lavarsi i piedi e un grosso pesce, balzato dall’acqua, tentava di divorare il piede del giovane, il quale si mise a gridare. Ma l’angelo gli disse: “Afferra il pesce e tienilo forte”. Il giovane tenne forte il pesce e lo trasse a terra.

            Allora l’angelo gli disse: “Sventralo e prendine il fiele, il cuore e il fegato che terrai con te, gettando via gli intestini, perché il fegato, il cuore e il fegato sono utili a fare un medicamento”. Il giovane sventrò il pesce, ne estrasse il fegato, il cuore e il fiele, abbrustolì una parte del pesce per mangiarla e il resto lo conservò sotto sale.

Poi ripresero ambedue il cammino insieme finché giunsero alla Media.

            Allora il giovane interrogò l’angelo dicendo: “Fratello Azaria, qual medicamento c’è nel cuore, nel fegato e nel fiele del pesce?”. Gli rispose: “Il cuore e il fegato del pesce bruciali davanti a un uomo o una donna oppressi da un demonio o qualche spirito maligno e si dileguerà da lui ogni invasamento e sarà liberato per sempre; il fiele poi spalmalo sugli occhi di un uomo che abbia le albugini e basta soffiare sulle albugini degli occhi che queste guariscono”

Già erano arrivati nella Media e si avvicinavano al Echabana, quando Raffaele disse al giovane: “Fratello Tobia”. E quello rispose: “Eccomi”. Allora l’angelo: “Questa notte saremo ospiti di Raguele, che è tuo parente prossimo e ha una figlia di nome Sara. Ma non ha altri figli, né maschio né femmina, oltre la sola Sara. Ora tu sei il parente più prossimo di tutti quelli cui spetta il diritto di averla e di ereditare le sostanze di suo padre. La ragazza poi è saggia, coraggiosa e molto bella, e suo padre è un uomo dabbene”.

Quindi aggiunse: “Tu hai il diritto di prenderla. Ora ascoltami, fratello, questa sera stessa parlerò al padre della ragazza, per averla come sposa per te, e quando torneremo a Raghes faremo il matrimonio. So bene che Raguele non può rifiutarla a te per darla in sposa ad un altro, incorrendo nella morte, secondo la condanna del Libro di Mosè, in quanto egli sa che spetta a te prendere sua figlia a preferenza d’ogni altro uomo. […]

Allora in risposta Tobia disse a Raffaele: Fratello Azaria, ho sentito che ella già è stata data a sette uomini e che questi sono morti nella stanza nuziale; la notte quando stavano per accostarsi a lei, allora morivano; e ho sentito dire che era un demonio che li uccideva. Perciò io ho paura, perché, mentre il demonio a lei non fa alcun male, uccide chi vuole accostarsi a lei e io sono figlio unico di mio padre e ho paura di morire e di far scendere con dolore nella tomba la vita di mio padre e di mia madre dopo di me: non avendo infatti essi alcun altro figlio che li seppellisca”. Ma l’angelo gli disse: “Non ricordi gli avvertimenti di tuo padre, che t’ha raccomandato di prendere una moglie del casato di tuo padre? Perciò ascoltami, fratello, non darti pensiero di questo demonio e prendila pure: so che questa sera ti verrà data per moglie. Però, appena entrato nella stanza nuziale, prendi un po’ di fegato del pesce e ponili sul braciere dell’incenso [1]: si diffonderà l’odore, il demonio lo annuserà e fuggirà, non comparendo mai più intorno a lei. Ma prima di avvicinarti a lei, levatevi ambedue e pregate, chiedendo al Signore dei cieli che venga su di voi la sua misericordia e la sua salvezza. Non temere, perché essa ti era stata destinata dall’eternità; tu la salverai e verrà con te e ti assicuro che da lei tu avrei dei figli che saranno per te come fratelli: non darti pensiero”. Quando Tobia ebbe udito dalle parole di Raffaele che Sara era sua parente e che discendeva dalla cassa di suo padre, l’amò grandemente e il suo cuore si attaccò a lei.

[…]

 

Il racconto segue con l’arrivo a casa del parente Raguele, l’ospitalità da parte di quest’ultimo, la successiva richiesta da parte di Tobia  di sposare Sara. Raguele riconosce il diritto di Tobia a sposare Sara, e ne sarebbe felice, ma … :

 

“Ma ora devo rivelarti la verità, figlio mio. Io l’ho data a sette mariti dei nostri fratelli e tutti sono morti la notte stessa, quando stavano per accostarsi a lei. Ma ora, figlio mio, mangia e bevi, e il Signore provvederà per voi”.

 

Tobia chiede comunque il suo assenso, che viene concesso. Seguono dunque i riti matrimoniali e i festeggiamenti.

                                   

Quindi Raguele chiamò Edna, sua moglie e le disse: “Sorella. Prepara l’altra stanza e accompagnaci Sara”. Essa andò a preparare il letto nella stanza come le aveva detto e vi accompagnò la figlia. Pianse su di lei e asciugandosi le lacrime le disse: “Coraggio, figlia mia. Il Signore del cielo ti dia gioia in cambio della tua tristezza! Coraggio, figlia mia”. Quindi uscì.

           

Segue il racconto con paragrafo intitolato: Tobia e Sara.

 

Quando ebbero finito di mangiare e di bere, vollero andare a dormire e accompagnarono il giovane, introducendolo nella stanza.

            Allora Tobia si ricordò delle parole di Raffale, tirò fuori il fegato e il cuore dal sacco dove li teneva e li pose sulla bragia dell’incenso. L’odore del pesce si diffuse e cacciò il demone nelle regioni dell’Alto Egitto, dove corse Raffaele a incatenarlo e a immobilizzarlo all’istante. Quando tutti se ne furono usciti ed essi ebbero chiusa la porta della stanza, Tobia si levò dal letto e disse a Sara: “Sorella, alzati, preghiamo e chiediamo al Signore nostro che ci conceda  misericordia e incolumità”. Si alzò e si misero a pregare e a chiedere che concedesse loro incolumità. Egli cominciò a dire: “Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedetto è il tuo nome per tutti i secoli. Ti benedicano i cieli e la tua creazione per tutti i secoli. Tu hai fatto Adamo e hai fatto per lui quale aiuto e sostegno Eva, sua moglie; da ambedue è stata generata la stirpe degli uomini. Tu hai detto: "Non è bene che l’uomo stia solo, facciamogli un aiuto simile." E ora io prendo questa mia sorella non per impurità, ma secondo giustizia. Concedi misericordia a me e a lei e fa’ che possiamo invecchiare insieme”.  E tutt’e due dissero: “Amen, Amen”. Dormirono poi entrambi tutta la notte.

            Ma Raguele, alzatosi, chiamò i domestici e uscirono a scavare una tomba; diceva infatti: “Non sia mai che egli sia morto e noi siamo derisi e svergognati”. […] Mandarono una serva, accesero il lume e aprirono la porta. La serva entrò e vide che i due riposavano e dormivano insieme. Poi la serva uscì e riferì loro che egli era vivo e che non gli era accaduto niente di male.

            Allora benedissero il Dio del cielo e dissero: “Benedetto sei tu, o Dio, con ogni pura benedizione e benedetto sia tu per tutti i secoli! Tu sei benedetto perché mi hai colmato di gioia e non è avvenuto quello che temevo, ma hai agito con noi secondo la tua grande misericordia. Tu sei benedetto perché hai avuto pietà di due figli unici! Su loro, Signore, fa’ che vengano la misericordia e la salvezza e fa’ che la loro esistenza trascorra nella gioia e nella misericordia”. 

  

Infine Tobia, sempre accompagnato dall’angelo, torna a casa da suo padre Tobit, che gli corre incontro vacillando, per la sua cecità. Tobia fa quanto l’angelo gli indica perché suo padre recuperi la vita. Tobia dunque spalma il fiele del pesce sugli occhi del padre. Il medicamento astringe e distacca le albugini dagli occhi di Tobit ed egli ci vede di nuovo. “Quando furono terminate le nozze”,  Tobit e Tobia decidono congiuntamente di ricompensare Azaria con la metà dei beni che ha trasportato. Essi chiamano Azaria e lo informano della loro decisione. L’angelo finalmente rivela la sua vera identità di angelo, come segue:

 

 Allora egli chiamò tutt’e due in disparte e disse loro: “Benedite Dio e confessatelo davanti a tutti i viventi per il bene che ha fatto con voi, benedicendo e inneggiando al suo nome. Le azioni di Dio fatele conoscere con onore a tutti gli uomini e non stancatevi mai di glorificare Dio. È bene nascondere il segreto del re, ma è grande onore svelare e confessare le opere di Dio. Fate il bene e non vi toccherà alcun male…È meglio fare elemosina che mettere in serbo oro… Coloro che commettono il peccato sono nemici di loro stessi. Voglio farvi conoscere tutta la verità e non nascondervi nulla. Io vi ho già fatto conoscere e vi ho detto: Il segreto del re è bene nasconderlo, ma è grande onore svelare le opere di Dio. … io sono stato mandato da te [Tobit] per metterti alla prova. Ma insieme, Dio mi ha mandato per guarire te e tua nuora Sara. Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che vanno e vengono davanti alla gloria del Signore”.

 

Fin qui la mirabile storia, a lieto fine.

[Non si può che benedire Dio e inneggiare al suo nome e confessare davanti a tutti i viventi ciò che ha fatto, svelando un modo specifico concreto ed efficace per liberarsi dal diavolo. Chi sa cosa si prova essendo colpiti dal diavolo non può che essere pieno di riconoscenza e amore verso Dio. La Bibbia sarebbe molto impoverita senza il Libro di Tobia.

 

Il libro di Tobia mostra ancora una volta come Dio e dunque l’angelo intervengano concretamente con dei consigli che sono questione di vita o di morte. Tobia da solo non potrebbe farcela.

 

Tobia  ha fiducia in ciò che l’angelo Raffaele gli ha rivelato.

Dunque Tobia non pensa che l’esistenza del diavolo sia una “cosa da pazzi” o una superstizione. E neppure pensa di essere più forte del diavolo. (Dico questo perché io stessa ho dovuto prima “scottarmi” per scoprire che non ero più forte di lui).

Tobia ha preparato le cose che gli serviranno.

Tobia sa quale sia il momento preciso in cui il diavolo agirà. Egli infatti è stato avvertito e sa che il diavolo agirà prima che lui si accosti a Sara.

Dunque un momento prima di accostarsi a lei prende il sacco, tira fuori il fegato e il cuore del pesce e lo mette a bruciare sulla bragia dell’incenso.

La bragia è già li. Altrimenti avrebbe dovuto prepararla.

Il diavolo è presente ma aspetta evidentemente il momento preciso per attaccare.

È  il momento giusto perché Tobia lo colpisca con l’odore del fegato  e del cuore di pesce che bruciano.

 

 

Nota personale.

Io ho vissuto alcune volte, e l’ho raccontato, l’esperienza di vedere il diavolo battuto dall’odore dell’olio di tigre.

Una volta ero in biblioteca e ho sentito la solita percezione del diavolo che sta sopra la mia testa.. so che mi farà sentire stanca, probabilmente può usare un potere ipnotico oppure semplicemente è l’effetto di un’azione vampirica.

Ma questa volta ho preso al volo dalla tasca l’olio di tigre, l’ho passato sulla testa e subito il diavolo è volato via.

(Potete immaginare la mia contentezza per ciò che è accaduto, visto che solitamente io, dopo l’attacco, cercavo di resistere alla sensazione di stanchezza, ma poi uscivo. Tornavo a casa a dormire. Fine.

Una volta ho trovato il diavolo, che appariva enorme, anche se appena visibile agli occhi, di fronte alla sala lettura. Non ho avuto la forza di incrociarlo. Ho girato e me ne sono andata. ora invece non farei cosi, lo attraverserei. )

 

Un’altra volta, che ho raccontato nel blog poco tempo fa, è successa a casa e io sentendo la solita presenza ho gettato olio di tigre su tutto il mio corpo e subito il diavolo è fuggito, anche se lanciandomi l’immagine di un’azione malevola che aveva compiuto contro la mia amica Cecilia. (Cecilia, che è molto religiosa, mi ha appeso in casa –a volte a mia insaputa- una croce dorata e altri simboli religiosi. A Cecilia piace cantare canzoni squillanti piene di fede. A volte cantiamo all’unisono).

 

È un fatto che ci sono odori che danno cosi fastidio al diavolo da farlo fuggire.

Il contatto con l’odore di olio di tigre –che contiene canfora e essenze varie - o l’odore dell’aglio tagliato fresco lo fa andare via.

Il diavolo può calcolare un certo numero di ore in cui l’odore si vanifica e poi ritorna. Soprattutto se dormiamo non siamo in grado di agire subito per difenderci. Dunque è importante trovare modi che conservino l’odore. Un modo che trovo utile è passare del balsamo di tigre sotto le coperte e nella parte interna degli indumenti. L’odore così non va via in fretta.

 

Per risparmiare denaro ho comperato prodotti cinesi venduti in negozi cinesi. Di fatto l’uso giornaliero di una simile difesa alla lunga costituisce un costo rilevante. Ogni confezione di ciascun prodotto costa 2 euro e 50 cent.


[1]Braciere dell’incenso: i profumi e gli aromi in genere hanno valore purifivctivo e protettivo da influssi nocivi; si offrvano nei sacrifici, in cui l’olfatto aveva un ruolo notevole (“odore soave”). Ancor oggi il brcia-profumi è un oggetto caratteristico nelle cse orientali.

[Il contenuto di questa nota corrisponde alla nota 17 nel testo. Aggiungo un particolare: nell’antichità l’incenso poteva costare più dell’oro].