martedì, 27 ottobre 2009

… ma occorre anche essere più occulti/invisibili di lui.. tanto da sfuggire alla sua attenzione. Io proverei a ….

Il post è apparentemente scherzoso, ma la sostanza è molto seria.

 

C’è persona più cattiva di Junk? Guarda cosa fa a me! Non posso frequentare qualcuno senza dover temere che gli faccia del male.. e quando mi dimentico di questo e capita qualcosa di molto brutto io sono coinvolta nel suo stesso male, come se io stessa l’avessi causato, poiché non ho evitato a me stessa di esistere.

Se qualcosa mi commuove, per esempio un giovanissimo padre che da un tenero bacio sulla fronte del suo bambino, cosi piccino che la testa gli sta nella mano, ecco che il diavolo mi esce dagli occhi come una corda elastica andando -sembrava- nella loro direzione…  dopo avermi fatto vedere immagini perverse su ciò che lui farebbe al più innocente ..

Una settimana fa mi ha punto gli occhi (dopo aver preso la forma di ago) e due giorni fa mi è uscito come una palla di gomma dagli occhi così che i capillari si sono rotti.

Mi lavora la testa. Mi ha fatto molto male. Sono meno attenta. Ieri mi sono trovata fuori senza chiavi. e so di avere solo una chiave.. per fortuna la vicina –cui ho bussato per telefonare ai pompieri - mi ha ricordato che ha una chiave simile alla mia e di fatto siamo riusciti a aprire la porta..

Una piccola influenza è diventata molto più fastidiosa per via delle continue angherie di Junk.

 

Cosi è giusto dica gli elementi che io ritengo utili per catturare il diavolo e tenerlo rinchiuso, senza neppure cercare di vedere come sta, poiché potrebbe fuggire.

 

Ho letto una fiaba su un giovane che trova un diavolo prigioniero in una bottiglia, sepolto sotto un albero di quercia.  Il diavolo fa promesse al giovane tanto che questo lo tira fuori…

E no, non fatelo mai… (Junk ha captato nella mia mente questo racconto e mi ha fatto sognare piantine vicine alla quercia che tirano fuori da sotto l’albero, piegandosi, varie bottiglie dentro delle quali non c’è altro che mostri giocattolo. Insomma credo voglia dire che un diavolo vero non viene catturato in bottiglia. Certo che no, appunto.)

 

Le gabbie per fantasmi sono per esempio, come nel romanzo di Isaac Singer Una gabbia per Satana, cioè una gabbia di ferro sui sono appese delle parole.

Oppure appunto una bottiglia di vetro… magari con un tappo di sughero..

 

Sono soluzioni sbagliate. Del resto Singer, Nobel di letteratura, non sa di diavoli, tanto che alla fine mostra come il rabbai in realtà aveva ucciso un poveraccio avendolo preso per diavolo e non era vero. Lui vuole dirci che il diavolo non esiste! Dopo tutto il nazismo come no?

 

Nella seconda storia il giovane riesce a imbrogliare il diavolo.

Difficilissimo farlo, visto che il diavolo legge nella mente, e dunque non poteva non sapere, se è un diavolo come Junk, che cosa il giovane tramasse cercando di imbrogliarlo. Li il diavolo si vuole!

 

No, non cosi. Io la penso diverso.

Intanto so che il diavolo non passa la plastica.

Junk significa immondizia, in inglese.

Mettiamo l’immondizia dentro un contenitore per l’immondizia di plastica.

Facciamo in modo che si chiuda ermeticamente e una volta chiuso resti appunto ermeticamente chiuso.

Dentro però deve esserci un altro contenitore più piccolo, tutto di ferro.

Immaginate le punte su cui soffrì Regolo, che non lo meritava?

Qui è la cosa che ci vuole. Mettiamo punte vive di parecchi centimetri  in ogni direzione e parte, compreso l’interno del coperchio. Siano distanti magari cinque centimetri le une dalle altre, credo che basti.

Inoltre mettiamo delle calamite ai lati, cosi che il ferro sia tutto permeato di magnetismo, che dicono sia di disturbo. 

Il diavolo, ridotto alla sua naturale grandezza pesa 25 o 30 grammi. Alla fine è un filo di un metro o più, sottile, oppure, cambiando forma, grande come una palla da tennis.

Ora Junk ridotto nel contenitore per la spazzatura, senza esseri viventi da cui trarre energie, rimarrebbe vivo?

Io non mi preoccuperei della sua morte, visto che si tratta di un caso di legittima difesa e si tratta di scambiare la sua morte contro le morti, i massacri, gli stupri che nel corso dei secoli, magari millenni fino al giorno del giudizio verrebbero prodotti da lui in quantità industriale.

Dunque egli verrebbe gettato nel contenitore di ferro, chiuso, in cui si ha la parete magnetica e punte vive per punzecchiarlo a dovere ovunque si muova. Certo anche qui possiamo farlo rotolare, come fu fatto con Regolo, prendendolo a pedate, cosi assicurandoci che finisca sulle punte, perda ogni energia e non abbia alcuna possibilità di acquistarne alcuna. Ma non vorrei che il contenitore si rompesse…

 

Per ulteriore sicurezza, dobbiamo avvolgere la scatola di plastica in sacchi neri di immondizia: dobbiamo saldarli a caldo – in quelle macchinette speciali che ho visto nei negozi di macelleria, per tenere senz’aria la carne, in modo da non guastarsi-, cosi che non ci sia nessun punto da cui possa scappare l’energumeno ivi contenuto.

Morirà? Morirà per assenza dei suoi soliti divertimenti, per esempio spararsi fuori dagli occhi della sottoscritta?

 

Ma come arrivare al punto da gettare lo spirito maligno Junk dentro il recipiente di ferro contenuto in quella di plastica?

La parte ultima è facile.

Noi abbiamo Junk in una stanza dalle pareti di plastica, con plastica incollata accuratamente sopra, e porte che sono come quelle dei frigoriferi, che non hanno fessure da nessuna parte, completamente di materia plastica. Lo spirito Junk è piccolo e dobbiamo vederlo. Sennò come facciamo a afferrarlo e metterlo nella spazzatura?

Occorre prepararsi bene e fare si che la stanza sia percorsa da ogni lato con fasci di luce a raggi infrarossi. Cosi che noi possiamo vedere ciò che senza raggi infrarossi possiamo non vedere. Fin dall’ottocento primi novecento ci si dava molto da fare per fotografare questi esseri. Si sono usati anche specchi particolari. Insomma mi viene in mente il film con la bella Catherine Zeta-Jones che fa la ladra di gioielli e riesce a evitare i fasci di luce azzurra.

Qui la luce deva passare dappertutto così da illuminare il malo spirito e noi sappiamo dove è.

Ma il diavolo forse che si fa prendere? No. Ma noi abbiamo un trucco anche per questo. Nella stanza deve esservi una ventilazione molto anarchica - e non dobbiamo dimenticare di accendere anche la funzione di ionizzazione, annessa ai nostri ventilatori  - che lo sbatacchia di qua e di là. Ormai frastornato, lo spirito maligno assume ogni forma possibile, non può fare altro che abbandonarsi, non ha forze. Stremato è buttato sul pavimento di plastica e non c’è un muro o finestra da cui possa sfuggire visto che tutto è di plastica che è stata controllata millimetro per millimetro ed è di più strati tutti perfetti, uno sopra l’altro.

Cosi ora abbiamo la miserabile anima nera sul pavimento, finalmente ai nostri piedi, invece di essere noi sotto i suoi.

Ma chi l’acchiapperà, come la si prenderà?

Non è come prendere un gatto per la collottola. Non so se viene su.

Occorre preparare paletta di plastica e scopetta di finta saggina, per spingercelo sopra. O darli una pedata con le soprascarpe di plastica. 

Infatti noi qui dobbiamo avere in mente il film Virus letale, dove la tuta non può permettersi la minima apertura. è tutta di plastica, ogni buchetto significherebbe infettarsi del virus. Quì è uguale. Le mani, ogni nostra parte del corpo devono essere chiusi completamente nella tuta di materiale plastico, altrimenti il tipo, se mai noi lo toccassimo con una parte del corpo, per esempio le mani, subito scomparirebbe nel nostro corpo.

Certo potremmo pensare che, se in quel momento noi fossimo imbottiti delle solite cose che al diavolo non piacciono per nulla, aglio, e sulla pelle e nell’aria dappertutto l’olio di tigre, lui comunque non entrerebbe in noi, ma non ne sarei del tutto sicura. A quel punto forse egli ha subodorato, e mentre far fare agli altri il Regolo gli ha sempre dato soddisfazione non andrebbe pazzo per finire come Regolo. Credo che resisterebbe a ogni spray alla canfora e ogni succo di aglio e salterebbe dentro il corpo per trovare riparo: preparatevi a vedervelo saltare negli occhi e dalla bocca e dal sedere e da ogni parte.. e accucciarsi nel vostro fegato, rifugiarsi sul cuore ecc.

 

Dunque sarebbe meglio che la situazione fosse che lo spirito fosse fuori di noi, e noi coperti completamente con una tuta speciale che gli rende impossibile l’accesso da ogni parte del corpo.

 

Fin qui tutto bene. Ma…ecco il punto. Come fare arrivare il diavolo fin li?

 

Non è mica scemo. Lui legge i pensieri e sentimenti giusto perché infilandosi in una persona conosce pensieri e emozioni come fosse lei, dunque come non fargli sapere che gli tendiamo una trappola e farlo arrivare fin li?

Evidentemente la stessa persona che sta andando con lui non deve sapere nulla di quello che sta per succedere e anche le persone che stanno organizzando un agguato al diavolo devono essere assolutamente fuori portata dal diavolo. (La rete offre la possibilità di comunicare senza che il diavolo, per quanto forte possa sapere che cosa si trama contro di lui. Una cosa è tenere sotto controllo ualche centinaio di persone vicine e viste, un altro è avere a che fare con migliaia o milioni di persone, sparse per il globo, di cui lui non sa e non deve sapere nulla, né di dove vivono né che faccia anno… dunque per favore niente convegni ..niente incontri faccia a faccia … niente foto identificative… niente pubblicità .. dobbiamo fare come lui, essere più invisibili di lui. Lui può nascondersi dietro qualcuno del tutto ignaro … dunque niente perdite di tempo, niente caccia alle streghe, mai. Noi dobbiamo raggiungere solo il malo spirito e assicurarlo alla pattumiera.  )

 

Ecco il punto insoluto. Comunque non credo che l’intelligenza umana non possa architettare un agguato/attentato di questo genere.

 

Come si vede, occorre parecchia tecnologia moderna per realizzare questo progetto.

 

Non lo vedo nelle mie possibilità. Non so se mai io mi troverò a individuare il diavolo coi raggi infrarossi in casa mia e raccattarlo con la paletta spingendolo con lo scopino …

 

E poi lo butterei nella pattumiera, in effetti di plastica, offerta dal comune per l’umido e mi accontenterei di tenerlo li (avvolgendo il contenitore non ermetico con un mucchio di sacchi neri .. di plastica ) e di assicurarmi che non venga tirato fuori per i secoli dei secoli.

 

Certo se avessi la massima certezza che non possa nuocere in nessun modo, allora potrei anche toglierlo di li..

Sono certa che farebbe di tutto per convincere che è cambiato, per poter fare come prima. E credo credo che riuscirebbe ad ingannare, e a fare come prima.

 

 

giovedì, 22 ottobre 2009

Nel post descrivo come le punte possano essere usate a difesa  Dopo una piccola introduzione che può essere saltata, ricordo che piercing, orecchini e collane possono contenere punte, dunque proteggere. Descrivo come si possa, derivandole da spille a balia di acciaio, APPENDERE SUGLI INDUMENTI DEI CIONDOLI A DUE PUNTE CHE COSTITUISCONO UNA PROTEZIONE COSTANTE DAL DIAVOLO, almeno dagli attacchi che riguarda la superficie esterna del corpo.

A PARTE LA TESTA, LE MANI E I PIEDI, IL RESTO DEL CORPO PUÒ ESSERE PROTETTO DA QUESTE PUNTE

 

PICCOLA INTRODUZIONE. Da poco mi hanno raccontato di un vinaio cui rubavano il vino senza che nessuno fosse entrato o potesse entrare nella stanza. Un giorno vide diminuire il vino dalla bottiglia chiusa sotto i suoi occhi. Prese un fucile e sparò sopra la bottiglia. Nel momento in qui questo avvenne un uomo che abitava vicino a casa sua era morto a fucilate. Egli era certo che quello spirito appartenesse al vicino di casa.

Io ho sentito la storia di seconda mano. Può essere vero? Ho letto storie numerose che raccontano di un fantasma che viene ferito e una ferita appare sul corpo della persona cui lo spirito appartiene.

Al tempo in cui il mago nero che ho conosciuto, Junk, era in vita, ho avuto l’impressione che il suo spirito fosse caduto su un mucchio di chiodi che io avevo messo in una tazza con la punta all’insù, fuori del bicchiere. Ma non ho mai avuto l’opportunità di controllare se egli in quel momento risultasse fisicamente ferito. Sicuro non è morto, poiché dopo allora durò anni sano. Al tempo conoscevo una persona che lo ha incontrato del tutto in buona salute, allora.

Io ho inteso che le punte sono considerate protettive fin dagli antichi ebrei. L’antichità della difesa è paragonabile alla conoscenza dell’aglio come metodo antidiavolo o antimagia ( Infatti Omero narra come il dio Hermete diede a Ulisse dell’aglio per poter uscire indenne dalle malie di Circe, che invece riuscì a trasformare i suoi compagni, che non avevano preso aglio, in porci).

 

Gli ebrei dicevano appunto che le piante spinose sono protettive.

Il biancospino è considerato una pianta protettiva rispetto al diavolo, tanto che due piante possono trovarsi ancora oggi a tale scopo ai due lati della porta d’ingresso. Ho visto la foto di una casa in un libro illustrato sulla magia ecc.

Anche, i chiodi hanno una tradizione. Venivano messi dai contadini dentro i loro materassi, a scopo protettivo.

Una cosa comunque l’ho capita, con l’aiuto di amici scenziati (ne ho parlato a suo tempo nel post in cui dicevo che il DIAVOLO È UN’ENERGIA STATICA CHE SI SCARICA CON LE PUNTE): il diavolo, lo spirito, di vivo o di morto, se viene punto da una punta metallica si scarica della sua energia. dunque per un certo tempo risulta molto debole e non può agire. Cercherà di ricaricarsi di energie e starà lontano dalle punte.

Dunque proteggersi con punte è una buona idea, ma come?

 

Le piante spinose ci possono proteggere solo quando ponessimo la pianta in un luogo inaspettato e il diavolo ci cascasse.

Le punte nella forma tradizionale, come per esempio pugnali, chiodi eccetera, non sono portatili.

Spine o chiodi non difendono il nostro corpo quando il diavolo ci attacca diversamente.

 

HO TROVATO BIGIOTTERIA CHE PROTEGGE. Gli orecchini messi sul lobo, hanno un ferretto tagliato da un lato. Non è una punta viva, ma protegge.

NEI PAESI SUDAMERICANI SI PRODUCONO COLLANE, che possono trovarsi in vendita anche da noi, che hanno una o più punte. (Ne ho parlato.) Sono lunghe un centimetro e possono essere distanti le une dalle altre anche solo un centimetro, e proteggono. Sono state studiate apposta. Si può notare che le punte ruotano liberamente attorno all’asse della collana, cosi che non feriscono affatto la persona che li indossa.

 

Inoltre ci sono PIERCING CHE HANNO DUE PUNTE, una sola, o due: una per lato. Si possono mettere come orecchini o anche in altre parti del corpo.

Tutte le punte paiono avere valore protettivo. Tuttavia parrebbe che la lunghezza della punta conti e dunque è meglio un piercing che sia lungo più di un centimetro compresa la punta finale. (La misura delle punte nelle collane sudamericane è questa.) Stabilito questo non posso che invitare le persone a tener presente quanto detto per eventuale uso protettivo.

 

Ora io mi sono posta il problema e dopo anni di riflessione su come trasformare noi stessi in piante spinose, cosi che il diavolo non possa entrare nel corpo da nessuna parte.

Dopo anni ho prima costruito una difesa prendendo un pezzo di filo di ferro, piegandolo in mezzo a formare un tondino. È un tondino con due punte. Posso tuttavia dire che il tondino non risultava ben chiuso. E di colpo ho visto in giro che un tondino con due punte  si trova già in vendita. È parte di una comune spilla a balia. Se noi apriamo una spilla a balia e tagliamo la chiusura e la punta viva ci ritroviamo con una specie di ciondolo che ha due punte.

Ora potevo agire e ho appeso un mucchio di punte, distanziate in modo che non si tocchino mai l’una dall’altra, nel lato non a contatto diretto col corpo a pigiami, magliette e mutande.

Il piccolo ciondolo deve essere appeso a un nastrino che si infila dentro il tondino metallico. La lunghezza del nastrino deve essere di diversi centimetri. Credo che la lunghezza totale possa essere anche solo di cinque o dieci centimetri. La distanza tra una punta e l’altra può non essere grande. Nelle collane sudamericane a volte è solo di uno o due centimetri. Tuttavia quando sono appese in questo modo rudimentale che io sto presentando le punte rischiano di incrociarsi e si deve poi con una se pur minima attenzione, staccarle.

 

Questa difesa ha un vantaggio rispetto alle altre difese: che è perenne.

(Un vantaggio rispetto alle altre difese come l’uso dell’aglio o dell’olio di tigre, la cui efficacia dura solo per ore, prima che dobbiamo riusarle. )

Quando lo spirito attacca in qualche punto avendo chiaro dove sono le punte, muovendoci possiamo cambiare la posizione delle punte, cosi ponendolo in difficoltà.

 

Occorre che le punte siano tante, che siano lunghe almeno un centimetro. Le spille a balia a volte permettono di farle lunghe anche due centimetri circa. Io le preferisco cosi lunghe. Consiglio vivamente di tagliare l’estremità delle punte vive, io faccio cosi.

Le punte non sono pericolose, non rischiamo che si infilino, poiché sono appese e si muovono subito da un lato, se trovano un ostacolo.

 

Va evitato di mettere punte in modo che possano raggiungere la spina dorsale, a scanso di rischi.

Io ho provato a mettere le punte appese nella parte a contatto del corpo.

(La cosa ha dato problemi solo sui glutei. Dunque sto attenta a non mettere punte a contatto diretto col sedere ).

Inoltre non è necessario affatto mettere le punte a diretto contatto col corpo da nessuna  parte. Per uno spirito una stoffa di cotone non è barriera.

A volte io metto più indumenti cui ho appeso punte, l’uno sull’altro, e dunque il numero di punte aumenta. E cosi la protezione.

Con l’inverno, è utile coprirsi con pile o seta, nello strato più esterno, poiché, soprattutto il pile (che è prodotto dalle bottiglie cuore d’acqua minerale, che sono di plastica) che lascia comunque respirare la pelle.

Non metto punte sulla testa, sulle mani e sui piedi, poiché risulta scomodo e anche può apparire rischioso. In realtà non ho mai trovato neppure un graffio. Tuttavia, la prudenza non è mai troppa. Valutate da voi se e dove sistemare le punte. 

Per difendere questi punti uso calamite ( di cui parlerò prossimamente)  e inoltre l’olio d’olio in cui si è macerato dell’aglio e/oppure olio di tigre.

L’efficacia delle punte arriva dal fatto che il diavolo perde energie incontrandole. Dunque il diavolo resta colpito solo se tutta una o più punte.

 

ATTENZIONE: più numerose sono le punte, più siamo protetti.

Un uso delle punte che ho scoperto nel tempo, per caso è questo:

prendi un qualche pezzo di stoffa o addirittura qualche indumento che no usi più perché troppo piccolo rotto o macchiato o che altro. Caricalo di punte appese, un poco distanziate. Questo indumento puoi poi infilarlo dentro le mutande o sul petto, sul cuore. la difesa dal diavolo risulterà di gran lunga più efficace. Una serie di punte insieme sono come una pianta spinosa. Tanto più efficace tante più numerose saranno le spine.

Io ho scoperto questo quando non avevo proprio voglia di spogliarmi e indossare gli indumenti con le punte. Allora ho cercato almeno di mettere gli indumenti appallottolati dentro il mio pigiama. Il risultato era buono!

Siccome le punte avvolgono il corpo, la difesa non è totale. Il corpo, dentro, resta improtetto, a meno che non prendiamo aglio. ovvero, mettendo l’olio di tigre, tutto il corpo risulta avvolto da una difesa fatta dall’odore.

Dunque queste difese si completano.

 

È anche utile mettere degli indumenti o comunque stoffe con punte per esempio vicino a voi, dove non si presentino rischi. A volte io metto gli indumenti che no indosso sotto le coperte, vicino ai piedi…cosi il diavolo può trovare pane per i suoi denti, se si addentra sotto le coperte.

 

 

AVVERTENZA: è NECESARIO CHE LE PUNTE SIANO D’ACCIAIO. Spesso si trovano di ferro. Ma per noi non va per nulla bene.

Infatti, a parte il fatto che ANCHE SOLO UNA FERITINA CON UN FERRO PUÒ FARE INFEZIONE.

Inoltre, POICHÉ LA DIFESA CHE PROPONGO PREVEDE ANCHE L’USO DI CALAMITE, IL FERRO ATTIRANDO LE CALAMITE DAREBBE OVVI PROBLEMI. Tutte le punte si attaccherebbero alla calamita con una certa forza... 

martedì, 20 ottobre 2009

Essendo poco protetta Junk (uno spirito maligno) si è avvicinato a me per succhiare le mie energie. Ho afferrato all’istante una botticina da 20millilitri di Olio di Tigre quasi piena, il cui nome in cinese suona HUOLUO OIL. In rosso, sulla scatola sta scritto:

 

HUOLUO OIL

                                                Relaxing the muscle end the tendon.

  

I componenti del HUOLUO OIL sono: canfora, mentolo, olio di eucalipto ecc.

Poi si spiegano le varie utilità cominciando con: “Stimola la circolazione del sangue e  produce il rilassamento di muscoli e giunture..”

 

Il suo costo è di circa 2 euro e 50 cent.

 

Condizioni di protezione prima dell’attacco. Quella sera io avevo sul corpo sicuramente un poco di olio d’oliva in cui avevo macerato dell’aglio (v il post ). Quella sera lo avevo passato solo in viso e collo, capelli, piedi e mani. Inoltre avevo sul corpo alcuni punti calamitati e moltissime punte appese agli indumenti. Il punto debole era dato dal fatto che io non avevo preso aglio nelle altre forme. Io ero sostanzialmente improtetta, dentro il corpo. In ogni caso il  diavolo in quel momento mi irritava fortemente, cosi che mi rigiravo nel letto nonostante il mio sforzo di tenermi calma.

 

Io avevo addosso il pigiama. HO FATTO COSI:

ho massaggiato i capelli con un poco del suddetto liquido.

ho avvicinato la bottiglietta al collo

e con l’altra mano ho scostato il pigiama dal corpo:

ho rovesciato la bottiglietta e lasciato scorrere giù lungo il corpo un poco del liquido, che fuoriusciva dall’apertura piccolissima della bottiglietta.

Ho fatto cosi spostandomi su vari punti, in modo che un poco di liquido scorresse lungo le braccia, poi davanti cosi che scorresse fino al cuore e oltre, sulle ascelle cosi che colasse giù.

Man mano che andavo avanti,massaggiavo direttamente sul pigiama, in modo che il liquido si spandesse sulla pelle.

Poi ho fatto la stessa cosa dalla vita in giù, comprendendo le gambe. Fate in modo che non vi arrivi nel “fesso delle natiche”, (come direbbe Dante). Infatti il liquido irrita moltissimo le mucose, dunque tenetelo lontano da occhi narici ecc.

Per l’aria si è espanso un odore forte, forse pungente, ma per niente spiacevole per me. Il diavolo però è uno spirito. Si sa da molto tempo che gli odori pungenti lo fanno fuggire.

HA CERCATO DI TROVARE RIPARO RIFUGIANDOSI ALL’INTERNO DEL MIO CORPO. HO RESPIRATO L’INTENSO ODORE CHE SI ERA SPANSO NELL’ARIA.

IL DIAVOLO NON HA POTUTO CHE FUGGIRE.

 

 

 A questo punto si potrebbe sempre avere a portata di mano uno sprazy anti-stupro e potrebbe benissimo essere efficace anche per far sparire il diavolo. 

 

Nota. Vendetta Istantanea Del Diavolo. Prima di darsi alla fuga e per diverse ore, il diavolo mi ha lanciato un’immagine, anzi una scena sugli occhi. Era l’immagine perfetta di una donna che conosco (che Junk da vivo non ha mai visto) mentre parla con qualcuno del suo attuale compagno di vita.

Lei dice esattamente, ridendo con la sua bella risata: “Ha cercato di toccarmi. Mi ha toccato la tetta.” (Questa conversazione potrebbe benissimo aver avuto luogo, tra lei e un’amica più intima di me. Comunque anche a me ha detto che lei non è interessata al sesso, che gli uomini non vogliono un “rapporto normale”… )

INUTILE AGGIUNGERE CHE È IMPOSSIBILE CHE SIA STATA IO AD AVERE QUELL’IMMAGINE. MI È PROPRIO STATA LANCIATA SUL VISO DALL’ESTERNO, DALLO SPIRITO DI JUNK PRIMA CHE SCOMPARISSE DALLA FINESTRA.

La sera precedente e poi il giorno appena passato, io ero uscita con questa donna (Cecilia) DOPO UNA SUA TELEFONATA e mi aveva detto che non stava bene perché il suo compagno l’ha tradita addirittura nel suo letto ( il letto di Cecilia ) con una donna che lei generosamente ospitava e aiutava fortemente.

(La cosa è molto seria poichè Cecilia e "Gonzalo" erano intenzionati a sposarsi, ma al momento abitavano in case diverse).

Il messaggio del diavolo era dunque per me: “Come vedi mi sono occupato di Cecilia. so cose che tu non sai. Sono proprio io che ho architettato il tradimento”. Confermava già un mio sospetto. Settimane prima, un po’ per caso, io ero stata con loro a zonzo. C’era anche la donna del tradimento, una donna sui trent’anni che avevo complimentato per la bellezza del viso. L’uomo ne ha settanta, credo. È simpatico e appare un buon uomo, ma non lo direi attraente… La fedifraga ha detto che non sa come sia potuto succedere, era contrita veramente. Io le credo.

Questa nuova amica è molto importante per me. Mi da forza. Dunque il gesto di Junk tende a farmi sentire colpevole per il solo fatto di frequentarla. Junk vuole che mi allontani da lei.

postato da: vivamerlin alle ore 07:41 | Permalink | commenti
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martedì, 13 ottobre 2009

Questo è un invito a fotografare e registrare il diavolo, a documentare in ogni forma la sua realtà e i suoi effetti su di noi.

 

Tu confidavi nella tua malizia e dicevi: “Tanto nessuno mi vede”.

       (Isaia 47,9-10.12-15).

 

 

I metodi degli acchiappa fantasmi o del CICAP [Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale] e simili potrebbero aiutarci a difenderci dal diavolo? Io lo sostengo senz’altro. E cercherò anche io di appropriarmi di questi metodi utili a mettere insieme prove. 

 

Un potere chiave, per il diavolo, lo spirito maligno, il mago che esce fuori dal corpo, è l’invisibilità. L’INVISIBILITÀ ASSICURA IMMUNITÀ.

L’ “anello del potere” è un anello che rende invisibilità a chi lo porta. Per questo nessuno, neppure Frodo, l’eroe puro designato per buttare l’anello nella fucina del diavolo, da cui ha avuto origine l’anello, vuole farlo. Sarà necessario l’intervento del fedele servo Sam, che, a costo di tagliare il dito a Frodo, getta nella fucina l’anello maledetto.

Ciò che è documentato in primo luogo prova a noi stessi che non abbiamo le allucinazioni, che ciò che abbiamo udito e visto è realtà, posto che avessimo dei dubbi.  Inoltre la documentazione che abbiamo può essere mostrata ad altri.

Non è sufficiente questo per incastrare il diavolo, poiché ci sono “tanti diavoli in giro”,  come mi diceva il diavolo Junk stesso, quando gli chiedevo se mi era apparso in casa. pretendeva che io immaginassi un altro che appariva prendendo la sua apparenza.

In effetti sapeva bene, da diavolo che è, come uno spirito può prendere tante forme.

Tuttavia sono certa che se avesse minimamente saputo che io avrei fotografato quell’immagine, non sarebbe apparso. Io in effetti non avevo preparato niente.

Ho poi registrato i rumori con cui poi cercava di disturbarmi, e ho cercato di conservare un piumone che ritenevo pieno del suo odore corporeo, poiché mi infastidiva mentre dormivo dentro il suddetto piumone, secondo me standoci dentro.  

Nel Medioevo ritenevano che un colpo inferto su un fantasma risultava come vera ferita sul corpo della strega o stregone cui il fantasma apparteneva. E questo era elemento di un processo.

Ho parlato di queste cose già prima.

Appena io ho registrato i suoi rumori, ha smesso di farli. Ha avuto paura, poiché comunque la sua difesa nei miei confronti, che io fossi pazza o in mala fede dicendo le cose che sapevo di lui, sarebbero cadute. Probabilmente lui sapeva più di me che il genere di rumori che fa un diavolo erano diversi da quelli che io avrei potuto fare o che normalmente si sentivano nella mia stanza. Qualche volta li fece, ma lievissimi: probabilmente sapeva che erano troppo lievi perché il registratore che io usavo li registrasse. Invece, quando era sicuro che io non potessi registrarlo,  lontana da casa senza registratore, arrivai a contare anche 250 colpi molto forti. (Mi capitò due volte. Una volta, sia io che la ragazza della camera a fianco – eravamo in un Hotel – andammo a protestare alla reception per i rumori forti che provenivano dal calorifero del bagno. Era il periodo immediatamente dopo la morte di Junk e io non sospettai che potesse essere lui. Cosi andai anche io convinta che ci fosse un problema col calorifero. Gli operai arrivarono e ripararono i caloriferi e di fatto i rumori cessarono. Ma qualche giorno dopo sentii senza ombra di dubbio la presenza di Junk vicino al mio letto. Cosi ora non so bene che cosa gli operai effettivamente ripararono).

Ho ripreso questo argomento dopo aver sfogliato il seguente libro:

 

GIOACHINO ANASTASI

2001, La catena magica. Soprannaturale, spiritismo, possessione diabolica.

Torino, Ananke S.r.l., pagg.: 1-143

 

Alle pagine 51 – 53 ho trovato quanto segue: 

 

Eravamo nel 1965 e io facevo parte di un Centro Studi, a Torino, che si occupava di fenomenologie strane del quale facevano parte fior di laureati nelle più diverse branche dello scibile, una specie di CICAP (il centro fondato da Piero Angela) in sedicesimo ed io potevo cosi, ad ogni riunione, tentare d’imparare qualcosa.

            Una sera venne a trovarci una coppia di coniugi, di basso livello culturale, che abitava in Torino, in una casa popolare, una di quelle case col ballatoio in comune che terminava con un gabinetto, in comune anch’esso, per due famiglie. La coppia abitava l’appartamento in fondo al ballatoio al confine col gabinetto.

            Orbene, dal racconto della donna, pareva che più volte, nel giro di pochi giorni, avesse visto entrare un uomo alto, vestito di nero, con il cappello in testa ed una valigetta diplomatica in mano. La prima volta aveva pensato che si trattasse di qualcuno in visita ai suoi vicini, colto da improvvisa necessità fisiologica, anche se le era parso strano che una persona andasse in un certo posto col cappello in testa e la borsa in mano. Ma quando, dopo pochi minuti, nello stesso bagno aveva visto entrare un altro uomo ed un altro ancora, entrambi con le stesse caratteristiche, borsa compresa, del primo che peraltro non aveva visto uscire, preoccupata era corsa dai vicini raccontando il fatto.

            Il marito della sua vicina, un uomo grande e grosso, era allora andato a bussare alla porta del gabinetto incriminato. Nessuna risposta; anzi, come aveva toccato la maniglia la porta si era aperta rivelando l’interno: vuoto.

            Naturalmente i vicini dissero che la donna si era sbagliata e di fronte all’evidenza dei fatti lei stessa ammise che forse, sì, si era sbagliata. Ma quando l’episodio si era ripetuto il giorno dopo e il giorno dopo ancora ma in senso contrario e cioè dal bagno la ballatoio, allora si era spaventata. I vicini cominciavano a darle della visionaria ed il marito era seriamente preoccupato dello stato mentale della poveretta.

            Un neurologo, stabilito che la donna no era soggetta all’etilismo o all’uso di droghe, le aveva prescritto qualche tranquillante.

            Tutto fu inutile perché gli episodi si ripeterono altre due volte e senz’altra testimone se non la donna. Il marito era disperato e quando da un amico seppe dell’esistenza del nostro Centro, decise che forse era l’ultima spiaggia, anche perché aveva constatato l’inutilità dei tranquillanti prescritti  dal medico.

            Qualcuno tra i più fanatici fra noi disse subito: “Quel gabinetto sul balcone è sicuramente la porta per un’altra dimensione!” Nel Centro non eravamo “completamente” matti, anche se per tali ci prendevano perché credevamo negli UFO e così venne deciso l’intervento di un’équipe di ricercatori, armata di cineprese, registratori e macchine fotografiche, oltre a fotocellule ed altre diavolerie elettroniche d’avanguardia (per l’epoca!) che vennero piazzate strategicamente sia in casa della donna che nel gabinetto (dopo di aver chiesto agli altri inquilini del piano di evitare, per quel giorno, di utilizzare quel servizio senza preavviso). I motivi erano evidenti, data la presenza degli strumenti di registrazione e le macchine fotografiche. I risultati furono negativi perché le macchine non registrarono alcunché di anomalo, tuttavia i fenomeni cessarono e da quel giorno, combinazione, più nessun uomo in nero fu visto dalla donna. Avevamo terrorizzato gli alieni, se di alieni si trattava? Scherzi a parte, da allora mi è capitato di ascoltare racconti analoghi sia al Nord che al Sud, in Piemonte come in Sicilia o nel Veneto.

                                               da GIOACHINO ANASTASI 2001

 

La mia ipotesi è che il fantasma non si è fatto vivo poiché non gli andava di essere fotografato.

(I motivi per apparire prima potevano essere tanti. Se il diavolo fosse stato Junk sarebbe bastato che la signora in questione avesse pensato male di lui, per volerla danneggiare facendole paura… Oppure qualcuno poteva volere che la donna abbandonasse la casa… Oppure solo al fine di sapere: “Se faccio questo, che succederà?” Oppure…. qualunque cosa ..)

I maghi hanno tutto l’interesse a passare inosservati. Infatti, cosi come per i comuni criminali, tutto va bene fino a che non ci sono prove contro di loro.

 

Io sono certa che se in casa mia apportassi un sistema per riprendere il diavolo, lui si guarderebbe bene dal farsi vivo.

 

Credo anche che il CICAP non riesca a provare nulla poiché il diavolo non si fa vedere quando i loro strumenti sono in azione.

Come ha scritto qualcuno famoso, IL DIAVOLO HA TUTTO L’INTERESSE A CHE SI PENSI CHE NON ESISTE!  Forse per questo il CICAP non trova mai prove.

Credo che le prove si troverebbero se il diavolo non avesse idea che qualcuno lo sta fotografando, dunque dovrebbe agire d’astuzia.

Non è facile “prendere in castagna” il diavolo, poiché legge i pensieri nascosti, visto che si inserisce nella mente delle persone e ascolta i loro pensieri proprio come se fossero i propri.

Io sono riuscita a registrare i rumori su un walkman solo perché il diavolo credeva che la cassetta, che durava mezz’ora, fosse finita. Invece mancavano alcuni minuti alla fine, e fu in questi minuti che il nastro restò inciso con i suoi rumori ritmici che parevano gocce che cadono: davano fastidio. Ho fatto ascoltare il nastro e il senso della cosa era comprensibile: egli voleva disturbarmi.

 

Da notare che, come in questo caso, il diavolo non è perfetto, si distrae, trova sempre mille “divertimenti” infami che lo interessano, e crede di essere insuperabile. Tutte debolezze di cui si può approfittare.

 

In ogni caso installare sistemi che rendano documentabile il diavolo rende comunque un servizio alla persona tormentata. Il diavolo o spirito  (in particolare se lo spirito di un vivo, di una persona capace di sdoppiarsi) probabilmente non si farà più vivo. Soprattutto se è persona conosciuta dalla persona vessata.

In ogni caso la persona vessata, che ora non ha modo di essere creduta lo sarebbe. E questo è già un immenso vantaggio rispetto al presente. Non essere riconosciuti, essere presi per persone stravaganti e fantasiose se non per addirittura per matti, naturalmente aggiunge danno al danno.

 

(Anche, io credo che sarebbe bello documentare sempre i propri cambiamenti nel proprio stato fisico e i segni di ciò che il diavolo fa. I segni delle sue punture, del dolore che produce, del vampirismo su ogni parte del corpo, della stanchezza .. io credo che siano notevoli e possano essere rilevate e confrontate. Per esempio i cambiamenti sia psichici che fisici che si hanno usando  non usando delle protezioni come quelle che uso io. È tutto un lavoro che io stessa non faccio, ma che credo molto utile ai fini di documentazione. Per esempio, una volta in cui ho pensato: prima di partire per la Patagonia voglio fare analisi precise di ogni tipo, cosi che dopo si potrà vedere come il mio miglioramento è fin troppo eccezionale tenendo conto che io ho solo cambiato continente e da un clima più caldo sono andata in uno molto più freddo e ventilato. – È noto che il freddo e il vento ostacolano e perfino arrivano a impedire l’azione di un fantasma -.  Di colpo, nei giorni seguenti, in cui Junk si aspettava che io andassi dal medico, ha smesso di tormentarmi. Fino a che ha capito che io non lo avrei fatto. Allora ha ripreso coi soliti tormenti. Anche qui, non voleva che si notasse nulla di anomalo nel mio stato. Non vuole che della sua attività malefica nulla trapeli all’esterno. E credo che conti anche il fatto che conosco la sua identità).

 

 

Anche a questo proposito si può creare un’omertà simile a quella che si sviluppa nei confronti dei potenti o dei criminali. Le persone fingono di non crederci o non vogliono dare una mano a fare luce perché se il diavolo esistesse davvero si temerebbero contraccolpi personali.

Una volta ho chiesto a un’amica che fa il medico se mi avrebbe aiutato a trovare prove relative al diavolo mi ha risposto: “Vuoi che mi rovini la carriera?”. (Evidentemente non sarebbe popolare tra i medici se dicesse che si occupa di cose del genere -. ) Le chiesi una lista di esami clinici che potessero essere utili a mettere a fuoco la situazione fisica relativa a me e il genere di disturbi che sono conseguenza della vessazione del diavolo – non si tratta nel mio caso di quegli stati limite cui certo arriverei anche io se non mi proteggessi, che sono descritti in casi di possessione – e mi ha compilato una pila di esami in una calligrafia che io non sono riuscita a leggere. Sarà un caso… certo ha una gran brutta calligrafia.

 

La persona vessata dal diavolo potrebbe difendersi molto di più se fosse aiutata da altri.

Io a lungo ho cercato espedienti, ogni cosa possibile per evitare i tormenti fisici. Ora la mia situazione fisica è molto migliorata, anche se è comunque tutt’altro che idilliaca.

Per esempio anche in questo momento il diavolo è qui, che picchietta lievemente, che ascolta, a un metro e mezzo circa di distanza.