domenica, 30 agosto 2009

 

Come fu detto di Proteo, Satana “si muta in tutte le forme”, persecutore ostile, soccorritore infido, sempre funesto.

        Agostino, La città di Dio, Libro decimo, cap. decimo, trad. di C. Carena.

 

Dopo tanti anni e inaspettatamente, ho capito una cosa importante, direi che è più di un’ipotesi.

Ho visto il mago/diavolo sprigionare due fasci di luce, a partire da un unico punto, credo a partire da un punto sulla fronte. Capitò d’improvviso e con questo certo il diavolo mi impressionò. Ripensando a questo episodio di 25 anni fa circa, non so come ho capito. E mi do spiegazione anche di altri episodi. Per esempio la forma, creata dal diavolo-mago a distanza di un minuscolo “soldato” che mi colpisce con la lama della sua spada… mentre sto in cucina a meditare seduta su una sedia. Oppure una forma scura che può apparirmi come due cavalieri che corrono attraverso il tetto e che mi lanciano un doloroso colpo di lama sul cuore. Sono tre episodi diversi che mi sono capitati. Ieri ho letto di un episodio relativo al mago Crowley che avrebbe puntato due dita nella posizione  a V contro un cavallo in corsa facendolo imbizzarrire con la conseguente caduta del suo cavaliere.

E di colpo ho capito una cosa. Il mago diavolo non crea qualcosa, ma usa sempre il suo spirito, un “corpicino” di 25/30 grammi di peso, un corpicino molto duttile che può prender molte forme, ma è costituito sempre dallo stesso materiale. La spada non è un diavolo con la spada, ma la spada è la forma che in quel momento ha assunto il diavolo, che consiste sempre nello stesso “corpicino”, è sempre lo stesso materiale. Insomma cosi come le patate che restano patate comunque tu le cucini, anche il diavolo cambia forma ma non la sostanza.

Assumendo diverse forme il diavolo stupisce, terrorizza, come se tutto fosse un miracolo, come se creasse quell’immagine e fosse distinta da sé.

Comunque in forma di ago il diavolo punge, in forma di spada ferisce, e quando si allunga e colpisce pare essere una lama di luce che esce da lui, ma è lui che semplicemente si è allungato e che in effetti brilla.

Ciò che mi ha fatto capire che quella lama di luce che mi ha colpito non era una semplice lama di luce ma lo spirito del mago, la sua anima usata come un’arma, è il fatto che io ho sentito colpire e come rimbalzare quella luce, come fosse il rimbalzo di una palla. Un piccolo colpo, non doloroso affatto, poiché il mago-diavolo non voleva colpirmi ma impressionarmi. Ma anni dopo, quando capii che quel se-dicente ricercatore spirituale non era che un mago che usava al male le sue facoltà e mi misi a raccontarlo in giro, allora divenne ago e mi infilzò il cuore e anche la testa. Tre volte questo accadde mentre ero perfettamente sveglia. Solo qualche centimetro, forse solo uno e mezzo, ma fu tutt’altro che piacevole.

La conseguenza per la difesa è che, in qualunque forma quell’attacco arrivi, si combatte sempre alla stessa maniera.

Il diavolo è un’energia statica che si scarica con le punte.

Inoltre, il “corpicino” non è a suo agio in un luogo ventoso, fortemente ventilato. Le forme con cui il diavolo vuole impressionare, le spade, per esempio, non potranno formare o comunque mantenere la loro forma e quindi fare male.

 

 

Lo spirito è la parte più importante della persona. Nel mago, da vivo, lo spirito usciva fuori del corpo. E ho visto che una volta già nell’uscire aveva preso una forma, ho visto bene una volta, e l’ho raccontata con diversi particolari in un post, che si staccava in forma di scheletro marrone. E certo pensai che fosse il diavolo.

A volte ho avuto l’impressione che lo spirito del diavolo fosse più o meno carico, più o meno forte. Come lui diventasse più carico o forte non so. Visto che Junk era un vampiro di energie umana, questo lo so assolutamente, ho dedotto ragionevolmente che più succhiava le energie umane, e più forte era. ma una difesa accurata –ad esempio l’incontro con delle punte- lo indeboliva sempre.

 

A volte ho anche osservato del materiale che aveva a che fare col diavolo. Ma la differenza tra questo materiale, qualunque fosse la sua origine, e lo spirito del diavolo, è che quel materiale non aveva uno spirito, non si muoveva.

Di questo materiale ho avuto una prima esperienza quando sono andata in casa del diavolo, dove lui stesso mi ha portato.

Junk pareva scorbutico. Ad ogni modo ho visto, per la prima volta nella mia vita, una specie di massa tipo nube –una massa come bianco sporco e priva della armonia che hanno le nubi- che toccava il soffitto, non sopra di noi, ma qualche metro più in là, che stava addossata alla volta della stanza.  Percepii anche un odore brutto e ne parlai. Allora apparve presso la pesante “nube” l’immagine di una strega che aveva il volto di una donna conosciuta da entrambi. Fui scossa da queste immagini e in seguito Junk si guardò bene dal portarmi a casa sua.

Junk mi fece capire che la donna era gelosa di lui e non mi portò più a casa sua. Conoscendo Junk come lo conosco ormai nei suoi continui intrighi, credo che abbia voluto distrarmi da domande relative al mucchio nebuloso. Junk il mago non cucinava nulla (il fornello era chiuso da coperchio e sopra vi erano molte bottigliette che lui mi disse essere dei “dopobarba”), non aveva incensi né candele, mai.

Quando le cose si misero male e il diavolo mi faceva la guerra per impedirmi di aprire bocca su di lui, a volte ho percepito come “untuoso” lo spirito del diavolo che volando si avvicinava a me.

 

Che poteva fare Junk il diavolo col materiale che aveva presso di sé? Una volta entrai nella mia stanza e vi era uno stupendo mazzo di rose, e un odore che riempiva la stanza. Andai a odorare le rose da vicino ma sentii quella puzza. È possibile che mi abbia spinto lui stesso a odorare direttamente le rose. Per dirmi quante cose poteva fare.

L’odore mi parve simile al suo odore corporeo, anzi dei suoi calzini sudati, tanto era intenso e sgradevole.

Poteva riempire una stanza di quell’odore, con lo scopo di infastidire.

A volte Junk trasportava odori da un punto a un altro. Un profumo di fiori. O anche una volta, in cassa mia, un odore di zolfanello. Insieme a odore di carne bruciata. Scoprii che la stessa esperienza la fece, penso lo stesso medesimo giorno e ora, una mia conoscente e sua conoscente, che abitava a circa un chilometro. Di questo ho parlato in un post. Sono certa che voleva dare l’idea di venire dall’inferno, per farci paura. Non aveva idea che per accidente io avrei parlato con quella donna.

Una volta, di recente, il diavolo mi ha minacciato moltissimo perché avevo trovato una persona con cui intendevo parlare di lui. Pensavo che si conoscessero. Avevano la stessa età sono vissuti nello stesso posto appartengono alla stessa classe sociale e mi aveva detto che aveva partecipato a sedute spiritiche, da giovane. Disse che aveva avuto buone ragioni per smettere. Junk il diavolo mi minacciò variamente di morte, di tagliarmi la lingua e infine di farmela ingoiare. Non fece nulla di tutto ciò, ma d’improvviso, proprio in quei giorni, mi venne una forte raucedine che mi impedì di parlare per diversi giorni. Francamente non escludo affatto che il diavolo abbia trasportato batteri nella mia gola. La credenza medievale non è da scartare affatto, come si fa di solito.

 

Dopo la sua morte, posso ricordare che Junk depositava in casa mia una massa invisibile. Credo che lì depositasse dei pensieri molto tristi. A volte mi bastava passare in quei punti per cambiare umore. Alla lunga mi accorsi di questo e ogni mattina passavo per la casa con una candela accesa. Una massa di fumo scuro si sprigionava dalla fiamma della candela, al contatto con questa massa.

Per questi fenomeni si usa la parola infestazione.

Dopo la sua morte non ho mai sentito il suo odore corporeo.

Non ho idea di che cosa componga la “nube”.

 

A volte, in relazione a questi materiali, ho pensato a Sai Baba, che metteva la mano dentro un vaso vuoto, lo rovesciava e poi agitando la mano faceva uscire una polverina in quantità “industriale”. La polverina era distribuita e io stessa ne sono stata omaggiata da due anziane signore che erano sue devote. Sentendomi male, ho aperto la bustina e preso la polvere. Credo che contenga una qualche energia. Era vagamente dolce. Alla vista sembrava cenere.

Da poco, leggendo un libro di Hector Durville, che credo si possa definire un “magnetizzatore”, il quale faceva uscire dal corpo di una persona, col suo consenso, lo spirito. (la parola che viene usata è “sdoppiamento”). L’uscita dal corpo dello spirito era sempre preceduta dalla sortita di due colonne di massa biancastra …

Mi chiedo se il materiale che io ho visto in casa di Junk da vivo fosse qualche cosa del genere, che lui stesso aveva prodotto, oppure se se lo procurava in altro modo.

Non ho mai letto nulla in proposito.

A questo punto cercherò di saperne di più.

 

CHIARIMENTO: A scanso di equivoci, ricordo che spesso uso la parola “diavolo” o anche l’espressione “mago-diavolo” ovvero il nome inventato “Junk” per parlare sempre dello stesso essere: un uomo in carne ed ossa che ho conosciuto molti anni fa e che dopo la morte manifesta ancora la sua demoniaca presenza.

A chi passa di qui per la prima volta, per una comprensione maggiore consiglio la lettura dei primi post del blog e della bibliografia.  E sopratutto l’ultima versione delle misure antidiavolo, sia fisiche che ambientali.

 

martedì, 18 agosto 2009

Possessioni inconfessabili per il diavolo e per la sua vittima. Minacce del diavolo.

Al momento sono stanca. Cosi stanca che il massimo che vorrei veramente fare è leggere senza troppo impegno il primo volume di Lynn Thorndike A HISTORY OF MAGIC AND EXPERIMENTAL SCIENCE DURING THE FIRST THIRTEEN CENTURIES OF OUR  ERA. 

Appena mi sono messa a scrivere qui, ho sentito battere. Non un buon segno. In effetti il fatto stesso che mi sento sfinita forse ha una qualche relazione con la natura del diavolo: “vampirizzo, dunque sono”.

Volevo scrivere vari post, poiché ho alcuni argomenti centrali di cui parlare. Dopo, credo che mi metterò a correggere il mio diario che sta nel computer, scritto a partire dal momento in cui ho preso coscienza del fatto che avevo a che fare con un “diavolo vero”, un mago o demone incarnato (In questi giorni ho visto per la prima volta il film L’arcidiavolo, nel quale Belzebù, per far scatenare una guerra manda sulla terra, in forma umana, un diavolo. Insomma si parla di un diavolo incarnato. Il film non manca di grazia. Starring Vittorio Gassman).

            Tra i vari post di cui volevo scrivere stava una Lettera aperta al diavolo in cui gli dimostravo la sua assoluta mancanza di logica, la sua pazzia. Per la dimostrazione gli ricordavo cose da lui fatte che mi aveva detto o a volte solo accennato. Lui mi aveva raccontato una storia relativa a una relazione con una bambina. Il nostro “eroe” raccontava in giro, come fosse normale, di avere avuto, all’età di quarant’anni, una relazione con una ragazza di tredici anni. Al mio stupore lui aggiunse che lei era una “matura”. (Disse cosi). Poi aggiungeva frasi misteriose, accennava al fatto che “per anni” fosse andato al mare con i genitori della ragazza, ignari di ciò che il loro amico stesse operando occultamente. (La polizia di fatto ebbe modo, in una occasione, di trovargli in casa foto compromettenti in questo senso. Foto di bambine di nove - dieci anni di genere pornografico. )

 

A questo punto faccio una digressione. Una volta, circa un mese prima che io capissi veramente con chi avevo a che fare e smettessi per sempre di vederlo, almeno in corpo fisico, perché per il resto continuò a tormentarmi, fece a me uno tiro orribile. Io, per essere confortata, poiché avevo rotto col diavolo che era ancora il mio fidanzato, avevo preso il treno per il “Salento”, dove abitava un’amica che avevo conosciuto seguendo dei ritiri spirituali guidati da un Llama tibetano. Non ero mai andata a trovarla, mentre lei era stata ospitata da me più di una volta. "Maria" aveva una bambina di otto anni. Una bambina un po’ grassoccia (anche io ero cosi, da bambina), con un viso molto bello, socievole e affettuosa. In quell’occasione Junk aveva cercato di manipolare me per abusare sessualmente la bambina, "Dora". Non gli riuscì proprio per nulla, ma io ne fui talmente scossa che il mio comportamento verso la bambina, come una forma di autodifesa, divenne un poco freddo. Ero preoccupata e non vedevo l’ora che i suoi genitori tornassero. Secondo la mia ricostruzione dei fatti, Junk si era addirittura dato da fare perché sia il padre che la madre abbandonassero con me la bambina per più di un giorno, senza che io lo avessi affatto voluto. Io volevo che la mia amica restasse con me. Aveva una grande energia ed era molto allegra. Invece  dopo due giorni mi disse che voleva andare a Roma a trovare un uomo che le piaceva. Mi disse che era sicura che sarei stata felice di fare la madre e inoltre mi promise di tornare la mattina dopo. Inoltre mi disse che di fatto avrei dovuto tenere la bambina solo per mezza giornata, poiché il padre di Dora l’avrebbe portata con sé fino a dopo pranzo. Il padre della bambina non mi conosceva affatto, e fui sorpresa quando mi vidi recapitare la bambina prima di pranzo.

Ero un poco delusa del fatto che Maria, l’amica mia, mi lasciasse, ma non mi dispiaceva occuparmi della bambina. Era socievole, fiduciosa negli altri e mi ricordo una cosa molto curiosa che non avevo mai visto in altri bambini: era lei a raccontare le storie a me, non io a lei. Arrivava col suo libro di fiabe e mi chiedeva se volevo sentire questa o quella e la leggeva a me. Comunque questo orribile tentativo del diavolo di abusare una bambina per interposta persona, e si badi bene, attraverso me con cui Junk al momento aveva una relazione e contava di riportarmi all’ovile: non è strano, stranissimo? In questo momento non ho intenzione di raccontare i modi con cui Junk cercò di indurmi a questa cosa. Voglio solo sottolineare che il tentativo del diavolo Junk fu fatto nel primo dopopranzo, ora in cui lui stava sdraiato a letto, durante la sua abituale siesta. Il che significa che in quel momento non aveva alibi. Era libero di uscire fuori del corpo e portare a termine questa porcheria. Voglio anche aggiungere una cosa importante. Junk suggeriva a me, in quel frangente, che il meglio del meglio sono le relazioni sessuali coi bambini. Appariva convincente. Gli posi una obiezione soltanto, mentre guardavo la bambina che, rendendosi conto che non la stavo ad ascoltare aveva smesso di raccontarmi qualcosa ed era scesa dalle mie ginocchia, dove era salita per raccontarmi qualcosa. Mi chiedeva se poteva andare dai bambini del vicinato a giocare. Aggiungeva che la madre le permetteva di farlo. Guardandola in quel momento obbiettai mentalmente al diavolo: “Si si, ma che cosa ha a che fare la bambina con questo? La bambina ha il suo mondo.” Il diavolo non rispose nulla, nulla. L’idea di tener conto di quello che un altro voleva non gli veniva neppure in mente.  Risposi a Dora che avrei fatto ciò che la madre mi aveva detto: seguirla con lo sguardo fino a che i vicini non le avessero aperto la porta. Cosi andò, e quando ritornò le preparai per cena un piatto di spaghetti. Mentre lei giocava e il diavolo finiti i suoi giochetti dell’ora della siesta andava a lavorare, io passeggiavo avanti e indietro molto preoccupata per quella cosa. Non avevo mai avuto una esperienza del genere e pensavo di non potermi fidare di me stessa. Il fatto stesso che io avessi pensato una cosa del genere era orribile per me. Non riuscivo a essere più spontanea con Dora, pensavo di dover avere paura di me. La sera Dora fece una scena di pianto perché voleva dormire nel mio lettone e io non volevo. Diceva che dormiva sempre con la madre, che non voleva dormire sola. Io, se non fosse successo quell’orribile episodio, non le avrei detto di no. Invece le dissi che io non riuscivo a dormire se c’era qualcuno vicino, insomma avevo tirato fuori una scusa. Tuttavia quei pensieri strani, che io credevo fossero farina del mio sacco, mi allarmavano. Non mi sentivo più sicura di me, temevo che il mio corpo facesse cose sbagliate a mia insaputa. Maledetto diavolo!

La mattina dopo aspettai che fosse un’ora minimamente ragionevole per telefonare, ma credo verso le sette, presi il telefono per sincerarmi che Maria fosse partita o partisse subito per tornare. Non rispose, il che mi fece sperare che fosse già partita.

Con Dora e i suoi tre amichetti del vicinato scendemmo verso il mare lungo una strada impervia a un poco stretta e proprio mentre eravamo sulla spiaggia, tra panini imbottiti e piccolissimi pesci morti che galleggiavano sull’acqua, Maria arrivò, mai cosi desiderata. Partii subito per tornare a casa, e il giorno dopo trovai un volo per l’India e li scoprii che l’uomo cui avevo chiesto ingenuamente, due anni prima, di fidanzarsi con me, non aveva fatto altro che convincermi di essere innamorata di lui con metodi occulti .. tra cui la possessione. Fine della digressione.

 

Riprendo il filo del discorso precedente, in cui parlavo del come Junk parlasse di una bambina con cui aveva avuto una “relazione”, senza fare cenno ai metodi che impiegava per farla “interessare”.

A me disse anche una cosa, cioè che la bambina, nel sedile di dietro, lo toccava- “Era lei che toccava me”, mi disse precisamente. “E perché?” gli domandai [ogni poche parole il diavolo batte ]  e lui: “Così” mi rispose. Il “così” significa “senza motivo”, e lascia il discorso a metà, cioè il diavolo non può dire il motivo per cui lei lo toccava: perché lui attraverso la possessione la portava a toccarlo. Ovvero, per meglio dire, lui toccava sé stesso muovendo il corpo di lei. Spesso, quando Junk avrebbe dovuto parlare dei suoi poteri diventava molto vago, le frasi si interrompevano. A distanza di tempo, conoscendolo bene, ho una buona possibilità di intuire che cosa in certe frasi a metà si poteva nascondere.

Un uomo che fa tutto questo è forse normale? Sano di mente? Egli non accennava mai al contributo che avevano in queste relazioni le sue azioni occulte. Parlava delle vicende come se la realtà fosse quella che lui raccontava.

Attraverso la possessione faceva sentire agli altri quello che lui voleva, e gli altri pensavano di sé quello che lui voleva. Dunque raccontava i fatti come fossero spontanei. Per esempio se lui aveva un interesse a una bambina, entrava nel corpo della madre per farle credere di essere attratta da lui, Junk.

Dunque raccontava queste cose a me. Mi raccontava che la madre di Rose voleva che lui avesse una relazione con la sua bambina Rose, poiché lei, la madre di Rose, lo voleva.

Junk odia il fatto che io metta a nudo questo fatto: che la madre non lo voleva, mentre lui un uomo contorto, amava immaginare che lo volesse, e si creava la “realtà” che voleva.

Il diavolo batte di nuovo. Che vuole?

L’altra volta, all’idea che io mettessi a nudo le sue contorsioni mentali e come parlasse di cose che non esistevano come vere (cioè non c’era nessuno che desiderasse toccarlo), mi ha minacciato con un sogno orribile in cui alla fine la povera gallina, dopo aver passato lunghe torture – che per fortuna ho dimenticato- finiva uccisa e dissanguata.. Ometto i particolari ma la sintesi era: “Ti ucciderò come una gallina”. Avendolo io preso in giro perché perde tempo a elaborare torture o altre magie sempre più varie e stupefacenti, in seguito, quando ha avuto di nuovo l’impulso di minacciarmi si è limitato a un’immagine: quella di una persona qualunque che mi spara alla schiena.

Junk mi ha anche parlato di una ballerina sua amante che aveva tentato il suicidio quando lui, Junk, le aveva detto che era innamorato di una bambina di tredici. Mentre lo raccontava Junk aveva in viso una espressione di grande felicità. Era felice del tentativo di suicidio di lei.  (Si sentiva amato. Si sentiva orgoglioso del successo dei suoi poteri, di quanto era bravo. Non gli passava per la testa che l’idea di un uomo di quarant’anni che se la fa con una bambina fa diventare depressi forte! La ballerina aveva un marito e un fidanzato, oltre a Junk. Le donne sposate o fidanzate con altri erano solitamente interessanti per il diavolo: mostrare a degli uomini che le loro donne preferivano lui era una cosa che lo doveva eccitare molto ).

Comunque la cosa per cui io dicevo che Junk era pazzo era un fatto: Rose prima che raggiungesse i 18 anni, secondo il racconto di Junk, si innamorò di un altro, un ragazzo giovane. Junk disse a me che dopo quel tradimento lui decise di “vendicarsi di tutte le donne.” Finì cosi e con il tono di chi non ha mai cambiato idea e che non considera alcuna eccezione. In effetti io sono arrivata a vedere che le cose atroci che ha fatto a me le ha fatte con altre, anche quelle che lui diceva di amare. Per esempio Junk poteva far violentare una donna da un suo amante costringendo quello a fare cose che l’altra non desidera .. quando e come l’altra non desidera… costretti entrambi tuttavia a fare cose che non avrebbero fatto se non sotto possessione diabolica…con l’effetto tuttavia di incrinare per sempre una relazione, poiché le persone coinvolte non si accorgono di ciò che è veramente successo… e anche se lo sapessero in amore è difficile dimenticare gli abusi.

Con Sonia, di cui in faccia mi diceva che l’amava tantissimo e in ombra (apparizioni) mi diceva che lei lo “ricattava”, fu la donna cui rovinò la carriera facendola scivolare sul pavimento e arrivare in ritardo e sbagliare i passi, fu la donna nel cui letto, occultamente entrò per anni facendo si che i suoi uomini le dicessero che era brutta e la umiliassero cosi tanto che lei veniva talmente mal ridotta che poi Junk poteva proporsi per "raccoglierla col cucchiaino". So questo interpretando secondo scienza e coscienza. Lui mi disse che gli uomini la umiliavano cosi tanto che poi lui, Junk “dovevo raccoglierla col cucchiaino”.

Una volta Sonia ha raccontato in famiglia, quando era adolescente, che Junk  cercava di “farle piedino o qualcosa del genere” e lei diceva: “Uff!” (Ahi! Junk era capace di uccidere per un gesto di insofferenza, per un pensiero, ma anche per nulla … e per sempre …)

(Un volta dissi a Junk il mio parere sulla vendetta, non ricordo a che proposito. È un massima che ho coniato io, da quando ero molto giovane: “La vendetta è un perdita di tempo!”. Infatti chi vuole vendicarsi si arrovella e angustia … mentre potrebbe impiegare il suo tempo a fare cose che rendono felici. Il diavolo mi rispose, facendo di si alla vendetta, più e più volte annuendo con la testa e dicendo semplicemente: “No, no, la vendetta…”.

Junk diceva – questo me l’ha detto una donna che gli voleva bene a nome "Eleonora" e  lui ha ricambiato questo affetto in modo come solo un demonio può fare, ma occultamente  - che a volte passava tutta la notte a pensare a come vendicarsi di qualcuno, ma poi al mattino non ci pensava più. Fin qui quanto lui fece capire a Eleonora, che lo riportò a me. Ma la vera realtà è che Junk passava la notte con lo spirito fuori del corpo: lo faceva andare dove voleva e da chi voleva e poteva torturare chiunque per ore. Questo lo dico perché l’ho provato sulla mia pelle. )

 

Junk batte, ma che c’è da battere? Stanotte avrò una nuova versione del come mi farà passare a miglior vita?

A questo punto, sia come sia, credo si possa chiudere qui.

Junk ha raccontava la favola dello scorpione e della tartaruga che si è fidata di lui ma doveva capire che quella è la sua natura. Lo scorpione è fatto per pungere e non si può chiedere di più.

Cosi Junk si giustifica.

Però Junk parla anche molto del romanzo “Il profumo”. Un uomo che le ragazzine fuggono, e del resto chi lo avvicinerebbe, sporchissimo come è e non intenzionato a lavarsi. Insomma l’uomo prende il profumo della fanciulle e ne estrae un profumo che si ottiene dalla loro morte.

Mi ha detto però, Junk il pazzo, dopo la sua morte, che semplicemente lui fin da piccolo amava fare il male.

Ci teneva a dirmelo. Lui segue la sua natura.

E nella sua natura è anche però fingere di essere buono, di pentirsi.

Ecco, ora mi ricordo. È stato quando io ho detto a Junk che lui ha un solo modo di dimostrare il suo pentimento. Un unico modo con cui i maghi e i demoni possono dimostrare di pentirsi. E cioè rivelare completamente come ci si possa difendere completamente dai loro poteri. Che cosa li renderebbe impotenti.

Questa sarebbe la prova del fuoco. La prova di vera buona volontà. Ma è stato allora che mi ha fatto sognare come lui possa farmi sparare da chi vuole, dove vuole, quando io meno me lo aspetto. Un colpo solo alla schiena.

Comunque sono sempre pronta ad ascoltare questa confessione di Junk.

 

Gli ho detto mille volte che gli converrebbe …

 

 

Post scriptum. Ho dimenticato di raccontare un episodio di possessione particolarmente penoso. In un pomeriggio di gruppo riuscì, in apparenza, a non darmi alcuna importanza e allo stesso tempo, con trucchi occulti, a farmi credere che smaniavo di desiderio per lui. E mi sottoponeva alla umiliazione di farmi notare che lui se ne accorgeva, illuminandomi mentre passava con un fascio di luce che usciva da lui. Comunicava senza parole che lui sapeva. Che vergogna ho provato! E non il più piccolo sospetto che quell’uomo stesse facendo un’ oscena messinscena.

Più tardi mentre eravamo attorno al tavolo, d'improvviso fece silenzio. La sua enorme energia –che nessuno di noi poteva immaginare frutto di vampirismo e non di duro lavoro interiore – era percepita da tutti. Facemmo un assoluto silenzio. Per parecchi minuti. Che cosa gli altri hanno percepito?  Io vidi distintamente uno sgorbio, un essere piccolissimo e mostruoso dentro la mia pancia, all’altezza dell’ombelico, dentro di me. L’essere piccolo e mostruoso diceva che voleva Junk a ogni costo. Era una specie di essere mostruoso e informe. Qui Junk degradava l’insegnamento cui diceva di rifarsi. Non era la prima volta che Junk usava i contenuti di quell’ottimo insegnamento per fare passare le sue trame oscure. In quell’insegnamento si dice che ci sono persone che sembrano sviluppate e mature, ma che, se si addormenta la parte mentale sono cosi arretrati che possono dire soltanto cose come “voglio la marmellata”. Io conoscevo quell’insegnamento. Dunque io pensai che ero a quel livello, anche se non me n’ero mai accorta.

Dopo che io vidi questo sgorbio mostrare i miei veri desideri, Junk si alzò e camminò verso la porta e poi teatralmente si voltò e mi guardò da una vetta di superiorità e mi fece capire bene: “Io ho visto.”

Gli altri non hanno percepito dunque il fine oscuro di tutto quel silenzio. La sua forza ponderosa ci faceva pensare che era un uomo superiore a noi, infatti quello che lui voleva essere indiscutibilmente: il numero uno.

In seguito ci fu il momento in cui, e allora uscivo con lui, mi diceva senza che io capissi che era lui, che io ero proprio una nullità, mentre Junk – usava proprio la terza persona per parlare di sé e confondere me – era perfetto.

Dunque tutta quella scena con sgorbio mi fece vivere uno degli attimi peggiori della mia vita, che naturalmente io ho spesso dimenticato, come tutto quello che è veramente penoso.

La mia mancanza di riflessione era notevole. Avrei dovuto ricordare a me stessa che io avevo vissuto delle esperienze interiori molto profonde, e dunque io sapevo che non ero uno sgorbio. Anzi ero stata la migliore allieva donna del gruppo che Junk viveva come concorrente col suo. In seguito ebbe a dirmi, per rispondere alle mie domande, che la ragione per rovinarmi la vita era stata “odio e invidia per la tua forza”.

Nel caso specifico della mostruosa messinscena -lo sgorbio nella pancia- io credo che non fosse un trattamento speciale che faceva a me. Lui, uno che per poter usare i suoi poteri si era ridotto a fare la bambola gonfiata nel letto di qualche donna, ecco che prima di proporre se stesso aveva bisogno di degradare quella persona, di ridurla male …

 

 

Post scriptum. Quali sono gli elementi che fanno riconoscere se un fatto è “farina del proprio sacco” o opera del diavolo?

Nel caso della bambina io non ho descritto dettagliatamente i fatti, ma voglio ricordare gli elementi che provano a me che non ero solo io in quel momento, ma qualcun altro.

La scena fu organizzata dal diavolo molto bene. Mentre la bambina stava sulle mie ginocchia e mi raccontava qualcosa, di colpo percepii il contatto con le sue gambe. Eravamo al mare, ed entrambe eravamo a gambe nude. Quel genere di contatto è diverso da quello che si ha coi bambini. Io avevo avuto un fidanzato, Jacob – e credo che sia l’amore della mia vita ancora adesso, anche se mi sforzo di non incontrarlo per non metterlo in pericolo – che, benché fosse molto più alto di me a volte si sedeva sulle mie ginocchia. Quando l’ho conosciuto aveva 23 anni ma io ne avevo sette di più. Forse il fatto che avesse avuto una madre che lo trascurava –in questo eravamo simili: anche ma madre mi aveva trascurato – aveva con me, in certi momenti, atteggiamenti da figlio a madre.

In quel momento mi venne in mente Jacob e come se mi venisse suggerito che quella bambina era un partner sessuale non diverso da lui. Questo particolare mi fa capire che Junk aveva studiato la cosa: Jacob e io ci eravamo incontrati più volte nel corso degli anni e sicuramente il diavolo aveva visto Jacob sulle mie ginocchia, oppure aveva visto la scena nei miei ricordi, non so. Tuttavia il ricordo di Jacob poteva essere abile per farmi accettare l’impossibile.

Contemporaneamente fui consapevole di un punto nero-oscuro al mio fianco destro. Mi fu suggerito (suggerimento alternativo) che io nella vita precedente ero stata un uomo e pedofilo. Questa seconda interpretazione mi fu suggerita da Junk il diavolo, anche qui, per rendermi credibile la cosa. Io non avevo mai provato cose del genere. Dunque Junk cercava di farmi trovare una spiegazione di qualche tipo, che mi facesse credere che ciò che succedeva era comunque farina del mio sacco. Insomma era come se uno spirito uscisse dal mio passato… e subito successe una cosa: io percepii a fianco a me, mentre camminavo verso l’uscita e la bambina mi diceva che voleva andare a giocare dai bambini della porta accanto, cioè vidi una specie di essere basso perchè molto molto curvo che camminava al mio fianco, dal lato destro, dove avevo percepito/visto il punto scuro, dal lato opposto a quello in cui era la bambina. Questo sgorbio era nudo, credo, e camminava come, poniamo, l’hobbit ormai degenerato, brutto mostruoso che cammina con le mani che qusi toccano terra, nel film “il signore degli anelli”. (Sia detto che io ho visto il film il signore degli anelli solo quest’anno e ad allora non l’avevo visto affatto, mentre Junk era un aficionado del libro. Una volta mi aveva detto al telefono che il libro più bello era appunto Il signore degli anelli e poi si era corretto dicendo “anzi, il più bel libro che ho letto  è Il Sigmarillion, le sue prime pagine”. Queste pagine, scoprii poi, visto che comperai e lessi nel corso del tempo sia il primo libro che il secondo, sono dedicate alla ribellione degli angeli, che si rifiutano di suonare in accordo agli altri angeli, cosi che Dio, dopo averli ripresi una volta,li scaccia dal paradiso. Al tempo della scena con Dora io avevo letto sia il primo libro che il secondo, ma non avevo visto il film il signore degli anelli, dove compare una specie di mostriciattolo, Gudlum, si chiama pressappoco cosi. I film dell’orrore erano una fonte di diletto e ispirazione per il diavolo Junk. A volte penso che si sia divertito a partecipare occultamente alla stesura di qualche copione…). Questo lo ricordo bene. Devo dire che io tesi a pensare, in seguito, che forse la teoria –cui non avevo mai dato credito- che abbiamo vite precedenti che influiscono sulla attuale fosse vero. Ma la cosa che è capitata a me non può avere questa spiegazione: non risulta che, fosse anche vero che abbiamo esistito altre vite, materialmente noi vediamo apparire un fantasma che lo rappresenti. Per esempio Sri Ramakrishna parlava di un certo re che nella vita precedente era stato uno che per vivere lavava i panni. E il re, da bambino, ogni tanto andava al fiume a battere i panni. Era un gioco che gli piaceva.

In ogni caso fu solo un mese dopo, in India, che scoprii che Junk ricorreva alla possessione nei miei confronti, per costringermi a stare con lui. Tutto insieme capii molte altre cose, visto che avevo avuto già visto e sospettato cose molto gravi da parte sua (come per esempio di aver gettato mia madre dalle scale ). Dunque mi posi una domanda: “Devo o non devo cercare di capire tutto quello che Junk ha fatto finora, ai miei danni? ” La domanda si poneva perché ciò cui mi trovavo di fronte è il male assoluto, una “vastità di male” –espressione usata da Junk in seguito per riferirsi alle sue azioni - che può fare male. La domanda era dunque: “Devo o non devo conoscere tutto questo male? Conoscere il male può degradarmi, farmi del male, rendermi infelice.”

Non sapevo che decidere. Ricorsi a un sistema che mi venne in mente in quel momento. Dissi a me stessa di farmi sapere, la mattina dopo, che cosa dovevo fare. Ciò che sto per dire è effettivamente curioso, e non mi era mai capitato prima. Comunque quando aprii gli occhi, la mattina dopo, “vidi” come passare una frase, ebbi il tempo di leggere la fine di una frase che tuttavia conoscevo benissimo: “….temono la luce”. La frase intera era “trame oscure temono la luce” ed era una frase che apparteneva a I King, il libro cinese che da consigli sul come comportarsi nelle diverse situazioni. Era un libro che consultavo spesso.

Decisi di seguire il consiglio, di ripercorrere all’indietro tutto quello che mi era successo, per vedere che cosa Junk mi avesse fatto, che cosa aveva fatto.

E la prima cosa che mi venne in mente e finalmente trovava una spiegazione era “la cosa”, l’episodio improvviso e del tutto imprevisto con la bambina. Non c’era nulla che mi appartenesse.

Decisi quindi di mettere le mani nel fango. Senza quella decisione questo blog non sarebbe nato, evidentemente.

 

Voglio specificare che la frase dei King io la “vidi”scorrere quasi come fosse un film davanti ai miei occhi. Questa è un’esperienza che non avevo mai fatto prima. non so spiegarmela, posso solo dire che cosi accadde.

 

 

POST SCRIPTUM. Giorni dopo mi è tornato in mente un altro episodio di possessione da cui io derivavo di poter avere l’impulso di uccidere qualcuno. Non ne conseguì alcuna azione, ma, anche qui fu la visione di me stessa che ne risentì. E lo scopo che Junk voleva raggiungere, con questo e altri interventi, fu raggiunto:  in seguito a questo episodio  mi allontanai per sempre dalla persona che “io” volevo uccidere. Al tempo io ero appena entrata nella sfera degli interessi di Junk.

Comunque e in genere Junk il mago-diavolo cercava di mettere gli altri al suo livello. Di inserire nella loro immaginazione le cose peggiori. Di far loro credere di essere di basso livello.

Un’altra cosa che faceva era far porre ai suoi allievi delle domande da cui rivelavano di essere meschini e stupidi. Cosi poteva dare qualche risposta che gli permetteva di rivelarsi migliore degli allievi..

Per tenersi gli allievi che voleva era capace di rubarli a qualche altro maestro che era effettivamente degno usando tutti i suoi strumenti occulti. Agiva in modo che quelli si comportassero pubblicamente male.

Ecco un caso, per esempio, nel quale ho sospettato ci sia stato lo “zampone” di Junk. Non è il solo caso, ma voglio ricordarlo almeno qui. Appena arrivata nel gruppo di Junk conobbi un ragazzo attraente e simpatico. (Non ricordo il nome: chiamiamolo Filippo.) Lui mi accompagnava a casa in macchina dopo il gruppo e avevamo modo di chiacchierare con molto piacere. Una sera, dopo il gruppo, Filippo mi propose di andare a un incontro con un insegnante spirituale che quella sera stessa si incontrava con gli allievi. Accettai. Salimmo una scala molto alta. Era tardi ormai, il gruppo era finito. Gran parte degli allievi era anche andata via.  Una donna volle farmi firmare un foglio con cui io aderivo al gruppo. non vedevo perché firmare, non avevo ancora idea. Ma insisteva come se la cosa non avesse implicazioni. Firmai. Ma due giorni dopo mi telefonò in qualche modo implicandomi in un qualche dovere .. non ricordo quale chissà forse voleva soldi? 

Comunque non ebbi modo di tornare li o di fare nulla poiché usci sul quotidiano un fatto sconvolgente. Quel tale maestro aveva preso a frustate uno o più allievi e per questo era stato arrestato! Il gruppo si dissolse. D’incanto era tutto finito potevo ringraziare se nel mio gruppo non ci prendessero a frustate, potevo sempre rimanere lì. Filippo, il ragazzo che mi aveva condotto li,  non venne mai più nel gruppo di Junk. Non l’ ebbi a rivedere mai più.

 

Junk non amava la concorrenza di altre guide o anche di altri maghi.

Come ci si permetteva di ricorrere ad altri? E aveva anche metodi per prendere soldi per atti magici, fingendo di darli a un mago che conosceva. Darli a lui perché li desse al mago che lui conosceva.

Una donna del gruppo, amica di Junk, aveva pene d’amore. Fu lei a raccontarmi due episodi collegati che implicano Junk. In uno Junk spaventa a morte un mago che la donna ha fatto venire per un rituale che riavvicini il suo amore, che dopo averla molto corteggiata insistentemente per anni e infine sedotta è tornato dalla moglie.

Durante il rituale, in cui il tale mago ha acceso le candele ed è comparso col mantello rosso fa un’aria terrorizzata, interrompe il rituale, se ne va e non ritorna mai più. la donna rideva ricordandolo.

La seconda scena. Junk chiede all’amica quanto lontano vorrebbe andare per riavere l’uomo amato. Lei dice che è disposta a tutto. Il che ho capito che significasse: “anche la magia nera” . Junk dice che per tre milioni di lire lui conosce un mago dalle parti di M. che farebbe tornare il suo uomo. Lei accetterebbe, ma, a quanto lei racconta, Junk le chiede una fotografia. Lei a quel punto teme per sé, e dice che non vuole andare avanti. Junk è furioso. Le toglie la parola e impone a me di non parlare mai con lei. Francesca mi racconterà queste cose in seguito, quando io decido di parlare dei poteri occulti e azioni di Junk con chi lo conosce. A lui avevo chiesto perché no parlasse più con Francesca. E lui mi dice, stravolgendo i fatti, che lei lo aveva sospettato di magia nera, richiedendogli indietro una foto che lui non sapeva neppure dove l’avesse messa.

Per quanto riguarda la mia guida, che era una persona imperfetta ma perfettamente degna, Junk fece scempio allontanando da lui molti allievi, tra cui me.

Per fortuna molti allievi invece rimasero con lui. In effetti appariva, apparve a me che si comportava male, ma ebbi modo di realizzare, seppure troppo tardi, che il tutto fu il risultato di pressanti azioni da parte di Junk.

Quando Junk faceva strage di persone e del loro onore, notte e giorno, con azioni demoniache, trovava però il tempo di fingere di essere preso d’amore per qualche donna che ahimè lo snobbava. Aveva scelto questo sistema per coprire i suoi delitti. Cosi la sua vita fu un seguito di delitti coperti dalla passione non corrisposta per Tizia, Caia o Sempronia.

Capii questo fatto quando un amico stretto di Junk un giorno mi disse che mentre nei gruppi tutti facevano la guerra contro tutti, Junk smaniava stupidamente per Sonia, come uno scemo, totalmente avulso da quella guerra. I giochi di potere in corso non lo toccavano: cosi voleva mostrare a tutti, mentre cercava di far fuori gli avversari manovrando gli altri.

Una volta Loreley mi disse che Junk era pazzo. Parlava di Sonia come se la frequentasse tutti i giorni, ma non si vedevano da mesi e mesi, ne era sicura perché era amicissima di Sonia.

La pazzia di Junk aveva una logica: essere considerati pazzi, dementi, sciocchi era una soluzione ragionevole, astutissima, poiché allontanava da lui il minimo pensiero che potesse essere un demone. Un terrore che Junk aveva era l’essere scoperto. Quando io lo scoprii fu in panico. Il suo “peggiore incubo” era diventato realtà.

 

mercoledì, 12 agosto 2009

Nelle vacanze sono stata costretta ad abbandonare le difese, con la sola eccezione di una bella colalna di acciaio con una sola punta, di provenienza messicana (pare). Cosi ho poi avuto l'opportunità di rimettere, lentamente, nel corso di diversi giorni, una dopo l'altra le varie difese. Tutte si rivelano importanti.

Ricordo (per chi passa di qua per la prima volta, che il diavolo di cui parlo l’ho conosciuto quando era un uomo e dopo la morte il suo spirito continua ad agire malignamente. Poiché l’ho “sputtanato” vistosamente in vita, non manca, diverse volte al giorno, di farsi vivo con me.

Ho  fatto una vacanza di una settimana e non ho potuto usare le mie solite contromisure.

Forse per la fretta al momento della partenza ho racchiuso in un sacchetto di tela (di quelli che si portano in giro per fare la spesa) e l’ho messo in valigia. Tutto quello che avevo addosso era un reggiseno con poche punte che penzolavano con un filo rosso, quà e là. Nel tempo, molte erano cadute.

Inoltre, avevo, incorporata nel mio corpo, una certa quantità di aglio, preso in ogni modo che ho descritto nei post. Ma col caldo estremo del primo giorno di vacanze, tra la gente, ho avuto modo di sentire prima un odore di aglio che a me  risultava gradevole, e poi ahimè da tutto il mio essere, sottoposta a un calore che pareva equivalente a quello di una sauna, da ogni poro usciva un odore più pesante.

Nel tratto molto lungo che feci in un treno sovraffollato cedetti più che volentieri il mio posto a un bambino piangente, che nel giro di poco vi si addormentò beatamente. Non avevo modo di farmi una doccia e  preferivo non stare al chiuso, nel limiti del possibile.

In tutta la settimana di viaggio non mi fu possibile consumare un po’ d’aglio, anzi che dico, neppure di cipolla… Le difese che avevo nel mio zaino consistevano in due blocchi identici, uno da tenere sul cuore e l’altro sul bacino, e ciascuno era costituito dall’insieme di tre cose: una piastra di acciaio, fissata agli indumenti con almeno tre calamite, una posta nella parte esterna dell’indumento, e due nella parte interna. Alla parte interna delle calamite era fissata una collana di punte comperate nel banchetto di una donna argentina. Questi due gruppi sono un poco pesanti e anche ingombranti. Avevo anche due pezzi di stoffa con molte punte appese, che aggiungevo al gruppo.

Dimenticai perfino di aver portato con me tutto questo.

Per una settimana restai praticamente “implume”, senza difese.

Ultimamente il diavolo-mago che conosco è molto indaffarato. Nel viaggio raramente ebbi modo di percepire chiaramente la sua presenza. Mi sentivo stanca. Al risveglio avevo la percezione che ero stata vampirizzata attraverso le dita.

Prima della partenza ero stata attaccata per giorni alla testa piuttosto brutalmente. Dal parrucchiere avevo sentito il massaggio alla testa non piacevole come al solito, ma fastidioso, anzi praticamente doloroso. E in diversi casi mi capitava di dimenticare delle cose che avrei dovuto ricordare. Mancavo di attenzione. 

Per molto tempo lo spirito maligno in questione si attaccava alle dita delle mani, ogni notte, per succhiare le mie energie.  Poi avevo trovato modo di difendere le mani anche appendendo (si, la cosa è stravagante, ma cosa non si fa per evitare un danno ) delle punte, cioè dei ciondoli di punte non vive ricavati da spille a balia, a diversi anelli.

Il tutto ha una storia. Quando io avevo il cuore e la pancia e l’osso sacro scoperti il diavolo attaccava quei punti direttamente. Ora che mi coprivo di punte e delle altre difese l’energia veniva estratta dai piedi e dalle mani. Per questo cercavo di trovare difese varie anche per mani e piedi. Una volta difese sufficientemente le mani e i piedi, ecco che l’attacco andava a una parte che in quel momento dimenticavo di difendere: la testa.

Quando i miei amici arrivarono a casa mia offrii loro il mio unico ventilatore. (Del resto la loro stanza era più esposta al sole della mia. ) Mi ero liberata di alcuni ventilatori, regalandoli a mia sorella. Ora, per una notte, ero rimasta senza. Devo dirlo: al risveglio la testa mi doleva più che mai. Solo un lato della testa, in alto. Il lato sinistro. Il diavolo aveva approfittato subito della assenza del ventilatore per attaccarmi. E mi ha attaccato in cima alla testa, poiché ai lobi delle orecchie ho da diverse settimane, due piercing con due punte ciascuno. (Con tutti gli splendidi orecchini che posseggo, guarda cosa mi tocca fare!)

AVEVO GIÀ VISTO IN UN NEGOZIO UN NUOVO TIPO DI VENTILATORE, CON FUNZIONE ANCHE DI IONIZZAZIONE. Ora che avevo capito che la ionizzazione purifica l’aria, ero interessata. Inoltre costava 65 euro (sessantacinque euro). Non volevo passare una notte di più sottoposta a un tale lavorio. Dunque lasciai i miei amici e mi precipitai al negozio.

La seconda notte passò molto meglio. Non solo misi in funzione l’apparecchio nuovo, ma anche coprii la testa con una larga fascia elastica.

Dopo la partenza degli amici ho anche messo, quando dormo, una cuffia di plastica da doccia. Gli attacchi alla testa sono scomparsi. Una volta ho sentito il diavolo che vi si era infilato dentro, ma appoggiando la mano, visto che il diavolo non può passare la plastica, l’ho diciamo, schiacciato. La percezione di fastidio è prontamente scomparsa.

Ora mi chiedevo se tutte le numerose difese che usavo prima erano realmente necessarie.

Comunque, nel passare per le strade, noto in una bancarella delle cavigliere composte di un filo cui sono appese delle mezzelune e delle stelline: forme che hanno delle punte, per quanto piccole. Detto fatto, le compro e appena arrivata  casa le metto.

Non solo, cerco anche UNA FIBBIA PER CAPELLI CON STRUTTURA DI FERRO, IN CUI OCCULTARE UNA QUALCHE CALAMITA. HO TROVATO E COMPERATO UNA FIBBIA PER CAPELLI, DI PLASTICA, che è fatta di parecchi “denti” di plastica. Ritengo che, per il materiale plastico di cui è comunque formata, possa impedire che il diavolo mi lavori la testa con comodità. Inoltre forse le punte dei denti della spilla possano anche, eventualmente servirmi a protezione. È un fatto che un qualche disturbo la plastica al diavolo la dà. Non potrà avventarsi sulla testa nuda.

Ripresi le difese poco a poco, sperando che un numero inferiore di difese fosse sufficiente.

Ho cominciato con uno spicchio d’aglio, per bocca. POI LA SUPPOSTA DI AGLIO, FORSE IL GIORNO DOPO. MI SENTIVO MEGLIO, PIÙ SVEGLIA, DICIAMO. Poi fu l’ora dell’infuso d’aglio, per ottenere il quale occorrono dodici ore. Mettere le piccole fette di uno spicchio l’aglio nel bicchiere di vetro con acqua calda -io mi dimentico sempre questo particolare, e la lascio fredda – e poi buttare via le fettine di aglio e bere il liquido, dopo averlo stemperato con succo d’arancia. Ho pensato che era troppo poco e ho aumentato il numero di spicchi da mettere in infuso, due anzi poi tre.

Continuavo a sentirmi però stanca. Certo io ho l’abitudine di mangiare poche proteine e questo, come mi spiegava l’amica che ospitavo, che studia health education a scuola, è causa di stanchezza.

Cosi mi sforzo di mangiare le suddette proteine – in forma di tonno in scatola condito con aceto, per esempio, oppure del muesli composto di cereali e vari tipi di frutta, che prendo insieme ad abbondante yogurt - e mi sento in effetti meglio.

Tuttavia la mia forza di volontà appare scomparsa. Sembra che io non abbia la forza, la voglia, di fare nulla. In realtà io voglio fare diverse cose, ma è come se le forze non mi sostenessero. Non faccio che rimandare. Anche rispondere a dei messaggi mi appare faticoso. Rimando al giorno dopo, quando avrò le forze.

Sono alle prese con gli otto grossi volumi di:

LYNN THORNDIKE. History of magic and experimental science. Columbia University Press.

L’autore ha pubblicato il primo volume nel 1923 e lavorato circa quarant’anni per finirlo, negli anni cinquanta.

I volumi m’interessano poiché ci sono molti richiami ai “remedies” contro la magia e i diavoli.

Non so ancora se troverò qualche spunto utile dal punto di vista pratico. Nel primo volume, che concerne A history of magic and experimental science during tre first thirteen centuries of our era, c’è una invocazione agli dei perché sia punita una maga. ( a pag. 19 del primo volume). Le parole usate per descrivere le azioni di questa strega potrei usarle anche io per Junk.  

… because of  the evil they have done,

Of  the impure things which they have handled.

May she die! Let me live!

           May her words return to her mouth, her tongue be cut off.

 

Il componimento è piuttosto lungo. E io comincio a essere stanca di nuovo. Infatti mentre scrivo il ventilatore ionizzatore è distante di parecchio. (Sta nella posizione in cui lo metto quando dormo, ai piedi del letto ). Ho tolto le difese alle mani per poter battere a macchina, il mio viso è scoperto, i piedi sono improttetti.

            Ieri notte ho anche ripristinato il mio pigiama con punte appese nella parte interna, che sono molto numerose, dappertutto. Le punte sporgono anche sui polsi e sulle caviglie.

Col caldo, non metto altri indumenti con punte, che aumenterebbero le difese.

Ho anche riportato in auge la cintura, ma ne ho costruito una più leggera, sostenibile con il caldo, su cui ho fissato 4 (quattro punti calamitati). E ho aggiunto vari punti calamitati sul reggiseno e mutande, esattamente come prima, come ho scritto nel post apposito, l’ultimo della lista. E ieri sera ho messo sulla testa un pochino di balsamo di tigre. E di fatto non ho dolori alla testa.

Riportando in auge tutte le difese mi sono svegliata abbastanza bene e ho potuto scrivere tutto ciò. Però ora vado a riposare un poco.

 

Da notare: Ho dormito senza mettere alcuna plastica sotto il coprimaterasso. E credo che si stia meglio che con la plastica. Ma mi sono sentita di farlo perché ho dormito finora sul duro: il coprimaterasso su due tappeti, di cui uno di materiale sintetico. Finchè starò comoda sul duro, continuerò cosi.

POST SCRIPTUM (due giorni dopo). Dopo una ulteriore notte in cui mi sono svegliata rendendomi conto di essere stata vampirizzata dalla mano sinistra, sono ricorsa velocemente all'uso di un balsamo di tigre. Di produzione cinese, quello bianco. (Ha una base di canfora, come gli altri). L'ho passato su mani peidi nuca viso e collo. (Anche per via del caldo le ho lasciate completamente improtette. Certo avrei potuto passare il balsamo la sera tardi, ma non l'ho fatto). Ora, dopo aver di nuovo dormito, sono sveglia e mi sento bene. Credo però che il balsamo funzioni solo per diverse ore dopo averlo passato. Mi  viene in mente la mia visita a un museo di Washington (D.C.) dove si potevano ammirare le tute degli austronauti. C'erano varie cose in vendita, per esempio bustine di cibo liofilizzato identiche a quelle che gli austronauti portavano in volo. Speravo che vendessero anche le tute spaziali, ma non era così. Chissà forse avrebbero potuto servire anche a me? In ogni caso occorre che io ricordi anche a me stessa quanti progressi ho compiuto in questi anni, nelle difese. Una volta, quando non avevo difese, i dolori fisici e psichici erano cosi gravi che sono sfuggita a stento al suicidio. Ora posso sentirmi stanca o anche sentire dolore in un punto specifico, ma so come trovare riparo, seppure, in certi casi, solo temporaneo. Per ciò che riguarda sopratutto l'aglio e il balsamo di tigre, la loro utilità si perde nel passare del tempo e occorre usarle ogni giorno.