venerdì, 31 luglio 2009

Il diavolo ha compiuto molti delitti di cui io sono a conoscenza. Delitti che qualche persona ha apparentemente commesso, ma io so che non è la realtà.

Mi sembra evidente che quelle persone non avrebbero mai compiuto quel delitto se non fossero state interiormente spinte, costrette dal diavolo.

Il delitto che mi viene in mente per primo era quello riguardante la stessa morte violenta di Junk. Mi sembra di averne già parlato nel blog, da qualche parte.

Ci sono diversi elementi che m’inducono a pensare che Junk si sia fatto uccidere lavorando con intensità - almeno per la durata di mesi - su una persona al fine di farsi uccidere.

Io credo che Junk abbia voluto che io sapessi di questo suo delitto, che io sapessi che lui Junk aveva trionfato sulla propria morte. Non voleva che io pensassi che qualcuno fosse riuscito a ucciderlo. Questo ha il suo senso, ora mi viene in mente anche questo, a proposito del fatto che spesso, a quel tempo, quando sentivo la presenza - molto frequenta, e realizzata contro la mia volontà- di Junk gli cantavo queste parole:

 

Tanto va “Junk” al lardo

che ci lascia il suo zampone...

tanto va, tanto va, tanto va…

 

Volevo dirgli così che se avesse continuato a fare il male, qualcuno gliel'avrebbe fatta pagare. E che lui era incapace di porre un freno ai suoi delitti.

 

Gli dicevo anche:

 

“Se tu facessi a un uomo quello che fai a me, ti ucciderebbe.”

 

Una volta gli dissi anche, per esempio: “Quando la donna di 'Siviglia' saprà quello che le hai fatto, ti ucciderà.” 

 

Junk aveva cercato di farmi ammalare e cosi portarmi alla morte in modo che non si vede, lavorando intensamente su di me per questo fine. Io ero troppo debole per reagire. Lo avrei ucciso, a un certo punto, ma mi mancavano le forze. Mi combatté cosi tanto, giorno e notte, per lo scopo che si prefiggeva, da fare un uso eccessivo dei suoi poteri. Si ammalò lui grandemente.

Continuò a colpire, ma la malattia gli impediva di farlo cosi bene. Si riprese e cosi divenne di nuovo pesante, ma molto meno di prima. Io speravo nel futuro.

Io stessa, mi sembra significativo aggiungere, contribuii a farlo ammalare. Come ho raccontato avevo letto un'autobiografia nella quale l'autore, uno Jogi indiano, diceva di aver concentrato tutte le energie della sua mente, per un mese, nel tentativo di interrompere l'invasione del Tibet da parte della Cina. Disse di aver lavorato, coi suoi poteri mentali, sui leader principali coinvolti.  Aggiunse che dopo quel mese la sua testa non era stata più la stessa. Era danneggiata.

Io ho tratto la conseguenza che se che la sua testa non poteva più operare come prima. Di conseguenza mi sarebbe convenuto provocare Junk in modo che lavorasse contro di me il più possibile, al fine di perdere anche lui, come lo yogi tibetano, le sue facoltà di azione mentale a distanza. Allo scopo di “rompergli le scatole” e costringerlo a usare strenuamente i suoi poteri facevo quello che lui veramente odiava: raccontare il giro chi era veramente, l'uso che faceva dei poteri occulti, i delitti che sospettavo. [Io mi accorgevo che ero ancora giovane e forte abbastanza da sostenere i suoi attacchi nel breve periodo, ma pensavo che alla lunga avrebbe vinto lui. Ecco perché lo spingevo ad attacchi durissimi. ].

Junk mi fece arrivare alla mente una minaccia: che se non smettevo mi avrebbe portato in tribunale per diffamazione, ma io sapevo che non se lo poteva permettere. Anche solo un sospetto di magia nera lo avrebbe rovinato, avrebbe macchiato gravemente la sua immagine. E in questo caso ciò che dicevo era vero: più parlavo, e più si scoprivano altri crimini che Junk aveva commesso.  Agli altri venivano in mente episodi sospetti, possessioni, crisi di follia prodotte da Junk. Per qualche scopo: per impedire che una relazione amorosa andasse avanti tra la donna di Siviglia e il suo grande amore, screditare un uomo che aveva accusato Junk di essere un demone, con una lettera a una rivista cattolica.

 

Ora sento Junk: ha battuto un colpo. "Vattene, vattene e basta", gli dico.

 

Tornando al clima che io ho vissuto quando Junk si ammalò, dopo la sua malattia io mi sentii subito meglio.

Ebbe una ricaduta, poiché man mano che guariva, usava di nuovo i suoi poteri più che poteva. Ed io stavo peggio. Con la ricaduta io stavo meglio ancora. di fatto riuscii a fare un lavoro che piacque molto. Speravo che fosse finita.

 

Ci sono vari elementi che mi fanno pensare che dopo la ricaduta Junk volesse farla finita.

 

Intanto lui era vissuto come una persona molto rispettata, a tale punto che se calunniava qualcuno, era creduto.  Teneva a essere il primo. Aveva ucciso per diventare il primo e per conservare il posto. Teneva al prestigio che aveva.

Ora era caduto in disgrazia. Dall'istituzione dove primeggiava, era stato espulso. Qualcuno dei suoi diceva che erano stati loro a uscire dall'organizzazione, comunque sia, di fatto, aveva perso il suo trono.

Credo che il fatto stesso di essere malato lo molestasse enormemente. Può darsi anche che temesse di perdere la ragione. Di arrivare a perdere totalmente i suoi poteri il cui uso era tutto quello che aveva. “Ho solo quello”, mi rispose una volta in cui gli chiesi, in cambio del mio silenzio, di smettere di usare i suoi poteri occulti. Inoltre avrebbe dovuto raccontare alle sue vittime quel che aveva fatto loro. Mi disse di sì, ma pensai subito che non l’avrebbe fatto: se avesse raccontato tutto quello che aveva prodotto – omicidi, stupri, incidenti, malattie, perdita di lavoro ecc. - non ne sarebbe uscito vivo. In queste ultime settimane gli ho chiesto di cercare di riparare a tutti i danni che ha fatto e non si è dato pena di rispondere. Non capisce neppure come qualcuno possa preoccuparsi degli altri.

 

Una cosa che ricordo, per esempio, che mi fece pensare che stesso un po' perdendo la ragione era che un giorno, mentre ero a teatro con un'amica a vedere un concerto, proprio nel momento più emozionante in cui una ballerina con una gonna plissettata faceva una perfetta ruota, mi apparve Junk, il suo viso sdraiato nel letto. Si vedeva il viso dal lato non sfigurato ed era in lacrime che gli colavano dall'occhio, di lato, come fosse sdraiato a letto.

Diceva pressappoco: "Se fossi in salute, avremmo potuto essere insieme, felici, in questo momento."

Ebbi una forte reazione emotiva ... anche quando era sano, non andava con me ai concerti.

Egli, che leggeva nel pensiero, conobbe la mia reazione senza che io parlassi. 

Ero stupita e tutt’altro che commossa dalla sua nostalgia. (Le sue parole non erano necessariamente una finzione, però.) Un giorno Junk mi aveva detto, in una normale conversazione per strada, che io ero l’unica donna con cui avesse mai avuto una relazione normale, quasi normale. Ora che era molto malato e piangente forse diceva ciò che effettivamente sentiva. Certo aveva nostalgia dei bei tempi passati, ma per lui era normale tormentare chi “amava”, la preda che divorava. Sempre in una conversazione per strada, essendo Junk in carne ed ossa, mi disse che amava manipolare i sentimenti altrui. Mi citò il cattivo, anzi i cattivi del romanzo francese “Relazioni pericolose”. Un uomo che finge di essere generoso con persone in difficoltà per conquistare l'amore di una donna...  Cercava di interessarmi al gioco. Avevo risposto che manipolare i sentimenti altrui non m’interessava para nada. Purtroppo io non prendevo sul serio questi suoi discorsi, non avevo idea che a parte le solite macchinazioni descritte nel film Junk avesse poteri occulti da mettere in campo. Che aquiel hombre fosse el mismo mismisimo dimonio, in altre parole un demone calzato e vestito.

 

Ho pensato anche, subito dopo l’episodio, che probabilmente non era tanto in se stesso... poiché aveva detto una cosa che di persona non avrebbe detto, non avrebbe mai ammesso la sua debolezza. Tuttavia anche in passato lui, quando mi appariva, diceva cose che poi, in corpo fisico, ambiguamente negare... Era forse il suo inconscio, era forse un diavolo che volava nei paraggi. Allora non sapevo cosa pensare ma infine ricevevo il messaggio che era in effetti interessato a me. E riprendevo a vederlo.

[La mia reazione affatto commossa dalla sua nostalgia e dalla sua sofferenza si può spiegare anche col fatto che aveva continuato a tormentarmi, per quel che poteva, fino a quel giorno. E dal fatto che “per quaranta anni”, per sua stessa ammissione a me, aveva “preso in giro” le persone che lo circondavano … Mentire era naturale, per lui. E ne era orgoglioso: “Scrivi pure il tuo libro su di me. Cosi quelli si accorgono che li ho presi in giro per 40 anni”. “Quelli” erano le altre guide spirituali, che nonostante la loro pratica spirituale non lo avevano mai sospettato di nulla. Era abile. Al migliore tra di loro una volta telefonai per dirgli: “Tutto quello che è successo tra di noi, le incomprensioni, la tua esclusione dal gruppo ecc, è stato tutto dovuto a Junk, ai suoi poteri occulti”. E lui, uomo del Reno, mi rispose queste esatte parole: “Figurati se quel cretino ha dei poteri!” ]

 

Ma l'immagine di lui piangente era una novità. Insomma lui, che era un gradasso, che aveva fatto sputare sangue ai suoi insegnanti spirituali, ai familiari e amici, soffriva.

 

È questo l'elemento che mi fa sospettare che lui pensasse di togliersi la vita. E forse anche egli avrebbe potuto desiderare di perdere la vita rendendosi eventualmente conto, nei momenti di lucidità, di stare perdendo la ragione. Inoltre certo non poteva sopportare di stare perdendo il controllo sulla sua vita: lui che dominava gli altri. Poteva temere di morire pazzo.

Il pianto avvenne circa quattro mesi prima che fosse ucciso. Mentre una donna magrissima del Rajastan, con la gonna nera e rossa plissettata compiva un cerchio perfetto.

Di Junk malato si riportavano comportamenti disordinati.

Una donna diceva che quando era andata a visitarlo in ospedale Junk aveva avuto un comportamento inaspettato: Junk si sollevava la coperta scoprendo spudoratamente il pene. Lei aveva sospettato che lo facesse apposta.

Una studentessa universitaria era andata a visitare Junk in ospedale. Era entrata sana e ne era uscita appoggiandosi alla balaustra delle scale. Lo aveva raccontato a un’altra ragazza del gruppo, la quale le aveva detto che la cosa ormai era risaputa: vampirizzava. Ma prima non arrivava a farsi notare come vampiro. Si dava arie, certo, esibiva la sua capacità di raccogliere le energie che le persone facevano cadere, per esempio disse a un’artista che chiacchierava allegramente: “Ho leccato le tue energie come zucchero”.  Vampirizzava occultamente, agendo a distanza, non mentre era in presenza fisica.

 

Ad ogni modo ci fu sopratutto un altro elemento che mi fece pensare che avesse l'intenzione di farsi uccidere e volesse far sapere proprio a me che quello che sarebbe successo non sarebbe stato un vero omicidio. Junk avrebbe realizzato il suo desiderio.

 

Come dicevo, dopo la sua malattia e poi la ricaduta - da cui ormai non pareva potesse riprendersi - ero speranzosa di poter tornare alla mia vita.

E giusto un giorno -che avvenne circa un mese prima della sua morte - io me ne stavo in giro facendo gli ultimi acquisti prima di partire per passare tre settimane con Jacob.

 

Mentre camminavo per una strada solatia, di primo pomeriggio, ecco che sento una voce all'orecchio che mi dice: "Perché non mi uccidi?". Nella strada non c'è nessuno e solo una persona ho conosciuto che è capace di volare e parlarmi all'orecchio senza farsi vedere.

Reagisco piccata, e la reazione è comprensibile solo se si tiene conto che questa persona mi ha fatto passare ‘centomila inferni’, nei quindici anni precedenti. "Perché dovrei ucciderti? Ormai morirai di morte naturale."

Sentita la risposta, se n'è volato via.

Ma dunque egli pensava di farsi uccidere ecco il punto. Chiedeva a me di farlo. Avvertiva me che voleva farlo. Ecco come mi avvertiva che ciò che sarebbe successo, il suo omicidio, non era quello che sarebbe apparso.

 

Un altro elemento importante credo sia il fatto che la morte violenta, nella nostra cultura e quella indiana (cito quelle che conosco) sono considerate negativamente anche perché si ritiene che lo spirito non sale al cielo ma resta su questa terra.

Un' anima come quella del diavolo, cosi piena di odio, assetata di sangue, per la quale il delitto è una goduria, che avrebbe voluto continuare cosi per sempre, ha utilità nel programmare la propria morte violentissima, in modo da impedire l'abbandono del livello terreno.

 

Quando uscivamo insieme, una volta gli avevo chiesto (ma che domande facevo? il fatto è che lui sembrava sempre sapere tutto..) a che età sarebbe vissuto. E lui mi disse che sarebbe vissuto quasi fino a 100 anni, circondato da allieve devote che si sarebbero date il turno per curarlo ..

[Non ci crederete, ma ci rimasi male. Credevo di avere un posto speciale per luimie cure. E c’è da notare come non si accorgesse dei sentimenti altrui. Per il diavolo non era necessario tenerne conto. Tanto, coi suoi poteri, poi avrebbe fatto fare agli altri, con un trucco ‘magico’ o un altro (possessione, ipnosi.. per esempio), quello che voleva. ]

 

Dunque lui voleva vivere fino a 100 anni e ora invece la sua vita era un vero schifo e per di più rischiava di salire al cielo.

Si, credo che abbia deciso di farsi ammazzare per continuare a vivere la sua  vita di prima, senza dolori fisici e di nuovo potente. Lui non amava il suo corpo fisico. Come tutti quelli che fanno gite fuori del corpo, diceva che lui preferiva di gran lunga stare con lo spirito fuori del corpo.

 

Ecco diversi elementi che mi vengono in mente che fondano il mio sospetto che Junk si sia fatto uccidere di proposito.

 

Mi ricordo anche che il giorno della sua morte nel primo pomeriggio -che era anche l'ora in cui veniva ucciso - mi passò sul cuore, con un prelievo di energie più lieve del suo solito quotidiano. mi stupii.

avendo più energie, quella sera potevo uscire. andai in due diversi posti, con due amiche diverse, questo era raro per me.

Io la sera al massimo avevo la forza di lettere un libro, non di uscire.

e mentre facevo una telefonata alle sette di sera -e lui era morto- vidi la sua apparizione nella foggia di un vestito biancastro ed era in piedi a fianco a me che ero sdraiata e ricordo che gli dissi: "Visto che ormai non hai le forze per tormentarmi perché non la smetti e basta?"

 

Non avevo idea che fosse morto, ma forse il mio inconscio ha capito perché la mattina dopo ricevetti una telefonata da un'amica comune che mi chiese: "hai sentito che è successo?" ho riposto: "Cos’è, Junk è morto? " "E tu come lo sai?" "Pensavo solo che Junk avesse avuto una ricaduta" ho risposto.

 

Non sapevo ancora che fosse stato colpito da decine di coltellate. Che i muri erano imbrattati di sangue, che era stata una vera carneficina, che mi dissero durò molto a lungo.

 

Se avesse goduto del suo suicidio, se col suo potere avesse avuto la forza di dominare un uomo e gavottare sulla propria morte, come mai mi apparve cosi privo di energie?

 

Subito dopo aver saputo che si trattava di morte violenta, pensai che si era realizzata la mia previsione: un uomo non si era fatto fare a pezzi come me, aveva saputo difendersi. Si trattava di legittima difesa, certamente.

 

Ma ora chi mi impedisce di pensare che lui in tutti quei mesi abbia concentrato tutta la sua energia - che c'era, se lui mi è apparso chiarissimamente con un bel viso e lacrimante a teatro - per fare si che un uomo lo uccidesse?

forse le sue energie sono scemate dopo la morte. sono cose che non conosco esattamente.

Comunque fosse, l'assassino non aveva colpe. Invece fu arrestato subito dopo in stato confusionale, che pronunciava parole prive di senso.

Quanto meno pareva incapace di intendere e volere al momento del fatto. Ho sentito che è stato visto libero dopo pochi anni. Se è cosi, meno male!

 

Comunque mi chiedo se non sarebbe stato bene raccontare alla famiglia come le cose erano andate veramente. 

Come nei film in cui si confessano al prete cose che servano a fare giustizia, mi sarebbe piaciuto far sapere che si è trattato di legittima difesa e forse addirittura di un atto che è stato pilotato da un potente demone.

Dirò a un prete ciò che so, poi lui potrebbe fare ciò che vuole di ciò che gli dico.

Io quantomeno mi sono scaricata la coscienza.

 

Infatti se io andassi a titolo personale a parlare delle cose che ho detto, magari non potrei essere creduta, porrei essere presa per pazza, o mossa da motivi personali. Per un prete è diverso, lui sta svolgendo il suo compito.

 

 

 

Post scriptum.

In sintesi (che scrivo una o due giorni dopo) io ho due ipotesi su questo delitto:

1: un fatto assoluto di legittima difesa. J ha dato il tormento a quell'uomo che poi lo ha ucciso, e posso testimoniare che i tormenti che il diavolo da giustificano ( visto che non c'è modo ora di arrestare il mago nero, non ci sono modi riconosciuti di trovare prove ecc.) il dare la morte per legittima difesa. Io sono tutta a favore della libertà di chi si è solo difeso.

 

La seconda ipotesi è che J. abbia tormentato quell'uomo, anche tentandolo a ucciderlo. ha fatto in modo da aggiungere la sua forza a quella di chi lo ha ucciso, col fine di farsi uccidere. si tratta di dare la morte per legittima difesa anche col determinante consenso della vittima.

penso che questo uomo e sua madre, e tutta la sua famiglia debbano sapere come si sono svolte realmente le cose.

 

postato da: vivamerlin alle ore 16:08 | Permalink | commenti
categoria:prete, delitto, caso di coscienza, affidare il caso alla chiesa
venerdì, 31 luglio 2009

 

Parlo di un caso - che mi pare evidente -di possessione diabolica: i cani di razza non aggressiva che hanno ferito e ucciso, alcuni anni fa,  di cui i quotidiani parlarono per settimane. E a seguiti dei quali fu varata una legge che costringe i padroni di questi cani a far loro portare la museruola. Ho avuto un'esperienza personale in proposito di cui voglio parlare.

 

La possessione diabolica è l'unica spiegazione ragionevole per l'improvvisa ondata di cani di razza non aggressiva che attaccarono ferirono gravemente e anche uccisero persone, alcuni anni fa.

 

Gli attacchi durarono alcune settimane, se ne parò per qualche mese. Non avvennero mai contemporaneamente.

Cosi si può anche pensare che si sia trattato dello spirito di una sola persona viva, oppure di uno spirito di un morto, che era entrata dentro un cane o l'altro in tempi successivi.

 

Era estate, di alcuni anni fa. D'improvviso nei giornali si riportarono casi di cani che avevano attaccato umani. Uomini donne o bambini.

 

 

Nel giro di poco si fece una nuova legge per la quale i padroni di diverse razze di cani dovevano assicurarsi che avessero la museruola. Ci furono proteste, si osservava che i cani presi di mira dalla legge non erano di razze aggressive. Tuttavia, come mai avevano aggredito, si erano dimostrate aggressive?

 

Ora che alcuni anni sono passati non si è sentito più parlare di questa legge, i cani vanno senza museruola e tutto è tornato tranquillo.

 

Non mi risulta che qualcuno abbia osservato che la ragione di questa improvvisa ondata di violenza canina potesse essere dovuta a una possessione diabolica. Eppure quegli attacchi erano inspiegabili.

 

Io ho notato il fatto perché coincideva con una domanda che io da giorni prima che i fatti nefasti avvenissero mi facevo due domande:

Il mago che io ho conosciuto avrebbe avuto il coraggio di entrare dentro degli animali, in specifico un cane?

Dopotutto un animale può fare un certo ribrezzo. Sopratutto certi cani magari anche sporchi. Non credo che tutti saremmo disposti a entrare nel loro corpo. Si tratta di un contatto più che intimo.  Si tratta di entrare nelle viscere di un cane. Per esempio Robert Monroe racconta di essere atterrato per sbaglio nel corpo di un uomo e di esserne uscito subito, sentendo orrore. Lo posso capire.

 

 

Naturalmente ho letto quanto basta sulla magia per sapere che si racconta di maghi/streghe che diventano animali. Io escludo che il mago che ho conosciuto ne sia capace. So per ripetuta esperienza che può far vedere animali nei sogno, so che può apparire in forme diverse, seppure sempre non troppo complicate o con troppi colori. Dunque suppongo che possa anche fare credere, con qualche trucco, che si è trasformato in animale, sopratutto se chi guarda non sa che cosa avviene. Per esempio possono non sapere che un uomo può avere la capacità di uscire fuori dal corpo in spirito e entrare in quello di un altro. Cosi, se sentono un animale parlare con la voce di una certa persona possono pensare che ci sia solo una possibilità: che il mago sia in effetti diventato quell'animale. Ma mi appare evidente che una cosa è uscire fuori del corpo, che so assolutamente possibile, anche se io personalmente non lo so fare e non l'ho mai fatto. La domanda comunque mi restava: questo specifico uomo entrerebbe dentro un animale?

 

Altra domanda che mi ponevo era: un mago può, il mago che ho conosciuto io può far fare a un animale un gesto che un animale da solo non potrebbe fare, come per esempio aprire una porta?

 

Terza domanda: il mago che io ho conosciuto ha di fatto spinto un certo cane, a nome Fido, attraverso possessione, a uccidere?

 

 

Queste domande me le ponevo poiché stavo cercando di scrivere con accuratezza, i fatti relativi al mago che di solito chiamo Junk e anche "il diavolo".

 

Le domande in questione me le ero fatte, senza esito, qualche anno prima, a seguito di un accadimento specifico.

Ora che stavo scrivendo sui fatti di cui ero stata testimone mi facevo le stesse domande.

Ciò che era successo era questo.

Devo specificare, prima del racconto, che il periodo in cui accadde il fatto all'origine delle mie domande, era il periodo successivo al momento in cui io avevo finalmente capito che Junk era capace di compiere delitti gravissimi (per i quali do la mia comprensione a chi in passato abbia bruciato i vestiti dei maghi, bruciato i propri quando si è stati toccati dal diavolo, si sia cercato di rendere pubbliche tutte le loro vergogne, si siano tirati fuori i loro corpi dalle tombe per bruciarli, poiché si credeva che bruciando il corpo l'anima non sarebbe sopravissuta. Una mossa ragionevole, allora. E certo, se non sapevano in che altro modo fermare i loro delitti, si può capire come si potessero mettere al rogo anche vivi ).

Nel periodo in questione Junk usava farmi vedere volutamente che cosa era capace di fare.

Ma ecco il fatto. Un'amica mi aveva invitato ad andarla a trovare in campagna, dove si era trasferita.

Vidi un cane grosso e un poco vecchio, cui non ho dato alcuna attenzione. E un uccello dentro una grossa gabbia, che mi aveva fatto venire in mente un paese dove ero stata. Questi animali dal becco giallo, di prima mattina, mentre la gente giocava a tennis nel giardino pubblico, approfittando del momento relativamente fresco, razzolavano liberamente, senza alcuna paura, vicinissimi alle persone, stando letteralmente "tra i piedi".

Chiacchierando ci siamo allontanate dalla gabbia. Non si sentì alcun rumore, o un qualche abbaiare...la mia amica, Frieda, si allontanò per tornare dopo un attimo. Era scombussolata. Diceva che aveva trovato l'uccello ammazzato dal cane. Non andai a vedere. Frieda diceva che sempre aveva chiuso la porta della gabbia. Possibile che se la fosse dimenticata aperta? Di fatto io prima l'avevo vista chiusa, o cosi sembrava. Certo non mi ero posta il problema.

 

Visto l'episodio in rapporto al particolare periodo in cui Junk voleva farmi vedere di che era capace, non sarebbe stato strano che mi desse un ulteriore esempio, alla prima occasione, di ciò che era capace di fare. A lui peraltro fare il male era una cosa che gli piaceva in sé stessa, dunque avrebbe sempre potuto farlo , senza un motivo o un momento particolare.

 

Ora a distanza di anni, come dicevo, tornavo su quell'episodio. Senza trovare una risposta. Junk avrebbe potuto limitarsi a dire che era stato lui, quella volta. Ma io avrei potuto avere dubbi. Dopo tutto era un vanaglorioso, che usava mezzi fraudolenti. Mentire non era al di sopra delle sue facoltà. Dunque evidentemente ha voluto non lasciarmi alcun dubbio. Di colpo esattamente dopo le domande che facevo a me stessa, mi ha dato una risposta non di parole. Forse quella morte della Amina indiana non era stata provocata da lui, ma io sapevo che quello che io temevo lui lo poteva fare.

Inoltre, quello che voleva era dirmi: se tu indaghi su di me, ecco che cosa succede, per colpa tua guarda quanti delitti io compio. Se tu non ti occupassi di me, io non ci avrei pensato. Fu questo che fece già in altre occasioni.

 

Detto questo, tu che leggi puoi pensare che io mento su tutta la storia e che ho una fervida fantasia.

Ma, indipendentemente da ciò che io dico, di fatto a me pare evidente che in quelle settimane successero delle cose che erano inspiegabili. E che la risposta sociale a quei delitti fu del tutto inappropriata.

Se noi decidiamo di mettere la museruola a certi tipo di cane, possiamo però trovare che altri, di ogni tipo, possono diventare aggressivi e compiere delitti. Il problema del diavolo è trovare il tipo di cane che ancora non si sia costretti a portare la museruola.

 

C'è una risposta più logica del pensare a una possessione diabolica?

 

Tornando all'episodio, dato il fatto che non sono andata a vedere (evito sempre la vista del sangue) io non so se l'aggressione fosse evidente. Se Frieda, che ha visto da vicino l'uccello morto ha pensato che era stato il cane probabilmente, visto che è una persona accurata, ha visto del sangue. Altrimenti non si potrebbe pensare che il diavolo ha ucciso lui direttamente la maina indiana? Potrebbe farlo? A volte ho temuto che si. Mi pareva che mi tenesse il cuore tra due "dita" e che gli sarebbe bastato che le schioccasse perché morissi. (probabilmente non ne è capace, cosi di colpo, anche se è capace di ridurre il cuore in uno stato pessimo, con azioni successive e nel lungo periodo, quanto meno ).

La gabbia comunque era aperta. Dunque questo può comprovare che il cane ha aperto la gabbia. Il diavolo da solo, di questo sono sicura, non sarebbe stato capace di aprirla, dunque per aprirla deve essersi servito del cane.

 

Per quanto riguarda il modo in cui il diavolo muova un animale a uccidere, su questo posso dire la mia esperienza.  Se vuole, Junk produce dentro il corpo di qualcuno, standogli dentro, un fastidio davvero insopportabile, immaginate che qualcuno vi sfreghi dentro un mucchio di sterpi, una pianta spinosissima. E immaginate una voce che dice per esempio: “Uccidi, e ti lascio andare, sarà tutto finito..” Credo che la resistenza di un cane, o di un bambino sia meno grande di quella che avrebbe una persona adulta e controllata.

Io non ho fatto quanto richiesto, ma ho reagito come urlando come una ossessa… la persona cui urlavo, un familiare, era spaventata. Ma io non credo che Junk volesse veramente un omicidio nel mio caso. Forse voleva che io semplicemente facessi cose che mi rendevano odiosa in casa e nel vicinato. Le scene si ripetevano sempre uguali, alla stessa ora, credo per settimane.  Mi ricordo che una volta colpii la persona alla spalla con la sua ciabatta. Mi ripromisi di non ripetere più quell’azione.  E ci riuscii. Queste scene avvenivano sempre all’ora della siesta. E a quell’ora il diavolo J. era stravaccato a casa di sua madre dove sicuro aveva una stanza tutta per sé e poteva fare qualche giochetto alle spalle altrui. (Insomma il diavolo a quell’ora non aveva un alibi. )

 

Ma quando finirà questa storia?

Quando riusciremo a fermare i maghi e spiriti maligni, in modo più adeguato che nel passato?

 

Aggiungo che a quel tempo io non avevo difese, non ero consapevole di venire posseduta, non ero capace di trarre conseguenze dal fatto che ero in uno stato interiore completamente diverso da quelli che avevo conosciuto fino allora.

 

 

NOTA. A pensarci bene, mi viene in mente una motivazione per le scene di possessione agite da Junk a mio danno. La persona contro cui me la prendevo era “mia madre” e può darsi che la ragione degli attacchi fosse che mia madre aveva un giorno messo a nudo seppure con tono grazioso la stravaganza della mia relazione col diavolo. Stavo guardandomi in un grande specchio in bagno, già vestita, con la porta aperta, quando mia madre si sporge per dirmi cose per cui il diavolo deve essersi sentito scoperto, forse. Lei era andata alla porta a ritirare qualcosa che Junk portava, non ricordo cosa..  Evidentemente sapeva che io  a minuti uscivo con lui, stavo in effetti preparandomi. E lei mi dice, in modo leggero, in cui la critica non è evidente, passa tra le righe, diciamo.  Lei mi dice pressappoco cosi: “Vedendoti passare tutto il pomeriggio a farti bella, pensavo che tu avessi appuntamento con il principe azzurro. Ho visto salire per le scale un uomo anziano, grasso, coi capelli bianchi e anche pochi.”Era più che altro stupita. Non era una critica, era solo un’osservazione. C’è da dire che solitamente, quando mia madre esprimeva –molto raramente, devo dire -  qualche critica o anche antipatia verso un amico o fidanzato protestavo e difendevo vibratamente la persona criticata. Al contrario la critica di mia madre a Junk mi divertiva, ne ero sottilmente contenta. Mi tornava in mente con una certa soddisfazione. Il che mi prova che la relazione con lui era in certo modo fasulla, che io stavo in una situazione non autentica. Gioivo, era come una sottile vendetta contro quella persona con cui vivevo infelice, tanto infelice che a volte andavo a cena con lui come chi sta facendo un dovere (pur pagando io la sua cena). Inoltre si dava un sacco di arie. E questo poteva spiegare come mi divertisse sentire i commenti negativi sia da parte di mia madre sia di un’amica che, pur non sapendo che io avevo una relazione con Junk (io parlavo con lei della mia relazione con qualcuno, ma non rivelavo la sua identità, poiché Junk voleva che tenessi il segreto), diceva che Junk doveva essere proprio pessimo con le donne.  Riflettendo trovo ora un buon movente per Junk: farmi infuriare contro mia madre. Vendicarsi cosi di lei. Non ero io che mi arrabbiavo, ma lui dentro di me, che in persona fisica non avrebbe mai potuto farlo.

mercoledì, 29 luglio 2009

 Con "difese ambientali" intendo le difese anti-diavolo che non porto sul corpo ma che sistemo  a casa, o sul lavoro, attorno a me.

 

Per "diavolo" intendo ogni genere di anima, di vivo o morto, che possa essere su di te e che percepisci come negativa.

 

Tradizionalmente le difese consistevano in candele accese (la fiamma delle candele, che brucia le infestazioni) e il fumo dell' incenso, che avvolge le infestazioni. Se si tenggono le fineistre aperte, il fumo esce dalle finestre cosi portando via le infestazioni.

Io penso sia più praticabile ed efficace semplicemente tenere costantemente l'aria il piu possibile ventilata attorno a voi.  Si può accendere uno o piu ventilatori, orientandoli uno contro l'altro, ovvero tenerne solo uno con il flusso orientato contro una parete il più possibile vicino a voi. Tenere, secondo possibilità,  le finestre e/o porte aperte, in modo da assicurare un costante ricambio d'aria.

 

Un altro elemento importante che io uso sta nel mettere un telo di plastica morbida ad avvogere o comunque coprire bene il materasso. Sopra la plastica poni un coprimaterasso e poi fai il letto come di consueto.

il diavolo non passa la plastica. Nè lui, nè sostanze che possa portare con sè, come per esempio veleni o cattivi odori o che altro.

In questo modo si evita che il diavolo attacchi da sotto il letto e da dentro il materasso, eventualmente sistemando veleni lì dentro.

 

Se non volessi ricorrere alla plastica esiste una soluzione, ma molto piu costosa e anche scomoda. puoi farti costruire un letto di legno, con sopra uno strato di almeno tre centimetri di granito e sopra metter uno o piu strati di rame. (Il rame inoltre neutralizza in qulache misura la negatività del diavolo e in questo ha un vantaggio rispetto alla plastica).Poni sopra un coprimaterasso. Questo sistema evita che il diavolo si annidi in un materasso, che ha uno spessore che glielo permette.

 

Una difesa aggiuntiva che si può mettere per difendere il proprio letto dal diavolo sta nel disseminare delle punte direttamente sul tuo coprimaterasso, sotto il lenzuolo. Scegli punte di acciaio. (Nota 1).

 

Si tratta di punte non vive, che si possono ottenere semplicemente spuntando delle spille a balia dal lato dove la spilla si chiude. Una volta tagliata, si resta con l'insieme di due punte. diostribuisci un buono numero (decine ) di queste punte sul tuo coprimaterasso. si sa che lo spirito è una energia statica che si scarica con le punte. per tradizione si sono usati pugnali per colpire gli spiriti. si racconta che una volta colpito lo spirito si ferisce l'eventuale corpo della persona cui appartiene, se è un vivo (un "mago", che farebbe sempre meglio a telefonare, o scrivere una lettera, con cui possa essere chiaramente individuato, se fosse un essere decente ). Io non ho prove di questo, ma ho prova che incappare un una punta non è una esperienza piacevole per un demone. 

Ora non potrà più poggiarsi con comodità sul letto per colpire su questo o quel punto del corpo.

Certo potrà colpire poggiandosi sul corpo o cercando di entrare nel corpo, ma per quello ci sono le difese che si portano addosso, notte e giorno.

 

per difendere il mio sgabello di lavoro, che è imbottito, ho inserito delle spille da sarta, di acciaio. le inserisco fino in fondo, tanto da non vedersi, ma si sono rivelate efficaci. un luogo in meno dove il diavolo non si infila.

per terra sotto e davanti al mio sgabello ho messo un mucchio di calamite. anche le calamite on qulche forma disturbano queste presenze, poichè comunque vedo che proteggono, almeno in qualche misura.

 

 

 

 

Nota 1. Credo che la punta non viva sia riconosciuta come protettiva se si pensa che gli orecchini fissati alle orecchie attraverso un buco sono considerate tradizionalmente protettive. Ad essere protettivo è il metallo sottile che sporge dietro l'orecchia, che non è però una punta viva. Ho trovato diversi riferimenti, tra cui una testimonianza, a pagina 187 ("Riferiscce anche di avver indossato degli orecchini che al proteggevano dalla influenze negative...") del saggio di Mazzone, Marinella e Michele Vanetti: "Culture tradizonali e psichiatria: aspetti generali e considerazioni su alcuni casi clinici." in LA STREGA, IL TEOLOGO E LO SCENZIATO. Atti del convegno Magia stregoneria e superstizione in Europa e nella zona alpina Borgosesia, 1983, a cura di M. Cuccu e P.A. Rossi.

la prima volta in cui ho sentito parlare dle potere particolare degli orecchini è stato attraverso una giovane donna peruviana. lei parlava del fatto che nella sua cultura si ritiene particolarmente protettivo l'acciaio, sopratutto gli orecchini.

Mettendo insieme il tutto possiamo pensare utile di appendere al buco delle orecchie un qualche orecchino con una o due punte, che non sono vive, ma comunque molto sottili. Devo dire che sopratutto provenineti dall'a,merica latina si trovano in vendita collane con punte lunghe un centimetro, la cui punto non è cosi viva come un ago, e tuttavia funzionano.

di recente, prima di mettere insieme tutto questo, mi sono fatta appesa all'orecchio, che ho fatto bucare prima di conoscere il diavolo, con un piercing sottile abbastanza da poter essere fissato. é di acciaio e ha due punte, una per parte. da ogni aprte la punta viene avvitata. mi sembra che funzioni a protezione, ma certo sempre nell'ambito di quel punto in cui è fissata e i suoi dintorni, ma non mi sembra che protegga tutta la testa e il collo.  Il diavolo si ingengnerà di non venire a contatto con quella punta, e dunque si terrà a qualche distanza. se attaccate, si può provare a muovere la testa, in modo da scuotere chi ci attacca, e magari farlo toccare alla nostra punta. Si può anche portarsi dietro una punta di una o due centimetri (meglio di due, credo) e colpire sul punto in cui ci si sente attaccati.

Ho letto molte testimonianze in libri relativi alla caccia alle streghe.

In un libro (di C. W. Leadbeater dal titolo: Il piano astrale. Suo aspetto, suoi abitanti e fenomeni parapsicologici. Editrice Libraria "Sirio", Trieste 1988. prima edizione 1896) ho trovato quando segue (a pagina 129):

 

Ripercussione: Il principio della vibrazione simpatica descritta più su fornisce anche la spiegazione di un fenomeno strasno e poco conosciuto, chiamato ripercussione, per il quale ogni lesione arrecata o qualsiasi segno fatto al corpo astrasle materializzato, nel corso delle sue peregrinazioni, si produrrà nel corpo fisico corrispondente. ne troviamo tracce in alcune delle prove ammesse nei processi di stregoneria nel Medioevo, in cui non di rado si afferma che qualche ferita inferta alla strega, quando questa aveva assunto la forma di un cane o di un lupo, appariva poi sulla parte corrispondente del suo corpo umano.

 

 

Personalmente credo che semplicemente la punta scarichi energie, in misura più o meno grande, come fa il parafulmine col fulmine. (Di questo ho parlato in apposito post). Una volta mi è parso che lo spirito del diavolo con cui io ho a che fare, che allora era ancora un uomo, si sia abbattuto su un mucchio di chiodi che io avevo messo, con le punte in fuori a corolla, come fossero gambi di fiori, su vari punti della mia stanza, in tazze.

mi è parso provato, come se avesse perso tutta l'energia, ma non ho potuto verificare che cosa fosse successo al suo corpo fisico. So che non morì. E continuò in seguito -non so quanto tempo dopo, forse solo ore - ad attaccarmi ferocemente.

 

 

C. W. Leadbeater Il piano astrale. Suo aspetto, suoi abitanti e fenomeni parapsicologici. Editrice Libraria "Sirio", Trieste 1988.

prima edizione 1896)

           

A pagina 129:

 

Ripercussione: Il principio della vibrazione simpatica descritta più su fornisce anche la spiegazione di un fenomeno strasno e poco conosciuto, chiamato ripercussione, per il quale ogni lesione arrecata o qualsiasi segno fatto al corpo astrasle materializzato, nel corso delle sue peregrinazioni, si produrrà nel corpo fisico corrispondente. Ne troviamo tracce in alcune delle prove ammesse nei processi di stregoneria nel Medioevo, in cui non di rado si afferma che qualche ferita inferta alla strega, quando questa aveva assunto la forma di un cane o di un lupo, appariva poi sulla parte corrispondente del suo corpo umano.