giovedì, 28 maggio 2009

In questo blog descrivo misure capaci di diminuire in misura assai consistente i danni prodotti dal diavolo a livello fisico/psichico. La ricerca è andata avanti e sono orgogliosa   dei progressi compiuti. Ci sono novità assolute sia nell’uso delle punte – ho inventato un ciondolo che punge il diavolo ma è inoffensivo per noi -, sia del balsamo di tigre sia di quello dell’aglio. Ho introdotto poi una piastra portatile di acciaio chirurgico antiodore che si è rivelata di grande importanza come difesa.

 

Dopo quasi un anno e mezzo sono tornata ad aprire il blog e forse non sarei tornata se non avessi raggiunto importantissimi miglioramenti nelle misure contro spiriti maligni eccetera. 

Rido per i commenti che avete fatto sul mio blog e altrove.. Mi riempie di felicità scoprire quante risate vi ho fatto fare… prima o poi mi darete fiducia. 

Ho il dovuto entusiasmo per scrivere un post con l’insieme delle difese rivedute e corrette. Certe sono sostanzialmente nuovo (la piastrina di acciaio ), per certe ho aumentato magari la quantità (punte: e qui ho avuto un piccolo colpo di genio…), per certe ho trovato una applicazione in più… e di certe ho solo scoperto l’importanza decisiva (l’olio di tigre e altri prodotti a base di canfora).

 

Il pudore mi impedirebbe di dire che ho molto pregato in certi momenti perché la mia ricerca andasse avanti. Ma sarei vigliacca se non lo dicessi: ho pregato la Madonna in particolare e suo figlio. Trovo conforto e aiuto nel pensare a loro. La ricerca è andata avanti in misura sorprendente. Anche se non è finita.

 

DUNQUE VI INVITO A PROVARE le contro-misure E RACCONTARE GLI EFFETTI, NON IMPORTA SE SIATE O NO TORMENTATI DAL “MALIGNO”. Che può avere un aspetto qualunque..

Dunque comincio.

 

Si tratta di tutte le difese che io uso al momento. Tutte sono necessarie, cosicché posso raccontarle in qualunque ordine.

 

 

1. PIASTRE DI ACCIAIO CHIRURGICO

 

Piastre di acciaio chirurgico per coprire ciascuno i punti più importanti del corpo. Io ho visto per caso in vendita delle piastre DI ACCIAIO made in China che sono vendute come “saponi anti-odore”. Sulla confezione che le avvolge sta scritto: Odor remover. (Costo: io le ho comperato per quasi sette euro l’una. Vi prego di escludere che io cerchi di fare pubblicità alle suddette piastre). Non mi è capitato di vedere altre piastre DI ACCIAIO vendute in giro –non ho neppure idea di come cercarle, esattamente - e dunque ho provato queste. Vanno appese o fissate in qualche modo a coprire punti  determinanti. IL CUORE, IL BACINO A SINISTRA DELL’OMBELICO SONO I PUNTI PIÙ ESSENZIALI.

Dissolvono l’infestazione di cui il diavolo può essere carico (se fuori non piove o è vento), impediscono che il diavolo entri con forza in quei punti. (I maghi stessi si servono di piastre di acciaio o di ferro per proteggersi dei “colpi di ritorno” .. Suppongo di un altro mago che gli renda la pariglia. Io non ho mai visto partire da me alcun “colpo di ritorno” !).  Mi è parso che renda più difficile al diavolo scovarci, scoprire la posizione dove stiamo (a meno che naturalmente non stiamo in casa o posti dove stiamo di fisso ...)

Sono abbastanza portatili: otto centimetri di lunghezza, quattro di larghezza e due millimetri di altezza. Andando in giro è difficile portarne addosso altre. Ma ricordatevi che al soldato medievale  andava molto peggio …

Prima di dormire invece ne fosso altre, praticamente una la fisso vicino al collo per proteggere la testa, una alla cintura , una la fisso addirittura fuori dal pigiama, proprio sul cavallo dei pantaloni. (Non crediate che vi voglio far ridere apposta..). Insomma usa la tua creatività. Chi più ne ha più ne metta..

Come fissare addosso le piastre? Io le fisso tutte e due agli indumenti intimi con delle calamite. Quella sul cuore la tengo anche appesa al collo con un filo rosso (oltre che fissata al reggiseno con calamite).

Ricordiamoci che queste piastre hanno un buco da un estremità e questo può servire a cucirle in un punto degli indumenti. Certo è pesante, non è come fissare un bottone..

 

L’uso di queste due piastre ha un’estrema importanza.

 

ATTENZIONE: l’uso delle calamite può avere controindicazioni serie, soprattutto a chi ha problemi di cuore o ha subito operazioni. So che in questi casi è totalmente da escludere. Inoltre ho l’impressione che faccia salire il battito del cuore, il che non a tutti fa bene. (Io ho la pressione bassissima). Dunque prima di usarle informatevi per bene. Io cercherò anche di farlo, e vi informerò.

 

 

 

2. CALAMITE.

 

 

Sto parlando di coppie di calamite che si possono fissare su qualunque punto degli indumenti intimi.

Io ne ho limitato molto il loro numero, per evitare che il lavoro per metterle e toglierle fosse ridotto al massimo. Che si evitasse quel continuo attirarsi delle calamite tra un punto e l’altro, che ovviamente dava fastidio, non escluso qualche livido quando le calamite attraendosi con forza sbattono le une contro le altre. Cosa che porta anche alla loro rottura e dunque a doverle rimpiazzare.

 

Attenti dunque a maneggiarle con cura, a tenerle ben distanziate. Ad avvicinarle con calma una all’altra, tenendole stabilmente con le mani. Quando si avvicinano tendono a roteare per disporsi l’una sopra l’altra. Assecondate il movimento con grazia. Per staccarle l’una dall’altra fatele scivolare, non cercate di sollevarle l’una dall’altra come su l’una fosse il coperchio dell’altra. Nella pratica si impara. 

 

Ne ho parlato molte volte, non sono diverse da quelle precedentemente descritte, solo il loro numero è inferiore, e semmai aumento la forza di ogni singolo punto calamitato aumentando il numero di calamite, che si sovrappongono naturalmente alle altre. A volte mi capita, in punti che lo permettono, di usarne tre per lato, dunque sei per ogni punto. Sul cuore a volte mi sono trovata con queste piccole pilette di calamite.

 

Dove e come comperarle? Cliccando su magnets, in Internet se ne trovano. Devono essere comperate preferibilmente senza supporto, poiché nude occupano meno spazio, si vedono meno. Peraltro avere un supporto –che è isolante in qualche modo, essendo per esempio di legno o plastica - significa impedire che per esempio passando vicino a del ferro – la sedia della biblioteca o del bar o il sedile dell’autobus .. - la nostra maglietta scatti con le sue calamite e vi si attacchi… con il relativo piccolo rumore e il nostro cauto sforzo per staccarle… La gente in realtà in generale non ci fa assolutamente caso.

 

Io  a lungo comperavo delle calamite che si vendono per appendere le tende. Dunque le trovavo nei mercati rionali e nei negozi di ferramenta. Ora ho trovato una donna che le tiene nella sua bancarella senza supporto, e naturalmente costano molto meno.

 

Più sono piatte e meglio è. Non devono essere troppo piccole.. Devono essere circolari. Che forza devono avere? Ho scelto, come prima, quelle che hanno la forza di tenere sollevati  circa 100 grammi di ferro. Sono forti ma non troppo. Si rischia qualche livido, se non si sta attenti, ma non più di questo.

 

ATTENZIONE: Non datele ai bambini! Non sono giocattoli. POSSONO COSTITUIRE UN PERICOLO.  

 

Ora posso dire dove fisso io i punti calamitati.

 

In cima alla testa o verso la fronte se avete capelli forti potete fissare un punto calamitato. O metterlo in un copricapo.

 

A uno o ai due lati del collo sarebbero appropriati a protezione del collo e della testa.

 

All’altezza del cuore ho finito per metterne 5 (cinque) distribuendole per tutta la circonferenza del busto. Dipende da quanto larga è detta circonferenza perché si possa diminuire il numero di gruppi calamitati o addirittura, se siete molto robusti, aumentarli.

Io ne metto uno sul cuore, forse un poco più a sinistra. Poi due sotto le ascelle, e due dietro sulla schiena, ai lati della spina dorsale, lontani abbastanza tra di loro da non attrarsi.

 

La cintura alla vita la porto solo la notte. Fisso 4 punti calamitati, due davanti e due dietro. cerco di fare si che non si attirino con quelle che ho fissato sopra, sul reggiseno. cosi in generale fisso quelle sul reggiseno in alto. Se vedo che si attirano ancora cerco di portare ancora di più verso l’alto le calamite sul reggiseno.

 

Ora le mutande. Fisso solo tre punti calamitati. Uno sta sul bacino. È all’altezza dell’ombelico, ma oltre l’ombelico stesso, alla sua sinistra.

Del resto è li che ho fissato il punto dove mettere la piastra di acciaio. Questo punto è derivato dalla crescita della mia conoscenza, a seguito della lettura del libro “El fantasma de los vivos” del ricercatore H. Durville, dove si sostiene che le persone che mandano il loro spirito fuori del corpo lo mandano in quel punto. Tutto questo mi ha fatto dare un senso a una cosa che non riuscivo a spiegarmi: da quando il diavolo ce l’ha con me, mi ha sempre massacrato in quel punto. Ho punti rossi frutto di colpi  di “ago” – l’anima del diavolo che si assottiglia tanto da pungere come fosse quasi un vero ago …- e avuto dei dolori che mi costringevano a letto per ore. [Una delle difese che mi diedero sollievo in passato fu bere molta acqua calda bollita per 15 minuti e tenuta nel termos. Di questo ho parlato nel blog ]. Ora ho capito che ciò che il diavolo colpisce in quel punto è l’anima della persona. Colpendo l’anima, colpisce la persona nel modo più completo.

Dunque ora piuttosto che mettere genericamente le difese sull’ombelico le metto spostate più a sinistra. E il vantaggio l’ho visto. Il porre l’acciaio sopra quel punto ha costituito un vero progresso nelle difese.

 

Il secondo punto calamitato sta a difesa dell’osso sacro. Una difesa in più nello stesso punto che viene difeso dalla supposta d’aglio.

Il punto calamitato si mette dietro, al lato della spina dorsale dal lato destro, non molto lontano dall’osso sacro. Non deve importunarlo, ma stare vicino.

Il terzo punto rafforza il lato in cui sta l’anima (o dove l’anima comincia), ma dietro. E lo metto in quell’incavo che sta nei glutei, ai lati, ma lo metto solo dal lato sinistro. Lontano abbastanza fa ciascuno dei due altri punti calamitati e anche dalle calamite poste sulla cintura.

 

Un punto calamitato sul cavallo dei pantaloni è a rischio di “attacco” da parte delle altre calamite.

 

Sulle gambe ho messo un solo punto calamitato dietro un solo ginocchio, e con i supporti di legno in modo che non vadano a attaccarsi in giro.. 

Sui piedi e le caviglie a volte è necessario fare un notevole sforzo.

Se si è scoperti sul cuore o il bacino, l’osso sacro, il diavolo si accontenta di colpire quelli. Se difendo questi punti chiave allora cerca altri punti da attaccare. Cosi che si possono sentire crampi insoliti nei posti più insoliti.

In linea generale io ultimamente indosso cavigliere e mezze calze, dove metto alcuni punti calamitati. Cerco anche di usare supporti isolanti (come prima accennato) per evitare che vadano a sbattere le calamite di un piede contro quello dell’altro..

 

Di notte cerco di mantenere le mani  in guanti. Dentro questi guanti che sono semplicemente come sacchetti di materiale sintetico, ma morbidi e comodi, metto un gruppo calamitato per guanto. Metto il gruppo dentro il guanto, attaccato tra il posto per il pollice e il resto del guanto. Cosi che non si attacca con forza all’altro guanto, se le mani si toccano.

 

Per ciò che mi riguarda, ho notato che un punto è maggiormente difeso se aggiungo calamite in un punto. Invece delle due calamite esenziali a formare un punto, se ne aggiungo anche solo una in più dal lato della pelle, la mia difesa sembra essere più efficace.

 

 

PUNTE ! Mia creazione fatelo-da-te: ciondoli a due punte ricavati da spille a balia.

 

Ho messo a punto, ideato un ciondolo a due punte che chiunque può costruire. Il vantaggio di questo ciondolo è che può essere appeso in ogni parte del corpo ed essere del tutto innocuo per chi lo indossa. Il vantaggio è che il diavolo che si avvicina alla pelle può essere punto e perdere le sue energie. Una cosa che aborrisce.

 

L’effetto delle punte è di rendere il diavolo molto attento a dove mette i “piedi”. Anche, se si trova dentro il corpo, non può più sgomitare a destra e a manca, ma deve essere delicato, poiché se cozza contro una punta, mentre sgomita appunto perde le forze, è come se venisse ferito. Dunque fa diventare il diavolo più delicato.

 

Come fare se si sente che il diavolo è dentro il nostro corpo?  Ecco cosa si può tentare di fare sapendo che abbiamo sulla pelle le punte: cercare di farcelo finire contro. Come? Muovendoci in ogni modo, rotolandoci sul letto, cosi che lui sia a sua volta sbattuto, scosso, e fatto cadere sulle punte. Credo che serva.

 

Possiamo anche battere come fossimo un tamburo, ritmicamente, con le mani, sulle parti infastidite.

 

Ma come si fa a fare il ciondolo?

Occorre avere spille a balia. Che siano di acciaio. Che siano di acciaio perché se fossero di ferro verrebbero a fissarsi sulla prima calamita che incontrassero, e questo non le farebbe più muovere liberamente.

 

E che siano del tipo che ha un piccolo cerchietto da una estremità. Insomma un buchetto che è necessario per passare il filo per appendere.

Ancora: si comperano due spille a balia di una certa lunghezza. Tagliata la parte della chiusura, la punta che si ottiene deve essere lunga almeno un centimetro.

Dunque ecco l’idea. Si spunta la spilla. Si taglia via il pezzo che forma la chiusura, e poi si spunta anche l’altro lato, il limite della punta viva, che a me comunque fa paura. Ora abbiamo un ciondolo: ci sono due punte e un buchetto da cui possiamo passare un sottile cordino.

Per essere innocuo per noi, il ciondolo deve appunto ciondolare, essere appeso in modo che si muova liberamente, che spontaneamente modifichi la  sua posizione quando trova un ostacolo. Dunque dobbiamo farla pendere almeno di alcuni centimetri da un punto della stoffa.

Siamo all’ultimo problema: come fissare sulla stoffa, sull’indumento stabilito, il ciondolo a due punte? Semplice:  cuciamo il filo lungo abbastanza da lasciar pendere il ciondolo di alcuni centimetri.

Oppure, per i pigri e per i primi tentativi: appendere il filo a un’altra spilla a balia, che può essere –anzi è preferibile che sia – piuttosto piccola. Serve solo ad ancorare il ciondolo. si passa il filo nel cerchietto della seconda spilla, quella piccola e intatta, si chiude il cordino o grosso filo, con un nodo, e abbiamo due punte. Possiamo addobbare indumenti intimi o pigiami con quante punte vogliamo. Io comunque evito di fissarle in punti che abbiano il minimo rischio di toccare gli occhi, la spina dorsale…

 

Naturalmente si usano altre punte a difesa personale, come in particolare le collane a punte, solitamente provenienti da paesi sudamericani Comunque ho trovato una collana che ha tre punte di cui una di due centimetri e mezzo di lunghezza e mezzo centimetro di diametro alla base.

Sono molto utili. Io le uso sia al collo, il che ci assicura che se il diavolo ci attacca, dovuto alla collana non ci attacca sul punto della collana ma sopra o sotto la collana. Ammetterete che è già qualcosa!

Devo a queste collane l’idea di come si costruisce una punta che può stare innocuamente appesa al corpo. Queste punte ruotano intorno al filo della collana liberamente. Non pungono  mai la persona.

Una loro particolarità  è che hanno spesso particolari di ferro, il che le rende un poco inadatte a stare vicino a calamite. per questo evito di mettere calamite sul collo, quando le indosso.

 

Cercherò al più presto di inserire foto di queste collane. Di fatto ne ho diverse.

 

 

AGLIO IN QUATTRO MODI! Una novità di fondamentale importanza.

 

 

CREDETEMI, CI HO PROVATO A RESTARE SENZA L’UNO O L’ALTRO modo d’uso dell’aglio, MA TUTTI e quattro sono importanti: la difesa è migliore, vi sentirete meglio quando li usate tutti. 

Comincio da quello che ho aggiungo ora. si tratta di un infuso di aglio. la sera mettete dentro un bicchiere d’acqua degli picchi d’aglio tagliati a fettine sottili. Al mattino scolate l’aglio e buttatelo. Ora aggiungete all’acqua il succo di un intero limone. poi se volete diluitelo con altra acqua, aggiungete un poco di miele o del succo di frutta. Lo scopo è renderlo gradevole tanto che lo beviate. Se è troppo concentrato magari non riuscite a berlo.

L’effetto positivo di questo modo d’uso è che velocemente si distribuisce nel corpo. L’effetto su di me è che dopo aver assunto questo infuso ho sentito molto di meno la presenza del diavolo dentro il corpo, magari concentrata in un organo. Non era piacevole e sentivo dolore, come se la parte fosse malata. Ora sento molto meno questa presenza e dunque l’infuso d’aglio è entrato di diritto nell’insieme delle contro-misure. Se prima il diavolo, anche essendo coperta, diciamo, di punte, si asserragliava in un organo, be' ora non lo fa.

 

 

E naturalmente la difesa sempre molto importante, che salva il nostro senso dell’equilibrio e la nostra energia sessuale ed è lo spicchio d’aglio come supposta. (Io ritengo che se avessi sempre usato questo metodo ora andrei ancora in bicicletta. Invece non vado perché il mio senso dell’equilibrio è stato cosi compromesso dal vampirismo selvaggio del mago/diavolo che le poche volte che ho inforcato la bicicletta sono caduta. E dire che una volta andavo normalmente in bicicletta da Berkeley a chissà dove…

Logicamente occorre mettere al supposta sempre prima di andare a dormire, poiché è nella notte che gli spiriti si infilano a dormire nei corpi dei vivi (come dice, se non erro, l' enciclopedia britannica.. ma controllo..) e si nutrono delle loro energie. Questo spicchio dice loro di andarsene.

 

Anche dopo pranzo se si dorme non è affatto una cattiva idea mettere una supposta. Fra l’altro questo è un uso che non da odore.

 

 

Sulla quantità da usare non so precisamente.

Comunque mai ho letto di una cura di aglio che superi l’uso di una testa al giorno, perciò direi che questo deve essere il nostro limite massimo, mettendo insieme i diversi sistemi. Personalmente mi sembra di consumarne in totale forse mezza testa al giorno.

Cioè più spicchi per l’infuso –in quantità variabile, dipendendo anche dalla voglia che ho di tagliare le fettine-, due spicchi piccoli da tenere in bocca tra denti e guancia, uno almeno prima di dormire da mangiare col cibo o semplicemente facendolo a pezzi coi denti e buttandolo giù con un po’ d’acqua.

Secondo me l’infuso d’aglio può permettere un consumo di diversi spicchi di aglio, essendo, se l’infuso viene diluito, abbastanza leggero da sopportare. Credo anche che lasci meno odore.

mentre mangiare più di uno o due spicchio di aglio al giorno mi pare sia troppo pesante.  Penso sufficiente mangiare uno spicchio prima della pennichella pomeridiana, magari più piccolo, e uno più grande la sera , prima di dormire. In ogni caso è necessario prenderlo prima di dormire la sera.

 

Come cavarsela con l’odore? Bevendo Yogurt.

Se interessa posso fornire una ricetta facilissima per farlo in casa, servendosi solo di un po’ di yogurt Yomo, che ritengo il migliore per lo scopo, e del latte intero. È ottimo e si risparmia denaro.

non dimenticate, insieme all'aglio, l'importanza che hanno anche la cipolla e l'aceto crudo.

 

 

       Olio di tigre, balsamo di tigre e altri composti scotta-diavolo!

 

Il balsamo di tigre anche in minima quantità allontanata immediatamente la presenza del diavolo. Cosi fanno anche altri liquidi. L’olio di tigre, l’Essential embrocation.. tutti composti a base di canfora… che tradizionalmente è considerata difensiva rispetto al diavolo.

 

Mi è sembrato che questi liquidi abbiano l’effetto di impedire che il diavolo si avvicini e si appoggi o entri nel corpo.

 

Quando siamo in difficoltà perché c’è un punto del corpo che le altre difese non riescono a proteggere, la soluzione è sicuramente di massaggiare la parte con un po’ di olio o balsamo elencati prima. Può servire anche un liquido antizanzara …

 

Ma attenzione a non avvicinare questi composti agli occhi o alle narici  … avvicinare la mano in cui avevo messo dell’antizanzara mi ha fatto l’occhio molto rosso. Sono andata al pronto soccorso. Tuttavia è poi passato tutto in qualche giorno, senza l’aiuto di alcun collirio.

 

Si potrebbero anche distribuire minuscole quantità di questi liquidi - o di spray venduti per purificare l’ambiente - sul letto prima di dormire, sulle coperte o anche lenzuola. Io non li amo molto, ma il loro valore protettivo è indiscutibile..

Bisogna solo sapere se possono costituire un pericolo per la nostra salute.

 

Per ciò che riguarda il balsamo di tigre - che io preferisco perché è forse più persistente degli altri e perché non temo che si rompa come può succedere con una bottiglietta di vetro che contiene un liquido – e altri di questi composti, parrebbe che non si debba eccedere.

 

Si possono annusare, passare sui vestiti (dove non si possano macchiare, ovvio) e sulla pelle. Anche sui capelli, che però poi appaiono untuosi ..

 

Si può passarne un poco in cima alla fronte, sotto l’occhio sinistro, sotto le narici –senza assolutamente toccare le narici stesse – dietro le orecchie e in generale usarlo come profumo. Nei punti dove duole.

Occorre però variare, anche di poco, il punto di pelle su cui si applicano.

 

Comunque è assolutamente necessario portare una confezione sempre con sé e usarli al più presto quando ci si sente anche solo stanchi o infelici. Molte volte mi sono sentita meglio all’istante. E questo mi ha fatto inserire questi liquidi tra le difese maggiori.

 

Ecco i componenti dell'olio di tigre/Tiger Oil: Methylis Salicylas, Turpentine Oil, Eucalyptus Oil, Clove Oil, Cinnamon Oil, Thymol , Camphor.

L'olio di tigre è proibito per le donne incinte.

Si usa solo esternamente.

Non usare il prodotto sulle mucose, per esempio occhi, cavità orale, sulla pelle escoriata, o un punto infetto.

Ci sono molte altre indicazioni e raccomandazioni denro la confezione che dovete leggere con cura.

 

 

Non ho parlato dell’uso del ventilatore -ventilare l'aria - e della plastica - che è l'unico materiale che non può esere attraversato dal diavolo - di cui parlo in altri blog, ma resta invariata la loro importanza. ne ho parlato in diversi post. ne parlerò ancora in un posto sulle difese ambientali, che prensentano alcune positive novità.

Non ho usato le pillole tibetane e la piramide, ma non vanno dimenticati nel panorama di cio che serve.

 

Ci sono direzioni di ricerca che in questo periodo ho temporaneamente messo da parte: il complesso piia da nove volt - calamita, oppure anche i tessuti a fibra di carbonio. 

Ho cercato di pensare come costruire un angolo protetto, ma non ho fatto sufficienti progressi per poterne parlare.

Nota: Durante la mia lunga assenza ho ricevuto mesaggi di persone in pericolo, di persone che mi prendevano in giro, ma nessuno che dicesse. Ho provato! Bene provate. Anche se il diavolo non fosse su di voi, cosa che mi auguro, la cosa sarebbe utile per la ricerca.

 

mercoledì, 27 maggio 2009

A distanza di tempo rifletto sul perché il mago Junk abbia fatto apparire figure ( apparizioni ) che evocano il diavolo cosi come lo vediamo nelle rappresentazioni dell’arte. Certamente queste figure simboleggiano la cattiveria del diavolo, ma non sono il suo aspetto naturale. ( Dell'aspetto naturale del diavolo ho parlato in un recente post. )

 

Credo di avere già accennato a queste apparizioni.

Nella mia vita le apparizioni fecero la loro comparsa solo a 38 anni con la faccia del mago. Mi dava un consiglio.

La seconda, credo qualche anno dopo, fu quella del diavolo.

Mesi dopo vidi in un lampo la faccia stravolta di una strega nella quale era riconoscibile una donna conosciuta sia da me che dal mago. 

Solo nel tempo ho capito che la faccia del diavolo o della strega o di qualunque altra cosa mi apparisse era sempre formata dallo stesso spirito del mago, che aveva l’abilità di apparire nella foggia che voleva. Per esempio una volta apparve in forma di un paio di grosse labbra che si muovono nello spazio mentre si sente la sua voce arrabbiata.. una volta fu il viso di mia nonna novantenne che mai era apparsa prima, anche quando vivevamo distanti ed era stata molto preoccupata per me, e ora invece mi appariva senza alcuna ragione, mentre lei in corpo fisico era sveglia e distante di pochi metri!

 

La seconda apparizione della mia vita accadde quando appunto mi apparve l’immagine di un teschio con barbetta e occhi vibranti dentro il viso di un giovane uomo , che in quel momento si trovava a pochi passi da me. Eravamo in piedi tutti e due in cucina, in mezzo ad altra gente.

Un momento prima dell’apparizione ricordo chiaramente che avevo visto il mago Junk entrare dalla porta d’ingresso, vedere la scena che si svolgeva in cucina e passare oltre. Stava entrando in una stanza tranquilla dove si poteva rilassare e dunque poi concentrarsi per apparire ..

 

 

Dopo quell’episodio io non frequentai più il giovane uomo, chiamiamolo Angel. Ora lo trovavo antipatico.

Non sapevo come mai io avessi visto quella cosa. Non ne parlai mai a nessuno. Pochi mesi dopo, vedi le coincidenze, uscivo con il diavolo Junk.

Non ripercorro tutti gli elementi, ma il senso nel tempo mi è apparso chiaro. Junk aveva adocchiato da anni una preda: me! E lavorava su quello. (Per esempio apparire per darmi un consiglio era stato un modo per entrare nella mai immaginazione). Ora vedeva in Angel un uomo molto più giovane e bello di lui, con cui lui anziano con pochi capelli e bellezza tipo statua di Botero, non pensava di poter competere. Negli ultimi tempi Angel e io eravamo andati in giro insieme un paio di volte.

Ecco perché Junk si liberò di un tenuto rivale. Non ho dubbi su questo.

Io non ricordo di aver sentito parole estranee che mi suggerissero l’interpretazione che era meglio evitare Angel.

Ma prima della apparizione dell’immagine del diavolo - e io non ero consapevole che una cosa è l’immagine del diavolo e un’altra cosa il diavolo stesso – avevo l’impressione che Angel mi infastidisse, che mi stesse troppo vicino, come se si prendesse troppa confidenza.

Anche  a questo livello Junk fu attivo, nel manipolare le mie percezioni. E magari anche quelle di Angel, cosi che comportamenti ed emozioni venivano stravolte.

Cosi l’apparizione del diavolo pareva rendere manifesta una impressione negativa che negli ultimi giorni si era formata in me.  Che questo mago fosse un diavolo che mette zizzania era vero. Creava dissidi dal nulla.

Ma quell' interpretazione dell’ apparizione era completamente sbagliata. Se Angel fosse stato il diavolo non avrebbe avuto motivi di formare un’immagine di diavolo in sé,   per di più in presenza di una donna che gli interessava. Comunque, è importante puntualizzarlo, io non ho mai detto una parola contro Angel, eccetto che mi era divenuto antipatico. Non ero del resto sicura che la visione/apparizione fosse opera del mio inconscio. Non avendo dimestichezza con la materia tutto era incerto e giustamente non feci parola con nessuno. 

 

Passo alla seconda apparizione del diavolo, anche più inquietante. E qui uno scheletro marrone scuro intero si staccava da Junk a partire dai suoi piedi per scomparire dalla finestra. 

Ne ho parlato in questo blog ma di recente ho fatto alcune ulteriori riflessioni su quell’episodio.

Quella sera stavamo chiacchierando tranquillamente quando, entrato nella mia stanza con me si buttò sul mio letto con l’aria di dire: “lasciami da solo”, ma senza dire in effetti neanche una parola.

Andai in cucina per qualche momento, poi mi chiesi: “che fa quest’uomo?” Non telefonava, non aveva cellulare, non era stanco e non aveva dato giustificazione per il suo comportamento.

Ho già raccontato di come lo vidi con la fronte luminosissima, la testa sporgente fuori del bordo del letto, che sembrava parlare, ma senza aprire bocca, con grande intensità. Un'intensità più grande, molto più grande di quando lui parlava, con me o con chiunque. Lo conoscevo ormai da molti anni e mai avevo visto una cosa cosi. Sembrava che lo sforzo di comunicare lo sottoponesse a uno sforzo molto grande. Ma nessuno era presente. Di fatto la sua faccia era rivolta verso il muro. Oltre il quale c’è la strada.

Pensai: “Quest’uomo è un diavolo”. Credo che anche nel Medioevo avrebbero pensato cosi: ma voi che spiegazione avreste dato?

Invece di uscire mi sedetti nella poltrona che stava a mezzo metro dal letto. Da li, guardavo lui, ma non vedevo più il viso, rivolto verso il muro di fronte.

Io credo che concentrato come era nella conversazione con chissà chi, non si rese conto della mia presenza. Comunque deve essersi seccato parecchio. Come avevo osato disobbedirgli e entrare nella stanza?  Quello che ricordo è che sentii un grande odio formarsi attorno al suo bacino. Fu allora che mi alzai e presi il bastone di mio nonno, e con quello in mano mi sedetti di nuovo. E ricordo che tenevo il bastone alle due estremità. Per difesa. Mio nonno era la persona migliore della mia famiglia.

Junk si alzò, sempre col suddetto odio, si alzò in piedi e mi guardava con sommo disprezzo. E li lo scheletro scuro si piegò come fosse dritto come un bastone per avvicinarsi alla finestra (solo il bastone/scheletro marrone scuro e toccò la finestra e scomparve. )

Probabilmente dopo io lo accompagnai meccanicamente alla porta senza una parola e lui se ne andò. E presumo che Junk quella sera abbia molto lavorato per eradere dalla mia mente il ricordo di quel che era successo, evento dopo il quale certamente io non lo avrei più visto, mai più.

Era cosi che era successo, io penso, anche le due volte in cui mi aveva pubblicamente calunniato, in mia presenza. Di questi tre episodi io persi il ricordo. Tanto che rimasi nel gruppo di cui Junk era la guida, e tornai a uscire con lui. io non ricordo di avere mai neppure pensato nulla, semplicemente mi comportavo come chi non lo ricorda affatto. Infatti. Poi lo ricordai. E poi lo dimenticai di nuovo, per anni.

Si potrebbe anche pensare che quella visione -un diavolo che esce dal suo corpo: uno scheletro che richiama la raffigurazione tradizionale del diavolo in diversi dipinti - era troppo scioccante per me e per questo io stessa la avevo rimossa. Però io propendo decisamente per l’altra interpretazione: che Junk avesse poteri ipnotici e li usò per fare si che io non ricordassi un bel nulla. Io non ricordavo proprio nulla.

Di recente di nuovo mi è tornato in mente di colpo. Per via di un fatto recente, probabilmente.

Un giorno trovandomi con un “marchese” che diceva di aver visto un fantasma e altre esperienze dello stesso tipo, raccontai a mia volta il primo episodio che ho raccontato, quello con Angel. Non feci nomi. Aggiunsi che la mia analista forse non era convinta che io avessi veramente vissuto un tale episodio, ma in seguito mi credette, quando accidentalmente venne a scoprire che un pazzo avesse avuto la crisi maggiore di follia dicendo che un certo uomo fosse proprio il diavolo. Aveva visto il diavolo dentro di lui. Il suo cognome era lo stesso di Junk. Passarono mesi prima che venisse fuori chiaro e forte: quell’uomo era il fratello di Junk. Il fratello normale, quello che non aveva le sue doti. (Cosi Junk mi aveva raccontato accidentalmente parlandomi di sé stesso da bambino, una delle prime volte che eravamo usciti insieme).

La mia personale interpretazione è che il fratello gemello fosse oggetto delle invidie di Junk perché era il favorito di suo padre e per altri motivi. Per questo lo aveva attaccato facendolo apparire con "il demonio" in corpo! (Sono certa che il suddetto fratello non avesse alcuno dei poteri di Junk né la sua anima infame. )

         Dopo aver raccontato questo episodio al "marchese", lo spirito maligno che Junk è diventato, mi ha tormentato. Mi ha fatto ripetere molte volte ciò che avevo detto, mi ha strapazzato e minacciato di morte con vari incubi. Parlo di alcune settimane fa. Non gli andava che avessi raccontato l’episodio, poiché c’era un elemento, una coincidenza obbiettiva contro di lui. (Quante volte al mondo si trovano due persone diverse che non si conoscono e che testimoniano una cosa del genere? ). Anche dopo la sua morte ecco che vuole che tutto resti segreto. Ecco che ora batte. Gli dico: “va fuori, va fuori da questa casa. vattene.”

 

Detto questo, la domanda è: perché Junk volontariamente mi lasciò vedere il diavolo che usciva dal suo proprio corpo?

In passato avevo pensato a questo: egli doveva quella sera far apparire il diavolo in casa di una sua vicina di casa del tutto ignara della vera identità del diavolo. Il diavolo le appariva ogni settimana sempre alla stessa ora. (Io ho saputo che a una certa donna che abitava nel suo stesso palazzo appariva il diavolo da una amica comune, Flora ). Quella sera, questa era la mia ipotesi, egli non poteva mancare, e per questo anche se io ero presente, aveva fatto partire il diavolo.

Ora penso a un’altra ipotesi: egli si rese conto che io lo avevo visto fare una cosa strana, comunicare a distanza con qualcuno. E se io avessi raccontato questo in giro? Forse ha temuto. Forse ha semplicemente temuto che io ricordassi questo.  Forse ha fatto apparire “il diavolo” per sovrapporre alla prima un’ immagine cosi spaventosa che la prima sarebbe passata in secondo piano. Forse vedendo il diavolo mi sarei spaventata cosi tanto che avrei dimenticato sia la prima scena che la seconda..

Non so.

Forse voleva solo che io lo temessi: "Vedi cosa ti succede se ne parli…"

 

         Aggiungo anche un’ultima possibile interpretazione, che mi è venuta in mente in questi giorni. Ovverosia: io avevo nominato il diavolo dicendo:  “Quest’uomo è il diavolo.”

Può darsi allora che lui abbia pensato, con notevole prontezza di riflessi, di farlo uscire da lui e scomparire per convincermi che il diavolo lo possedeva e a suo piacimento se ne andava, cosi che lui non era responsabile di nulla.  Mi viene in mente un altro episodio –che non so se ha preceduto o seguito quello di cui parliamo adesso - in cui Junk mi apparve in pompa magna, riempiendomi di stupore e ammirazione, e quando lo vidi gli dissi: “ Tu mi sei apparso in questa casa!”(casa mia, stessa situazione, appena entrammo nella mia stanza) e lui negò il fatto dicendo : “Eh!, ce n’è di diavoli in giro!”cioè diceva che lui non ne sapeva nulla. inoltre aggiungeva altre possibili interpretazioni, cioè che forse nel sonno, ovvero per via del suo inconscio era successa l’apparizione.

E chiesi un parere a un suo amico - guarda caso – sulla strana apparizione di mia nonna e lui mi disse che l’apparizione è il risultato del desiderio di due persone.  Cosi insomma io dovevo convincermi che

Io non ero estranea a quei fatti! Che ero responsabile quanto lui, che ero interessata a lui, Junk!

Probabilmente dopo che Junk mi guardò con un senso di superiorità enorme, con sommo disprezzo e una “bomba” di odio, forse senza una parola cambiò e tornò normale, diciamo, mi parlò come se nulla fosse e lo accompagnai all’uscita… come ho detto non ricordo che successe, ma deve essere successo cosi. Dunque, Junk voleva dire che il diavolo lavorava su di lui, magari perché era tanto buono. Lui non era il diavolo, ma era un povero posseduto dal diavolo!

 

 

Riflettendo sulla diatriba medievale relativa al legame tra il mago e il diavolo, non escluderei che anche allora i maghi, lungi dal voler nascondere di “evocare il diavolo”, lo facevano apparire accanto a sé, facendo credere che effettivamente il diavolo fosse li. Il poter chiamare in aiuto il diavolo per colpire i nemici era una cosa che la gente temeva. Non avrebbero invece temuto il mago se avessero pensato che l'apparizione del diavolo era un trucco. Un mago, alla fine, avendo un corpo fisico, se lo si prende a coltellate sanguina come un altro.

Nel medioevo si pensava (e questo poteva essere anche ciò che il mago voleva che si pensasse) che si poteva fare un patto col diavolo. I maghi si mostravano in sua compagnia. Li evocavano. Invece il diavolo non fa patti. Junk non avrebbe mai fatto un patto con qualcuno. Ne sono certa. Certo avrebbe anche finto di farlo, avrebbe promesso. Ma anche solo impegnarsi con sé stesso a mantenere questo patto sarebbe stato considerato da lui un segno di debolezza.

Nel periodo in cui io frequentai personalmente Junk il mago, egli mi chiese di procurargli due libri vertenti sul diavolo.

Il primo fu un “bestiario medievale”, cioè rappresentazioni di mostri. Glielo procurai, poiché ingenuamente pensai che lo volesse in quanto interessato all’arte.

A pensarci bene, mi fece anche procurare un libro sui coleotteri, con molti disegni. Anzi si fece anche regalare a Natale un coleottero puntato con lo spillo. (Non mi andava per nulla fare quel genere di regalo, ma glielo comperai, come mi sentivo spinta a fare, letteralmente portata ... ).

Il secondo libro sul diavolo fu “Il Grimorio di papa Onorio”. Fece finta di non sapere che conteneva. Mi accorsi  che mentiva. Erano “evocazioni diaboliche”, come diceva il sottotitolo, che sicuramente aveva letto.

Io feci finta, allora, di non ricordare che lui mi avesse chiesto un libro. E Junk non ne fece più parola.

Credo che tutti e tre i libri servissero suoi scopi sporchi. I coleotteri forse potevano servirgli per farli apparire in incubi o che altro a qualcuno. A me ha fatto apparire cagnolini che annegano nell’acqua, una volta, e un’altra un grazioso musetto di topo…

Gli altri libri gli servivano per fare apparire antichi mostri a qualche ingenuo.

Se si potesse mettere insieme tutto quello che Junk combinava coi suoi trucchetti alle spalle delle persone sarebbe davvero bello. Ma non gli piacerebbe affatto.  

 

 

Per ogni apparizione che io ho visto, del diavolo del mago o di altro, alla fine potevo vedere un movente che riconduceva il fatto al mago. A un suo scopo.

 

Ho parlato prima di come Junk abbia fatto apparire in volto da strega una donna che conosceva. Non fui solo io a vederla cosi. Anche due donne che conoscevo mi dissero un giorno che la videro vicino a lui a pareva una biscia, mi dissero. Una biscia, un serpente, il serpente, il diavolo.

Questo faceva perché a quella donna aveva rovinato la carriera, le aveva fatto perdere il lavoro rendendola incapace di farlo.  In questo modo si era poi insinuato nella vita di lei, fingendo di volerla aiutare.

Temeva che se ne sarebbe accorta e lo avrebbe accusato. Cosi la faceva sembrare una che lo dominava, di cui era innamorato, con cui era generoso.

Junk fece apparire anche me come mostro, una volta in cui cominciò a perseguitarmi, dopo che cominciai a parlare di lui, a raccontare in giro tutto quello che sapevo.

I modi in cui faceva questo erano diversi. Mi lavorava le spalle e il collo in modo che io, nel tentativo di liberarmi da quella oppressione muovevo continuamente la testa. Per ore ero in preda a tic. Sicuro suggeriva una interpretazione di me come pazza.

Per due volte mi ha fatto camminare come fossi un nazista… circondandomi di una emozione adeguata al nazista.

Una volta un uomo con cui convivevo mi disse di avermi sognato vestita di bianco, una strega. Un sogno orribile da cui io stessa che ero presente e lo avevo visto come terrorizzato a tale punto che cercava di urlare nel sonno ma non riusciva, lo svegliai. Tutto questo Junk fece –e infinite altre cose ancora, anche infinitamente peggiori - per farmi temere, farmi sentire insicura di tutti, di tutto. Se un giorno una persona mi toglie il saluto mi viene da chiedere: mi hai forse visto con un vestito bianco, una strega?

Un’altra volta mi fece una cosa molto peggiore. Un giorno mentre parlavo con una ragazza cui facevo da tutor una pallina uscì dai miei occhi e colpì il sesso di quella ragazza. Lei non poté che pensare che la stavo sessualmente molestando. Questo tipo di trucco è stato fatto da Gurdjieff, se era lui. Cosi si racconta di lui. Era lui o un diavolo che lo perseguitava, facendolo passare per depravato?

Non ricordo come reagì quel giorno la ragazza, ma un’altra vota che mi incontrò mi fece forse un cenno di saluto e si allontanò correndo, di colpo. Che cosa dovevo pensare? Avendo dovuto fare da tutor a altri studenti, sono stata costretta a controllare la direzione in cui si volgevano i miei occhi. Maledetto Junk!

 

 

 

Post scriptum:

Molti mesi dopo aver scritto questo post ho letto il libro di Hector Durville che contiene i suoi esperimenti di sdoppiamento, ovvero i tentativi con cui cerca di far uscire lo spirito fuori dal corpo di persone che hanno accetato volontariamente di sottoporsi a questi esperimenti. Tra queste persone c’è una donna il cui spirito prende subito la forma di scheletro per poi prendere forma di donna. La donna è sorpresa quanto gli altri di vedere quella forma… Ecco alcuni passi dal testo, originariamente in francese, nell’ edizione in spagnolo:

 

V. Senora Francois, 28 anos, noviembre 1907. – Muy afectuosa, sonadora, y encerrada en si misma, aunque bastante alegre, la senora Francois […] goza de excelente salud. [… ]

            Un detalle muy curioso, que jamàs he observado en ningun otro sujecto: Este ve primero una forma grosera, de aspecto desagradable, en la que se distingue un esqueleto débilmente iluminado en su interior. Tiene miedo y se vuelve, cubriéndose el rostro con las manos.-  “Es un muerto –dice- lo que hay ahi; es preciso ahuyentarle.” Le tranquilizo, afirmandole que no es eso y continuo la magnetizaciòn. La forma esquelética desaparece paulatinamente, recubriendose de una especie de humo ò vapor grisaceo, y aquella forma toma la apariencia de una mujer […]

            Estas observaciones, recogidas en la primera sesiòn, me han sido echas siempre en las sucesivas, cuando preguntaba al sujeto, pero la vista del esqueleto, por hàbito, se hacìa cada vez menos desagradable.

            La senora Francois jamàs ha asistido à una reuniòn espiritista, ni sabe lo que en ellas sucede...

da Hector Durville, El alma de los vivos …, pagg. 180-181 (grassetto aggiunto).

 

 

Nota di vivamerlin: La citazione contiene errori relativi agli accenti, a volte mancanti, a volte diversi da come devono essere …

 

lunedì, 25 maggio 2009

Osservazioni sul danno delle apparizioni e alcuni indizi per riconoscere se l’apparizione è quello che appare essere a prima vista.

 

Se vuoi dirmi qualcosa, dimmelo di persona!  Piuttosto fammi una telefonata, anzi scrivimi una lettera!”

 

Chi appare, di per sé non fa un favore alla persona cui appare. Non c’è da rimanere ammirati o lusingati, sedotti da questa rara meraviglia!

Una persona che dica di aver visto il diavolo oggi non diventa popolare come nel Medioevo, ma il contrario. Viene preso per pazzo o per demoniaco. Il diavolo stesso potrà mettere in bocca alle persone queste interpretazioni. La persona che ha avuto una apparizione lo dirà a poche persone, e facilmente il diavolo potrà agire su di loro per orientare il loro pensiero e le parole.

Junk appariva occultamente, cioè nascostamente. Non avrebbe detto o fatto quello che faceva durante le apparizioni davanti ad altri. O stando in corpo fisico. Altrimenti le avrebbe dette in corpo fisico. La persona cui si parla in corpo fisico è sicura di ciò che ha sentito e da chi lo ha sentito. Se invece si tratta di una apparizione da un lato non appare cosi reale ciò che viene detto. Infatti la persona può pensare che forse è un prodotto della propria fantasia, del proprio inconscio.

Junk perseguiva scopi occulti/segreti attraverso le apparizioni. Otteneva i suoi scopi misteriosamente, non apertamente. Cercava di negare in qualche modo, ma non completamente, la realtà dell’apparizione. E mai l’avrebbe ammessa di fronte ad altri. Egli mi suggeriva che l’apparizione era opera di diavoli che sono in giro. (“Eh, ce n’ è di diavoli in giro”: questa la prima reazione. Logica. Visto che lui può fingere di essere un diavolo, un “diavolo” può fingere di essere lui! ). Diceva che nella apparizione forse usciva fuori il suo inconscio. Erano versioni contrastanti.

Fece persino apparire mia nonna, per confondermi le idee, per non farmi pensare che appariva sempre e solo lui.

Ma, confrontando le due apparizioni, ci sono differenze fondamentali.

L’apparizione di J. era più , ma soprattutto nella voce. Era proprio la sua, come se fosse li.  Erano diverse frasi, una conversazione, una volta. Mia nonna invece era rappresentata più come una bambola,  mi sembra, cioè un viso senza i suoi difetti: un porro abbastanza visibile sotto un sopracciglio. Era penombra e sarebbe stato difficile del resto vedere bene tutti i particolari.  L’apparizione durò pochissimo. Disse una sola parola che era un sussurro. La voce di mia nonna non era assolutamente distinguibile. Posso pensare che J abbia di proposito scelto di apparire in forma di mia nonna quando era penombra e che inoltre dicesse una sola parola sussurrata.

Ancora una cosa. Io allora non lo notai, ma mia nonna non sapeva che dovevo svegliarmi a una certa ora. Invece sussurrò “svegliati”, come se lo avesse saputo o che addirittura io le avessi chiesto di svegliarmi. Il J. invece sapeva che io dovevo svegliarmi perché leggeva nella mia mente. Io allora non feci caso a questi dettagli che invece mostrano come mai nonna effettivamente non poteva apparire e dire quella frase, mentre J. si.

Per non parlare poi del fatto che mia nonna non è mai apparsa a me o ad altri, né prima né dopo…

Questo episodio può mostrare la mancanza di scrupoli di J. Non si preoccupa degli effetti delle sue azioni. Non è un delitto fare finta di essere un diavolo o di essere un’altra persona? Fare apparire la figura di un diavolo dentro un’altra persona? O negare di essere apparso quando lo ha fatto, o dare una interpretazione volutamente menzognera del significato di una apparizione?

Per concludere è bene diffidare delle apparizioni. Forse meglio sarebbe fare finta che non ci sono mai state, assolutamente.

Se vuoi dirmi qualcosa, dimmelo di persona!  Piuttosto scrivimi una lettera!”

 

postato da: vivamerlin alle ore 07:22 | Permalink | commenti
categoria:apparizione è cattiva azione
domenica, 24 maggio 2009

In questo blog intendo contribuire con la mia esperienza a dare una risposta alla domanda posta.

 

Ho percepito il mago e poi lo spirito maligno del mago stesso con la vista (ho visto molte forme), con l’udito (ho sentito i suoi rumori e i pensieri, la sua voce ), con l’olfatto (portare in giro una massa biancastra e maleodorante) e con la percezione della sua presenza attraverso la percezione distinta del suo odio, per esempio, o di altre reazioni emotive, anche quando nulla era visibile o udibile. Ovvero la distinta percezione dei suoi attacchi fisici e/o psichici… 

Cosi testimoniando voglio contribuire alla conoscenza delle manifestazioni , nel caso specifico da me conosciuto. Per oggi parlerò di ciò che con la vista si può vedere, che io ho visto, del diavolo.

Dico diavolo per brevità, ma devo chiarire: si tratta di un solo essere, che io ho conosciuto. Era un uomo in carne ed ossa.

Raccontava di essere speciale fin dalla nascita. E non mi stupirei che per farsi notare il suo spirito sia già uscito a saltellare in forma di palla davanti a sua madre, per farle capire come lui fosse meglio del proprio fratello.. Questa è l’immagine che mi viene in mente ogni volta che ricordo  appunto le cose che disse a proposito della sua originaria specialità. È lui che mi ha suggerito mentalmente questa immagine? O sono io creativa a tale punto? Comunque lui non ha detto questo, solo che lui non era un bambino normale, insomma disse normale nel senso di inferiore a lui, normale come mediocrità. Egli ricordava, mi disse in quella o altra occasione, il momento in cui usciva dal ventre materno. Cosi disse.

 

Non ho specificato il perché lo chiamo diavolo. egli usciva fuori dal corpo col suo spirito dunque poteva passare fin da quando era in vita per spirito disincarnato.

Al momento della morte, mentre riceveva le molte coltellate che lo uccisero, egli col suo spirito andava in giro, si indebolito, ma senza mostrare emozioni che ci si aspetterebbe in questi casi. Non mi diede l’impressione che fosse sconvolto, sofferente, solo privo della solita forza vampirica. Ero io a soffrire di meno, nell’attacco che lui mi fece, a quanto mi fu dato di ricostruire in seguito dal racconto di una persona che aveva sentito i particolari della morte che no comparvero neppure sui giornali, sul momento della morte. Come al solito faceva nel primo pomeriggio, diciamo fosse verso le due le tre, forse un poco più tardi, mentre camminavo per la strada sentiti come una specie di leggero vento mi passasse sul cuore ma non mi prelevava energia come al solito. Attacco quasi del tutto mancato. Non sembrava avesse forze per farlo. I vampiri non sono esseri che non hanno energia, i vampiri sono come i ladri che  si vogliano impadronire dei beni altrui. A volte sono dei ricchi che si appropriano dei beni dei poveracci. Cosi era in vita e in morte questo tale.

Dunque direi che il fatto che avesse un corpo fisico, sempre ben nutrito e visibilmente strabordante di energia non dovrebbe di per sé impedire di dire che era un demonio.

San Girolamo diceva che il diavolo è una sanguisuga, intendendo che è un vampiro. Si. questo aspetto è verissimo nel caso in questione. (Vedi su questo il libro di Jean-Claude Smitth intitolato  Medioevo “superstizioso”).

Inoltre lo definisco diavolo perché era un calunniatore. Perché era una persona malvagia in modo che non è possibile comparare a nessun essere umano che io abbia conosciuto o perfino letto. È uno che fece in modo da danneggiare sua madre in tale modo da renderle impossibile uscire di casa. ritengo che l’abbia fatta cadere molte volte e resa cosi insicura. In casa usava uno strumento metallico, che ho personalmente visto, per muoversi. Usciva di casa, bontà del diavolo, solo una volta l’anno, a natale - per costringerla a preparargli il pranzo quando lui aveva più di 60 anni! In questo modo lei doveva anche essergli grata, poiché lui aveva la buona grazia di andarla  a trovare. Cosi era lei a pagare il telefono per lui e il pranzo. Posso scommettere che lui no pagava una lira a sua madre. Qual mafioso farebbe cosi? Ho detto questo sulla famiglia per sottolineare che non faceva distinzione tra amici o nemici. Ritengo che abbia ucciso le sue stesse guide spirituali per prenderne il posto! Non ho amici, diceva senza specificare il senso. Ma trapelava un senso di superiorità. A volte diceva che erano tutti uguali. Cioè faceva intendere che lui era buono ma gli altri erano tutti cattivi, tutto uno schifo. Una volta gli chiesi se avrebbe voluto aver figli. ( Questo glielo chiesi quando era in corpo fisico ed era ancora in vita e io del tutto ignara di chi era veramente lui. ) Mi rispose velocissimamente: “Si, una bambina.” Perché mi ha risposto tanto veloce? Forse aveva qualche cosa da nascondere, che se avesse parlato lentamente io avrei potuto discernere?

Era uno che per gelosia di suo fratello normale ha fatto apparire il diavolo nel corpo di quello davanti a una persona fragile mentalmente che si è messa a urlare che quella persona era il diavolo! Quale mafioso, quale killer professionista, quel criminale farebbe queste cose? C’è un limite anche per loro, ma non per un diavolo. Avrebbe considerato una debolezza indegna di sé stesso, se avesse pensato di risparmiare qualcuno,

Inoltre faceva tutto quello che si racconta di peggio del diavolo.. però non mi risulta che andasse all’inferno. Ma finse di poterlo fare, quando era in vita facendo apparire, una sola volta davanti a me un piccolo e breve odore di carne bruciata e di zolfanello … Ironia della sorte, una donna, una mia buona conoscente mi disse, senza che io le avessi assolutamente mai parlato delle mie esperienze col diavolo, che anche lei conosceva, che aveva fatto in quello stesso periodo la stessa esperienza in casa propria –distante dalla mia casa di poco più di un chilometro – odore di zolfanello e di carne bruciata. Poiché suo padre era morto da poco -

La sua morale era che non esistono limiti. Si può fare tutto ciò che si vuole. Se dio mi ha dato quei poteri, mi disse, è perché voleva che li usassi, mi disse. Obbiettati: dio a me, per esempio ha dato la facoltà di usare coltelli. Se io venissi li e ti uccidessi, magari buttandoti dalle scale, sedia a rotelle e tutto, potrei farlo, secondo la tua logica.. questo è diverso, mi contestò prima di scomparire. Era ormai ammalato e in sedi a rotelle. Era ammalato per via dell’uso dei suoi poteri, talmente intenso che si ammalò gravemente. Anche a questo ho accennato.

Bambini animali piante non c’era nulla che lui no potesse danneggiare. Se serviva allo scopo, qualunque fosse, che perseguiva poteva far piangere un bambino per settimane.. era pedofilo, e alla sua morte la polizia rinvenne in casa sua fotografie compromettenti in tal senso.

Ho parlato nel blog di costui e dunque userò per brevità a proposito di questa persona la parola diavolo. quando farò riferimento ad altri diavoli ovviamente  specificherò di chi parlo.

Io ho conosciuto un solo diavolo. dopo questa premessa sul fatto che chiamerei questo uomo “diavolo personale” o “demonio in carne ed ossa” (“ese ombre es el mismo mismissimo dimonio” possono dire in spagna ) e dopo la morte, avvenuta ormai di molti anni, è uno spirito maligno che ancora tormenta. La cui sola differenza è il fatto che in vita, secondo me, mandava in giro i suoi odori corporei, mi parve, più d una volta che mi infastidisse con la puzza dei suoi calzini sudati. Ora questo non lo può fare può certo prelevare l’odore dei calzini altrui …

 

Dunque ora torno alla domanda che nel medioevo si facevano. Di questo parla il libro che ho citato prima. In effetti la domanda è di grande significato dal punto di vista scientifico. Il diavolo, questo lo sappiamo, è uno spirito. Dunque che forma dovrebbe avere uno spirito? Allo stato naturale come sarebbe?

È diverso dallo spirito degli uomini? Più pesante? Più grande in dimensioni?

Nelle Bibbia si parla della forma dello spirito umano. È un filo, dice la bibbia. Un filo d’argento. Un filo bianco.

Nella stessa Bibbia le prime due volte in cui si parla del diavolo se ne parla chiamandolo “serpente”. 

Ora, quale è la differenza di forma tra un filo d'argento e un serpente? Mi sembrano simili, come forma. Se vedo un filo muoversi certo posso pensare a un serpente, so che i fili non si muovono.

Io ho visto la forma di filo, nella mia vicenda col diavolo, una sola volta, in India, mentre stavo in un Ashram e pregavo di scoprire cosa ci fosse di rotto in me per intrattenere una relazione col suddetto mago. (avevo visto in effetti fino allora molte cose stupefacenti e lo avevo ormai intuito capace di uccidere ).

Ne ho già parlato. Mentre stavo rivolta verso la finestra, fortuna insperata, ho visto una nuvoletta, un filo lungo come minimo un metro, disposto a forma di spirale, perfetta, che scendeva a volo dalla parte alta della finestra aperta (era prima del 25 agosto nel 1990) e arrivava al punto in cui sta il cuore, il mio cuore, e li scompariva. Non si dissolveva, ma semplicemente entrava nel cuore,. Dopo di che sentii dentro di me emozioni che dicevano che io amavo il suddetto uomo, il lago/diavolo.  Poi sentii nella pancia ragionamenti che dicevano che avrei preso il primo volo per tornare a casa, dal tipo che tanto amavo. Egli si sostituiva alla mia volontà. Di colpo io desideravo la persona da cui ero fuggita proprio prendendo il volo per l’India. (Circa un mese prima, dopo avergli mandato una lettera di addio e scritto che mi restituisse ogni lettera che gli avessi inviato. Una richiesta che non avevo mai fatto a nessuno prima.)

Allora capii. Io sono come San Tommaso, se non vedo, non credo. Possessione è impossibile a immaginare, a meno che non si veda letteralmente materialmente scomparire lo spirito o qualche cosa nel corpo di una persona e dopo di questo, immediatamente dopo di questo,  vidi quelle manifestazioni per le quali io credevo di non essere a posto, di stare impazzendo.

Ora ci vedevo chiaro. La cosa io ora ero anche in grado di accettarla, poiché avevo già sperimentato il diavolo abbastanza da capire che era un uomo capace di uccidere, una persona malvagia a tale punto. Tempi addietro consultando I Ching (il libro cinese cui si chiedono consigli sul comportamento da tenere rispetto a un problema) mille volte, ansiosa, sul mio fidanzato, mi venne come risposta: “sei arrivata al cuore del signore delle tenebre. Uscire da porta e cortile non è una macchia”. Pensai : è cattivo è vero, ma un diavolo.. adesso si esagera…

Non mi era possibile immaginare con la mente una malvagità del genere. Non avrei potuto concepire che una persona entri dentro un’altra per costringerla –manipolando occultamente le sue percezioni, emozioni e pensieri e anche letteralmente conducendola essendosi impossessato del suo corpo appunto con la possessione - a una relazione che non desidera, che la rende infelice, perfino a incontri sessuali.

Immaginare che il male esista mi era stato impossibile. Ma ora che avevo visto il filo materialmente entrare in me, anche se non sapevo quello che in proposito era scritto nella Bibbia (sullo spirito che ha la forma di un filo bianco ) io avevo capito che il sentimento e la volontà che si manifestavano nel “castello della mia pelle ” non erano comunque le mie.

Ad allora non avevo neppure letto un libro che trovo molto serio. Intitolato El fantasma de los  vivos, di H. Durville. Il libro è di carattere scientifico, scritto nel 1909. la materia è esposta in modo chiaro, semplice al massimo. Il libro inizia riassumendo tutte le ricerche precedenti in materia di sdoppiamento dall’anima dal corpo. Persone che ne sono capaci vengono sottoposte col loro consenso a esprimenti, alla presenza di sei testimoni. Si testimoniano i fatti anche attraverso fotografie.  Le teorie sviluppate sull’anima nell’antichità in culture diverse. Poi passa alla sperimentazione. Si parla di vivi che fanno uscire l'anima dal corpo. Egli raggiunge la conclusione che lo spirito che esce dal corpo è tutta quella persona: volontà, vista udito  eccetera. Ciò che resta non è che un cadavere. Ho raccontato una volta che un bacio con costui mi aveva dato l’idea di toccare la plastica. Ho da poco per puro caso letto un mio diario di poco successivo agli eventi e ho trovato che parlavo della sensazione “cadavere”. Proprio questa parola!  (Non so come ho poi parlato di “plastica”, che però da comunque la sensazione di insensibilità totale, come di cosa inanimata. D’altro canto dall’episodio e il diario al blog sono passati circa venti anni!  ).  È ciò che leggo ora in questi libri, che il corpo, una volta che lo spirito è uscito, resta come un cadavere. Evidentemente nel momento che io avevo descritto il corpo del mago stava vicino a me, ma  il suo spirito era dentro di me ma il suo corpo fisico era rimasto appunto vuoto, un cadavere! Privo della sensibilità, la quale stava in quel momento fuori del suo corpo. 

Intendo dire: quando il diavolo in forma di filo è entrato nel mio corpo la sua forma era di filo poiché gli era più facile volare. Non intendeva affatto essere visto da me. era il suo spirito  piegato allo scopo. Suppongo che abbia volato in forma di filo diritto dall’Italia all’India e li si è dato forma di spirale per atterrare sul mio cuore in modo indolore. Se vuole il diavolo ha mostrato di entrare nel corpo come un colpo dato con violenza, molto forte, che è perfettamente percepibile. Questo l’ho sperimentato dopo, quando il diavolo non solo non vuole ingannare, e quindi rendere occulti i suoi affari, ma vuole farmi sentire si suoi colpi deliberatamente. Cosi che io lo tema, che non dica nulla alle persone che lo hanno conosciuto in primo luogo.

Dunque ecco qualche riflessione e esperienze  sulla forma naturale del diavolo.

A proposito: l’anima che esce dal corpo, nel libro appena citato compare come una luce, per esempio che sta a mezz'aria. Che gli sperimentatori hanno fotografato, che si mostra nel libro.

È un' esperienza che ho fatto anche io diverse volte. A volte, timorosa ho scritto che si tratta di “una presenza che si muove a mezz’aria”, e ho taciuto –ma può darsi che nei diari più vicini alla esperienza io ne abbia parlato  - sul fatto che ho visto una luce, oltre che sentire una presenza. (Ricordo che era mattina e io mi ero appena svegliata. Di notte, al buio, sarei stata più sicura di aver visto una luce.) La luce l’ho vista per pochissimo, un istante. Cosi che avevo anche un dubbio e una incertezza nel raccontarlo. Non sempre del resto la luce è presente. Sento una presenza, batte per farsi sentire a volte, a seconda. Oppure sta zitta ma in qualche modo sento che c’è, per esempio osservando il mio stato psicologico/fisico.  È ovvio che nel libro abbiano mostrato l’’anima come luce, altrimenti come avrebbero potuto far vedere qualcosa? Devo dire che in una foto c’è una piccola miriade di luci, e io questa non l’ho mai vista. 

 

Per concludere:  forse che se non vediamo un’immagine che richiami alla nostra mente un diavolo cosi come mostrato in dipinti, il diavolo non c’è?

“Quando si nomina il diavolo ne spunta la coda” (o le corna), si dice. Ma sicuramente il diavolo non ha bisogno di coda o corna o faccia da scheletro con barbetta per esserci.

Inoltre, tengo ad anticipare: se si vede il diavolo dentro una persona c’è chiedersi se la persona che la porta se ne accorga e se abbia nulla a che fare col diavolo. Più probabilmente nulla.

 

La forma dello spirito di un vivo dicono sia un “filo” che si dispone naturalmente lungo la spina dorsale nei vivi.

 

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sabato, 23 maggio 2009

Ho fatto una sintesi chiara di tutte le difese che uso .

Ci sono alcune novità rispetto al passato, in particolare l’uso degli spilli da sarta e l’uso delle spille a balia, cui si siano spuntate le estremità, dal lato della chiusura.

 

Ventilare l’aria. Ci sono ventilatori. Anche sono in vendita apparecchi che purificano d’aria che prevedono anche un tasto per ionizzare. Io ho avuto anche questi apparecchi, ma poi ho preferito i ventilatori, poiché facevano meno rumore rispetto a quanto ventilavano. Tuttavia gli apparecchi che purificavano l’aria avevano anche un tasto per ionizzare. Io usavo raramente quel tasto e non ho fatto caso a differenze che la ionizzazione avrebbe comportato. Ora, che vedo quanto grande sia la difesa apportata dagli odor remover, cioè saponi in acciaio antiodore, sulla cui etichetta sta scritto che: “uno speciale processo di ionizzazione elimina… gli odori persistenti” mi chiedo se quel tasto per ionizzare l’aria non avrei dovuto usarlo…

In seguito alla morte del mago nero, speranzosa che fosse tutto finito –e invece tornò in forma di spirito maligno -, regalai i due apparecchi che avevano questo tasto. Dopo ripristinai l’’uso dei ventilatori.

Il ventilatore non ha lo scopo, in questo caso di raffreddare, ma piuttosto di ventilare. È meglio per la salute che l’ambiente non sia troppo freddo, naturalmente. Dunque preparatevi a tenere acceso il calorifero, quando necessario. 

 

Protezione dell’angolo di lavoro. Io mi siedo su uno sgabello di legno e per difendere questo angolo uso due sistemi, oltre al ventilatore che oriento verso il punto in cui lavoro, magari a altezza sopra la mia testa.

Ho parlato prima degli spilli da sarta, che infilo premendo sulla capocchia, dentro la imbottitura della sedia. Non occorre affatto che si mettano in verticale, o che la capocchia sia visibile. Posso dire che mi proteggono e non sento un fastidio che sentivo sempre nel “sedere” – parte cui il diavolo è interessato perché ricca di energie - quando mi sedevo sullo sgabello privo di spilli. 

Aggiungo un gruppo di calamite di vario genere (cioè avanzi di anni di sperimentazione sulle calamite: sono calamite troppo grosse e pesanti per portare sul corpo, e non tanto forti, come per esempio quelle da lavagna ) , che metto disordinatamente –le calamite si attaccano le une alle altre spontaneamente orientandosi e respingendosi secondo la loro polarità – sotto lo sgabello e/oppure davanti allo sgabello. Qui lo spirito maligno sa che può capitare male e ha smesso di darmi fastidio alle gambe e alle ginocchia come faceva prima. se avete una sedia potete regolarvi allo stesso modo, ingegnandovi di usare gruppi di calamite nella maniera più idonea e vicina ai piedi e a tutto il corpo. se la vostra sedia non è imbottita compratevi un bel cuscino e infilate li un po’ di spille…

 

Accedere l’incenso è piacevole e utile nel bagno, visto che in bagno non è opportuno, bagnati e nudi, che si accendano ventilatori.

 

Accendere candele è purificante. Per me, il valore delle candele sta piuttosto nel fatto che si possa effettivamente vedere come un posto infestato, sotto l’azione di una fiamma di candela, formi fumo scuro. Solo le infestazioni che appunto vanno in fumo. È una prova evidente che l’infestazione c’è. Se volete fare l’esperimento, naturalmente assicuratevi che la vostra candela non faccia fumo di suo…

Ci fu un periodo,diversi anni fa, dopo la morte del mago, in cui mi capitava di svegliarmi di buon umore, ma dopo poco che giravo per la casa mi sentivo molto depressa, in pochi attimi cambiavo di umore. Per caso un giorno, sentendomi pungere le gambe sotto il tavolo misi li una candela che avevo sul tavolo e vidi una piccola nuvola di fumo. Poiché era buio pensai che forse mi ero sbagliata. Ma un giorno sentendo un improvviso forte dolore alla vita ho spostato una candela subito vicino e sentii che il dolore scompariva. Sollevai la candela in alto e vidi letteralmente nuvole di fumo formarsi. In vari punti della casa, sopra l’altezza della mia testa, l’aria prendeva fuoco, diciamo. Da allora ogni mattina ripulii la casa con questo sistema e non ebbi più cambi di umore. Ecco come il diavolo si stancò di infestare e ora non lo fa eppure più. Questo genere di attacco lo farebbe affaticare inutilmente.

Prova dunque a passare la fiamma di una candela sul tuo corpo. prima, per evitare scottature, mettiti in bagno e bagna il corpo, e poi procedi mettendo con cautela la candela vicino al corpo. Se vedi del fumo scuro puoi chiederti perché.

 

Per ciò che riguarda il letto metto in funzione varie cose, di cui ho già parlato:

intanto mentre dormo metto il ventilatore letteralmente ai piedi del letto, e oriento il flusso sopra la mia testa. Il flusso d’aria rimbalza contro la parete che sta dietro la mia testa e mi protegge ulteriormente.

Copro il materasso con una plastica morbida, tipo tenda da doccia. Questa è una difesa molto importante. Prima che io riparassi in questo modo il letto di fatto il diavolo, come fosse una  scimmia dalle possenti spalle –giusto in India c’era uno scimmione, il capobranco, che a volte, con tutta la tribù di femmine e piccoli poteva inseguire un turista che aveva con sé una borsa di plastica trasparente piena di alimenti e posso dire che faceva cosi paura che io personalmente ho fatto cadere la borsa – mi dava letteralmente spallate che squassavano la struttura del mio corpo. Erano attacchi tremendi. Allora non avevo nulla o quasi nulla per difendermi. Avevo forse già scoperto e applicato l’uso del ventilatore, ma appunto da sotto il letto e dal materasso il diavolo veniva riparato.

Per ripararmi, mettendo insieme consigli raccolti a destra e a manca avevo fatto costruire un letto di legno, con la base di legno di alcuni centimetri. Non bastando avevo dovuto aggiungere altri tre strati di legno, di tre centimetri ciascuno. E naturalmente dovevo rinunciare al materasso, dove il diavolo si sarebbe annidato. In cambio comperai un copri marasso. Per quanto di lana, era sottile e dunque dormivo sul duro.

Non bastava. Avevo fatto aggiungere uno strato di granito di tre centimetri, il più piccolo che si possa avere. Finalmente il diavolo era impossibilitato a darmi colpi da sotto il letto.

Però il letto era freddo. Poi avevo aggiunto tre strati di rame, di qualche millimetro ciascuno, i più spessi che avessi trovato in giro. Con il rame la forza negativa del diavolo veniva parzialmente neutralizzata. Dunque godevo di una protezione in più che potevo notare.

In seguito non avevo più voglia di dormire su un coprimaterasso. Cosi mi venne in mente una intuizione che avevo avuto, che il diavolo non attraversa la plastica. Il che è verissimo.

Dunque mettendo tra materasso e coprimaterasso una plastica si dorme sul comodo e devo dire che non ci si accorge del fatto che abbiamo sotto una plastica.

 

Ora comunque uso anche qualche altro trucchetto.

Ho raccontato di come si ottenga un ciondolo con due punte semplicemente spuntando la chiusura di una spilla a balia. Io distribuisco qua e la sul coprimaterasso, sotto il lenzuolo di sotto, molte punte. Posso dire che al diavolo non piace poggiare su quelle punte. Dunque la portata dei suoi attacchi è più limitata. Egli deve stare attento a dove mette “i piedi”. (Una soddisfazione di per sé). L’unico fastidio che mi da questo sistema è che le punte tendono, stando sdraiati sul letto, a avvicinarsi le une alle altre. Il fatto non produce danno alla persona, ma si riduce la protezione. Dunque occorre avere la pazienza di controllare e separarle. Non ho ancora pensato una soluzione alternativa che mi sembri adeguata.

Un’altra cosa che faccio è mettere degli odor remover (cioè quelle piastre d’acciaio di cui ho parlato in precedenza, che sono vendute per liberare gli odori)  sul lenzuolo (quello di sotto, naturalmente). Liberando il diavolo dal suo carico infestativo (che è un carico di una specie di odore cattivo ), indeboliscono gli attacchi. Tolgono quanto meno quel carico di sporco con cui il diavolo ci può intasare dentro.

 

LE NOVITÀ STANNO NELL’USO DEGLI SPILLI DA SARTA SULLA IMBOTTITURA DELLO SGABELLO E L’APPOGGIARE SUL COPRIMATERASSO, SOTTO IL LENZUOLO, I CIONDOLI A DUE PUNTE OTTENUTI DA SPILLE A BALIA.

 

PER QUANTO RIGUARDA LE SPILLE A BALIA, ATTENZIONE:

 

VA SPUNTATA VIA NON SOLO LA CHIUSURA DELLA SPILLA, MA ANCHE L’ ESTREMITÀ DELLA PUNTA VIVA.

ANCHE SE NON SONO PUNTE VIVE COMUNQUE SONO EFFICACI.

 

 

EFFETTO SORPRESA. Si può tentare di fare dei brutti scherzi al diavolo, che gli diranno/daranno il fatto suo. Parlo di cambiamenti a sorpresa. Per esempio una volta sono stata attaccata malamente alla testa. Ho valutato che venivo attaccata da dietro la testa. Il diavolo si difendeva riparato dal bordo del materasso, che in quel caso presentava uno spazio. (Non dormivo nel mio solito letto ). Ho messo un pezzo di tela pieno di ciondoli a due punte nel punto in cui presumibilmente si era infilato per colpire la testa, tra il muro e il materasso. Devo dire che d’improvviso gli attacchi da quel punto sono cessati.  Insomma gli ho dato una piccola lezione. Il diavolo non è imbattibile.

Infilare in qualche punto, a caso, una qualche difesa che il diavolo non si aspetta, oppure cambiare di posizione quelle che abbiamo, lo può far cadere in trappola.

 

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categoria:difese ambientali antidiavolo
venerdì, 22 maggio 2009

Del valore della punte ho già parlato. Ho scritto che il diavolo è una energia statica (si può percepire chiaramente come una presenza che si muove a mezz'aria ) che si scarica con le punte. Uno spirito che incroci una  perde forza. Se è lo spirito di un vivente porta con sé quanto meno la propria forza. Alla propria forza può aggiungere quella che ottiene appropriandosi delle energie altrui. Vampirizzare significa tempo e sforzo: lavoro. Scontrarsi con una pianta spinosa o con delle punte di qualche tipo significa perdere le energie.  Dunque ci sono probabilità che il diavolo scelga una vittima inerme, e non una che porti punte su si sé.

Ricordo come le punte siano una difesa tra le più antiche e diffuse, presente in diverse culture. Già gli antichi ebrei consideravano protettive le piante spinose. Anche, ho trovato le punte usate in Siberia a scopo protettivo (vedi nei riferimenti Adria Tassoni). Noi troviamo l’uso contadino dei chiodi, che mettevano nei materassi. L’ho ricordato altrove.

Se potessimo far cadere il diavolo  su una pianta spinosa ovvero su un mazzo di chiodi messi in un bicchiere con le punte in su come fiorellini gli faremmo un bello scherzetto. 

La misura di un centimetro è quella che troviamo sempre nelle punte che si trovano nelle collane che si usano in Sudamerica a scopo protettivo. Possiamo presumere che la lunghezza di almeno un centimetro sia sufficiente allo scopo. La mia esperienza lo ha confermato.

Fissiamo dunque un obbligo all’uso di punte di perlomeno un centimetro.

Io uso le punte in questa forma:

1.      Spilli da sarta.

Li ho infilati nella imbottitura dello sgabello su cui studio e anche nella sedia imbottita del mio posto di lavoro. da il vantaggio di non sentire mai il diavolo che ci lavora comodamente poggiando o toccando quelle imbottiture. Si tratta di infilare anche completamente le spille da sarta dentro l’imbottitura spingendole dalla capocchia. Ci si dimentica poi di avere quelle difese, ma continuano nel tempo a proteggerci. Si potrebbero anche infilare nel materasso dalla parte del fondo, ma per proteggere dagli attacchi del materasso io trovo più sicuro semplicemente usare una plastica tipo tenda da doccia stesa su tutto il materasso, sotto il coprimaterasso.

2.      Collane con punte di un centimetro. 

Queste collane le ho trovate nelle bancarelle e a quanto ne ho capito provengono dal Sudamerica. Hanno uno scopo protettivo rispetto al diavolo, alle azioni degli stregoni. Gli stessi stregoni ne hanno bisogno per difendersi dagli altri stregoni. E se non lo sanno loro…Il bello di queste collane è che fa rende i chiodi o le spine, diciamo, portabili direttamente sul corpo. infatti queste punte non costituiscono pericolo per la persona che le indossa.

Ce ne sono a una sola punta fissa, con la punta piuttosto grossa. Ce ne sono a due punte, fisse, che non costituiscono pericolo visto che si tratta di collari, diciamo, che stanno fissi al collo. Ce ne sono altre con 8 (otto) punte, di solito.  queste punte sono di forma cuneiforme. La parte più grossa, alla base, permette di passare dentro il filo della collana. Questi piccoli cunei si muovono liberamente attorno al filo. Per questo non mi è mai capitato di esserne punta. Infatti la punta se trova un ostacolo cambia posizione, non oppone resistenza. Direi che queste collane costituiscono un progresso decisivo rispetto al limitarsi a usare le punte come chiodi nel materasso o nel porre due piante di biancospino ai lati della casa come beneaugurante. (Ho visto una bella fotografia in un libro ) .

Io ho usato lungamente queste collane e ho potuto vedere che proteggono il punto del collo. Se si indossa una di queste collane si può essere attaccati sopra la collana, alla testa, oppure sotto. ma non si assiste più a un attacco complessivo che comprenda spalle e testa. è comunque un risultato! comunque è proprio vedere queste punte sudamericane cosi astute da poter essere appese che mi è venuta l’idea folgorante che segue, che permette di coprire quasi tutto il corpo di punte, di metterle dove si vuole senza pericolo.

3.      Ciondoli a due punte ottenuti spuntando spille a balia.

Un ciondolo a due punte si può ottenere spuntando una spilla a balia, eliminando cioè il punto che serve a chiudere e poi spuntando leggermente la punta viva. Devo dirlo, mi sento più sicura se la spunto appena un poco. le punte delle collane del resto non sono punte vive, sottilissime come un ago. E la mia esperienza mi dice che sono efficaci comunque. 

La modifica alla spilla a balia sta nel tagliare  via la chiusura e spuntare la punta viva. Io l'ho fatto con un trincetto abbastanza piccolo, che ho comperato dal ferramenta, lungo circa 20 centimetri e con una punta, dalla vite in su, di 5 centimetri -

Avevo avuto in passato l’idea di piegare un pezzetto di filo di ferro  in modo che formasse un anellino e due punte. incollando e appendendo con una cordicella questa specie di ciondolo lo si sarebbe potuto appendere ovunque si volesse nel corpo. poiché la punta pende liberamente non costituisce pericolo.  Il tutto appariva difficile a realizzarsi. Tanto più che sarebbe stato necessario che il ciondolo fosse di acciaio.

 Mi sono accorta, questo è il mio piccolo "colpo di genio", che le solite spille a balia, con una piccola modifica, diventano un perfetto ciondolo a due punte. sono, diciamo, quasi pronte all’uso.

Occorre solo scegliere, perché la spilla sia adatta, il tipo di spilla, che fra l'altro mi sembra il più consueto, che ha, a una delle due estremità, un piccolo cerchietto, come un anellino, insomma un buchetto. Li possiamo fare passare una cordicella sottile cui appendere la spilla a balia.  

Dobbiamo anche scegliere delle spille non piccolissime. Ogni punta deve essere lunga perlomeno un centimetro dopo aver spuntato la spilla. Si possono appendere anche più lunghe, ma francamente preferisco che siano solo un poco più lunghe di un centimetro.

Come fissarle? Si possono fissare con qualche punto di cucito la cordicella sottile, fare passare un capo dentro e poi fare un nodo, un fiocchetto. Io per il momento uso un metodo un poco spartano. Semplicemente mi servo di una spilla a balia che sia sicura, più piccola possibile. infilo nel buchetto di questa seconda spilla il filo della prima, chiudo con un piccolo nodo. La spilla è pronta, fatta da una spilla a balia piccola che sorregge il ciondolo formato dalla seconda. È chiaro? Spero di si, che non sia necessario che io accluda una fotografia.

Essendo punte che pendono da una cordicella, che deve avere una lunghezza di almeno qualche centimetro in modo che oscillino e si muovano con libertà, non costituiscono pericolo. Le uso ormai da diversi mesi. Le uso a decine, presumo ormai superino il centinaio.

Ovviamente non posso appenderle nella parte esterna dei vestiti. Ho applicato questo sistema estensivamente a un pigiama di cotone e a una maglietta di cotone che porto sotto, sulla pelle. Nonché, dimenticavo per pudore, su delle mutande pure di cotone. Si può appendere le punte sia in modo che le punte tocchino direttamente la pelle, sia, e credo che abbia lo stesso valore, dalla parte esterna. Il cotone difende noi il nostro corpo fisico dal contatto con le punte, e dunque ci è utile, ma un corpo disincarnato non è in alcun modo protetto dalle punte se le trova appese fuori o dentro un semplice strato di cotone.

Se un demone si avventa su di noi, tutte queste piccole punte costituiscono una barriera. Di fatto quella presa forte che il diavolo ha se non si usano punte ora non la può avere. Tuttavia devo dirlo: occorre che come minimo l’interno del corpo sia protetto bevendo acqua in cui per dodici ore si sia lasciato macerare dell’aglio tagliato a fettine. Diluite con del succo di limone, il succo di tutto un limone e anche con ulteriore acqua se necessario, o del succo di frutta di vostro gradimento, o sciogliendo dentro un poco di miele, se volete.

Ecco che facendo solo queste due cose, usando aglio e punte, voi ottenete una difesa molto grande.

Direte che orrore: ma a mali estremi, estremi rimedi. Io ho usato a difesa tante cose che si dicono protettive, come anelli con disegni particolari, che ho ancora alle dita perché sono carini, ma non servono a nulla. Solo per fare un esempio.

Dimenticavo: io evito con cura di appendere queste punte nei luoghi dove si possa rischiare che le punte incrocino gli occhi o la spina dorsale. Sto attenta a questo. Fatelo anche voi. Io metto delle punte nelle maniche del pigiama, ma non nell’ultima parte della manica.. insomma voi stessi state attenti al pericolo, evitate anche il minimo rischio. Stessa cosa per la spina dorsale.  Tutta la fascia della spina dorsale è scoperta. Io faccio cosi. fatelo anche voi. Prendete tutte le precauzioni che ritenete opportune. Anche, finora non ho messo punte né sui piedi né sulle caviglie. Le metto dentro dei guanti particolari, molto grossi, da cui le punte non possono uscire.

Posso solo dirvi cosa faccio io. Non mi prendo responsabilità per ciò che farete voi.

Queste due difese insieme sono importanti, ma ancora non del tutto sufficienti per tutto il tempo. non sempre avete voglia di bere l’aglio. E comunque può non bastare. Di fatto io uso anche le calamite e le piastre di acciaio.

I punti dove non si mettono punte si proteggono con altri metodi, piastre o calamite, e infine c’è l’olio canforato con essenze vegetali.. ovvero i composti come l’olio o balsamo di tigre o altro composto a base di canfora. Ne abbiamo parlato.

postato da: vivamerlin alle ore 05:38 | Permalink | commenti
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giovedì, 21 maggio 2009

 

Finalmente ho trovato delle piastre d’acciaio di forma e dimensioni portatili.

 

Sono delle piastre che non solo impediscono l’entrata dello spirito nei punti della pelle in cui li appoggiamo, ma anche dissolvono molta della carica di energia che lo spirito diabolico porta con sé, che gli da più potere, più possibilità di nuocerci. 

Insomma sono un sistema di anti-infestazione che portiamo sul corpo stesso.. Meglio che accendere un incenso nella stanza, o accendere qualche cero per disinfestare l’aria…

 

Si tratta di piastre di 2 millimetri circa di altezza, 8 centimetri di lunghezza e 4 di larghezza. Hanno un buco da un lato, da cui si può passare un filo con cui si possono appendere o fissare col filo. Oppure anche semplicemente (e questo è ciò che io faccio)  mi servo delle calamite che già sono fissate nel corpo per fare passare tra una calamita e l’altra della coppia, eventualmente, una di queste piastre.

Come nella pratica si può intendere, in certi punti sarebbero troppo scomode da portare.

Si tratta di fissare nel modo più comodo sulle parti da difendere queste piastre.

 

Queste specie di piastrine sono in commercio come “sapone di acciaio antiodore”, che “spazza via dalle mani ogni odore”, anche quelli più persistenti come aglio, cipolla e pesce.

 

Sulla confezione è scritto che:

 

“Uno speciale processo di ionizzazione elimina dalle mani gli odori persistenti!”, gli odori “entrenhados nas maos”.

 

C’è scritto che occorre:

 

“Strofinare le mani con la saponetta sotto l’acqua fredda per rimuovere l’odore di aglio, cipolla e pesce”, che sono in effetti gli odori più persistenti. A maggior ragione se avessimo un profumo meno persistente di rose sulle mani, il sapone lo spazzerebbe via.

 

Io non li ho usati affatto con l’acqua e sulle mani, ma fissandoli sul corpo.

Il risultato protettivo è ottimo. Mi sembra perfino che portandoli addosso sono meno soggetta a essere continuamente individuata dal diavolo, come era invece prima.

 

Costo: 6 euro e 90 centesimi l’una.

 

È made in China, e incise nell’acciaio stanno le parole:

 

Fresh

Fingers.

Removes garlic, onion & fish odors.

 

 

[Nel retro sta inciso]:

Rub hands with bar under faucet,

removes garlic, onion & fish odors.

Progressive

 

In cima alla ultima lettera della parola Progressive c’è un “TM” in piccolo.

 

Ha anche un pezzetto di carta dorato incollato sopra, con su scritto:

 

                                                              Made in China.

 

Nella confezione stessa si trova un piccolo foglio, su cui sta scritto il nome della piastra di acciaio in lingue diverse, con l’indirizzo internet in cui cercarli:

 

Stainless steel odour bar

[senza indirizzo]

 

Sapone in acciaio antiodore

www.dmail.it

 

Sabonete anti-cheiro

www.dmail.pt

 

Jabòn de acero quita todos los olores

www.dmail.es

 

sapun din otel antimiros

www.dmail.ro

 

Si può lavare nella lavastoviglie. Dishwasher safe.

 

Sul retro della confezione si legge anche:

 

Protip:

to rid your breath of onion or garlic, try chewing raw parsley or cilantro and drink an acidic liquid such as lemonade or wine.

 

MI CHIEDO ORA SE QUESTO PEZZO DI ACCIAIO SIA DIVERSO E NEL CASO IN CHE MODO, SE SIA PEGGIO O MEGLIO, RISPETTO A UN PEZZO DEL COSIDDETTO ACCIAIO CHIRURGICO. SE NE SAPETE QUALCOSA, AVVERTITE.

 

Non occorre dire che ne parlo perché lo ritengo utile, non certo con scopi pubblicitari. Non ho nulla a che fare con chi lo vende.

 

Sto usando questi pezzi di acciaio da due mesi. L’ho introdotto dopo alcune settimane di duri attacchi dello spirito maligno che mi avevano ridotta pallida come un cadavere, stanchissima. Come si sa la necessità aguzza l’ingegno. Avevo letto accidentalmente tempo prima di questi saponi di acciaio antiodore e mi ero chiesta se avrebbero potuto servire (della supposta utilità dell’ acciaio avevo già parlato nel blog). Servono eccome!

 

I punti che ritengo si debbano proteggere sono in primo luogo naturalmente quelli più importanti: il cuore, il bacino, la testa. E tutti i punti dove si viene attaccati.

 

Di notte, a letto, aggiungo anche ulteriori pezzi di acciaio antiodore, facendo in modo che siano vicini al mio corpo, in particolare alla testa. e inoltre, alle mani, dove sono stata costretta a metterne uno in ogni guanto e anche alle gambe. Insomma ingegnatevi di fissare questi pezzi di acciaio. Più ne usate, e più siete protetti.

 

La prossima volta parlerò delle collane con punte –che sono efficaci anche se non sono di acciaio poiché ciò che protegge in loro sono le punte - e anche di uno speciale tipo di ciondolo, che ho inventato io! Un vero e piccolo colpo di genio con cui proteggerci in gran parte della superficie corporea.

 

ASPETTATE E VEDRETE!

 

postato da: vivamerlin alle ore 18:24 | Permalink | commenti
categoria:piastra acciaio antidiavolo
mercoledì, 20 maggio 2009

In questo post parlerò di tre elementi protettivi che hanno avuto sostanziali miglioramenti. Li metto tutti insieme poiché insieme vengono usati. Mentre nel primo post le due difese aglio ecc. e vari composti generalmente a base di canfora ( Essential embrocation, per esempio) proteggevano il corpo dall’interno e direttamente dalla pelle, ora parlo di una specie di corazza esterna, fatta di calamite e di acciaio in forma di piastre e punte, da attaccare agli indumenti a contatto di pelle.

Il sistema difensivo è cosi molto migliorato, diventato più completo.

 

CALAMITE

 

Parlo prima delle calamite poiché sono poi impiegate per fissare le piastre d’acciaio.

Rispetto al passato, in cui io cercavo di usare più punti calamitati possibile, ora il loro numero si è ridotto al minimo. Tengo conto del fatto che indossando molte coppie di calamite queste rischiano maggiormente di attrarsi tra di loro, cosi complicandoci la vita.

Ho invece aumentato la forza di ciascun punto calamitato. Invece di usare una coppia di calamite ne uso tre, due nella parte di vestito che si trova dalla parte del corpo, e una nella parte esterna. Questo da un maggior potere alle calamite. Uso sempre delle calamite che hanno la forza di sollevare 100 grammi di peso, che possono tenere sollevato 100 grammi di ferro. Una forza superiore risulterebbe anche pericolosa. Con tutto questo, anche le calamite da me usate devono essere usate con cautela, fatte avvicinare tenendole ferme una in ciascuna mano, accompagnarle mentre una ruota e si pone sopra l’altra. Imparare a farle scivolare, sia per metterle, sia per separarle. Altrimenti possono anche urtarci, pizzicarci. È comunque fastidioso.

Dunque capite come usarle ben distanti un punto calamitato dall’altro sia essenziale.

Del resto ora sono di molto rafforzate le difese con un uso maggiore di punte e l’introduzione di piastre d’acciaio.

Cosi ho ridotto i punti calamitati al minimo, e cioè:

 

testa: un solo punto calamitato, su una cuffia, di cui sto ancora studiando la posizione.

E  un punto o meglio due punti calamitati ai lati del collo difendono almeno in parte la testa. Se si hanno capelli robusti si può anche usare quelli per fissare qualche punto calamitato, leggero, formato da non più di due calamite, per difendere la sommità della testa.

La testa è meglio protetta da un qualche liquido a base di canfora sui capelli o sulla pelle (state lontano da occhi e narici, ovviamente). Un problema: che in breve i capelli appaiono unti! Altro problema: si deve usare i vari liquidi con molta moderazione.

 

 

Quattro punti su una cintura di stoffa, alla vita. Evitando accuratamente di metterle sulla spina dorsale, come è necessario, possiamo disporle su due punti dietro e due sul davanti. La parte esterna del punto calamitato può essere costituita da una calamita che abbia un supporto di legno o plastica o altro materiale, che diminuisce il potere della calamita nella parte rivolta all’esterno del corpo, per evitare che andando in giro ci troviamo con la nostra calamita che attiri, poniamo, il sedile con struttura di ferro di un autobus o di una biblioteca pubblica. Non è grave comunque, si stacca subito spostandovi. Comunque sappiate che può capitare.

 

Il punto del cuore lo difendo con 5 punti calamitati:

uno il più possibile in corrispondenza del cuore stesso, magari un poco a sinistra.

Due sotto le ascelle, verso l’alto. Altrimenti, quando la cintura fosse messa storta, la calamita della cintura attira una calamita sotto l’ascella.

Due dietro, ai lati della spina dorsale, in alto rispetto alla cintura, cosi che non si attacchino.

 

Il bacino lo difendo con 4 punti calamitati.

Uno a sinistra dell’ombelico.

Due dietro, di cui uno a lato destro dell’osso sacro. In questo modi la difesa della supposta di aglio viene rafforzata. L’altro sta nel lato sinistro sempre dietro, ben distante dal centro, dove potrebbe attrarre la calamita vicina all’osso sacro. Vi è un avvallamento nella muscolatura, nei glutei, dove si può fissare comodamente un punto calamitato.

Fosso anche, la notte, un punto calamitato a cavallo dei pantaloni. Nella parte verso l’interno, per evitare attrazioni tra i punti, metto una calamita con supporto, cosi da evitare l’attrazione con qualche altro punto calamitati.

 

Ogni mano ha a difesa un punto calamitato, ogni piede ne ha invece quattro. Indossando una mezza calza, un poco robusta, si pone due punti calamitati su ogni lato della caviglia (stando lontani dalle ossa) e uno sotto e sopra il centro del piede, dove metto non delle coppie di calamite per parte, ma una sola sotto e una sopra, messe in una piccola tasca di stoffa in due punti all’interno della mezza calza. Queste si usano solo quando si dorme, naturalmente. Finora non uso difese ai piedi quando vado in giro. Né alle mani.

 

Credo che la difesa potrebbe perfezionarsi. Comunque ricordo che è stato, diversi anni fa, con l’introduzione delle calamite nella difesa che il mio stato di salute è sostanzialmente migliorato. La difesa è migliorata. Non mi è chiaro il perché.

Dicono che le calamite disturbino il diavolo.

So che con le calamite ci sono medici che curano le malattie. Vedi in bibliografia.

Per il resto vedi precedenti post sull’argomento.

 

ATTENZIONE: la calamite non possono essere adoperate se si hanno problemi di cuore. e in ogni caso, cercate di informarvi per bene sui rischi che può comportare l’uso delle calamite, per voi in particolare. Io ho la pressione molto bassa, e l’ho usato anche perché comunque stavo cosi male che correre dei rischi non poteva certo farmi paura…

Inoltre, se sai qualcosa di importante su questi problemi, su eventuali rischi per favore avvertimi.

 

 

Passiamo ora all’ACCIAIO, in forma PUNTE e di PIASTRE. L’uso delle piastre costituisce una novità di grande importanza per la difesa. Anche per ciò che riguarda le punte ho fatto un’ottima scoperta…

 

RIPRENDERÒ A SCRIVERE APPENA POSSIBILE.

 

 

lunedì, 18 maggio 2009

  

Dopo più di un anno ho riaperto il blog. Nel frattempo ho mantenuto costante lo sforzo, per me obbligato di proteggermi dal diavolo.

Le difese sono migliorate. Sono più efficaci e semplici di prima. Anche gli attacchi più duri risultano decisamente più sopportabili.

Dunque ho deciso di presentare qui di nuovo tutto l’insieme delle difese che uso ora sia quelle che porto su di me, sia quelle che uso a casa come difesa ambientale. Metterò in rilievo sottolineando le parole che indicano un elemento nuovo o modificato rispetto al passato. Del resto cercherò di essere il più breve e semplice possibile.

 

Difese corporee.

 

  1. L’uso dell’aglio in quattro modi.

 

Bere un infuso di aglio. trovo questo consumo, al momento, come il più importante tra i quattro modi.

Come si ottiene l’infuso: taglia uno o più spicchi di aglio ben nettati a spicchi molto sottili. Mettili in un bicchiere d’acqua e lascia in infusione per la notte, circa dodici ore.  Al mattino getta via le fettine. Aggiungi all’infuso il succo di un limone e bevi. Se trovi il tutto imbevibile aggiungi dell’acqua o del succo di frutta di tuo gradimento, per esempio di arancia, oppure aggiungi un po’ di miele. Questo infuso entra in circolo nel corpo molto presto, diffondendosi dappertutto. Lo trovo utilissimo. Il diavolo trova ora poco confortevole, semplicemente, stare in un qualunque punto del corpo, come faceva prima senza problemi. Non sento più che mi dia il tormento come prima. È il mio metodo favorito. Credo che lasci anche meno odore rispetto all’aglio ingerito per intero. (Io ripeto il trattamento anche la sera, dopo aver messo in infusione dell’aglio al mattino).

Per neutralizzare l’odore mangia due cucchiaiate di yogurt. (Se preferisci puoi anche mangiarne di più, ma mi assicurano che lo yogurt fa il suo effetto anche quando in una quantità molto moderata). Fallo subito, prima o dopo aver bevuto l’infuso o masticato l’aglio: è essenziale per il risultato antiodore.

 

          Mantengo, soprattutto la sera prima di dormire, il consumo di aglio nei tre modi precedenti.   Lo ripeto per chi non mi ha letto fin qui:

Inghiotti uno spicchi di aglio fatto a pezzi buttandolo giù con dei sorsi d’acqua. Poiché per essere digerito ed espulso prende parecchie ore, protegge in particolare la zona dell’ombelico, la pancia. Anche per questo conserva il suo valore. Anche qui, subito dopo –o subito prima- prendi due cucchiaiate di yogurt per risolvere problemi di alito.

(Ricordo che anche la cipolla e l’aceto sono protettivi rispetto al diavolo. puoi tenerne conto nella alimentazione o anche se subisci attacchi. Una donna ha sostenuto di essersi liberata di uno spirito maligno ingerendo un bicchiere di aceto! Aggiungo qualcosa che uso raramente: mettere una sola goccia di olio essenziale di verbena o di menta o di neroli su una zolletta di zucchero e lo succhio lentamente. Gli oli essenziali vanno presi con molta parsimonia,non più di una goccia al giorno, altrimenti, dicono esperti, ci avvelenano. Poiché siamo costretti, come a breve dirò, per proteggerci, a passare sulla pelle, soprattutto in emergenze, cioè se siamo sotto attacco demoniaco/magico dei se pur minimi quantitativi di composti a base di canfora, con aggiunta di oli essenziali, non uso quasi mai prendere il suddetto piacevole zuccherino, che io preferisco con una goccia essenziale di verbena ).

          Conservo gli altri due modi di difesa con aglio, di cui ho parlato in precedenza.  Metti, in particolare prima di dormire, uno spicchio d’aglio come supposta. Se fosse scalfito, tienilo sotto l’acqua per qualche istante. Non dovrebbe bruciare. Questa difesa è comunque molto importante contro il vampirismo. Lo spicchio d’aglio difende una zona cruciale per la protezione delle energie.

            Ultimo metodo, protettivo contro gli incubi: prima di dormire metti due spicchi d’aglio in bocca, una per lato. Tra la guancia e i denti. Metti piccoli spicchi, in modo che diano meno fastidi. Ogni volta che non li ho mangiati nel sonno oppure sputati fuori non ho avuto incubi.

 

Nota: Tutti gli usi dell’aglio non piacciono al diavolo, sono una effettiva protezione, almeno per ore successive al loro uso. L’odore dell’aglio, mi disse il diavolo in persona quando era vivo, dura sulla pelle tre giorni, tuttavia la protezione non dura, a mio vedere, più di un giorno.

A volte sono stata attaccata duramente dal diavolo nel momento in cui ingerivo l’aglio, anzi l’attimo prima. Più di una volta sono dovuta correre in bagno a vomitare e peggio. Se ti succede di voler rigettare, non importa quale ne sia il motivo, non abbandonare le difese, solo aspetta un momento di calma per prenderle di nuovo, nella forma più morbida e indolore per te. L’aglio è sempre valido come protezione anche quando consumato nel cibo, per esempio messo nel pesto alla genovese. Per quanto riguarda l’infuso di aglio, se lo si diluisce con succo di arancia, per esempio, risulta piacevole. Insomma ingegnati.

Ricordo che l’uso dell’aglio che ha fatto veramente arrabbiare il “mio” diavolo è stato l’uso dello spicchio come supposta. (E poi anche l’uso dell’aglio in infusione. ) La supposta è davvero di vitale importanza e il corpo si abitua facilmente al suo uso.

 

Il potere di queste difese viene rafforzato dall’uso delle altre. Pubblicherò subito questa parte e nei prossimi post pubblicherò ciò che concerne gli altri elementi protettivi, che, aggiunti all’aglio, ci proteggono in modo molto grande dagli attacchi diabolici.

Per concludere dico che usare l’aglio in questi diversi modi serve a proteggere tutto il corpo.

Osserva i suoi effetti su di te e vedi quale sia il quantitativo adatto a te. Puoi anche sperimentare altri metodi, tra i moltissimi che concernono l’aglio. Scrivi sulle tue esperienze in materia, sia che tu abbia o meno a che fare col diavolo!

Aggiungo infine che purtroppo non ho scovato alcuna cosa che viene venduta come protettiva che lo sia effettivamente. In passato, all’inizio della mia ricerca, ogni sorta di cimeli. Ho addosso, per esempio, tre anelli d’argento che contengono un disegno particolare che risalirebbe all’antico Egitto, che mi è stato venduto come obiettivamente protettivo. Non mi risulta abbiano alcuna utilità. Ho comprato, come molti fanno, anche altre cose – per esempio due chiodi incrociati e legati col filo rosso-, sperando che effettivamente funzionassero a protezione dal diavolo. Non ne ho trovato nessuno efficace. Nel tempo, nel corso di circa venti anni di tribolazioni – è proprio il caso di dirlo-, ho messo insieme le difese che leggete. Difese che possono migliorare.

Il sistema scientifico che io ho usato è stato quello della prova ed errore: se funziona continuo, se in tutti i modi non serve, lo abbandono.

La ricerca rispetto al diavolo non è come una ricerca da laboratorio, il diavolo non è come un batterio: il diavolo ha capacità e poteri variabili, può anche tendere a ingannare, a far credere che un metodo inutile serva e invece uno utile non serve. Per questo occorre avere pazienza e provarlo, anche a sorpresa, per osservare l’effetto.

La difesa a base di aglio è molto importante e finora insostituibile, ma è insufficiente, incompleta, come difesa. Il suo valore è massimo nelle prime ore dopo l’uso, ma in ogni caso è necessario aggiungere le altre difese. Per questo dovete imparare anche le difese che seguiranno.

 

Posso dire che l’insieme delle difese è di grande efficacia. Il mio stato sia fisico che psicologico è molto migliorato. Potrei dire che nel complesso gli attacchi del diavolo hanno perso molta della loro efficacia. Con queste difese il diavolo trova davvero “pane per i suoi denti”.

La ricerca continua, come vedrai, e con ottime prospettive.

 

2.      Olio canforato, tiger balm e tiger oil

 

Per completare la parte sull’aglio voglio parlare della grande importanza che hanno nella difesa dei prodotti in genere a base di canfora, da spalmare sulla pelle.

In passato limitavo il loro uso a passare un poco di olio canforato, cui avevo aggiunto un certo numero di gocce di olio essenziale di verbena sui punti che mi facevano male. vedevo che il dolore si affievoliva o addirittura spariva, seppure temporaneamente. Avevo anche trovato un prodotto molto buono, l’Essential embrocation, di produzione cinese, a base di canfora. Anche la mia analista, che fa anche il medico, mi disse che lo trovava buono, efficace. Non parlava di efficacia rispetto al diavolo, ma del prodotto in sé. Comunque trascurai poi questo prodotto. Ma un giorno, dopo uno spettacolo di danze orientali cui partecipai (come spettatrice) vidi in vendita, nell’atrio del Teatro, dell’Olio di tigre, Tiger oil. Lo pagai meno di nove euro. Era una confezione piccola, tascabile. Lo portavo con me. Quando ero in biblioteca, una mattina, di colpo mi trovai sottoposta a uno dei soliti attacchi da parte del diavolo, che arrivano dalla testa e mi producono stanchezza tale da abbreviare di molto la mia permanenza nella biblioteca stessa. In questo caso posi mano al balsamo di tigre e lo misi in cima alla fronte, in cima alla testa, alla radice dei capelli, e dietro il colo, nonché dietro le orecchie, come fosse un profumo. L’attacco fu completamente neutralizzato. Potei rimanere a lungo in biblioteca e in giorni successivi fui anche lasciata in pace.

In seguito a questo fatto evidente e che anche in seguito si è rivelato efficace come allora ho cercato di comperare un’altra confezione, visto che quella in mio possesso usandola ormai era quasi finita. Trovai in vendita non l’olio ma il balsamo di tigre, tiger balm. Mi parve che il suo effetto fosse ancora più persistente. Si legge nelle diverse etichette che non va usato in grande quantità o molto frequentemente. Giusto, pare anche a me che, quando l’ho usato molto mi venisse a volte un poco da grattare i punti della pelle dove l’avevo messa, seppure solo sotto i vestiti dove mi era capitato di metterla.

Ho trovato questi prodotto anche in negozi cinesi, con nomi uguali ma confezioni diverse. Molto più economiche come prezzo, e a mio vedere efficaci allo stesso modo. efficace è anche il tiger balm che ha un colore bianco.  L’olio di tigre cinese non aveva canfora. Non posso dire se servisse allo stesso modo poiché l’ho regalato a qualcuno il giorno stesso in cui l’ho impiegato.

Direi di riservare questi prodotti ai momenti in cui si è attaccati o si teme un attacco. E di spalmarli solo sulle parti poco o per nulla difese in altro modo. E per le parti più duramente attaccate. Io ne metto un pochino sul cuore, sulle mani, sui piedi. Sulle parti che sento mi vengano colpite, le parti doloranti.

Cosi, consiglio vivamente di procurarvi questi prodotti, che presumo siano anche disponibili in rete e che non ci siano grandi difficoltà a procurarli. Da notare. Anche l’Essential embrocation è risultato utile nello stesso senso. dunque possiamo scegliere tra i diversi prodotti. Credo, ma non sono certissima, che tuttavia il balsamo abbia un effetto più duraturo sulla pelle degli oli.

L’Essential embrocation e l’olio di tigre venduti nelle erboristerie italiane costano meni di dieci euro. I balsami sia rosso scuro che bianco, che ho trovato dai cinesi sono costati 2,50 euro l’uno. Dunque vi consiglio di portare sempre una confezione di uno di questi prodotti con voi e quando siete stanchi o avete un dolore passatevela anche voi in quale punto, come ho fatto io…

Anche, ho provato a difendere vari punti del corpo, mani piedi cuore, bacino .. e mi sono svegliata sempre stando meglio. Non faccio questo di fisso e sto sempre meglio se lo faccio…

I vari liquidi che “bruciano”, come per esempio gli antizanzara, e gli spray che purificano l’aria. Li ho usati, spruzzando per esempio le coperte con quelli. Servono sicuramente a tenere inoffensivo il diavolo. Ma non sono sicura che il loro uso faccia poi bene alla nostra salute. Cosi mi limito sostanzialmente al balsamo di tigre sulla pelle, con parsimonia.

            Ancora una cosa: si possono mettere queste sostanze non solo sulla pelle ma in angoli di vestito che non si vedono. Suppongo che sia meno efficace, ma che questi profumi comunque proteggano se odorati dal diavolo,anche quando non li mettiamo direttamente sulla pelle. Sicuramente sarà meno efficace ma non inutile. Ho visto in India venduti dei liquidi appunto per questo scopo protettivo. Allora non li presi sul serio ma ora ho avuto modo di cambiare idea.

 

 

Nei prossimi post specificherò uno ad uno gli altri metodi che compongono l’insieme.

 

A PRESTO!
postato da: vivamerlin alle ore 10:17 | Permalink | commenti
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