sabato, 28 luglio 2007

Mie peripezie con un rilevatore di infestazioni, un parroco e un esorcista. Si parla anche della documentata ricerca storica di

Maria Sofia Messana 2007 Inquisitori, negromanti e streghe nella Sicilia moderna (1500-1781), dove troviamo per esempio questa antica ricetta usata dagli esorcisti. La persona posseduta veniva unta con una pozione cosi ottenuta:

 

Prendi circa tre grani di ruta, salvia, aneto, cenere d’olive, acqua benedetta e fa bollire tutto in olio.

  

Una volta ho telefonato a una persona che ha strumenti (cosi avevo letto) per rilevare le infestazioni demoniache. Chiedevo di poter avere a mia disposizione gli strumenti - da affittarli o comprarli - per rilevare l'infestazione. Volevo rilevarle ogni volta che mi pareva che l’infestazione ci fosse, e poi fare la rilevazione anche in altri momenti. Volevo rilevare le infestazioni, in modo da avere prove documentate.

Mi disse di no. Se volevo veniva lui una volta a rilevare l'infestazione. A quel tempo io certo avevo a che fare con l'infestazione. Una infestazione per la quale la possessione appare pressoché continua, quando si rimane in un certo ambiente. si può rimanere nello stesso umore, per esempio depresso infelice, in stato di paralisi...impotente..

Il fatto è che io sapevo già come liberarmi di codesta infestazione, e in fretta, potevo gia verificare se c'era, se mai la mia impressione non bastava, portando in giro una candela accesa che di suo non fa fumo: se l'era infestazione si formavano volute di fumo scuro.. se c'è fumo, c'è arrosto ..

Inoltre tenere aperte le finestre e accendere il ventilatore faceva il resto.

Se io avessi avuto lo o gli strumenti rilevatori, avrei probabilmente avuto come risultato la scomparsa delle infestazioni. questo strumento di vessazione diabolica non sarebbe stato usato perché il diavolo non lascia prove, non le vuole lasciare, in particolare se può temere che lo si possa identificare, o comunque anche solo fare il suo nome... Ci tiene a non farsi vedere e men che meno identificare. Cosi è il diavolo Junk che io ho conosciuto da vivo e vegeto, da vivo ma ammalato anche gravissimo, e poi da morto e spirito maligno.

Dunque il mio contatto con il rilevatore di vessazioni non ebbe risultato positivo. Io stessa non ero interessata al fatto che arrivasse a rilevare le infestazioni. Il diavolo Junk avrebbe certo saputo quando arrivava e non avrebbe più infestato, in modo che il rilevatore non trovasse nulla. Dopo la sua partenza avrebbe ricominciato.

Altro motivo per cui non ero interessata a una sola rilevazione, necessariamente su appuntamento è che avrei dovuto vivere con la casa infestata per tutto il tempo fino all’arrivo del rilevatore, in modo che potesse trovare qualcosa. Perché avrei dovuto soffrire?

Col tempo, visto che mi libero delle infestazione in fretta, e rendo difficile il loro formarsi, Junk non perde tempo a infestare..

Cosi resto con la curiosità, l’interesse di sapere come rilevare le infestazioni.

I metodi di rilevazione delle infestazioni non sono adatti a me. Non ho un castello da infestare per un anno, con le finestre chiuse, da tenere pronto per le indagini. Né un diavolo che si presti a questo.

 

E ora parlo di Junk e dell’esorcista.

Io non voglio affatto pensare agli esorcisti. Non dubito mai, quando leggo di persone possedute e liberate dagli esorcisti, sul fatto che quanto raccontato sia vero e mi fa un immenso piacere sapere di persone che sono state definitivamente liberate.

So che non tutti gli esorcismi riescono. Andrew Green ( nel manuale “A caccia di fantasmi”) riporta dei dati secondo cui gli esorcismi riusciti erano in calo rispetto al passato.

So che una persona curata dagli esorcisti può essere liberata dopo anni. In un caso, mi ricordo di aver letto che ne sono occorsi quattro. Ottimo comunque. So di un esorcista che ha voluto curare una donna solo con l'esorcismo, senza fare ricorso a cure mediche, ed è morta. L'episodio ha fatto scandalo.  E’ stato scritto un libro su questo, un libro che io non ho letto. Non so se per l'esorcista ci siano state conseguenze legali.

Ho letto di persone che sono morte nelle più atroci sofferenze, per i tormenti di spiriti maligni, nonostante gli esorcismi.

Mi hanno raccontato di esorcisti la cui salute si è incrinata per via degli attacchi dei demoni anche contro di loro. Evidentemente al diavolo non piace chi lo combatte e aiuta e sta vicino alle vittime.

So di un caso in cui quello che successe durante l’esorcismo fu cosi pesante che non solo il posseduto ma l’esorcista dovettero ricorrere a cure psichiatriche. (E’ riportato nel manuale “A caccia di fantasmi” di Andrew Green ).

So che una persona una volta liberata, dopo anni può essere posseduta di nuovo. Nel passato, a volte, le stesse persone venivamo esorcizzate di nuovo nella pubblica piazza, poiché di nuovo erano state possedute.

Mi sono chiesta, e non è un pensiero blasfemo, giusto un pensiero che passa per la testa, se il diavolo non se ne vada quando ne ha voglia.. forse il suo andarsene si può interpretare come liberazione, ma forse si è solo stancato…

Certo una persona che essendo posseduta piano piano rinuncia alla vita sociale diventa meno interessante per il diavolo, non c’è “movimento”.. Per esempio il diavolo Junk in Chiesa si annoia e vuole uscire… non ha mostrato di essere spaventato o anche solo infastidito..

Da vivo Junk si faceva vedere con rappresentazioni sacre in mano… come dire: io non sono il diavolo, vedete che toccare immagini sacre non mi fa nulla?

Al suo funerale il sacerdote era lì e benedisse la bara, al cimitero. E’ una cosa che ho notato: al collo del sacerdote  appesa in mezzo alle scapole c’era una croce dorata sulla stoffa dell indumento –una specie di “sciarpa” aperta davanti, so che ha un particoalre nome -… solo che la stoffa era ripiegata: la croce non si vedeva più. Né io né altri avvertimmo il sacerdote che sciarpa, la croce non era in ordine..

Io avrei voluto dire a tutti che quell’uomo era un mago nero, ma non l’ho fatto…

Io non so se in Italia ci siano delle statistiche in materia, che concernano il numero di domande di esorcismo.

[Nel saggio di 

Dario Rei 1988 Le effemeridi diaboliche di Torino: simulazioni coincidenze conseguenze., in Filippo Barbano (a cura di) 1988 Diavolo, Diavoli Torino e altrove. Milano Bompiani

 

si fa riferimento alla "nomina di 6 esorcisti della diocesi e agli oltre 1300 casi di intervento richiesti agli esorcisti torinesi nei primi anni Ottanta." In nota leggiamo che i dati sono tratti da "Magia e cura della possessione a Torino, tesi di Gian Luca Corelli discussa presso la Facoltà di Scienze politiche (resoconto in La stampa del 9 dicembre  1984)"]

Altra informazione utile comunque sarebbe: quante domande vengono accolte? Su quali criteri? Questi criteri sono obbiettivi?

Dunque quante persone vengono rifiutate? E abbiamo prove che non siano effettivamente vessate?

Quanti degli esorcismi riescono? Ci sono esorcisti che possono contare su più casi riusciti e altri meno?

Che ci siano moltissime persone che si sentono in difficoltà per il maligno mi è parso chiarissimo quando ho parlato con una donna che vendeva libri sul come difendersi dal diavolo e ogni sorta di cianfrusaglie intese protettive. Dal pezzetto di vestito di Padre Pio a due chiodi incrociati e legati con un filo di lana rossa ecc. Questa persona mandava per posta queste cose ed aveva una grandissima quantità di ordini da soddisfare.

Ma ecco qui il punto cui riflettevo in questi giorni rispetto all’esorcista e Junk.

L’esorcista agisce sempre in presenza della persona che deve essere esorcizzata.

Ma Junk il diavolo non sta mai fermo dentro la persona che tormenta.  Intanto, va e viene. Certo può passare una notte a dormire dentro uno, cosi facendolo alzare stanchissimo, ma dopo che lo ha spolpato, va dentro un corpo più ricco di energie e vampirizza quello. Non c’è dubbio.

Quando io ho avuto a che fare, una volta col mio parroco, per chiedergli di mettermi in contatto con un esorcista, il diavolo era sopra di me e sopra di lui. Non è rimasto certo dentro di me, a farsi cogliere nel punto prefissato. Il parroco mi disse che non gli sembrava grave. Io ero troppo disperata e terrorizzata per insistere. Il parroco ebbe il tempo di dirmi che non dovevo chiedere aiuto alla Chiesa cattolica visto che ero andata ad adorare gli idoli in india! Junk allora era vivo –e aveva una forza tremenda, credo superiore a quella che ha ora da morto- e potete immaginare come fosse furibondo all’idea che io andassi dal parroco a dire il suo nome!

Dopo diversi anni ho trovato qualcuno che, quando gli ho raccontato dei mie problemi col diavolo mi ha dato un indirizzo che diceva ottimo. Anche qui l’esorcista rimandava sempre il giorno e l’ora, prendeva tempo. Si occupava di me, le mie letture che voleva conoscere e riteneva eccessivo il mio studio dei Veda o la mia permanenza negli Ashram. Io non riuscivo a dire che mi difendevo un poco con vari metodi. Ero sicura che ne sarebbe stato contrariato. Aspettavo un momento per dirglielo. Comunque mi fece aspettare settimane e poi mi diede un appuntamento che io feci di tutto per mantenere. Arrivata li mi disse che di Domenica non si lavora. E io che avevo fatto un lungo viaggio per arrivare li in tempo!

Nei libri di esorcisti mi è capitato di leggere che è il posseduto che manca agli appuntamenti. Qui a mancare era lui, che si dimenticava l’appuntamento.

Voglio dire che Junk operava sia su di me che sul parroco, o sull’esorcista.

Questa è la mia piccola testimonianza in materia.

Mi chiedo anche quante persone che si sentono vessate dal diavolo non si rivolgono agli esorcisti. Suppongo che ne esistano. Suppongo che ce ne siano che hanno provato ma non sono riusciti.

Io per esempio ho cominciato a rivolgermi per aiuto ad un’analista, all’inizio – circa due anni prima di arrivare dal mio parroco, perché a quel tempo non pensavo affatto di avere a che fare col diavolo, alla cui esistenza nemmeno credevo, allora - ma, accorgendomi che mi  comportavo in modo opposto a quello che ritenevo essere mio da sempre, come se avessi assunto inspiegabilmente una diversa personalità, pensavo di star diventando pazza.

L’analista non aveva assolutamente esperienza in materia. Certo il diavolo era attivo anche con lei e con me in ogni singola seduta. L’analista mi diceva che io ero del tutto normale, normalissima. Non ne ero convinta e allora ero partita per l’India ed ero finita in un Ashram in cui si praticava Yoga e pregavo di capire che cosa mi stesse succedendo e li un giorno ho capito perché ho visto coi miei occhi il diavolo –in forma di filo bianco - che mi entrava dentro … Ho raccontato tutti ciò in un post, vedi possessione in diretta.

Successivamente andare dall’analista è stato fondamentale perché ho potuto raccontare a qualcuno cose che nessuno altro avrebbe ascoltato. Per arrivarci però ho dovuto aspettare anni. Solo dopo che le mie difese sono aumentate ho avuto la forza di trasciarmi da lei. Ero cosi mal ridotta che, benchè mi avesse visto una volta alla settimana per dieci mesi, non mi riconosceva. Come fossi un’altra persona.

Una volta gli esorcisti cattolici esorcizzavano e curavano, ma ci fu un momento in cui fu loro proibito di curare i posseduti. Devono solo usare gli esorcismi. Oggi dare un qualche potere a incenso, candele, campanella ecc sarebbe considerato superstizione. Anche se si usano nel rito, il vero e solo potere è ritenuto essere nell'esorcismo da parte di un religioso a questo deputato.

I protestanti considerano le stesse benedizioni o l'esorcismo una sorta di magia o di superstizione.

[Direi che campanella, incenso e candele sono di piccola utilità: se il diavolo se ne va certamente il merito è dell'esorcista. Sulle opinioni dei protestanti in realtà non so su quali elementi si basino].

Spesso ho letto che Gesù in persona ha detto : "Nel mio nome scaccerete i demoni!" Forse sono ignorante ma io intenderei che queste parole significhino semplicemente : nel nome del bene, di me che sono il bene, scaccerete i demoni. Infatti solo chi ha per punto di vista il bene può combattere il male. Cosi io la penserei. Ho capito invece che queste parole sono interpretate come se affidassero ai religiosi cattolici il potere automatico di scacciare il demonio.

Con tutto questo gli esorcisti non assicurano affatto la guarigione o liberazione delle persone che esorcizzano. A volte caricano la responsabilità sulla vittima del diavolo che viene sottoposta ad esame, ad inquisizione, in certo modo. La vittima si sente che deve meritare di essere liberata, purificarsi. Cosi ho sentito io.

Ho letto che molti preti e religiosi nella Chiesa cattolica, forse la maggioranza, non credono agli esorcismi.

Oggi ci sono esorcisti che desiderano alleviare in ogni modo le sofferenze terribili dei posseduti. Dunque lavorano insieme a medici o psichiatri per curare oltre che esorcizzare una persona tormentata dal diavolo.

Secondo documentati studi storici i medici e gli esorcisti favorirono la caccia alle streghe in cui milioni di donne, cui era interdetta la professione di medico e di esorcista, furono condannate dall'inquisizione, negli ultimi due secoli del Medioevo ma soprattutto nell' Età Moderna. Se queste donne riuscivano a guarire un malato dove un medico o un esorcista aveva fallito, l'accusavano di stregoneria veniva inquisita torturata e condannata al rogo. Fu cosi che una donna ebrea, valente medico, fu arrestata. Più lei parlava delle sua capacità, e più si condannava da sola al rogo. Questa medico non sapeva quali cose non bisognava dire, e quelle che doveva dire. Quando si accorse che era condannata cercò di fuggire da una finestra del carcere ma morì nel tentativo di fuga.

Ho tratto diverse delle notizie che ho dato qui in fondo dal libro di  J. B. Russell Il diavolo nel mondo moderno  (v ai  riferimenti) e anche da questo recentissimo testo,  molto istruttivo:

 

Maria Sofia Messana 2007

Inquisitori, negromanti e streghe nella Sicilia moderna (1500-1781), Palermo, Sellerio editore, 653pp.

 

L’autrice insegna Storia Moderna nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Palermo. Il libro è ben documentato.

 

C’è un capitolo particolarmente importante: VIII Guarigione e magia: pp. 479-519

 

Uno dei paragrafi interessanti è:  La farmacopea esorcistica. Viene citato G. Menghi: Flagellum Daemonum. Si danno i componenti di varie ricette.

 

Nel capitolo conclusivo vi è un paragrafo dal titolo: Medicina magia ed esorcismo. Maghi medici esorcisti sono comparati tra di loro da diversi punti di vista.

E’ da notare che le cure di medici esorcisti e guaritrici sono in gran parte simili. Le donne usavano cure che gli altri non usavano, per esempio la placenta, che invece ora è utilizzata nelle cure mediche.

 

Nelle ricette troviamo elementi usati ancora oggi, che io ho trovato nei testi in materia (v riferimenti): canfora, aglio, cipolla ...

 

Riporto qualche citazione diretta. Da pag 495:

 

Esiste.. una farmacopea esorcistica, le cui pozioni sono accuratamente descritte nei manuali ad uso dei sacerdoti. Il Flagellum daemonum, ad esempio, prescrive che i pazienti ingeriscano del pane azzimo, secondo un’antica ritualità ebraica-, poi verranno unti con questa pozione: ..

 

Prendi circa tre grani di ruta, salvia, aneto, cenere d’olive, acqua benedetta e fa bollire tutto in olio.

 

[Ho sostituito le parole in latino del testo con la loro traduzione in italiano che si trova nella nota 61]

 

da pag. 495, nota 62:

 

Nell’Herbarius ... si legge .. che la ruta è un controveleno efficacissimo

 

pag 496, nota 63:

 

La ruta fa parte dei rimedi contro la jattura e il malocchio, perché allontana i diavoli. La magia siciliana adopera anche l’aglio, la cipolla.. contro chi si crede malevolo…

 

 

 

NOTA SU DI ME E QUESTO BLOG. Voglio dire, per la chiarezza di chi non conosce il mio blog, che io non pratico esorcismi.

Nè magie, se per quello.

La mia è una ricerca empirica e scientifica. C'è una vasta tradizione in materia. Cerco di raccogliere ogni informazione che mi paia utile allo scopo di allontanare ostacolare catturare fantasmi o demoni.

Cerco di capire se qualcosa serve provandola su di me. Il metodo è quello della prova ed errore. Se serve la impiego. Se vedo che non serve, anche apportando ogni cambiamento che mi paia opportuno, smetto di impiegarla.

 Nel blog racconto quello che trovo utile. Tutto qui.

Io prego come farei comunque, come facevo anche prima, come chiunque. Prego anche perchè la ricerca vada avanti.

Chi legge il blog può provare da se le cose di cui scrivo e verificare se servono. 

 

giovedì, 26 luglio 2007

Vi dico come ho appurato che gli antibiotici non proteggono da diavolo e infine do una ricetta facilissima di aglio e avocado..

Per via di una infezione dovuta a un dente che avrei dovuto curare da un pezzo, sono dovuta ricorrere alla cure mediche, che abborro. Poiché la guancia si era gonfiata al punto da rendermi deforme sono dovuta andare, dopo tre giorni di tentativi di cura domestica al Pronto Soccorso. Curata con lievi antibiotici, che non hanno dato risultato sono dovuta passare a iniezioni di antibiotici. Con risultato di progressiva guarigione. Il tutto dura ancora. Oggi devo anche prendere un forte antibiotico a livello locale. Dicono che brucia..ma è efficacissimo anche per disinfettare le ferite dei cani!

Per diversi giorni non ho avuto fame e mi sentivo liberata dalla corvèe della fame e del dovermi nutrire. Però ho prese moltissimi liquidi, spremute di limone e arance per tre giorni.

Ho trascurato del tutto le difese. Temevo che l'Autan o l'insettifugo cinese fossero di troppo, dopo aver preso tutti quegli antibiotici, uniti a Supradin per le vitamine ed Enterogermina per avere abbondanti fermenti lattici. (L’infermiera che mi ha fatto le punture mi ha consigliato di prendere tutto ciò per contrastare gli effetti negativi degli antibiotici).

Per i primi tre giorni di cura, senza alcuna delle solite difese: aglio cipolla aceto.. Sono stata bene, a parte la malattia specifica. Ho pensato che forse gli antibiotici, dopotutto, potevano essere efficaci contro il diavolo.. Combattevano una forte infezione, potevano combattere lui ...

Col passare dei giorni però mi sentivo svuotata totalmente chiaro segno che l'azione di vampirismo automatico di cui il diavolo è capace continuava. Probabilmente nei primi tre giorni io ero ancora protetta dall'azione delle protezioni usate precedentemente (si sa che l'aglio, per esempio, agisce per tre giorni, per quanto con forza decrescente, oppure anche poso pensare che il diavolo ha studiato la nuova situazione, prendendo tempo rpima di agire: è sempre attento a non prendere rischi... Ovvero anche, presumendo che fossi difesa, non ha provato a colpirmi a fondo. L'aglio, la cipolla e l'aceto non gli piacciono, perciò può non attaccare a fondo..

Dopo, deve essersi sincerato delle cose come stavano e ha attaccato a fondo..

Cosi ho lentamente ripreso le difese solite, antibiotici o no.. cioè, a parte i ventilatori che avevo tenuto sempre accesi in tutto il periodo, e naturalmente la plastica per coprire il materasso (sotto il lenzuolo, ovviamente) :

Appena passato su di me l'Autan ho sentito un immediato senso di liberazione..

Ora sto difendendomi molto parcamente, con aglio cipolle e aceto e le mie forze si stanno lentamente riprendendo...

Ieri ho fatto un composto –  che ho imparato da un indo-inglese: aglio tritato fine schiacciato con polpa di avocado sale e olio d’oliva. A parte tutto non pone il problema di masticare!

Cosi direi, per concludere che gli antibiotici non sono protettivi rispetto al diavolo.

 

 

postato da: vivamerlin alle ore 09:54 | Permalink | commenti
categoria:antibiotici, aglio e avocado
domenica, 15 luglio 2007

Le forme pensiero –le infestazioni-, i corpi astrali o eterici – gli spiriti di ogni genere dal "diavolo" alla "fata"- non possono attraversare la plastica. Né i loro corpi in qualunque forma o densità, né quello di cui eventualmente sono caricati, veleni o altro che siano. Buono a sapersi per svariati usi di difesa.

  

Il materasso offre al diavolo un’ottima riparazione dalla ventilazione. Infatti nonostante  la ventilazione  l’entità occulta può colpirci indisturbato da sotto, dal materasso. Il materasso può essere infestato, cioè riempito di veleno, che noi possiamo assorbire dalla pelle. Per questo occorre un materiale che ci protegga. Esiste. Ed è di sicuro la plastica. La plastica ripara completamente dalle infestazioni del materasso. Coprite il vostro materasso con un telo di plastica molle. Io uso una tenda da doccia, che è morbida.

 

Sopra la plastica si può mettere anche un copri-materasso, e sopra il coprimaterasso si mette naturalmente il lenzuolo di sotto.  Per evitare che il lenzuolo di sopra offra rifugio al diavolo io non lo uso.

 

Un materassino di plastica antidecubito –che è di plastica- sarebbe anche meglio del telo di plastica molle, perché questo tipo di materasso permette un certo passaggio d’aria, soprattutto certi modelli.

 

Si potrebbe anche usare il materasso ad acqua, che una volta ebbe fortuna, ma poi tutti si stancarono di usarlo.

     

Se si dormisse senza coperte sarebbe meglio, cosi le coperte non offrirebbe riparo alle “influenze”. Si può comprare le coperte anche di Pile, e perfino cucirci dentro o sotto qualche calamita qua e là, con aggiunta di pile elettriche da vario voltaggio (v post sulle difese con cui cominciare con avvertenze in materia ).

      Se non dovessimo mettere sul corpo delle calamite, il che richiede un letto un po’ comodo, direi di dormire su uno strato di plastica magnetica, però essendo vestiti da capo a piedi: il contatto del corpo con la plastica non è tanto piacevole. Oppure direi di dormire su degli strati di rame (magari poggiati su una lastra di granito, o per terra ), su cui poggiare un coprimaterasso leggero e ovviamente il lenzuolo di sotto. Poiché il coprimaterasso e il lenzuolo sono sottili, ritengo che non permettono al diavolo di agire al loro interno.

Questa plastica magnetica ha un po’ di significato, ma è molto debole, di conseguenza avere addosso delle calamite resta essenziale. Personalmente vado a sdraiarmi sulla plastica magnetica quando non ho proprio voglia di mettermi addosso le calamite, operazione che richiede un qualche tempo.

 

      Mi è parso che dormire su materassi a molle fosse ben più protettivo del dormire su un materasso di lana o di spugna. Ma non ho fatto questa pratica abbastanza a lungo per consigliare di usare questo materasso evitando il telo di plastica, della cui capacità di protezione assoluta sono sicura.    

 

postato da: vivamerlin alle ore 15:13 | Permalink | commenti
categoria: , plastica, neoprene, telodi plastica sul materasso
domenica, 15 luglio 2007

Come usare il pigiama di pile. Ci sono due elementi che voglio sottolineare:

1. come si deve infilare la parte inferiore del top del pigiama dentro i pantaloni del pigiama, in modo da non offrire spazio al diavolo di colpire la pelle da un eventuale spazio aperto.

2. prima di dormire avvicinare il pigiama al corpo sotto le ascelle, in modo che non si formi una spazio tra il corpo e il pile che permetterebbe certe azioni del diavolo. Sembra stupido ma ho sperimentato più volte che questi piccoli accorgimenti fanno la differenza.

Finora mi sembra che dormire indossando il pigiama di pile sia la difesa migliore in quanto a vestiti. Benché il pile sia fatto con la plastica delle bottiglie di acqua minerale è fatto un modo che l’aria ci passa attraverso. Certo però non è assolutamente protettiva come un telo di plastica.

Ma ci sono due cose che occorre ricordare perché l’efficacia sia massima: comprare il top del pigiama il più lungo possibile e prima di dormire assicurarsi di infilare la parte inferiore dentro i pantaloni, cosi che non sia possibile al diavolo colpire la pelle nuda da uno spazio lasciato aperto. Ho verificato che questo particolare è molto importante. Evita che ci sentiamo indolenziti proprio in quella zona, al risveglio.

Un’altra cosa molto utile: prima di dormire occorre avvicinare la stoffa del pile, sotto le ascelle, al corpo. Ho potuto notare che se si lascia un largo spazio in cui il diavolo può agire tra la pelle e il pile, il diavolo fa i suoi lavoretti con comodità succhiando le nostre energie e colpendo i nostri organi interni.

Certo può entrare nel corpo e farci del male da dentro, ma non se abbiamo impiegato anche le altre difese: alimentarci in modo protettivo, con aglio usato nei tre modi, cipolla e aceto. Se mettiamo le nostre difese di calamite sotto il pigiama –dalle calamite attaccate sul pigiama a quelle più complete protezioni che ho chiamato dorsale e pettorale ecc che ho spiegato anche di recente sul post dedicato alle difese dagli attacchi peggiori.

 

Per dormire, a protezione dei piedi, io uso una specie di mezza calzina rigida (venduta per chi ha bisogno di tener ferma la caviglia). Mezza calzina significa una calzina corta che per di più non copre la punta del piede. Le dita restano nude.

 

Nella parte interna delle mezze-calze aggiungo dei pezzi (venduti per la magneto-terapia da Phytofix) che sono piccoli, composti da due grosse calamite disposte l’una vicino all’altra inserite nel neoprene, ma coperte da una stoffina bucherellata. Aggiungo una calamita più forte (delle solite che uso, capaci di sostenere 100 grammi di peso ) sopra una delle due grosse calamite. Io inserisco ben tre di questi piccoli pezzi Phytofix, che metto internamente alle mezze calzine. Uno da un lato del calcagno, uno sulla pianta dei piedi, uno sopra il piede.

A volte aggiungo una calamita anche dalla parte esterna di una sola delle mezze calze.

 

NOTA. Qualcuno si può chiedere perché mai non si potrebbe fissare alle calze tre coppie di calamite sui tre punti  (tallone pianta del piede e parte superiore del piede) e perché mai io metto dei pezzi di neoprene con grosse calamite in quei punti.

Le calamite a coppie nude da entrambi i lati potrebbero attrarsi tra di loro: per cercare di evitarlo dovremmo orientare sempre le coppie di calamite siano orientate tutte allo stesso modo: per esempio il lato verso il piede sempre in direzione nord, e quello esterno in direzione sud. In questo modo quando i piedi vengono a contatto tra di loro non avviene un fatto antipatico: le diverse coppie di calamite su attraggono tra di loro e noi dobbiamo allora cercare di staccarle..

Tuttavia, se anche prendessimo questa precauzione, potrebbe non servire: infatti le calamite della parte interna potrebbero, visto che la calza è sottile, essere attratte comunque dalle calamite volte all’esterno..

Cosi i pezzi di phytofix - che sono piuttosto robusti e contengono due debolissime ma grosse calamite - “isolano” la calamita che pongo nella parte interna: la sua forza è grande verso il piede, ma non è molto percepibile nella parte esterna al piede. Per questo non mi capita che le calze si attacchino tra di loro, costringendomi a separarle con un certo dispendio di tempo. Il sistema è perfettibile senz’altro. Questo è il meglio che sono riuscita a fare.

 

Porto anche un berretto di pile e lì fisso in tre punti una coppia di calamite per punto. Semplicemente metto una calamita da una parte della stoffa e una dalla parte interna.

Sul punto in mezzo alla testa fisso alle calamite una pila da nove volt. Negli altri punti se mi ricordo fisso delle calamite più piccole.

 

Se accendo tre ventilatori alla massima velocità, uno a soffitto, uno quasi ai miei piedi, col flusso d’aria rivolto verso di me e la parete di lato, e un altro sistemato dall'altro lato (circa all'altezza della vita) il cui flusso è rivolto contro il muro sulla mia testa e se ho preso tutte le altre precauzioni del caso, dormirò molto probabilmente una decente notte di sonno.

 

 

 

NOTA SUL NEOPRENE. Esiste anche un materiale detto neoprene che è morbido e in tutto può sostituire la plastica. Non si vende però a metri, almeno credo. Si trovano in vendita fascia di neoprene, da mettere al punto vita Per dimagrire. Il neoprene, a ciò che ne ho capito, può restare a contatto della pelle. Se non c'è caldo, si sta bene.  E' morbido. Certo è spesso, e dunque un poco ingombrante. Come capacità di difesa è come la plastica, uno spirito non lo può attraversare. Tuttavia, poiché in sé non contiene calamite il diavolo la può aggirare e colpirci dall’interno. Inoltre può comunque essere usato sulla pelle per breve tempo. Di fatto non lascia respirare la pelle.

 

 

 

postato da: vivamerlin alle ore 15:01 | Permalink | commenti (3)
categoria:
giovedì, 12 luglio 2007

Da: Robert A. Monroe (1974) I miei viaggi fuori dal corpo. Padova Editrice MEB; 217pp.

 

7 luglio 1960 – pomeriggio

 

Ecco un esperimento che non vorrei ripetere. Ero nella gabbia Faraday, carica (schermo di rame, 50KV in corrente continua). Cercai di muovermi nella gabbia. Uscii dal fisico senza difficoltà, poi mi sembrò di essere prigioniero in una grande rete fatta di filo flessibile. La “rete” o sacco cedeva sotto la mia pressione, ma non riuscivo a perforarla. Lottai come un animale preso in trappola e infine tornai nel fisico. Evidentemente, non fui trattenuto dal filo in se stesso, ma dalla corrente elettrica che aveva più o meno la forma delle gabbia, ma più flessibile. Forse potrebbe essere la base per costruire una trappola per fantasmi!”

                         R. A. Monroe: 136   .

 

... la gabbia di Faraday carica… il corpo fisico era circondato completamente da un forte campo di corrente continua. Fu constatato che il movimento attraverso le pareti della gabbia, in Secondo Corpo, era impossibile; quando fu tolta la carica elettrica, non ci fu alcun problema.

                                                            ib. : 209

 

Monroe scrive anche che la corrente d’alta tensione disturba i poteri para psicologici.

 

A pag. 208 parla della pericolosità di poteri occulti, con cui si può anche uccidere o salvare una vita. la vita di chiunque, anche la mia, la tua.

postato da: vivamerlin alle ore 12:08 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 10 luglio 2007

Ho avuto anche l’idea di impiegare a scopo protettivo rispetto al diavolo  l’emergency blanket o coperta di isolamento termico, che si usa per difendersi dal caldo eccessivo o dal freddo. Vedi nota sulla mia personale esperienza in materia.

 

 

E’ una specie di plastica di 160 per 210 cm: ha un lato argentato e un lato dorato. Ripiegata per bene ha una dimensione davvero piccola ed è leggerissima

 

Istruzioni di impiego.

Per proteggere dal freddo: posizionare il lato argentato verso il corpo: il calore corporeo viene riflesso e trattenuto per prevenire l’ipotermia.

Per proteggere dal caldo: posizionare il lato dorato verso il corpo: in questo modo il lato argentato è in grado di deviare le radiazioni solari per evitare che il calore penetri nel corpo.

 

Il tipo che ho trovato a costo 5 euro non mi sembra robusto. (Indirizzo di fabbrica è:

LEINA-WERKE GmbH D-51570 Windeck.)

 

Poiché il materiale appare come plastica, si potrebbe, in casi di emergenza, avvolgere una persona colpita dal diavolo? Suppongo di si, poiché eviterebbe il vampirismo dalla superficie del corpo. Naturalmente occorre che la persona sia protetta anche altrimenti, poiché il diavolo può entrare nel corpo e da li aspirare energie.

 

 

Una mia amica cui l’ho fatto vedere mi ha detto che la sua tenda da campeggio è fatta con materiali del genere.

Non è entrata in ulteriori dettagli.

 

NON SO SE LA COPERTA CHE HO TROVATO IO, IN VENDITA DA D-MAIL WWW.dmail.it IDEE UTILI E INTROVABILI sia la miglior coperta di emergenza che esiste, immagino che ne esistano altre...

 

 

NOTA PERSONALE. Io non ho ancora fatto molta esperienza. Mi sembra però che sia protettiva come la plastica, e cioè non è attraversabile dal diavolo, e inoltre è molto più leggera e, a differenza della plastica, non si ha una sensazione sgradevole e finora non mi ha fatto sudare come mi aspettavo.. non si appiccica.. E’ piacevole da vedere. Un groviglio di argento e oro…

Questa è la prima impressione… mettendola sopra il corpo, ovvero anche avvolgendola sotto le ascelle come fosse un asciugamano..

L’ho sempre usata coi ventilatori accesi, però.

Come la plastica, messa attorno alla persona non offre al diavolo lo spazio per agire, per esempio per pungere.. o comunque stare li e vampirizzare.. o entra nel corpo –e se abbiamo mangiato aglio cipolla e aceto e passato anche un po’ d’insettifugo sulle caviglie e sotto i piedi e magari altrove, non gli va - oppure se ne va… oppure sceglie un punto di attacco diverso, un punto del corpo scoperto..

Ha un solo elemento non necessariamente piacevole: fa un po’ di rumore quando la si muove.. inoltre una volta usata resta grinzosa.ma non brutta comunque..

L'emergency blanket non può però sostituire però il telo di plastica che copre il materasso: è troppo leggera.. quasi inconsistente..

ATTENZIONE: IL RESPIRO NON PASSA ATTRAVERSO, DUNQUE IN QUESTO HA IL LIMITE DELLA PLASTICA.

 

 

martedì, 03 luglio 2007

Alcuni di voi hanno parlato di scienza.

La spiritualità non è qualcosa di scientifico. La scienza

scopre o produce qualcosa e poi vi dice in che modo

fabbricare quello che ha scoperto, come utilizzarlo, come

conservarlo e anche come distruggerlo. Il prodotto che è

stato creato scientificamente è conosciuto perfettamente.

         La spiritualità invece riguarda noi stessi. Noi siamo

apparsi e improvvisamente è apparso il mondo. Perché?

Non lo sappiamo; tuttavia ci sforziamo di scoprirlo.

         Che cosa siamo noi? che cos’è il mondo? E quali sono

le nostre relazioni reciproche? Lo ignoriamo; ciò nonostante

prendiamo per buone le convinzioni di qualcun altro. Oppure

ci limitiamo a credere a quello che ci hanno detto i nostri

genitori: “Tu sei questo, tu sei quest’altro”. E finiamo

per rimanere legati a tutto un sistema di relazioni basato

unicamente sulle parole.

         Questa coscienza di esserci, la constatazione del fatto

“io sono”, è apparsa spontaneamente. Oggi “noi ci siamo”:

 “noi ci siamo” come c’è il sole che sorge. Proprio questo

“essere” è un’esperienza di un certo genere.

         Prima di nascere, non c’era alcuna esperienza; è con

l’apparire dell’”io sono”, di questa coscienza, di questo

senso di essere, che le esperienze hanno inizio. In seguito

scoprite che questo essere, questa esperienza che

percepisce “io sono”, è la causa di tutte le gioie e di tutti

i dolori. E genera anche tutti i vostri bisogni. A questo

livello di essere tutto ciò è inevitabile.

Ma che cos’è questa constatazione “io sono”, questa

conoscenza interiore di un certo insieme di movimenti,

di bisogni, di esigenze? Che cos’è questa identità? Dovete

scoprirlo.

 

 

Da: Nisargadatta  Maharaj 1985  Alla sorgente dell’essere. Dialoghi A Bombay 1978-1980 Aequilibrium – Ing. Giovanni Turchi – Milano 279pp.

 

Dell'autore, chiamato anche "il tabacchino di Delhi" perché aveva un piccolo negozio di tabacchi a Delhi ho sentito una volta un aneddoto. detto da Swami B., un monaco che teneva dei corsi di insegnamento spirituale leggendo testi come "Lo Yoga supremo", la Baghavad Gita e anche un testo di Nisargadatta..

Lo ha raccontato con un sorriso di lato...

Il racconto: un giorno un nuovo visitatore arrivò e vide il maestro che fumava! Stupito a dir poco esclama: "Ah! ma tu fumi!" E lui gli risponde: "'Io' non fumo."

postato da: vivamerlin alle ore 07:35 | Permalink | commenti
categoria:io sono, nisargadatta, alla sorgente dell’essere
domenica, 01 luglio 2007

Un sogno con ricordi di partenze .. Un luogo che ho lasciato for good  “Get your shit together!"  ..Raccolgo tutte le forze per andare lasciandomi tutto alle spalle.. per non passare tutta la vita a difendermi dal diavolo sapendo che invecchiando non sarò in grado di farlo e le persone attorno a me saranno del tutto incapaci di tener conto del diavolo.. "   

"Dove sta l'inferno? se lo sapessimo potremmo andare e toglierci i dubbi..."  La tentazione "del diavolo" per una ragazzina sta dietro l'angolo ... 

           Post scriptum sul modus operandi del diavolo: irritato perché intendo partire minaccia ..

   

Essere sinceri reca benefico al cuore,

non bisogna chiedere una fortuna immensa,

essere sinceri reca beneficio alla mia virtù

                  (I King. Esagramma 42, nove al 5° posto)

  

Un sogno recente, di qualche settimana fa:

 

sto partendo, nella stanza i bagagli sono pronti, e io sono vestita. Una donna è andata via e mi ha lasciato la bambina, che arriva forte e vivace.. ma la cacca le esce dalla mutande.. mi chino e comincio a  pulirla .. la bambina deve partire con me… io vengo chiamata … arriva qualcuno che si prende cura di lei … in piedi ci sono un uomo e una donna della stessa altezza.. io parto col loro beneplacito, i bagagli sono pronti, anche la biancheria della bambina è riordinata in pile immacolate. Sollevo il vestitino della bambina per controllare che sia pulita: tutto è bianchissimo. Possiamo partire.

 

Dopo che ho fatto questo sogno non sono riuscita davvero a intendere il senso della bambina del perché è sporca… mi pare un sogno di pessimo gusto ma non posso certo pensare che il diavolo me lo abbia propinato… però mi pare privo di senso… davvero.. cosi lo racconto all’analista. So che devo partire… certo voglio avere un bambino e visto che non sono in età per farlo naturalmente nel sogno trovo una madre che abbandona sua figlia a me… il mio sogno di maternità si realizza.. e anche trovo chi pulisce la bambina.. infatti i bambini, osservo, sarebbero stupendi se non li si dovesse pulire..

Ma nel corso di un po’ di giorni viene fuori il vero senso della cacca.. e quando arriva so che è l’unica interpretazione giusta. mi viene in mente l’espressione texana “ get your shit together”. Questo invito significa: “raccogli tutte le tue forze” ( nel sogno è anche : per uscire dalla “cacca” in cui sono fino al collo?)

L’espressione è sempre rivolta a qualcuno che si lascia andare che può anche essere un drogato o una persona che beve…per uscire dalla situazione di stallo…

L’amica texana che usava questa espressione, “Federica”, era figlia di uno che aveva una pompa di benzina da qualche parte in Texas …

 

E’ chiaro che io voglio partire…nel sogno parto… non dimentico me stessa e riesco a mettere a posto le cose.. a raccogliere le mie forze per partire avendo fatto tutto quanto è necessario..

Sono nella cacca fino al collo… ecco la verità…

Dopo il sogno, ed è certo in armonia col significato, do via un piccolo letto e altre inutilità della mia casa. più svuoto e meglio è. significa che riduco le cose da fare prima di partire. Perché voglio andare via e for good vale a dire per sempre.

 

Una volta io vivevo in una comunità di donne…la chiamerei Isola fortuna un luogo mitico dove la gente aveva in testa prima di ogni altra cosa di non dire mai una bugia di rivelare sempre e subito sentimenti e pensieri… Ed è li che ho anche imparato da un gruppo di self-help a usare lo speculum e anche perfino a estrarmi il sangue mestruale.. l’apparecchio manuale era fatto da un barattolo per marmellata col tappo nero e spesso da cui fuoriescono due tubi di plastica. In uno una piccola valvola che impediva che l’aria tornasse indietro causando danni.. il metodo poi rubato da Karmann che divenne famoso con un’idea rubata  a donne di cui era un dipendente.. Poiché ho regalato la valvola a un gruppo di self-help che ne aveva bisogno, ma conservo quello che resta …

 

E da li una volta sono dovuta partire.. mettere insieme la mia roba e partire.. chiedevo a Federica di aiutarmi a fare i bagagli ma lei obbiettava: “Come: te ne vuoi andare e vuoi anche che ti aiuti a fare i bagagli?”

Volevo che mostrasse che riteneva inevitabile la mia partenza.. infatti capiva che li non avrei potuto fare il mio lavoro. Dovevo tornare a casa .. in Europa. E tornare quando quella oramai era la mia casa… non “Europa”: Katrina, Patrizia lei.. Leah  Micah (nomi spesso addirittura inventati, nomi per l’estate, come si diceva…) e Gilbert, Gerard …

 

Micah non era Micah in realtà.. infatti Katrina mi diceva che il suo nome nel gruppo di poesia in cui l’aveva incontrata non era Micah e scriveva :

 

Scorpio Lady

You ingulfed me with your touch

And I wandered were your fingers

would travel next

 

Infine Federica mi ha aiutato a mettere insieme e trascinare tre sacchi di libri…sono partita.. sono infatti partita.. ho dovuto.. se fossi rimasta li non avrei mai incontrato il diavolo… sono partita .. e sono arrivata..

Ho trovato per caso la lettera di un’amica carissima e l’ho portata dall’analista.

Volevo riportarla qui ma non la trovo.. era una lettera che mostra comunque come vivessimo sempre all’apice delle emozioni, dando loro un valore assoluto…

Sono io quella? certo ero quella.. tra me e quella ci sono i “secoli” del diavolo. Di quella persona forse è rimasto solo l’imitazione…residua ..

 

Ma chi sono io veramente, chi sarei se fossi senza il diavolo? Anzi non chi ma come..

 

Ecco che devo partire .. per vivere dove non c’è il diavolo, o c’è il meno possibile…

.. sullo Stretto di Magellano piove più di 300 giorni l’anno..  o invece più lontano del lontano… dall’altra parte del globo che il diavolo dovrà attraversare per l’aria e non per terra e questo vuol dire un sacco di aria... Wellington .. oppure.. a Jakutsk  Omsk o Irkutsk ..  (e il russo però? ) mi andrebbe perfino la Germania, nel mare ventoso, se non ci fossero i bordelli…le donne  che vivono in Germania dovrebbero cercare asilo politico in Svezia per non vivere dove si violano i diritti umani.

 

Forse una settimana dopo il sogno della bambina ho avuto il sogno della mummia che torna in vita e mi minaccia [ne ho parlato nel post: spiriti maligni: misure anche contro gli attacchi peggiori, nell’unica nota verso la fine ]: che ritengo invece un incubo, opera del diavolo. Tempo dopo vado a trovare una cara amica che è appena tornata dall’Egitto, le piramidi non le sono piaciute perché si è sentita seccatissima da persone che premono, vogliono vendere, chiedono l’elemosina…

Forse il sogno era premonitore.. il diavolo mi vuole dire che con questa amica importante per me ci sarà una separazione? 

Poiché facciamo un lavoro insieme, a parte tutto, sarebbe seccante… da quanto è tornata il lavoro lo faccio da me…

 

Aprendo a caso I Ching – e senza prendermi la briga di lanciare le monete -  avendo in mente la partenza. Ecco dove capita il dito:

 

Esagramma 53, nove al sesto posto.

 

Monte sotto, vento sopra…

 

L’oca selvatica si avvicina a poco a poco alla raduna, le sue penne

si possono adoperare per le cerimonie rituali, fortuna.

 

Per un posto dove non sono mai andata, e dove devo cercare dove stare… cercando il posto dove il maligno non possa raggiungermi facilmente… e possibilmente mai… cosa che mi pare impossibile… preparo armi e bagagli… anzi proprio armi…: calamite, quarzi a doppia punta

Mi faccio la promessa, prima di partire, di costruire una gabbia antifantasma ..per me per tutti.

 

Anche se non la porto con me, saprò che funziona..

Ma qui  dove sto anche se funzionasse, e presumo di si, non sarebbe sufficiente.

 

Parlando con la mia analista che è anche medico (cui devo incoraggiamento per le mie difese, supporto tecnico, informazioni dove trovare cosa -  e alcune delle idee che ho sperimentato come la pila da nove volt con calamita, l’Autan, informazioni sulle difese ambientali .. devo dire questo prima di partire… altrimenti ho troppo bagaglio da portare..)

 

Comunque parlando  con l’analista della mia adolescenza.. e del come le cose molto peggiorarono nella mia vita.. viene fuori di nuovo e ancora il fatto dell’inferno.. .

 

E’ un fatto che successe quando io avevo 13 anni compiuti so questo sicuro… Ero in classe e l’insegnante parlava dell’inferno. Io ascoltavo e chiesi distrattamente: “Ma dove è esattamente l’inferno? “

Allo sguardo dell’insegnante spiegai il perché della domanda: “Se sapessimo dove sta l’inferno potremmo andare e verificare..” .. intendevo dire:  “…ci toglieremmo il pensiero..”

Il luogo dove abitavo allora era molto bigotto. Comunque sia la cosa apparve all’insegnante terribile.. ancora non so perché.. io ero ritenuta una specie di elemento corruttore per le mie compagne di scuola ... non avevo una famiglia perfettamente regolare, ero un’immigrata  .. forse anche quello contava… Comunque ricordo che l’insegnante di italiano leggeva regolarmente i miei temi in classe..

 

A seguito del fatto dell’inferno l’insegnante s’inerpicò a cercare la mia famiglia –nessuno si faceva mai vedere a scuola – e non so che cosa disse esattamente ma fu proprio il fatto dell’inferno che fu raccontato... Poiché sicuramente mia nonna non capì la cosa e quindi non sapeva come rimproverarmi, ebbe la pessima idea di farmi redarguire da una donna che conosceva: un’insegnante con un paio di occhiali neri spessi e molto arcigna che mi doveva rimproverare. Mi accusò di tutto, perfino di esistere. Mi fu detto che avrei dovuto essere triste invece che allegra …Insomma dire qualcosa che ancora a me può sembrare logico – e difatti qualcun altro mi disse in quello stesso periodo che certi collocano l’inferno al centro della terra.. . ripeto il dire quelle poche parole distratte portò a quei rimproveri feroci  e per effetto di quelli cominciai a pensare di essere in pericolo perché non sapevo le regole del gioco ..  e inoltre di non essere come avrei dovuto. che avrei dovuto conoscere bene i fatti di religione per non essere in pericolo… e avrei dovuto sentirmi una nullità, essere triste e non allegra.. sentirmi sempre in colpa verso gli altri.. ecc. Bisognava aver bisogno di amare qualcuno e sentirsi dipendenti e disperati ..

Cominciò cosi l’impresa di costruire una decente femminilità nei termini del luogo dove abitavo…cosi cominciai a frequentare la Chiesa a vomitare mentre ero li cadere e svenire…colite diceva il medico.. niente di che … Non voglio farla lunga ma fu molto dura e imparai ad avere paura di pensare e allo stesso tempo a studiare per essere promossa. Uno sforzo di volontà molto duro..

 

Il mio primo ragazzo fu piuttosto soddisfatto di farmi da padre. E io volevo una persona protettiva di sicuro.

La mai analista definì questa svolta della mia vita la tentazione del “diavolo”. Cioè il non avere fiducia in se stessi e invece contare sul riconoscimento altrui. Come per Faust, ha detto. [Il diavolo stesso che io ho conosciuto non fidava su di sé ma su poteri da cui si lasciava dominare ..].

 

(Il tutto portò a alcuni anni di religiosità forse non molto profonda, seppure direi utile a dir poco – la preghiera, il raccoglimento erano importanti, ma io non ne ero consapevole-, e poi una terribile reazione contro, con il movimento studentesco il ‘68  l’anno più bello della mia vita ecc. : anche io ero avevo subito la repressione emotiva e sessuale contro cui ci siamo ribellati senza capire dove ci andavamo a cacciare. Ma  eravamo ignoranti non conoscevano veramente chi eravamo e come, interiormente parlando. Sia detto che ora, dopo che ho incontrato un diavolo vero ho rivisto le mie posizioni e anche sentito un po’ di riconoscenza per la Chiesa che ha il merito di riconoscere un fatto vero e incontrovertibile: che il diavolo esiste!! Posso discutere il come sia esattamente per diversi aspetti, ma non sul fatto che i demoni ovvero persone o spiriti dotati di poteri particolari e potenti e capaci di delitti atroci senza darsi alcun pensiero  esistano.. )

 

Anche in questo sogno in cui prima di partire immagino la mia analista e un uomo di fede che mi danno la “benedizione” diciamo, che assistono alla mia partenza cosi dimostrando che io sto facendo la scelta giusta è, direi, un’altra tentazione “diabolica” : io voglio piacere loro – che fra l’altro proprio non lo chiedono - e avere il loro avvallo. Ma non sono io, solo io che posso sapere, dentro il mio cuore, che devo andare?

Il mio cuore dice di andare: vai senza pensarci un attimo di più…

La mia essenza, zona bacino, è pigra.. non dice nulla… è il mio cuore che viene più colpito…

Sentendomi in pace con me stessa me ne andrò … con fiducia. 

 

 

Post scriptum del giorno dopo:  sul modus operandi del diavolo

 

Ieri sera ho percepito la presenza del diavolo e mi è parso che sapesse che voglio partire e non gli è piaciuto affatto:  andare in un posto lontanissimo, piovoso freddo o ventoso o tutti e tre insieme gli renderebbero molto difficile continuare a darmi il tormento. Cosi mi è parso che volesse che non partissi. Naturalmente l’ho mandato al diavolo. E non me l’ha perdonata perché stanotte ho fatto il seguente sogno, anzi decisamente un incubo o sogno del diavolo.

 

Un mio conoscente cerca di molestarmi mentre sono in cima alla scala altissima di una biblioteca e io mi scosto, ma cade all'indietro non so come e vola giù per metri battendo la schiena. Guardo per assicurarmi che sia vivo e vedo che è vivo, meno male.. ma i suoi occhi le sue pupille si fanno notare, muovendosi in modo allusivo, non è  cosi che guarda  un uomo che sta male, che ha battuto...è come se il diavolo volesse dirmi: io sono dentro di lui, gli farò fare quello che voglio.

  

Che senso ha il sogno? Nella realtà l’uomo in questione ha tutto l’aspetto di uno che conosco e di cui sono amica. Chiamiamolo Jim. Sono amica soprattutto della moglie Dora. In passato Dora mi diceva a volte che Jim mi trovava antipatica, a volte invece simpatica. Di recente Jim le ha detto di trovarmi “divertente” e  a volte tutti e tre andiamo a zonzo nei paraggi della loro casa. Jim è un intellettuale e lavora per una casa editrice e mostra interesse per un mio manoscritto su cui lavoro da anni e di cui sto scrivendo le ultime pagine (l’argomento non ha a che fare col soggetto diavolo). Io naturalmente ne sono contenta.

Evidentemente, poiché il diavolo mi ostacola, mi aspettavo che le cose non sarebbero filate lisce.

Già tempo fa Jim ha letto la prima parte, la migliore e si è scatenato accusandomi di avere “scopiazzato tutto!” Insomma è impressionato! "E’ un complimento!"  In effetti lui non sa molto dell’argomento da me trattato, e non potrebbe mai sapere se ho scopiazzato o se è originale nelle idee! Si convince poi che il manoscritto è farina del mio sacco ma di colpo ne parla male. Ora è di nuovo interessato e mi ha chiesto spesso di finire in fretta e farglielo vedere.

Forse serve a capire come mi sento ricordando che mesi fa Dora, che è una brava pittrice si è impegnata a fare un disegno per me, che glielo avevo chiesto. Giorni dopo lei mi ha telefonato raccontandomi che era caduta, che era stata derubata e che si era fratturata la mano con cui  dipinge. Il diavolo non mi ha detto nulla direttamente sulla caduta di Dora, né prima né poi. Tuttavia vi erano elementi che mi facevano sospettare che lui c’entrasse in qualcosa. Infatti io intendevo mettere il disegno come mio avatar in questo blog e questo poteva averlo infastidito, e per uno come il diavolo la minima cosa produce vendette sproporzionate e inverosimili. Un altro elemento di sospetto è che Dora mi ha telefonato per raccontarmi la caduta nei minimi dettagli e per chiedermi di andarla a trovare in ospedale dopo l'operazione. Noi eravamo amiche, ma non cosi intime da prenderci cura l’una dell’altra in casi come questi. Lei non mi aveva mai fatto queste richieste. Si rivolgeva ad altri, in questi casi. A volte per settimane, magari mesi non ci sentivamo.  Cosi ho sospettato che il diavolo volesse farmi sapere bene che cosa era successo  e generare quindi in me il sospetto sul fatto che lui stesso il diavolo avesse prodotto la caduta, in modo che questo disegno non venisse mai fatto. In effetti visto che Dora non ha del tutto ripreso l’uso della mano e per via dei miei timori mi sono guardata bene dal parlarle ancora del disegno. Questi antefatti servono a capire la mia interpretazione del sogno: 

 

Il diavolo sta esplicitamente minacciandomi in modo che il progetto di pubblicazione salti: o non mi faccio vedere io per paura che il diavolo danneggi Jim ovvero Jim stesso non sarà più interessato.

Il timore per una vendetta verso Jim è grande, ma non sono timorosa che il manoscritto non venga pubblicato. Ora si può pubblicare ciò che si vuole con Amazon e non c’è diavolo che mi possa impedire di procedere per quella via.

 

Questo sogno ha la sua importanza perché è cosi che va avanti la mia vita negli ultimi quattordici anni: minacce, spesso mantenute.. ostacolare ogni progetto..

questo è un elemento che spiega la mia solitudine e anche il perché voglio allontanarmi per evitare ogni sua influenza. Questo sogno ecc mostra il modo di lavorare del diavolo sulle persone.

 

 

IERI SERA, BREVE LITIGIO CON JUNK, il solito MIO EX “FIDANZATO” E (dopo la sua morte)  SPIRITO MALIGNO

 

Sento la sua presenza mentre sto sdraiata su un fianco cercando di rileggere delle pagine (del lavoro di cui ho parlato righe fa). Gli dico varie cose cosi:  “Se non vuoi sentire i miei insulti, se ti danno fastidio perché non mi dimentichi? Perché non ti allontani per sempre? ‘Lontan dagli occhi lontan dal cuore’, sai?  [cioè intendo: se non venissi qui  non sentiresti i miei insulti ].

Non hai il diritto di minacciarmi  (mi riferisco al suo minacciare danni sui miei amici, come ha fatto nel sogno, seguito a un giorno in cui ho sentito in casa la sua presenza e percepito che non vuole che io me ne vada via lontanissimo, lontano dal suo controllo plurimo giornaliero… )

“Tu non hai alcun diritto di prendertela per i miei insulti .. tu non sei invitato a casa mia ed entri senza permesso… ho il diritto di insultarti quanto mi pare…”

La reazione che percepisco di un “sorriso” e una ammissione senza parole: “Hai ragione “ Il mio ragionamento non fa una grinza.. Mi sembra una reazione di quando era in vita… un sorriso ironico-falso-saggio per poter comunque fare come gli pare… e ora lo sento qui presente… e reagisco: “ma va al diavolo! “ e infine un: "Hai presente quel che capiterà alla fine? L'arcangelo Gabriele.. tu precipiti all'inferno.. prigioniero sconfitto.. ecco sarà cosi.. e allora che Dio abbia pietà di te... " e poi tra me e me:  "che Dio abbia pietà di me..!"

e non che io possa dire che cosa succederà davvero.. del diavolo sono sicura, perché l'ho toccato con mano,

Dio posso chiamare un'esperienza legata al mio stesso essere.. la senzazione di me connessa al tutto ..

  ... so anche che esiste l'inferno in terra perché l'ho vissuto... ma del resto... non so ancora dove l'inferno sia collocato e non sono andata neppure a cercare .. e non conosco ancora l'arcangelo Gabriele..

  

   

Ho citato I King dal testo di: Giuseppina Merchionne 1997 I King. Un’antica arte divinatoria. Xenia tascabili.