lunedì, 30 ottobre 2006

PART I

Dunque ecco come appena “io” ho espresso il desiderio di rivedere Junk ( il diavolo )  che … vidi apparire il busto (il visto e parte delle spalle) del mio fidanzato. Era il suo viso perfetto in ogni dettaglio… Egli mi chiedeva che cosa volevo veramente da lui. …Ma io fui elettrizzata dall’apparizione. Ecco come qui Junk mi catturò di nuovo, impressionandomi con le sue magie! ..Il giorno lo chiamai al telefono chiedendogli di vederlo.. Appena fummo a casa mia da soli, sparai: “tu mi sei apparso in questa casa!” Lui negò con una frase che vi prego di annotare: “Eh! Ce n’è di diavoli in giro!”

Il diavolo sa che un diavolo prende anche il posto di un altro, anche di un altro diavolo …

 

 

Uno dei commenti più comuni –anzi il più comune- all’affermazione “ho visto il diavolo” è stata : “Sei sicuramente matta” . Devo essere onesta, credo che la migliore risposta sarebbe stata: “Spiegati meglio”. Infatti tanta sicurezza nel valutare i fatti è del tutto ingiustificata. Io ho poi corretto la frase: “ho visto il diavolo” in “ho conosciuto il diavolo”. Infatti la forma esatta che noi colleghiamo al diavolo –un teschio con la barba, nel mio caso - l’ho vista una volta sola. Altre immagini possono far pensare che il diavolo è li (per es. due figure nere in volo, attaccate tra loro, anche ho visto, insieme alle parole: “noi siamo legione”). Questo genere di figura-apparizione è stata tanto chiara che non è possibile mistificare.

             Suppongo che queste apparizioni si possano fotografare. Solo che io non avevo la macchina fotografica a portata. Un’amica del mago/diavolo che ho conosciuto mi ha raccontato che una volta, in sua compagnia, al diavolo è caduta una foto. Mi disse che lui l’ha raccolta di fretta ma lei l’ha vista: rappresentava una figura che cadeva nell’aria, fatta di aria, come una specie di bambola di nebbia. Potrebbe anche essere che il diavolo si sia fatto fotografare in astrale e questa ne fu l’immagine. Cosi l’amica ha pensato. Io non ho mai visto questa foto. [Risulta che ci fu una donna –non quest’amica - che il diavolo-che-conosco (chiamiamolo Junk per brevità e per il significato appropriato di Spazzatura) cercò di coinvolgere nei suoi esperimenti occulti. Risulta anche che Junk frequentò un corso di magia in gioventù, e che era “bravissimo” nelle sedute spiritiche. Tutte queste notizie le raccolsi nel corso del tempo da persone che lo conoscevano benissimo. ] Vengono pubblicate ogni tanto foto di fantasmi. Non mi sono mai occupata di questo.

           Al tempo in cui io ritenevo di essere fidanzata con questo uomo (Junk), e non pensavo che fosse un mago nero e addirittura un demone,  io lo lasciai. Una delle tante volte in cui provai a lasciarlo. La separazione durò due mesi. Era Natale, ed è possibile che lui stesso, che nelle vacanze era occupato, si facesse lasciare per comodità, senza fare i soliti giochetti per un ritorno immediato. Ma dopo Natale ecco cosa successe: stavo in bagno e mi coprivo la gamba al di sopra del ginocchio alla parte esterna con una poltiglia di argilla (un trattamento che allora facevo ogni settimana su tutto il corpo e che trovavo rilassante) ed ero completamente nuda, e serena quando io mi sentii pensare/sentire come sarei stata felice di rivedere Junk (il fidanzato). L’idea che l’idea non fosse mia, ma del mio fidanzato in persona, uno dei suoi trucchi più consueti (da cui deriva poi un errore comune di valutazione: “nominato il diavolo ne spunta la coda.” La verità è che il diavolo si nomina e si chiama nei corpi delle persone e le persone credono di averlo autonomamente nominato. Cosi lui compare non come un essere indesiderato e invadente, ma qualcuno che apparendo ha risposto al nostro desiderio. Per chi è ingenuo e ignorante in materia come ero io, allora ha funzionato. )

Dunque ecco come appena “io” ho espresso il desiderio di rivedere Junk che dentro la vasca da bagno vidi apparire il busto (il visto e parte delle spalle) del mio fidanzato. Era il suo viso perfetto in ogni dettaglio. La bella bocca con un lato all’ingiù, come triste, e la voce triste. Diceva di quanto tenesse a me ecc. Direi che era la sua voce esatta. L’ora del giorno, il primo pomeriggio, mi dice, a distanza, che a quell’ora lui non lavorava ed era libero di inscenare i suoi trucchetti, sdraiato indisturbato sul “sofà”. Comunque allora non avevo idea. 

Egli mi chiedeva che cosa volevo veramente da lui. Mi diceva che teneva a me ecc. ( e altre cose logicamente false). Ma io fui elettrizzata dall’apparizione. [Cavolo, non è da tutti i giorni! A me non era mai capitato! ] E poi avere un fidanzato tanto speciale che riesce a fare questo! Che inoltre era interessato a me, se mi appariva in quella forma. Ecco come qui il diavolo mi catturò di nuovo, impressionandomi con le sue magie!

Il giorno dopo, all’ora in cui sapevo che era disponibile alle telefonate lo chiamai chiedendogli di vederlo. Al telefono aveva la stessa voce triste, oserei dire che aveva la stessa espressione triste che nella visione.

Appena entrò nella mia stanza, giorni dopo, sparai: “tu mi sei apparso in questa casa!” Lui negò con una frase che vi prego di annotare: “Eh! Ce n’è di diavoli in giro!”

Il diavolo sa che un diavolo prende anche il posto di un altro, anche di un altro diavolo …

Una persona qualunque –che “a questa roba è morto e sotterrato”- avrebbe detto: “Ti da di volta il cervello?” Invece lui non negò che il fatto è possibile, ma non era farina del suo sacco, erano addirittura più diavoli che si occupavano di lui… Comunque negò che quel fatto fosse stato prodotto da lui volontariamente. Disse che forse a volte il suo inconscio aveva pensato le cose che aveva detto nell’apparizione, ma che in definitiva di solito non le pensava. Non le pensava più.  Ma in sostanza io lo frequentavo di nuovo. E’ quello che voleva.  [1]

Chiunque avrebbe visto, secondo me, questa apparizione. Era un’immagine fuori di me, e distante meno di un metro, tanto grande quanto la sua vera persona (per il pezzo che c’era. Come ben si sa, nelle apparizioni solitamente non ci sono i piedi: a che servirebbero, del resto? ).

Queste sono diciamo apparizioni per definizione “oculari” (come le testimonianze oculari, che comprendono anche rumori e suoni). Ma la difficoltà viene quando questo aspetto visivo chiaro manca. Per questo agli spiriti è chiesto di “battere un colpo”, perché non si vedono. E spesso anche oggi, in cui il ventilatore permanentemente acceso impedirebbe ogni apparizione (da anni non vedo figure, a parte gli incubi, visto che nella testa non ho un ventilatore…) egli batte uno o più colpi che posso riconoscere per farmi capire che è qui.

E posso anche sentire le sue “emozioni”. 

Se non ci sono battiti e emozioni evidenti e separate dal proprio corpo le cose non sono cosi chiare.

Sto parlando di una semplice presenza.

Junk diceva che era capace di stare 10 (dieci) minuti circa senza esprimere alcun pensiero. È una cosa pressoché impossibile. [Voltaire, nel suo dizionario, notava che i pensieri arrivano come da fuori, non invitati...].

Non so se questo è importante se parliamo della sua presenza astrale in perfetto silenzio (di pensieri, parole, emozioni).

Comunque un fatto è certo: che J. può stare a lungo in silenzio totale, e poi per es. battere un colpo per sottolineare qualcosa che io sto pensando di significativo per lui. Insomma lui può essere li da prima. Sono arrivata alla conclusione che può, se vuole, e se ci riesce, stare li senza farsi accorgere.

Essere consapevoli della presenza del diavolo non è affatto facile. Per me, se sta li in perfetto silenzio, non pensa non sente non parla, è impossibile capirlo.

Ma anche quando, volontariamente o involontariamente esprimesse pensieri o parole, occorre un apprendimento e una lunga pratica per rendersi conto che i pensieri, le “emozioni” le parole in circolo non sono le proprie, ma invece di un altro.

Il mio apprendimento cominciò perché il diavolo volle che io imparassi a percepire la sua presenza. Credo che successe subito dopo l’apparizione di cui ho appena parlato. Forse apparire cosi bene è un procedimento energeticamente costoso per il diavolo (suppongo), e dunque si rendeva utile che io imparassi a riconoscere la sua presenza le parole i pensieri, quando lui cosi voleva, senza che dovesse per forza comparire in aspetto. La visione di cui ho parlato prima precedette una fase di apprendimento. Ecco come andò.

 

 

NOTA

Per ciò che riguarda questa parte, credo che il diavolo non volesse insegnarmi nulla, eccetto impressionarmi, colpirmi dandomi un’immagine straordinaria di sé.  Tuttavia indirettamente lui mi metteva al corrente di qualcosa di sè che probabilmente era compromettente per lui. Mi sono ricordata un episodio successivo a quello della sua apparizione, successo poco dopo. [Ritengo che successe dopo e non prima, poiché se Junk mi fosse apparso dopo (l'apparizione di mia madre), la sua apparizione sarebbe apparsa ai miei occhi meno eccezionale.] Mentre ero in dormiveglia mi apparve “mia madre”. Mi disse, come in un sussurro (la voce non era certo la sua, giusto un sussurro) : “Svegliati!”. Inoltre appariva come una bambola, senza alcun difetto o dettaglio. In ogni caso, sparì. Vidi che era sparita senza aprire la porta, che era chiusa. Ecco come ebbi un dubbio. Mi alzai di volata e andai da mia madre, che era seduta pochi metri distante, in cucina. Le chiesi: “Tu sei venuta a svegliarmi?” “No.” Mi rispose. (Mi guardai bene dal raccontare ciò che era successo.  Non avrebbe avuto il minimo senso. )

Francamente ero stupita e quando mi trovai nel gruppo di amici tra cui Junk raccontai in pubblico, a cena, di ciò che mi era capitato. L’amico di Junk mi disse che tale apparizione poteva essere il prodotto combinato della mia psiche e quella di mia madre. Non sapendo che pensare, io non pensi più all’episodio. Ora, ricordando quell’episodio, suppongo che Junk abbia inscenato perfino l'apparizione di mia madre per confondermi le idee rispetto all’apparizione di Junk stesso. L’apparizione poteva sostenere perfino l’idea che io avessi la capacità di fare apparire persone. Io non ci pensai, ma una cosa è chiara: in tutta la nostra vita, neppure quando studiavo all’estero, e mia madre era molto preoccupata per me (essendo la prima volta che andavo via a lungo) non mi era mai apparsa. Ci siamo scritte e telefonate. Se avesse voluto apparirmi, l’avrebbe fatto allora. Invece curiosamente mi appariva allora, solo allora, essendo a pochi metri da me…

Comunque io non detti peso alla cosa, e fui convinta, per cose che poi successero e che racconterò, che Junk fosse l’unico responsabile per molte cose bizzarre che mi successero sempre a partire da quando lo conobbi, o meglio da quando lui conobbe me.

  

 

PART II 

Mi resi conto che erano mesi, quattro mesi, pensai, che io ogni giorno intavolavo conversazioni immaginarie con Junk . Rendendomene conto pensai che parlare con chi non c’è, fare conversazioni immaginarie era sbagliato..  Ebbe modo di dirmi che lui preferiva stare nella presenza invisibile che in quella faccia a faccia. Non ne capivo il senso. .. “sono andato da una meridionalona grassa che era medium e che si è buttata per terra mugolando e cosi ho potuto vedere e parlare con Carla cosi come io qui vedo e parlo chiaramente con te.”

 

segue da A scuola dal diavolo part I. Capitò che, probabilmente dopo il Natale dell'apparizione di tutto punto di Junk -di cui ho parlato nel post a scuola dal diavolo part I - e dunque nel periodo in cui io "uscivo" con Junk che cominciai a parlare di Junk in casa mia in particolare, in sua assenza.

Mi resi conto che erano mesi, quattro mesi, pensai, che io ogni giorno intavolavo conversazioni immaginarie con Junk . Rendendomene conto pensai che parlare con chi non c’è, fare conversazioni immaginarie era sbagliato. Un segno evidente di scarsa presenza. Vivere nell’immaginazione era sbagliato. Cosi cominciai a porre dei veti a me stesa, e ogni volta che cominciavo a parlare, nella mia mente, con Junk e lui non era li, mi davo uno stop. Interrompevo ogni conversazione e cura. Un giorno in cui feci questo sforzo arrivai nel gruppo in cui c’era Junk e vidi che era molto arrabbiato con me. Credo che non mi rivolgesse la parole. Capii senza parole che lui era arabbiattissimo con me perché io non parlavo con lui a casa mia. Che la sua presenza era reale. Quelle conversazioni sincere (senza però il supporto visivo, avvenivano con la sua vera presenza. La cosa comunque non mi piaceva. Sentii che mi veniva fatto una violenza morale. Dovevo accettare di parlare con una presenza senza volto, e in fondo senza un vero e paritario scambio visto che in definitiva lui poneva solo domande, e io davo risposte, e ogni sua parola la prendevo come una mia parola. La differenza tra me e lui io non l’avevo percepita, per me era un soliloquio.

Una perdita di temo, di vita reale.

 

Ecco ciò che voglio affermare, che se un diavolo è vicino a noi, lui ci vede come siamo, pone le domande che vuole e non si scopre, e comunica cose che noi prendiamo come farina del nostro sacco.

 

Comunque in quel periodo ci furono conversazioni tra me e J che si svolsero di persona, in cui lui non si limitò a una espressione irritata.

Ebbe modo di dirmi che lui preferiva stare nella presenza invisibile che in quella faccia a faccia. Non ne capivo il senso.

Una sera, seduti in un ristorante (detto una cosa come Rosaspina io gli chiesi: "Perché tu non vai mai in vacanza?"

Sapevo che lui mai andava in vacanza.

E lui rispose:"Non ne ho bisogno. Quando dormo vado da chi voglio, dove voglio."

Lui aveva detto: “Vado mentre dormo”. Ma se vado mentre dormo non sono cosciente. Se vado dove voglio e quando voglio da chi voglio significa che no dormo. Che vado a loro insaputa.  

Il che significa che lui disse cose contraddizione in termini.

Mi misi in allarme. A ragione. Dissi: “Ma tu avverti i tuoi amici che vuoi arrivare?”

Alla fine mi feci promettere che mi avrebbe avvertito, se mai una volta aveva intenzione di venirmi a trovare in sogno. Lui promise.

Ma mi resi conto riflettendo che da mesi lo faceva senza avvisarmi. Glielo dissi, ma lui affermò che non era mai venuto a casa mia. Lui andava da altri non da me.

Però io aprivo gli occhi. Allora le conversazioni con lui assente mi suonavano diversamente.

La conversazione che ho riportato credo sia stata accidentale. Lui voleva sempre essere meglio degli altri. Quando io, che amavo viaggiare alla ventura, gli feci una cosa in cui avevo una indiscussa superiorità su di lui, lui non resistette a dirmi che lui era meglio di me, a costo di dirmi cose compromettenti su di sé. Verità che non potevano essere dette del tutto.

 

La conversazione seguente, di cui parlerò, secondo me aveva lo scopo di confondermi. E di convincermi che lui non veniva a trovarmi quando dormiva, o quando gli pareva, ma aveva bisogno di un medium per fare una cosa del genere. Era una versione dei fatti diversa del tutto da quello che spontaneamente mi aveva detto nella conversazione precedente. Qui negava addirittura il fatto dichiarato prima di essere capace nel “dormire” di andare dove voleva e da chi voleva. Ecco che, sempre una di fronte all’altro, all’Uvaspina, dove più spesso andavano a cena, per via che era un luogo tranquillissimo, ecco che mi racconta questa storia: "Una volta che dovevo telefonare a 'Carla' [donna sposata con cui in passato lui aveva avuto una qualche relazione] ma il marito era li e non potevo telefonare, sono andato da una meridionalona grassa che era medium e che si è buttata per terra mugolando e cosi ho potuto vedere e parlare con Carla esattamente come io qui vedo e parlo chiaramente con te.”

Ecco che cosa quel miserabile mi raccontò. Gli chiesi l’indirizzo di questa signora medium, ma lui non lo offrì, per la semplice ragione che questa medium non esisteva. Io non mi bevetti la bugia, ma non ci badai.

Comunque io ero un tipo poco incline a sospettare, ma presi atto che lui mi poteva apparire, e certo, vista la frequenza giornaliera con cui avvenivano le conversazioni e presenze certo non era possibile che lui ricorresse a un’altra persona per arrivare…

Ecco che J. mi insegnò che lui era poteva essere presente a casa mia, ma se ne avessi parlato avrebbe negato. Cosi presi atto di avere una relazione che si reggeva su queste presenze.

Dopo le sue pur ambigue ammissioni, in qualche modo naturalmente ero avvertita. E facevo uno sforzo maggiore per capire se stavo parlando con una presenza o invece da sola. Cosi la mia attenzione aumentava per il fatto stesso che sapevo che questo era possibile. Non credevo più, dopo quelle scene, di stare conversando da sola. Del resto lui entrava nella conversazione più esplicitamente, almeno a volte, e la sua presenza risultare più “tangibile”.

La cosa non mi piaceva.. e questo fu un elemento per cui cominciai a dire che volevo andare da un’analista. Questo fu uno degli elementi per voler andare. E anche ne fu un altro, di cui parlerò un’altra volta, e cioè il fatto che J. in una conversazione al ristorante Uvaspina avevo detto cose concernenti bambini, a seguito delle quali avevo percepito che lui era una persona intimamente corrotta. Credo che fu in quello stesso periodo. Anche di questo volevo parlare con l’analista. J. non voleva che io raccontassi in giro nulla, voleva che il nostro rapporto fosse del tutto clandestino, se non per quello che lui invece raccontava in giro .. cosi io non parlavo mai di lui chiamandolo per nome. Una delle mie migliori amiche però, sentendo i racconti che facevo di lui lo chiamava : “Il mostro di XXX” cioè del luogo in cui abitavamo.

Le cose che mi disse, che ho riportato, furono ambigue, ma mi aprirono in parte gli occhi. Probabilmente lui avrebbe riassunto i fatti come:  "Io le ho fatto capire solo ciò che ho voluto." Io non capivo il bisogno di apparire senza corpo fisico. Né avrei mai sospettato che lui non solo mi parlasse in forma invisibile, ma anche entrasse dentro il mio corpo cosi violando ogni segreto, e anche di fatto falsificando le esperienze che avevo di me stessa. Io sentivo in me quello che lui sentiva o che voleva che io sentissi.  Il male che si può fare a una persona in questo modo non è immaginabile. Ma di questo parlerò un’altra volta. Basti concludere che J. ebbe bisogno ad un certo punto di farmi parte dei suoi segreti. Solo fino a un certo punto, però. Fino a che non lo vidi entrare nel mio corpo in forma di filo bianco, come ho raccontato prima (v possessione in diretta), la mia mente non avrebbe mai concepito che una persona potesse compiere un tale abuso. Dopo averlo capito, per quattro mesi, ogni volta che sentivo la sua presenza piangevo e chiedevo: “Come hai potuto farmi questo? “ 

Farò in modo da far capire perché in concreto ho provato tanta sofferenza.

 

Post scriptum

Col tempo ho capito il perchè lui preferiva essere in un corpo disincarnato. R. Monroe sostiene, nel suo libro, che il desiderio sessuale che provava una volta fuori dal corpo era maggiore. Non so se questo fosse il caso di G e se per lui questo avesse importanza. Ma io credo che per lui fosse molto importante la maggiore libertà di manipolare gli altri. G, benchè invitato a molti incontri sociali, non accettava facilmente. Se mai partecipava, abbandonava gli incontri sempre prima degli altri. Si poteva credere che questo accadesse perchè lui era un tipo distaccato. Invece credo che da lontano si infilasse nelle conversazioni degli altri. Eventualmente per es. poteva far parlare di sè. Faceva parlare bene di sè. E poteva naturalmente fare in modo che gli altri, anche molto intimi, facessero una "pessima figura". Poteva per es. entrare nel corpo di un altro (donna o uomo) opportunamente scelto che facesse da "guastatore". Nessuno doveva mai brillare più di lui, anche in sua assenza. Qualcuno poteva parlare come un invasato fulmineo ma lucido spietato credibile umiliante... oppure svelare disonorevoli segreti - non in stato di ubriachezza-  di se e di altri a persone a malapena conosciute..   Poteva apparire una esperienza reale, autentica, in quanto l'emozione sentita poteva superare la propria consueta..

 

 

sabato, 28 ottobre 2006
Se si ha in funzione un ventilatore spariscono tutte le apparizioni visive   (Fantasmi, figure grigie o nere, mostri … non vedrete mai più nulla di ciò). Un ventilatore dissolve velocemente l'infestazione demoniaca … .. ..Per evitare che un demone entri in contatto con noi occorre tuttavia un grado di ventilazione pressoché impossibile a realizzarsi in casa. .. L’incenso da un ulteriore contributo … Il ventilatore è una contromisura principale da potenziare con l’impiego in tre modi dell’aglio (o le piccole tibetane specifiche) le calamite di una discreta potenza con il sostegno di materiale plastico. 
 
Tenete le finestre almeno un poco aperte, cosi da assicurare un ricambio d'aria. Tenete un ventilatore aperto giorno e notte, almeno quando state in casa.
Un ventilatore in funzione rende difficile o impossibile il formarsi di ogni cosiddetta forma pensiero, ogni deposito astrale, ogni infestazione demoniaca. Personalmente trovo utile il suo uso sia quando lavoro che quando dormo.  
Nella tradizione si usava bruciare incensi e tenere candele accese per combattere l'infestazione. Le persone si esponevano per bene al fumo dell'incenso, e inalavano il fumo profumato. E' un metodo utile, oltre che piacevole.  [Pensate alla festa di San Giovanni, in cui si stringevano amicizie e si saltava su un fuoco fatto con un'erba detta Erba di san Giovanni, o anche erba scaccia diavolo. Oggi per quella data si fanno i fuochi artificiali ..] Io aggiungo alla ventilazione candele accese e incenso, anche se nel loro uso sono meno costante, poiché prendono molto più tempo... Con l'incenso si sente anche un piacevole profumo... A volte sento che la stessa emozione cambia, da triste o negativa a positiva, serena..
            La candela è intesa purificare l’aria, e bruciare i depositi astrali, in altre parole l’infestazione. Se una persona è infestata, portando vicino a sè la fiamma della candela può perfino vedere sprigionare del fumo prodotto da questi depositi (non c’è fumo senza arrosto)…E’ un’esperienza che ho fatto.
               Se vi trovate nell'impossibilità di usare questi sistemi, se ne avete le forze, potete comunque agitare l’aria in ogni modo pensabile: un ventaglio, un indumento posso servirci all’uopo. Si può anche servirsi del proprio soffio per indirizzarlo verso contro la vibrazione negativa, cosi da neutralizzarla. Il fatto è che un ventilatore acceso permette un’azione costante, senza che dobbiamo sempre impegnarci nella lotta…
Non avere la casa infestata da veleni trasportati dal diavolo è importante. Un luogo viene infestato con veleni, con batteri, con una volontà estranea.. I pensieri che vi si depositano creano un’atmosfera che ci rende infelici...
La ventilazione protegge anche da certe azioni dirette che un astrale o fantasma può compiere, poiché rende difficile o impossibile la concentrazione delle loro energie. Con il ventilatore sparisce ogni apparizione, di qualunque tipo. Una buona ventilazione e impedisce del tutto, per esempio, l'essere punti da un ago di energia - che penetra nel corpo, come è stato più volte sperimentato, anche da me -, o da una staffilata...queste sono tra le azioni peggiori che un demone può fare...
 
                 Le cose che ho scritto qui non sono nuove. Esorcisti riconoscono che soffiare sui posseduti "infastidisce il diavolo" :
 
Talvolta ho trovato molto utile soffiare sul volto dell’esorcizzato (gia Tertulliano testimoniava: “Noi scacciamo i demoni con il soffio della nostra bocca”).
               Gabriele Amorth Esorcisti e psichiatri p 188 (Riferimenti)
 
Altrove Amorth dice ancora che ciò che da più fastidio al diavolo è soffiargli in faccia. ( ibidem.).
I monaci buddisti battono le mani per allontanare il diavolo. Sta scritto nella Sacra Scrittura che il diavolo si allontanasse da Saul e questo smettesse di essere malinconico al suono della cetra di David. Si tratta di contrapporre vibrazione a vibrazione.
Si trovano in vendita anche in Occidente certe fontane giapponesi che sono messe in funzione con l’elettricità e hanno un’utilità protettiva. Sono fatte di pietra, e spesso hanno anche dei ciottoli sull’acqua. Io ne ho comperato una che ha una piccola cascata, davanti alla quale sta una candela. Evidentemente quando la fontana è in funzione il gettito dell’acqua spinge la fiamma della candela, cosi generando un movimento d’aria, e cosi aumentando l’azione purificatrice della candela e producendo un movimento d’aria anche con l’azione della piccola cascata. 
Si ritiene che il suono delle campane o i canti gregoriani possano essere d’aiuto… credo che si segua il principio di creare vibrazioni che contrastino l’azione del diavolo.
Del fatto che la fiamma della candela serve a purificare la persona e l'ambiente parla J . De Rochefort cfr. Riferimenti
A volte per assorbire queste influenze negative, ci sono autori che citano come metodi tradizionali di assorbire l'infestazione una cipolla aperta a metà, a volte anche messe dentro un piatto e coperte da aceto. (v Spinardi e de Blanchefort). I contadini, si ricorda, consideravano  il carbone vegetale come utili ad assorbire le negatività.
Per ciò che riguarda la cipolla, il carbone vegetale  -che è venduto il farmacia- e l'aceto, li ho assunti nella alimentazione quotidiana cosi da servire come elementi protettivi personali. Non ritengo che la loro forza rispetto al purificare l’ambiente possa minimamente competere con la ventilazione o l'incenso per liberarci dall'infestazione.
Io ho aggiunto a ciò che ho trovato conosciuto e riportato, l'impiego di un metodi di difesa che i tempi moderni permettono: un ventilatore sempre acceso. Questa innovazione è straordinaria perché ci permette una difesa costante, senza doverci impegnare personalmente per farlo. Inoltre trovo di grande utilità accendere incensi di cui amo il profumo. Per esempio al momento adoro l'incenso di vaniglia. [Esistono centinaia, anzi più di mille incensi. Sono piacevoli. E chi li vende sa quali siano intesi come particolarmente purificanti, per es. benzoino e molti altri. Il loro effetto ritengo sia positivo anche perché il vessato è come deprivato di impressioni... Ci sono culture in cui si accendono incensi per nutrire gli spiriti. Aggiungerei : anche il nostro ... ] Gli incensi non sostituiscono il ventilatore poiché purificano l'aria e la finestra deve essere aperta per liberarsi dell'impurità. A quel punto la stanza è di nuovo improtetta...
Si può tenere una o due candele in casa, sempre accese, e accendere ritualmente, in certi momenti della giornata, per es. al ritorno a casa dal lavoro, dell’incenso.
Gli antichi egizi accendevano gli incensi tre volte al giorno. Al mattino, a metà giornata
E’ un fatto interessante da ricordare che i Re Magi hanno portato a Gesù bambino, oltre all’oro, incenso e Mirra.
e a sera.
Credo che la ventilazione e l’uso di incensi e candele sia utile sia per liberaci da depositi astrali o forme pensiero abbandonate li dal diavolo, ma anche indebolire la sua azione. Un demone che si presenti carico di energie viene in qualche modo indebolito dal movimento dell’aria e da incensi e candele accese. Prima di arrivare a noi può aver perso parte della sua carica.
Mi ricordo che nelle settimane in cui sono vissuta in un paese molto ventoso il diavolo ogni giorno riusciva a entrare in casa, dove purtroppo non c’erano ventilatori, ma la sua azione (che si limitava a vampirizzare le mie energie, lasciandomi stanca) era comunque  meno devastante del solito.
 
NOTA IMPORTANTE.
                È molto importante notare che se vogliamo contrastare l’infestazione un grado limitato di ventilazione è efficace. 
Se accompagniamo il movimento dell’aria prodotto dal ventilatore da una o più candele accese, e anche soltanto alcuni bastoncini d’incenso accesi per es. tre volte al giorno - dipendendo il tutto da questo il diavolo sia impegnato con noi – credo che evitiamo visioni, rumori, odori e pensieri negativi piuttosto bene.
Con tutto questo, il diavolo può rifugiarsi dentro di noi. E per questo, se vogliamo combatterlo, dobbiamo anche impiegare le altre contromisure principali, che sono l’impiego dell’aglio (da prendere ogni giorno come alimento almeno uno spicchio o due al giorno, uno spicchio da tenere in bocca essenzialmente quando dormiamo –e questo dovrebbe essere sufficiente- e un terzo spicchio come supposta, anche questa impiegata prima di dormire. E’ durante il sonno che il diavolo ha più agio di vampirizzarci e colpirci, quando stiamo immobili) , quello delle calamite con supporto di plastica. (Se non sopportiamo l’aglio, o anche in alternativa, dobbiamo prendere le piccole tibetane. Questo è quanto io ho ricavato dopo anni e anni di sperimentazione continua.
Ritengo che occorra una ventilazione davvero molto forte per impedire che il diavolo ci raggiunga. Se il vento è molto forte, lo spirito demoniaco può trovarsi letteralmente in balia del vento. Tuttavia, questioni di rumore, e anche del fastidio che su di noi può dare la ventilazione stessa (freddo, ovvero per es. impedirci di leggere con tranquillità senza che i fogli siano mossi..) rende pressoché impossibile avere una tale ventilazione.
POST scriptum: si può anche fischiare in faccia al diavolo, come facevano i padri del deserto, cosi mettendo insieme sia la ventilazione che il suono .. Di questo parla, v riferimenti, J. B. Russell Il diavolo nel Medioevo.
postato da: vivamerlin alle ore 16:34 | Permalink | commenti
categoria:soffio, ventilatore, misura anti-diavolo il ventilato
mercoledì, 25 ottobre 2006

Legno granito quarzo rame e altri metalli hanno valore per difendersi dal diavolo? ..Mi venne l’idea che in effetti la pietra in genere è più dura del legno e che se io avessi coperto il letto con uno strato di pietra avrei evitato almeno la negatività da sotto il letto. ..Questo quarzo fu utile. Non ricevetti più un colpo di lama sul punto del cuore, dove il quarzo a una sola punta era appeso. ..sentii  che per proteggersi dal diavolo, era utile dormire su uno strato di rame. Occorreva avvolgerlo con della morbida lana. ..

 

 

Legno granito quarzo rame e altri metalli hanno valore per difendersi dal diavolo?

All'inizio della mia storia di attacchi demoniaci non avevo alcuna protezione. Dormivo su un letto di rete metallica, di ferro per l'esattezza, sopra un bel materasso di lana. Ecco come sentivo arrivare attacchi da sotto il letto, e da dentro il materasso. Il mio corpo indifeso veniva completamente avvolto, da ogni parte. Una volta, in vacanza, ho dormito su un materasso di spugna e mi pareva perfino peggio…Sentivo colpi arrivare sul mio corpo -come delle "spallate"- e sentivo come se la mia struttura ne fosse incrinata. Ancora, a volte, una specie di fantasma di varia dimensione mi colpiva il cuore con una specie di fascio luminoso, e sentivo molto dolore sul cuore, in cui esattamente colpiva. Questo successe poche volte. Comunque ero anche spaventata.

Quando ero sveglia e seduta, cercavo di coprire il cuore. Una volta con un numero di rivista. Erano molti fogli di carta. Ma tutto il numero fu trapassato dal fascio luminoso.

Presi anche un piccolo piatto indiano di metallo, leggero, del colore dell'acciaio (ma non ho idea di che matallo veramente si tratti) , e lo misi sul cuore, e anche questo fu attraversato come se no costituisse alcun ostacolo. [Ho detto che era un piatto indiano: lo avevo portato dall'India, dove questi piattini sono usati nelle bancarelle che vendono te, chapati -cioè il pane- ecc.  ].

Allora non avevo ancora pensato ad accendere un ventilatore, che certo avrebbe impedito, col movimento d’aria, il coagularsi di quelle energie in una specie di lama luminosa che mi feriva dolorosamente …

       Avevo sentito dire  che il legno assorbiva negatività. Se assorbiva negatività, forse un pezzo di legno, certo più resistente della carta di giornale mi avrebbe potuto proteggere. Avevo in cantina una libreria di legno, dismessa. Era di legno tinto di una tinta bianca lavabile. Presi una delle assi che la costituivano e la misi sopra la rete metallica. Ebbi l’impressione che nel punto coperto dall’asse fossi più protetta. Fu cosi che mi comprai un letto di legno. [Non pensai a un particolare che solo ora noto: che l’asse era coperta da una tinta lavabile, il che poteva probabilmente aumentare il suo potere protettivo.]

Era meglio di prima, eppure, non so come, sentivo che energie negative la attraversavano da sotto il letto…

Vista la possibilità per il diavolo di colpirmi da ogni parte, e in ogni momento, può certo apparire ridicolo che io insistessi per proteggermi da sotto il letto... Il diavolo d'altra parte continuava negli attacchi anche da sotto il letto ... mi sentivo ancora colpita da sotto il letto. Eppure, quella negatività mi sembrava che incrinasse meno la struttura, l’equilibrio del mio corpo. Allora decisi di comprare un altro strato di legno, da sovrapporre alla base del letto che era interamente di legno. Quando arrivai a una base di legno fatta da almeno 10 centimetri di spessore, o forse più (avevo aggiunto ulteriori 2 strati di legno) vidi che ancora non ero libera dai colpi del diavolo che arrivavano da sotto il letto. C’era sempre un miglioramento, ma mai un successo totale.

Avevo sentito dire che i quarzi erano protettivi rispetto al diavolo. Credo che fu allora che comprai un quarzo a una punta e allegai a questo una piramidina di quarzo. Il tutto acquistato da una ragazza tedesca, che credeva in queste cose, davvero bella persona. Questo quarzo fu utile. Non ricevetti più un colpo di "lama" sul punto del cuore, dove il quarzo era appeso. [ Di notte però si spostava, e la difesa era praticamente inutile]. La mia situazione era comunque di grande sofferenza, e tuttavia aggiungevo un piccolissimo successo. Il primo giorno che appesi il quarzo e piramidina la schiena mi fu attaccata dal diavolo, ma pareva che, non so come, non arrivasse a colpire il punto dove c’erano le pietre.

Mi venne l’idea che in effetti la pietra in genere è più dura del legno e che se io avessi coperto il letto con uno strato di pietra avrei evitato almeno la negatività da sotto il letto. Cosi andai a un negozio di loculi per i cimiteri e comprai uno strato di granito sardo di tre cm di spessore -non doveva essere più sottile, se non volevo rischiare che si rompesse - e lo misi sopra il legno.

La negatività del diavolo non passava più. Lui poteva passare attraverso la pietra, pensai, ma non carico di negatività, che dava una sensazione di malessere fisico. Cosi arrivai a pensare. [Una volta, mentre ero sdraiata vidi con chiarezza la struttura interna del granito. Credo che il diavolo da dentro il mio corpo mi abbia reso partecipe della sua potenza nel vedere dentro le cose attraverso le cose.. Sono certa che fece questo per darmi una prova di potenza. Ho visto con una vista che non era la mia...  ].

Stavo meglio. Almeno avevo segnato un punto.

Per evitare di dormire sopra il comodo ampio materasso  (in cui potevo sentire che il diavolo poteva stare) avevo gia cominciato, appena avevo acquistato il letto di legno, a dormire solo su un coprimaterasso. Forse per via della sottigliezza del materasso, quando misi il granito sentivo freddo. Certo il diavolo non passava, ma dovevo ben ricordare, d’inverno, di chiudere le finestre.

Ad un certo punto sentii un’amica che accidentalmente parlava di un suo conoscente che consigliava, non so bene se per proteggersi dal diavolo, di dormire su uno strato di rame. Occorreva, lui diceva, avvolgerlo con della morbida lana.

Scovai un negozio che vendeva rame spesso, a metri. Erano enormi rotoli. Ne comperai 4 diversi pezzi, ognuno dei quali copriva tutta la base del letto. [Come mai 4, e non tre o uno? Lasciai decidere al caso. Aprii un libro a caso, e vidi che segnava 4 e poi veri zeri. Decisi per il numero 4.] Ero troppo debole per portare tutto quel rotolo a casa.  Chiamai un taxi e il tassista fu davvero di cuore: senza una parola mi aiutò a trascinare quel pesante rotolo dentro il portone ].

 In effetti ora la situazione era migliorata. Misi tutto il rame sul granito e sopra il solito coprimaterasso di lana. Sentivo che gli attacchi del diavolo da sotto il letto non si verificavano per nulla, e che anzi perfino gli attacchi da sopra venivano parzialmente neutralizzati. Avevo anche più caldo, non più il freddo di prima.

Ciò che scrivo si riferisce ai primi passi che ho fatto nelle difese. 

 

rame e pietre nei riferimenti.

 

Il rame da solo, in quattro strati, di quasi un cm ognuno, a neutralizzare il diavolo, o perfino a lasciarsi attraversare…la pietra (il granito) non era più strettamente necessaria, ritengo.

Di fatto arrivai a mettere da parte la pietra.

Una pietra magnetica era invece tenuta sul corpo dai soldati di Alessandro Magno, è stato riportato, per proteggerli dal male. Per l’argomento, visto che io considero le calamite artificiali (molto più potenti di quelle naturali) tra le contromisure più efficaci, al momento necessarie alla difesa, vedi il post apposito sulle calamite come contromisura.

 

Ho compreso dalla pratica e dalle letture che certe pietre, come i quarzi, assorbono energie dall’ambiente. Rispetto al diavolo, possono assorbire la sua negatività, se ne vengono a contatto, e dunque neutralizzare in qualche parte questa negatività. Tuttavia dobbiamo ricordare di lavarle poi di questa negatività –per es. dopo ogni 15 giorni- con imetodi che nei libri appositi vengono consigliati. Non sempre i metodi consigliati sono uguali.

Abbiamo poi pietre che contengono rame, e dunque tenute a contatto con il corpo possono aiutarci a neutralizare un poco la forza di un attacco, di una infestazione.

I motivi per cui non ho posto le pietre tra le contromisure principali sta nel fatto che richiedono molto sapere e anche molto tempo di cura. Non solo le pietre vanno lavate ma anche va lasciato loro il tempo necessario per riposare. Era troppo per me.

Inoltre l’aiuto che ho ricevuto era piuttosto piccolo.  Non completamente inutile fino a scoprire metodi davvero efficaci (l’uso specifico dell’aglio nei tre modi (v Aglio e riferimenti ) le pillole tibetane, le calamite, il ventilatore

Non sconsiglio di impiegare l'uso delle pietre, ma solo di usare prima i metodi veramente efficaci ...

C'è una cosa che ritengo interessante dire sulla mia esperienza di pietre e piramide: che  le pietre che lasciavo per giorni sotto la piramide di rame ben orientata a nord esse diventavano più belle, luminose.

 

NOTA SU UN IMPIEGO PRATICO- Tutto questo segna un punto: se volete dormire tranquilli e non avete voglia o non potete fare tutto ciò che io ho fatto, potete semplicemente dormire sul pavimento o per terra. Potete mettere per materasso un tappeto, se lo avete (o alla peggio una coperta che vi ripari un poco dalla durezza del pavimento (cosa che è normale in molti paesi caldi, in cui non hanno per nulla il concetto del letto.

Un solo strato di rame può aumentare il valore protettivo, certamente.

Gli antichi spartani (v. riferimenti) ritenevamo che il rame proteggesse dal diavolo.

[Se invece usate un materasso, e queste protezioni non valgono per voi, io ho proposto di usare uno strato di plastica. Vedi post apposito su plastica.  )

Una base di rame e poi un piccolo coprimaterasso sono più protettivo della plastica. Tuttavia un coprimaterasso non basta a rendere il letto comodo. Personalmente ho dormito sul duro fino a che non ho impiegato le calamite, che sono un elemento essenziale delle mie difese. E dormire con calamite attaccate al corpo su una base dura è troppo scomodo. ]

Nota per la storia della mia scoperta dell'uso protettivo della plastica: a quel tempo -in cui le mie difese erano - mi venne l'idea che la plastica poteva servire come difesa. Avevo sentito dire che la pastica non faceva passare le forze cosmiche: non so che cosa veramente si dicesse, ma pensavo che le forze cosmiche dovevano esere più sottili e penetranti di un fottuto diavolo. Cosi un giorno provai a mettere un pezzo di plastica. Lo misi però sotto il materasso. E comunque dimenticai di provare di nuovo.. Andò cosi.. mi passò di mente. Anni dopo fu un evento traumatico che mi portò a pensare di nuovo alla plastica. Mio padre morì. Io ero troppo debole perfino per andare al suo funerale. Ma dovevo andare. Allora mi venne in mente di nuovo la plastica.  Presi dei pezzi e partii. Poichè dormivo fuori di casa non avevo le solite protezioni. Misi la plastica sotto il lenzuolo, questa volta. Ebbi la netta sensazione che funzionasse. Che proteggesse. Il diavolo si infuriò per la mia trovata. Fece finta di arrabbiarsi ferocemente per l'uso che contemporaneamente facevo delle puntine da disegno (che non servivano a nulla) e cercò di farmi intendere che la seta proteggeva..  [Mentre leggevo un libro sulle protezioni sentii una voce suggerimi all'orecchio che "anche la seta un poco serve".. il giorno prima avevo avuto l'impressione che una camicai di seta fose più protettiv del mio vestito di cotone a scacchi bianchi e blu.. ] In qualche modo mi condizionò a impegnare risorse in puntine e seta, ma ormai avevo capito che la plastica serviva e non l'avrei più dimenticato. v plastica per l'uso dei materiali plastici, anche in congiunzione con le calamite.

[Questa nota serva anche a sostegno del fatto che il diavolo non sta inerte ad aspettare che si scoprano elementi utili a combatterlo.. sarà disposto a usare ogni mezzo per confonderci, per  farci dimenticare ciò che è utile...]

 

NOTA. Piramide e pietre. In libri specializzati è previsto l'impiego a scopo curativo delle pietre e delle piramidi insieme. Questo sistema può dunque potenziare l'utilità della piramide e delle pietre. v testi in riferimenti

A scopo protettivo si ritiene utile il piombo? vedi protezioni ambientali e psot specifico sul piombo..

 

 

postato da: vivamerlin alle ore 17:16 | Permalink | commenti
categoria:ventilatore, rame, quarzo a una sola punta, carta magnetica
lunedì, 23 ottobre 2006

Me lo sono ricordato un sogno del diavolo che mi ha fatto ridere.

Ecco l’occasione dopo cui l’ho fatto: ero dall’analista e tornavo su un punto analizzato a lungo: l’idea che il diavolo fosse un pedofilo.       Comunque la mattina dopo mi svegliai ridendo. Avevo sognato un uomo grasso con giro vita più largo delle sue spalle di sicuro, in un ambiente marino...aveva un filo di perline e conchigliette che girava tutto intorno al suo corpo: il collo il petto e perfino l’ampio – inesistente - giro vita…

 

Me lo sono ricordato un sogno del diavolo che mi ha fatto ridere.

Ecco l’occasione in cui l’ho fatto: ero dall’analista e tornavo su un punto analizzato a lungo: l’idea che il diavolo fosse un pedofilo. Un pedofilo del genere che è interessato anche a persone adulte, oltre che bambini. Non entro qui nel merito di questo aspetto della questione. L’idea che spesso si sostiene è che ad essere pedofili siano persone abusate da bambini. Dunque l’analista e io stavamo parlando di questo. Io dicevo che, secondo quanto io potevo mettere insieme, suo padre non lo aveva affatto abusato. Né sua madre. Nessuno lo aveva sessualmente abusato. Era da escludere.

      Non è affatto inusuale per il diavolo che conosco assistere alle sedute con l’analista, quasi sempre senza farsi notare. A volte però può anche capire che cosa è successo li assistendo occultamente ai miei pensieri dopo la seduta. Oppure a volte fa domande che mi portano a rispondere ancora prima che capisca che sto rispondendo a una domanda esterna …

      Comunque la mattina dopo mi svegliai ridendo. Avevo sognato un uomo grasso con giro vita più largo delle sue spalle di sicuro, in un ambiente marino, con peli neri e evidenti (non tanto abbronzato, nudo o con la camicia completamente aperta fino alla vita, che teneva bassa, con un certo po’ di barbetta sulle guance, il viso l’aspetto non del diavolo che io ho conosciuto… ). Ciò che mi faceva ridere era il fatto che questo uomo aveva un filo di perline e conchigliette che girava tutto intorno al suo corpo: il collo il petto e perfino l’ampio – inesistente - giro vita…

A vedere quella immagine, il diavolo hippy .. mi feci una bella risata…

Ho capito insieme alla risata - e il messaggio anche di parole che l'accompagnava -  era: la teoria che io sia stato abusato da bambino è tutto da ridere! Quella figura era intesa rappresentare nel modo più buffo il diavolo. Non ricordo ora (benché sia passato solo qualche anno) altri particolari del sogno. Non ricordo più esattamente le parole … raccontai all’analista il sogno e il significato che secondo me aveva.

         Vi chiederete comunque perché io credo che il sogno sia del diavolo e non invece proprio mio.

L’interpretazione che ne ho dato è intuitiva ovvero è stata anche suggerita. Se il sogno fosse stato mio, però, dovrebbe esprimere un mio desiderio, che sorge da un mio bisogno. Io non avevo bisogno o desiderio di scoprire che il diavolo non è stato abusato da piccolo. Perché mai avrei dovuto sognarlo? Il libro fondamentale di Freud “L’interpretazione dei sogni”, che sostiene che il sogno realizza un nostro desiderio è riuscito quasi sempre a spiegare perfettamente il significato dei miei sogni.

         Un motivo importante per cui credo che il sogno sia del diavolo e non mio è che il diavolo mostrava a volte senso dell’umorismo, e sapeva anche ridere di sé. Una volta per esempio stava prendendosela a parole, mentre era con me, con le “tardone” …Non conoscevo le tradone cui si riferiva, ma gli obbiettai: e tu allora? E lui : “E infatti…”

          Un’altra volta gli stavo letteralmente re-citando in modo alquanto serio una poesia di Patty Smith che finiva con la frase liberamente tradotta da me: “perché noi americani non ci voltiamo mai indietro!” (qualcosa come: ‘cauz we americans never look back ). A quel punto credo che diavolo dicesse : “Vrùmm” accompagnandolo con un gesto del braccio.. Cioè intendevo allora che quella frase era retorica infine, un po’ ridicola…

Questi piccoli ricordi mi fanno capire qualche motivo per cui il diavolo poteva piacermi e il suo inganno continuare..

         Non è stato raro affatto che il diavolo che conosco si faccia vivo nei sogni per dire la sua. Egli potrebbe perfino avere impiegato la mia convinzione che i sogni esprimono un desiderio per manipolare la mia percezione di me. Non sono sicura, tanto tempo è passato, ma forse il diavolo mi ha fatto sognare, ben prima che io lo frequentassi di persona, me che lo baciavo. Questo mi avrebbe fatto arrivare facilmente a pensare: se io ho sognato di baciare J. (il tipo che poi ho riconosciuto come l’incarnazione del diavolo), dunque anche se io non lo so, il mio inconscio è interessato a J. ecco il trucco criminale, per cui avrei potuto guardare con più interesse al manigoldo!

          Il diavolo spesso ha usato i sogni per eseguire una vendetta contro di me, alla lettera. Per esempio potevo sognare un inseguimento di ore –cosi mi sembrava, che era passato molto tempo… un uomo robusto armato e cattivo mi inseguiva dentro un edificio disabitato e io correvo e correvo per nascondermi…

         A volte era una minaccia implicita. “Se parli, se racconti di me, succederà questo a questa persona che tu ami”. E il “sogno” non era che l’immagine ( disgustosa da un lato –e lui è uno specialista in immagini disgustose, dovrebbe lavorare nel disgustoso cinema attuale- e terribile anche perché accompagnata da un forte senso di oppressione fisica, di vera e propria sofferenza.

          La minaccia verso di me poteva limitarsi a parole quando ero sveglia. Per es.: “Io sono morto, anche tu devi morire”. “ti ucciderò” ”quando libererai la tua anima, io la acchiapperò” Ti farò venire il volta stomaco, gli ho risposto.. sperando che un tale fatto non sia proprio possibile ..

         A volte il sogno è un sogno terrorizzante. Ma qui credo che il diavolo stesso diventi la paura, il terrore. Ho letto nelle prime pagine di un libro –con la sovra copertina azzurra su copertina gialla- di Bennett che diceva di aver raggiunto un tale stato interiore, in uno specifico momento, da sentirsi invaso di una emozione solo pronunciandone la parola: paura ecc. Ora io credo che il diavolo che conosco potesse avere queste capacità.. a meno che lui non entrasse nel mio corpo quando lui aveva paura e terrore, e io sentivo le sue proprie involontarie emozioni come fossero mie…Il fatto importante è che noi sentendoci invasi dal terrore abbiamo paura della nostra paura… invece, niente panico ragazzi: è solo il diavolo che è nei guai..

          Se noi ci difendiamo (per esempio coi sicuri metodi che io ho sperimentato come buoni) l’impressione negativa terrorizzante di un sogno scema, perché non è accompagnata da un senso di oppressione fisica –o comunque è ridotta …

           Ci sono metodi che impediscano totalmente gli incubi o sogni del diavolo? Un pezzo d’aglio in bocca non lo impedisce del tutto (non ricordo se era un brandello di uno spicchio, o un piccolissimo spicchio …) Era l’unica difesa che avevo nella testa quella notte (se non si considera un piccolissimo paio di orecchini di acciaio) , e non è stata sufficiente. (Però questo uso dell’aglio è magnifico contro altro genere di attacchi, la mente è decisamente più limpida quando lo si usa cosi. Del resto è ben conosciuta l’utilità dell’aglio contro l’arteriosclerosi e l’alkzaimer cfr riferimenti alle ricerche in Bortolini). Una volta sono arrivata a pensare che tenere i solenoidi delle macchinette magneto-terapiche ad alta frequenza (probabilmente sarebbero meglio quelli a bassa frequenza ma io no stato usando questi) molto vicini alla testa quando si dorme evita i sogni del diavolo (ma non i nostri). Una volta ho fatto un incubo quando avevo i solenoidi. Ho subito controllato la posizione, e ho verificato che c’erano ma piuttosto scostati rispetto alla testa…Il sogno minacciava qualcuno simile alla mia analista: le avrebbe fatto toccare “il mare delle lacrime.” (pressappoco parole di una mia “poesia” di adolescente che avevo fatto leggere all’analista ). Io racconto queste cose alla analista, ma lei non credo si renda conto veramente di tutto il pericolo… Il fatto che lei sa la verità -e sa tutto anche sulle contromisure- spero la protegga.

 

Nota. Voglio far notare che nel sogno il diavolo comunica che egli non è stato abusato. Non nega che è un pedofilo. Egli non è interessato a negare i suoi crimini, ma vuole stabilire che è potente, non uno che si è lasciato abusare.

 

 

 Post Scriptum: Anni fa una mia amica disegnò -lei è bravissima in questo- due donne, lei e me, passeggiando insieme.. il mio calcagno sollevato, i nostri visi l'uno verso l'altro nel piacere della reciproca compagnia .. Il disegno -di cui mi è stata donata una fotocopia - ha un sottotitolo relativo a un suo sogno, un bruttissimo sogno: lei sta passeggiando con un'amica che sono decisamente io-cui da un nome fittizio, ma bellissimo - ma di colpo questa amica (che nel sogno sono decisamente io) diventa un inquietante e multiforme mostro, non si sa che cosa ci si debba aspettare...

Sicuramente  alla mia amica (che chiamerò Marple)  è passato in mente che forse il sogno rappresentava qualcosa terribile di me, che lei veramente non conosceva, ma ha finito per pensare che il sogno non era che un prodotto della sua mente creativa... Cosi ha pubblicato questo sogno in un suo volume... [Io avevo parlato precedentemente con lei dei miei problemi col diavolo, ma quando mi parlò di questo sogno  non dissi una parola...]

Io penso che il diavolo che ho conosciuto, per ledere la fiducia di una persona in me di questa persona cui tenevo le ha prodotto quel sogno, un lungo angoscioso sogno... lei non ha fatto caso, cosi ancora oggi noi passeggiamo insieme ...

Insomma i sogni non sono sempre da prendere sul serio...

A volte, quando qualcuno non mi saluta più come prima, mi verrebbe da chiederle: "Hai forse fatto un brutto sogno su di me?" Ecco le incertezze ...

 

 

postato da: vivamerlin alle ore 13:21 | Permalink | commenti
categoria:sogni del diavolo
mercoledì, 18 ottobre 2006
Credo che ci siano due cose molto importanti in questo blog.
La prima è che presento difese efficaci contro il diavolo, provate da me. Anche è apprezzabile che io ne parli esplicitamente. Questo è raro. Poi faccio un po' la storia delle difese e anche presento tutti i libri che conosco in materia con citazioni ..
La seconda, che forse è meno interessante per i più ma credo anche importante è che di solito il diavolo mente se sa che chi gli sta di fronte riporterà la sua esperienza. Io ho passato almeno 10 anni in cui il diavolo credeva che io non mi sarei mai accorta, cosi anche se mentiva non lo ha fatto come con le persone da cui credeva che avrebbe potuto essere smascherato.
Per i successivi tre anni ha creduto di potermi uccidere e dunque non avrei mai potuto raccontare a nessuno quello che avevo visto. Cosi particolarmente in quei tre anni mi ha mostrato il peggio di sè, per spaventarmi, ricattarmi ecc. Non ha più agito occultamente, ma di proposito apertamente.  A volte penso che forse, a parte il diavolo stesso, nessuno conosce il diavolo come me.
Credo utile fare conoscere anche questo lato dell'esperienza, che a volte coincide con quello che altri dicono, a volte no.
postato da: vivamerlin alle ore 10:42 | Permalink | commenti
categoria:presentazioneblog, ragioni del blog
mercoledì, 18 ottobre 2006

Ecco come si arrivò alla morte del diavolo Junk.Il fatto può anche essere istruttivo, visto che in qualche modo si mostra come ci sono circostanze che il diavolo, per quanto scaltro non ha previsto, che lo hanno portato alla sua fine. Tra le forze trascinanti la principale è stata quella del diavolo in persona, incapace alla fine di cambiare la direzione della propria vita..

Cominciò, se badiamo a un fatto esterno e di anni addietro rispetto alla sua morte, con la mia scoperta che lui coi suoi poteri mi manipolava per farmi stare con lui contro la mia volontà. Da questa scoperta nacque il fatto che io volevo raccontare a tutti quelli che lo conoscevano che cosa era successo. E per quanto lui, Junk, si sforzasse di tenermi sotto controllo riducendomi a un morto vivente tanto che a un certo punto ero incapace di alzarmi dal letto al mattino riuscii  a portare a segno il mio progetto.

Faccio una piccola digressione sulle mie difese al momento: nessuna. Stavo malissimo ma successe un fatto che si potrebbe dire miracoloso, in certo modo.. perché, io non sapendo a che santo votarmi, come si dice, feci la posa delle mani a doppie corna, posa che appartiene alla medicina cinese. L’avevo appresa direttamente da un medico che l’insegnava, in Francia.

Funzionò. Il diavolo che mi stava nel cuore fu espulso fuori, a quanto capii venne fuori di scatto e lo sentii chiedermi: “Ma che hai fatto?”Comunque sia fu questo il solo trucco che mi tenne in vita per 8 mesi. Ogni giorno ricorrevo a questa posa per circa 20 minuti…Fine della digressione.

Per far circolare le cose che volevo dire tesi a Junk una trappola e mi riuscì. Dovevo trovare l’occasione in cui raccontare. Junk con la sua attenzione mi controllava a distanza. La storia sarebbe lunga, ma per arrivare subito al dunque: io sapevo di un appuntamento da parte di un’amica con un amico di Junk. Sapevo per certo che il diavolo non si sarebbe perso quell’appuntamento, per motivi che sarebbe lungo raccontare. Mentre l’appuntamento era in corso, io che per puro caso ero alla biblioteca mi accorsi che ero vicina a qualcuno, una somma pettegola, cui avrei potuto raccontare i fatti di Junk e tutto quello che mi aveva fatto. Riuscii e per due ore non sentii alcuna presenza di Junk. Come prevedevo stava a controllare l’amica mia Roberta.

Io telefonai a Filumena che era a casa e m’invitò ad andarla a trovare subito e raccontai le cose e mi credette.

Poi Junk arrivò, ma era troppo tardi, troppo tardi. Ora le notizie avrebbero circolato. Circolarono.

Del periodo, i primi anni della oppressione da parte di Junk, mi ricordo che arrivò l’estate e io mi sentivo meglio.Già usavo un ventilatore perché avevo intuito che serviva. Sapevo però che non era sufficiente. Perciò sapevo che semplicemente Junk non mi colpiva. La situazione per me non era come oggi: non usavo aglio, cipolla, aceto, insettifugo, plastica, calamite con pile da nove e 12 volt e non sperimentavo come ora un tessuto di fibre di carbonio…Dunque non ero in controllo della situazione. Soffrivo fisicamente in modo inumano, ma avevo la lingua sciolta …

Comunque il diavolo in persona si prese la briga, visto che gli avevo fatto capire che avvertivo gli altri perché non facesse a un’altra donna quello che aveva combinato con me, che aveva fatto la stessa cosa con un’altra, che impazzava  per la città dicendo che Junk doveva sposarla per forza…Dunque Junk aveva fatto questo in modo eclatante per fare dispetto a me… visto che io volevo che non succedesse a nessun’altra quello che era successo a me. Ma non meno lo aveva fatto perché la ragazza, una bella ragazza di trent’anni insegnante di danza gli piaceva, infatti una volta l’avevo visto coi miei occhi illuminare cosi suoi occhi con un flusso di luce  i calzini di lei per catturare il suo interesse…

Questo errore gli costò caro, perché vedere quella poveretta in quello stato, una bella ragazza come lei girare disperata perché voleva sposare a forza un vecchio .. ora il troppo stroppia …

Per soddisfare il suo orgoglio faceva cosi… . aveva pensato di poter fare sempre tutto quello che voleva.

A  me aveva detto : “io sono in una botte di ferro”. Cioè: “Non mi vincerai mai”. Quando parlavo con la gente mi faceva dei trucchi per far credere che mentivo, era davvero bravo…

Io avevo letto che se un mago mette in opera i suoi poteri mentali con intensità può averne la mente danneggiata e non può più fare i trucchi. Ecco che chiacchieravo anche perché io non stavo bene e pensavo: “Se lo provoco e lui eccede nell’uso dei suoi poteri, ecco che i suoi poteri decadono e io sono salva. Meglio ora che dopo, poiché nel tempo io vengo a logorarmi.”

Insomma una lotta per la vita.

La cosa funzionò anche facilitata da un suo cattivo comportamento:  un trucco che fece per mettersi al di sopra dei suoi colleghi. Da quando io avevo aperto il vaso di Pandora non lo rispettavano più. Del resto, era cosi occupato a massacrare me che non aveva tempo per tenere sotto controllo tutti gli altri come prima. Si rivoltarono contro di lui e anche lo minacciarono che le lettere che avevo scritto per raccontare i fatti sarebbero state mandate al top dell’organizzazione. Non riconoscevano più la sua autorità. Poco dopo questa rivolta, forse solo un giorno dopo, lui non resse la situazione e i ammalò. Le sue stesse fattezze fisiche si deformarono. Questa parte del racconto l’ho sentita raccontare, poiché io non ero presente.

Io non mi aspettavo che sarebbe crollato cosi. Io avevo sofferto le pene dell’inferno per tre anni e quando oramai mi sentivo vicina io a una malattia molto grave  e di morire, di colpo, senza ancora che sapessi della malattia del diavolo mi sentii meglio. Dopo giorni venni a sapere. Giorni in cui ero perfino andata a un concerto in una libreria, sotto casa.  Cosa che non sarei stata in grado di fare prima perché io stavo sempre a guardare l’orologio. Sognavo sempre di dormire e non facevo nulla di sociale…ero stanca .. oltre modo..

Nel primo periodo di malattia  del diavolo stavo meglio. Poi lo curarono bene. Si riprese e continuò a martoriarmi. Ma meno di prima, epperò comunque lui era forte e io gradualmente peggioravo. Riprese coi suoi duri colpi contro di me e cosi duramente che ebbe una ricaduta. Dopo la sua ricaduta mi sentivo meglio di nuovo e meglio di quanto non mi ero sentita da quando lo avevo conosciuto –o meglio lui aveva conosciuto me, visto che io non lo conoscevo forse lo avevo sentito nominare ma nulla di più - 12 anni prima.

Dopo che ebbe la ricaduta una volta successe qualcosa che a distanza di tempo mi ha fatto pensare che Junk era ormai fuori di testa e che non voleva più vivere.

Ero ad uno spettacolo di danza con la mia amica Gertrud che era un’appassionata e la sera c’erano danze dal Rajastan e al momento più bello in cui la segaligna danzatrice faceva una ruota perfetta con la gonna plissettata rossa e oro e forse anche nera, mi apparve il viso di Junk con le lacrime che gli scorrevano ... Era a letto, la testa posata sul cuscino al lato destro. Non si vedevano difetti, era intatto. Mi diceva che se fosse stato sano avrebbe potuto essere li con me.

Io pensai che stesse diventando matto visto che quando era in vita alla fine io mi ero proprio incavolata perché era uscito con un’altra e non era sincero…visto che non mi aveva detto nulla e pretendeva che accettassi che facesse una specie di doppia vita.

Non feci caso troppo alle sue lacrime, del resto con tutto quello che mi aveva fatto non ero disposta a piangere per lui. E del resto leggi che cosa seguì…

Mentre Junk era molto ammalato io continuavo a lavorare bene, e infatti feci un bel lavoro che mandai a un convegno e fu pubblicato proprio all’inizio del volume: se Junk non fosse stato ammalato me lo avrebbe impedito.  

Mi sentivo speranzosa che il peggio fosse passato. Ospitai per tre settimane Jacob e accettai volentieri di farmi ospitare da lui a casa sua nel Nord.

Preparavo i bagagli. Pensavo di stare anch’io a casa sua per tre settimane. Cosi uscii per fare le ultime compere prima della partenza e mentre nel sole del primo pomeriggio passavo in un via tranquilla ecco che sento nell’orecchio le parole : “Perché non mi uccidi?” Nella via non c’era nessuno  a parte me. Era Junk, nessuno parlava senza esserci.

Mi rivolsi a lui che pensavo presente e mi volsi come una furia, senza pietà : “Perché dovrei? Ormai sei malato…Morirai di morte naturale. Non c’è bisogno di andare in galera…”

Infatti devo dire che nel tempo l’idea di ucciderlo mi era passata per la mente. Legittima difesa.. solo che ero troppo debole… e dopo che si era ammalato speravo che tutto si risolvesse da solo …

Passai tre settimane di felice vacanza. Non so dire, forse non fu allora che portai con me uno spray di canfora da spruzzare, e Jacob mi lasciava fare.

Dopo la mia vacanza, che fu bella, tornai. Anche nei primi giorni dopo il ritorno io sentivo Junk togliermi energia dal cuore sempre alla stessa ora del pomeriggio cosa per cui rientravo a casa prima del tempo, lasciando il lavoro per manifesto vuoto energetico.

Un giorno all’ora del solito prelievo vidi che mi passava sul cuore ma prelevava quasi nulla.

La sera ero piena di energie, tanto che feci una lunga telefonata poi uscii e forse uscii anche un’altra volta…ma mentre ero al telefono me ne stavo coricata –e mi ricordo che avevo il letto di traverso in mezzo alla stanza orientato al nord cosi che al capo del letto avevo la piramide di rame, anche lei orientata al Nord : al tempo le mie difese, dopo 5 anni di ricerche comprendevano pezzi forti come  la piramide di rame e ancora le pillole costruite nei monasteri tibetani per prevenire o curare i disturbi causati da spiriti vari e maligni - sentii che Junk era in piedi a fianco a me… come una persona in piedi, ma non un’apparizione molto consistente, piuttosto un vestito bianco sporco…giusto l’idea di una presenza in piedi.. e io gli dissi: “Visto che ormai non ce la fai a tormentarmi, perché non la smetti a basta?”  Era ancora li, anche quel giorno: ma quel giorno e in quelle ore, secondo ricostruzione, lui veniva ucciso con molte coltellate al cuore con un coltello da cucina. I muri erano pieni di sangue. Junk ha urlato e urlato. Lo strazio dicono che sia durato a lungo.

Il mattino dopo, ignara della sua morte, ricevetti telefonate da due persone diverse. Una al mattino mi chiese subito: “Sai cos’è successo?” Risposi: “Junk è morto?”

La voce divenne sospettosa. La ragazza era amica di Junk e anche mia ed è sospettosa : “Come lo sai?” Io lo sapevo perché non mi aveva tormentato il giorno prima, dunque ho pensato ragionevolmente che avesse avuto un’ulteriore ricaduta, comunque non spiegai a Telma perché avevo pensato cosi. Mi ricordo che avevo degli ospiti e la telefonata fu breve.

La sera dello stesso giorno un’altra persona –la persona socievole che ama sapere i fatti di tutti di cui ho parlato prima - mi telefonò e a un certo punto sentii la parola coltello. Non avevo ancora capito che Junk era morto ammazzato.

Un poveretto, una buona persona, che non aveva mai fatto del male a nessuno lo aveva ucciso. Diceva che si era sentito dominato da Junk e che aveva pensato che l’unico modo per liberarsi di lui era ucciderlo.

Pensando all’invito che un mese prima J. aveva fatto a me di ucciderlo, credo che il tale –che fu colto dai carabinieri in flagrante e fuggiva coperto di sangue – sia stato indotto da Junk stesso a ucciderlo. Se lo avessi ucciso io sarebbe stato per Junk un vero capolavoro. Una volta in galera non avrei avuto certo la possibilità di difendermi da lui coi mezzi che ad allora già usavo, che mi permettevano di sopravvivere. Se fossi finita in galera avrebbe certo fatto in modo da farmi passare per pazza. Mi avrebbe fatto uscire pazza.

Comunque ho avuto il sospetto che segue, sulla morte del diavolo: nel Gospel di  Sri Ramakrishna –una delle letture che mi ha tenuto in vita nei momenti più bui - si parla della morte violenta (suicidio e omicidio) come una morte per la quale la persona che muore non riesce a salire in cielo ma resta sul piano terreno. Ho creduto e credo possibile che Junk si sia fatto uccidere apposta. Forse non ha immaginato che avrebbe sofferto cosi tanto al momento, ma credo che forse è entrato nel corpo dell’altro  per farsi uccidere per interposta persona.

 

Mentre raccontavo, e al punto "i muri imbrattati di sangue" il diavolo Junk ha battuto un colpo. Qui c’è aria di.. morte.. seria…

Junk è arrivato e non mi ha impedito di raccontare, come avrebbe potuto fare. Non so se vuole che si parli di lui.

 

Sui giornali non se ne parlò quasi per nulla. Si cominciava bene, in realtà. Era materiale interessante per la cronaca, capace di far vendere giornali, ma una persona bellissima andò dai giornalisti a rovesciare le scrivanie, e quelli smisero di scrivere, ma non per la scrivania.

Junk controllò perfino processo per il proprio omicidio. Probabilmente il tipo che lo uccise è passato per pazzo. Dicono che fu libero in pochi anni, cosi ho sentito. Gli scrissi in carcere per confortarlo ma non ebbi risposta.

Voglio aggiungere che venni a sapere con qualche ricerca chi era l’avvocato difensore dell’omicida, che io non conoscevo per nulla e lo incontrai e gli raccontai le cose che sapevo e gli dissi anche che si trattava di un caso di legittima difesa.

 

Per sei mesi dopo la morte di Junk non sentii la presenza del diavolo e mi liberai delle mie difese. Un errore madornale.

Poi, mentre cercavo di curare la mia salute che non era ancora buona, vidi una piccola luce o qualcosa del genere, percepii una presenza in fondo al letto. Ecco che capii che Junk il mostro era tornato.

 

Tempo dopo andai all’estero per un lunghissimo congedo pagato dal lavoro e lo ottenni subito. Ne approfittai per testare la influenza del diavolo in luoghi freddi piovosi  ventosi o lontani. Non era facile per me chiedere un congedo –visto il mio stato comunque molto prostrato - e a volte sospetto che a darmi la forza per condurre le pratiche e perfino per far approvare prontamente il mio progetto fu il diavolo cui faceva comodo che io non fossi presente al suo processo. Finora non ho potuto controllare se c’è corrispondenza tra il  processo penale contro l'uomo che lo ha ucciso e il mio congedo.

 

 

POST SCRIPTUM. Vorrei far notare due cose.Poiché ho concentrato l’attenzione sulla morte del diavolo vorrei però specificare che prima di raccontare urbi et orbi quello che avevo scoperto cercai di parlamentare con lui.

Gli chiesi, in cambio del mio silenzio, di non usare più i suoi poteri e anche di raccontare a tutti quelli che aveva danneggiato di dirgli che cosa aveva fatto loro, uno per uno. Disse che lo avrebbe fatto, ma era evidente che non poteva.

Mi sarei accontentata del primo punto, ma gli era impossibile. Senza i suoi poteri lui non era nulla.

Poi quando mi fece vedere i sorci verdi gli dissi che non avrei parlato se non mi avesse tormentato ma lui non accettò. Pensava di avermi in pugno e che mi avrebbe annientato, che sarei morta. Dopo la morte ancora mi disse: “Io sono morto e tu morirai!”

 

Un altro punto è capire se il diavolo si è fatto uccidere o se il fatto è stato imprevisto.

Oltre a me, un’altra persona ha pensato –indipendentemente da me- che il diavolo si fosse fatto uccidere.

Io credo che lui non sopportasse l’idea che la malattia avrebbe preso il sopravvento sulla sua ragione e non avrebbe più potuto controllare il suo mondo e neppure sé stesso.

 

Ho anche pensato che fosse un incidente, però. Ho pensato che fosse una risposta a quello che gli dicevo. Gli dicevo che era un vigliacco a prendersela con me. Che se avesse tormentato un uomo come aveva tormentato me, quello lo avrebbe ucciso.

Cosi penso che avesse tormentato quell’uomo per far vedere che era capace di fare a un uomo lo stesso che a me e che sarebbe riuscito a dominare anche quello totalmente. Il fatto che il diavolo era ammalato ha reso però, se cosi è, il suo controllo molto più debole..

 

Comunque propendo per l’idea che Junk ha organizzato il proprio omicidio, direi suicidio attraverso un altro.

 

La sua volontaria morte può dare un’idea sui tormenti che riusciva a produrre alle persone, a me: lui ha prodotto a sé stesso una morte orribile e dolorosa costringendo un altro a dargli la morte. Pensate a che cosa una persona del genere ha fatto a me!

 

 

NOTA Avrei dato al mio componimento sulla morte del diavolo il titolo più eclatante : "Come uccidere il vostro diavolo". In effetti ci sono elementi utili a capire come indebolire un mago nero. Tuttavia questi elementi furono imprevisti. Io non immaginavo che Junk si sarebbe ammalato a tal punto per il troppo "lavoro mentale".

in quanto a ucciderlo, una volta un uomo mi propose di far uccidere Junk da un mago di sua conoscenza. NON accettai perché non sapevo che le cose fossero cosi gravi come erano. Io ero ancora fiduciosa che con Junk si potesse ragionare. Solo col tempo capii che non era solo un uomo cattivo o un mago nero ma un vero e proprio demone.

Devo dire che a un certo punto lo avrei ucciso, per sopravvivere. Ma Ramachandran un indiano straordinario cui feci capire le mie intenzioni –peraltro impossibili da realizzare - cosa mi disse che se uno uccide un altro è responsabile del suo destino. Cioè avrei dovuto uccidere Junk se avessi poi saputo quale sarebbe stato il destino della sua anima. Io veramente non sapevo. Il ragionamento di Ram non faceva però una grinza. Cosi aspettai ancora e ancora.. e infine il diavolo si ammalò e a quel punto aspettai fiduciosa che lui stesso andasse quietamente verso il suo destino.

 

 

 

 

 

 
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categoria:morte del diavolo, come uccidere il vostro diavolo
martedì, 17 ottobre 2006

 

Un modo con cui il diavolo [in carne ed ossa, una persona specifica] mi tormentava era fare dei rumori. Veramente li trovavo molto fastidiosi. ..

Quando misi una cassetta dentro un registratore, un walkman qualunque, anzi direi del tipo peggiore, e premetti per registrare, il rumore si interruppe. Allora capii che il diavolo era al corrente che i rumori erano veri, e non voleva lasciare nessun segno. ... quando riuscii a registrarlo ... temette talmente di venire registrato che non fece più rumori.

 

Un modo con cui il diavolo mi tormentava era fare dei rumori. Erano come il rumore di goccie che cadono una ad una da un rubinetto rotto: una tortura.

Di notte mi tenevano sveglia, e di giorno non mi facevano concentrare.

Pensavo che questi rumori non erano reali, che erano fatti denro la mia testa, anche se io li sentivo all'esterno, sopra il parquet, nello spazio tra il letto e la  finestra. 

Alla lunga, mi venne l'idea di provare se il rumore era reale, o meno. Se era reale, come a me sembrava, si sarebbe potuto registrare.

Non ci credevo, non ci speravo. Invece successe una cosa interessantissima. Quando misi una cassetta dentro un registratore, un walkman, e premetti per registrare, il rumore si interruppe. Allora capii che il diavolo era al corrente che i rumori erano veri, e non voleva lasciare nessun segno.

Ora accendevo il walkman per interrompere i rumori. Sempre, appena accendevo, i rumori cessavano all'istante. Dunque era una forma di protezione, per me. Quanto meno, fino a che l'apparecchio era acceso, avevo un po' di pace.

Un giorno capitò ancora una volta cosi, e lui, cosi come faceva una volta, sparì. Niente più rumori. Mi dimenticai di spegnere l'walkman, che metteva mezzora a spegnersi automaticamente. Prima che si spegnesse, il diavolo era tornato e ricominciava col solito ritmico rumore... [Non sempre era ritmico, sia chiaro]. Si era sbagliato, ed era tornato prima che la macchinetta fosse spenta...[Il diavolo di cui parlo era anche distratto, a volte].

Allora ascoltai che cosa era rimasto impresso e si sentiva, se pure meno forte di come lo sentivo io, un rumore, un battito ritmico che era proprio quello che il diavolo faceva. Da quel momento in poi temette talmente di venire registrato che non fece più rumori, o li fece talmente lievi che non si sentivano quasi e non mi davano fastidio. Ho fatto ascoltare la casetta anche da altri, e anche loro concordarono che si sente un battito, un rumore ritmico.

Non ho mai fatto analizzare la cassetta da esperti, e perciò non ho idea di cosa salterebbe fuori...

In ogni caso posso dire che i rumori non sono immaginari o fatti dentro la nostra testa ma effettivamente rumori, registrabili...

 

 

NOTA.

Mi sono chiesta spesso come il diavolo facesse a fare dei rumori. A volte approfittava di tubi..

Scoprii anche il modo di interrompere i rumori senza accendere lo walkman. Mi avvicinavo al punto in cui li sentivo e agitavo l'aria con un asciugamano o simili. Ecco che il rumore diventava più lieve. Se insistevo agitando l'aria, smetteva del tutto. Non mi è ben chiaro il perché questo si verificasse. Ho pensato che forse agitando l'aria forse si indeboliva e non ne era più capace..

Una volta, mentre ero in viaggio, sentiti nel cuore della notte dei rumori più forti del solito, ma fatti nel piano di sopra, e pensai che certamente disturbavano i vicini. Non avevo modo di interromperli. Per distrarmi mi misi a contarli, mi pare che superassero i 200 .

Quando cominciai a mettere in funzione i ventilatori, il rumore dei ventilatori copriva del tutto quei suoni, non ci badavo più. E il diavolo smise di perdere tempo a farli.

 

 

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martedì, 17 ottobre 2006

... andai per odorare le rose facendomi tutta naso. L'intera stanza era piena di profumo bellissimo. Mi avvicinai e sentii una brutta puzza. [Uno scherzo che solo al diavolo può venire in mente...] Questa puzza sapeva dell'odore del mago, ma carico e sgradevole. Sapeva di lui. Pensai che probabilmente mi portava per dispetto il profumo dei suoi calzini sporchi.

 

 

Il mago non aveva odore, quanto meno io non lo percepivo. A volte ne aveva uno leggermente sgradevole, non si sentiva quasi, non dava fastidio.

Non si profumava.

In casa sua, però, il diavolo aveva sparse un po' dappertutto, molte botticelle di liquidi. Mi spiegò che le persone glieli avevano regalati ma lui non li usava. Sul momento non ci feci caso. Non guardai le etichette, non li odorai. Per essere cosi sparpagliate evidentemente le usava. Ma a cosa, visto che non portava profumo su di sé?

Ritengo che un mago non crea un odore, ma lo trasporta, e con questo può infestare un luogo, o una persona, invadendo questa persona e portando con sé questo odore.

Dopo che io scoprii chi il tipo era, e raccontavo in giro di lui, allora successero infestazioni odorose. Una volta una mia familiare mise sul mio tavolo un meraviglioso mazzo di rosa centifolia. Appena entrai vidi il mazzo e andai per odorare le rose facendomi tutta naso. L'intera stanza era piena di profumo bellissimo. Mi avvicinai e sentii una brutta puzza. [Uno scherzo che solo al diavolo può venire in mente...] Questa puzza sapeva dell'odore del mago, ma carico e sgradevole. Sapeva di lui. Pensai che probabilmente mi portava per dispetto il profumo dei suoi calzini sporchi. (Questo scherzo me lo fece altre volte. Perfino quando era in Oriente, a enorme distanza, ebbi questo sospetto).

Che un mago usi i suoi odori corporei sarebbe logico. Per fare le sue operazioni il diavolo deve sdraiarsi e mettersi comodo.. I calzini sono proprio alla portata, appena se li toglie per sdraiarsi...

Altre volte ha invece portato un odore molto pungente, concentrato, peggiore, che poteva anche essere un odore corporeo, non dico cosa potrebbe essere.

Cosi prendo idea che l'infestazione può essere il prodotto del trasporto del primo odore cattivo a disposizione .. anche, non pericoloso per lui, è suo.

Se cosi facesse davvero l'infestazione avrebbe il DNA del mago stesso, e in questo caso si potrebbe risalire al proprietario di questi  doni..

Mi piace l'idea che analizzare le infestazioni -che a volte restano depositate nei materassi cuscini e trapunte, per es. - potrebbe darci elementi di prova sul responsabile. E potremmo anche cercare di capire a che ora è stata fatta e che cosa quel mago faceva a quell'ora... Insomma che cosa ci impedirebbe di discutere del fatto che un mago a una certa ora aveva o no un alibi?

Tuttavia, se si cominciasse a fare prelievi e indagini ambientali, il mago non farebbe più operazioni del genere, per non farsi scoprire…

E magari preleverebbe i nostri odori corporei e li porterebbe altrove, per farci accusare di stregoneria..

infesterebbe lo stesso, ma con altri odori, come anche faceva, e temo che non scopriremmo nulla su di lui, analizzando il materiale infestante. Solo però sapremmo che nella nostra casa si trova un profumo un odore, un veleno, che non ha nessuna ragione di essere li.

 

 

 

Nota. Ci sono caratteristiche riconoscibili di uno specifico diavolo? Cosi che si possa deporre di aver visto quel diavolo e non un altro?

Personalmente ricordo, oltre al particolare dell'odore, che mi pareva piuttosto simile al suo, al fatto che una volta ho riconsociuto lo sguardo, direi gli occhi del diavolo che conoscevo dentro una persona che non era lui.

Accadde cosi. Conoscevo una donna, un medico, da lungo tempo. Aveva un aspetto benevolo e innocuo, ed era sempre stata gentile con me. Andai da lei per una visita  medica. Comunque un giorno mi sentii guardare da lei con uno sguardo di cosi profondo odio che pensai di cambiare medico. mentre scendeo le scale -stava al nono piano e le facevo a piedi una per una - mi misi a ridere... e dire pensavo, che la credevo una donna tanto pia e gentile... che sguardo d'odio.. come quello di J, proprio come lo sguardo di J (il diavolo)..

Mi occorsero tre settimane -mi pare- per trovare la identità tra lo sguardo di odio della dottoressa e quello di J. piuttosto curiosa. Mi venne il dubbio.. Mi pareva, a pensarci bene, che lo sguardo di odio non fosse dentro il viso di lei, nei suoi occhi, ma di fianco al suo viso, fuori...

Non mi era neppure chiaro come mai io avevo pensato che era lo sguardo di odio intenso di J., perchè non avevo mai messo a fuoco che J. avesse uno sguardo di odio particolare.  Poi potevo ricordare un fatto ( che sarrebbe lungo da ricordare qui ora ) : una sera tardi, mentre stato leggendo poggiata sul mio letto piazza e mezza, avevo sentito la presenza di J. ed era davvero irato con me. Gli avevo chiesto come mai fosse tanto irato, ma non avevo ricevuto risposta. Probabilmente in quell'occasione io avevo registrato, senza neppure rendermi conto, il suo odio del tutto isolato dalla sua presenza fisica. ..

          In seguito mi fu chiaro il motivo per cui aveva inscenato quello sguardo d'odio della dottoressa. Essendo un medico ed essendo molto più grnde di me, volevo accennarle al fatto che conoscevo J. e raccontarle un poco dei miei guai. Evidentemente J. non voleva che io parlassi con nessuno di lui e aveva cosi cercato di farmi passare la voglia di parlare con quella donna. Credo che J. vivesse nella paura che prima o poi qualcuno mi aprisse gli occhi..

          

 

Post scriptum molti giorni dopo.

Mi è venuto in mente anche un altro fatto. Molti anni fa, durante una particolare brutta circostanza ho memorizzato una particolare espressione del viso di una persona. Erano anni prima che io frequentassi personalmente il diavolo. Anni dopo, un’espressione del diavolo mi suscitò quel ricordo: lo sguardo di quella persona in quella bruttissima esperienza. Appariva lo stesso sguardo. Quando sentii il diavolo (pura presenza, ma nelperiodo in cui era vivo e vegeto) gli chiesi molto scossa, se lui fose li in quella circostanza e lui disse di si. È lontano da me il pensiero che il diavolo dica la verità -in linea di principio ritiene di non doverla dire - , tuttavia a pensarci bene perché mai l’espressione/l’impressione di una persona in corpo fisico dovrebbe essere diversa da quella che assume senza corpo?  È un fatto che la sua forza vitale, tutto ciò che è lui è comunque presente…

 

martedì, 17 ottobre 2006

Gli studiosi fanno le ricerche sul diavolo supponendo che egli non sia presente. Essi non tengono conto di ciò che la sua esistenza può implicare. Potremmo infatti pensare che se il diavolo (se è intelligente come si dice sia) sa che è in corso una ricerca su di lui, si darà da fare per farla fallire o rendere i risultati del tutto falsi e inattendibili.

I testimoni apparirebbero mentitori se dicono la verità, invece sincerissimi se dicono falsità comode al diavolo stesso. Alla fine si direbbero molte parole che "versano il vuoto nel nulla" e uscirebbe un manuale di consigli di Belzebù al suo nipotino... O si finirebbe sostanzialmente come col diavolo del romanzo "Il profumo".

Gli studiosi che finora si sono impegnati nella ricerca sul diavolo, se pure a volte hanno creduto che il diavolo esista non hanno realmente preso atto delle implicazioni di questa esistenza. Ancora di più, gli studiosi che partono dal presupposto che il diavolo non esiste (peraltro senza prove concrete e irrefutabili), non hanno preso atto di ciò che la sua esistenza implicherebbe. Secondo la tradizione, i testi biblici e testimonianze di esorcisti e persone convinte di essere tormentate da demoni spiriti o maghi neri possono descrivere ciò che sperimentano in termini per molti versi simili.

Ciò che ritengo sia importante per i ricercatori, almeno una volta, è presupporre, dare il beneficio del dubbio a chi sostiene che il diavolo sia una entità intelligente ( intesa anche, in termini di scienza della fisica come una energia statica) capace di azioni dannose per gli esseri umani (oltre che per animali e piante) e agire di conseguenza.

Cominciando dalle testimonianze delle persone sul, anzi meglio sui diavoli, possiamo farci un'idea dei poteri che hanno. Certamente la capacità di mentire, mettere zizzania (creando false impressioni etc. ), far ammalare, far sembrare pazzi o peggio, spingere a compiere crimini di ogni tipo.

Potremmo infatti pensare che se il diavolo (se è intelligente come si dice sia) sa che è in corso una ricerca su di lui, si darà da fare per farla fallire o rendere i risultati del tutto falsi e inattendibili. Chiunque testimoniasse potrebbe apparire, almeno a una parte delle persone, del tutto inattendibile...Infine si darebbe come risultato il risultato di un niente di fatto, ovvero arrivare alla conclusione che egli non esiste.

A partire dalla previsione che il diavolo sia capace di agire in modi specifici (che si cercherà di appurare) si potrà pensare a fare una ricerca di tipo diverso.

In primo luogo si cercherà di mettere insieme tutti gli elementi che possano neutralizzare il diavolo, curare eventuali effetti di suoi attacchi, ecc. 

Ho potuto condurre già in parte questa ricerca e ho messo insieme finora una bibliografia di libri che sono stati pubblicati in Italiano. Ho trovato attualmente in vendita in Italia circa 15 libri che vertono sulla protezione dal diavolo che raccolgono informazioni dalle culture contadine e da altre fonti. (v Riferimenti) Ho anche esplorato la letteratura in inglese. Non direi che il versante delle difese sia molto ricco. Eccetto per le preghiere e gli esorcismi, che tuttavia non sono riconosciuti dagli esorcisti stessi di assoluto valore. In realtà insieme alle preghiere, se pure in minore, è spesso indicato l'uso di acqua e sale benedetto e acqua benedetta, nonché consigliati digiuni clisteri, digiuni, medicamenti per provocare il vomito e anche l'impiego di erbe. (Per  esempio il Malleus maleficarum include diverse pagine a questi rimedi popolari).

L'esempio più cospicuo che io ho trovato finora di cultura nella quale il diavolo non è un tabù, e non sono un tabù le cure, le medicine che si impiegano a scopo protettivo è la cultura e la medicina tibetana, che prevede specifiche medicine intese a curare gli ailments che spiriti vari o spiriti maligni possono produrre. Ho trovato tre pillole che hanno questa indicazione nella ricetta.  Nei libri di medicina tibetana si lista come una delle quattro possibili cause di malattie 360 demoni. (cfr pillole tibetane)

Tutte le conoscenze sulle cure e sulle possibili protezioni non sono prese in considerazione nel campo di una ricerca sul diavolo. Eppure, dando appunto il beneficio del dubbio sulla esistenza dei demoni, sarebbe logico cercare di impiegare ogni possibile protezione per fare si che le testimonianze e il lavoro di ricerca non sia inquinato da interventi occulti di vario genere, di cui si può essere del tutto ignari.  

Per il momento credo importante continuare a raccogliere materiali da ogni possibile cultura, che possa  essere in vario modo vagliata anche consultando anche persone esperte in campi diversi per produrre una selezione del materiale. Le difese listate spesso assommano a centinaia se non migliaia e spesso le indicazioni sono alquanto vaghe, senza indicazioni precise della quantità e della frequenza con cui si dovrebbero adoperare.

Le persone stesse in corso d'opera dovrebbero impiegare le difese, per comprenderne gli effetti su se stesse, e inoltre evidentemente su un campione di altre persone che sostengono di averne bisogno o che siano disponibili a prestarsi come "cavie".

Trovare persone disposte a sottoporsi a queste cure non dovrebbe essere difficile visto che moltissime persone lamentano di essere vessate dal diavolo e molte lo pensano anche se non osano raccontarlo neppure gli amici più intimi. E altri potrebbero farsi coinvolgere per altri motivi, non ultma la sete di conoscenza.

Possiamo considerare il diavolo allo stesso modo in cui consideriamo una grave malattia: si ha la certezza di conoscerla davvero quando la si è sgominata, curata completamente.

Qui si tratta di mettere in atto diverse cure, cercando di trovare il modo di curarle. Un abate ha compiuto un esperimento simile. Egli ha aperto un luogo di cura per malati mentali, che curava con gli esorcismi. Diversi furono curati. Altri no. Ciò che occorre fare, a mio avviso,  è tenere conto non solo dell'aiuto rappresentato dagli esorcismi, ma da tutte le protezioni e anche cure mediche  che in varie culture sono state accumulate per curare ammalati, non solo mentali. E perché no, aggiungere i carcerati, che potrebbero aver commesso delitti sotto l'influenza del diavolo, come certi studiosi pensano. Ovvero studenti o la popolazione in genere, la popolazione sana.

La cura e protezione di tutte le persone che lavorassero al progetto di ricerca, e di ogni persona coinvolta potrebbe essere assai istruttiva.

Si potrebbe in primo luogo fare un controllo medico accurato e analisi mediche di vario genere che possano testimoniare dello stati di salute delle persone, prima di entrare nella ricerca, compresi test psicologici e di altro tipo. Le persone tutte, compresi i ricercatori potrebbero essere sottoposti agli sessi controlli in diversi periodi, cosi da notare ogni cambiamento.

Se una ricerca di questo tipo fosse fatta su un campione molto esteso, credo che si potrebbe migliorare la conoscenza del diavolo o quanto meno delle cure previste per il diavolo stesso.  La cosa non è di poco conto, per l'importanza che questi libri hanno per le persone che non ricorrono al medico in questi casi, ma ai consigli che trovano in questi libri.

Questo blog dunque raccoglie informazioni in materia da ogni persona e da ogni provenienza. 

Io stessa applico a me stessa da molto tempo cure e protezioni e riporto i risultati. Vuoi farlo anche tu?

[Un problema specifico di questa ricerca è il fatto che si considera pazze le persone che ha visto il diavolo. Questo non è considerato un arricchimento per la ricerca, come invece negli altri ambiti.  Questo diminuisce la ricerca.  ]

 

 

 

 

mercoledì, 11 ottobre 2006

Chiesi a "Gilbert", scenziato in una delle Università più prestigiose per la  fisica, se il diavolo che è un'energia statica si poteva effettivamente "scaricare" con una puntina di disegno..."  Gilbert mi rispose che la lunghezza della punta aveva la sua importanza. Dunque la punta di una puntina da disegno non è abbastanza lunga. E poi, come farla diventare fungibile? Ci sarebbe mai un modo di far diventare delle punte, dei chiodi, effettivamente utili, innocue per noi, e portabili addosso? Una collana con 15 (quindici) punte lunghe 1 (un ) centimetro, piccoli cunei, che mi pare effettiva nella protezione del collo.  E' molto leggera e non danneggia il corpo. le punte non sono fisse, appena trovano un ostacolo cambiano posizione.. per questo non sono pericolose. le porto ormai anche la notte mentre dormo. 

 

Una delle prime notizie che ho raccolto sul come gli antichi si difendevano dal diavolo è stata, sul testo di Henry Durville ( v. riferimenti). Egli scrive che gli antichi ebrei si difendevano dai demoni con le piante spinose.

Si sentiva anche dire che i contadini mettevano dentro i loro materassi dei chiodi, sempre a fine protettivo. Da parte mia ho cercato di far cadere il diavolo su dei chiodi, una volta. Non credevo nel tentativo, Comunque non sapendo dove "sbattere la testa" comprai un mucchio di chiodi e li disposi a mazzo come dei fiori, con le punte in fuori, in diversi punti della stanza: sul tavolo, sul televisore...  devo dirlo, nella notte il diavolo mi parve provato, pensai che forse, visto che non se l'aspettava, fosse caduto sulle punte .. comunque non morì... Comprai una pianta grassa, nella speranza di essere miracolosamente protetta.

Si consiglia alle persone vogliose di protezione di portare al collo un quarzo a doppia punta. E io ne ho avuto una insieme alla quale appendevo anche una piramidina di quarzo (che ha una punta).

Molte cose ritenute protettive sono a punta. Sono in vendita cornetti di corallo, e ciondoli di pietre che contengono rame, che coniugano cosi la difesa della con quella del rame.

Tutte queste cose non sortivano un effetto rilevante, ma sembrava che "qualcosa" facessero.

 

Franco Spinardi (1994) ( tutti i dati bibliografici nei riferimenti) parla del potere protettivo delle punte. Ecco le esatte parole di Spinardi:

 

La tavoletta con chiodi

Ecco un metodo di difesa permanente, assai diffuso proprio in virtù delle sue basi fisico-scientifiche.

In una tavoletta di legno pulito, dello spessore di circa 5 cm., rotonda o quadrata (di circa 20 cm. di lato o di diametro) si conficcano dei numerosi e lunghi chiodi, fin quasi alla testa: essi devono trapassare completamente la tavoletta. Ci si procura un filo di rame della lunghezza di alcuni metri; si annoda un capo, strettamente, alla testa del primo chiodo, lo si fa passare attorno al secondo, poi al terzo e cosi via. L’estremità del filo di rame deve prolungarsi fino al di fuori della camera in cui si pone la tavoletta chiodata: estremità che si deve far penetrare nel suolo (giardino, cantina, ecc.) o, meglio, in un vaso di terracotta sotterrato fino al suo orlo e riempito di acqua (in un vaso di fiori si pone uno strato di terra, vi si depone un altro vaso più piccolo – al quale si è chiuso il foro di drenaggio –si circonda quest’ultimo di terra ben pressata e lo si riempie di acqua: è cosi pronto per accogliere l’estremità del filo di rame).

La tavoletta chiodata, vero e proprio “parafulmine dell’occulto, si deve poi collocare, in modo permanente, con i chiodi all’aria, sotto il letto o sotto una sedia.

 

Non tentai mai neppure di realizzare quello che Spinardi diceva.  

Infine regalai la pianta spinosa (che occupava molto spazio su cui il diavolo non era mai caduto), e piano piano smisi di pensare alla questione delle punte.

Ma una volta durante un viaggio, mi capitò di incontrare un uomo (lo chiamerò Lorenz) che aveva seguito un corso di studi scientifico e aveva fatto il ricercatore nel campo della fisica per qualche anno all'Università.

Cercavo di raccontargli del diavolo e la cosa davvero non lo entusiasmava. Ma un giorno si arrese e mi disse: e va bene. "Raccontami che cosa percepisci esattamente." Io dissi che percepivo (quasi sempre, quando la percepisco) una presenza a mezz'aria, in movimento.

Con mio stupore (forse perché la fisica non l'ho mai veramente capita ) Lorenz osservò: "Si tratta certamente di un'energia statica. Basterebbe una punta da disegno per scaricarla!" Mi disse che è la stessa cosa che i fulmini: si scaricano con la punta del parafulmine.

Naturalmente mi precipitai a comprare un certo numero di punte da disegno.. e non vi dico come le impiegavo ... Ero ancora ai primi esperimenti (con un risultato non evidente) quando ebbi l'opportunità di rincontrare un carissimo amico, Gilbert,  che è a tutti gli effetti uno scienziato nel campo della fisica.

Gli chiesi, mentre andavamo insieme in piscina, se il diavolo che è un'energia statica si poteva effettivamente "scaricare" con una puntina di disegno..." [Se io non capivo quel che dicevo, pensavo, lui doveva capirlo. ]  Gilbert si distraeva dalla guida per la forte preoccupazione: "Viva!! Non crederai a queste cose!"  Gli dissi che il mio era solo un interesse teorico ... [ non volevo addolorarlo]  e cercai di distrarlo, ma infine non abbandonai il discorso. E lui mi disse che quello non era il suo campo, ma che riteneva che la lunghezza della punta aveva la sua importanza. Dunque  intesi che la punta di una puntina da disegno non era abbastanza lunga. 

 

Per conoscere il diavolo, come è e cosa è, tutto può tornare utile. Per il momento le protezioni dal diavolo sono come il maiale: non se ne butta via niente.

 

Le punte potrebbero servirci  davvero a "scaricare" (in tutti i sensi) il diavolo? Ciò che trattiene dal loro uso è il fatto che potremmo infilzarci noi.  Inoltre, una volta in cui il diavolo ha scoperto dove li teniamo, sta attento a non caderci sopra. Questi sono i motivi per cui ad un certo punto ho abbandonato il loro uso. 

Ci sarebbe mai un modo di far diventare delle punte, dei chiodi, effettivamente utili, innocue per noi, e portabili addosso?

EBBENE SI, FINALMENTE HO TROVATO NELLE BANCARELLE ALMENO UN MODO: UNA COLLANA CON 15 (QUINDICI) PUNTE LUNGHE 1 (UN ) CENTIMETRO, PICCOLI CUNEI, CHE MI PARE EFFETTIVA NELLA PROTEZIONE DEL COLLO.  E' MOLTO LEGGERA E NON DANNEGGIA IL CORPO.

 

NOTA

NEL TESTO CHE SEGUE HO TROVATO ALCUNI RIFERIMENTI ALL'USO PROTETTIVO DELLE PUNTE: DENTI ARTIGLI, AGHI, CHIODI...

 

Adria Tissoni 1991  Sciamanesimo ed altro. Etnomedicina in Unione Sovietica. Udine, Campanotto editore: 108pp.

 

 A pag 34: 

 

Presso le genti siberiane.. alcune.. parti [dell’orso] , denti e artigli soprattutto, hanno la facoltà di mantener lontani gli spiriti maligni e vengono talora utilizzate nei riti sciamani ci di guarigione.

 

a pag. 43:

 

Gli Sciamani siberiani applicano ai loro costumi ornamenti metallici raffiguranti il sole, la luna, le stelle. Questi sono quasi sempre di ferro in quanto detto metallo è ritenuto capace di allontanare gli spiriti malefici.

 Gli Osseti... ritengono che, piantando chiodi di ferro ai quattro angoli della casa, di tengano lontani diavoli e spiriti delle malattie. Presso i russi gli aghi di questo materiale scacciano le russalke, spiriti dotati di sembianze femminili che vivono principalmente nell’acqua, come i campanelli applicati al gioco del bestiame allontanano entità malefiche, malattie e morte. Il ferro funge dunque da amuleto, utilizzato non tanto quale “portafortuna” quanto “preservatore da tutto ciò che è male.”  [ Mi viene in mente che il ferro di cavallo ...]

             Talora, come si osserva presso gli Jacuti. Lo sciamano porta sul petto due dischi piuttosto grandi… [di ferro? ]

 

 

Nel libro di David Larkin (a cura di) 1997 Fate.

(cfr riferimenti biblografici) si ricorda come in diverse società tradizionali uno dei metodi protettivi contro fate ed elfi fosse il tenere un chiodo in tasca. 

 

  

NOTA: Nel  film Ghost Rider  si vedono molte punte.  

 

Nel Film Ghost Rider con Nicolas Cage, in uscita ora nelle sale (marzo 2007), vi è una scena in cui una donna molto robusta, bruna di aspetto, di probabile provenieza sudamericana, viene salvata da un’insolita figura che ha per “testa” un teschio in fiamme. Questa donna, ho notato, ha appunto una collana con diverse punte di metallo. 

Il Ghost Rider in persona, che è al servizio del diavolo, e anche contro sua voglia, indossa una giacca chiodata. I chiodi appaiono e crescono e diminuiscono  sulla  giacca di pelle del Ghost Rider a seconda delle circostanze. Il Ghost Rider che lavora per il diavolo pare più temibile e impressionante per via delle punte .. non appare affatto che gli possano servire a liberarsi dalla possessione che gli fa fare cose che non vorrebbe .. Attenzione:  si tratta solo di un film, tratto da un fumetto…

Mi sono chiesta se quel genere di orpelli punk (bracciali e giacche con grandi punte potesero essere utili alla difesa.. mi sembra però che, pratica potrebbero esere pericolosi per chi li indossa.

  Dopo molto tempo ho provato a mettere sul corpo -sul bacino, suo cuore dal collo all'inguine, sul davanti - delle collane con punte. Ne ho parlato in un diario ( regina della libertà). Ecco alcuni brani:  

 

 

 

Roba da chiodi!  Il sistema più comodo per far fuggire il fantasma potrebbero essere davvero le punte in forma innocua per noi

Sentendomi piuttosto male ed essendo stanca di difendermi, ho messo delle collane con chiodi non al collo ma sulla parte centrale del corpo. Bacino e cuore e zona vita, sul davanti.

Le ho usate giorno e notte …

Il risultato è stato buonissimo.  

Il diavolo può entrare nel corpo, ma farà di tutto per non toccare la pelle che si trovi a contatto con una qualche punta. Cosi il suo lavorio sarà più lento e meno efficace.  

Quest difesa non basta da solama è una difesa consistente.

Sappi che le collane o bracciali con punte sono innocue anche quando poggiate in altre parti del corpo. Ci sono collane con punte smussate, e io ho usato quella efficacemente. Non occorre sceglire quelle con punte molto fini.

Le collane nella parte che va dietro il collo  -alla chiusura della collana- non hanno punte. Tenendole al collo giorno e notte non ho subito danni di alcun tipo.

Il fatto che siano innocue, anche quando la punta è acuta, deriva dal fatto che ruotano bene su un perno. Quando trovano un ostacolo, non essendo rigide, ruotano..

Io possiedo 4 collane e stanotte le ho indossate tutte e  quattro.  Due sul collo, molto grosse e fisse, per un totale di 3 punte grosse con punta smussata.

Le altre flessibili di cui ho parlato prima. Una con le punte acute a 14 punte –che ho comprato per 4 €-, e l’altra con 7 punte, che preferisco perché le punte sono smussate, e costa 12 euro ca.

 Ne ho messa una sul bacino  e l’altra sul cuore.  Il risultato è stato buonissimo: un senso di maggiore calore corporeo, segno di energie … ho fatto diversi sogni che non sono manipolati… segno di energie e non disturbo ..

Credo  ci siano siti che vendono questo genere di monili di acciaio..

Comunque io li ho comprati nelle bancarelle …

 

 

 

martedì, 10 ottobre 2006

Dimostrare che esiste il diavolo significa arrivare a sapere bene come è fatto.

Si può dire del diavolo ciò che si può dire delle malattie: solo dopo che si è stati capaci di curarle completamente si può dire di conoscerlo.

Si può dimostrare che il diavolo esiste?

Io dico che si può dimostrare concretamente.

Nel mio caso certamente.

Ci sono azioni lesive che il diavolo compie sul corpo e sullo spirito. Poiché quelle sullo spirito sono ben più difficili a individuare, parlerò di quelle fisiche.

Le azioni lesive che compie il diavolo sono concrete e possiamo cercare le tracce o i segni sul corpo stesso.

Ecco i segni che si potrebbero rinvenire sul mio corpo: una variazione irregolare nel livello di energie nei diversi organi del corpo.

Come rilevare questo?

Finora chi ha osservato le vittime del diavolo ha potuto notare come le persone defraudate col vampirismo delle loro energie sono stanche, depresse, fanno pensieri suicidi, sono stitiche.

 

Posso dire che, per ciò che riguarda le energie sessuali, il piacere orgasmico può diminuire enormemente.

 

Si può diventare cosi deboli da provare dolore nel fare le scale, i muscoli del polpaccio fanno male, anche se la vittima è giovane e sana.

La persona può essere vampirizzata in modo più o meno grave, arrivare fino a produrre dolore nella parte. Si può percepire il cuore duro/rinsecchito come una suola di scarpe con un buco vuoto in mezzo. Si può essere vampirizzati a al punto che la rigidità dei muscoli produce come un cambiamento nella postura. Per esempio le energie non fluiscono più come prima, nel loro canale.

A volte, bastava un solo colpo sul ventre per togliermi tutte le energie. Allora dovevo solo dormire per essere in grado di alzarmi.

Le viscere possono essere vampirizzate cosi tanto che si ha l’impressione che siano fatte di carta velina, e non si può mangiare alcuna cosa integrale o dura, poiché si sente dolore.

Ma non ho sentito che si sia monitorato il livello energetico in una qualche maniera obbiettiva, cosi come si fa con la misurazione della pressione cardiaca, o altro.

Ci sono macchine, strumenti o anche soltanto metodi del tutto affidabili che possono misurare obbiettivamente il livello di energie in ogni parte del corpo? Si potrebbe badare al cuore, e qualunque altra parte.

 

Si dovrebbe monitorare le persone giorno e notte per diverso tempo, direi per diverse settimane.

 

[Questo perché i diavoli, in paricolare se hanno un corpo fisico, possono avere impegni di lavoro, e altri appuntamenti, seguire gli orari di tutti. Demoni o maghi probabilmente si occupano di tormentare ben più di una sola persona. Dunque monitorare a lungo darebbe l’opportunità di notare i cambiamenti nello stato di una persona in diversi giorni e ore della giornata ].

Si dovrebbe monitorare contemporaneamente molti –il più possibile- posseduti o vessati. [C’è la possibilità infatti che il diavolo, un solo diavolo sia la causa dei mali di più persone. ] Si potrebbe allora confrontare le ore in cui si verificano cambiamenti in tutti loro. Un demone può essere presente in un posto solo, negli altri può agire depositando nella casa della vittima –o nei luoghi che frequenta- pensieri e veleni, ma non può vampirizzare più persone che sono in luoghi diversi in quel momento.

[Per questo dunque è bene che le persone controllate non stiano nello stesso posto, non devono essere misurate insieme, nello stesso posto, ma devono poter essere monitorate in luoghi diversi. ]

 

Occorre monitorare la persona in ogni aspetto, facendo ogni possibile controllo, con gli strumenti ora a disposizione. Questo forse permetterebbe di rilevare particolari cui non si è pensato in anticipo. So che ci sono macchine sofisticate che vengono impiegate, direi che si potrebbero impiegare tutte per questi rilevamenti, non si sa mai.

 

Quando si parla di vampirismo si racconta di vampiri che lasciano due buchetti sul collo, da cui succhierebbero il sangue. Esorcisti hanno raccontato più volte che il diavolo aggredisce con un ago le vittime facendolo passare per esempio da una tempia all’altra.

Ciò che a me è successo è questo. Tre volte, sempre mentre ero in dormiveglia, appena sveglia, non ancora in grado di muovermi, sono stata punta da un “ago” di energie. La lunghezza dell’ago era un ago di media lunghezza. (L'ago non mi ha traversato il corpo fino ad uscire dall’altra partedel corpo, questo un colpo di ago, come una puntura, ma non ho sentito che tornava indietro. Posso supporre che avesse con se anche del veleno, ma non sono certa. Certo faceva male e naturalmente c’era paura, sentendosi colpire in parti che si sanno vitali ) Una volta in testa, vicino al collo, credo che quella parte si chiami cervelletto. Due volte sono stata punta sul cuore. Queste punture possono lasciare segni rossi sulla pelle.

Una volta, appena dopo una seduta di Feldenkrais (che produce rilassamento) ho visualizzato che sul cuore avevo ancora i percorsi di diversi colpi di ago, come se fosse ancora li lo spazio in cui questi colpi erano stati dati.

Questi aghi non sono aghi di ferro. Sono il corpo stesso del diavolo che si fa ago per colpire. A riprova di questo cito Robert Monroe che racconta come una volta abbia dato un “pizzico” col suo astrale a una donna che conosceva, che era a grande distanza dal suo corpo fisico. Lei aveva urlato. Quando l’aveva incontrata lui le aveva accennato all’urlo e lei ha fatto vedere che si era formato un livido. R. Monroe (v. riferimenti) aveva trasformato il suo astrale in una mano, che può pizzicare. Dunque, si può dedurre che il diavolo può farsi ago, diciamo, e pungere.

Io ho il sospetto che questi colpi d’ago, oltre ad indebolire le persone, potrebbero anche facilitare il vampirismo, aiutare il diavolo ad andare più a fondo nell’azione vampirica. Comunque è certo che un colpo d’ago danneggia l’organo colpito realmente.

Per esempio io suppongo  che dei colpi d’ago mi siano stati inferti nelle viscere e che questo abbia prodotto anche un’infezione.

Non è un colpo di ago vero, ma io sono certa che produce effetti.

Non so se ogni “colpo d’ago” lascia effetti sulla pelle. Ma certe volte almeno lo lasciano di sicuro. Oserei dire che lo lasciano a volte cosi piccolo da essere quasi invisibile,  a volte è invece ben visibile. 

Possono lasciare dei segni rossi sulla pelle. Premendo la pelle sul punto rosso si sente un dolore in profondità.

Mi viene in mente un episodio significativo. Tempi dopo i colpi sul cuore, durante un viaggio in Nepal, sono andata a farmi vedere da un medico tibetano. Era un giovane medico (sempre tendo conto del lunghissimo tirocinio che i medici tibetani fanno). Mi aveva già chiesto, non ricordo perché, di portare le mie urine. Mi avevano anche dato, nel centro stesso, un grosso bicchiere di vetro trasparente, da riempire.

Quando il medico vide il bicchiere pieno, disse: “Questa non è urina!” Non riusciva a crederci. In effetti era bianca del tutto. Trasparente ma senza quel colore giallo o simili che ha l’urina. È cosi che il medico non credeva che fosse urina. Dopo staccò un pezzetto dalla scopa e agitò il liquido. Si formava qualche bollicina.

Al tempo ero selvaggiamente colpita dal mago nero che prima era stato il mio fidanzato, poiché io parlavo in giro di ciò che avevo scoperto su di lui. Ne parlavo anche perché temevo di essere uccisa da lui, o che mi facesse uccidere: pensavo che se ne parlavo non lo avrebbe fatto, per non ingenerare sospetti). [Non ho ancora prova che lui possa da solo uccidere qualcuno, ma credo che abbia poteri tali da spingere altri a compiere i crimini semplicemente "lavorando su di lui". Queste sono parole che usa lui. ].

Oltre a questo, ecco il particolare: il medico guardandomi mi disse ad un certo punto: ti fa male il cuore! e mi premette col dito su un punto, e in effetti faceva male. Io dissi di si. Dovevo apparire davvero uno straccio. Mi ricordo che  questo medico – in un gesto di empatia - mi abbracciò. Questo è un bellissimo ricordo per me.

Al tempo, se questo può chiarire, mangiavo piuttosto poco (cibo del tutto normale), e invece mettevo spesso in bocca un po’ di zucchero. Non so se si può ricavare qualcosa da qusti elementi.

Comunque ritorno ai punti rossi. Io ho cominciato a osservare se sul corpo c’erano segni di questi colpi d’ago solo da un certo momento in avanti.

Ecco come io non so, per esempio, se i colpi che ho sentito, che sono stati fatti su di me da sveglia, hanno lasciato tracce. [I colpi precedenti sono stati fatti sicuramente nel sonno. Quelli fatto mentre ero consapevole appartengono all’epoca in cui io sapevo di lui, e lui mi faceva vedere quanto male mi potesse fare, per farmi tacere ].

La ragione per cui io non ho osservato, quando i colpi mi sono stati inferti, se hanno lasciato tracce, è perché presupponevo che il diavolo, anche se colpisce, non lascia tracce. Non so come mi fossi fatta questa idea, ma è forse solo la derivazione del fatto che si presume che il diavolo non lascia tracce. Ma non è cosi. Intanto a volte può produrre macchie anche larghe, usando l’ago ( facendosi ago ) come strumento, come prima detto. Questo è ciò che capitò ad un certo punto.

Ecco come egli stesso mi fece aprire gli occhi. Una mia amica carissima si ammalò di cancro al seno. Uno dei due seni. Quando la vidi mi disse che il male era visibile. Era disposta a farmi vedere. Io ebbi paura. Le dissi che non me la sentivo di vedere.

Io ritengo che il diavolo fosse presente alla conversazione (visto che mi stava sempre addosso) e che si sia messo in testa di farmi credere che avevo il cancro, per terrorizzarmi ulteriormente. Giorni dopo mi svegliai un mattino con un dolore acuto a un seno. Guardai il punto e vidi un macchia di un rosso vivo larga almeno quanto la punta del mio dito mignolo. E vicino altre due macchie sempre rosse molto più piccole. Premetti e sentii un dolore acuto a una certa profondità. [Il genere di dolore era simile alla puntura di un insettto, tuttavia era immpossibile che io fossi stata punta da un insetto, ero in casa, era inverno, ed avevo addosso indumenti pensati per contrastare il freddo dei ventilatori]. Ormai il diavolo, il suo modo di ragionare lo conoscevo bene, cosi devo dire che sospettai che fosse un suo modo per farmi vivere preoccupata e chissà cos’altro. Decisi di mantenere la calma e di aspettare. Se il dolore fosse diminuito, avrei pensato che non era cancro, che fosse lui. Ogni giorno premevo sul punto per sentire il dolore. Dopo circa 10 giorni il dolore diminuiva. Ancora oggi, dopo molti anni, il punto rosso esiste, ma è diventato gradualmente molto più piccolo. Mi sono guardata ora, e vedo che ci sono anche le due macchie più piccole. Sono ancora rosse.

Dopo questo episodio ho pensato che anche i colpi d’ago potevano aver lasciato segni. E ho trovato 42 punti rossi sul corpo, certi evidenti. Sul punto del ventre dove credo che mi sia stata prodotta un’infezione e che mi veniva sempre vampirizzato, ho dei segni rossi molto evidenti, ancora oggi. La parte ancora mi fa male, se viene attaccata dal diavolo. Certo gli attacchi, per via delle difese che uso –che sono imperfette, in quel punto- non sono “nulla”, comparati a quelli che io ho subito per anni.

Dunque, si può stare attenti ai segni sul corpo, a dolori in corrispondenza delle macchie e magari si può cercare di capire, se possibile, l’origine delle macchie e il risultato di colpi d’ago pregressi.

Alla lunga, nei tempi bui in cui ero massacrata ogni giorno dal diavolo ho cominciato a sputare molto, grumi scuri. Fu cosi. Mi ridussi cosi male che pensai che la mia ultima ora fosse finita. Poi di colpo mi sentii meglio. Ricordo che andai di corsa all’appuntamento con un’amica. Poi andai a sentire della musica. Con un’altra amica. [Correre, incontrare amiche, ascoltare musica, sono eventi comuni ma io ero ormai ridotta cosi male che la mai vita sociale non esisteva più ] Fu cosi che scoprii la causa del mio improvviso miglioramento: il diavolo in persona si era gravemente ammalato.

L’uso smodato stesso dei suoi poteri probabilmente lo aveva fatto ammalare. Ecco che io sono sopravvissuta per via del fatto che il diavolo si è ammalato. Non mi lasciava del tutto in pace, ma fu una vera manna, per me. 

Mi ripresi, e anche feci un lavoro che fu molto apprezzato . (Prima non riuscivo più neppure a lavorare).

Ora sono stanca. Per oggi chiudo qui.

Ho elencato alcuni segni fisici che possono essere il risultato di un’azione occulta. Spero che serva a cercare prove del come attraverso un’azione occulta si fanno azioni che tuttavia non sono invisibili.

Probabilmente posso trovare altri elementi concreti da elencare.

Ecco mi viene in mente il giorno in cui sono andata a vedere un Llama guaritore. Qui stavo anche davvero male. Questo episodio precede quello prima raccontato.

Egli mi disse guardandomi che mi faceva male la testa. Molto vero. Un solo colpo da parte del diavolo (un colpo che sentivo come un colpo fisico sulla testa) mi produceva fortissimi mal di testa.

Gli dissi che soffrivo di insonnia. (Io ero e sono una “dormigliona nata”, amo dormire e non ho problemi, ma il diavolo mi teneva sveglia di continuo: una tortura). Il Rimpoche mi diede delle pillole per dormire che –mi sento sicura di ricordare, ma sono passati molti anni – era l’Aru 15.

Usando quelle pillole al mattino mi svegliavo lo stesso priva di energie, ma non tesa per la notte insonne. Stavo meglio, dunque.

In generale credo che il diavolo stia attento a capire quali siano le debolezze fisiche e psicologiche di una persona e se può insiste per peggiorare le cose. Se la persona fosse perfetta, lui stesso è bravissimo a produrre danni e indebolirle. Infine ci vivremo tutte come deboli e senza fiducia in noi stessi.

Non so se sarebbe facile monitorare le persone in tutti i modi possibili per cercare tracce concrete del vampirismo etc.

[Mi sono ricordata che il diavolo mi ha anche tolto un certo senso dell'equilibrio: di fatto, da quando sono stata attacata, non sono in grado di impiegare la bicicletta, con cui invece una volta coprivo distanze abbastanza lunghe].

Una cosa che ritengo sia fondamentale per provare che il diavolo esiste è curare e proteggere le persone dagli attacchi del maligno, il diavolo. Usando tutti i metodi protettivi e tutte le protezioni che si possono pensare, si potrà confrontare il loro stato di salute con quello precedente.

Non sono un medico, ma il diavolo l’ho conosciuto. Ho detto ciò che ho pensato osservando me stessa, secondo il detto “medice cura te ipsum”.

Devo dirlo, se potessi realizzare un sogno, userei le protezioni nelle carceri, negli ospedali, ovunque, su tutti gli abitanti, compresi i medici o i giudici, per vedere che cosa succede a livello di criminalità ecc. Anche se le persone non sapessero delle protezioni in corso, si dovrebbero avere effetti positivi. …

Dimostrare che esiste il diavolo significa sapere bene come è fatto.

Si può dire del diavolo ciò che si può dire delle malattie: solo dopo che si è stati capaci di curarle completamente si può dire di conoscerle.

 

ANNOTAZIONI/appunti

 

Voglio citare questi passi da Amorth Un esorcista racconta (pag. 67) (cfr riferimenti):

 

   Il 24 aprile 1988 Giovanni Paolo II ha beatificato il carmelitano spagnolo P. Francesco Palau.

..il Palau, negli ultimi anni delal usa vita, si dedicò agli indemoniati. Aveva acquistato un ospizio in cui accoglieva i colpiti da malattie mentali. Li esorcizzava tutti: quelli che erano indemoniti guarivano; quelli che erano malati restavan tali. Fu molto avversato, naturalmente, dal clero.

 

Amorth (PAG 66) fa anche riferimento a psichiatri che si fanno aiutare dagli esorcisti, come Simone Morabito (cfr riferimenti).

Io aggiungerei che sarebbe opportuno impiegare ogni difesa conosciuta come difensiva ( a partire dall''aglio -vedi su Bortolini  riferimenti- il cui uso aggiuntivo migliora le possibilità di guarigione in ogni tipo di malattia) , non solo gli esorcismi. E non solo sui malati psichici, ma tutti gli altri, gravi e non. A parte tutto se si tenesse in conto una variabile in più, la possibile influenza del diavolo sullo stato di salute  percorso delle loro malattie, la valutazione delle cause delle malattie e dei risultati delle cure sarebbe più accurata.

I rilevamenti e i controlli dovrebbero potersi ripetere nel tempo, sulle stesse persone.

 

I test per comprendere se si è vessati possono risultare utili. (v test)

 

L'osservazione su di sè potrebbe anche essere favorita, prevedendo di tenere diari ...

 

 

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postato da: vivamerlin alle ore 14:57 | Permalink | commenti (4)
categoria:diavolo esiste, prove esistenza diavolo
venerdì, 06 ottobre 2006
... Non so come guardavo fuori, quando dal punto alto della finestra aperta arrivò verso di me una perfetta spirale bianca che scomparve silenziosamente dentro il mio cuore.
 Subito il mio cuore espresse il forte desiderio di incontrare dell’energumeno, e subito dopo dal ventre sentivo parole chiare -una cosa che non avevo mai sentito prima, in tutta la mia vita- diceva che dovevo immediata mente interrompere il viaggio, e tornare al più presto dal mio amato fidanzato (l'energumeno)...In India esiste una deontologia per la possessione... Ed è in corso un dibattito sul significato della corda bianca...
 
 
Una volta non ebbi forse una giovinezza amabile, eroica, favolosa,
da iscrivere su fogli d’oro, - troppa fortuna! Per quale delitto,
per quale errore, ho meritato la mia debolezza d’oggi? 
                                                                   Rimbaud, Una Stagione in inferno
 
 
 
 
 
 
   Ero seriamente decisa a non tornare mai più da quell’energumeno [energumeno è antico nome per il diavolo, un diavolo che era un uomo in carne ed ossa] e per finirla per bene gli chiesi per lettera di restituirmi tutte le lettere. Un gesto mai compiuto prima … con nessuno. Volevo che gli fosse chiaro che non volevo che nessuna mia cosa restasse nelle sue mani. E decisi di andare via immediatamente, molto lontano, per rimarcare la separazione …
Dentro di me, però avevo paura. Da almeno 500 giorni io sapevo che non stimavo più quell’uomo. Non solo avevo avuto la impressione molto forte che fosse un uomo interiormente corrotto e irrecuperabile ma anche che ad un certo punto lo avevo sospettato ( e non sono affatto un tipo sospettosa) di aver prodotto un incidente che avrebbe potuto anche risultare fatale alla persona della mia famiglia cui ero più legata. Il fatto stesso che fossi arrivata a sospettarlo di un crimine ritenevo fosse sufficiente per lasciarlo.
Ma davo sempre segni di “attrazione fatale”. Cominciavo a dubitare della mia salute mentale.
Io non mi comportavo con questo uomo, come mi ero sempre comportata in relazioni passate. Ero diversa. Mai avrei passato tempo e men che meno a letto, con un uomo che avessi disprezzato. Avrei girato alla larga. Invece lo lasciavo, e poi io stessa gli telefonavo. Sembrava che fossi io a volere lui. Lui poteva perfino fare il sostenuto. Con lui ero molto infelice. Che dire di più?
Ecco come trovai un biglietto d’aereo all’ultimo minuto e partii per l’”Oriente”.
Scrivevo il mio diario, stavo in solitudine. Temevo l’apparizione del desiderio di rivedere il mio fidanzato, l’energumeno.
Mi osservavo. Non capivo. Che cosa c’era di rotto in me, per desiderare costui?
Dove stava questa malattia? Era la mia stessa essenza cosi bacata? Da dove saltava fuori, da che punto del corpo scaturiva quel desiderio?
[Da molto tempo ero infelice in misura insopportabile, ma ero rimasta li per cercare di capire chi ero, e lo sforzo era inteso a conoscere la verità. Non mettevo in dubbio che il mio desideriro per lui fosse autentico. Avrei giudicato vigliacco darmi alla fuga. Ma infine, mentre ero li, in India, ero cosi disperata che per un momento contemplai di togliermi la vita, piuttosto che tornare da lui.]
Una meta che davo al mio viaggio era praticare lo Yoga, e andai in cerca di un insegnante che stimavo molto senza trovarlo. Decidevo di andare in una zona tra le più sacre in India, dove sarebbe stato possibile anche praticare lo yoga, e dopo un viaggio assai accidentato su un treno detto Shangrilà arrivavo sulle rive della sacra Gangas. (Il Gange è femmina, in India).
Per la stanchezza, mi infilavo in un albergo polveroso, il primo che incontravo.
Ogni giorno cercavo di raggiungere a piedi un noto Ashram.. lo prendevo come un pellegrinaggio. Ma le mie forze non me lo consentivano. Ogni giorno mi dicevo che avevo fatto un pezzetto in più. Un giorno arrivai ai vari monasteri, ma quello che davvero mi incantò non era quello che mi era stato indicato. Ero molto intimidita. Temevo che mi mandasero via. Ma una domenica  salii le scale scoscese, tra le scimmie che volavano sui rami degli alberi, sopra di me. Pensavo che di Domenica non ci fosse nessuno, e che perciò nessuno mi avrebbe mandato via. Ma mi sbagliavo. Da un terrazzo, un uomo anziano molto magro con gli occhi vivi e grosse sopracciglia che si qualificò come il manager del luogo, mi chiese che volevo. Dissi che volevo essere ospitata li. Mi invitò a salire sul terrazzo, chiese al figlio di portare un chai, il te e latte, e chiacchierò con me. E mi disse: “… Ad ogni modo, io ti prendo. Oggi è domenica, e non si lavora, ma vieni domani. “
Quel luogo era uno Yogniketan, cioè un luogo di pratica dello yoga.  La mia minuscola casetta era circondata da fiori e innumerevoli farfalle. In quel luogo c‘erano regole. Ci si alzava alle 5, si praticava il rito del fuoco alle 7 (in cui si cantava in sanscrito, il Gayatri mantra - che è la preghiera all'Assoluto -, e si buttavano nel fuoco caramelline di zucchero) ,  si faceva Yoga una volta o due al giorno; si stava seduti in silenzio per almeno un'ora, nel piccolo tempio, per due volte al giorno, si mangiava mentre le scimmie battevano impazienti a porte e finestre aspettando che finissimo, per ripulire i nostri vassoi.
Per 15 giorni potevo stare li. Non si poteva dedicarsi ad altro. Fui cosi “obbediente” nel rispettare ogni regola, che il manager alla fine mi disse che avrei potuto restare li per il resto dei miei giorni.
Ero in pace. Amavo quella vita. Nessun desiderio del “fidanzato” sorse mai per 10 giorni e peraltro nelle settimane precedenti in cui avevo gironzolato. Bene. Ero felice di questo. Mi osservavo, e osservavo che non c’era in me alcun bisogno, alcun desiderio o nostalgia anche minima dell’energumeno.
Pregavo intensamente Dio la Madonna e i saggi di quel luogo –che per migliaia di anni avevano meditato in quel sacro luogo- perché mi aiutassero a capire che cosa mi succedeva, pregavo come non avevo mai pregato in vita mia.
Un pomeriggio, e qui viene il bello, stavo attraversando la piccola stanza per riporre un libro, ed ero all’altezza della finestra e non so come guardavo fuori, quando dal punto alto delle finestra aperta arrivò verso di me una perfetta spirale bianca che scomparve silenziosamente dentro il mio cuore.
 Subito il mio cuore cominciò a sentire un forte desiderio dell’energumeno, e subito dopo dal ventre sentivo parole chiare -una cosa che non avevo mai sentito prima, in tutta la mia vita- diceva che dovevo immediata mente interrompere il viaggio, e tornare al più presso dal mio amato fidanzato.
Allora per la prima volta capii che non c’era nulla di rotto in me, ma che l’energumeno me lo faceva credere con infiniti trucchi di possessione. Lui diventava me, lui era desiderante e io provavo i suoi desideri come miei visto che avvenivamo nel mio territorio. Nel mio cuore e viscere.
Capii e fui felice. Il giorno più bello della mia vita. Alzavo le braccia al cielo ballavo girando su di me. Era finita. Ero libera. Non ero pazza.

Il giorno dopo stavo serenamente sdraiata nel mio lettino, quando sentii la presenza dell’energumeno. Percepii che era stupito. Ero ancora li? Non ero andata via, come lui si aspettava. Gli indirizzai questo pensiero: so tutto. Ho capito tutto. Sentii l'energumeno in panico. Per la prima volta era lui ad avere davvero paura. In un attimo scomparve. 

Post scriptum.  Per oggi basta con questa storia che è obbiettivamente terribile. Voglio solo dire che quando tutto questo avvenne, e io vidi quella “corda” , non avevo letto assolutamente nulla di ciò che poi venni a sapere: che si parlava di un filo bianco o d’argento in connessione le uscite fuori dal corpo. Qualcuno diceva che il filo bianco è il filo che connette lo spirito al corpo fisico da cui si allontana. Poiché ho visto solo il filo arrivare, oserei dire che il filo è la forma sottile che il corpo astrale prende per attraversare più agevolmente lunghe distanze. Benchè non sapessi nulla di tutto ciò, il significato di un qualcosa di esterno che scompariva dentro il mio corpo e ciò che ancora seguì mi rese evidente il suo significato.

Nota: Ho trovato, mesi dopo aver scritto qusto blog, un libro sulla magia, esattamente :

 

Gian Piero Bona 1977 Magia sperimentale. Manuale pratico. Roma-Bari, Mediterranee:172pp.

 

Un capitolo dedicato allo "sdoppiamento" ovvero "l'uscita fuori del corpo".  

 

A pag 129 descrivendo i fenomeni legati alla uscita parla del

 

“gomitolo astrale” che si mette in moto. .. Sensazione di distacco da uno dei plessi, come se dal nostro corpo fisico si sfilasse una corda.

 

 

Personalmente non ho dubbi sul fatto che Tarato (nome del momento per il diavolo di cui parlo) andasse fuori del corpo. Me ne aveva parlato chiaramente lui una volta, in cui avendogli io chiesto come mai non andava mai in vacanza mi disse:  "Non ho bisogno di nadare in vacanza: quando dormo vado dove voglio, quando voglio…"

Sapevo già, senza ombra di dubbio, al momento di questa possessione, che il diavolo certamente non faceva questi viaggi nel sonno, ma sempre, in forza della sua volontà d farli..

 

Non avrei però mai immaginato che fosse una persona cosi perfida da utilizzare la sua capacità per entrare dentro un'altra persona ..      

 

Nota. In India esiste una deontologia per la possessione.
Il nostro corpo, dicono, è come una macchina, non si deve avere attaccamenti, si può prestare, ma col nostro consenso. Cosi per esempio un padre, che aveva un figlio adolescente che non lo stava mai ad ascoltare, proprio perché era il padre, chiese al migliore amico del figlio di prestargli il corpo in modo da poter dare a suo figlio consigli che sarebbero stati meglio accetti da parte di un amico.
Di può prendere il posto dell'altro, col suo consenso e spiegando che cosa se ne intende fare esattamente, sempre, suppongo. E inoltre spererei che ci possa essere un'altra infrangibile regola, come quelle che sono in vigore per gli atti sessauli. che ad ogni istante il "recipiente" possa tirarsi indietro.
Ma tutto questo basterebbe? Infatti la questione è questa. Quando noi imprestiamo la macchina, e la  macchina viene impiegata, noi non siamo presenti nella macchina. Ma che succede, quando un altro invade il nostro spazio? Noi siamo testimoni, anzi di più, noi sentiamo ciò che un altro sente. Una differenza enorme dunque tra il prestito di una macchina e il prestito del corpo.
          Non impresterò mai volontariamente il mio corpo a nessuno. Questa è la mia deontologia. Se il padre vuole parlare al figlio attraverso il migliore amico, faccia come i padri normali, che parlano agli amici dei figli e se ne fanno degli alleati... e parleranno loro agli amici ...
 
nota.
Nella Bibbia si trova l'espressione filo di argento:  
 
Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza... prima che il filo di argento si rompa e la lucerna d'oro s infranga e il secchio si spezzi sulla fonte e la ruota vada in frantumi sul pozzo e la polvere torni alla terra com'era prima e lo spirito torni a Dio che l'ha dato.
   Vanità delle vanità, dice l'Ecclesiaste, tutto è vanità.            
(cit da: La Bibbia concordata. Antico testamento. (Ecclesiaste. Esortazione ai giovani. 12  ) vol secondo: pp.288-289) cfr Riferimenti.
 
Su AA. VV. Paranormale Dizionario Enciclopedico (cfr riferimenti) troviamo la Voce Corda d’argento. Anche l'espressione della bibbia è tradotta cosi.
[In effetti quello che ho visto io, come filo era un po' grosso. Tuttavia la parola filo evoca l'impressione di leggerezza più di quanto non faccia la corda, da questo punto di vista "filo" è più giusto di "corda". ]
 
Post scriptum. Piccole cose tralasciate nella storia..
C'erano cose che avrei voluto dire, ma mi pareva potessero far disperdere l'attenzione dal fatto principale: la possessione in diretta. 
Cosi non ho nominato fatti significativi comunque per me, come per esempio il fatto che la mattina dopo aver scritto a Junk fidanzato e mago cattivo mi sono svegliata presto e sono andata alla prima messa (credo alle sei) e dopo ho imbucato la lettera, determinata a finirla per sempre. In India volevo perlomeno ricordare come per un tentativo di imbroglio degli impiegati dei treni mi sono trovata  su un posto che era già stato venduto una volta ...Come conclusione finivo "imbarcata" su un treno e mi dissero Shangrilà. Credevo di finire a Shangrilà (e non m'importava dove fosse) ma era solo il nome del treno. Questo dice come mi sentivo, non importava. Aspettavo l'inaspettato.
         Una cosa che ho dimenticato di dire, che è importante, perché mi preparava alla inaspettata possessione che ho descritto è che giorni prima (della possessione stessa ) ero andata nella biblioteca dell'Ashram e li scoprivo un libro intitolato Il potere della mente(v ai riferimenti) Pensai che J. sapeva dei poteri della mente. In questo leggere c'era finalmente un interesse a capire cose di lui che erano evidenti, ma cui non pensavo. Per esempio mi risultava che sapeva sempre che cosa pensavo. Cosi mi misi a leggere un libro che forse non avrei letto se non avessi avuto a che fare con J.
Del libro mi colpì una cosa. L'autore diceva che se noi vogliamo che un amico ci scriva una lettera, non dobbiamo prendere carta e penna, dobbiamo semplicemente aspettare e riceveremo una lettera dal nostro amico che soddisferà tutte le nostre domande... Insomma io capii che se noi desideriamo parlare con un amico, l'amico percepirà il nostro desiderio come il suo proprio. Si dice telepatia.
Faccio notare che J non telefonava mai e non scriveva mai: si limitava a ricevere le telefonate e le lettere dagli altri. Ma usava metodi pesanti per "convincere" gli altri a occuparsi di lui.
 
 
martedì, 03 ottobre 2006

Spesso non si nomina la stitichezza tra i segni indiretti di vampirismo. Ci sono ragioni: io credo sia il senso del pudore.

Si nomina la stanchezza, la depressione. La persone che vengono vampirizzate perdono energie, e naturalmente diventano anzitempo come dei vecchietti che funzionano a malapena. Possono anche ammalarsi gravemente, ma nei casi meno duri semplicemente sono stanche . 

A questa stanchezza si lega anche la stitichezza. Solo che le persone non collegano questi fatti. Io non ci pensavo proprio.

Posso raccontare la storia di un mago andato a passare qualche giorno in campagna tutto un gruppo di persone ignare, tutte soffrivano di stitichezza eccetto lui. Il mago era l'unico che non soffrisse di stitichezza e addirittura li prendeva in giro per questo, il che sottolineava la sua superiorità interiore... E se fosse che... E in definitiva come mai era così sicuro che tutti soffrivamo di stitichezza?

Tuttavia se non se ne parla ci possono essere maggiori fraintendimenti.

Per esempio in molti testi passati sulla cure a persone maleficate si consigliava di fare clisteri con acqua benedetta. e purghe. Nonché i rimedi che si devono dare per bocca dopo la purga. E medicamenti vomitorii.

 

Si può consultare su questo la sintesi delle cure fatta da molti autori e libri da Floriano Canale (vedi ai riferimenti ) . Egli riporta che l’acqua per il bagno, l’acqua per i clisteri, il sale, i medicamenti ecc tutto veniva benedetto ed esorcizzato con formule diverse, e questo spesso prende grande spazio nei libri degli esorcisti, cosi chi legge può perdere di vista il valore curativo consueto di queste pratiche.

  

Ora leggendolo rimanevo confusa. In particolare sui clisteri. Intendevano scacciare il diavolo da li con quell'acqua? O erano addirittura dei maniaci, come quei preti che chiedono troppi particolari a chi si confessa?

Però di colpo mi accorgo che vi era logica, ripensando alla mia propria esperienza. Quello che facevano era curare la stitichezza, che è effetto del vampirismo.

Da quando il diavolo si è occupato di me, io posso ricordare che ho sofferto a tal punto di stitichezza da dover ricorrere alle visite mediche, cosa che non era mai successa in passato.

Certo, se cambiavo città, per esempio, potevo soffrirne, ma non tanto a lungo da dover ricorrere al medico.

Quando poi si mise a farmi veramente la guerra, ecco che ciò che successe divenne praticamente una tragedia. Le feci arrivavano a diventare dure nel tempo e sentivo dolori acuti.

Mi abituai a portare con me buste di medicinali adatti a questo ( i Fermenti lattici). Il medico mi diceva che dovevo prender fibre, ma le prendevo, che dovevo bere, e lo facevo, e che dovevo camminare. Mi pareva di farlo, ma cercavo di farlo di più.

E mi ricordo che portavo con me in valigia quando andavo via una piramide media, di rame spesso, che ogni giorno mettevo sulla pancia ( orientando la piramide al nord e mettendomi in modo che la mia faccia risultasse nel parte nord. ) comunque dopo venti minuti qualcosa si muoveva.

Successivamente ho avuto sollievo, quando il tempo non è troppo caldo, bevendo acqua bollita per 15 minuti e molto calda, un sorso ogni mezzora, e anche ogni volta che ne ho voglia quando ne ho voglia, cosi come si usa fare in India in casi di malattie di lungo corso. Spiega Deepak Chopra ( vedi riferimenti) che l'acqua si carica dell'energia del fuoco, e il corpo quindi riesce ad avere più energia per svolgere le naturali funzioni. Niente di sorprendente perciò che questo metodo sia utile a riparare ai danni del vampirismo. Essere sottratti della naturale energia rende difficili e magari impossibili le funzioni corporee, cosi portando la persona ad ammalarsi.

Cosi credo di dovere delle scuse agli esorcisti che cercavano di porre rimedio a un fatto che può diventare molto serio. Il clistere era davvero opportuno.

Io non ho mai usato clisteri, perché non ci ho pensato e ho risolto nei modi che ho detto. Ora che mi difendo di più , con calamite e il resto, generalmente non ho questo problema.

 

POST SCRIPTUM

L’uso delle difese, in particolare dell’aglio da solo, impiegato nelle tre forme ha prodotto un superamento del problema stitichezza. Credo che i vampiri smettano di passare il loro tempo nei corpi dei viventi che usano frequentemente l’aglio fresco - in gran parte sostituibile con l'estratto inodore di aglio, l'aceto e cipolla..

 

 

postato da: vivamerlin alle ore 13:45 | Permalink | commenti (4)
categoria:esorcisti, stitichezza e vampirismo
lunedì, 02 ottobre 2006

Si racconta che il magnetismo – dei cellulari, dei computer ecc - disturba i fantasmi. Una folla di persone con cellulare, mi è stato raccontato, fa scomparire i fantasmi del castello che sono andati a visitare… Sappiamo che i guerrieri di Alessandro Magno tenevano nelle tasche, a protezione dal diavolo, una calamita. Ho anche letto in vari libri dell’uso protettivo di pietre magnetiche. Sappiamo che nella tradizione un magnete o una pietra magnetica era avvolto in un sacchetto e appeso al collo come brève (per protezione, si può presumere ). Ma per il nostro uso un solo magnete si è rivelato del tutto insufficiente.

ATTENZIONE: E’ NECESSARIO, prima di impiegare le calamite – qualunque esse siano- o le macchine magneto-terapiche, LEGGERE LE ISTRUZIONE E SENTIRE IL MEDICO .. Molti siti si occupano di spiegare con figure piacevoli e in modo chiaro che cosa sono i magneti, come funzionano etc. È una buona introduzione, che io non posso sostituire. Oltre a ciò ci sono siti che spiegano i rischi e pericoli insiti in particolare nei grandi magneti.

Ora tratto delle calamite che al momento uso. Che sono le più forti con cui probabilmente potrò mai avere a che fare.

Occorre non impiegare calamite più forti di quelle che sono capaci di sostenere 100 gr. di peso. (Sono piccole come una moneta da 5 centesimi di euro! A vole quasi la metà, pressappoco come una moneta da 2 centesimi !)

Dicendo che sono capaci di sostenere 100grammi di peso intendo dire che  per esempio la grossa forbice di ferro che ho, del peso di 100 grammi circa, è rimasta appesa per aria alla piccola  calamita di cui parliamo. Quando ho impiegato due magneti attaccati tra loro, hanno sostengono la forbice ancora meglio].

Questo è il massimo che ritengo possibile per il momento per salvare l’incolumità della persona. Infatti le calamite tendono ad attrarsi le une alle altre, sbattere le une contro le altre e a volte capita che sbatano contro le mani o il corpo, e che pizzichino la pelle .. prima che noi siamo riusciti con una certa pena a separarle, ci hanno fatto un piccolo livido o escoriazione.

Inoltre la loro forza non è troppa per me. Riesco a separarle. A volte si impilano e devo dire che certe pile sono cosi forti che non sono riuscita a staccarle più…

Non prendete calamite con buco in mezzo poiché spesso si rompono.

Qui descrivo in che modo uso i magneti.

Vorrei allora dare alcune indicazioni di calamite che possono essere acquistate, con cui potete cominciare. Non penso di poter consigliare la bigiotteria fatta di calamite o pietre magnetiche, vendute per il loro lato curativo.  Le  collane e bracciali  che ho impiegato sono molto più deboli delle altre, dunque protegggono una zona più piccola, se mai lo fanno. [Possono però piacere.]

Certo qulli bucati possono essere infilati (appesi, o anche cuciti ai vestiti, nei posti dove non sarebbero notati. 

Si tratta di distribuire le calamite su vari punti del corpo. Potete cominciare con 30 coppie di calamite, da fissare agli indumenti intimi in circa 30 punti. (Potete anche ridurre i punti e usare tre calamite sovrapposte per ogni punto).

Si deve cercare di fissare le due o tre calamite in punti dove non diano fastidio, e in posizione da difendere tutto il corpo. Per il momento il compito è dunque di procurarsi i circa 30 gruppi d calamite e formare i gruppi. (Vedi nei negozi di Ferramenta o in rete sotto magnet shop).

Fissando i vari gruppi nei punti dove non danno fastidio, in modo uniforme su tutto il corpo, potete trovare un certo sollievo.

Ma ci sono ancora altre cose da imparare per fare delle calamite una difesa potente.

Si trovano vendute in rete, e si trovano nei negozi vendute in supporti di vario tipo e materiale—che sono utilizzate per esempio per fermare delle tende. Le ho trovate in negozi di Ferramenta, o anche in negozi di materiale per l’edilizia ..( dove trovate piastrelle ecc. ) I costi possono differire molto. Certe costano, nei negozi di Ferramenta, con supporto di legno, bucate e avvitate, perfino meno di 3-4 € la coppia. [Per svitarle occorre usare  una piccola chiave a stella. ] Certe, con supporto di alluminio, non bucate, le ho trovate per 18 € la coppia. (Quelle di alluminio sono più pesanti). La dimensione e la potenza sono praticamente identiche. Ne ho trovate nei mercatini all’aperto, incollate a un supporto plastico e non bucate. Anceh, le ho trovate nei mercati nude, cioè senza alcun supporto. Tenendole in acqua per un giorno circa, sono riuscita a scollarle senza sforzo, usando un coltello da cucina per fare perno.

Dovete familiarizzarvi con le calamite, abituarvi a tenerle fermamente nelle mani, ad avvicinarle con calma e farle scivolare l’una sull’altra in modo da evitare che si rompano sbattendo una contro l’altra, oppure che urtino le dita. Se le usate sbadatamente, potete trovarvi con la pelle schiacciata tra due calamite, il che non è terribile, ma comunque parecchio fastidioso. Se mai vi capitasse, con queste piccole calamite, dovete stringere i denti e cercare di farle scivolare, staccarle il più in fretta possibile.

Inizialmente quando le svitavo aggiungevo da ogni lato della calamita una monetina di 1, 2, o 5 centesimi di euro, che hanno un materiale che  è attratto dalle calamite. Anche, usavo la monetina da 5 cent per ancorare ogni calamita agli indumenti preposti, o ai capelli. Questi espedienti rendono più facile maneggiare le calamite.

Per evitare tutto ciò, prestate orecchio a quanto ora vi dirò. Che ho imparato a mie spese e con parecchi piccolissimi lividi.

Occorre tenere conto che le calamite hanno due lati, detti uno nord e l’altro sud. I poli opposti delle calamite si attraggono, avvicinano, quelli uguali si allontanando l’uno dall’altro.

Occorre possibilmente fissare le calamite in modo che un lato nudo –cioè il lato non attaccato al supporto di legno -stia a contatto con la pelle, col corpo. Io ora le fisso ai vestiti, a due a due, cosi che si tengono attaccate al vestito al punto destinato, l’una con l’altra. Sono coppie di due, dunque, ma a volte si può aumentare ulteriormente la potenza attaccando una ulteriore calamita a una delle prime due, quella interna, a contatto col corpo. A volte aggiungo una terza calamita alle prime due, per renderle più potenti. Uso calamite senza supporto.

Uno dei modi con cui si può evitare incidenti con le calamite, per esempio che una calamita si rompa nell’impatto con le altre, ovvero che possiamo venire urtati sta nel sistemare i gruppi di calamite ben distanti gli uni dagli altri. La cosa non è poi tanto facile e inoltre tenere le calamite cosi distanti ci impedisce di impiegarne parecchie.

Un espediente che si può impiegare per ovviare a questo limite sta nel neutralizzare almeno parzialmente un lato di ogni gruppo di calamite. Possiamo fare questo per la metà delle coppie che abbiamo. Cioè dobbiamo lasciare una delle calamite col supporto (di legno o altro) per ogni gruppo o coppia, ma non a caso.  Ogni coppia sarà formata da una calamita che espone all'esterno sempre uno dei due lati, poniamo il nord. Saranno private del supporto invece le calamite restanti. In questo modo le coppie che ne risulteranno, una volta fissate sui vestiti, non saranno attratte tra di loro in modo molto forte, ma solo verso il lato coperto, il supporto delle altre, che è piuttosto debole (il legno del supporto diminuisce la forza dell'attrazione. Ora potete fissare le coppie ovunque ci sia spazio sufficiente (per es. dietro le ginocchia, sotto le ascelle...) 

Non sono completamente sicura (gli esperimenti col diavolo non possono mai essere come esperimenti da laboratorio) ma credo che sia più protettivo, dove possibile, opporre lati che si attraggono, piuttosto che lati che si oppongono. Per esempio se sulla pancia poggiamo il lato nord delle calamite, in tutti, e dietro il bacino calamite appoggiate sulla pelle dal lato sud. Cosi anche nel petto. Si potrebbe cercare di impiegare, sul davanti del corpo, gruppi che sono nudi al lato nord, e invece dietro gruppi nudi al lato sud.

le calamite in questo modo non sono attratte da quelle vicine di lato, ma eventualmente da quelle del lato opposto del corpo. 

Fissando i vari gruppi nei punti dove non danno fastidio, un po' per tutto il corpo, potete trovare un certo sollievo.

Io al momento quando esco uso solo gruppi di due o tre calamite senza supporto, e sto attenta a tenere i gruppi molto ben distanziati. Attacco al reggiseno 9 gruppi: uno sul cuore, due sotto le ascelle, due ai lati della spina dorsale, due nelle bretelle sul davanti, e due dietro, ma cosi ben distanziate che non si attraggono con le altre.

Nelle mutande (meglio se sono “a calzoncino" e con la vita alta: stanno più ferme) ne fisso una all'altezza del pube, e due dietro ai lati dell'osso sacro, dietro. Ne fisso due  nel fianco, nel punto incavato ai fianchi.

È consigliabile avere una piccola cintura su cui appuntare 4  o più punti calamitati, equamente distribuiti, e stando attenti e evitare sempre bene a spina dorsale.

 

PETTORALE E DORSALE di plastica e calamite per coprire la zona del cuore.

E allo stesso modo la zona del bacino, ponendo come centro l’ombelico.

Ma ci sono ancora altre cose da fare per rendere le calamite una difesa ancora più efficace, che in particolare la notte può rivelarsi necessaria.

Io uso un sistema più elaborato quando dormo. Sarebbe un po’  ingombrante da portare di giorno.

Ecco cosa faccio. Occorre tenere conto, per capire di che cosa parlo, che l’impiego di materiale di plastica e simili (v per esempio quelle fasce che si vendono per dimagrire da D-mail) può rendere molto più potente la forza protettiva delle calamite. 

Tenete a mente che il diavolo non può attraversare la plastica, può solo aggirarla. È  necessario trovare un materiale  che può essere appoggiato al corpo, come una stoffa.

Io ho trovato un materiale interessante, che uso al momento.

Le ho trovate in città, in un negozio articoli sanitari di fronte a un ospedale. Fatte di neoprene (che è protettivo nello stesso senso della plastica) e corredate da magneti deboli rispetto a quelli prima nominati. La marca che ho visto io è

Phyto Performance Italia srl Via E. Fermi, 9 - 35030 VEGGIANO (Padova) - Italia Tel. 0039.049.900.19.19 - Fax 0039.049.900.26.68 info@phytoperformance.com.

Sui prodotti sta scritto made in China.

Ho comprato la pancera per circa 60€ l’una e il resto per prezzi molto inferiori.

La pancera comprende un quadrato di neoprene di 21 centimetri per lato,  con 16 magneti incollati dentro. Io stacco il quadrato. Questo quadrato è staccabile. Si può rafforzare il quadrato –o le cavigliere etc. - appoggiando calamite più forte sulla metà di questi magneti, solo quelle che si orientano nella stessa direzione, in modo che non si attirino e attacchino tra di loro. Ci sono due soli pezzi che interessano: quelle piccole, che hanno solo due calamite, e quella da 16 calamite.

Queste parti con calamite sono formate da tre strati, come fossero una pesante stoffa: c’è una base nera, sottile, uno strato rosso, spesso. Il terzo strato, che è la parte che va a contatto col corpo, è solo una stoffa rossa e bucherellata. Nella parte di materiale plastico spesso, il cui uso è certo equiparabile alla plastica, sono inserite delle grosse calamite piuttosto deboli. Il vantaggio dell’impiegare questi quadrati sta nel fatto che si possono fissare questi, assicurando che non si attacchino le une con le altre, ben 8 calamite in un piccolo spazio.

Io uso ben 4 di questi quadrati, uno sul petto (pettorale), uno sulla schiena (dorsale), e gli altri due a coprire il bacino, davanti e dietro, fissando il tutto al reggiseno e mutande, di tipo sportivo. [La migliore marca per reggiseni che io conosca finora è la marca Patagonia, che è estremamente resistente e non rimanda mai odori ]

Non sono riuscita a ottenere, nel negozio in cui le ho trovate, di poter comprare solo i pezzi che mi servivano. Mi hanno venuto sempre anche la pancera, che è assai ingombrante, per me inutile. Ho cercato in rete, e credo che esista la marca, ma non ho visto quei particolari pezzi.

La difesa che offrono per le zone più importanti del corpo è evidente. Il cuore e la zona dell’ombelico sono protette notevolmente.

Come si può spiegare l’efficacia di questo sistema? Teniamo presente che il diavolo non riesce a passare, anche se lo volesse, attraversa la plastica.  Probabilmente un demone non agisce liberamente quando si trova in un luogo di non grandi dimensioni in cui ci sono molte calamite. Cosi la zona non è piacevole per lui. Ho pensato che forse il diavolo (il corpo astrale, il fantasma) ha bisogno di un certo spazio per essere efficace... E la plastica lo costringe in una zona ridotta, esposto alla forza delle calamite, che lo disturba.

Ho anche costruito una cintura davvero grossolana, con i pezzi Phitofix. Ho preso 3 pezzi che servono per curare i polsi:  sono fasce diritte con un pezzo da due calamite uguali a quelle dei quadrati. Ciò che qui ci interessa è la cintura che possiamo comporre cucendo insieme più fasce per i polsi. Su questa fascia attacco i piccoli pezzi da due calamite, o anche mi basta attaccare le calamite piccole –da 100gr.- direttamente sulla fascia. Sia all’interno, che nella parte esterna.

Nota. Se volete procurarvi i pezzi da due calamite sappiate che le ginocchiere sono fornite di 2 pezzi diversi, per un totale da 4 calamite, mentre gli altri pezzi ne hanno solo una, con un totale quindi di due sole calamite. Nel confronto, sono più economiche, posto che non riusciate ad acquistare i pezzi necessari da soli, senza le varie ginocchiere, gomitiere ecc con cui sono venduti. Credo che la cosa migliore per voi è trovare un negozio dove ci siano questi pezzi e osservare come sono fatti, se io non sono stata sufficientemente chiara. L’importante è vedere bene come sono fatti ed eventualmente farseli da sé.

Io ho trovato che questo sistema fa fare un bel passo avanti nella difesa.

Ricordate il post sul piombo? I maghi impiegano un dorsale e un pettorale di piombo appeso a catenelle per proteggere il cuore. Qui si potrebbe usare un pezzo di neoprene senza calamite e credo che la difesa sarebbe equivalente.

Ma noi aggiungiamo le calamite, che, non so come, disturbano il diavolo. Si dice che le calamite attirano gli spiriti. Dunque non si limita a bloccare  i colpi ma se vi entra in contatto li neutralizza. Ovvero le calamite sono intese purificare.. (v le calamite anticalcare..)

Alla difesa del cuore noi aggiungiamo anche la difesa del bacino. Credo opportuno appendere i due pezzi a protezione del bacino alla cintura.

Invece per il pettorale e dorsale si potrebbero appendere, non con catene ma con una stoffa molto resistente, e poi legare sotto le ascelle, cosi come fanno i maghi con i loro pentagli di piombo. V il post piombo.

 

Notare da aggiungere per la difesa della notte.

Proteggere le piante dei piedi con una calamita sopra e sotto e nelle caviglie è molto utile. L’aspirazione vampirica attraverso il canale che inizia (o finisce) nelle piante dei piedi è lesiva. Da quel punto possiamo essere svuotati. Cosi la zona va protetta. Se non si hanno calamite riempite le calze di spicchi d’aglio. È efficace. Solo ogni girono gli spicchi vanno cambiati, poiché perdono di efficacia. Questo è un esperimento che io ho fatto, al tempo in cui non usavo calamite. Ho riempito i calzettoni che indossavo di aglio, quanto ho potuto. Ho sentito svilupparsi nelle gambe un piacevolissimo calore. Le gambe stavano meglio.

La testa: se avete capelli robusti, fissate delle calamite piccole in 5 punti: sulla fronte, al contro della testa, stando attenti a che non vi diano fastidio quando poggiate la testa, sopra le orecchie. E sopra l’attaccatura del collo, al punto della medulla oblungata...cioè al punto d'inizio della spina dorsale, se non vi da fastidio.

 

Inoltre, voglio spiegare -è importantissimo- che la difesa del sesso e l’attaccatura delle cosce è fondamentale per la protezione e il benessere complessivo. Cosi credo opportuno, se usate mutande tipo calzoncino, potete cercare di fissare delle calamite nella parte esterna di ogni gamba. Nella parte centrale, a cavallo delle mutande o dei pantaloni, è bene cercare di mettere, prima di dormire, più calamite possibile.  Se prima di dormire prendete aceto, aglio cipolla e se mettete li vicino delle gocce di verbena o simili, la zona dovrebbe essere protetta.

Io arrivo perfino a mettere li, prima di dormire, tantissime calamite. appendo più coppie impiegando delle coppie –le parti della coppia sono legate tra di loro con un nostro incolato a ciascuna parte- che appendo alle mutande.  Appendo i nastri a cavallo delle mutande..

Le cosce essendo una parte ampia abbastanza per permettere a un astrale di entrare indisturbato nel ventre o anche per assorbire energie dal centro sessuale, vanno protette in modo da non offrire varchi. Potete mettere sul lenzuolo che sta sotto di voi varia calamite qua e la o meglio fissare calamite lungo le gambe.. secondo il sistema detto prima in modo che le dioverse coppie non si attacchino tra loro…

La pratica vi farà capire tutto questo.

 

 

NOTA 1  sulle calamite anticalcare, meno forti. 

Esistono alcune calamite più deboli di quelle che uso al momento, venduti a uso anticalcare.  Per chi volesse provare con queste dico che servono in maniera significativa, ma meno delle altre di cui parlerò a breve. In ogni caso potete poi riciclarle nel loro uso anticalcare.

Una si trova nel Sistema anti-calcare per rubinetti. D-MAIL-ART.-NO.: 26215; Costa 6,70 €. La calamita va estratta dal pezzo di rubinetto (viene fuori subito, una volta svitato il tappo, e tolto un piccolo pezzo di cartoncino plastificato). Ha un buco in mezzo.

       L’altra tipo, sempre nello stesso negozio, è venduta come Anello anticalcare per cassette WC, costa     €. D-MAIL-ART.-NO.:657333. E’ avvolta da una plastica, che tuttavia potrebbe essere eliminata. E’ alto circa 8mm, e largo ben 4,5 cm. È più debole del tipo precedente. Ed è naturalmente molto più pesante. Tuttavia il fatto che è molto più ampia ha la sua importanza poichè copre una zona più ampia. Ha un buco in mezzo (2,2cm di diametro). Per il loro peso, e grandezza possono essere messe sul corpo molto limitatamente. Personalmente le ho usate una sotto ogni ascella, cucite al reggiseno in quei punti. Ora che ho a disposizione quelle più potenti, del tipo prima descritto non le uso più. potrebber però tornare utili Ho detto che l'anello anticalcare ha un buco in mezzo. Ebbene in quel buco, se si elimina la plastica colorata  che lo riveste offre posto per inserire due calamite potenti. Interessante! Oppure si può attaccare sulla  sua superficie da ogni lato una diversa piccola calamita.. Questo nel tempo si sta rivelando interessante. cfr il mio giorno di fuoco, dove spiego come ho impiegato le calamite ..

I negozi di D-Mail si trovano, in Italia, a Firenze, Genova, Milano, Roma, Torino. www.dmail.it

 

 

NOTA STORICA. I miei esperimenti con le calamite.

Prima di riuscire a trovare le calamite di cui parlo, ho cominciato i miei esperimenti di protezione con le calamite da lavagna. Questo è l’esperimento che io ho fatto diversi anni fa.

Se avete in casa delle calamite come per esempio quelle che servono per le lavagne, che hanno una forte tenuta, ma non presentano rischi di sorta , potete anche cominciare con quelle.

Risultava in generale necessario togliere la calamita dal suo eventuale supporto, che la rendeva ingombrante da impiegare.

Sistemavo le calamite su vari punti del corpo. Inizialmente ho fissato delle calamite da lavagna, le più potenti che ho trovato, piuttosto ingombranti, a delle fasce elastiche che mettevo attorno alla vita, alle caviglie, al collo, e anche attaccate ai vestiti nei punti più importanti: cuore, osso sacro, ombelico … sotto le ascelle, pube, spalle, capelli, sotto la pianta dei piedi… Sentivo che servivano, ma servivano davvero?

Ho provato a fissarle sui punti doloranti, e servivano. [Prima facevo questo usando spicchi di aglio, ma evidentemente il loro valore svaniva, mentre la calamita aveva un calore perenne. Mi è capitato per sbaglio di farle fare una lavata di lavatrice, con acqua calda, e ho osservato che perdeva un pochino di potenza].

Un giorno feci un esperimento estremo, se vogliamo. Ma che cosa avevo da perdere? Mi procurai cento calamite da lavagna, potenti per il loro genere, made in China, fatte di ceramica. Riuscivo a toglierle dalla plastica in cui erano incassate. Mi procurai anche del nastro isolante di carta, nel mercato, vendute tra il materiale idraulico. Prima di dormire attaccai su tutto il corpo le calamite usando questo nastro. Le attaccai tutte e cento. Al mattino, benché diverse si fossero staccate dal corpo, mi svegliai sentendomi decisamente meglio. Non potevo che prendere atto che le calamite erano in effetti utili, e che si trattava di impiegarle nel modo migliore.

Non si può certo ogni notte fare un lavoro del genere, non solo occorre troppo tempo, ma la pelle si può escoriare attaccando più e più volte sullo stesso punto del nastro isolante. Ho continuato a impiegarle per anni, e il mio stato di salute migliorò, ma non era ancora una difesa sufficiente per stare bene. Dunque passai a calamite un poco più potenti, quelle che hanno un impiego come anticalcare, di cui ho prima parlato. IE poi quelle più potenti, che io uso ora. Ho usato anche, per diversi mesi, le macchinette magneto-terapiche… fornite di solenoidi o di una fascia. Di questo parlerò a parte. 

E   infine con l’uso delle calamite di cui ho parlato prima –che possono sostenere approssimativamente il peso di 100gr. -, che posso anche portare, almeno in parte, quando esco, il mio stato di salute è decisamente migliorato.

Ho smesso di impiegare queste macchinette magneto-terapiche (che pure hanno il loro valore protettivo).

Ho comprato poi altre calamite di vario genere, e infine ho finito per impiegare calamite molto più potenti, che decisamente hanno migliorato la mia protezione e quindi il mio stato di salute. Poiché l’impiego dell’aglio e poi l’introduzione dell’uso dell’acciaio hanno migliorato le difese, cambiando il quadro generale della protezione…

Per la cronaca ho perfino provato sul corpo le carte magnetiche o anche le carte magnetiche per fotografie. [Che possono trovarsi nelle cartolerie ...] Esse mettono insieme magnetismo (debole ma diffuso su tutta l’estensione del foglio), e plastica. Il loro difetto era la scomodità della plastica sulla pelle, il fatto che presto diventavano inservibili e il trovarsi con la pelle tinta di nero dalla carta fotografica, quando, inevitabilmente, si sudava. Ho anche trovato una robusta carta magnetica, che si vendeva a metri, che non si rompeva né si scioglieva, ma era assai pesante. Ho comprato questa plastica magnetica in un Timbrificio, un negozio di timbri, targhe etc. Questa plastica è utile, ma pesante, e certo non è piacevole sulla pelle.

L’uso di tutti questi materiali mi ha fatto comunque capire che magnetismo e plastica creano una bella difesa.

 Infatti, ecco l'importanza pratica della plastica: se il diavolo arriva ad un pezzo di plastica non può attraversarlo e deve aggirarlo. ma se le calamite sono sistemate sui bordi esterni della plastica, il diavolo deve anche stare attento a dove "mette i piedi", deve cercare anche di evitare le calamite, che hanno un certo raggio di azione disturbante per lui.  Sopratutto se il diavolo non sa che cosa lo aspetta e si precipita su una persona, e impatta in queste difese, non è più per lui la solita innocua anzi paicevolissima entrata  per prelievo energie...

 

 

postato da: vivamerlin alle ore 13:06 | Permalink | commenti
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