sabato, 21 novembre 2009

La classica misura anti-diavolo diventa accettabile. Non ostacola più la vita sociale, come si teme.

L’avevo sentito più di una volta, ma avevo fatto orecchie da mercante. Invece ora, dopo l’ennesimo suggerimento, questa volta da una donna argentina, ci ho provato.

Infatti pensavo che più l’aglio ha un odore pungente, meglio funziona.

Può darsi sia vero, tuttavia per via dell’odore di solito potevo adoperarne molto poco, solo uno spicchio o due al giorno, prima di dormire la notte in primo luogo e magari uno piccolo prima della pennichella pomeridiana. Ora invece, sapendo che senza il germe non si sente affatto l’odore, posso prenderne anche uno al mattino.

 

Ora non solo mangio lo spicchio solo dopo averlo tagliato in due e tolto dall’interno quel piccolo germe, ma anche quando preparo l’infuso dell’aglio (che consiste nel mettere in acqua calda due o più spicchi, bevendo l’acqua dopo dodici ore ) , che è di grande utilità per la difesa.

 

A me sembra che il tutto funzioni bene.

La massima efficacia dell’aglio sta nelle prime ore dopo averlo preso, dunque, visto che se ne prendeva una quantità minima, si era scoperti a lungo, nel corso di una giornata.

Cosi ho potuto frequentare di nuovo il mio corso di ginnastica dolce, nonché in effetti stare in mezzo alla gente sentendomi a disagio.

Vedo che nessuno si copre la bocca o fa cattive espressioni…

 

L’erborista mi ha messo sull’avviso che però l’allicina è contenuta proprio nel germe.

Quello che capisco è comunque che il nuovo sistema funziona.

Inoltre il fatto è che molte persone non prenderebbero mai aglio che dia odore. Dunque credo che sia meglio comunque prendere questo.

Semmai si può provare a ricorrere all’aglio munito di germe se si fosse sotto un attacco particolarmente virulento, cioè in emergenze. O quando sappiamo di non vedere nessuno per tre giorni, il che è raro. Oppure quando si sia trovato un modo sicuro per eliminare il fiato all’aglio.

 

Inutile dire che lo spicchio da usare come supposta può essere intero, infatti, poiché resta intatto, non da problemi. Credo importantissimo ricorrere anche a questa misura.

 

Sono estremamente felice de risultato.

 

L’aver provato l’aglio senza il germe è stato favorito dall’uso costante che ora faccio di due elementi difensivi potenti: uno spray anti-sudore, con cui cerco di spruzzare il diavolo appena sento la sua presenza in qualche modo, l’olio di tigre, che uso sui capelli e sul corpo ogni giorno e che porto sempre con me anche fuori casa per ogni evenienza.

Lo spray anti-sudore ha il vantaggio di essere innocuo per la pelle. Quello che io uso è anche ecologico. Naturalmente si usa sulla pelle, ma state attenti a non spruzzarlo sugli occhi.

Anche lo spray antizanzara funziona.

Due anni fa sono andata al pronto soccorso per essermi passata la mano che mi ero spalmata di crema antizanzara sugli occhi. L’occhio era rosso e tutti me lo facevano notare. Non fu grave però: mi passò in pochi giorni senza ricorrere al collirio che il medico mi aveva prescritto.

 

Lo spray efficace può essere anche quello di canfora che si usa normalmente per spruzzare negli armadi. Dunque non fa spruzzato su di sé. Si usa contro il diavolo senza dargli il solito avvertimento verbale ad andarsene. Queste difese sono grandi se usate prima che il diavolo colpisca noi. Dopo è troppo tardi.

 

Come alternativa all’olio di tigre, si può usare il balsamo di tigre, ponendo un po’ di quantitativo sugli indumenti che indossiamo per dormire. Oppure si può passare direttamente sulla pelle.

Ricordatevi che il balsamo di tigre rosso, che è quello che io uso, macchia.

Anche l’olio di tigre lo fa, anche se molto meno. Ho versato per sbaglio qualche goccia su un libro aperto e ha lasciato una macchia lieve.

 

Lo spray credo sia il sistema di difesa più economico, poiché basta una spruzzata per ottenere il risultato e vi è un piccolo consumo del prodotto.

 

Naturalmente leggete con cura le istruzioni annesse a ogni prodotto.

 

In sintesi l’uso di aglio inodore mi permette effettivamente di andare dove voglio ... E l’olio di tigre e anche lo spray anti-sudore (in questo momento sto usando quello) forniscono una rapidissima difesa che neutralizza e allontana il diavolo, seppure solo per un certo tempo.

 

Il risultato positivo dell’insieme delle difesa è evidente: ora dormo molte meno ore e ho decisamente più energia.

Nel caso dell’olio di tigre e lo spray il successo è dato dall’anticipare il diavolo –cioè aver passato l’olio sul corpo prima che il diavolo compaia - o dall’intervenire immediatamente spruzzandoglielo addosso al minimo sentore.

 

Per qualche giorno ho avuto l’impressione di essere tornata a una vita normale. Ho sentito il semplice piacere di esistere.

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sabato, 14 novembre 2009

Devo ricordare come funziona il sistema energetico: l’energia circola nel corpo allo stesso modo del sangue.

Se una parte del corpo perde le energie in un punto, per esempio a causa di un prelievo vampirico, altre energie accorrono dal resto del corpo e ristabiliscono un qualche equilibrio.

 

Se l’attacco vampirico si ripete sempre su quel punto, ancora e ancora, a distanza di mezz’ora o un’ora, per esempio, le energie a disposizione della persona diminuiscono ancora. Dopo diversi attacchi la persona si trova svuotata di energie, pur essendo stata attaccata eventualmente su una parte marginale del corpo. Per esempio le mani. Sembra incredibile ma è vero che io mi sono trovata a assistere nel corso di una sola notte, svegliandomi diverse volte, alla vista dello spirito maligno Junk (visibile per una specie di presenza luminosa stante sulla mia mano che mi lavorava sul dorso della mano, oppure che ciucciava energie dalle punte delle dita. Ancora e ancora.

Attraverso questi attacchi, Junk, che è consapevole del come funzionino le energie, essendo che per anni ha studiato yoga e altre discipline, riesce a svuotare altre parti del corpo senza agire direttamente su queste. Sia come sia io mi sento svuotata, cioè stanca.

 

Come mai questo daffare sulle mani?

Una volta non era cosi.

Ecco il punto. Una volta egli mi si fiondava sul cuore o sul ventre, o su tutte e due.

Ora io ho, coi miei “mezzucci” (come definiti in un recente commento) impedito che Junk faccia man bassa delle energie direttamente dalle parti più ricche, cuore e bacino, in particolare la parte vicina all’osso sacro.

Su questi punti io tengo sempre, notte e giorno, dei punti calamitati con aggiunta di una piastra di acciaio che svolge anche funzione ionizzante.

(Le calamite sono fissate agli indumenti intimi. Per evitare guai uso tutte le calamite con un supporto dallo stesso lato, nord o sud che sia: questo evita che si attirino potentemente. Inoltre il lato a contatto del corpo è sempre quello nudo, cioè senza supporto di legno o di altro materiale che sia).

Metto uno di questi punti sul cuore e uno sul bacino (quando dormo due punti sul bacino, ai due lati dell’ombelico). Anche, possibilmente, porto una cintura a contatto della pelle, con tre punti calamitati, di cui uno con aggiunta di piastra d’acciaio.

Ho detto i particolari sull’uso di acciaio e calamite in un post di alcuni mesi fa.

Ora uso sugli indumenti anche un poco di olio di tigre o di balsamo. Uso anche un poco di aglio, e ho imparato un segreto che rende l’odore dell’aglio non fastidioso: elimino, prima di mangiarlo, il germe che sta in mezzo allo spicchio. Provare per credere. 

Non abbandono le punte. Stanno li e, a differenza di aglio o olio di tigre, “non chiedono pane” (cioè non richiedono cure né tempo né spese ulteriori).

 

Dunque io ho avuto successo.

Di conseguenza il diavolo attacca i punti scoperti: testa, piedi, mani.

La testa l’attacca anche perché il mio successo nella scoperta di “mezzucci” efficaci gli da fastidio proprio.

Dunque sono stata bucata agli occhi, come anche ho raccontati di recente, ecc. La testa colpita mi ha leso la memoria. Temporaneamente, per fortuna.

Infatti ho riflettuto molto su come potevo ovviare a questo disastro. Un attacco davvero molto duro, con dolori al solo toccare la testa, e anche con irrigidimenti vicino al collo.

Avere un piercing sul lobo delle orecchie non bastava.

Anche, una specie di collare carico di punte e anche con un punto calamitato non bastava. Ho messo un copricapo. Dentro il copricapo un fazzoletto pieno di punte appese, appallottolato distrattamente in cima al copricapo, dentro. Si, ora andava meglio, ma non del tutto. Ho preso l’abitudine di passare dentro il fazzoletto e nella parte interna del berretto del balsamo di tigre. Ho fissato tre punti calamitati ai bordi del cappello, due dei quali ai lati della fronte. Abbasso il copricapo sugli occhi.

Ecco che il dolore sta passando e la memoria mi è tornata. Mai stata cosi bene. è come se tornassi quasi a una vita normale. Lo stesso modo di sentirmi di molti anni fa, prima che il diavolo si occupasse di me.

Per piedi e mani: io uso –l’inverno, col suo freddo, rende la cosa meno odiosa- per dormire dei guanti in cui si infila tutta la mano –sono fatte cosi, come forma, certe presine per il forno-, con un posto distinto solo per il pollice. Sono guanti ampi. All’interno ora metto del balsamo di tigre, in fondo e sulle pareti.

Per i  piedi: metto un poco di olio di tigre o balsamo di tigre sulle calze.

IL BALSAMO DI TIGRE E L’OLIO DI TIGRE SI STANNO RIVELANDO LE ARMI PIÙ POTENTI E SEMPLICI PER NON FAR AVVICINARE IL DIAVOLO. Ora non mi assale di brutto, ma sento che arriva con circospezione e poi, vedendo che non mi sono dimenticata di mettere l'olio di tigre, si allontana. Non è certo un kamikaze!

Al momento ho ordinato da un erborista che stimo un bel po’ di olio di tigre, fatto da lui. Mi ha detto che può farlo. Serve per scaldare, mi ha detto. Sapesse a che cosa lo uso veramente!

 

NOTA: Per eliminare il mal di testa, che era il più forte mai sentito in vita mia, è stata della massima efficacia una pillola tibetana, quella specifica per i mali alla testa, che è chiamata popolarmnete "pillola rosa" per via del tessuto di colore rosa di cui è rivestita. in un'ora era tutto passato! specifico che non è una pillola specifica per difendersi da "spiriti vari e diversi" (come sono rispettivamente la pillola arancio, blu e rossa), ma solo una pillola specifica per il mal di testa.

POST SCRIPTUM: A breve dedicherò un post all'insieme delle difese sia fisiche che ambientali, giorno e notte, con tutti i dettagli che possono servire ad applicarle.

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categoria:contro il vampirismo, difesa testa mani piedi
sabato, 07 novembre 2009

La mirabile vicenda comincia quando Tobit chiede a suo figlio Tobia di mettersi in viaggio per recuperare una consistente somma ch’egli aveva affidato al suo parente Gabelo. Tobia è figlio unico e i genitori – in particolare sua madre - sono pieni di preoccupazione per un viaggio che presente pericoli. Il padre decide di trovare un compagno di viaggio affidabile per suo figlio e si presenta a lui l’angelo Raffaele, che appare in forma umana. I due iniziano il viaggio.

Citerò dal Libro di Tobia, La Bibbia Concordata, Antico Testamento, Vol.I 

:

Il giovane [Tobia] partì dunque con l’angelo e con lui uscì anche il cane che andò con loro. Camminarono tutt’e due e, sopraggiunta la notte, si fermarono presso il fiume Tigri. Il giovane scese fino al fiume Tigri per lavarsi i piedi e un grosso pesce, balzato dall’acqua, tentava di divorare il piede del giovane, il quale si mise a gridare. Ma l’angelo gli disse: “Afferra il pesce e tienilo forte”. Il giovane tenne forte il pesce e lo trasse a terra.

            Allora l’angelo gli disse: “Sventralo e prendine il fiele, il cuore e il fegato che terrai con te, gettando via gli intestini, perché il fegato, il cuore e il fegato sono utili a fare un medicamento”. Il giovane sventrò il pesce, ne estrasse il fegato, il cuore e il fiele, abbrustolì una parte del pesce per mangiarla e il resto lo conservò sotto sale.

Poi ripresero ambedue il cammino insieme finché giunsero alla Media.

            Allora il giovane interrogò l’angelo dicendo: “Fratello Azaria, qual medicamento c’è nel cuore, nel fegato e nel fiele del pesce?”. Gli rispose: “Il cuore e il fegato del pesce bruciali davanti a un uomo o una donna oppressi da un demonio o qualche spirito maligno e si dileguerà da lui ogni invasamento e sarà liberato per sempre; il fiele poi spalmalo sugli occhi di un uomo che abbia le albugini e basta soffiare sulle albugini degli occhi che queste guariscono”

Già erano arrivati nella Media e si avvicinavano al Echabana, quando Raffaele disse al giovane: “Fratello Tobia”. E quello rispose: “Eccomi”. Allora l’angelo: “Questa notte saremo ospiti di Raguele, che è tuo parente prossimo e ha una figlia di nome Sara. Ma non ha altri figli, né maschio né femmina, oltre la sola Sara. Ora tu sei il parente più prossimo di tutti quelli cui spetta il diritto di averla e di ereditare le sostanze di suo padre. La ragazza poi è saggia, coraggiosa e molto bella, e suo padre è un uomo dabbene”.

Quindi aggiunse:: “Tu hai il diritto di prenderla. Ora ascoltami, fratello, questa sera stessa parlerò al padre della ragazza, per averla come sposa per te, e quando torneremo a Raghes faremo il matrimonio. So bene che Raguele non può rifiutarla a te per darla in sposa ad un altro, incorrendo nella morte, secondo la condanna del Libro di Mosè, in quanto egli sa che spetta a te prendere sua figlia a preferenza d’ogni altro uomo. […]

            Allora in risposta Tobia disse a Raffaele: Fratello Azaria, ho sentito che elle già è stata data a sette uomini e che questi sono morti nella stanza nuziale; la notte quando stavano per accostarsi a lei, allora morivano; e ho sentito dire che era un demonio che li uccideva. Perciò io ho paura, perché, mentre il demonio a lei non fa alcun male, uccide chi vuole accostarsi a lei e io sono figlio unico di mio padre e ho paura di morire e di far scendere con dolore nella tomba la vita di mio padre e di mia madre dopo di me: non avendo infatti essi alcun altro figlio che li seppellisca”. Ma l’angelo gli disse: “Non ricordi gli avvertimenti di tuo padre, che t’ha raccomandato di prendere una moglie del casato di tuo padre? Perciò ascoltami, fratello, non darti pensiero di questo demonio e prendila pure: so che questa sera ti verrà data per moglie. Però, appena entrato nella stanza nuziale, prendi un po’ di fegato del pesce e ponili sul braciere dell’incenso [1]: si diffonderà l’odore, il demonio lo annuserà e fuggirà, non comparendo mai più intorno a lei. Ma prima di avvicinarti a lei, levatevi ambedue e pregate, chiedendo al Signore dei cieli che venga su di voi al sua misericordia e la sua salvezza. Non temere, perché essa ti era stata destinata dall’eternità; tu la salverai e verrà con te e ti assicuro che da lei tu avrei dei figli che saranno per te come fratelli: non darti pensiero”. Quando Tobia ebbe udito dalle parole di Raffaele che Sara era sua parente e che discendeva dalla cassa si suo padre, l’amò grandemente e il suo cuore si attaccò a lei.

[…]

 

Il racconto segue con l’arrivo a casa del parente Raguele, l’ospitalità da parte di quest’ultimo, la successiva richiesta da parte di Tobia  di sposare Sara. Raguele riconosce il diritto di Tobia a sposare Sara, e ne sarebbe felice, ma … :

 

“Ma ora devo rivelarti la verità, figlio mio. Io l’ho data a sette mariti dei nostri fratelli e tutti sono morti la notte stessa, quando stavano per accostarsi a lei. Ma ora, figlio mio, mangia e bevi, e il Signore provvederà per voi”.

 

Tobia chiese comunque il suo assenso, che viene concesso. Seguono dunque i riti matrimoniali e i festeggiamenti.

                                   

Quindi Raguele chiamò Edna, sua moglie e le disse: “Sorella. Prepara l’altra stanza e accompagnaci Sara”. Essa andò a preparare il letto nella stanza come le aveva detto e vi accompagnò la figlia. Pianse su di lei e asciugandosi le lacrime le disse: “Coraggio, figlia mia. Il Signore del cielo ti dia gioia in cambio della tua tristezza! Coraggio, figlia mia”. Quindi uscì.

           

Segue il racconto con paragrafo intitolato: Tobia e Sara.

 

Quando ebbero finito di mangiare e di bere, vollero andare a dormire e accompagnarono il giovane, introducendolo nella stanza.

            Allora Tobia si ricordò delle parole di Raffale, tirò fuori il fegato e il cuore dal sacco dove li teneva e li pose sulla bragia dell’incenso. L’odore del pesce si diffuse e cacciò il demone nelle regioni dell’Alto Egitto, dove corse Raffaele a incatenarlo e a immobilizzarlo all’istante. Quando tutti se ne furono usciti ed essi ebbero chiusa la porta della stanza, Tobia si levò dal letto e disse a Sara: “Sorella, alzati, preghiamo e chiediamo al Signore nostro che ci conceda  misericordia e incolumità”. Si alzò e si misero a pregare e a chiedere che concedesse loro incolumità. Egli cominciò a dire: “Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri, e benedetto è il tuo nome per tutti i secoli. Ti benedicano i cieli e la tua creazione per tutti i secoli. Tu hai fatto Adamo e hai fatto per lui quale aiuto e sostegno Eva, sua moglie; da ambedue è stata generata la stirpe degli uomini. Tu hai detto: Non è bene che l’uomo stia solo, facciamogli un aiuto simile. E ora io prendo questa mia sorella non per impurità, ma secondo giustizia. Concedi misericordia a me e a lei e fa’ che possiamo invecchiare insieme”.  E tutt’e due dissero: “Amen, Amen”. Dormirono poi entrambi tutta la notte.

            Ma Raguele, alzatosi, chiamò i domestici e uscirono a scavare una tomba; diceva infatti: “Non sia mai che egli sia morto e noi siamo derisi e svergognati”. […] Mandarono una serva, accesero il lume e aprirono la porta. La serva entrò e vide che i due riposavano e dormivano insieme. Poi la serva uscì e riferì loro che egli era vivo e che non gli era accaduto niente di male.

            Allora benedissero il Dio del cielo e dissero: “Benedetto dei tu, o Dio, con ogni pura benedizione e benedetto sia tu per tutti i secoli! Tu sei benedetto perché mi hai colmato di gioia e non è avvenuto quello che temevo, ma hai agito con noi secondo la tua grande misericordia. Tu sei benedetto perché hai avuto pietà di due figli unici! Su loro, Signore, fa’ che vengano la misericordia e la salvezza e fa’ che la loro esistenza trascorra nella gioia e nella misericordia”. 

  

[Infine Tobia, sempre accompagnato dall’angelo, torna a casa da suo padre Tobit, che gli corre incontro vacillando, per la sua cecità. Tobia fa quanto l’angelo gli indica perché suo padre recuperi la vita. Tobia dunque spalma il fiele del pesce sugli occhi del padre. Il medicamento astringe e distacca le albugini dagli occhi di Tobit ed egli ci vede di nuovo. “Quando furono terminate le nozze”,  Tobit e Tobia decidono congiuntamente di ricompensare Azaria con la metà dei beni che ha trasportato. Essi chiamano Azaria e lo informano della loro decisione. L’angelo finalmente rivela la sua vera identità di angelo, come segue.] 

 

            Allora egli chiamò tutt’e due in disparte e disse loro: “Benedite Dio e confessatelo davanti a tutti i viventi per il bene che ha fatto con voi, benedicendo e inneggiando al suo nome. Le azioni di Dio fatele conoscere con onore a tutti gli uomini e non stancatevi mai di glorificare Dio. È bene nascondere il segreto del re, ma è grande onore svelare e confessare le opere di Dio. Fate il bene e non vi toccherà alcun male…È meglio fare elemosina che mettere in serbo oro… Coloro che commettono il peccato sono nemici di loro stessi. Voglio farvi conoscere tutta la verità e non nascondervi nulla. io vi ho già fatto conoscere e vi ho detto: Il segreto del re è bene nasconderlo, ma è grande onore svelare le opere di Dio. … io sono stato mandato da te [Tobit] per metterti alla prova. Ma insieme, Dio mi ha mandato per guarire te e tua nuora Sara. Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che vanno e vengono davanti alla gloria del Signore”.

 

[Non si può che benedire Dio e inneggiare al suo nome e confessare davanti a tutti i viventi ciò che ha fatto, svelando un modo specifico concreto ed efficace per liberarsi dal diavolo. Chi sa cosa si prova essendo colpiti dal diavolo non può che essere pieno di riconoscenza e amore verso Dio. La Bibbia sarebbe molto impoverita senza il Libro di Tobia ].

 

 

Il libro di Tobia mostra ancora una volta come Dio e dunque l’angelo intervengano concretamente con dei consigli che sono questione di vita o di morte. Tobia da solo non potrebbe farcela.

 

Tobia  ha fiducia in ciò che l’angelo Raffaele gli ha rivelato.

Dunque Tobia non pensa che l’esistenza del diavolo sia una “cosa da pazzi” o una superstizione. E neppure pensa di essere più forte del diavolo. (Dico questo perché io stessa ho dovuto prima “scottarmi” per scoprire che non ero più forte di lui).

Tobia ha preparato le cose che gli serviranno.

Tobia sa quale sia il momento preciso in cui il diavolo agirà. Egli infatti è stato avvertito e sa che il diavolo agirà prima che lui si accosti a Sara.

Dunque un momento prima di accostarsi a lei prende il sacco, tira fuori il fegato e il cuore del pesce e lo mette a bruciare sulla bragia dell’incenso.

La bragia è già li. Altrimenti avrebbe dovuto prepararla.

Il diavolo è presente ma aspetta evidentemente il momento preciso per attaccare.

È  il momento giusto perché Tobia lo colpisca con l’odore del fegato  e del cuore di pesce che bruciano.

 

 

Nota personale.

 

Io ho vissuto alcune volte, e l’ho raccontato, l’esperienza di vedere il diavolo battuto dall’odore dell’olio di tigre.

Una volta ero in biblioteca e ho sentito la solita percezione del diavolo che sta sopra la mia testa.. so che mi farà sentire stanza, probabilmente può usare un potere ipnotico oppure semplicemente è l’effetto di un’azione vampirica.

Ma questa volta ho preso al volo dalla tasca l’olio di tigre, l’ho passato sulla testa e subito il diavolo è volato via.

(Potete immaginare la mia contentezza per ciò che è accaduto, visto che solitamente io, dopo l’attacco, cercavo di resistere alla sensazione di stanchezza, ma poi uscivo. Tornavo a casa a dormire. Fine.

Una volta ho trovato il diavolo, che appariva enorme, anche se appena visibile agli occhi, di fronte alla sala lettura. Non ho avuto la forza di incrociarlo. Ho girato e me ne sono andata. ora invece non farei cosi, lo attraverserei. )

 

Un’altra volta, che ho raccontato nel blog poco tempo fa, è successa a casa e io sentendo la solita presenza ho gettato olio di tigre su tutto il mio corpo e subito il diavolo è fuggito, anche se lanciandomi l’immagine di un’azione malevola che aveva compiuto contro la mia amica Cecilia. (Cecilia, che è molto religiosa, mi ha appeso in casa –a volte a mia insaputa- una croce dorata e altri simboli religiosi. A Cecilia piace cantare canzoni squillanti piene di fede. A volte cantiamo all’unisono).

 

È un fatto che ci sono odori che danno cosi fastidio al diavolo da farlo fuggire.

Il contatto con l’odore di olio di tigre –che contiene canfora e essenze varie - o l’odore dell’aglio tagliato fresco lo fa andare via.

Il diavolo può calcolare un certo numero di ore in cui l’odore si vanifica e poi ritorna. Soprattutto se dormiamo non siamo in grado di agire subito per difenderci. Dunque è importante trovare modi che conservino l’odore. Un modo che trovo utile è passare del balsamo di tigre sotto le coperte e nella parte interna degli indumenti. L’odore così non va via in fretta.

 

Per risparmiare denaro ho comperato prodotti cinesi venduti in negozi cinesi. Di fatto l’uso giornaliero di una simile difesa alla lunga costituisce un costo rilevante. Ogni confezione di ciascun prodotto costa 2 euro e 50 cent.


[1]Braciere dell’incenso: i profumi e gli aromi in genere hanno valore purifivctivo e protettivo da influssi nocivi; si offrvano nei sacrifici, in cui l’olfatto aveva un ruolo notevole (“odore soave”). Ancor oggi il brcia-profumi è un oggetto caratteristico nelle cse orientali.

[Il contenuto di questa nota corrisponde alla nota 17 nel testo. Aggiungo un particolare: nell’antichità l’incenso poteva costare più dell’oro].

 

 

martedì, 27 ottobre 2009

… ma occorre anche essere più occulti/invisibili di lui.. tanto da sfuggire alla sua attenzione. Io proverei a ….

Il post è apparentemente scherzoso, ma la sostanza è molto seria.

 

C’è persona più cattiva di Junk? Guarda cosa fa a me! Non posso frequentare qualcuno senza dover temere che gli faccia del male.. e quando mi dimentico di questo e capita qualcosa di molto brutto io sono coinvolta nel suo stesso male, come se io stessa l’avessi causato, poiché non ho evitato a me stessa di esistere.

Se qualcosa mi commuove, per esempio un giovanissimo padre che da un tenero bacio sulla fronte del suo bambino, cosi piccino che la testa gli sta nella mano, ecco che il diavolo mi esce dagli occhi come una corda elastica andando -sembrava- nella loro direzione…  dopo avermi fatto vedere immagini perverse su ciò che lui farebbe al più innocente ..

Una settimana fa mi ha punto gli occhi (dopo aver preso la forma di ago) e due giorni fa mi è uscito come una palla di gomma dagli occhi così che i capillari si sono rotti.

Mi lavora la testa. Mi ha fatto molto male. Sono meno attenta. Ieri mi sono trovata fuori senza chiavi. e so di avere solo una chiave.. per fortuna la vicina –cui ho bussato per telefonare ai pompieri - mi ha ricordato che ha una chiave simile alla mia e di fatto siamo riusciti a aprire la porta..

Una piccola influenza è diventata molto più fastidiosa per via delle continue angherie di Junk.

 

Cosi è giusto dica gli elementi che io ritengo utili per catturare il diavolo e tenerlo rinchiuso, senza neppure cercare di vedere come sta, poiché potrebbe fuggire.

 

Ho letto una fiaba su un giovane che trova un diavolo prigioniero in una bottiglia, sepolto sotto un albero di quercia.  Il diavolo fa promesse al giovane tanto che questo lo tira fuori…

E no, non fatelo mai… (Junk ha captato nella mia mente questo racconto e mi ha fatto sognare piantine vicine alla quercia che tirano fuori da sotto l’albero, piegandosi, varie bottiglie dentro delle quali non c’è altro che mostri giocattolo. Insomma credo voglia dire che un diavolo vero non viene catturato in bottiglia. Certo che no, appunto.)

 

Le gabbie per fantasmi sono per esempio, come nel romanzo di Isaac Singer Una gabbia per Satana, cioè una gabbia di ferro sui sono appese delle parole.

Oppure appunto una bottiglia di vetro… magari con un tappo di sughero..

 

Sono soluzioni sbagliate. Del resto Singer, Nobel di letteratura, non sa di diavoli, tanto che alla fine mostra come il rabbai in realtà aveva ucciso un poveraccio avendolo preso per diavolo e non era vero. Lui vuole dirci che il diavolo non esiste! Dopo tutto il nazismo come no?

 

Nella seconda storia il giovane riesce a imbrogliare il diavolo.

Difficilissimo farlo, visto che il diavolo legge nella mente, e dunque non poteva non sapere, se è un diavolo come Junk, che cosa il giovane tramasse cercando di imbrogliarlo. Li il diavolo si vuole!

 

No, non cosi. Io la penso diverso.

Intanto so che il diavolo non passa la plastica.

Junk significa immondizia, in inglese.

Mettiamo l’immondizia dentro un contenitore per l’immondizia di plastica.

Facciamo in modo che si chiuda ermeticamente e una volta chiuso resti appunto ermeticamente chiuso.

Dentro però deve esserci un altro contenitore più piccolo, tutto di ferro.

Immaginate le punte su cui soffrì Regolo, che non lo meritava?

Qui è la cosa che ci vuole. Mettiamo punte vive di parecchi centimetri  in ogni direzione e parte, compreso l’interno del coperchio. Siano distanti magari cinque centimetri le une dalle altre, credo che basti.

Inoltre mettiamo delle calamite ai lati, cosi che il ferro sia tutto permeato di magnetismo, che dicono sia di disturbo. 

Il diavolo, ridotto alla sua naturale grandezza pesa 25 o 30 grammi. Alla fine è un filo di un metro o più, sottile, oppure, cambiando forma, grande come una palla da tennis.

Ora Junk ridotto nel contenitore per la spazzatura, senza esseri viventi da cui trarre energie, rimarrebbe vivo?

Io non mi preoccuperei della sua morte, visto che si tratta di un caso di legittima difesa e si tratta di scambiare la sua morte contro le morti, i massacri, gli stupri che nel corso dei secoli, magari millenni fino al giorno del giudizio verrebbero prodotti da lui in quantità industriale.

Dunque egli verrebbe gettato nel contenitore di ferro, chiuso, in cui si ha la parete magnetica e punte vive per punzecchiarlo a dovere ovunque si muova. Certo anche qui possiamo farlo rotolare, come fu fatto con Regolo, prendendolo a pedate, cosi assicurandoci che finisca sulle punte, perda ogni energia e non abbia alcuna possibilità di acquistarne alcuna. Ma non vorrei che il contenitore si rompesse…

 

Per ulteriore sicurezza, dobbiamo avvolgere la scatola di plastica in sacchi neri di immondizia: dobbiamo saldarli a caldo – in quelle macchinette speciali che ho visto nei negozi di macelleria, per tenere senz’aria la carne, in modo da non guastarsi-, cosi che non ci sia nessun punto da cui possa scappare l’energumeno ivi contenuto.

Morirà? Morirà per assenza dei suoi soliti divertimenti, per esempio spararsi fuori dagli occhi della sottoscritta?

 

Ma come arrivare al punto da gettare lo spirito maligno Junk dentro il recipiente di ferro contenuto in quella di plastica?

La parte ultima è facile.

Noi abbiamo Junk in una stanza dalle pareti di plastica, con plastica incollata accuratamente sopra, e porte che sono come quelle dei frigoriferi, che non hanno fessure da nessuna parte, completamente di materia plastica. Lo spirito Junk è piccolo e dobbiamo vederlo. Sennò come facciamo a afferrarlo e metterlo nella spazzatura?

Occorre prepararsi bene e fare si che la stanza sia percorsa da ogni lato con fasci di luce a raggi infrarossi. Cosi che noi possiamo vedere ciò che senza raggi infrarossi possiamo non vedere. Fin dall’ottocento primi novecento ci si dava molto da fare per fotografare questi esseri. Si sono usati anche specchi particolari. Insomma mi viene in mente il film con la bella Catherine Zeta-Jones che fa la ladra di gioielli e riesce a evitare i fasci di luce azzurra.

Qui la luce deva passare dappertutto così da illuminare il malo spirito e noi sappiamo dove è.

Ma il diavolo forse che si fa prendere? No. Ma noi abbiamo un trucco anche per questo. Nella stanza deve esservi una ventilazione molto anarchica - e non dobbiamo dimenticare di accendere anche la funzione di ionizzazione, annessa ai nostri ventilatori  - che lo sbatacchia di qua e di là. Ormai frastornato, lo spirito maligno assume ogni forma possibile, non può fare altro che abbandonarsi, non ha forze. Stremato è buttato sul pavimento di plastica e non c’è un muro o finestra da cui possa sfuggire visto che tutto è di plastica che è stata controllata millimetro per millimetro ed è di più strati tutti perfetti, uno sopra l’altro.

Cosi ora abbiamo la miserabile anima nera sul pavimento, finalmente ai nostri piedi, invece di essere noi sotto i suoi.

Ma chi l’acchiapperà, come la si prenderà?

Non è come prendere un gatto per la collottola. Non so se viene su.

Occorre preparare paletta di plastica e scopetta di finta saggina, per spingercelo sopra. O darli una pedata con le soprascarpe di plastica. 

Infatti noi qui dobbiamo avere in mente il film Virus letale, dove la tuta non può permettersi la minima apertura. è tutta di plastica, ogni buchetto significherebbe infettarsi del virus. Quì è uguale. Le mani, ogni nostra parte del corpo devono essere chiusi completamente nella tuta di materiale plastico, altrimenti il tipo, se mai noi lo toccassimo con una parte del corpo, per esempio le mani, subito scomparirebbe nel nostro corpo.

Certo potremmo pensare che, se in quel momento noi fossimo imbottiti delle solite cose che al diavolo non piacciono per nulla, aglio, e sulla pelle e nell’aria dappertutto l’olio di tigre, lui comunque non entrerebbe in noi, ma non ne sarei del tutto sicura. A quel punto forse egli ha subodorato, e mentre far fare agli altri il Regolo gli ha sempre dato soddisfazione non andrebbe pazzo per finire come Regolo. Credo che resisterebbe a ogni spray alla canfora e ogni succo di aglio e salterebbe dentro il corpo per trovare riparo: preparatevi a vedervelo saltare negli occhi e dalla bocca e dal sedere e da ogni parte.. e accucciarsi nel vostro fegato, rifugiarsi sul cuore ecc.

 

Dunque sarebbe meglio che la situazione fosse che lo spirito fosse fuori di noi, e noi coperti completamente con una tuta speciale che gli rende impossibile l’accesso da ogni parte del corpo.

 

Fin qui tutto bene. Ma…ecco il punto. Come fare arrivare il diavolo fin li?

 

Non è mica scemo. Lui legge i pensieri e sentimenti giusto perché infilandosi in una persona conosce pensieri e emozioni come fosse lei, dunque come non fargli sapere che gli tendiamo una trappola e farlo arrivare fin li?

Evidentemente la stessa persona che sta andando con lui non deve sapere nulla di quello che sta per succedere e anche le persone che stanno organizzando un agguato al diavolo devono essere assolutamente fuori portata dal diavolo. (La rete offre la possibilità di comunicare senza che il diavolo, per quanto forte possa sapere che cosa si trama contro di lui. Una cosa è tenere sotto controllo ualche centinaio di persone vicine e viste, un altro è avere a che fare con migliaia o milioni di persone, sparse per il globo, di cui lui non sa e non deve sapere nulla, né di dove vivono né che faccia anno… dunque per favore niente convegni ..niente incontri faccia a faccia … niente foto identificative… niente pubblicità .. dobbiamo fare come lui, essere più invisibili di lui. Lui può nascondersi dietro qualcuno del tutto ignaro … dunque niente perdite di tempo, niente caccia alle streghe, mai. Noi dobbiamo raggiungere solo il malo spirito e assicurarlo alla pattumiera.  )

 

Ecco il punto insoluto. Comunque non credo che l’intelligenza umana non possa architettare un agguato/attentato di questo genere.

 

Come si vede, occorre parecchia tecnologia moderna per realizzare questo progetto.

 

Non lo vedo nelle mie possibilità. Non so se mai io mi troverò a individuare il diavolo coi raggi infrarossi in casa mia e raccattarlo con la paletta spingendolo con lo scopino …

 

E poi lo butterei nella pattumiera, in effetti di plastica, offerta dal comune per l’umido e mi accontenterei di tenerlo li (avvolgendo il contenitore non ermetico con un mucchio di sacchi neri .. di plastica ) e di assicurarmi che non venga tirato fuori per i secoli dei secoli.

 

Certo se avessi la massima certezza che non possa nuocere in nessun modo, allora potrei anche toglierlo di li..

Sono certa che farebbe di tutto per convincere che è cambiato, per poter fare come prima. E credo credo che riuscirebbe ad ingannare, e a fare come prima.

 

 

giovedì, 22 ottobre 2009

Nel post descrivo come le punte possano essere usate a difesa  Dopo una piccola introduzione che può essere saltata, ricordo che piercing, orecchini e collane possono contenere punte, dunque proteggere. Descrivo come si possa, derivandole da spille a balia di acciaio, APPENDERE SUGLI INDUMENTI DEI CIONDOLI A DUE PUNTE CHE COSTITUISCONO UNA PROTEZIONE COSTANTE DAL DIAVOLO, almeno dagli attacchi che riguarda la superficie esterna del corpo.

A PARTE LA TESTA, LE MANI E I PIEDI, IL RESTO DEL CORPO PUÒ ESSERE PROTETTO DA QUESTE PUNTE

 

PICCOLA INTRODUZIONE. Da poco mi hanno raccontato di un vinaio cui rubavano il vino senza che nessuno fosse entrato o potesse entrare nella stanza. Un giorno vide diminuire il vino dalla bottiglia chiusa sotto i suoi occhi. Prese un fucile e sparò sopra la bottiglia. Nel momento in qui questo avvenne un uomo che abitava vicino a casa sua era morto a fucilate. Egli era certo che quello spirito appartenesse al vicino di casa.

Io ho sentito la storia di seconda mano. Può essere vero? Ho letto storie numerose che raccontano di un fantasma che viene ferito e una ferita appare sul corpo della persona cui lo spirito appartiene.

Al tempo in cui il mago nero che ho conosciuto, Junk, era in vita, ho avuto l’impressione che il suo spirito fosse caduto su un mucchio di chiodi che io avevo messo in una tazza con la punta all’insù, fuori del bicchiere. Ma non ho mai avuto l’opportunità di controllare se egli in quel momento risultasse fisicamente ferito. Sicuro non è morto, poiché dopo allora durò anni sano. Al tempo conoscevo una persona che lo ha incontrato del tutto in buona salute, allora.

Io ho inteso che le punte sono considerate protettive fin dagli antichi ebrei. L’antichità della difesa è paragonabile alla conoscenza dell’aglio come metodo antidiavolo o antimagia ( Infatti Omero narra come il dio Hermete diede a Ulisse dell’aglio per poter uscire indenne dalle malie di Circe, che invece riuscì a trasformare i suoi compagni, che non avevano preso aglio, in porci).

 

Gli ebrei dicevano appunto che le piante spinose sono protettive.

Il biancospino è considerato una pianta protettiva rispetto al diavolo, tanto che due piante possono trovarsi ancora oggi a tale scopo ai due lati della porta d’ingresso. Ho visto la foto di una casa in un libro illustrato sulla magia ecc.

Anche, i chiodi hanno una tradizione. Venivano messi dai contadini dentro i loro materassi, a scopo protettivo.

Una cosa comunque l’ho capita, con l’aiuto di amici scenziati (ne ho parlato a suo tempo nel post in cui dicevo che il DIAVOLO È UN’ENERGIA STATICA CHE SI SCARICA CON LE PUNTE): il diavolo, lo spirito, di vivo o di morto, se viene punto da una punta metallica si scarica della sua energia. dunque per un certo tempo risulta molto debole e non può agire. Cercherà di ricaricarsi di energie e starà lontano dalle punte.

Dunque proteggersi con punte è una buona idea, ma come?

 

Le piante spinose ci possono proteggere solo quando ponessimo la pianta in un luogo inaspettato e il diavolo ci cascasse.

Le punte nella forma tradizionale, come per esempio pugnali, chiodi eccetera, non sono portatili.

Spine o chiodi non difendono il nostro corpo quando il diavolo ci attacca diversamente.

 

HO TROVATO BIGIOTTERIA CHE PROTEGGE. Gli orecchini messi sul lobo, hanno un ferretto tagliato da un lato. Non è una punta viva, ma protegge.

NEI PAESI SUDAMERICANI SI PRODUCONO COLLANE, che possono trovarsi in vendita anche da noi, che hanno una o più punte. (Ne ho parlato.) Sono lunghe un centimetro e possono essere distanti le une dalle altre anche solo un centimetro, e proteggono. Sono state studiate apposta. Si può notare che le punte ruotano liberamente attorno all’asse della collana, cosi che non feriscono affatto la persona che li indossa.

 

Inoltre ci sono PIERCING CHE HANNO DUE PUNTE, una sola, o due: una per lato. Si possono mettere come orecchini o anche in altre parti del corpo.

Tutte le punte paiono avere valore protettivo. Tuttavia parrebbe che la lunghezza della punta conti e dunque è meglio un piercing che sia lungo più di un centimetro compresa la punta finale. (La misura delle punte nelle collane sudamericane è questa.) Stabilito questo non posso che invitare le persone a tener presente quanto detto per eventuale uso protettivo.

 

Ora io mi sono posta il problema e dopo anni di riflessione su come trasformare noi stessi in piante spinose, cosi che il diavolo non possa entrare nel corpo da nessuna parte.

Dopo anni ho prima costruito una difesa prendendo un pezzo di filo di ferro, piegandolo in mezzo a formare un tondino. È un tondino con due punte. Posso tuttavia dire che il tondino non risultava ben chiuso. E di colpo ho visto in giro che un tondino con due punte  si trova già in vendita. È parte di una comune spilla a balia. Se noi apriamo una spilla a balia e tagliamo la chiusura e la punta viva ci ritroviamo con una specie di ciondolo che ha due punte.

Ora potevo agire e ho appeso un mucchio di punte, distanziate in modo che non si tocchino mai l’una dall’altra, nel lato non a contatto diretto col corpo a pigiami, magliette e mutande.

Il piccolo ciondolo deve essere appeso a un nastrino che si infila dentro il tondino metallico. La lunghezza del nastrino deve essere di diversi centimetri. Credo che la lunghezza totale possa essere anche solo di cinque o dieci centimetri. La distanza tra una punta e l’altra può non essere grande. Nelle collane sudamericane a volte è solo di uno o due centimetri. Tuttavia quando sono appese in questo modo rudimentale che io sto presentando le punte rischiano di incrociarsi e si deve poi con una se pur minima attenzione, staccarle.

 

Questa difesa ha un vantaggio rispetto alle altre difese: che è perenne.

(Un vantaggio rispetto alle altre difese come l’uso dell’aglio o dell’olio di tigre, la cui efficacia dura solo per ore, prima che dobbiamo riusarle. )

Quando lo spirito attacca in qualche punto avendo chiaro dove sono le punte, muovendoci possiamo cambiare la posizione delle punte, cosi ponendolo in difficoltà.

 

Occorre che le punte siano tante, che siano lunghe almeno un centimetro. Le spille a balia a volte permettono di farle lunghe anche due centimetri circa. Io le preferisco cosi lunghe. Consiglio vivamente di tagliare l’estremità delle punte vive, io faccio cosi.

Le punte non sono pericolose, non rischiamo che si infilino, poiché sono appese e si muovono subito da un lato, se trovano un ostacolo.

 

Va evitato di mettere punte in modo che possano raggiungere la spina dorsale, a scanso di rischi.

Io ho provato a mettere le punte appese nella parte a contatto del corpo.

(La cosa ha dato problemi solo sui glutei. Dunque sto attenta a non mettere punte a contatto diretto col sedere ).

Inoltre non è necessario affatto mettere le punte a diretto contatto col corpo da nessuna  parte. Per uno spirito una stoffa di cotone non è barriera.

A volte io metto più indumenti cui ho appeso punte, l’uno sull’altro, e dunque il numero di punte aumenta. E cosi la protezione.

Con l’inverno, è utile coprirsi con pile o seta, nello strato più esterno, poiché, soprattutto il pile (che è prodotto dalle bottiglie cuore d’acqua minerale, che sono di plastica) che lascia comunque respirare la pelle.

Non metto punte sulla testa, sulle mani e sui piedi, poiché risulta scomodo e anche può apparire rischioso. In realtà non ho mai trovato neppure un graffio. Tuttavia, la prudenza non è mai troppa. Valutate da voi se e dove sistemare le punte. 

Per difendere questi punti uso calamite ( di cui parlerò prossimamente)  e inoltre l’olio d’olio in cui si è macerato dell’aglio e/oppure olio di tigre.

L’efficacia delle punte arriva dal fatto che il diavolo perde energie incontrandole. Dunque il diavolo resta colpito solo se tutta una o più punte.

 

ATTENZIONE: più numerose sono le punte, più siamo protetti.

Un uso delle punte che ho scoperto nel tempo, per caso è questo:

prendi un qualche pezzo di stoffa o addirittura qualche indumento che no usi più perché troppo piccolo rotto o macchiato o che altro. Caricalo di punte appese, un poco distanziate. Questo indumento puoi poi infilarlo dentro le mutande o sul petto, sul cuore. la difesa dal diavolo risulterà di gran lunga più efficace. Una serie di punte insieme sono come una pianta spinosa. Tanto più efficace tante più numerose saranno le spine.

Io ho scoperto questo quando non avevo proprio voglia di spogliarmi e indossare gli indumenti con le punte. Allora ho cercato almeno di mettere gli indumenti appallottolati dentro il mio pigiama. Il risultato era buono!

Siccome le punte avvolgono il corpo, la difesa non è totale. Il corpo, dentro, resta improtetto, a meno che non prendiamo aglio. ovvero, mettendo l’olio di tigre, tutto il corpo risulta avvolto da una difesa fatta dall’odore.

Dunque queste difese si completano.

 

È anche utile mettere degli indumenti o comunque stoffe con punte per esempio vicino a voi, dove non si presentino rischi. A volte io metto gli indumenti che no indosso sotto le coperte, vicino ai piedi…cosi il diavolo può trovare pane per i suoi denti, se si addentra sotto le coperte.

 

 

AVVERTENZA: è NECESARIO CHE LE PUNTE SIANO D’ACCIAIO. Spesso si trovano di ferro. Ma per noi non va per nulla bene.

Infatti, a parte il fatto che ANCHE SOLO UNA FERITINA CON UN FERRO PUÒ FARE INFEZIONE.

Inoltre, POICHÉ LA DIFESA CHE PROPONGO PREVEDE ANCHE L’USO DI CALAMITE, IL FERRO ATTIRANDO LE CALAMITE DAREBBE OVVI PROBLEMI. Tutte le punte si attaccherebbero alla calamita con una certa forza... 

martedì, 20 ottobre 2009

Essendo poco protetta Junk (uno spirito maligno) si è avvicinato a me per succhiare le mie energie. Ho afferrato all’istante una botticina da 20millilitri di Olio di Tigre quasi piena, il cui nome in cinese suona HUOLUO OIL. In rosso, sulla scatola sta scritto:

 

HUOLUO OIL

                                                Relaxing the muscle end the tendon.

  

I componenti del HUOLUO OIL sono: canfora, mentolo, olio di eucalipto ecc.

Poi si spiegano le varie utilità cominciando con: “Stimola la circolazione del sangue e  produce il rilassamento di muscoli e giunture..”

 

Il suo costo è di circa 2 euro e 50 cent.

 

Condizioni di protezione prima dell’attacco. Quella sera io avevo sul corpo sicuramente un poco di olio d’oliva in cui avevo macerato dell’aglio (v il post ). Quella sera lo avevo passato solo in viso e collo, capelli, piedi e mani. Inoltre avevo sul corpo alcuni punti calamitati e moltissime punte appese agli indumenti. Il punto debole era dato dal fatto che io non avevo preso aglio nelle altre forme. Io ero sostanzialmente improtetta, dentro il corpo. In ogni caso il  diavolo in quel momento mi irritava fortemente, cosi che mi rigiravo nel letto nonostante il mio sforzo di tenermi calma.

 

Io avevo addosso il pigiama. HO FATTO COSI:

ho massaggiato i capelli con un poco del suddetto liquido.

ho avvicinato la bottiglietta al collo

e con l’altra mano ho scostato il pigiama dal corpo:

ho rovesciato la bottiglietta e lasciato scorrere giù lungo il corpo un poco del liquido, che fuoriusciva dall’apertura piccolissima della bottiglietta.

Ho fatto cosi spostandomi su vari punti, in modo che un poco di liquido scorresse lungo le braccia, poi davanti cosi che scorresse fino al cuore e oltre, sulle ascelle cosi che colasse giù.

Man mano che andavo avanti,massaggiavo direttamente sul pigiama, in modo che il liquido si spandesse sulla pelle.

Poi ho fatto la stessa cosa dalla vita in giù, comprendendo le gambe. Fate in modo che non vi arrivi nel “fesso delle natiche”, (come direbbe Dante). Infatti il liquido irrita moltissimo le mucose, dunque tenetelo lontano da occhi narici ecc.

Per l’aria si è espanso un odore forte, forse pungente, ma per niente spiacevole per me. Il diavolo però è uno spirito. Si sa da molto tempo che gli odori pungenti lo fanno fuggire.

HA CERCATO DI TROVARE RIPARO RIFUGIANDOSI ALL’INTERNO DEL MIO CORPO. HO RESPIRATO L’INTENSO ODORE CHE SI ERA SPANSO NELL’ARIA.

IL DIAVOLO NON HA POTUTO CHE FUGGIRE.

 

 

 A questo punto si potrebbe sempre avere a portata di mano uno sprazy anti-stupro e potrebbe benissimo essere efficace anche per far sparire il diavolo. 

 

Nota. Vendetta Istantanea Del Diavolo. Prima di darsi alla fuga e per diverse ore, il diavolo mi ha lanciato un’immagine, anzi una scena sugli occhi. Era l’immagine perfetta di una donna che conosco (che Junk da vivo non ha mai visto) mentre parla con qualcuno del suo attuale compagno di vita.

Lei dice esattamente, ridendo con la sua bella risata: “Ha cercato di toccarmi. Mi ha toccato la tetta.” (Questa conversazione potrebbe benissimo aver avuto luogo, tra lei e un’amica più intima di me. Comunque anche a me ha detto che lei non è interessata al sesso, che gli uomini non vogliono un “rapporto normale”… )

INUTILE AGGIUNGERE CHE È IMPOSSIBILE CHE SIA STATA IO AD AVERE QUELL’IMMAGINE. MI È PROPRIO STATA LANCIATA SUL VISO DALL’ESTERNO, DALLO SPIRITO DI JUNK PRIMA CHE SCOMPARISSE DALLA FINESTRA.

La sera precedente e poi il giorno appena passato, io ero uscita con questa donna (Cecilia) DOPO UNA SUA TELEFONATA e mi aveva detto che non stava bene perché il suo compagno l’ha tradita addirittura nel suo letto ( il letto di Cecilia ) con una donna che lei generosamente ospitava e aiutava fortemente.

(La cosa è molto seria poichè Cecilia e "Gonzalo" erano intenzionati a sposarsi, ma al momento abitavano in case diverse).

Il messaggio del diavolo era dunque per me: “Come vedi mi sono occupato di Cecilia. so cose che tu non sai. Sono proprio io che ho architettato il tradimento”. Confermava già un mio sospetto. Settimane prima, un po’ per caso, io ero stata con loro a zonzo. C’era anche la donna del tradimento, una donna sui trent’anni che avevo complimentato per la bellezza del viso. L’uomo ne ha settanta, credo. È simpatico e appare un buon uomo, ma non lo direi attraente… La fedifraga ha detto che non sa come sia potuto succedere, era contrita veramente. Io le credo.

Questa nuova amica è molto importante per me. Mi da forza. Dunque il gesto di Junk tende a farmi sentire colpevole per il solo fatto di frequentarla. Junk vuole che mi allontani da lei.

postato da: vivamerlin alle ore 07:41 | Permalink | commenti
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martedì, 13 ottobre 2009

Questo è un invito a fotografare e registrare il diavolo, a documentare in ogni forma la sua realtà e i suoi effetti su di noi.

 

Tu confidavi nella tua malizia e dicevi: “Tanto nessuno mi vede”.

       (Isaia 47,9-10.12-15).

 

 

I metodi degli acchiappa fantasmi o del CICAP [Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale] e simili potrebbero aiutarci a difenderci dal diavolo? Io lo sostengo senz’altro. E cercherò anche io di appropriarmi di questi metodi utili a mettere insieme prove. 

 

Un potere chiave, per il diavolo, lo spirito maligno, il mago che esce fuori dal corpo, è l’invisibilità. L’INVISIBILITÀ ASSICURA IMMUNITÀ.

L’ “anello del potere” è un anello che rende invisibilità a chi lo porta. Per questo nessuno, neppure Frodo, l’eroe puro designato per buttare l’anello nella fucina del diavolo, da cui ha avuto origine l’anello, vuole farlo. Sarà necessario l’intervento del fedele servo Sam, che, a costo di tagliare il dito a Frodo, getta nella fucina l’anello maledetto.

Ciò che è documentato in primo luogo prova a noi stessi che non abbiamo le allucinazioni, che ciò che abbiamo udito e visto è realtà, posto che avessimo dei dubbi.  Inoltre la documentazione che abbiamo può essere mostrata ad altri.

Non è sufficiente questo per incastrare il diavolo, poiché ci sono “tanti diavoli in giro”,  come mi diceva il diavolo Junk stesso, quando gli chiedevo se mi era apparso in casa. pretendeva che io immaginassi un altro che appariva prendendo la sua apparenza.

In effetti sapeva bene, da diavolo che è, come uno spirito può prendere tante forme.

Tuttavia sono certa che se avesse minimamente saputo che io avrei fotografato quell’immagine, non sarebbe apparso. Io in effetti non avevo preparato niente.

Ho poi registrato i rumori con cui poi cercava di disturbarmi, e ho cercato di conservare un piumone che ritenevo pieno del suo odore corporeo, poiché mi infastidiva mentre dormivo dentro il suddetto piumone, secondo me standoci dentro.  

Nel Medioevo ritenevano che un colpo inferto su un fantasma risultava come vera ferita sul corpo della strega o stregone cui il fantasma apparteneva. E questo era elemento di un processo.

Ho parlato di queste cose già prima.

Appena io ho registrato i suoi rumori, ha smesso di farli. Ha avuto paura, poiché comunque la sua difesa nei miei confronti, che io fossi pazza o in mala fede dicendo le cose che sapevo di lui, sarebbero cadute. Probabilmente lui sapeva più di me che il genere di rumori che fa un diavolo erano diversi da quelli che io avrei potuto fare o che normalmente si sentivano nella mia stanza. Qualche volta li fece, ma lievissimi: probabilmente sapeva che erano troppo lievi perché il registratore che io usavo li registrasse. Invece, quando era sicuro che io non potessi registrarlo,  lontana da casa senza registratore, arrivai a contare anche 250 colpi molto forti. (Mi capitò due volte. Una volta, sia io che la ragazza della camera a fianco – eravamo in un Hotel – andammo a protestare alla reception per i rumori forti che provenivano dal calorifero del bagno. Era il periodo immediatamente dopo la morte di Junk e io non sospettai che potesse essere lui. Cosi andai anche io convinta che ci fosse un problema col calorifero. Gli operai arrivarono e ripararono i caloriferi e di fatto i rumori cessarono. Ma qualche giorno dopo sentii senza ombra di dubbio la presenza di Junk vicino al mio letto. Cosi ora non so bene che cosa gli operai effettivamente ripararono).

Ho ripreso questo argomento dopo aver sfogliato il seguente libro:

 

GIOACHINO ANASTASI

2001, La catena magica. Soprannaturale, spiritismo, possessione diabolica.

Torino, Ananke S.r.l., pagg.: 1-143

 

Alle pagine 51 – 53 ho trovato quanto segue: 

 

Eravamo nel 1965 e io facevo parte di un Centro Studi, a Torino, che si occupava di fenomenologie strane del quale facevano parte fior di laureati nelle più diverse branche dello scibile, una specie di CICAP (il centro fondato da Piero Angela) in sedicesimo ed io potevo cosi, ad ogni riunione, tentare d’imparare qualcosa.

            Una sera venne a trovarci una coppia di coniugi, di basso livello culturale, che abitava in Torino, in una casa popolare, una di quelle case col ballatoio in comune che terminava con un gabinetto, in comune anch’esso, per due famiglie. La coppia abitava l’appartamento in fondo al ballatoio al confine col gabinetto.

            Orbene, dal racconto della donna, pareva che più volte, nel giro di pochi giorni, avesse visto entrare un uomo alto, vestito di nero, con il cappello in testa ed una valigetta diplomatica in mano. La prima volta aveva pensato che si trattasse di qualcuno in visita ai suoi vicini, colto da improvvisa necessità fisiologica, anche se le era parso strano che una persona andasse in un certo posto col cappello in testa e la borsa in mano. Ma quando, dopo pochi minuti, nello stesso bagno aveva visto entrare un altro uomo ed un altro ancora, entrambi con le stesse caratteristiche, borsa compresa, del primo che peraltro non aveva visto uscire, preoccupata era corsa dai vicini raccontando il fatto.

            Il marito della sua vicina, un uomo grande e grosso, era allora andato a bussare alla porta del gabinetto incriminato. Nessuna risposta; anzi, come aveva toccato la maniglia la porta si era aperta rivelando l’interno: vuoto.

            Naturalmente i vicini dissero che la donna si era sbagliata e di fronte all’evidenza dei fatti lei stessa ammise che forse, sì, si era sbagliata. Ma quando l’episodio si era ripetuto il giorno dopo e il giorno dopo ancora ma in senso contrario e cioè dal bagno la ballatoio, allora si era spaventata. I vicini cominciavano a darle della visionaria ed il marito era seriamente preoccupato dello stato mentale della poveretta.

            Un neurologo, stabilito che la donna no era soggetta all’etilismo o all’uso di droghe, le aveva prescritto qualche tranquillante.

            Tutto fu inutile perché gli episodi si ripeterono altre due volte e senz’altra testimone se non la donna. Il marito era disperato e quando da un amico seppe dell’esistenza del nostro Centro, decise che forse era l’ultima spiaggia, anche perché aveva constatato l’inutilità dei tranquillanti prescritti  dal medico.

            Qualcuno tra i più fanatici fra noi disse subito: “Quel gabinetto sul balcone è sicuramente la porta per un’altra dimensione!” Nel Centro non eravamo “completamente” matti, anche se per tali ci prendevano perché credevamo negli UFO e così venne deciso l’intervento di un’équipe di ricercatori, armata di cineprese, registratori e macchine fotografiche, oltre a fotocellule ed altre diavolerie elettroniche d’avanguardia (per l’epoca!) che vennero piazzate strategicamente sia in casa della donna che nel gabinetto (dopo di aver chiesto agli altri inquilini del piano di evitare, per quel giorno, di utilizzare quel servizio senza preavviso). I motivi erano evidenti, data la presenza degli strumenti di registrazione e le macchine fotografiche. I risultati furono negativi perché le macchine non registrarono alcunché di anomalo, tuttavia i fenomeni cessarono e da quel giorno, combinazione, più nessun uomo in nero fu visto dalla donna. Avevamo terrorizzato gli alieni, se di alieni si trattava? Scherzi a parte, da allora mi è capitato di ascoltare racconti analoghi sia al Nord che al Sud, in Piemonte come in Sicilia o nel Veneto.

                                               da GIOACHINO ANASTASI 2001

 

La mia ipotesi è che il fantasma non si è fatto vivo poiché non gli andava di essere fotografato.

(I motivi per apparire prima potevano essere tanti. Se il diavolo fosse stato Junk sarebbe bastato che la signora in questione avesse pensato male di lui, per volerla danneggiare facendole paura… Oppure qualcuno poteva volere che la donna abbandonasse la casa… Oppure solo al fine di sapere: “Se faccio questo, che succederà?” Oppure…. qualunque cosa ..)

I maghi hanno tutto l’interesse a passare inosservati. Infatti, cosi come per i comuni criminali, tutto va bene fino a che non ci sono prove contro di loro.

 

Io sono certa che se in casa mia apportassi un sistema per riprendere il diavolo, lui si guarderebbe bene dal farsi vivo.

 

Credo anche che il CICAP non riesca a provare nulla poiché il diavolo non si fa vedere quando i loro strumenti sono in azione.

Come ha scritto qualcuno famoso, IL DIAVOLO HA TUTTO L’INTERESSE A CHE SI PENSI CHE NON ESISTE!  Forse per questo il CICAP non trova mai prove.

Credo che le prove si troverebbero se il diavolo non avesse idea che qualcuno lo sta fotografando, dunque dovrebbe agire d’astuzia.

Non è facile “prendere in castagna” il diavolo, poiché legge i pensieri nascosti, visto che si inserisce nella mente delle persone e ascolta i loro pensieri proprio come se fossero i propri.

Io sono riuscita a registrare i rumori su un walkman solo perché il diavolo credeva che la cassetta, che durava mezz’ora, fosse finita. Invece mancavano alcuni minuti alla fine, e fu in questi minuti che il nastro restò inciso con i suoi rumori ritmici che parevano gocce che cadono: davano fastidio. Ho fatto ascoltare il nastro e il senso della cosa era comprensibile: egli voleva disturbarmi.

 

Da notare che, come in questo caso, il diavolo non è perfetto, si distrae, trova sempre mille “divertimenti” infami che lo interessano, e crede di essere insuperabile. Tutte debolezze di cui si può approfittare.

 

In ogni caso installare sistemi che rendano documentabile il diavolo rende comunque un servizio alla persona tormentata. Il diavolo o spirito  (in particolare se lo spirito di un vivo, di una persona capace di sdoppiarsi) probabilmente non si farà più vivo. Soprattutto se è persona conosciuta dalla persona vessata.

In ogni caso la persona vessata, che ora non ha modo di essere creduta lo sarebbe. E questo è già un immenso vantaggio rispetto al presente. Non essere riconosciuti, essere presi per persone stravaganti e fantasiose se non per addirittura per matti, naturalmente aggiunge danno al danno.

 

(Anche, io credo che sarebbe bello documentare sempre i propri cambiamenti nel proprio stato fisico e i segni di ciò che il diavolo fa. I segni delle sue punture, del dolore che produce, del vampirismo su ogni parte del corpo, della stanchezza .. io credo che siano notevoli e possano essere rilevate e confrontate. Per esempio i cambiamenti sia psichici che fisici che si hanno usando  non usando delle protezioni come quelle che uso io. È tutto un lavoro che io stessa non faccio, ma che credo molto utile ai fini di documentazione. Per esempio, una volta in cui ho pensato: prima di partire per la Patagonia voglio fare analisi precise di ogni tipo, cosi che dopo si potrà vedere come il mio miglioramento è fin troppo eccezionale tenendo conto che io ho solo cambiato continente e da un clima più caldo sono andata in uno molto più freddo e ventilato. – È noto che il freddo e il vento ostacolano e perfino arrivano a impedire l’azione di un fantasma -.  Di colpo, nei giorni seguenti, in cui Junk si aspettava che io andassi dal medico, ha smesso di tormentarmi. Fino a che ha capito che io non lo avrei fatto. Allora ha ripreso coi soliti tormenti. Anche qui, non voleva che si notasse nulla di anomalo nel mio stato. Non vuole che della sua attività malefica nulla trapeli all’esterno. E credo che conti anche il fatto che conosco la sua identità).

 

 

Anche a questo proposito si può creare un’omertà simile a quella che si sviluppa nei confronti dei potenti o dei criminali. Le persone fingono di non crederci o non vogliono dare una mano a fare luce perché se il diavolo esistesse davvero si temerebbero contraccolpi personali.

Una volta ho chiesto a un’amica che fa il medico se mi avrebbe aiutato a trovare prove relative al diavolo mi ha risposto: “Vuoi che mi rovini la carriera?”. (Evidentemente non sarebbe popolare tra i medici se dicesse che si occupa di cose del genere -. ) Le chiesi una lista di esami clinici che potessero essere utili a mettere a fuoco la situazione fisica relativa a me e il genere di disturbi che sono conseguenza della vessazione del diavolo – non si tratta nel mio caso di quegli stati limite cui certo arriverei anche io se non mi proteggessi, che sono descritti in casi di possessione – e mi ha compilato una pila di esami in una calligrafia che io non sono riuscita a leggere. Sarà un caso… certo ha una gran brutta calligrafia.

 

La persona vessata dal diavolo potrebbe difendersi molto di più se fosse aiutata da altri.

Io a lungo ho cercato espedienti, ogni cosa possibile per evitare i tormenti fisici. Ora la mia situazione fisica è molto migliorata, anche se è comunque tutt’altro che idilliaca.

Per esempio anche in questo momento il diavolo è qui, che picchietta lievemente, che ascolta, a un metro e mezzo circa di distanza.

giovedì, 24 settembre 2009

Il diavolo si è servito degli indovini e loro non hanno indovinato chi era lui e cosa voleva da loro.

 

Leggendo sul Medioevo si viene a conoscere di streghe o di maghi che farebbero appello al diavolo per le loro performance. Sarebbe il diavolo che fa loro indovinare il futuro ecc.

Mi risulta dall’ esperienza che ho fatto personalmente, che è il diavolo che utilizza i maghi e non farebbe una sola cosa per far loro piacere.  Parlo di Junk, che con la sua capacità di uscire fuori dal corpo e le sue azioni –di cui parlo sempre in questo blog- può essere definito un demonio.

 

            Di colpo ho capito una cosa. Dopo cosi tanti anni ancora non la capivo. L’ho capita ascoltando il diavolo, senza che lo volesse?  O ci sono arrivata da sola? Ma di colpo mi è stato chiaro. Ah !Ahora caigo! Ora capisco le ragioni per le quali La Pizia è stata fatta a pezzi, non letteralmente ma nella sostanza. La sua carriera ignomignosamente distrutta, ogni possibilità di andar via impedite. Non ci arrivavo. Perché proprio lei tra tante persone? Ecco perché! Perché si chiama La Pizia, perché il suo cognome è La Pizia. Nome da profetessa.

Si, nulla delle ragioni di prima mi convincevano appieno, chissà perché. Solo ora ho chiaro.

Quando mi vide da sola, quando cioè uscivamo insieme, avevamo una relazione, mi fece cenno al fatto che “La Pizia” non era solo un nome, ma insomma lei aveva doti da profetessa, era una tradizione familiare … anzi sentii dire che aveva un librettino per aiutarsi a "divinare"…  Perché Junk s'impicciava con piccinerie? Perché fare lo stupido e far notare a me – o ad altri, poiché probabilmente faceva lo stesso in altre occasioni – che La Pizia aveva doti di profetessa? Non vivevamo noi tutti, e “il diavolo” fin dalla nascita, in una città in cui era assolutamente di moda predire il futuro in molti modi e molte casalinghe tentavano di sbarcare il lunario vendendo amuleti di qualche tipo, facendo gli astrologi, con la lettura dei tarocchi, leggendo il tuo futuro sulle mani  o indovinando la tua data di nascita solo guardandoti in faccia …  In questo posto si arriva addirittura, come pratica consueta, tra amici a chiamare gli spiriti… tenendosi le mani sopra un tavolo. 

Un uomo con un ruolo sociale importante riconosciuto, com'era Junk, come è che suggeriva a me in confidenza che La Pizia non era un nome a caso, ma aveva oscure doti di profetessa.. eredità di antenate …

E ora capisco che la vera ragione per cui Junk distrusse La Pizia fu a causa del suo nome, per assicurarsi per sempre la vicinanza di una persona che si mostrasse amica con lui e apparisse con doti divinatorie, che anche solo il cognome suggeriva.

Ecco il segreto finalmente svelato: LA PRESENZA DELLA PIZIA (CHE IL DIAVOLO FACEVA ASSOCIARE A SÉ PARLANDO DI LEI COME SE LA FREQUENTASSE INTENSAMENTE, ANCHE QUANDO NON ERA VERO) ASSICURAVA CHIUNQUE FOSSE NEL GIRO DEL DIAVOLO CHE LUI NON ERA IL DIAVOLO! INFATTI UNA PROFETESSA PER NOME RICONOSCE IL DIAVOLO, SE LO VEDE, GIUSTO? DUNQUE SE “LA PIZIA” ERA AMICA SUA ECCO CHE JUNK NON POTEVA ESSERE IL DIAVOLO. QUASI PER DEFINIZIONE LUI NON ERA IL DIAVOLO!

 

Si può distruggere una persona, sacrificarla al proprio inflessibile egoismo, solo perché quella persona, anzi il suo nome, ci assicura una protezione contro il pericolo di essere smascherati?

A pensarci bene il diavolo visse tutta la vita con questa esigenza: assicurarsi di non essere smascherato.

La Pizia serviva allo scopo. Senza assolutamente esserne informata, senza averne idea.

Ogni medium, astrologo o maga che legge le carte era una occasione potenziale per fare si che il diavolo non fosse riconosciuto come il diavolo.

Per il diavolo queste arti erano una occasione unica.

Certo, quello che emerge è che queste persone non avevano le facoltà che dicevano di avere.

Junk lo sapeva.

Cosi non criticava mai queste persone.

Io avevo un’amica – una “femminista radicale” a nome Jolanda - che si guadagnava il pane con l’astrologia. Junk si fece fare "il tema natale", come si dice in gergo. Lo ritirò, senza pagare e senza un grazie.

Jolanda non si accorse, nello scrivere il cosiddetto "tema natale", che lui era un demone. Ne tessé le lodi. Una volta, passeggiando al parco, mi disse: "Non ti sei accorta di quanto il livello spirituale di Junk è superiore a quello di “Orazio”? (Orazio è una guida spirituale). "No", ammisi.

Ora io capisco che Junk le mise in mente o anche in bocca che lui era superiore. Sapeva che lei parlava con me, che era amica mia, e dunque aveva voluto che lei mi dicesse questo per influire sul mio giudizio.

Junk faceva questo anche direttamente. Una volta ci trovammo tutti a seguire delle danze di dervisci. Giorni dopo mi disse qualcosa come: “Ti sei accorta che il livello spirituale del derviscio in mezzo era superiore a quello del derviscio di lato?”. "No", risposi.

Anche lì stava cercando di suggerirmi che lui, Junk, era un uomo notevole se poteva stabilire la differenza tra due dervisci che non facevano che roteare in un'uguale ampia gonnella. Nessuno faceva errori, come potevo sapere cosa avevano dentro?

Junk invece era un vero disastro nel ballo del gruppo, me lo dissero una volta.

Comunque, tornando a Clarissa, tempi dopo le raccontai quello che avevo capito di Junk - i particolari di come era un diavolo - e lei mi credette, e rifece il tema astrologico e mi disse che era evidente come lui era un demone ecc.

Se mal non ricordo ammise di essersi lasciata influenzare dalla fama di lui quando aveva fatto il primo.

Junk non criticava mai queste attività.

Anzi teneva in grande stima una medium -a nome Gina- nella cui bocca parlava il suo spirito guida, il suo angelo custode, a suo dire. Io l’ho conosciuta e credo che lei fosse sinceramente convinta di questo.

Junk le faceva pubblicità nel gruppo. Fui portata ad andarci anche io perché gli altri del gruppo, anzi le altre, ci andavano.  Il fatto che lui ci andasse pareva una garanzia di serietà.

Ma ciò che Junk faceva era sostituirsi allo spirito guida nel dare le risposte alla postulante.

Capitò un episodio che lo dimostra:

Io andai da Gina –che leggeva la panchette su dettatura del suo spirito guida, secondo quanto lei diceva convintamente – tre volte. Le dissi subito che volevo chiedere della mia relazione con Junk.

Prima che la vera seduta cominciasse, Gina mi disse che Junk era un uomo elevatissimo spiritualmente, tanto che dopo la sua seduta gli aveva chiesto di tenere una copia della registrazione. Era davvero convinta di quel che diceva.

E durante la seduta, anzi le due prime sedute, di Junk si parlava bene.

Fu alla terza che qualcosa andò storto per Junk. Credo che forse io andai da Gina senza che Junk sapesse, o che all’ultimo momento Junk abbia avuto un imprevisto. solo cosi mi spiego come solo allora lo spirito guida mi parlò di Junk durissimamente, mi parlò del suo inflessibile egoismo, del fatto che non potevo aspettarmi nulla da lui, che mi usava e basta. (Gina diceva queste cose sotto dettatura. Io ho registrato queste cassette. Le ho ancora).

Poi, di colpo, non si sa come, il tono tornò tutto diverso, come quello delle prime due "sedute". La solita solfa sulla superiorità spirituale di Junk. Disse che Junk sapeva distinguere il male dal bene, a differenza di me.

Per più di metà del tempo Gina -o meglio il suo angelo custode- aveva criticato spietatamente Junk, poi di colpo tutto era cambiato.

Io non sapevo allora che Junk poteva entrare nelle persone. Dunque pensai che Gina avesse detto una cosa e il suo contrario e non tornai più da lei.

Ma poi i conti tornano. I discorsi che Junk faceva li nella seduta erano gli stessi che faceva con me a casa mia. Con la differenza che a casa mia io credevo uscissero dalla mia testa. Mi credevo sola e non sapevo, allora, che il diavolo o la magia esistessero. Che lui fosse li. (Una volta Junk mi aveva chiesto espressamente, seduti al ristorante, se credevo nel diavolo o nella magia. Gli risposi che non ci credevo assolutamente. Comunque mi diede poi ogni opportunità di ricredermi). 

Un’amica mia, una “parrucchiera” , che era amica di Junk, andò da uno che veniva pagato per dire il significato del nome delle persone. Era uno che dal nome diceva le qualità della persona.

Lei gli chiese: “Conosco uno che si chiama ‘Junk’: è un angelo vero o un diavolo vero?”

E quello rispose pianamente: “è un diavolo vero”.

In quel periodo, se non ricordo male, Junk era ammalato. Evidentemente non era li a suggerire, quanto meno.

Una volta parlai di lui a un “illuminato”. (La persona che me ne aveva parlato mi aveva detto che era “l’unico illuminato” della regione). E quello mi disse: “è venuto da me una volta. Non è arrivato da nessuna parte” (spiritualmente parlando, evidentemente). Questo capitò durante una cena a casa di amici, al tempo in cui Junk era morto da poco. L'illuminato comunque non arrivò a intuire chi aveva di fronte.

Junk manipolava indirettamente le impressioni che si avevano di lui. Si dava da fare perché si parlasse di lui e se ne parlasse bene. Si dava un gran daffare. Prima che lo si incontrasse, se aveva un appuntamento sugggeriva la sua nobiltà. L'ho sperimentato io stessa, quando lo incontrai la prima volta. Ma successivamente, quando si era distratto, poteva parere invece un "uomo qualunque" -tutt'altro che spirituale-, un pantofolaio, un uomo di grossolanità animalesca. (Questa impressione ultima l'ho avuta durante un week- end con il gruppo, osservandolo camminare a fianco a me). 

Ciò che volevo dire in questo post è che per Junk far parlare di lui era fondamentale.

Se uno non aveva sentito parlare di lui poteva succedere ciò che lui non voleva.

Una volta Junk andò a trovare un’amica sul lavoro e lei – “Mara” - poi raccontò che i suoi colleghi, che non avevano mai visto Junk si sono stupiti che fosse un insegnante spirituale, apparendo loro  pomposo e  grossolano.. "Ivan invece – Ivan era il primo allievo del gruppo e vecchio amico di Mara, cosi che i colleghi lo conoscevano bene- sì, dicevano, che ha un’apparenza spirituale.. "

            In seguito Ivan perse lo statuto di primo allievo del gruppo ...  (A parte l'aspetto ascetico, Ivan in realtà si era opposto a Junk in un moment molto importante. Junk voleva che il gruppo comperasse, per una cifra fra l'altro enorme, una sede per il gruppo in campagna. Mi ricordo che Ivan aveva detto: Non c'è 'l'atmosfera' nel gruppo, per una sfida del genere.." Il gruppo stagnava. Quasi sempre, per esempio, solo due donne -una delle quali io- preparavano la cena per il gruppo, senza che le guide esprimessero mai una critica in proposito.. Inoltre Junk, questo era chiaro, visto che piangeva sempre miseria, non avrebbe contribuito una lira.. Ivan arrivò a non stimare Junk e una volta disse. "Guarda Junk: o aprla di sè o parla male degli altri".) Se il gioco di Junk di impressionare gli altri non riusciva e qualcuno si accorgeva che lui era un demonio, allora Junk usava mezzi pesanti. Un uomo scrisse una lettera alla Civiltà cattolica dove diceva che Junk era un demonio. Da allora Junk fece di tutto per farlo passare per uno squilibrato. E tutti caddero nell’errore. Ma quando io chiesi quando erano cominciate gli scoppi di pazzia, mi fu riconosciuto che fu solo dopo aver scritto quella lettera e mai prima. Inoltre appurai che queste scene non avvenivano mai quando Junk era impegnato a fondo in qualcosa. Junk non aveva alibi.

  

Una cosa è certa: che il diavolo si è servito degli indovini e che loro non hanno indovinato chi era lui e cosa voleva da loro.

 

So che questo post è scritto in modo noioso.

L’ho pensato da molti giorni ma non ci riuscivo. Al diavolo non piace per nulla che io lo scriva. Sono stanca morta.

NOTA: Stare vicino a una "maliarda", anche inventarla, era molto utile al diavolo. Ci ricorreva nelle emergenze. giocando sull'ambivalenza, presente nella nostra mente, di indovina/fattucchiera/maga e strega, non mancava di far comparire in un istante nella mente l'immagine di quella donna come terrribile strega, come "biscia ripugnante". Suggeriva agli altri che lui, un debole, fosse manipolato e sfruttato da quella. Il tutto in una incredibile confusione di messaggi diretti e invece occulti in contraddizione tra di loro. la confusione era voluta. Lo scopo che voleva raggiungere era stornare sospetti da sè o "mettere le mani avanti", come si suol dire.

Parlo non solo delle impressioni che ho vissuto io e anche di quelle che ho raccolto da altre donne del gruppo.

POST SCRIPTUM

Ho trovato queste illuminanti parole dell'Antico Testamento:

Se uno vuole approfondire le sue esperienze, sappia che la sapienza conosce il passato e prevede il futuro, conosce le sottigliezze dei discorsi e le soluzioni degli enigmi, prevede fenomeni strani e prodigiosi, la successione delle epoche e dei tempi. (Sapienza 8, 8)

postato da: vivamerlin alle ore 07:39 | Permalink | commenti (9)
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venerdì, 18 settembre 2009

Il mio nome è IO SONO”

                  Stavo rimpiangendo il passato

                  e temendo il futuro.

                  Improvvisamente il mio Signore parlò:

 

                  “Il mio nome è IO SONO”.

                   Dio fece una pausa.

                   Attesi. Dio continuò:

 

                   Quando vivi nel passato

       Con i tuoi errori e rimpianti,

       è duro. Io non sono lì.

       Il mio nome non è IO ERO

           

       Quando vivi nel futuro

       Con i suoi problemi e timori

       è duro. Io non sono lì.

       Il mio nome non è IO SARÒ.

 

       Quando vivi in questo momento

       Non è duro. Io sono qui.

       Il mio nome è IO SONO.

       (Anonimo)

 

Ho trovato questi versi, che danno un sollievo immediato, in

GIANCARLO PADULA

2003 La magia è una trappola. Come combatterla.

Greco e Greco ed., Milano, pp.102-103.

 

Il titolo di questo diario (CONSOLAZIONI) prende ispirazione dal libro intitolato proprio CONSOLAZIONE DELLA FILOSOFIA di Boezio.

Boezio, ingiustamente accusato, è in carcere aspettando la morte. Di fatto verrà giustiziato. Proprio in quest’attesa egli scrive questo libro anche storicamente importante. Visto il titolo, credo che sia consolatorio anche per chi lo legge. E cosi mi è parso, solo leggendo qualche passo. Di fatto, non posso dire d’averlo ancora letto, ma tenterò di farlo, anche se la filosofia solitamente non è “il mio pane”, come si dice. (Con qualche eccezione, per esempio l’ETICA, di Spinoza).

Mentre infatti avevo in mano questo libro, di dimensioni relativamente ridotte (potrei pensare che non superi le duecento pagine, ero concentrata sulla lettura de “LA CITTÀ DI DIO” di Agostino d’Ippona. Ho cominciato, ma sono fortunata. È proprio li che ci sono vari paragrafi dedicati al suicidio alle ragioni per le quali non ci si deve suicidare.

Anni fa il pensiero del suicidio era una costante della mia vita. Soprattutto il terzo anno consecutivo in cui Junk il diavolo mi spingeva con tutte le sue forze a suicidarmi. Il dolore che Junk mi provocava soprattutto al cuore, e le difficoltà che per via del continuo vampirizzarmi e pungermi in forma di ago (e penso che quelle punture favorissero una vampirizzazione più ampia accurata e dolorosa), darmi incubi che erano minacce e farmi stare tutta la notte senza chiudere occhio erano una condizione fisica insostenibile. Con tutto ciò dovevo andare a lavorare ogni giorno, guardando l’ora prima di sedermi chiedendomi quante ore mancavano al potermene tornare a casa per dormire … Evidentemente il mio lavoro ne risentiva. Tutto lo sforzo che ero in grado di fare, ormai, era fingere di lavorare, e perfino  la finzione era dolorosa. Dovevo perfino parlare in pubblico ma non ero più io. La memoria mi tradiva. Anche quando ordinariamente il tutto avrebbe dovuto essere una “passeggiata” il diavolo era li a tormentare me e influire sugli altri e mettermi in difficoltà. Prima e durante. Era cominciato una volta in cui la manager di un college americano mi telefonò chiedendomi se potevo parlare agli studenti appena arrivati su un certo argomento di mia competenza. Aveva saputo che il mio inglese mi permetteva di farlo nella loro lingua. Io non ne ero cosi sicura, ma lei sentendomi parlare al telefono mi disse che era proprio quel che ci voleva. Andai e feci questa specie di conferenza. I ragazzi, studenti di livello Universitario, allo stile americano, alla fine mi applaudirono. Si erano divertiti, anche. Proprio uscendo sentii le parole del diavolo che mi complimentavano: “Brava, sei stata proprio brava!”

Io avevo da poco scoperto che Junk non era quel santone ingombrante che era, ma un vero demonio. Mi rivoltai dicendogli (mentalmente) “i tuoi complimenti non m’interessano!” Da allora anche parlare in un seminario era penoso. Una volta perfino, nell’entrare in classe, tutto il contenuto della mia borsa cadde per terra.  Anche quando ciò che dicevo sapevo che era buono, io non avevo energie. Una volta sapevo cavarmela brillantemente anche quando le mie conoscenze non erano complete  (per esempio in qualche esame universitario). A volte, come ogni studente, sapevo sfruttare al massimo quello che sapevo e prendevo comunque un buon voto. Ma ora anche quando io ero preparatissima, dentro ero vuota. È difficile, non importa che  cosa si dice, appassionare una platea quando si è privi di energia.

Quando organizzavo un seminario, per paura di non farcela cercavo molte altre persone, che facessero quasi tutto il lavoro. ero semplicemente l’ombra di me stessa. I tormenti che mi dava Junk sul lavoro in realtà datavano anni indietro, ma dopo che io scopersi la verità su di lui arrivavano a cercare proprio la mia demolizione fisica.

Ci furono poi situazioni in cui mise zizzania tra me e colleghi di lavoro amiche e parenti.

Junk mi suggeriva di uccidermi. Mi rendevo conto che me lo suggeriva lui stesso, dentro di me. La sua stessa presenza dentro, contro cui non riuscivo a fare nulla, e che mi veniva imposta (la possessione è uno stupro dell’anima, pensavo ) aggiungendo il suggerimento a motivi di disperazione di varia natura.

Io pregavo sentitamente Dio di farmi morire, ma non volevo essere io a togliermi la vita. Inoltre, una volta, cosi parlando a me stessa, dissi: “non voglio uccidermi, non voglio addolorare i miei parenti di X ”. X è il piccolo paese dove ho passato l’infanzia, un luogo dove mi sentivo protetta sicura, amata, circondata da tanti parenti rispettosi amorevoli e divertenti. Infatti pensavo che se ne avessero avuto notizia del mo suicidio ne avrebbero provato dispiacere. Proprio tempo dopo, lo stesso anno –ho controllato la data sulla sua tomba di recente -, un parente di X., un uomo buono sensibile, che in passate circostanze della sua vita aveva mostrato di avere coraggio, senza problemi economici o di lavoro, giovane sano e di bell’aspetto, si suicidò. Io venni poi a sapere che la sua famiglia –la moglie e i figli - aveva ultimamente cominciato a maltrattarlo in modo pesante e inspiegabile. Lui era il fratello prediletto della mia migliore ed eterna amica. Era il fratello favorito per il suo buon carattere, sensibile e allegro allo stesso tempo. Il sospetto che Junk lo avesse fatto suicidare come punizione per non essermi uccisa io mi arrovellò. Junk non negò di averlo fatto anche se non disse nulla in contrario. Questo avvenimento e altri mi facevano sentire come fossi io la causa. Il diavolo mi suggeriva: “Se tu ti fossi suicidata, tutto questo sarebbe successo, non succederebbe. Vedi ora come i tuoi parenti a X soffrono di più di quel che soffrirebbero sapendo che tu, che hanno conosciuto solo tanto tempo fa, ti suicidassi”. 

In pratica ho passato mesi, anni con pensieri di suicidio che mi accompagnavano sempre.

Che cosa mi fece resistere? Che cosa poteva consolarmi, in quella condizione di disperazione?

A non suicidarmi mi aiutò la lettura del Gospel of Sri Ramakrisna. (Gospel significa Vangelo ) Un suo allievo, proprio quello che scrisse il libro in cui si narra la vita di Ramakrisna, aveva una moglie che pensava al suicidio. Suo figlio piccolo era morto e lei pensava di uccidersi. Il marito la portava dal Santo, e lui in più di un’occasione cercò di dissuaderla dal farlo. Le diceva che gli spiriti di chi muore di morte violenta non si elevano a un livello superiore, ma restano sul piano terreno. Questa osservazione fu utile a trattenere anche me dal suicidio. Infatti la vita mi era cosi odiosa che addirittura viverci anche dopo morta era impensabile.

Credo comunque che questo lungo libro (circa 700 pagine scritte in piccolo) mi abbia confortato anche perché le vicende narrate, gli episodi erano buffi e, anche quando non ne capivo l’eventuale significato profondo, mi divertivano.

A parte questa lettura a carattere religioso, pregavo. Riscoprivo la preghiera, che peraltro in passato era sempre rimasta a livello superficiale. Da ragazzina, seguendo il consiglio di un’insegnante che era anche suora (Suor Liliana), ogni sera prima di dormire leggevo dei passi del Vangelo.

Fu cosi che l’anno passò, anche nella paura di ammalarmi gravissimamente, visto che mi sentivo parecchio male.

Un altro fatto di consolazione fu l’essere incappata in una cosa, un gesto delle mani, anzi, che alleviava i fortissimi dolori al cuore. In quell’anno ci fu un giorno in cui non riuscivo neppure ad alzarmi dal letto per lavorare.

Poiché non sapevo cosa fare per tirarmi su, per andare a lavorare, mi ricordai di una posizione delle mani che mi era stata insegnata durante un seminario di un insegnante di medicina tradizionale cinese. (un insegnante sia sul campo medico che spirituale). La posa che io ho chiamato liberamente in questo blog “posa delle mani a doppie corna” poiché le mani sono nella posizione a corna, come quando si usa per fare gli scongiuri, sono l’una contro l’altra (al modo in cui sono quando abbiamo le “mani giunte”) e sono poste all’altezza del cuore. Restando coricata (e il mio stato fisico mi impediva di mettermi seduta a gambe in croce, che era la posizione proposta dall’insegnante) appoggiai i polsi sul cuore, le mani a corna parallele al corpo (come facciamo con le mani giunte) e lasciavo che i gomiti poggiassero sul letto, rilassata. Le dita erano rivolte verso l’alto, e i polsi appoggiavano comodamente sul corpo, all’altezza del cuore. In poco tempo successe qualcosa. Mi sentii liberata e sentivo energie che arrivavano al cuore. il diavolo era uscito da li e mi chiedeva: “Ma che hai fatto?” Mantenendo la posizione per circa venti minuti, ero in grado di alzarmi.

Questa fu una gioia per me, poiché scoprivo qualcosa di pratico che mi alleviava.

Poiché l’idea ricorrente (allora come ora) e diffusa è che non si può fare nulla, a parte pregare, per alleviare gli attacchi demoniaci, e le mie preghiere mi permettevano di avere più forza di sopportazione, ma soffrivo orribilmente, non c’è da stupirsi che ne fossi felice. E pensavo: “Se una cosa pratica è capace di alleviare i dolori, di combatterli, allora devono esistere altre cose, altri mezzi utili!”

Aggiungo che trovare un compenso nella ricerca fu molto importante per la mia sopravvivenza. Io amo la ricerca, amo cercare.

Qualche anno prima di incontrare il diavolo ci fu un tempo in cui io scrivevo piccole canzonette, mi venivano spontaneamente, al mattino. Mi mettevo a passeggiare e veniva fuori una nuova. Questo fu uno degli effetti del seguire un seminario di alcuni giorni con una psicanalista “arancionata”.

Un giorno la canzone era il mio EPITAFFIO. Non è bella, va bene, infatti non l’ho mai cantata in giro, comunque diceva cosi:

 

Essendo liquida come l’acqua

Andava dappertutto in cerca di qualcosa

Ed un mondo di ricerca fu la sua vita.

 

Per me dunque capire che potevo procedere a cercare altre cose, che la ricerca di rimedi o contromisure o qualunque cosa per fare fronte alla mia condizione mi dava speranza.

La speranza è l’ultima a morire. Comunque il diavolo quell’anno si ammalò gravemente. Subito, senza saperlo, io mi sentii meglio, molto meglio.

Nel frattempo avevo cominciato a trovare degli altri elementi utili, a partire dall’uso del ventilatore. Cosi la ricerca poteva riempire la mia vita e impegnare i miei risparmi. Non lasciavo nulla d’intentato per trovare delle difese, per informarmi.. e la ricerca continua anche oggi qui, dopo decenni.

Intendo dire che nello sfacelo della mia vita lavorativa, nell’isolamento che io stessa sceglievo per evitare pericoli a coloro che mi circondavano, io trovavo nella ricerca rifugio e un nuovo significato alla mia vita. Sarebbe stato questo a non rendere la mia vita inutile.

           

Ma ora torno alla lettura della prima parte de LA CITTÀ DI DIO di Sant’Agostino.

 

Certo mi ha dato serenità. Non solo quando parla di suicidio e del perché i cristiani non dovrebbero farlo. La prima parte che cerca di dare un senso positivo al sacco di Roma sono confortanti per me. Infatti anche io mi sono chiesta perché proprio a me doveva capitare di essere tormentata dal diavolo. E Agostino trova le ragioni della caduta di un’intera città, di Roma in particolare, che era anche il simbolo della cristianità.

Trovare una ragione alle proprie disgrazie è confortante. Già a suo tempo avevo pensato che Dio mi ha punita per il mio incombente orgoglio. Il senso di superiorità sugli altri che per qualche attimo ho provato nel sentirmi padrona di me stessa. Non più schiava delle emozioni che, secondo quanto disse Madame Lannes, la saggia, si prostituiscono/attaccano a tutto e qualunque cosa. La meditazione abbastanza intensa mi aveva fatto superare il precedente caos emotivo. Potevo essere preda di un’emozione quando qualcosa all’infuori di me la suscitava, un’associazione mentale. Paure che avevo sviluppato da piccola - per esempio se vedevo una persona sofferente fuggivo via spaventata .. -erano superati. Solo per effetto di sei mesi di meditazione, di silenzio, ero in grado di diventare calma, quando ne avevo la necessità. E una volta dopo tre intensi giorni di meditazione ecco che faccio una esperienza interiore che credo si dica “illuminazione”. Forse solo una briciola, ma capisco come tutti dicano che una volta li, tutto quello che vuoi è tornarci.

Il mio insegnante spirituale, per merito delle cui indicazioni –oltre che di un sincero sforzo da parte mia - ero arrivata li, era contento del mio sforzo. Mi disse un giorno che in pochi anni di lavoro interiore sarei stata in grado di essere un' insegnante spirituale.  Era certo la cosa che mi pareva socialmente più utile. Fu allora che il diavolo Junk -che a differenza della mia guida spirituale fiaccava gli sforzi dei suoi allievi dichiarando apertamente che erano degli incapaci - sentì parlare bene di me e di altri bravi allievi del nostro gruppo e fu la fine. Le mie energie furono polverizzate. Junk fece in modo, usando i suoi poteri, di mettere in cattiva luce ed eliminare dalla scuola il mio insegnante spirituale, del cui gruppo - di cui io facevo parte - era invidioso. (Anni dopo, quando arrivammo alla "resa dei conti", il diavolo mi disse che R. -quell'insegnante- "non meritava quel gruppo" ). 

La mia strada fu dunque interrotta dal diavolo. E dopo l’interruzione e la presa di coscienza della causa di quell'interruzione -cioè l'azione del diavolo- mi dicevo che forse Dio aveva fatto questo per il meglio, cosi che io non diventassi una montata, orgogliosa dei suoi progressi, tanto che non avrei potuto essere una buona guida.

Anche ora penso cosi, che è stato un bene farmi abbassare le penne. Ho di sicuro imparato la modestia.

 

 

Anche, a volte, penso che incontrare il diavolo è stato il mio destino, già prefissato da Dio, che mi ha creato proprio “sputata/adatta” per poterlo affrontare. Infatti sono stata io a smascherarlo per bene, quando dopo dieci anni, dopo aver accumulato una conoscenza molto grande dei fatti, ho visto coi miei occhi le opere di questo diavolo. Mi sono detta che i miei difetti, su cui i miei nonni cercavano di aprirmi gli occhi, cioè in primo luogo la “creduloneria” e l’eccessiva fiducia negli altri, erano stati in realtà l’aspetto di me che aveva tratto in inganno il diavolo. (Anche il mio primo fidanzato mi disse una volta: “credi a tutto quello che ti dicono”.  Fu Junk a dirmi che ero la donna più stupida che conosceva. Ma ero stata io che, proprio perché stupida – non si accorgevano però che io a volte mostravo stupidità perché gli altri preferivano sentirsi più intelligenti -, lo aveva fatto credere al riparo. Perfino altre caratteristiche, il mio essere un’immigrata di prima generazione, lo aveva illuso. Io non ero circondata da parenti e amici che fossero qui per proteggermi, eventualmente. Anche il fatto che io fossi “di sinistra” credo che lo abbia fatto ingannare. Per il diavolo la sinistra è “cosi intelligente da essere stupida”. La gente di sinistra per esempio non crede nella magia, non crede nel diavolo. Non è neanche cattiva. Dunque io ero doppiamente stupida, nella mia apparente intelligenza.

Se io non avessi avuto quelle caratteristiche negative non avrei potuto incastrare il diavolo, avrebbe usato le precauzioni che usava con gli altri.

Dicono in India che tutti siamo necessari: lo stupido come l’intelligente. Se non ci fosse lo stupido, neppure ci sarebbe l’intelligente.

           

Post scriptum.

Il persecutore mi perseguita il giorno intero,

Di notte non mi lascia respirare un istante.

Si sciolgono i miei nervi stirati qua e là,

Mi si sciolgono, mi si staccano le membra.

dal Libro di Giobbe, cit. in Riwkah Scharf,  La figura di Satana nel Vecchio testamento (in CARL G. JUNG La simbolica dello spirito

1959 Einaudi, nota 346, a pag. 326).

 

giovedì, 10 settembre 2009

Dedico con affetto questo efficace

metodo anti-diavolo 

a Hea,

che è stata la prima

a dirmi di aver usato una difesa contro il diavolo.

Un breve massaggio sulla pelle con dell’olio d’oliva in cui si sono macerate delle fettine di aglio risulta avere un forte valore protettivo rispetto al diavolo, in particolare al vampirismo, che il diavolo può esercitare su ogni punto del corpo, della pelle. Racconto come ottenere il macerato di aglio e perché è importante.

La difesa risulta migliore di altre alternative, come il balsamo di tigre, per esempio. Infatti  l’olio che si ottiene macerando dentro dell’aglio può essere usato molte volte, non da mai problemi, mentre il balsamo di tigre non può essere usato spesso. Se si usa più volte sullo stesso punto nello stesso giorno, la pelle finisce per irritarsi.  

 

 

Ecco la ricetta, facile da eseguire:

Occorre una bottiglia di vetro non colorato e trasparente. Inoltre la bottiglia deve avere la base quadrata. Le pareti dunque risultano rettangolari.

 

Per una bottiglia da un litro di olio d’oliva occorre impiegare una o due teste d’aglio.

 

Dobbiamo tagliare in fettine sottili gli spicchi d’aglio e farle cadere dentro la bottiglia. Le fettine si dispongono naturalmente sul fondo.

 

Occorre ora esporre al sole la bottiglia e

ogni giorno cambiare la posizione della bottiglia, cosi che sia esposta al sole da ogni lato.

Occorrono quaranta giorni perché l’olio sia pronto.

Passato questo tempo si può passare l’olio su qualunque parte del nostro corpo, anche più volte.

 

Ci sono parti del corpo scoperte, che non possono essere difese con punte o calamite. tipicamente il viso o le mani o i piedi.

 

 

Mi chiederete come ho messo insieme questa ricetta. Non l’ho inventata io. Una mia amica antropologa mi ha raccontato di una parente che si è curata completamente di un dolore debilitante alle articolazioni con questo liquido. Me lo ha raccontato nei minimi particolari.

Ho cominciato a usarlo da giorni.

Il problema da risolvere era soprattutto concentrato sulle mani, che mi vengono vampirizzate selvaggiamente da quando io proteggo abbastanza bene il cuore e il ventre, attraverso punte, piastre d’acciaio e calamite.

Mi svegliavo di notte con una presenza luminosa, sull’arancione, che mi succhia fortemente le dita, le mani, il dorso della mano..

Si, appare cosa pazza, ma non lo è. È reale come me che sto scrivendo in questo momento.

“Per via di questi attacchi le mani hanno perso elasticità e le giunture dolgono. Ancora non sono invalida, posso scrivere, ma fino a quando?” Cosi pensavo.

 

Sono alcuni giorni che passo e ripasso l’olio in cui ho lasciato macerare l’aglio per ben quaranta giorni.

Il risultato appare molto promettente! La mani hanno recuperato già elasticità e il dolore che sentivo prima è diminuito. Ieri sera ho passato l’olio anche in altre parti del corpo, non solo faccia mani e piedi, come i due giorni prima. E il mio livello energetico è migliorato. Dunque penso che sia bene passare l’olio su tutto il corpo, se possibile.

Devo aggiungere che l’olio viene assorbito subito e non resta una sensazione di unto.

Non mi è parso che dia un odore sgradevole o forte. Ora non è più caldo come prima e non posso dire cosa succederebbe in piena estate. Comunque lavandosi col sapone ogni odore scompare. .

 

SONO  ABBASTANZA FIERA DI QUESTA NUOVA ACQUISIZIONE NELLE DIFESE. Direi che completa gli altri sistemi, che sono tutti importantissimi. Sotto attacco può essere subito risolutivo uno spicchio messo come supposta. C’è poco da scherzare.

 

Comincio a sentirmi certa del fatto che quest’ olio sia utile non solo contro i dolori articolare ma anche contro gli attacchi vampirici. Per esempio una volta, avant’ ieri, mi sono svegliata e l’insalubre presenza mi stava colpendo ai gomiti. Io avevo messo l’olio a testa viso mani piedi e perfino le ginocchia, ma mi ero scordata i gomiti. Dunque Junk lo aveva percepito e mi lavorava nella parte indifesa, mentre di solito non si occupa dei gomiti ma lavora sulle mani. Prova che non gli piace una pelle che sa di aglio.

 

POST SCRIPTUM:

Dopo alcune settimane ho provato che questo liquido è molto utile. se passato su tuto il corpo è molto utile, ma risulta comunque molto utile per protggere le parti meno protette finora, per proteggere le quali non trovavo una protezione facile: i piedi, la testa, le mani, che mi venivano olto colpite. nel tempo ho rafforzato l'uso di questo olio con l'olio di tigre, cui dedicherò uno specifico post.

sabato, 05 settembre 2009

Ho un certo pudore, anzi no, vergogna provo per come mi sono fatta conquistare dal diavolo. Era un tranello e ci sono cascata. Mi viene in mente un docente universitario - uno che sosteneva come la ricerca dovesse porsi il compito di conoscere il mondo e allo stesso tempo per ciò stesso trasformarlo, accrescendo per esempio la consapevolezza di quelli che venivano intervistati – che diceva come, nella sua fragilità, poteva essere conquistato “con uno zuccherino”. Per questo aveva paura di dove “metteva i piedi”. Allora non avrei immaginato come io stessa sarei diventata fragile ma purtroppo sempre piena di fiducia. E mi è difficile capire come un uomo rozzo al massimo grado come il diavolo Junk –un animale, che dico, un insetto da preda, uno scorpione che sa solo pungere la paziente tartaruga - potesse arrivare a me.

In effetti trasformare –se non lo erano- le persone in esseri fragili e bisognosi credo che fosse il modo che lui trovava per farsi accettare, ma non solo.

Il diavolo cominciava male. A 24 anni si accorgeva che nessuna ragazza lo notava. Lo disse con un tono di rimprovero verso le ragazze.

Ma ora voglio parlare di me.

Mi vengono in mente gli anni roventi … si proprio gli anni in cui le ragazze si tiravano i capelli, si davano un tale spintone da far cadere nella provvida sedia alle spalle, e in cui la ragazza spintonata, al primo segno di cedimento, veniva portata dall’assalitrice nella stanza riservata agli ospiti, messa nel lettino, rimboccate le coperte e spenta la luce cosicché il giorno dopo la disegnatrice di giardini andasse al lavoro riposata. Tutto il litigio per gelosia. Oppure perché l’altra non era stata sincera … A volte bastava un gesto per scatenare “l’inferno”. Una volta una avevo toccato la testina riccioluta di una ragazza e quella, ubriaca, aveva tirato fuori la pistola d’ordinanza. No, prima le aveva appena toccato il seno, confidenza per confidenza. Una buona osservatrice disse una volta che tra noi femministe una punzecchiatura era sentita come una coltellata. In questo regno nuovo essere insinceri era la massima colpa.

Mi viene in mente tutto questo perché certo io mi aspettavo che anche gli altri volessero essere sinceri. Ma io avevo cambiato mondo. E avevo di fronte il diavolo.

 

 

Sono già stanca. Vado a dormire.

 

Uno dei primi ricordi che ho della mia vita nel gruppo del diavolo è che lo sentii affermare “io sono misogino”. Ero a un metro da lui, affiancato d Loreley loro due seduti entrambi su cuscini e tappeto, con tutti gli altri. lo guardai con comprensivo compatimento, oppure? Non ricordo. Ma lui rispose con una espressione che indicava come io essere inferiore non avevo da pensare nulla di lui, superiore come era.

Altri, lo so, abbandonarono il gruppo considerando lui, Junk e il suo gruppo come “fascisti”. Me lo disse l’analista, bocca della verità, senza specificare di chi parlasse. Segreto d’ufficio.

E poi mi ricordo il fatto, lo zuccherino, che è capitato qualche anno dopo. Eravamo in una struttura settecentesca, certo affittata senza che il diavolo Junk pagasse nulla, ma ci teneva che il gruppo e lui avessero una cornice rispettabile, in tono con le caratteristiche peggiori del “luogo”, cioè che apparire è esattamente come essere.

Ero seduta in questa palestra, aspettando che si aprissero le porte, quando vidi con chiarezza come le donne che aspettavano con me, che rispetto a me erano anziane, decenni in più di lavoro interiore, erano svuotate come gusci vuoti. Ed ebbi orrore, orrore che quello fosse il mio futuro, futuro in un gruppo in cui negli anni quelle donne fossero ridotte cosi.

Il diavolo si accorse del mio senso di orrore? Intervenne prima che io prendessi le necessarie conseguenze e fuggissi difilata da li per non comparire mai più? Questa percezione che poi negli anni ho potuto riscontrare come vera, io l’ho rimossa e ho continuato nel gruppo…

Ma sul momento fu qualcosa a distrarmi. Una donna, che dicevano Junk amasse, comparve. Aveva i capelli spioventi ai lati del viso, di colore incerto e penzolanti. Andava come poco consapevole di sé, senza vedere nessuno. Il viso appariva irregolare al punto da apparire un poco mostruoso. In seguito quando entrai nelle confidenza del diavolo mi raccontò che da bambina quella donna venisse inseguita dagli altri bambini impietosi al grido di “mostro, mostro!” Vedendola fui invasa –pensiero mio autentico, allora non ebbi dubbi – che Junk fosse un uomo meraviglioso. Se amava una donna cosi, allora era un uomo che andava oltre le apparenze. Amava le persone per se stesse, considerai. Sarebbe stato meraviglioso essere amata per me stessa e non per la mia apparenza, la giovinezza, l’intelligenza… Cosi lo sguardo attento verso le vecchie donne svuotate e l’orrore provato per quello che dunque sarebbe stato il mio futuro fu magicamente sostituito dall’amore provato verso un uomo che era cosi spirituale da andare oltre le apparenze!

Poco dopo ricordo che non si riusciva a trovare al chiave e neppure a girarla nella serratura. La chiave si rivoltava contro il diavolo! Mi fa ridere. Mi offrii di aiutare e Junk mi guardò con disprezzo come se volessi importunarlo. Ora penso che mi spinse magicamente a collaborare cosi da mostrarmi ciò che era la sua arma: fingere di essere per nulla interessati a una persona per poterla intrappolare, come certi animali da preda si nascondono per poter cogliere la preda impreparata al loro attacco.

Usare una donna, fare apparire una donna brutta fingendo di amarla, suggerire la sua motivazione come nobile e disinteressata fu un elemento chiave nella mia convinzione, che presi anni ad espungere, che Junk fosse in effetti, cosi come poi volgarmente voleva essere considerato, un uomo migliore degli altri, di tutti gli altri.

La scelta di una donna da fare apparire come brutta fa parte di quella intelligenza animalesca del diavolo, che in realtà non aveva un minimo di vera intelligenza.

Questo fu lo “zuccherino” che mi fece cadere, che condizionò in qualche modo il mio desiderio di essere apprezzata da lui. Viridiana, la donna “brutta” successivamente mi apparve come bellissima in tutto e per tutto in diverse occasioni, direi quasi in tutte le altre. Snob, come se non avesse mai avuto la necessità di pensare o di essere presente, come quando disse, leggera come una piuma che in Africa le donne (bianche ) non hanno bisogno di coprirsi il sedere davanti ai neri, visto che non sono considerati esseri umani.

 

Ecco lo zuccherino di cui parlo. Fare credere di essere nobile e disinteressato. Ma Viridiana cadde sotto i suoi colpi non meno di me. Forse con un fragore/fracasso/fallimento maggiore. Entrambe con gli occhi come bendati. 

Quando uno fantastica imprese del genere, pensa che chi le fa è una "puttana". Il diavolo è l’unica e sola vera puttana.

Ah dimenticavo! Poteva il diavolo fare a meno di andare in soccorso di una puttana per necessità? Si, anche li cercò di fingere efficacemente. Ma questa almeno ve la risparmio. 

 

 

NOTA: Il mago aveva la capacità di mettere un qualcosa sulle facce, di fare qualcosa sulle facce, cosi da suscitare l’impressione che quella faccia fosse bella o del tutto priva di qualunque impressione ovvero anche brutta definitivamente. Anni dopo fece cosi con me, quando per esempio andai a trovare Jacob ad Oslo. Jacob amatissimo.

Poteva anche fare apparire una donna assolutamente uno schianto. Una volta, forse l’ho raccontato, percepii addirittura una scritta sulla mia testa: Questa donna è la più straordinaria al mondo. L’uomo più importante della festa, che era di fronte a me quando la scritta apparve, da quel momento “non ebbe occhi che per me”, come si dice. Quando mi vide andar via mi pregò di cenare con lui, che se non l’avessi fatto ne “morirò”, cosi disse. 

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categoria:zuccherino, astuzia del diavolo
domenica, 30 agosto 2009

 

Come fu detto di Proteo, Satana “si muta in tutte le forme”, persecutore ostile, soccorritore infido, sempre funesto.

        Agostino, La città di Dio, Libro decimo, cap. decimo, trad. di C. Carena.

 

Dopo tanti anni e inaspettatamente, ho capito una cosa importante, direi che è più di un’ipotesi.

Ho visto il mago/diavolo sprigionare due fasci di luce, a partire da un unico punto, credo a partire da un punto sulla fronte. Capitò d’improvviso e con questo certo il diavolo mi impressionò. Ripensando a questo episodio di 25 anni fa circa, non so come ho capito. E mi do spiegazione anche di altri episodi. Per esempio la forma, creata dal diavolo-mago a distanza di un minuscolo “soldato” che mi colpisce con la lama della sua spada… mentre sto in cucina a meditare seduta su una sedia. Oppure una forma scura che può apparirmi come due cavalieri che corrono attraverso il tetto e che mi lanciano un doloroso colpo di lama sul cuore. Sono tre episodi diversi che mi sono capitati. Ieri ho letto di un episodio relativo al mago Crowley che avrebbe puntato due dita nella posizione  a V contro un cavallo in corsa facendolo imbizzarrire con la conseguente caduta del suo cavaliere.

E di colpo ho capito una cosa. Il mago diavolo non crea qualcosa, ma usa sempre il suo spirito, un “corpicino” di 25/30 grammi di peso, un corpicino molto duttile che può prender molte forme, ma è costituito sempre dallo stesso materiale. La spada non è un diavolo con la spada, ma la spada è la forma che in quel momento ha assunto il diavolo, che consiste sempre nello stesso “corpicino”, è sempre lo stesso materiale. Insomma cosi come le patate che restano patate comunque tu le cucini, anche il diavolo cambia forma ma non la sostanza.

Assumendo diverse forme il diavolo stupisce, terrorizza, come se tutto fosse un miracolo, come se creasse quell’immagine e fosse distinta da sé.

Comunque in forma di ago il diavolo punge, in forma di spada ferisce, e quando si allunga e colpisce pare essere una lama di luce che esce da lui, ma è lui che semplicemente si è allungato e che in effetti brilla.

Ciò che mi ha fatto capire che quella lama di luce che mi ha colpito non era una semplice lama di luce ma lo spirito del mago, la sua anima usata come un’arma, è il fatto che io ho sentito colpire e come rimbalzare quella luce, come fosse il rimbalzo di una palla. Un piccolo colpo, non doloroso affatto, poiché il mago-diavolo non voleva colpirmi ma impressionarmi. Ma anni dopo, quando capii che quel se-dicente ricercatore spirituale non era che un mago che usava al male le sue facoltà e mi misi a raccontarlo in giro, allora divenne ago e mi infilzò il cuore e anche la testa. Tre volte questo accadde mentre ero perfettamente sveglia. Solo qualche centimetro, forse solo uno e mezzo, ma fu tutt’altro che piacevole.

La conseguenza per la difesa è che, in qualunque forma quell’attacco arrivi, si combatte sempre alla stessa maniera.

Il diavolo è un’energia statica che si scarica con le punte.

Inoltre, il “corpicino” non è a suo agio in un luogo ventoso, fortemente ventilato. Le forme con cui il diavolo vuole impressionare, le spade, per esempio, non potranno formare o comunque mantenere la loro forma e quindi fare male.

 

 

Lo spirito è la parte più importante della persona. Nel mago, da vivo, lo spirito usciva fuori del corpo. E ho visto che una volta già nell’uscire aveva preso una forma, ho visto bene una volta, e l’ho raccontata con diversi particolari in un post, che si staccava in forma di scheletro marrone. E certo pensai che fosse il diavolo.

A volte ho avuto l’impressione che lo spirito del diavolo fosse più o meno carico, più o meno forte. Come lui diventasse più carico o forte non so. Visto che Junk era un vampiro di energie umana, questo lo so assolutamente, ho dedotto ragionevolmente che più succhiava le energie umane, e più forte era. ma una difesa accurata –ad esempio l’incontro con delle punte- lo indeboliva sempre.

 

A volte ho anche osservato del materiale che aveva a che fare col diavolo. Ma la differenza tra questo materiale, qualunque fosse la sua origine, e lo spirito del diavolo, è che quel materiale non aveva uno spirito, non si muoveva.

Di questo materiale ho avuto una prima esperienza quando sono andata in casa del diavolo, dove lui stesso mi ha portato.

Junk pareva scorbutico. Ad ogni modo ho visto, per la prima volta nella mia vita, una specie di massa tipo nube –una massa come bianco sporco e priva della armonia che hanno le nubi- che toccava il soffitto, non sopra di noi, ma qualche metro più in là, che stava addossata alla volta della stanza.  Percepii anche un odore brutto e ne parlai. Allora apparve presso la pesante “nube” l’immagine di una strega che aveva il volto di una donna conosciuta da entrambi. Fui scossa da queste immagini e in seguito Junk si guardò bene dal portarmi a casa sua.

Junk mi fece capire che la donna era gelosa di lui e non mi portò più a casa sua. Conoscendo Junk come lo conosco ormai nei suoi continui intrighi, credo che abbia voluto distrarmi da domande relative al mucchio nebuloso. Junk il mago non cucinava nulla (il fornello era chiuso da coperchio e sopra vi erano molte bottigliette che lui mi disse essere dei “dopobarba”), non aveva incensi né candele, mai.

Quando le cose si misero male e il diavolo mi faceva la guerra per impedirmi di aprire bocca su di lui, a volte ho percepito come “untuoso” lo spirito del diavolo che volando si avvicinava a me.

 

Che poteva fare Junk il diavolo col materiale che aveva presso di sé? Una volta entrai nella mia stanza e vi era uno stupendo mazzo di rose, e un odore che riempiva la stanza. Andai a odorare le rose da vicino ma sentii quella puzza. È possibile che mi abbia spinto lui stesso a odorare direttamente le rose. Per dirmi quante cose poteva fare.

L’odore mi parve simile al suo odore corporeo, anzi dei suoi calzini sudati, tanto era intenso e sgradevole.

Poteva riempire una stanza di quell’odore, con lo scopo di infastidire.

A volte Junk trasportava odori da un punto a un altro. Un profumo di fiori. O anche una volta, in cassa mia, un odore di zolfanello. Insieme a odore di carne bruciata. Scoprii che la stessa esperienza la fece, penso lo stesso medesimo giorno e ora, una mia conoscente e sua conoscente, che abitava a circa un chilometro. Di questo ho parlato in un post. Sono certa che voleva dare l’idea di venire dall’inferno, per farci paura. Non aveva idea che per accidente io avrei parlato con quella donna.

Una volta, di recente, il diavolo mi ha minacciato moltissimo perché avevo trovato una persona con cui intendevo parlare di lui. Pensavo che si conoscessero. Avevano la stessa età sono vissuti nello stesso posto appartengono alla stessa classe sociale e mi aveva detto che aveva partecipato a sedute spiritiche, da giovane. Disse che aveva avuto buone ragioni per smettere. Junk il diavolo mi minacciò variamente di morte, di tagliarmi la lingua e infine di farmela ingoiare. Non fece nulla di tutto ciò, ma d’improvviso, proprio in quei giorni, mi venne una forte raucedine che mi impedì di parlare per diversi giorni. Francamente non escludo affatto che il diavolo abbia trasportato batteri nella mia gola. La credenza medievale non è da scartare affatto, come si fa di solito.

 

Dopo la sua morte, posso ricordare che Junk depositava in casa mia una massa invisibile. Credo che lì depositasse dei pensieri molto tristi. A volte mi bastava passare in quei punti per cambiare umore. Alla lunga mi accorsi di questo e ogni mattina passavo per la casa con una candela accesa. Una massa di fumo scuro si sprigionava dalla fiamma della candela, al contatto con questa massa.

Per questi fenomeni si usa la parola infestazione.

Dopo la sua morte non ho mai sentito il suo odore corporeo.

Non ho idea di che cosa componga la “nube”.

 

A volte, in relazione a questi materiali, ho pensato a Sai Baba, che metteva la mano dentro un vaso vuoto, lo rovesciava e poi agitando la mano faceva uscire una polverina in quantità “industriale”. La polverina era distribuita e io stessa ne sono stata omaggiata da due anziane signore che erano sue devote. Sentendomi male, ho aperto la bustina e preso la polvere. Credo che contenga una qualche energia. Era vagamente dolce. Alla vista sembrava cenere.

Da poco, leggendo un libro di Hector Durville, che credo si possa definire un “magnetizzatore”, il quale faceva uscire dal corpo di una persona, col suo consenso, lo spirito. (la parola che viene usata è “sdoppiamento”). L’uscita dal corpo dello spirito era sempre preceduta dalla sortita di due colonne di massa biancastra …

Mi chiedo se il materiale che io ho visto in casa di Junk da vivo fosse qualche cosa del genere, che lui stesso aveva prodotto, oppure se se lo procurava in altro modo.

Non ho mai letto nulla in proposito.

A questo punto cercherò di saperne di più.

 

CHIARIMENTO: A scanso di equivoci, ricordo che spesso uso la parola “diavolo” o anche l’espressione “mago-diavolo” ovvero il nome inventato “Junk” per parlare sempre dello stesso essere: un uomo in carne ed ossa che ho conosciuto molti anni fa e che dopo la morte manifesta ancora la sua demoniaca presenza.

A chi passa di qui per la prima volta, per una comprensione maggiore consiglio la lettura dei primi post del blog e della bibliografia.  E sopratutto l’ultima versione delle misure antidiavolo, sia fisiche che ambientali.

 

martedì, 18 agosto 2009

Possessioni inconfessabili per il diavolo e per la sua vittima. Minacce del diavolo.

Al momento sono stanca. Cosi stanca che il massimo che vorrei veramente fare è leggere senza troppo impegno il primo volume di Lynn Thorndike A HISTORY OF MAGIC AND EXPERIMENTAL SCIENCE DURING THE FIRST THIRTEEN CENTURIES OF OUR  ERA. 

Appena mi sono messa a scrivere qui, ho sentito battere. Non un buon segno. In effetti il fatto stesso che mi sento sfinita forse ha una qualche relazione con la natura del diavolo: “vampirizzo, dunque sono”.

Volevo scrivere vari post, poiché ho alcuni argomenti centrali di cui parlare. Dopo, credo che mi metterò a correggere il mio diario che sta nel computer, scritto a partire dal momento in cui ho preso coscienza del fatto che avevo a che fare con un “diavolo vero”, un mago o demone incarnato (In questi giorni ho visto per la prima volta il film L’arcidiavolo, nel quale Belzebù, per far scatenare una guerra manda sulla terra, in forma umana, un diavolo. Insomma si parla di un diavolo incarnato. Il film non manca di grazia. Starring Vittorio Gassman).

            Tra i vari post di cui volevo scrivere stava una Lettera aperta al diavolo in cui gli dimostravo la sua assoluta mancanza di logica, la sua pazzia. Per la dimostrazione gli ricordavo cose da lui fatte che mi aveva detto o a volte solo accennato. Lui mi aveva raccontato una storia relativa a una relazione con una bambina. Il nostro “eroe” raccontava in giro, come fosse normale, di avere avuto, all’età di quarant’anni, una relazione con una ragazza di tredici anni. Al mio stupore lui aggiunse che lei era una “matura”. (Disse cosi). Poi aggiungeva frasi misteriose, accennava al fatto che “per anni” fosse andato al mare con i genitori della ragazza, ignari di ciò che il loro amico stesse operando occultamente. (La polizia di fatto ebbe modo, in una occasione, di trovargli in casa foto compromettenti in questo senso. Foto di bambine di nove - dieci anni di genere pornografico. )

 

A questo punto faccio una digressione. Una volta, circa un mese prima che io capissi veramente con chi avevo a che fare e smettessi per sempre di vederlo, almeno in corpo fisico, perché per il resto continuò a tormentarmi, fece a me uno tiro orribile. Io, per essere confortata, poiché avevo rotto col diavolo che era ancora il mio fidanzato, avevo preso il treno per il “Salento”, dove abitava un’amica che avevo conosciuto seguendo dei ritiri spirituali guidati da un Llama tibetano. Non ero mai andata a trovarla, mentre lei era stata ospitata da me più di una volta. "Maria" aveva una bambina di otto anni. Una bambina un po’ grassoccia (anche io ero cosi, da bambina), con un viso molto bello, socievole e affettuosa. In quell’occasione Junk aveva cercato di manipolare me per abusare sessualmente la bambina, "Dora". Non gli riuscì proprio per nulla, ma io ne fui talmente scossa che il mio comportamento verso la bambina, come una forma di autodifesa, divenne un poco freddo. Ero preoccupata e non vedevo l’ora che i suoi genitori tornassero. Secondo la mia ricostruzione dei fatti, Junk si era addirittura dato da fare perché sia il padre che la madre abbandonassero con me la bambina per più di un giorno, senza che io lo avessi affatto voluto. Io volevo che la mia amica restasse con me. Aveva una grande energia ed era molto allegra. Invece  dopo due giorni mi disse che voleva andare a Roma a trovare un uomo che le piaceva. Mi disse che era sicura che sarei stata felice di fare la madre e inoltre mi promise di tornare la mattina dopo. Inoltre mi disse che di fatto avrei dovuto tenere la bambina solo per mezza giornata, poiché il padre di Dora l’avrebbe portata con sé fino a dopo pranzo. Il padre della bambina non mi conosceva affatto, e fui sorpresa quando mi vidi recapitare la bambina prima di pranzo.

Ero un poco delusa del fatto che Maria, l’amica mia, mi lasciasse, ma non mi dispiaceva occuparmi della bambina. Era socievole, fiduciosa negli altri e mi ricordo una cosa molto curiosa che non avevo mai visto in altri bambini: era lei a raccontare le storie a me, non io a lei. Arrivava col suo libro di fiabe e mi chiedeva se volevo sentire questa o quella e la leggeva a me. Comunque questo orribile tentativo del diavolo di abusare una bambina per interposta persona, e si badi bene, attraverso me con cui Junk al momento aveva una relazione e contava di riportarmi all’ovile: non è strano, stranissimo? In questo momento non ho intenzione di raccontare i modi con cui Junk cercò di indurmi a questa cosa. Voglio solo sottolineare che il tentativo del diavolo Junk fu fatto nel primo dopopranzo, ora in cui lui stava sdraiato a letto, durante la sua abituale siesta. Il che significa che in quel momento non aveva alibi. Era libero di uscire fuori del corpo e portare a termine questa porcheria. Voglio anche aggiungere una cosa importante. Junk suggeriva a me, in quel frangente, che il meglio del meglio sono le relazioni sessuali coi bambini. Appariva convincente. Gli posi una obiezione soltanto, mentre guardavo la bambina che, rendendosi conto che non la stavo ad ascoltare aveva smesso di raccontarmi qualcosa ed era scesa dalle mie ginocchia, dove era salita per raccontarmi qualcosa. Mi chiedeva se poteva andare dai bambini del vicinato a giocare. Aggiungeva che la madre le permetteva di farlo. Guardandola in quel momento obbiettai mentalmente al diavolo: “Si si, ma che cosa ha a che fare la bambina con questo? La bambina ha il suo mondo.” Il diavolo non rispose nulla, nulla. L’idea di tener conto di quello che un altro voleva non gli veniva neppure in mente.  Risposi a Dora che avrei fatto ciò che la madre mi aveva detto: seguirla con lo sguardo fino a che i vicini non le avessero aperto la porta. Cosi andò, e quando ritornò le preparai per cena un piatto di spaghetti. Mentre lei giocava e il diavolo finiti i suoi giochetti dell’ora della siesta andava a lavorare, io passeggiavo avanti e indietro molto preoccupata per quella cosa. Non avevo mai avuto una esperienza del genere e pensavo di non potermi fidare di me stessa. Il fatto stesso che io avessi pensato una cosa del genere era orribile per me. Non riuscivo a essere più spontanea con Dora, pensavo di dover avere paura di me. La sera Dora fece una scena di pianto perché voleva dormire nel mio lettone e io non volevo. Diceva che dormiva sempre con la madre, che non voleva dormire sola. Io, se non fosse successo quell’orribile episodio, non le avrei detto di no. Invece le dissi che io non riuscivo a dormire se c’era qualcuno vicino, insomma avevo tirato fuori una scusa. Tuttavia quei pensieri strani, che io credevo fossero farina del mio sacco, mi allarmavano. Non mi sentivo più sicura di me, temevo che il mio corpo facesse cose sbagliate a mia insaputa. Maledetto diavolo!

La mattina dopo aspettai che fosse un’ora minimamente ragionevole per telefonare, ma credo verso le sette, presi il telefono per sincerarmi che Maria fosse partita o partisse subito per tornare. Non rispose, il che mi fece sperare che fosse già partita.

Con Dora e i suoi tre amichetti del vicinato scendemmo verso il mare lungo una strada impervia a un poco stretta e proprio mentre eravamo sulla spiaggia, tra panini imbottiti e piccolissimi pesci morti che galleggiavano sull’acqua, Maria arrivò, mai cosi desiderata. Partii subito per tornare a casa, e il giorno dopo trovai un volo per l’India e li scoprii che l’uomo cui avevo chiesto ingenuamente, due anni prima, di fidanzarsi con me, non aveva fatto altro che convincermi di essere innamorata di lui con metodi occulti .. tra cui la possessione. Fine della digressione.

 

Riprendo il filo del discorso precedente, in cui parlavo del come Junk parlasse di una bambina con cui aveva avuto una “relazione”, senza fare cenno ai metodi che impiegava per farla “interessare”.

A me disse anche una cosa, cioè che la bambina, nel sedile di dietro, lo toccava- “Era lei che toccava me”, mi disse precisamente. “E perché?” gli domandai [ogni poche parole il diavolo batte ]  e lui: “Così” mi rispose. Il “così” significa “senza motivo”, e lascia il discorso a metà, cioè il diavolo non può dire il motivo per cui lei lo toccava: perché lui attraverso la possessione la portava a toccarlo. Ovvero, per meglio dire, lui toccava sé stesso muovendo il corpo di lei. Spesso, quando Junk avrebbe dovuto parlare dei suoi poteri diventava molto vago, le frasi si interrompevano. A distanza di tempo, conoscendolo bene, ho una buona possibilità di intuire che cosa in certe frasi a metà si poteva nascondere.

Un uomo che fa tutto questo è forse normale? Sano di mente? Egli non accennava mai al contributo che avevano in queste relazioni le sue azioni occulte. Parlava delle vicende come se la realtà fosse quella che lui raccontava.

Attraverso la possessione faceva sentire agli altri quello che lui voleva, e gli altri pensavano di sé quello che lui voleva. Dunque raccontava i fatti come fossero spontanei. Per esempio se lui aveva un interesse a una bambina, entrava nel corpo della madre per farle credere di essere attratta da lui, Junk.

Dunque raccontava queste cose a me. Mi raccontava che la madre di Rose voleva che lui avesse una relazione con la sua bambina Rose, poiché lei, la madre di Rose, lo voleva.

Junk odia il fatto che io metta a nudo questo fatto: che la madre non lo voleva, mentre lui un uomo contorto, amava immaginare che lo volesse, e si creava la “realtà” che voleva.

Il diavolo batte di nuovo. Che vuole?

L’altra volta, all’idea che io mettessi a nudo le sue contorsioni mentali e come parlasse di cose che non esistevano come vere (cioè non c’era nessuno che desiderasse toccarlo), mi ha minacciato con un sogno orribile in cui alla fine la povera gallina, dopo aver passato lunghe torture – che per fortuna ho dimenticato- finiva uccisa e dissanguata.. Ometto i particolari ma la sintesi era: “Ti ucciderò come una gallina”. Avendolo io preso in giro perché perde tempo a elaborare torture o altre magie sempre più varie e stupefacenti, in seguito, quando ha avuto di nuovo l’impulso di minacciarmi si è limitato a un’immagine: quella di una persona qualunque che mi spara alla schiena.

Junk mi ha anche parlato di una ballerina sua amante che aveva tentato il suicidio quando lui, Junk, le aveva detto che era innamorato di una bambina di tredici. Mentre lo raccontava Junk aveva in viso una espressione di grande felicità. Era felice del tentativo di suicidio di lei.  (Si sentiva amato. Si sentiva orgoglioso del successo dei suoi poteri, di quanto era bravo. Non gli passava per la testa che l’idea di un uomo di quarant’anni che se la fa con una bambina fa diventare depressi forte! La ballerina aveva un marito e un fidanzato, oltre a Junk. Le donne sposate o fidanzate con altri erano solitamente interessanti per il diavolo: mostrare a degli uomini che le loro donne preferivano lui era una cosa che lo doveva eccitare molto ).

Comunque la cosa per cui io dicevo che Junk era pazzo era un fatto: Rose prima che raggiungesse i 18 anni, secondo il racconto di Junk, si innamorò di un altro, un ragazzo giovane. Junk disse a me che dopo quel tradimento lui decise di “vendicarsi di tutte le donne.” Finì cosi e con il tono di chi non ha mai cambiato idea e che non considera alcuna eccezione. In effetti io sono arrivata a vedere che le cose atroci che ha fatto a me le ha fatte con altre, anche quelle che lui diceva di amare. Per esempio Junk poteva far violentare una donna da un suo amante costringendo quello a fare cose che l’altra non desidera .. quando e come l’altra non desidera… costretti entrambi tuttavia a fare cose che non avrebbero fatto se non sotto possessione diabolica…con l’effetto tuttavia di incrinare per sempre una relazione, poiché le persone coinvolte non si accorgono di ciò che è veramente successo… e anche se lo sapessero in amore è difficile dimenticare gli abusi.

Con Sonia, di cui in faccia mi diceva che l’amava tantissimo e in ombra (apparizioni) mi diceva che lei lo “ricattava”, fu la donna cui rovinò la carriera facendola scivolare sul pavimento e arrivare in ritardo e sbagliare i passi, fu la donna nel cui letto, occultamente entrò per anni facendo si che i suoi uomini le dicessero che era brutta e la umiliassero cosi tanto che lei veniva talmente mal ridotta che poi Junk poteva proporsi per "raccoglierla col cucchiaino". So questo interpretando secondo scienza e coscienza. Lui mi disse che gli uomini la umiliavano cosi tanto che poi lui, Junk “dovevo raccoglierla col cucchiaino”.

Una volta Sonia ha raccontato in famiglia, quando era adolescente, che Junk  cercava di “farle piedino o qualcosa del genere” e lei diceva: “Uff!” (Ahi! Junk era capace di uccidere per un gesto di insofferenza, per un pensiero, ma anche per nulla … e per sempre …)

(Un volta dissi a Junk il mio parere sulla vendetta, non ricordo a che proposito. È un massima che ho coniato io, da quando ero molto giovane: “La vendetta è un perdita di tempo!”. Infatti chi vuole vendicarsi si arrovella e angustia … mentre potrebbe impiegare il suo tempo a fare cose che rendono felici. Il diavolo mi rispose, facendo di si alla vendetta, più e più volte annuendo con la testa e dicendo semplicemente: “No, no, la vendetta…”.

Junk diceva – questo me l’ha detto una donna che gli voleva bene a nome "Eleonora" e  lui ha ricambiato questo affetto in modo come solo un demonio può fare, ma occultamente  - che a volte passava tutta la notte a pensare a come vendicarsi di qualcuno, ma poi al mattino non ci pensava più. Fin qui quanto lui fece capire a Eleonora, che lo riportò a me. Ma la vera realtà è che Junk passava la notte con lo spirito fuori del corpo: lo faceva andare dove voleva e da chi voleva e poteva torturare chiunque per ore. Questo lo dico perché l’ho provato sulla mia pelle. )

 

Junk batte, ma che c’è da battere? Stanotte avrò una nuova versione del come mi farà passare a miglior vita?

A questo punto, sia come sia, credo si possa chiudere qui.

Junk ha raccontava la favola dello scorpione e della tartaruga che si è fidata di lui ma doveva capire che quella è la sua natura. Lo scorpione è fatto per pungere e non si può chiedere di più.

Cosi Junk si giustifica.

Però Junk parla anche molto del romanzo “Il profumo”. Un uomo che le ragazzine fuggono, e del resto chi lo avvicinerebbe, sporchissimo come è e non intenzionato a lavarsi. Insomma l’uomo prende il profumo della fanciulle e ne estrae un profumo che si ottiene dalla loro morte.

Mi ha detto però, Junk il pazzo, dopo la sua morte, che semplicemente lui fin da piccolo amava fare il male.

Ci teneva a dirmelo. Lui segue la sua natura.

E nella sua natura è anche però fingere di essere buono, di pentirsi.

Ecco, ora mi ricordo. È stato quando io ho detto a Junk che lui ha un solo modo di dimostrare il suo pentimento. Un unico modo con cui i maghi e i demoni possono dimostrare di pentirsi. E cioè rivelare completamente come ci si possa difendere completamente dai loro poteri. Che cosa li renderebbe impotenti.

Questa sarebbe la prova del fuoco. La prova di vera buona volontà. Ma è stato allora che mi ha fatto sognare come lui possa farmi sparare da chi vuole, dove vuole, quando io meno me lo aspetto. Un colpo solo alla schiena.

Comunque sono sempre pronta ad ascoltare questa confessione di Junk.

 

Gli ho detto mille volte che gli converrebbe …

 

 

Post scriptum. Ho dimenticato di raccontare un episodio di possessione particolarmente penoso. In un pomeriggio di gruppo riuscì, in apparenza, a non darmi alcuna importanza e allo stesso tempo, con trucchi occulti, a farmi credere che smaniavo di desiderio per lui. E mi sottoponeva alla umiliazione di farmi notare che lui se ne accorgeva, illuminandomi mentre passava con un fascio di luce che usciva da lui. Comunicava senza parole che lui sapeva. Che vergogna ho provato! E non il più piccolo sospetto che quell’uomo stesse facendo un’ oscena messinscena.

Più tardi mentre eravamo attorno al tavolo, d'improvviso fece silenzio. La sua enorme energia –che nessuno di noi poteva immaginare frutto di vampirismo e non di duro lavoro interiore – era percepita da tutti. Facemmo un assoluto silenzio. Per parecchi minuti. Che cosa gli altri hanno percepito?  Io vidi distintamente uno sgorbio, un essere piccolissimo e mostruoso dentro la mia pancia, all’altezza dell’ombelico, dentro di me. L’essere piccolo e mostruoso diceva che voleva Junk a ogni costo. Era una specie di essere mostruoso e informe. Qui Junk degradava l’insegnamento cui diceva di rifarsi. Non era la prima volta che Junk usava i contenuti di quell’ottimo insegnamento per fare passare le sue trame oscure. In quell’insegnamento si dice che ci sono persone che sembrano sviluppate e mature, ma che, se si addormenta la parte mentale sono cosi arretrati che possono dire soltanto cose come “voglio la marmellata”. Io conoscevo quell’insegnamento. Dunque io pensai che ero a quel livello, anche se non me n’ero mai accorta.

Dopo che io vidi questo sgorbio mostrare i miei veri desideri, Junk si alzò e camminò verso la porta e poi teatralmente si voltò e mi guardò da una vetta di superiorità e mi fece capire bene: “Io ho visto.”

Gli altri non hanno percepito dunque il fine oscuro di tutto quel silenzio. La sua forza ponderosa ci faceva pensare che era un uomo superiore a noi, infatti quello che lui voleva essere indiscutibilmente: il numero uno.

In seguito ci fu il momento in cui, e allora uscivo con lui, mi diceva senza che io capissi che era lui, che io ero proprio una nullità, mentre Junk – usava proprio la terza persona per parlare di sé e confondere me – era perfetto.

Dunque tutta quella scena con sgorbio mi fece vivere uno degli attimi peggiori della mia vita, che naturalmente io ho spesso dimenticato, come tutto quello che è veramente penoso.

La mia mancanza di riflessione era notevole. Avrei dovuto ricordare a me stessa che io avevo vissuto delle esperienze interiori molto profonde, e dunque io sapevo che non ero uno sgorbio. Anzi ero stata la migliore allieva donna del gruppo che Junk viveva come concorrente col suo. In seguito ebbe a dirmi, per rispondere alle mie domande, che la ragione per rovinarmi la vita era stata “odio e invidia per la tua forza”.

Nel caso specifico della mostruosa messinscena -lo sgorbio nella pancia- io credo che non fosse un trattamento speciale che faceva a me. Lui, uno che per poter usare i suoi poteri si era ridotto a fare la bambola gonfiata nel letto di qualche donna, ecco che prima di proporre se stesso aveva bisogno di degradare quella persona, di ridurla male …

 

 

Post scriptum. Quali sono gli elementi che fanno riconoscere se un fatto è “farina del proprio sacco” o opera del diavolo?

Nel caso della bambina io non ho descritto dettagliatamente i fatti, ma voglio ricordare gli elementi che provano a me che non ero solo io in quel momento, ma qualcun altro.

La scena fu organizzata dal diavolo molto bene. Mentre la bambina stava sulle mie ginocchia e mi raccontava qualcosa, di colpo percepii il contatto con le sue gambe. Eravamo al mare, ed entrambe eravamo a gambe nude. Quel genere di contatto è diverso da quello che si ha coi bambini. Io avevo avuto un fidanzato, Jacob – e credo che sia l’amore della mia vita ancora adesso, anche se mi sforzo di non incontrarlo per non metterlo in pericolo – che, benché fosse molto più alto di me a volte si sedeva sulle mie ginocchia. Quando l’ho conosciuto aveva 23 anni ma io ne avevo sette di più. Forse il fatto che avesse avuto una madre che lo trascurava –in questo eravamo simili: anche ma madre mi aveva trascurato – aveva con me, in certi momenti, atteggiamenti da figlio a madre.

In quel momento mi venne in mente Jacob e come se mi venisse suggerito che quella bambina era un partner sessuale non diverso da lui. Questo particolare mi fa capire che Junk aveva studiato la cosa: Jacob e io ci eravamo incontrati più volte nel corso degli anni e sicuramente il diavolo aveva visto Jacob sulle mie ginocchia, oppure aveva visto la scena nei miei ricordi, non so. Tuttavia il ricordo di Jacob poteva essere abile per farmi accettare l’impossibile.

Contemporaneamente fui consapevole di un punto nero-oscuro al mio fianco destro. Mi fu suggerito (suggerimento alternativo) che io nella vita precedente ero stata un uomo e pedofilo. Questa seconda interpretazione mi fu suggerita da Junk il diavolo, anche qui, per rendermi credibile la cosa. Io non avevo mai provato cose del genere. Dunque Junk cercava di farmi trovare una spiegazione di qualche tipo, che mi facesse credere che ciò che succedeva era comunque farina del mio sacco. Insomma era come se uno spirito uscisse dal mio passato… e subito successe una cosa: io percepii a fianco a me, mentre camminavo verso l’uscita e la bambina mi diceva che voleva andare a giocare dai bambini della porta accanto, cioè vidi una specie di essere basso perchè molto molto curvo che camminava al mio fianco, dal lato destro, dove avevo percepito/visto il punto scuro, dal lato opposto a quello in cui era la bambina. Questo sgorbio era nudo, credo, e camminava come, poniamo, l’hobbit ormai degenerato, brutto mostruoso che cammina con le mani che qusi toccano terra, nel film “il signore degli anelli”. (Sia detto che io ho visto il film il signore degli anelli solo quest’anno e ad allora non l’avevo visto affatto, mentre Junk era un aficionado del libro. Una volta mi aveva detto al telefono che il libro più bello era appunto Il signore degli anelli e poi si era corretto dicendo “anzi, il più bel libro che ho letto  è Il Sigmarillion, le sue prime pagine”. Queste pagine, scoprii poi, visto che comperai e lessi nel corso del tempo sia il primo libro che il secondo, sono dedicate alla ribellione degli angeli, che si rifiutano di suonare in accordo agli altri angeli, cosi che Dio, dopo averli ripresi una volta,li scaccia dal paradiso. Al tempo della scena con Dora io avevo letto sia il primo libro che il secondo, ma non avevo visto il film il signore degli anelli, dove compare una specie di mostriciattolo, Gudlum, si chiama pressappoco cosi. I film dell’orrore erano una fonte di diletto e ispirazione per il diavolo Junk. A volte penso che si sia divertito a partecipare occultamente alla stesura di qualche copione…). Questo lo ricordo bene. Devo dire che io tesi a pensare, in seguito, che forse la teoria –cui non avevo mai dato credito- che abbiamo vite precedenti che influiscono sulla attuale fosse vero. Ma la cosa che è capitata a me non può avere questa spiegazione: non risulta che, fosse anche vero che abbiamo esistito altre vite, materialmente noi vediamo apparire un fantasma che lo rappresenti. Per esempio Sri Ramakrishna parlava di un certo re che nella vita precedente era stato uno che per vivere lavava i panni. E il re, da bambino, ogni tanto andava al fiume a battere i panni. Era un gioco che gli piaceva.

In ogni caso fu solo un mese dopo, in India, che scoprii che Junk ricorreva alla possessione nei miei confronti, per costringermi a stare con lui. Tutto insieme capii molte altre cose, visto che avevo avuto già visto e sospettato cose molto gravi da parte sua (come per esempio di aver gettato mia madre dalle scale ). Dunque mi posi una domanda: “Devo o non devo cercare di capire tutto quello che Junk ha fatto finora, ai miei danni? ” La domanda si poneva perché ciò cui mi trovavo di fronte è il male assoluto, una “vastità di male” –espressione usata da Junk in seguito per riferirsi alle sue azioni - che può fare male. La domanda era dunque: “Devo o non devo conoscere tutto questo male? Conoscere il male può degradarmi, farmi del male, rendermi infelice.”

Non sapevo che decidere. Ricorsi a un sistema che mi venne in mente in quel momento. Dissi a me stessa di farmi sapere, la mattina dopo, che cosa dovevo fare. Ciò che sto per dire è effettivamente curioso, e non mi era mai capitato prima. Comunque quando aprii gli occhi, la mattina dopo, “vidi” come passare una frase, ebbi il tempo di leggere la fine di una frase che tuttavia conoscevo benissimo: “….temono la luce”. La frase intera era “trame oscure temono la luce” ed era una frase che apparteneva a I King, il libro cinese che da consigli sul come comportarsi nelle diverse situazioni. Era un libro che consultavo spesso.

Decisi di seguire il consiglio, di ripercorrere all’indietro tutto quello che mi era successo, per vedere che cosa Junk mi avesse fatto, che cosa aveva fatto.

E la prima cosa che mi venne in mente e finalmente trovava una spiegazione era “la cosa”, l’episodio improvviso e del tutto imprevisto con la bambina. Non c’era nulla che mi appartenesse.

Decisi quindi di mettere le mani nel fango. Senza quella decisione questo blog non sarebbe nato, evidentemente.

 

Voglio specificare che la frase dei King io la “vidi”scorrere quasi come fosse un film davanti ai miei occhi. Questa è un’esperienza che non avevo mai fatto prima. non so spiegarmela, posso solo dire che cosi accadde.

 

 

POST SCRIPTUM. Giorni dopo mi è tornato in mente un altro episodio di possessione da cui io derivavo di poter avere l’impulso di uccidere qualcuno. Non ne conseguì alcuna azione, ma, anche qui fu la visione di me stessa che ne risentì. E lo scopo che Junk voleva raggiungere, con questo e altri interventi, fu raggiunto:  in seguito a questo episodio  mi allontanai per sempre dalla persona che “io” volevo uccidere. Al tempo io ero appena entrata nella sfera degli interessi di Junk.

Comunque e in genere Junk il mago-diavolo cercava di mettere gli altri al suo livello. Di inserire nella loro immaginazione le cose peggiori. Di far loro credere di essere di basso livello.

Un’altra cosa che faceva era far porre ai suoi allievi delle domande da cui rivelavano di essere meschini e stupidi. Cosi poteva dare qualche risposta che gli permetteva di rivelarsi migliore degli allievi..

Per tenersi gli allievi che voleva era capace di rubarli a qualche altro maestro che era effettivamente degno usando tutti i suoi strumenti occulti. Agiva in modo che quelli si comportassero pubblicamente male.

Ecco un caso, per esempio, nel quale ho sospettato ci sia stato lo “zampone” di Junk. Non è il solo caso, ma voglio ricordarlo almeno qui. Appena arrivata nel gruppo di Junk conobbi un ragazzo attraente e simpatico. (Non ricordo il nome: chiamiamolo Filippo.) Lui mi accompagnava a casa in macchina dopo il gruppo e avevamo modo di chiacchierare con molto piacere. Una sera, dopo il gruppo, Filippo mi propose di andare a un incontro con un insegnante spirituale che quella sera stessa si incontrava con gli allievi. Accettai. Salimmo una scala molto alta. Era tardi ormai, il gruppo era finito. Gran parte degli allievi era anche andata via.  Una donna volle farmi firmare un foglio con cui io aderivo al gruppo. non vedevo perché firmare, non avevo ancora idea. Ma insisteva come se la cosa non avesse implicazioni. Firmai. Ma due giorni dopo mi telefonò in qualche modo implicandomi in un qualche dovere .. non ricordo quale chissà forse voleva soldi? 

Comunque non ebbi modo di tornare li o di fare nulla poiché usci sul quotidiano un fatto sconvolgente. Quel tale maestro aveva preso a frustate uno o più allievi e per questo era stato arrestato! Il gruppo si dissolse. D’incanto era tutto finito potevo ringraziare se nel mio gruppo non ci prendessero a frustate, potevo sempre rimanere lì. Filippo, il ragazzo che mi aveva condotto li,  non venne mai più nel gruppo di Junk. Non l’ ebbi a rivedere mai più.

 

Junk non amava la concorrenza di altre guide o anche di altri maghi.

Come ci si permetteva di ricorrere ad altri? E aveva anche metodi per prendere soldi per atti magici, fingendo di darli a un mago che conosceva. Darli a lui perché li desse al mago che lui conosceva.

Una donna del gruppo, amica di Junk, aveva pene d’amore. Fu lei a raccontarmi due episodi collegati che implicano Junk. In uno Junk spaventa a morte un mago che la donna ha fatto venire per un rituale che riavvicini il suo amore, che dopo averla molto corteggiata insistentemente per anni e infine sedotta è tornato dalla moglie.

Durante il rituale, in cui il tale mago ha acceso le candele ed è comparso col mantello rosso fa un’aria terrorizzata, interrompe il rituale, se ne va e non ritorna mai più. la donna rideva ricordandolo.

La seconda scena. Junk chiede all’amica quanto lontano vorrebbe andare per riavere l’uomo amato. Lei dice che è disposta a tutto. Il che ho capito che significasse: “anche la magia nera” . Junk dice che per tre milioni di lire lui conosce un mago dalle parti di M. che farebbe tornare il suo uomo. Lei accetterebbe, ma, a quanto lei racconta, Junk le chiede una fotografia. Lei a quel punto teme per sé, e dice che non vuole andare avanti. Junk è furioso. Le toglie la parola e impone a me di non parlare mai con lei. Francesca mi racconterà queste cose in seguito, quando io decido di parlare dei poteri occulti e azioni di Junk con chi lo conosce. A lui avevo chiesto perché no parlasse più con Francesca. E lui mi dice, stravolgendo i fatti, che lei lo aveva sospettato di magia nera, richiedendogli indietro una foto che lui non sapeva neppure dove l’avesse messa.

Per quanto riguarda la mia guida, che era una persona imperfetta ma perfettamente degna, Junk fece scempio allontanando da lui molti allievi, tra cui me.

Per fortuna molti allievi invece rimasero con lui. In effetti appariva, apparve a me che si comportava male, ma ebbi modo di realizzare, seppure troppo tardi, che il tutto fu il risultato di pressanti azioni da parte di Junk.

Quando Junk faceva strage di persone e del loro onore, notte e giorno, con azioni demoniache, trovava però il tempo di fingere di essere preso d’amore per qualche donna che ahimè lo snobbava. Aveva scelto questo sistema per coprire i suoi delitti. Cosi la sua vita fu un seguito di delitti coperti dalla passione non corrisposta per Tizia, Caia o Sempronia.

Capii questo fatto quando un amico stretto di Junk un giorno mi disse che mentre nei gruppi tutti facevano la guerra contro tutti, Junk smaniava stupidamente per Sonia, come uno scemo, totalmente avulso da quella guerra. I giochi di potere in corso non lo toccavano: cosi voleva mostrare a tutti, mentre cercava di far fuori gli avversari manovrando gli altri.

Una volta Loreley mi disse che Junk era pazzo. Parlava di Sonia come se la frequentasse tutti i giorni, ma non si vedevano da mesi e mesi, ne era sicura perché era amicissima di Sonia.

La pazzia di Junk aveva una logica: essere considerati pazzi, dementi, sciocchi era una soluzione ragionevole, astutissima, poiché allontanava da lui il minimo pensiero che potesse essere un demone. Un terrore che Junk aveva era l’essere scoperto. Quando io lo scoprii fu in panico. Il suo “peggiore incubo” era diventato realtà.

 

mercoledì, 12 agosto 2009

Nelle vacanze sono stata costretta ad abbandonare le difese, con la sola eccezione di una bella colalna di acciaio con una sola punta, di provenienza messicana (pare). Cosi ho poi avuto l'opportunità di rimettere, lentamente, nel corso di diversi giorni, una dopo l'altra le varie difese. Tutte si rivelano importanti.

Ricordo (per chi passa di qua per la prima volta, che il diavolo di cui parlo l’ho conosciuto quando era un uomo e dopo la morte il suo spirito continua ad agire malignamente. Poiché l’ho “sputtanato” vistosamente in vita, non manca, diverse volte al giorno, di farsi vivo con me.

Ho  fatto una vacanza di una settimana e non ho potuto usare le mie solite contromisure.

Forse per la fretta al momento della partenza ho racchiuso in un sacchetto di tela (di quelli che si portano in giro per fare la spesa) e l’ho messo in valigia. Tutto quello che avevo addosso era un reggiseno con poche punte che penzolavano con un filo rosso, quà e là. Nel tempo, molte erano cadute.

Inoltre, avevo, incorporata nel mio corpo, una certa quantità di aglio, preso in ogni modo che ho descritto nei post. Ma col caldo estremo del primo giorno di vacanze, tra la gente, ho avuto modo di sentire prima un odore di aglio che a me  risultava gradevole, e poi ahimè da tutto il mio essere, sottoposta a un calore che pareva equivalente a quello di una sauna, da ogni poro usciva un odore più pesante.

Nel tratto molto lungo che feci in un treno sovraffollato cedetti più che volentieri il mio posto a un bambino piangente, che nel giro di poco vi si addormentò beatamente. Non avevo modo di farmi una doccia e  preferivo non stare al chiuso, nel limiti del possibile.

In tutta la settimana di viaggio non mi fu possibile consumare un po’ d’aglio, anzi che dico, neppure di cipolla… Le difese che avevo nel mio zaino consistevano in due blocchi identici, uno da tenere sul cuore e l’altro sul bacino, e ciascuno era costituito dall’insieme di tre cose: una piastra di acciaio, fissata agli indumenti con almeno tre calamite, una posta nella parte esterna dell’indumento, e due nella parte interna. Alla parte interna delle calamite era fissata una collana di punte comperate nel banchetto di una donna argentina. Questi due gruppi sono un poco pesanti e anche ingombranti. Avevo anche due pezzi di stoffa con molte punte appese, che aggiungevo al gruppo.

Dimenticai perfino di aver portato con me tutto questo.

Per una settimana restai praticamente “implume”, senza difese.

Ultimamente il diavolo-mago che conosco è molto indaffarato. Nel viaggio raramente ebbi modo di percepire chiaramente la sua presenza. Mi sentivo stanca. Al risveglio avevo la percezione che ero stata vampirizzata attraverso le dita.

Prima della partenza ero stata attaccata per giorni alla testa piuttosto brutalmente. Dal parrucchiere avevo sentito il massaggio alla testa non piacevole come al solito, ma fastidioso, anzi praticamente doloroso. E in diversi casi mi capitava di dimenticare delle cose che avrei dovuto ricordare. Mancavo di attenzione. 

Per molto tempo lo spirito maligno in questione si attaccava alle dita delle mani, ogni notte, per succhiare le mie energie.  Poi avevo trovato modo di difendere le mani anche appendendo (si, la cosa è stravagante, ma cosa non si fa per evitare un danno ) delle punte, cioè dei ciondoli di punte non vive ricavati da spille a balia, a diversi anelli.

Il tutto ha una storia. Quando io avevo il cuore e la pancia e l’osso sacro scoperti il diavolo attaccava quei punti direttamente. Ora che mi coprivo di punte e delle altre difese l’energia veniva estratta dai piedi e dalle mani. Per questo cercavo di trovare difese varie anche per mani e piedi. Una volta difese sufficientemente le mani e i piedi, ecco che l’attacco andava a una parte che in quel momento dimenticavo di difendere: la testa.

Quando i miei amici arrivarono a casa mia offrii loro il mio unico ventilatore. (Del resto la loro stanza era più esposta al sole della mia. ) Mi ero liberata di alcuni ventilatori, regalandoli a mia sorella. Ora, per una notte, ero rimasta senza. Devo dirlo: al risveglio la testa mi doleva più che mai. Solo un lato della testa, in alto. Il lato sinistro. Il diavolo aveva approfittato subito della assenza del ventilatore per attaccarmi. E mi ha attaccato in cima alla testa, poiché ai lobi delle orecchie ho da diverse settimane, due piercing con due punte ciascuno. (Con tutti gli splendidi orecchini che posseggo, guarda cosa mi tocca fare!)

AVEVO GIÀ VISTO IN UN NEGOZIO UN NUOVO TIPO DI VENTILATORE, CON FUNZIONE ANCHE DI IONIZZAZIONE. Ora che avevo capito che la ionizzazione purifica l’aria, ero interessata. Inoltre costava 65 euro (sessantacinque euro). Non volevo passare una notte di più sottoposta a un tale lavorio. Dunque lasciai i miei amici e mi precipitai al negozio.

La seconda notte passò molto meglio. Non solo misi in funzione l’apparecchio nuovo, ma anche coprii la testa con una larga fascia elastica.

Dopo la partenza degli amici ho anche messo, quando dormo, una cuffia di plastica da doccia. Gli attacchi alla testa sono scomparsi. Una volta ho sentito il diavolo che vi si era infilato dentro, ma appoggiando la mano, visto che il diavolo non può passare la plastica, l’ho diciamo, schiacciato. La percezione di fastidio è prontamente scomparsa.

Ora mi chiedevo se tutte le numerose difese che usavo prima erano realmente necessarie.

Comunque, nel passare per le strade, noto in una bancarella delle cavigliere composte di un filo cui sono appese delle mezzelune e delle stelline: forme che hanno delle punte, per quanto piccole. Detto fatto, le compro e appena arrivata  casa le metto.

Non solo, cerco anche UNA FIBBIA PER CAPELLI CON STRUTTURA DI FERRO, IN CUI OCCULTARE UNA QUALCHE CALAMITA. HO TROVATO E COMPERATO UNA FIBBIA PER CAPELLI, DI PLASTICA, che è fatta di parecchi “denti” di plastica. Ritengo che, per il materiale plastico di cui è comunque formata, possa impedire che il diavolo mi lavori la testa con comodità. Inoltre forse le punte dei denti della spilla possano anche, eventualmente servirmi a protezione. È un fatto che un qualche disturbo la plastica al diavolo la dà. Non potrà avventarsi sulla testa nuda.

Ripresi le difese poco a poco, sperando che un numero inferiore di difese fosse sufficiente.

Ho cominciato con uno spicchio d’aglio, per bocca. POI LA SUPPOSTA DI AGLIO, FORSE IL GIORNO DOPO. MI SENTIVO MEGLIO, PIÙ SVEGLIA, DICIAMO. Poi fu l’ora dell’infuso d’aglio, per ottenere il quale occorrono dodici ore. Mettere le piccole fette di uno spicchio l’aglio nel bicchiere di vetro con acqua calda -io mi dimentico sempre questo particolare, e la lascio fredda – e poi buttare via le fettine di aglio e bere il liquido, dopo averlo stemperato con succo d’arancia. Ho pensato che era troppo poco e ho aumentato il numero di spicchi da mettere in infuso, due anzi poi tre.

Continuavo a sentirmi però stanca. Certo io ho l’abitudine di mangiare poche proteine e questo, come mi spiegava l’amica che ospitavo, che studia health education a scuola, è causa di stanchezza.

Cosi mi sforzo di mangiare le suddette proteine – in forma di tonno in scatola condito con aceto, per esempio, oppure del muesli composto di cereali e vari tipi di frutta, che prendo insieme ad abbondante yogurt - e mi sento in effetti meglio.

Tuttavia la mia forza di volontà appare scomparsa. Sembra che io non abbia la forza, la voglia, di fare nulla. In realtà io voglio fare diverse cose, ma è come se le forze non mi sostenessero. Non faccio che rimandare. Anche rispondere a dei messaggi mi appare faticoso. Rimando al giorno dopo, quando avrò le forze.

Sono alle prese con gli otto grossi volumi di:

LYNN THORNDIKE. History of magic and experimental science. Columbia University Press.

L’autore ha pubblicato il primo volume nel 1923 e lavorato circa quarant’anni per finirlo, negli anni cinquanta.

I volumi m’interessano poiché ci sono molti richiami ai “remedies” contro la magia e i diavoli.

Non so ancora se troverò qualche spunto utile dal punto di vista pratico. Nel primo volume, che concerne A history of magic and experimental science during tre first thirteen centuries of our era, c’è una invocazione agli dei perché sia punita una maga. ( a pag. 19 del primo volume). Le parole usate per descrivere le azioni di questa strega potrei usarle anche io per Junk.  

… because of  the evil they have done,

Of  the impure things which they have handled.

May she die! Let me live!

           May her words return to her mouth, her tongue be cut off.

 

Il componimento è piuttosto lungo. E io comincio a essere stanca di nuovo. Infatti mentre scrivo il ventilatore ionizzatore è distante di parecchio. (Sta nella posizione in cui lo metto quando dormo, ai piedi del letto ). Ho tolto le difese alle mani per poter battere a macchina, il mio viso è scoperto, i piedi sono improttetti.

            Ieri notte ho anche ripristinato il mio pigiama con punte appese nella parte interna, che sono molto numerose, dappertutto. Le punte sporgono anche sui polsi e sulle caviglie.

Col caldo, non metto altri indumenti con punte, che aumenterebbero le difese.

Ho anche riportato in auge la cintura, ma ne ho costruito una più leggera, sostenibile con il caldo, su cui ho fissato 4 (quattro punti calamitati). E ho aggiunto vari punti calamitati sul reggiseno e mutande, esattamente come prima, come ho scritto nel post apposito, l’ultimo della lista. E ieri sera ho messo sulla testa un pochino di balsamo di tigre. E di fatto non ho dolori alla testa.

Riportando in auge tutte le difese mi sono svegliata abbastanza bene e ho potuto scrivere tutto ciò. Però ora vado a riposare un poco.

 

Da notare: Ho dormito senza mettere alcuna plastica sotto il coprimaterasso. E credo che si stia meglio che con la plastica. Ma mi sono sentita di farlo perché ho dormito finora sul duro: il coprimaterasso su due tappeti, di cui uno di materiale sintetico. Finchè starò comoda sul duro, continuerò cosi.

POST SCRIPTUM (due giorni dopo). Dopo una ulteriore notte in cui mi sono svegliata rendendomi conto di essere stata vampirizzata dalla mano sinistra, sono ricorsa velocemente all'uso di un balsamo di tigre. Di produzione cinese, quello bianco. (Ha una base di canfora, come gli altri). L'ho passato su mani peidi nuca viso e collo. (Anche per via del caldo le ho lasciate completamente improtette. Certo avrei potuto passare il balsamo la sera tardi, ma non l'ho fatto). Ora, dopo aver di nuovo dormito, sono sveglia e mi sento bene. Credo però che il balsamo funzioni solo per diverse ore dopo averlo passato. Mi  viene in mente la mia visita a un museo di Washington (D.C.) dove si potevano ammirare le tute degli austronauti. C'erano varie cose in vendita, per esempio bustine di cibo liofilizzato identiche a quelle che gli austronauti portavano in volo. Speravo che vendessero anche le tute spaziali, ma non era così. Chissà forse avrebbero potuto servire anche a me? In ogni caso occorre che io ricordi anche a me stessa quanti progressi ho compiuto in questi anni, nelle difese. Una volta, quando non avevo difese, i dolori fisici e psichici erano cosi gravi che sono sfuggita a stento al suicidio. Ora posso sentirmi stanca o anche sentire dolore in un punto specifico, ma so come trovare riparo, seppure, in certi casi, solo temporaneo. Per ciò che riguarda sopratutto l'aglio e il balsamo di tigre, la loro utilità si perde nel passare del tempo e occorre usarle ogni giorno.

venerdì, 31 luglio 2009

Il diavolo ha compiuto molti delitti di cui io sono a conoscenza. Delitti che qualche persona ha apparentemente commesso, ma io so che non è la realtà.

Mi sembra evidente che quelle persone non avrebbero mai compiuto quel delitto se non fossero state interiormente spinte, costrette dal diavolo.

Il delitto che mi viene in mente per primo era quello riguardante la stessa morte violenta di Junk. Mi sembra di averne già parlato nel blog, da qualche parte.

Ci sono diversi elementi che m’inducono a pensare che Junk si sia fatto uccidere lavorando con intensità - almeno per la durata di mesi - su una persona al fine di farsi uccidere.

Io credo che Junk abbia voluto che io sapessi di questo suo delitto, che io sapessi che lui Junk aveva trionfato sulla propria morte. Non voleva che io pensassi che qualcuno fosse riuscito a ucciderlo. Questo ha il suo senso, ora mi viene in mente anche questo, a proposito del fatto che spesso, a quel tempo, quando sentivo la presenza - molto frequenta, e realizzata contro la mia volontà- di Junk gli cantavo queste parole:

 

Tanto va “Junk” al lardo

che ci lascia il suo zampone...

tanto va, tanto va, tanto va…

 

Volevo dirgli così che se avesse continuato a fare il male, qualcuno gliel'avrebbe fatta pagare. E che lui era incapace di porre un freno ai suoi delitti.

 

Gli dicevo anche:

 

“Se tu facessi a un uomo quello che fai a me, ti ucciderebbe.”

 

Una volta gli dissi anche, per esempio: “Quando la donna di 'Siviglia' saprà quello che le hai fatto, ti ucciderà.” 

 

Junk aveva cercato di farmi ammalare e cosi portarmi alla morte in modo che non si vede, lavorando intensamente su di me per questo fine. Io ero troppo debole per reagire. Lo avrei ucciso, a un certo punto, ma mi mancavano le forze. Mi combatté cosi tanto, giorno e notte, per lo scopo che si prefiggeva, da fare un uso eccessivo dei suoi poteri. Si ammalò lui grandemente.

Continuò a colpire, ma la malattia gli impediva di farlo cosi bene. Si riprese e cosi divenne di nuovo pesante, ma molto meno di prima. Io speravo nel futuro.

Io stessa, mi sembra significativo aggiungere, contribuii a farlo ammalare. Come ho raccontato avevo letto un'autobiografia nella quale l'autore, uno Jogi indiano, diceva di aver concentrato tutte le energie della sua mente, per un mese, nel tentativo di interrompere l'invasione del Tibet da parte della Cina. Disse di aver lavorato, coi suoi poteri mentali, sui leader principali coinvolti.  Aggiunse che dopo quel mese la sua testa non era stata più la stessa. Era danneggiata.

Io ho tratto la conseguenza che se che la sua testa non poteva più operare come prima. Di conseguenza mi sarebbe convenuto provocare Junk in modo che lavorasse contro di me il più possibile, al fine di perdere anche lui, come lo yogi tibetano, le sue facoltà di azione mentale a distanza. Allo scopo di “rompergli le scatole” e costringerlo a usare strenuamente i suoi poteri facevo quello che lui veramente odiava: raccontare il giro chi era veramente, l'uso che faceva dei poteri occulti, i delitti che sospettavo. [Io mi accorgevo che ero ancora giovane e forte abbastanza da sostenere i suoi attacchi nel breve periodo, ma pensavo che alla lunga avrebbe vinto lui. Ecco perché lo spingevo ad attacchi durissimi. ].

Junk mi fece arrivare alla mente una minaccia: che se non smettevo mi avrebbe portato in tribunale per diffamazione, ma io sapevo che non se lo poteva permettere. Anche solo un sospetto di magia nera lo avrebbe rovinato, avrebbe macchiato gravemente la sua immagine. E in questo caso ciò che dicevo era vero: più parlavo, e più si scoprivano altri crimini che Junk aveva commesso.  Agli altri venivano in mente episodi sospetti, possessioni, crisi di follia prodotte da Junk. Per qualche scopo: per impedire che una relazione amorosa andasse avanti tra la donna di Siviglia e il suo grande amore, screditare un uomo che aveva accusato Junk di essere un demone, con una lettera a una rivista cattolica.

 

Ora sento Junk: ha battuto un colpo. "Vattene, vattene e basta", gli dico.

 

Tornando al clima che io ho vissuto quando Junk si ammalò, dopo la sua malattia io mi sentii subito meglio.

Ebbe una ricaduta, poiché man mano che guariva, usava di nuovo i suoi poteri più che poteva. Ed io stavo peggio. Con la ricaduta io stavo meglio ancora. di fatto riuscii a fare un lavoro che piacque molto. Speravo che fosse finita.

 

Ci sono vari elementi che mi fanno pensare che dopo la ricaduta Junk volesse farla finita.

 

Intanto lui era vissuto come una persona molto rispettata, a tale punto che se calunniava qualcuno, era creduto.  Teneva a essere il primo. Aveva ucciso per diventare il primo e per conservare il posto. Teneva al prestigio che aveva.

Ora era caduto in disgrazia. Dall'istituzione dove primeggiava, era stato espulso. Qualcuno dei suoi diceva che erano stati loro a uscire dall'organizzazione, comunque sia, di fatto, aveva perso il suo trono.

Credo che il fatto stesso di essere malato lo molestasse enormemente. Può darsi anche che temesse di perdere la ragione. Di arrivare a perdere totalmente i suoi poteri il cui uso era tutto quello che aveva. “Ho solo quello”, mi rispose una volta in cui gli chiesi, in cambio del mio silenzio, di smettere di usare i suoi poteri occulti. Inoltre avrebbe dovuto raccontare alle sue vittime quel che aveva fatto loro. Mi disse di sì, ma pensai subito che non l’avrebbe fatto: se avesse raccontato tutto quello che aveva prodotto – omicidi, stupri, incidenti, malattie, perdita di lavoro ecc. - non ne sarebbe uscito vivo. In queste ultime settimane gli ho chiesto di cercare di riparare a tutti i danni che ha fatto e non si è dato pena di rispondere. Non capisce neppure come qualcuno possa preoccuparsi degli altri.

 

Una cosa che ricordo, per esempio, che mi fece pensare che stesso un po' perdendo la ragione era che un giorno, mentre ero a teatro con un'amica a vedere un concerto, proprio nel momento più emozionante in cui una ballerina con una gonna plissettata faceva una perfetta ruota, mi apparve Junk, il suo viso sdraiato nel letto. Si vedeva il viso dal lato non sfigurato ed era in lacrime che gli colavano dall'occhio, di lato, come fosse sdraiato a letto.

Diceva pressappoco: "Se fossi in salute, avremmo potuto essere insieme, felici, in questo momento."

Ebbi una forte reazione emotiva ... anche quando era sano, non andava con me ai concerti.

Egli, che leggeva nel pensiero, conobbe la mia reazione senza che io parlassi. 

Ero stupita e tutt’altro che commossa dalla sua nostalgia. (Le sue parole non erano necessariamente una finzione, però.) Un giorno Junk mi aveva detto, in una normale conversazione per strada, che io ero l’unica donna con cui avesse mai avuto una relazione normale, quasi normale. Ora che era molto malato e piangente forse diceva ciò che effettivamente sentiva. Certo aveva nostalgia dei bei tempi passati, ma per lui era normale tormentare chi “amava”, la preda che divorava. Sempre in una conversazione per strada, essendo Junk in carne ed ossa, mi disse che amava manipolare i sentimenti altrui. Mi citò il cattivo, anzi i cattivi del romanzo francese “Relazioni pericolose”. Un uomo che finge di essere generoso con persone in difficoltà per conquistare l'amore di una donna...  Cercava di interessarmi al gioco. Avevo risposto che manipolare i sentimenti altrui non m’interessava para nada. Purtroppo io non prendevo sul serio questi suoi discorsi, non avevo idea che a parte le solite macchinazioni descritte nel film Junk avesse poteri occulti da mettere in campo. Che aquiel hombre fosse el mismo mismisimo dimonio, in altre parole un demone calzato e vestito.

 

Ho pensato anche, subito dopo l’episodio, che probabilmente non era tanto in se stesso... poiché aveva detto una cosa che di persona non avrebbe detto, non avrebbe mai ammesso la sua debolezza. Tuttavia anche in passato lui, quando mi appariva, diceva cose che poi, in corpo fisico, ambiguamente negare... Era forse il suo inconscio, era forse un diavolo che volava nei paraggi. Allora non sapevo cosa pensare ma infine ricevevo il messaggio che era in effetti interessato a me. E riprendevo a vederlo.

[La mia reazione affatto commossa dalla sua nostalgia e dalla sua sofferenza si può spiegare anche col fatto che aveva continuato a tormentarmi, per quel che poteva, fino a quel giorno. E dal fatto che “per quaranta anni”, per sua stessa ammissione a me, aveva “preso in giro” le persone che lo circondavano … Mentire era naturale, per lui. E ne era orgoglioso: “Scrivi pure il tuo libro su di me. Cosi quelli si accorgono che li ho presi in giro per 40 anni”. “Quelli” erano le altre guide spirituali, che nonostante la loro pratica spirituale non lo avevano mai sospettato di nulla. Era abile. Al migliore tra di loro una volta telefonai per dirgli: “Tutto quello che è successo tra di noi, le incomprensioni, la tua esclusione dal gruppo ecc, è stato tutto dovuto a Junk, ai suoi poteri occulti”. E lui, uomo del Reno, mi rispose queste esatte parole: “Figurati se quel cretino ha dei poteri!” ]

 

Ma l'immagine di lui piangente era una novità. Insomma lui, che era un gradasso, che aveva fatto sputare sangue ai suoi insegnanti spirituali, ai familiari e amici, soffriva.

 

È questo l'elemento che mi fa sospettare che lui pensasse di togliersi la vita. E forse anche egli avrebbe potuto desiderare di perdere la vita rendendosi eventualmente conto, nei momenti di lucidità, di stare perdendo la ragione. Inoltre certo non poteva sopportare di stare perdendo il controllo sulla sua vita: lui che dominava gli altri. Poteva temere di morire pazzo.

Il pianto avvenne circa quattro mesi prima che fosse ucciso. Mentre una donna magrissima del Rajastan, con la gonna nera e rossa plissettata compiva un cerchio perfetto.

Di Junk malato si riportavano comportamenti disordinati.

Una donna diceva che quando era andata a visitarlo in ospedale Junk aveva avuto un comportamento inaspettato: Junk si sollevava la coperta scoprendo spudoratamente il pene. Lei aveva sospettato che lo facesse apposta.

Una studentessa universitaria era andata a visitare Junk in ospedale. Era entrata sana e ne era uscita appoggiandosi alla balaustra delle scale. Lo aveva raccontato a un’altra ragazza del gruppo, la quale le aveva detto che la cosa ormai era risaputa: vampirizzava. Ma prima non arrivava a farsi notare come vampiro. Si dava arie, certo, esibiva la sua capacità di raccogliere le energie che le persone facevano cadere, per esempio disse a un’artista che chiacchierava allegramente: “Ho leccato le tue energie come zucchero”.  Vampirizzava occultamente, agendo a distanza, non mentre era in presenza fisica.

 

Ad ogni modo ci fu sopratutto un altro elemento che mi fece pensare che avesse l'intenzione di farsi uccidere e volesse far sapere proprio a me che quello che sarebbe successo non sarebbe stato un vero omicidio. Junk avrebbe realizzato il suo desiderio.

 

Come dicevo, dopo la sua malattia e poi la ricaduta - da cui ormai non pareva potesse riprendersi - ero speranzosa di poter tornare alla mia vita.

E giusto un giorno -che avvenne circa un mese prima della sua morte - io me ne stavo in giro facendo gli ultimi acquisti prima di partire per passare tre settimane con Jacob.

 

Mentre camminavo per una strada solatia, di primo pomeriggio, ecco che sento una voce all'orecchio che mi dice: "Perché non mi uccidi?". Nella strada non c'è nessuno e solo una persona ho conosciuto che è capace di volare e parlarmi all'orecchio senza farsi vedere.

Reagisco piccata, e la reazione è comprensibile solo se si tiene conto che questa persona mi ha fatto passare ‘centomila inferni’, nei quindici anni precedenti. "Perché dovrei ucciderti? Ormai morirai di morte naturale."

Sentita la risposta, se n'è volato via.

Ma dunque egli pensava di farsi uccidere ecco il punto. Chiedeva a me di farlo. Avvertiva me che voleva farlo. Ecco come mi avvertiva che ciò che sarebbe successo, il suo omicidio, non era quello che sarebbe apparso.

 

Un altro elemento importante credo sia il fatto che la morte violenta, nella nostra cultura e quella indiana (cito quelle che conosco) sono considerate negativamente anche perché si ritiene che lo spirito non sale al cielo ma resta su questa terra.

Un' anima come quella del diavolo, cosi piena di odio, assetata di sangue, per la quale il delitto è una goduria, che avrebbe voluto continuare cosi per sempre, ha utilità nel programmare la propria morte violentissima, in modo da impedire l'abbandono del livello terreno.

 

Quando uscivamo insieme, una volta gli avevo chiesto (ma che domande facevo? il fatto è che lui sembrava sempre sapere tutto..) a che età sarebbe vissuto. E lui mi disse che sarebbe vissuto quasi fino a 100 anni, circondato da allieve devote che si sarebbero date il turno per curarlo ..

[Non ci crederete, ma ci rimasi male. Credevo di avere un posto speciale per luimie cure. E c’è da notare come non si accorgesse dei sentimenti altrui. Per il diavolo non era necessario tenerne conto. Tanto, coi suoi poteri, poi avrebbe fatto fare agli altri, con un trucco ‘magico’ o un altro (possessione, ipnosi.. per esempio), quello che voleva. ]

 

Dunque lui voleva vivere fino a 100 anni e ora invece la sua vita era un vero schifo e per di più rischiava di salire al cielo.

Si, credo che abbia deciso di farsi ammazzare per continuare a vivere la sua  vita di prima, senza dolori fisici e di nuovo potente. Lui non amava il suo corpo fisico. Come tutti quelli che fanno gite fuori del corpo, diceva che lui preferiva di gran lunga stare con lo spirito fuori del corpo.

 

Ecco diversi elementi che mi vengono in mente che fondano il mio sospetto che Junk si sia fatto uccidere di proposito.

 

Mi ricordo anche che il giorno della sua morte nel primo pomeriggio -che era anche l'ora in cui veniva ucciso - mi passò sul cuore, con un prelievo di energie più lieve del suo solito quotidiano. mi stupii.

avendo più energie, quella sera potevo uscire. andai in due diversi posti, con due amiche diverse, questo era raro per me.

Io la sera al massimo avevo la forza di lettere un libro, non di uscire.

e mentre facevo una telefonata alle sette di sera -e lui era morto- vidi la sua apparizione nella foggia di un vestito biancastro ed era in piedi a fianco a me che ero sdraiata e ricordo che gli dissi: "Visto che ormai non hai le forze per tormentarmi perché non la smetti e basta?"

 

Non avevo idea che fosse morto, ma forse il mio inconscio ha capito perché la mattina dopo ricevetti una telefonata da un'amica comune che mi chiese: "hai sentito che è successo?" ho riposto: "Cos’è, Junk è morto? " "E tu come lo sai?" "Pensavo solo che Junk avesse avuto una ricaduta" ho risposto.

 

Non sapevo ancora che fosse stato colpito da decine di coltellate. Che i muri erano imbrattati di sangue, che era stata una vera carneficina, che mi dissero durò molto a lungo.

 

Se avesse goduto del suo suicidio, se col suo potere avesse avuto la forza di dominare un uomo e gavottare sulla propria morte, come mai mi apparve cosi privo di energie?

 

Subito dopo aver saputo che si trattava di morte violenta, pensai che si era realizzata la mia previsione: un uomo non si era fatto fare a pezzi come me, aveva saputo difendersi. Si trattava di legittima difesa, certamente.

 

Ma ora chi mi impedisce di pensare che lui in tutti quei mesi abbia concentrato tutta la sua energia - che c'era, se lui mi è apparso chiarissimamente con un bel viso e lacrimante a teatro - per fare si che un uomo lo uccidesse?

forse le sue energie sono scemate dopo la morte. sono cose che non conosco esattamente.

Comunque fosse, l'assassino non aveva colpe. Invece fu arrestato subito dopo in stato confusionale, che pronunciava parole prive di senso.

Quanto meno pareva incapace di intendere e volere al momento del fatto. ho sentito che è stato visto libero dopo pochi anni. bene,

 

Comunque mi chiedo se non sarebbe stato bene raccontare alla famiglia come le cose erano andate,

Come nei film in cui si confessano al prete cose che servano a fare giustizia, mi sarebbe piaciuto far sapere che si è trattato di legittima difesa e forse addirittura di un atto che è stato pilotato da un potente demone.

vorrei dire a un prete, ne conosco uno da cui vado per la messa, ciò che so, poi lui potrebbe fare ciò che vuole di ciò che gli dico.

Io quantomeno mi sono scaricata la coscienza.

Dovrò dire il vero nome di Junk., ecco,

 

Infatti se io andassi a titolo personale a parlare delle cose che ho detto, magari non potrei essere creduta, porrei essere presa per pazza, o mossa da motivi personali. Per un prete è diverso, lui sta svolgendo il suo compito.

 

 

 

Post scriptum.

In sintesi (che scrivo una o due giorni dopo) io ho due ipotesi su questo delitto:

1: un fatto assoluto di legittima difesa. J ha dato il tormento a quell'uomo che poi lo ha ucciso, e posso testimoniare che i tormenti che il diavolo da giustificano, visto che non c'è modo ora di arrestare il mago nero, non ci sono modi riconosciuti di trovare prove ecc, il dare la nmorte per legittima difesa. io sono tutta a favore della libertà di chi si è solo difeso.

 

La seconda ipotesi è che J. abbia tormentato quell'uomo, anche tentandolo a ucciderlo. ha fatto in modo da aggiungere la sua forza a quella di chi lo ha ucciso, col fine di farsi uccidere. si tratta di dare la morte per legittima difesa anche col determinante consenso della vittima.

penso che questo uomo e sua madre, e tutta la sua famiglia debbano sapere come si sono svolte realmente le cose.

 

 

 

23/07/2009

 

postato da: vivamerlin alle ore 16:08 | Permalink | commenti
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venerdì, 31 luglio 2009

 

Parlo di un caso - che mi pare evidente -di possessione diabolica: i cani di razza non aggressiva che hanno ferito e ucciso, alcuni anni fa,  di cui i quotidiani parlarono per settimane. E a seguiti dei quali fu varata una legge che costringe i padroni di questi cani a far loro portare la museruola. Ho avuto un'esperienza personale in proposito di cui voglio parlare.

 

La possessione diabolica è l'unica spiegazione ragionevole per l'improvvisa ondata di cani di razza non aggressiva che attaccarono ferirono gravemente e anche uccisero persone, alcuni anni fa.

 

Gli attacchi durarono alcune settimane, se ne parò per qualche mese. Non avvennero mai contemporaneamente.

Cosi si può anche pensare che si sia trattato dello spirito di una sola persona viva, oppure di uno spirito di un morto, che era entrata dentro un cane o l'altro in tempi successivi.

 

Era estate, di alcuni anni fa. D'improvviso nei giornali si riportarono casi di cani che avevano attaccato umani. Uomini donne o bambini.

 

 

Nel giro di poco si fece una nuova legge per la quale i padroni di diverse razze di cani dovevano assicurarsi che avessero la museruola. Ci furono proteste, si osservava che i cani presi di mira dalla legge non erano di razze aggressive. Tuttavia, come mai avevano aggredito, si erano dimostrate aggressive?

 

Ora che alcuni anni sono passati non si è sentito più parlare di questa legge, i cani vanno senza museruola e tutto è tornato tranquillo.

 

Non mi risulta che qualcuno abbia osservato che la ragione di questa improvvisa ondata di violenza canina potesse essere dovuta a una possessione diabolica. Eppure quegli attacchi erano inspiegabili.

 

Io ho notato il fatto perché coincideva con una domanda che io da giorni prima che i fatti nefasti avvenissero mi facevo due domande:

Il mago che io ho conosciuto avrebbe avuto il coraggio di entrare dentro degli animali, in specifico un cane?

Dopotutto un animale può fare un certo ribrezzo. Sopratutto certi cani magari anche sporchi. Non credo che tutti saremmo disposti a entrare nel loro corpo. Si tratta di un contatto più che intimo.  Si tratta di entrare nelle viscere di un cane. Per esempio Robert Monroe racconta di essere atterrato per sbaglio nel corpo di un uomo e di esserne uscito subito, sentendo orrore. Lo posso capire.

 

 

Naturalmente ho letto quanto basta sulla magia per sapere che si racconta di maghi/streghe che diventano animali. Io escludo che il mago che ho conosciuto ne sia capace. So per ripetuta esperienza che può far vedere animali nei sogno, so che può apparire in forme diverse, seppure sempre non troppo complicate o con troppi colori. Dunque suppongo che possa anche fare credere, con qualche trucco, che si è trasformato in animale, sopratutto se chi guarda non sa che cosa avviene. Per esempio possono non sapere che un uomo può avere la capacità di uscire fuori dal corpo in spirito e entrare in quello di un altro. Cosi, se sentono un animale parlare con la voce di una certa persona possono pensare che ci sia solo una possibilità: che il mago sia in effetti diventato quell'animale. Ma mi appare evidente che una cosa è uscire fuori del corpo, che so assolutamente possibile, anche se io personalmente non lo so fare e non l'ho mai fatto. La domanda comunque mi restava: questo specifico uomo entrerebbe dentro un animale?

 

Altra domanda che mi ponevo era: un mago può, il mago che ho conosciuto io può far fare a un animale un gesto che un animale da solo non potrebbe fare, come per esempio aprire una porta?

 

Terza domanda: il mago che io ho conosciuto ha di fatto spinto un certo cane, a nome Fido, attraverso possessione, a uccidere?

 

 

Queste domande me le ponevo poiché stavo cercando di scrivere con accuratezza, i fatti relativi al mago che di solito chiamo Junk e anche "il diavolo".

 

Le domande in questione me le ero fatte, senza esito, qualche anno prima, a seguito di un accadimento specifico.

Ora che stavo scrivendo sui fatti di cui ero stata testimone mi facevo le stesse domande.

Ciò che era successo era questo.

Devo specificare, prima del racconto, che il periodo in cui accadde il fatto all'origine delle mie domande, era il periodo successivo al momento in cui io avevo finalmente capito che Junk era capace di compiere delitti gravissimi (per i quali do la mia comprensione a chi in passato abbia bruciato i vestiti dei maghi, bruciato i propri quando si è stati toccati dal diavolo, si sia cercato di rendere pubbliche tutte le loro vergogne, si siano tirati fuori i loro corpi dalle tombe per bruciarli, poiché si credeva che bruciando il corpo l'anima non sarebbe sopravissuta. Una mossa ragionevole, allora. E certo, se non sapevano in che altro modo fermare i loro delitti, si può capire come si potessero mettere al rogo anche vivi ).

Nel periodo in questione Junk usava farmi vedere volutamente che cosa era capace di fare.

Ma ecco il fatto. Un'amica mi aveva invitato ad andarla a trovare in campagna, dove si era trasferita.

Vidi un cane grosso e un poco vecchio, cui non ho dato alcuna attenzione. E un uccello dentro una grossa gabbia, che mi aveva fatto venire in mente un paese dove ero stata. Questi animali dal becco giallo, di prima mattina, mentre la gente giocava a tennis nel giardino pubblico, approfittando del momento relativamente fresco, razzolavano liberamente, senza alcuna paura, vicinissimi alle persone, stando letteralmente "tra i piedi".

Chiacchierando ci siamo allontanate dalla gabbia. Non si sentì alcun rumore, o un qualche abbaiare...la mia amica, Frieda, si allontanò per tornare dopo un attimo. Era scombussolata. Diceva che aveva trovato l'uccello ammazzato dal cane. Non andai a vedere. Frieda diceva che sempre aveva chiuso la porta della gabbia. Possibile che se la fosse dimenticata aperta? Di fatto io prima l'avevo vista chiusa, o cosi sembrava. Certo non mi ero posta il problema.

 

Visto l'episodio in rapporto al particolare periodo in cui Junk voleva farmi vedere di che era capace, non sarebbe stato strano che mi desse un ulteriore esempio, alla prima occasione, di ciò che era capace di fare. A lui peraltro fare il male era una cosa che gli piaceva in sé stessa, dunque avrebbe sempre potuto farlo , senza un motivo o un momento particolare.

 

Ora a distanza di anni, come dicevo, tornavo su quell'episodio. Senza trovare una risposta. Junk avrebbe potuto limitarsi a dire che era stato lui, quella volta. Ma io avrei potuto avere dubbi. Dopo tutto era un vanaglorioso, che usava mezzi fraudolenti. Mentire non era al di sopra delle sue facoltà. Dunque evidentemente ha voluto non lasciarmi alcun dubbio. Di colpo esattamente dopo le domande che facevo a me stessa, mi ha dato una risposta non di parole. Forse quella morte della Amina indiana non era stata provocata da lui, ma io sapevo che quello che io temevo lui lo poteva fare.

Inoltre, quello che voleva era dirmi: se tu indaghi su di me, ecco che cosa succede, per colpa tua guarda quanti delitti io compio. Se tu non ti occupassi di me, io non ci avrei pensato. Fu questo che fece già in altre occasioni.

 

Detto questo, tu che leggi puoi pensare che io mento su tutta la storia e che ho una fervida fantasia.

Ma, indipendentemente da ciò che io dico, di fatto a me pare evidente che in quelle settimane successero delle cose che erano inspiegabili. E che la risposta sociale a quei delitti fu del tutto inappropriata.

Se noi decidiamo di mettere la museruola a certi tipo di cane, possiamo però trovare che altri, di ogni tipo, possono diventare aggressivi e compiere delitti. Il problema del diavolo è trovare il tipo di cane che ancora non si sia costretti a portare la museruola.

 

C'è una risposta più logica del pensare a una possessione diabolica?

 

Tornando all'episodio, dato il fatto che non sono andata a vedere (evito sempre la vista del sangue) io non so se l'aggressione fosse evidente. Se Frieda, che ha visto da vicino l'uccello morto ha pensato che era stato il cane probabilmente, visto che è una persona accurata, ha visto del sangue. Altrimenti non si potrebbe pensare che il diavolo ha ucciso lui direttamente la maina indiana? Potrebbe farlo? A volte ho temuto che si. Mi pareva che mi tenesse il cuore tra due "dita" e che gli sarebbe bastato che le schioccasse perché morissi. (probabilmente non ne è capace, cosi di colpo, anche se è capace di ridurre il cuore in uno stato pessimo, con azioni successive e nel lungo periodo, quanto meno ).

La gabbia comunque era aperta. Dunque questo può comprovare che il cane ha aperto la gabbia. Il diavolo da solo, di questo sono sicura, non sarebbe stato capace di aprirla, dunque per aprirla deve essersi servito del cane.

 

Per quanto riguarda il modo in cui il diavolo muova un animale a uccidere, su questo posso dire la mia esperienza.  Se vuole, Junk produce dentro il corpo di qualcuno, standogli dentro, un fastidio davvero insopportabile, immaginate che qualcuno vi sfreghi dentro un mucchio di sterpi, una pianta spinosissima. E immaginate una voce che dice per esempio: “Uccidi, e ti lascio andare, sarà tutto finito..” Credo che la resistenza di un cane, o di un bambino sia meno grande di quella che avrebbe una persona adulta e controllata.

Io non ho fatto quanto richiesto, ma ho reagito come urlando come una ossessa… la persona cui urlavo, un familiare, era spaventata. Ma io non credo che Junk volesse veramente un omicidio nel mio caso. Forse voleva che io semplicemente facessi cose che mi rendevano odiosa in casa e nel vicinato. Le scene si ripetevano sempre uguali, alla stessa ora, credo per settimane.  Mi ricordo che una volta colpii la persona alla spalla con la sua ciabatta. Mi ripromisi di non ripetere più quell’azione.  E ci riuscii. Queste scene avvenivano sempre all’ora della siesta. E a quell’ora il diavolo J. era stravaccato a casa di sua madre dove sicuro aveva una stanza tutta per sé e poteva fare qualche giochetto alle spalle altrui. (Insomma il diavolo a quell’ora non aveva un alibi. )

 

Ma quando finirà questa storia?

Quando riusciremo a fermare i maghi e spiriti maligni, in modo più adeguato che nel passato?

 

Aggiungo che a quel tempo io non avevo difese, non ero consapevole di venire posseduta, non ero capace di trarre conseguenze dal fatto che ero in uno stato interiore completamente diverso da quelli che avevo conosciuto fino allora.

 

 

NOTA. A pensarci bene, mi viene in mente una motivazione per le scene di possessione agite da Junk a mio danno. La persona contro cui me la prendevo era “mia madre” e può darsi che la ragione degli attacchi fosse che mia madre aveva un giorno messo a nudo seppure con tono grazioso la stravaganza della mia relazione col diavolo. Stavo guardandomi in un grande specchio in bagno, già vestita, con la porta aperta, quando mia madre si sporge per dirmi cose per cui il diavolo deve essersi sentito scoperto, forse. Lei era andata alla porta a ritirare qualcosa che Junk portava, non ricordo cosa..  Evidentemente sapeva che io  a minuti uscivo con lui, stavo in effetti preparandomi. E lei mi dice, in modo leggero, in cui la critica non è evidente, passa tra le righe, diciamo.  Lei mi dice pressappoco cosi: “Vedendoti passare tutto il pomeriggio a farti bella, pensavo che tu avessi appuntamento con il principe azzurro. Ho visto salire per le scale un uomo anziano, grasso, coi capelli bianchi e anche pochi.”Era più che altro stupita. Non era una critica, era solo un’osservazione. C’è da dire che solitamente, quando mia madre esprimeva –molto raramente, devo dire -  qualche critica o anche antipatia verso un amico o fidanzato protestavo e difendevo vibratamente la persona criticata. Al contrario la critica di mia madre a Junk mi divertiva, ne ero sottilmente contenta. Mi tornava in mente con una certa soddisfazione. Il che mi prova che la relazione con lui era in certo modo fasulla, che io stavo in una situazione non autentica. Gioivo, era come una sottile vendetta contro quella persona con cui vivevo infelice, tanto infelice che a volte andavo a cena con lui come chi sta facendo un dovere (pur pagando io la sua cena). Inoltre si dava un sacco di arie. E questo poteva spiegare come mi divertisse sentire i commenti negativi sia da parte di mia madre sia di un’amica che, pur non sapendo che io avevo una relazione con Junk (io parlavo con lei della mia relazione con qualcuno, ma non rivelavo la sua identità, poiché Junk voleva che tenessi il segreto), diceva che Junk doveva essere proprio pessimo con le donne.  Riflettendo trovo ora un buon movente per Junk: farmi infuriare contro mia madre. Vendicarsi cosi di lei. Non ero io che mi arrabbiavo, ma lui dentro di me, che in persona fisica non avrebbe mai potuto farlo.

mercoledì, 29 luglio 2009

 Con "difese ambientali" intendo le difese anti-diavolo che non porto sul corpo ma che sistemo  a casa, o sul lavoro, attorno a me.

 

Per "diavolo" intendo ogni genere di anima, di vivo o morto, che possa essere su di te e che percepisci come negativa.

 

Tradizionalmente le difese consistevano in candele accese (la fiamma delle candele, che brucia le infestazioni) e il fumo dell' incenso, che avvolge le infestazioni. Se si tenggono le fineistre aperte, il fumo esce dalle finestre cosi portando via le infestazioni.

Io penso sia più praticabile ed efficace semplicemente tenere costantemente l'aria il piu possibile ventilata attorno a voi.  Si può accendere uno o piu ventilatori, orientandoli uno contro l'altro, ovvero tenerne solo uno con il flusso orientato contro una parete il più possibile vicino a voi. Tenere, secondo possibilità,  le finestre e/o porte aperte, in modo da assicurare un costante ricambio d'aria.

 

Un altro elemento importante che io uso sta nel mettere un telo di plastica morbida ad avvogere o comunque coprire bene il materasso. Sopra la plastica poni un coprimaterasso e poi fai il letto come di consueto.

il diavolo non passa la plastica. Nè lui, nè sostanze che possa portare con sè, come per esempio veleni o cattivi odori o che altro.

In questo modo si evita che il diavolo attacchi da sotto il letto e da dentro il materasso, eventualmente sistemando veleni lì dentro.

 

Se non volessi ricorrere alla plastica esiste una soluzione, ma molto piu costosa e anche scomoda. puoi farti costruire un letto di legno, con sopra uno strato di almeno tre centimetri di granito e sopra metter uno o piu strati di rame. (Il rame inoltre neutralizza in qulache misura la negatività del diavolo e in questo ha un vantaggio rispetto alla plastica).Poni sopra un coprimaterasso. Questo sistema evita che il diavolo si annidi in un materasso, che ha uno spessore che glielo permette.

 

Una difesa aggiuntiva che si può mettere per difendere il proprio letto dal diavolo sta nel disseminare delle punte direttamente sul tuo coprimaterasso, sotto il lenzuolo. Scegli punte di acciaio. (Nota 1).

 

Si tratta di punte non vive, che si possono ottenere semplicemente spuntando delle spille a balia dal lato dove la spilla si chiude. Una volta tagliata, si resta con l'insieme di due punte. diostribuisci un buono numero (decine ) di queste punte sul tuo coprimaterasso. si sa che lo spirito è una energia statica che si scarica con le punte. per tradizione si sono usati pugnali per colpire gli spiriti. si racconta che una volta colpito lo spirito si ferisce l'eventuale corpo della persona cui appartiene, se è un vivo (un "mago", che farebbe sempre meglio a telefonare, o scrivere una lettera, con cui possa essere chiaramente individuato, se fosse un essere decente ). Io non ho prove di questo, ma ho prova che incappare un una punta non è una esperienza piacevole per un demone. 

Ora non potrà più poggiarsi con comodità sul letto per colpire su questo o quel punto del corpo.

Certo potrà colpire poggiandosi sul corpo o cercando di entrare nel corpo, ma per quello ci sono le difese che si portano addosso, notte e giorno.

 

per difendere il mio sgabello di lavoro, che è imbottito, ho inserito delle spille da sarta, di acciaio. le inserisco fino in fondo, tanto da non vedersi, ma si sono rivelate efficaci. un luogo in meno dove il diavolo non si infila.

per terra sotto e davanti al mio sgabello ho messo un mucchio di calamite. anche le calamite on qulche forma disturbano queste presenze, poichè comunque vedo che proteggono, almeno in qualche misura.

 

 

 

 

Nota 1. Credo che la punta non viva sia riconosciuta come protettiva se si pensa che gli orecchini fissati alle orecchie attraverso un buco sono considerate tradizionalmente protettive. Ad essere protettivo è il metallo sottile che sporge dietro l'orecchia, che non è però una punta viva. Ho trovato diversi riferimenti, tra cui una testimonianza, a pagina 187 ("Riferiscce anche di avver indossato degli orecchini che al proteggevano dalla influenze negative...") del saggio di Mazzone, Marinella e Michele Vanetti: "Culture tradizonali e psichiatria: aspetti generali e considerazioni su alcuni casi clinici." in LA STREGA, IL TEOLOGO E LO SCENZIATO. Atti del convegno Magia stregoneria e superstizione in Europa e nella zona alpina Borgosesia, 1983, a cura di M. Cuccu e P.A. Rossi.

la prima volta in cui ho sentito parlare dle potere particolare degli orecchini è stato attraverso una giovane donna peruviana. lei parlava del fatto che nella sua cultura si ritiene particolarmente protettivo l'acciaio, sopratutto gli orecchini.

Mettendo insieme il tutto possiamo pensare utile di appendere al buco delle orecchie un qualche orecchino con una o due punte, che non sono vive, ma comunque molto sottili. Devo dire che sopratutto provenineti dall'a,merica latina si trovano in vendita collane con punte lunghe un centimetro, la cui punto non è cosi viva come un ago, e tuttavia funzionano.

di recente, prima di mettere insieme tutto questo, mi sono fatta appesa all'orecchio, che ho fatto bucare prima di conoscere il diavolo, con un piercing sottile abbastanza da poter essere fissato. é di acciaio e ha due punte, una per parte. da ogni aprte la punta viene avvitata. mi sembra che funzioni a protezione, ma certo sempre nell'ambito di quel punto in cui è fissata e i suoi dintorni, ma non mi sembra che protegga tutta la testa e il collo.  Il diavolo si ingengnerà di non venire a contatto con quella punta, e dunque si terrà a qualche distanza. se attaccate, si può provare a muovere la testa, in modo da scuotere chi ci attacca, e magari farlo toccare alla nostra punta. Si può anche portarsi dietro una punta di una o due centimetri (meglio di due, credo) e colpire sul punto in cui ci si sente attaccati.

Ho letto molte testimonianze in libri relativi alla caccia alle streghe.

In un libro (di C. W. Leadbeater dal titolo: Il piano astrale. Suo aspetto, suoi abitanti e fenomeni parapsicologici. Editrice Libraria "Sirio", Trieste 1988. prima edizione 1896) ho trovato quando segue (a pagina 129):

 

Ripercussione: Il principio della vibrazione simpatica descritta più su fornisce anche la spiegazione di un fenomeno strasno e poco conosciuto, chiamato ripercussione, per il quale ogni lesione arrecata o qualsiasi segno fatto al corpo astrasle materializzato, nel corso delle sue peregrinazioni, si produrrà nel corpo fisico corrispondente. ne troviamo tracce in alcune delle prove ammesse nei processi di stregoneria nel Medioevo, in cui non di rado si afferma che qualche ferita inferta alla strega, quando questa aveva assunto la forma di un cane o di un lupo, appariva poi sulla parte corrispondente del suo corpo umano.

 

 

Personalmente credo che semplicemente la punta scarichi energie, in misura più o meno grande, come fa il parafulmine col fulmine. (Di questo ho parlato in apposito post). Una volta mi è parso che lo spirito del diavolo con cui io ho a che fare, che allora era ancora un uomo, si sia abbattuto su un mucchio di chiodi che io avevo messo, con le punte in fuori a corolla, come fossero gambi di fiori, su vari punti della mia stanza, in tazze.

mi è parso provato, come se avesse perso tutta l'energia, ma non ho potuto verificare che cosa fosse successo al suo corpo fisico. So che non morì. E continuò in seguito -non so quanto tempo dopo, forse solo ore - ad attaccarmi ferocemente.

 

 

C. W. Leadbeater Il piano astrale. Suo aspetto, suoi abitanti e fenomeni parapsicologici. Editrice Libraria "Sirio", Trieste 1988.

prima edizione 1896)

           

A pagina 129:

 

Ripercussione: Il principio della vibrazione simpatica descritta più su fornisce anche la spiegazione di un fenomeno strasno e poco conosciuto, chiamato ripercussione, per il quale ogni lesione arrecata o qualsiasi segno fatto al corpo astrasle materializzato, nel corso delle sue peregrinazioni, si produrrà nel corpo fisico corrispondente. Ne troviamo tracce in alcune delle prove ammesse nei processi di stregoneria nel Medioevo, in cui non di rado si afferma che qualche ferita inferta alla strega, quando questa aveva assunto la forma di un cane o di un lupo, appariva poi sulla parte corrispondente del suo corpo umano.

giovedì, 11 giugno 2009

Ecco una piccola detective-story, come si è sviluppata, in realtà. La detective sono io! e il criminale occulto, infine scoperto, è naturalmente Junk il diavolo. Si può anche evincere una cosa che ho notato anche altre volte: il diavolo è distratto ...

 

Un giorno Junk in forma invisibile venne di fronte a me a casa mia e disse con tono impeto e assalto: “Junk è perfetto, meraviglioso, strabiliante, tu sei una nullità!” Lungi dal pensare che Junk era in loco, risposi sotto l’assalto: “Si, hai ragione, non contesto.. ” Credevo di stare parlando tra me e me, da sola. Dopo un attimo però riflettevo cosi: “Si, Junk è infinitamente migliore di me, ma guarda i suoi familiari, guarda come sua madre e suo padre sono di salute più cagionevole dei miei. Guarda sua madre, come è debole.. e invece guarda perfino mia nonna .. è ben più vecchia e vedi come cammina bene …”.

Giorni dopo tornando a casa trovai mia madre a letto ingessata a un braccio. Terrorizzata, non voleva più camminare.

Ignara della provenienza sentii questo pensiero: “Dio si è vendicato di te perché hai pensato male di Junk. Dio ama Junk”.

Inizialmente mi sentii molto in colpa, ma presto mi ribellai: “No, Non è vero. Se Dio avesse voluto vendicarsi di me, avrebbe fatto cadere me, non una persona innocente”.

Poiché mi era stata suggerita una connessione tra l’incidente e il mio comportamento, anche senza essermi resa conto e neppure sospettare che Jung mi avesse suggerito questo pensiero, il mio intuito mi suggerì che forse Junk avesse sentito i miei pensieri e si fosse vendicato su di me per quello.

Una volta mi aveva mostrato che leggeva i miei pensieri, tutto per impressionarmi.

Dunque semplicemente pensai che era in casa e aveva sentito questi pensieri sui suoi genitori.

Mi arrovellai per tre settimane su tre cose:

 

Junk sarebbe capace di uccidere? (Un incidente del genere avrebbe potuto essere mortale).

 

Junk ha poteri che gli permettono di farlo occultamente? (non c’era nessuno sulla scena del crimine).

 

Junk lo ha effettivamente fatto?

 

Dopo tre settimane di lavorio mentale giunsi alla conclusione che non avevo idea se Junk avesse il potere di produrre l’incidente. Mi arrovellavo sul come avrebbe potuto produrlo coi suoi poteri. Chiedevo a mia madre se qualcuno l’avesse spinta. Lei negava assolutamente. Pareva che, contrariamente alle sue abitudini di attenzione, quel giorno fosse contenta e distratta e per di più avesse preso un sacchetto della spazzatura da buttare prima di scendere le scale molto ripide e alte da cui era caduta. Di solito non prendeva nulla in mano, per paura di cadere.

 

Inoltre non avevo idea se Junk lo avesse effettivamente fatto.

 

Ma arrivai alla conclusione certa e sicura che Junk poteva uccidere, che aveva la mente di un assassino. Non posso ricordare minimamente tutto quello che mi passò in testa come arrivai a quella conclusione, che era di tipo intuitivo, cioè frutto di infiniti ragionamenti. Andavo al fondo degli episodi in cui aveva prodotto in me una intensa sofferenza ... delle  finte “sincerità” scelte per ferire … delle cose che occultava .. dovevo superare la barriera della sua espressione da bambino di due anni – lui che ne aveva più di sessanta - che metteva sù quando lo contestavo  ..

 

Senza minimamente sospettare che ogni mio ragionamento era stato ascoltato da Junk, mi stupii molto una sera tardi, di vedermelo comparire in forma quasi visibile, e grandezza simile alla sua, di fronte a me. Leggevo seduta sul letto. Era furioso.

Gli dicevo: "Ma perché sei tanto arrabbiato con me? Che ti ho fatto?"

Lui stava appena dietro una pianta pendente dal soffitto, una cascata di fiori rossi e di belle foglie grassottelle. Tentava di spingere con un dito (un dito di quel materiale biancastro di cui la sua presenza era costituita) la bellissima pianta e mi mostrava come non ne fosse capace.

Qualche giorno dopo Junk e io entravamo in persona fisica nella mia stanza, in pieno giorno. Egli osservò, guardando la pianta: “E questo che è?”, per dire che non l’aveva mai vista. Insomma che lui mai cercato di spingere la pianta verso di me. Che non era venuto in camera mia giorni prima.

Mi ricordavo chiaramente che tempo prima su quella pianta, sul perché l’avevo comperata e sulla sua eccezionale bellezza avevamo parlato.

Dunque sono arrivata, da perfetta Sherlock Holmes, a capire che lui era stato li, ma voleva negarlo. Inoltre scoprivo senza ombra di dubbio che mentiva. Che comunque voleva mostrarsi ferito per le mie conclusioni su di lui come “capace di uccidere”. E mi mostrava che lui non era capace di spingere la pianta, tanto meno un uomo.

Per la verità ciò che successe dopo fu che io continuai a frequentarlo. Gli diedi comunque il beneficio del dubbio. Non parlai dell’incidente ad anima viva. Forse fu dopo questo episodio che lui guardandomi disse che io ero la donna più stupida che conosceva! Disse questo con aria felice probabilmente perché si sentiva libero di usare i suoi poteri senza paura di essere scoperto.

Ma fece subito anche altri errori. Per esempio la mia analista un giorno mi guardò con uno sguardo di odio intenso. Io uscii dallo studio pensando: ma guarda quella vecchietta cosi carina! Chi avrebbe mai detto che avesse uno sguardo d’odio identico a Junk! Nel giro di pochi giorni, anche li, arrivai alla conclusione che Junk aveva fatto questo in modo che io interrompessi l’analisi, durante la quale io cercavo sempre di parlare della mia relazione con lui. Fece di tutto perché io non potessi mai parlarne, per dieci mesi. La mi analista mi aveva detto che qualcuno le aveva detto che Junk era “un fascista”, che conduceva il gruppo in modo “fascista”.
Poi quella scena e lo sguardo di odio. Fu un altro passo falso che egli fece.

Un’altra volta lo colsi in fragrante. Cerco di farmi credere che avevo avuto una rivelazione interiore in cui il mio interiore mi suggeriva di dare soldi a Junk! Lui che tanto lo meritava! Mi accorsi che era un raggiro quando lo vidi di persona e fece finta di non saperne niente. Poiché sapeva sempre tutto, questo evitare il mio sguardo muovendo la testa velocissimamente dall’altra parte mi suggerì intuitivamente la verità. Inoltre io avevo avuto esperienze interiori e dunque sapevo che non c’era nulla di vero in quella esperienza.

 

Poi, col tempo e con la paglia, ho capito come Junk poteva produrre un incidente come quello occorso a mia madre. Che non gli era necessario spingere. Attraverso la possessione gli sarebbe stato facile far fare un passo sbagliato, per esempio ... o rendere le persone stanche e distratte o ..., cosi da sbattere con la macchina contro un albero.. cose che usava e aveva usato in passato per eliminare concorrenti o per invidia o per vendetta ecc. Una volta caduta la maschera produsse molti altri incidenti tipo quello occorso a mia madre.

E sono arrivata da poco, credo forse con un suggerimento del diavolo stesso, alla verità: che lui aveva prodotto simili incidenti alla propria madre, e per questo si era ammalata. Dunque non avevo ragione di cantare superiorità sui suoi parenti. La differenza tra mia madre e la sua era solo che la mia non aveva avuto lo stesso “filiale” trattamento.

Non ci ero ancora arrivata.

 

 

POST SCRIPTUM (una settimana dopo).

Nel giro di pochi mesi ancora, dopo i vari episodi prima racocntati, e a seguito anche di suoi altri fatto intollerabili, fuggivo in India, definendo la mia relazione con Junk “due anni di inferno psicologico” . In India scoprivo che Junk teneva la relazione con me con continue possessioni, cosi manipolando la percezione che avevo di me, sostituendosi a me. L’idea che una persona sia cosi crudele da entrare in un’altra non mi sarebbe mai passata per la testa. Una possessione è un delitto di gravità inimmaginabile. Peggio dell’omicidio o dello stupro. Ognuno ha il diritto di essere se stesso. Junk manipolava la percezione che una persona aveva di sé per fare si che le persone avessero di sé un’immagine degradata, criminale, pedofila ecc. Le manipolava non soltanto facendole vivere pensieri e d emozioni che erano loro estranee, ma a loro insaputa, oppure facendole vivere in prima persona quelle esperienze.

Una volta, al termine di una festa con persone che conoscevano da anni Junk come allievi, venni a sapere da un uomo giovane che lui ed altri del gruppo amavano in modo particolare, più di una donna di cui erano molto innamorati, delle prostitute laide e sporche e malate.. E io francamente mi sono chiesta...

giovedì, 28 maggio 2009

In questo blog descrivo misure capaci di diminuire in misura assai consistente i danni prodotti dal diavolo a livello fisico/psichico. La ricerca è andata avanti e sono orgogliosa   dei progressi compiuti. Ci sono novità assolute sia nell’uso delle punte – ho inventato un ciondolo che punge il diavolo ma è inoffensivo per noi -, sia del balsamo di tigre sia di quello dell’aglio. Ho introdotto poi una piastra portatile di acciaio chirurgico antiodore che si è rivelata di grande importanza come difesa.

 

Dopo quasi un anno e mezzo sono tornata ad aprire il blog e forse non sarei tornata se non avessi raggiunto importantissimi miglioramenti nelle misure contro spiriti maligni eccetera. 

Rido per i commenti che avete fatto sul mio blog e altrove.. Mi riempie di felicità scoprire quante risate vi ho fatto fare… prima o poi mi darete fiducia. 

Ho il dovuto entusiasmo per scrivere un post con l’insieme delle difese rivedute e corrette. Certe sono sostanzialmente nuovo (la piastrina di acciaio ), per certe ho aumentato magari la quantità (punte: e qui ho avuto un piccolo colpo di genio…), per certe ho trovato una applicazione in più… e di certe ho solo scoperto l’importanza decisiva (l’olio di tigre e altri prodotti a base di canfora).

 

Il pudore mi impedirebbe di dire che ho molto pregato in certi momenti perché la mia ricerca andasse avanti. Ma sarei vigliacca se non lo dicessi: ho pregato la Madonna in particolare e suo figlio. Trovo conforto e aiuto nel pensare a loro. La ricerca è andata avanti in misura sorprendente. Anche se non è finita.

 

DUNQUE VI INVITO A PROVARE le contro-misure E RACCONTARE GLI EFFETTI, NON IMPORTA SE SIATE O NO TORMENTATI DAL “MALIGNO”. Che può avere un aspetto qualunque..

Dunque comincio.

 

Si tratta di tutte le difese che io uso al momento. Tutte sono necessarie, cosicché posso raccontarle in qualunque ordine.

 

 

1. PIASTRE DI ACCIAIO CHIRURGICO

 

Piastre di acciaio chirurgico per coprire ciascuno i punti più importanti del corpo. Io ho visto per caso in vendita delle piastre DI ACCIAIO made in China che sono vendute come “saponi anti-odore”. Sulla confezione che le avvolge sta scritto: Odor remover. (Costo: io le ho comperato per quasi sette euro l’una. Vi prego di escludere che io cerchi di fare pubblicità alle suddette piastre). Non mi è capitato di vedere altre piastre DI ACCIAIO vendute in giro –non ho neppure idea di come cercarle, esattamente - e dunque ho provato queste. Vanno appese o fissate in qualche modo a coprire punti  determinanti. IL CUORE, IL BACINO A SINISTRA DELL’OMBELICO SONO I PUNTI PIÙ ESSENZIALI.

Dissolvono l’infestazione di cui il diavolo può essere carico (se fuori non piove o è vento), impediscono che il diavolo entri con forza in quei punti. (I maghi stessi si servono di piastre di acciaio o di ferro per proteggersi dei “colpi di ritorno” .. Suppongo di un altro mago che gli renda la pariglia. Io non ho mai visto partire da me alcun “colpo di ritorno” !).  Mi è parso che renda più difficile al diavolo scovarci, scoprire la posizione dove stiamo (a meno che naturalmente non stiamo in casa o posti dove stiamo di fisso ...)

Sono abbastanza portatili: otto centimetri di lunghezza, quattro di larghezza e due millimetri di altezza. Andando in giro è difficile portarne addosso altre. Ma ricordatevi che al soldato medievale  andava molto peggio …

Prima di dormire invece ne fosso altre, praticamente una la fisso vicino al collo per proteggere la testa, una alla cintura , una la fisso addirittura fuori dal pigiama, proprio sul cavallo dei pantaloni. (Non crediate che vi voglio far ridere apposta..). Insomma usa la tua creatività. Chi più ne ha più ne metta..

Come fissare addosso le piastre? Io le fisso tutte e due agli indumenti intimi con delle calamite. Quella sul cuore la tengo anche appesa al collo con un filo rosso (oltre che fissata al reggiseno con calamite).

Ricordiamoci che queste piastre hanno un buco da un estremità e questo può servire a cucirle in un punto degli indumenti. Certo è pesante, non è come fissare un bottone..

 

L’uso di queste due piastre ha un’estrema importanza.

 

ATTENZIONE: l’uso delle calamite può avere controindicazioni serie, soprattutto a chi ha problemi di cuore o ha subito operazioni. So che in questi casi è totalmente da escludere. Inoltre ho l’impressione che faccia salire il battito del cuore, il che non a tutti fa bene. (Io ho la pressione bassissima). Dunque prima di usarle informatevi per bene. Io cercherò anche di farlo, e vi informerò.

 

 

 

2. CALAMITE.

 

 

Sto parlando di coppie di calamite che si possono fissare su qualunque punto degli indumenti intimi.

Io ne ho limitato molto il loro numero, per evitare che il lavoro per metterle e toglierle fosse ridotto al massimo. Che si evitasse quel continuo attirarsi delle calamite tra un punto e l’altro, che ovviamente dava fastidio, non escluso qualche livido quando le calamite attraendosi con forza sbattono le une contro le altre. Cosa che porta anche alla loro rottura e dunque a doverle rimpiazzare.

 

Attenti dunque a maneggiarle con cura, a tenerle ben distanziate. Ad avvicinarle con calma una all’altra, tenendole stabilmente con le mani. Quando si avvicinano tendono a roteare per disporsi l’una sopra l’altra. Assecondate il movimento con grazia. Per staccarle l’una dall’altra fatele scivolare, non cercate di sollevarle l’una dall’altra come su l’una fosse il coperchio dell’altra. Nella pratica si impara. 

 

Ne ho parlato molte volte, non sono diverse da quelle precedentemente descritte, solo il loro numero è inferiore, e semmai aumento la forza di ogni singolo punto calamitato aumentando il numero di calamite, che si sovrappongono naturalmente alle altre. A volte mi capita, in punti che lo permettono, di usarne tre per lato, dunque sei per ogni punto. Sul cuore a volte mi sono trovata con queste piccole pilette di calamite.

 

Dove e come comperarle? Cliccando su magnets, in Internet se ne trovano. Devono essere comperate preferibilmente senza supporto, poiché nude occupano meno spazio, si vedono meno. Peraltro avere un supporto –che è isolante in qualche modo, essendo per esempio di legno o plastica - significa impedire che per esempio passando vicino a del ferro – la sedia della biblioteca o del bar o il sedile dell’autobus .. - la nostra maglietta scatti con le sue calamite e vi si attacchi… con il relativo piccolo rumore e il nostro cauto sforzo per staccarle… La gente in realtà in generale non ci fa assolutamente caso.

 

Io  a lungo comperavo delle calamite che si vendono per appendere le tende. Dunque le trovavo nei mercati rionali e nei negozi di ferramenta. Ora ho trovato una donna che le tiene nella sua bancarella senza supporto, e naturalmente costano molto meno.

 

Più sono piatte e meglio è. Non devono essere troppo piccole.. Devono essere circolari. Che forza devono avere? Ho scelto, come prima, quelle che hanno la forza di tenere sollevati  circa 100 grammi di ferro. Sono forti ma non troppo. Si rischia qualche livido, se non si sta attenti, ma non più di questo.

 

ATTENZIONE: Non datele ai bambini! Non sono giocattoli. POSSONO COSTITUIRE UN PERICOLO.  

 

Ora posso dire dove fisso io i punti calamitati.

 

In cima alla testa o verso la fronte se avete capelli forti potete fissare un punto calamitato. O metterlo in un copricapo.

 

A uno o ai due lati del collo sarebbero appropriati a protezione del collo e della testa.

 

All’altezza del cuore ho finito per metterne 5 (cinque) distribuendole per tutta la circonferenza del busto. Dipende da quanto larga è detta circonferenza perché si possa diminuire il numero di gruppi calamitati o addirittura, se siete molto robusti, aumentarli.

Io ne metto uno sul cuore, forse un poco più a sinistra. Poi due sotto le ascelle, e due dietro sulla schiena, ai lati della spina dorsale, lontani abbastanza tra di loro da non attrarsi.

 

La cintura alla vita la porto solo la notte. Fisso 4 punti calamitati, due davanti e due dietro. cerco di fare si che non si attirino con quelle che ho fissato sopra, sul reggiseno. cosi in generale fisso quelle sul reggiseno in alto. Se vedo che si attirano ancora cerco di portare ancora di più verso l’alto le calamite sul reggiseno.

 

Ora le mutande. Fisso solo tre punti calamitati. Uno sta sul bacino. È all’altezza dell’ombelico, ma oltre l’ombelico stesso, alla sua sinistra.

Del resto è li che ho fissato il punto dove mettere la piastra di acciaio. Questo punto è derivato dalla crescita della mia conoscenza, a seguito della lettura del libro “El fantasma de los vivos” del ricercatore H. Durville, dove si sostiene che le persone che mandano il loro spirito fuori del corpo lo mandano in quel punto. Tutto questo mi ha fatto dare un senso a una cosa che non riuscivo a spiegarmi: da quando il diavolo ce l’ha con me, mi ha sempre massacrato in quel punto. Ho punti rossi frutto di colpi  di “ago” – l’anima del diavolo che si assottiglia tanto da pungere come fosse quasi un vero ago …- e avuto dei dolori che mi costringevano a letto per ore. [Una delle difese che mi diedero sollievo in passato fu bere molta acqua calda bollita per 15 minuti e tenuta nel termos. Di questo ho parlato nel blog ]. Ora ho capito che ciò che il diavolo colpisce in quel punto è l’anima della persona. Colpendo l’anima, colpisce la persona nel modo più completo.

Dunque ora piuttosto che mettere genericamente le difese sull’ombelico le metto spostate più a sinistra. E il vantaggio l’ho visto. Il porre l’acciaio sopra quel punto ha costituito un vero progresso nelle difese.

 

Il secondo punto calamitato sta a difesa dell’osso sacro. Una difesa in più nello stesso punto che viene difeso dalla supposta d’aglio.

Il punto calamitato si mette dietro, al lato della spina dorsale dal lato destro, non molto lontano dall’osso sacro. Non deve importunarlo, ma stare vicino.

Il terzo punto rafforza il lato in cui sta l’anima (o dove l’anima comincia), ma dietro. E lo metto in quell’incavo che sta nei glutei, ai lati, ma lo metto solo dal lato sinistro. Lontano abbastanza fa ciascuno dei due altri punti calamitati e anche dalle calamite poste sulla cintura.

 

Un punto calamitato sul cavallo dei pantaloni è a rischio di “attacco” da parte delle altre calamite.

 

Sulle gambe ho messo un solo punto calamitato dietro un solo ginocchio, e con i supporti di legno in modo che non vadano a attaccarsi in giro.. 

Sui piedi e le caviglie a volte è necessario fare un notevole sforzo.

Se si è scoperti sul cuore o il bacino, l’osso sacro, il diavolo si accontenta di colpire quelli. Se difendo questi punti chiave allora cerca altri punti da attaccare. Cosi che si possono sentire crampi insoliti nei posti più insoliti.

In linea generale io ultimamente indosso cavigliere e mezze calze, dove metto alcuni punti calamitati. Cerco anche di usare supporti isolanti (come prima accennato) per evitare che vadano a sbattere le calamite di un piede contro quello dell’altro..

 

Di notte cerco di mantenere le mani  in guanti. Dentro questi guanti che sono semplicemente come sacchetti di materiale sintetico, ma morbidi e comodi, metto un gruppo calamitato per guanto. Metto il gruppo dentro il guanto, attaccato tra il posto per il pollice e il resto del guanto. Cosi che non si attacca con forza all’altro guanto, se le mani si toccano.

 

Per ciò che mi riguarda, ho notato che un punto è maggiormente difeso se aggiungo calamite in un punto. Invece delle due calamite esenziali a formare un punto, se ne aggiungo anche solo una in più dal lato della pelle, la mia difesa sembra essere più efficace.

 

 

PUNTE ! Mia creazione fatelo-da-te: ciondoli a due punte ricavati da spille a balia.

 

Ho messo a punto, ideato un ciondolo a due punte che chiunque può costruire. Il vantaggio di questo ciondolo è che può essere appeso in ogni parte del corpo ed essere del tutto innocuo per chi lo indossa. Il vantaggio è che il diavolo che si avvicina alla pelle può essere punto e perdere le sue energie. Una cosa che aborrisce.

 

L’effetto delle punte è di rendere il diavolo molto attento a dove mette i “piedi”. Anche, se si trova dentro il corpo, non può più sgomitare a destra e a manca, ma deve essere delicato, poiché se cozza contro una punta, mentre sgomita appunto perde le forze, è come se venisse ferito. Dunque fa diventare il diavolo più delicato.

 

Come fare se si sente che il diavolo è dentro il nostro corpo?  Ecco cosa si può tentare di fare sapendo che abbiamo sulla pelle le punte: cercare di farcelo finire contro. Come? Muovendoci in ogni modo, rotolandoci sul letto, cosi che lui sia a sua volta sbattuto, scosso, e fatto cadere sulle punte. Credo che serva.

 

Possiamo anche battere come fossimo un tamburo, ritmicamente, con le mani, sulle parti infastidite.

 

Ma come si fa a fare il ciondolo?

Occorre avere spille a balia. Che siano di acciaio. Che siano di acciaio perché se fossero di ferro verrebbero a fissarsi sulla prima calamita che incontrassero, e questo non le farebbe più muovere liberamente.

 

E che siano del tipo che ha un piccolo cerchietto da una estremità. Insomma un buchetto che è necessario per passare il filo per appendere.

Ancora: si comperano due spille a balia di una certa lunghezza. Tagliata la parte della chiusura, la punta che si ottiene deve essere lunga almeno un centimetro.

Dunque ecco l’idea. Si spunta la spilla. Si taglia via il pezzo che forma la chiusura, e poi si spunta anche l’altro lato, il limite della punta viva, che a me comunque fa paura. Ora abbiamo un ciondolo: ci sono due punte e un buchetto da cui possiamo passare un sottile cordino.

Per essere innocuo per noi, il ciondolo deve appunto ciondolare, essere appeso in modo che si muova liberamente, che spontaneamente modifichi la  sua posizione quando trova un ostacolo. Dunque dobbiamo farla pendere almeno di alcuni centimetri da un punto della stoffa.

Siamo all’ultimo problema: come fissare sulla stoffa, sull’indumento stabilito, il ciondolo a due punte? Semplice:  cuciamo il filo lungo abbastanza da lasciar pendere il ciondolo di alcuni centimetri.

Oppure, per i pigri e per i primi tentativi: appendere il filo a un’altra spilla a balia, che può essere –anzi è preferibile che sia – piuttosto piccola. Serve solo ad ancorare il ciondolo. si passa il filo nel cerchietto della seconda spilla, quella piccola e intatta, si chiude il cordino o grosso filo, con un nodo, e abbiamo due punte. Possiamo addobbare indumenti intimi o pigiami con quante punte vogliamo. Io comunque evito di fissarle in punti che abbiano il minimo rischio di toccare gli occhi, la spina dorsale…

 

Naturalmente si usano altre punte a difesa personale, come in particolare le collane a punte, solitamente provenienti da paesi sudamericani Comunque ho trovato una collana che ha tre punte di cui una di due centimetri e mezzo di lunghezza e mezzo centimetro di diametro alla base.

Sono molto utili. Io le uso sia al collo, il che ci assicura che se il diavolo ci attacca, dovuto alla collana non ci attacca sul punto della collana ma sopra o sotto la collana. Ammetterete che è già qualcosa!

Devo a queste collane l’idea di come si costruisce una punta che può stare innocuamente appesa al corpo. Queste punte ruotano intorno al filo della collana liberamente. Non pungono  mai la persona.

Una loro particolarità  è che hanno spesso particolari di ferro, il che le rende un poco inadatte a stare vicino a calamite. per questo evito di mettere calamite sul collo, quando le indosso.

 

Cercherò al più presto di inserire foto di queste collane. Di fatto ne ho diverse.

 

 

AGLIO IN QUATTRO MODI! Una novità di fondamentale importanza.

 

 

CREDETEMI, CI HO PROVATO A RESTARE SENZA L’UNO O L’ALTRO modo d’uso dell’aglio, MA TUTTI e quattro sono importanti: la difesa è migliore, vi sentirete meglio quando li usate tutti. 

Comincio da quello che ho aggiungo ora. si tratta di un infuso di aglio. la sera mettete dentro un bicchiere d’acqua degli picchi d’aglio tagliati a fettine sottili. Al mattino scolate l’aglio e buttatelo. Ora aggiungete all’acqua il succo di un intero limone. poi se volete diluitelo con altra acqua, aggiungete un poco di miele o del succo di frutta. Lo scopo è renderlo gradevole tanto che lo beviate. Se è troppo concentrato magari non riuscite a berlo.

L’effetto positivo di questo modo d’uso è che velocemente si distribuisce nel corpo. L’effetto su di me è che dopo aver assunto questo infuso ho sentito molto di meno la presenza del diavolo dentro il corpo, magari concentrata in un organo. Non era piacevole e sentivo dolore, come se la parte fosse malata. Ora sento molto meno questa presenza e dunque l’infuso d’aglio è entrato di diritto nell’insieme delle contro-misure. Se prima il diavolo, anche essendo coperta, diciamo, di punte, si asserragliava in un organo, be' ora non lo fa.

 

 

E naturalmente la difesa sempre molto importante, che salva il nostro senso dell’equilibrio e la nostra energia sessuale ed è lo spicchio d’aglio come supposta. (Io ritengo che se avessi sempre usato questo metodo ora andrei ancora in bicicletta. Invece non vado perché il mio senso dell’equilibrio è stato cosi compromesso dal vampirismo selvaggio del mago/diavolo che le poche volte che ho inforcato la bicicletta sono caduta. E dire che una volta andavo normalmente in bicicletta da Berkeley a chissà dove…

Logicamente occorre mettere al supposta sempre prima di andare a dormire, poiché è nella notte che gli spiriti si infilano a dormire nei corpi dei vivi (come dice, se non erro, l' enciclopedia britannica.. ma controllo..) e si nutrono delle loro energie. Questo spicchio dice loro di andarsene.

 

Anche dopo pranzo se si dorme non è affatto una cattiva idea mettere una supposta. Fra l’altro questo è un uso che non da odore.

 

 

Sulla quantità da usare non so precisamente.

Comunque mai ho letto di una cura di aglio che superi l’uso di una testa al giorno, perciò direi che questo deve essere il nostro limite massimo, mettendo insieme i diversi sistemi. Personalmente mi sembra di consumarne in totale forse mezza testa al giorno.

Cioè più spicchi per l’infuso –in quantità variabile, dipendendo anche dalla voglia che ho di tagliare le fettine-, due spicchi piccoli da tenere in bocca tra denti e guancia, uno almeno prima di dormire da mangiare col cibo o semplicemente facendolo a pezzi coi denti e buttandolo giù con un po’ d’acqua.

Secondo me l’infuso d’aglio può permettere un consumo di diversi spicchi di aglio, essendo, se l’infuso viene diluito, abbastanza leggero da sopportare. Credo anche che lasci meno odore.

mentre mangiare più di uno o due spicchio di aglio al giorno mi pare sia troppo pesante.  Penso sufficiente mangiare uno spicchio prima della pennichella pomeridiana, magari più piccolo, e uno più grande la sera , prima di dormire. In ogni caso è necessario prenderlo prima di dormire la sera.

 

Come cavarsela con l’odore? Bevendo Yogurt.

Se interessa posso fornire una ricetta facilissima per farlo in casa, servendosi solo di un po’ di yogurt Yomo, che ritengo il migliore per lo scopo, e del latte intero. È ottimo e si risparmia denaro.

non dimenticate, insieme all'aglio, l'importanza che hanno anche la cipolla e l'aceto crudo.

 

 

       Olio di tigre, balsamo di tigre e altri composti scotta-diavolo!

 

Il balsamo di tigre anche in minima quantità allontanata immediatamente la presenza del diavolo. Cosi fanno anche altri liquidi. L’olio di tigre, l’Essential embrocation.. tutti composti a base di canfora… che tradizionalmente è considerata difensiva rispetto al diavolo.

 

Mi è sembrato che questi liquidi abbiano l’effetto di impedire che il diavolo si avvicini e si appoggi o entri nel corpo.

 

Quando siamo in difficoltà perché c’è un punto del corpo che le altre difese non riescono a proteggere, la soluzione è sicuramente di massaggiare la parte con un po’ di olio o balsamo elencati prima. Può servire anche un liquido antizanzara …

 

Ma attenzione a non avvicinare questi composti agli occhi o alle narici  … avvicinare la mano in cui avevo messo dell’antizanzara mi ha fatto l’occhio molto rosso. Sono andata al pronto soccorso. Tuttavia è poi passato tutto in qualche giorno, senza l’aiuto di alcun collirio.

 

Si potrebbero anche distribuire minuscole quantità di questi liquidi - o di spray venduti per purificare l’ambiente - sul letto prima di dormire, sulle coperte o anche lenzuola. Io non li amo molto, ma il loro valore protettivo è indiscutibile..

Bisogna solo sapere se possono costituire un pericolo per la nostra salute.

 

Per ciò che riguarda il balsamo di tigre - che io preferisco perché è forse più persistente degli altri e perché non temo che si rompa come può succedere con una bottiglietta di vetro che contiene un liquido – e altri di questi composti, parrebbe che non si debba eccedere.

 

Si possono annusare, passare sui vestiti (dove non si possano macchiare, ovvio) e sulla pelle. Anche sui capelli, che però poi appaiono untuosi ..

 

Si può passarne un poco in cima alla fronte, sotto l’occhio sinistro, sotto le narici –senza assolutamente toccare le narici stesse – dietro le orecchie e in generale usarlo come profumo. Nei punti dove duole.

Occorre però variare, anche di poco, il punto di pelle su cui si applicano.

 

Comunque è assolutamente necessario portare una confezione sempre con sé e usarli al più presto quando ci si sente anche solo stanchi o infelici. Molte volte mi sono sentita meglio all’istante. E questo mi ha fatto inserire questi liquidi tra le difese maggiori.

 

Ecco i componenti dell'olio di tigre/Tiger Oil: Methylis Salicylas, Turpentine Oil, Eucalyptus Oil, Clove Oil, Cinnamon Oil, Thymol , Camphor.

L'olio di tigre è proibito per le donne incinte.

Si usa solo esternamente.

Non usare il prodotto sulle mucose, per esempio occhi, cavità orale, sulla pelle escoriata, o un punto infetto.

Ci sono molte altre indicazioni e raccomandazioni denro la confezione che dovete leggere con cura.

 

 

Non ho parlato dell’uso del ventilatore -ventilare l'aria - e della plastica - che è l'unico materiale che non può esere attraversato dal diavolo - di cui parlo in altri blog, ma resta invariata la loro importanza. ne ho parlato in diversi post. ne parlerò ancora in un posto sulle difese ambientali, che prensentano alcune positive novità.

Non ho usato le pillole tibetane e la piramide, ma non vanno dimenticati nel panorama di cio che serve.

 

Ci sono direzioni di ricerca che in questo periodo ho temporaneamente messo da parte: il complesso piia da nove volt - calamita, oppure anche i tessuti a fibra di carbonio. 

Ho cercato di pensare come costruire un angolo protetto, ma non ho fatto sufficienti progressi per poterne parlare.

Nota: Durante la mia lunga assenza ho ricevuto mesaggi di persone in pericolo, di persone che mi prendevano in giro, ma nessuno che dicesse. Ho provato! Bene provate. Anche se il diavolo non fosse su di voi, cosa che mi auguro, la cosa sarebbe utile per la ricerca.

 

mercoledì, 27 maggio 2009

A distanza di tempo rifletto sul perché il mago Junk abbia fatto apparire figure ( apparizioni ) che evocano il diavolo cosi come lo vediamo nelle rappresentazioni dell’arte. Certamente queste figure simboleggiano la cattiveria del diavolo, ma non sono il suo aspetto naturale. ( Dell'aspetto naturale del diavolo ho parlato in un recente post. )

 

Credo di avere già accennato a queste apparizioni.

Nella mia vita le apparizioni fecero la loro comparsa solo a 38 anni con la faccia del mago. Mi dava un consiglio.

La seconda, credo qualche anno dopo, fu quella del diavolo.

Mesi dopo vidi in un lampo la faccia stravolta di una strega nella quale era riconoscibile una donna conosciuta sia da me che dal mago. 

Solo nel tempo ho capito che la faccia del diavolo o della strega o di qualunque altra cosa mi apparisse era sempre formata dallo stesso spirito del mago, che aveva l’abilità di apparire nella foggia che voleva. Per esempio una volta apparve in forma di un paio di grosse labbra che si muovono nello spazio mentre si sente la sua voce arrabbiata.. una volta fu il viso di mia nonna novantenne che mai era apparsa prima, anche quando vivevamo distanti ed era stata molto preoccupata per me, e ora invece mi appariva senza alcuna ragione, mentre lei in corpo fisico era sveglia e distante di pochi metri!

 

La seconda apparizione della mia vita accadde quando appunto mi apparve l’immagine di un teschio con barbetta e occhi vibranti dentro il viso di un giovane uomo , che in quel momento si trovava a pochi passi da me. Eravamo in piedi tutti e due in cucina, in mezzo ad altra gente.

Un momento prima dell’apparizione ricordo chiaramente che avevo visto il mago Junk entrare dalla porta d’ingresso, vedere la scena che si svolgeva in cucina e passare oltre. Stava entrando in una stanza tranquilla dove si poteva rilassare e dunque poi concentrarsi per apparire ..

 

 

Dopo quell’episodio io non frequentai più il giovane uomo, chiamiamolo Angel. Ora lo trovavo antipatico.

Non sapevo come mai io avessi visto quella cosa. Non ne parlai mai a nessuno. Pochi mesi dopo, vedi le coincidenze, uscivo con il diavolo Junk.

Non ripercorro tutti gli elementi, ma il senso nel tempo mi è apparso chiaro. Junk aveva adocchiato da anni una preda: me! E lavorava su quello. (Per esempio apparire per darmi un consiglio era stato un modo per entrare nella mai immaginazione). Ora vedeva in Angel un uomo molto più giovane e bello di lui, con cui lui anziano con pochi capelli e bellezza tipo statua di Botero, non pensava di poter competere. Negli ultimi tempi Angel e io eravamo andati in giro insieme un paio di volte.

Ecco perché Junk si liberò di un tenuto rivale. Non ho dubbi su questo.

Io non ricordo di aver sentito parole estranee che mi suggerissero l’interpretazione che era meglio evitare Angel.

Ma prima della apparizione dell’immagine del diavolo - e io non ero consapevole che una cosa è l’immagine del diavolo e un’altra cosa il diavolo stesso – avevo l’impressione che Angel mi infastidisse, che mi stesse troppo vicino, come se si prendesse troppa confidenza.

Anche  a questo livello Junk fu attivo, nel manipolare le mie percezioni. E magari anche quelle di Angel, cosi che comportamenti ed emozioni venivano stravolte.

Cosi l’apparizione del diavolo pareva rendere manifesta una impressione negativa che negli ultimi giorni si era formata in me.  Che questo mago fosse un diavolo che mette zizzania era vero. Creava dissidi dal nulla.

Ma quell' interpretazione dell’ apparizione era completamente sbagliata. Se Angel fosse stato il diavolo non avrebbe avuto motivi di formare un’immagine di diavolo in sé,   per di più in presenza di una donna che gli interessava. Comunque, è importante puntualizzarlo, io non ho mai detto una parola contro Angel, eccetto che mi era divenuto antipatico. Non ero del resto sicura che la visione/apparizione fosse opera del mio inconscio. Non avendo dimestichezza con la materia tutto era incerto e giustamente non feci parola con nessuno. 

 

Passo alla seconda apparizione del diavolo, anche più inquietante. E qui uno scheletro marrone scuro intero si staccava da Junk a partire dai suoi piedi per scomparire dalla finestra. 

Ne ho parlato in questo blog ma di recente ho fatto alcune ulteriori riflessioni su quell’episodio.

Quella sera stavamo chiacchierando tranquillamente quando, entrato nella mia stanza con me si buttò sul mio letto con l’aria di dire: “lasciami da solo”, ma senza dire in effetti neanche una parola.

Andai in cucina per qualche momento, poi mi chiesi: “che fa quest’uomo?” Non telefonava, non aveva cellulare, non era stanco e non aveva dato giustificazione per il suo comportamento.

Ho già raccontato di come lo vidi con la fronte luminosissima, la testa sporgente fuori del bordo del letto, che sembrava parlare, ma senza aprire bocca, con grande intensità. Un'intensità più grande, molto più grande di quando lui parlava, con me o con chiunque. Lo conoscevo ormai da molti anni e mai avevo visto una cosa cosi. Sembrava che lo sforzo di comunicare lo sottoponesse a uno sforzo molto grande. Ma nessuno era presente. Di fatto la sua faccia era rivolta verso il muro. Oltre il quale c’è la strada.

Pensai: “Quest’uomo è un diavolo”. Credo che anche nel Medioevo avrebbero pensato cosi: ma voi che spiegazione avreste dato?

Invece di uscire mi sedetti nella poltrona che stava a mezzo metro dal letto. Da li, guardavo lui, ma non vedevo più il viso, rivolto verso il muro di fronte.

Io credo che concentrato come era nella conversazione con chissà chi, non si rese conto della mia presenza. Comunque deve essersi seccato parecchio. Come avevo osato disobbedirgli e entrare nella stanza?  Quello che ricordo è che sentii un grande odio formarsi attorno al suo bacino. Fu allora che mi alzai e presi il bastone di mio nonno, e con quello in mano mi sedetti di nuovo. E ricordo che tenevo il bastone alle due estremità. Per difesa. Mio nonno era la persona migliore della mia famiglia.

Junk si alzò, sempre col suddetto odio, si alzò in piedi e mi guardava con sommo disprezzo. E li lo scheletro scuro si piegò come fosse dritto come un bastone per avvicinarsi alla finestra (solo il bastone/scheletro marrone scuro e toccò la finestra e scomparve. )

Probabilmente dopo io lo accompagnai meccanicamente alla porta senza una parola e lui se ne andò. E presumo che Junk quella sera abbia molto lavorato per eradere dalla mia mente il ricordo di quel che era successo, evento dopo il quale certamente io non lo avrei più visto, mai più.

Era cosi che era successo, io penso, anche le due volte in cui mi aveva pubblicamente calunniato, in mia presenza. Di questi tre episodi io persi il ricordo. Tanto che rimasi nel gruppo di cui Junk era la guida, e tornai a uscire con lui. io non ricordo di avere mai neppure pensato nulla, semplicemente mi comportavo come chi non lo ricorda affatto. Infatti. Poi lo ricordai. E poi lo dimenticai di nuovo, per anni.

Si potrebbe anche pensare che quella visione -un diavolo che esce dal suo corpo: uno scheletro che richiama la raffigurazione tradizionale del diavolo in diversi dipinti - era troppo scioccante per me e per questo io stessa la avevo rimossa. Però io propendo decisamente per l’altra interpretazione: che Junk avesse poteri ipnotici e li usò per fare si che io non ricordassi un bel nulla. Io non ricordavo proprio nulla.

Di recente di nuovo mi è tornato in mente di colpo. Per via di un fatto recente, probabilmente.

Un giorno trovandomi con un “marchese” che diceva di aver visto un fantasma e altre esperienze dello stesso tipo, raccontai a mia volta il primo episodio che ho raccontato, quello con Angel. Non feci nomi. Aggiunsi che la mia analista forse non era convinta che io avessi veramente vissuto un tale episodio, ma in seguito mi credette, quando accidentalmente venne a scoprire che un pazzo avesse avuto la crisi maggiore di follia dicendo che un certo uomo fosse proprio il diavolo. Aveva visto il diavolo dentro di lui. Il suo cognome era lo stesso di Junk. Passarono mesi prima che venisse fuori chiaro e forte: quell’uomo era il fratello di Junk. Il fratello normale, quello che non aveva le sue doti. (Cosi Junk mi aveva raccontato accidentalmente parlandomi di sé stesso da bambino, una delle prime volte che eravamo usciti insieme).

La mia personale interpretazione è che il fratello gemello fosse oggetto delle invidie di Junk perché era il favorito di suo padre e per altri motivi. Per questo lo aveva attaccato facendolo apparire con "il demonio" in corpo! (Sono certa che il suddetto fratello non avesse alcuno dei poteri di Junk né la sua anima infame. )

         Dopo aver raccontato questo episodio al "marchese", lo spirito maligno che Junk è diventato, mi ha tormentato. Mi ha fatto ripetere molte volte ciò che avevo detto, mi ha strapazzato e minacciato di morte con vari incubi. Parlo di alcune settimane fa. Non gli andava che avessi raccontato l’episodio, poiché c’era un elemento, una coincidenza obbiettiva contro di lui. (Quante volte al mondo si trovano due persone diverse che non si conoscono e che testimoniano una cosa del genere? ). Anche dopo la sua morte ecco che vuole che tutto resti segreto. Ecco che ora batte. Gli dico: “va fuori, va fuori da questa casa. vattene.”

 

Detto questo, la domanda è: perché Junk volontariamente mi lasciò vedere il diavolo che usciva dal suo proprio corpo?

In passato avevo pensato a questo: egli doveva quella sera far apparire il diavolo in casa di una sua vicina di casa del tutto ignara della vera identità del diavolo. Il diavolo le appariva ogni settimana sempre alla stessa ora. (Io ho saputo che a una certa donna che abitava nel suo stesso palazzo appariva il diavolo da una amica comune, Flora ). Quella sera, questa era la mia ipotesi, egli non poteva mancare, e per questo anche se io ero presente, aveva fatto partire il diavolo.

Ora penso a un’altra ipotesi: egli si rese conto che io lo avevo visto fare una cosa strana, comunicare a distanza con qualcuno. E se io avessi raccontato questo in giro? Forse ha temuto. Forse ha semplicemente temuto che io ricordassi questo.  Forse ha fatto apparire “il diavolo” per sovrapporre alla prima un’ immagine cosi spaventosa che la prima sarebbe passata in secondo piano. Forse vedendo il diavolo mi sarei spaventata cosi tanto che avrei dimenticato sia la prima scena che la seconda..

Non so.

Forse voleva solo che io lo temessi: "Vedi cosa ti succede se ne parli…"

 

         Aggiungo anche un’ultima possibile interpretazione, che mi è venuta in mente in questi giorni. Ovverosia: io avevo nominato il diavolo dicendo:  “Quest’uomo è il diavolo.”

Può darsi allora che lui abbia pensato, con notevole prontezza di riflessi, di farlo uscire da lui e scomparire per convincermi che il diavolo lo possedeva e a suo piacimento se ne andava, cosi che lui non era responsabile di nulla.  Mi viene in mente un altro episodio –che non so se ha preceduto o seguito quello di cui parliamo adesso - in cui Junk mi apparve in pompa magna, riempiendomi di stupore e ammirazione, e quando lo vidi gli dissi: “ Tu mi sei apparso in questa casa!”(casa mia, stessa situazione, appena entrammo nella mia stanza) e lui negò il fatto dicendo : “Eh!, ce n’è di diavoli in giro!”cioè diceva che lui non ne sapeva nulla. inoltre aggiungeva altre possibili interpretazioni, cioè che forse nel sonno, ovvero per via del suo inconscio era successa l’apparizione.

E chiesi un parere a un suo amico - guarda caso – sulla strana apparizione di mia nonna e lui mi disse che l’apparizione è il risultato del desiderio di due persone.  Cosi insomma io dovevo convincermi che

Io non ero estranea a quei fatti! Che ero responsabile quanto lui, che ero interessata a lui, Junk!

Probabilmente dopo che Junk mi guardò con un senso di superiorità enorme, con sommo disprezzo e una “bomba” di odio, forse senza una parola cambiò e tornò normale, diciamo, mi parlò come se nulla fosse e lo accompagnai all’uscita… come ho detto non ricordo che successe, ma deve essere successo cosi. Dunque, Junk voleva dire che il diavolo lavorava su di lui, magari perché era tanto buono. Lui non era il diavolo, ma era un povero posseduto dal diavolo!

 

 

Riflettendo sulla diatriba medievale relativa al legame tra il mago e il diavolo, non escluderei che anche allora i maghi, lungi dal voler nascondere di “evocare il diavolo”, lo facevano apparire accanto a sé, facendo credere che effettivamente il diavolo fosse li. Il poter chiamare in aiuto il diavolo per colpire i nemici era una cosa che la gente temeva. Non avrebbero invece temuto il mago se avessero pensato che l'apparizione del diavolo era un trucco. Un mago, alla fine, avendo un corpo fisico, se lo si prende a coltellate sanguina come un altro.

Nel medioevo si pensava (e questo poteva essere anche ciò che il mago voleva che si pensasse) che si poteva fare un patto col diavolo. I maghi si mostravano in sua compagnia. Li evocavano. Invece il diavolo non fa patti. Junk non avrebbe mai fatto un patto con qualcuno. Ne sono certa. Certo avrebbe anche finto di farlo, avrebbe promesso. Ma anche solo impegnarsi con sé stesso a mantenere questo patto sarebbe stato considerato da lui un segno di debolezza.

Nel periodo in cui io frequentai personalmente Junk il mago, egli mi chiese di procurargli due libri vertenti sul diavolo.

Il primo fu un “bestiario medievale”, cioè rappresentazioni di mostri. Glielo procurai, poiché ingenuamente pensai che lo volesse in quanto interessato all’arte.

A pensarci bene, mi fece anche procurare un libro sui coleotteri, con molti disegni. Anzi si fece anche regalare a Natale un coleottero puntato con lo spillo. (Non mi andava per nulla fare quel genere di regalo, ma glielo comperai, come mi sentivo spinta a fare, letteralmente portata ... ).

Il secondo libro sul diavolo fu “Il Grimorio di papa Onorio”. Fece finta di non sapere che conteneva. Mi accorsi  che mentiva. Erano “evocazioni diaboliche”, come diceva il sottotitolo, che sicuramente aveva letto.

Io feci finta, allora, di non ricordare che lui mi avesse chiesto un libro. E Junk non ne fece più parola.

Credo che tutti e tre i libri servissero suoi scopi sporchi. I coleotteri forse potevano servirgli per farli apparire in incubi o che altro a qualcuno. A me ha fatto apparire cagnolini che annegano nell’acqua, una volta, e un’altra un grazioso musetto di topo…

Gli altri libri gli servivano per fare apparire antichi mostri a qualche ingenuo.

Se si potesse mettere insieme tutto quello che Junk combinava coi suoi trucchetti alle spalle delle persone sarebbe davvero bello. Ma non gli piacerebbe affatto.  

 

 

Per ogni apparizione che io ho visto, del diavolo del mago o di altro, alla fine potevo vedere un movente che riconduceva il fatto al mago. A un suo scopo.

 

Ho parlato prima di come Junk abbia fatto apparire in volto da strega una donna che conosceva. Non fui solo io a vederla cosi. Anche due donne che conoscevo mi dissero un giorno che la videro vicino a lui a pareva una biscia, mi dissero. Una biscia, un serpente, il serpente, il diavolo.

Questo faceva perché a quella donna aveva rovinato la carriera, le aveva fatto perdere il lavoro rendendola incapace di farlo.  In questo modo si era poi insinuato nella vita di lei, fingendo di volerla aiutare.

Temeva che se ne sarebbe accorta e lo avrebbe accusato. Cosi la faceva sembrare una che lo dominava, di cui era innamorato, con cui era generoso.

Junk fece apparire anche me come mostro, una volta in cui cominciò a perseguitarmi, dopo che cominciai a parlare di lui, a raccontare in giro tutto quello che sapevo.

I modi in cui faceva questo erano diversi. Mi lavorava le spalle e il collo in modo che io, nel tentativo di liberarmi da quella oppressione muovevo continuamente la testa. Per ore ero in preda a tic. Sicuro suggeriva una interpretazione di me come pazza.

Per due volte mi ha fatto camminare come fossi un nazista… circondandomi di una emozione adeguata al nazista.

Una volta un uomo con cui convivevo mi disse di avermi sognato vestita di bianco, una strega. Un sogno orribile da cui io stessa che ero presente e lo avevo visto come terrorizzato a tale punto che cercava di urlare nel sonno ma non riusciva, lo svegliai. Tutto questo Junk fece –e infinite altre cose ancora, anche infinitamente peggiori - per farmi temere, farmi sentire insicura di tutti, di tutto. Se un giorno una persona mi toglie il saluto mi viene da chiedere: mi hai forse visto con un vestito bianco, una strega?

Un’altra volta mi fece una cosa molto peggiore. Un giorno mentre parlavo con una ragazza cui facevo da tutor una pallina uscì dai miei occhi e colpì il sesso di quella ragazza. Lei non poté che pensare che la stavo sessualmente molestando. Questo tipo di trucco è stato fatto da Gurdjieff, se era lui. Cosi si racconta di lui. Era lui o un diavolo che lo perseguitava, facendolo passare per depravato?

Non ricordo come reagì quel giorno la ragazza, ma un’altra vota che mi incontrò mi fece forse un cenno di saluto e si allontanò correndo, di colpo. Che cosa dovevo pensare? Avendo dovuto fare da tutor a altri studenti, sono stata costretta a controllare la direzione in cui si volgevano i miei occhi. Maledetto Junk!

 

 

 

Post scriptum:

Molti mesi dopo aver scritto questo post ho letto il libro di Hector Durville che contiene i suoi esperimenti di sdoppiamento, ovvero i tentativi con cui cerca di far uscire lo spirito fuori dal corpo di persone che hanno accetato volontariamente di sottoporsi a questi esperimenti. Tra queste persone c’è una donna il cui spirito prende subito la forma di scheletro per poi prendere forma di donna. La donna è sorpresa quanto gli altri di vedere quella forma… Ecco alcuni passi dal testo, originariamente in francese, nell’ edizione in spagnolo:

 

V. Senora Francois, 28 anos, noviembre 1907. – Muy afectuosa, sonadora, y encerrada en si misma, aunque bastante alegre, la senora Francois […] goza de excelente salud. [… ]

            Un detalle muy curioso, que jamàs he observado en ningun otro sujecto: Este ve primero una forma grosera, de aspecto desagradable, en la que se distingue un esqueleto débilmente iluminado en su interior. Tiene miedo y se vuelve, cubriéndose el rostro con las manos.-  “Es un muerto –dice- lo que hay ahi; es preciso ahuyentarle.” Le tranquilizo, afirmandole que no es eso y continuo la magnetizaciòn. La forma esquelética desaparece paulatinamente, recubriendose de una especie de humo ò vapor grisaceo, y aquella forma toma la apariencia de una mujer […]

            Estas observaciones, recogidas en la primera sesiòn, me han sido echas siempre en las sucesivas, cuando preguntaba al sujeto, pero la vista del esqueleto, por hàbito, se hacìa cada vez menos desagradable.

            La senora Francois jamàs ha asistido à una reuniòn espiritista, ni sabe lo que en ellas sucede...

da Hector Durville, El alma de los vivos …, pagg. 180-181 (grassetto aggiunto).

 

 

Nota di vivamerlin: La citazione contiene errori relativi agli accenti, a volte mancanti, a volte diversi da come devono essere …

 

lunedì, 25 maggio 2009

Osservazioni sul danno delle apparizioni e alcuni indizi per riconoscere se l’apparizione è quello che appare essere a prima vista.

 

Se vuoi dirmi qualcosa, dimmelo di persona!  Piuttosto fammi una telefonata, anzi scrivimi una lettera!”

 

Chi appare, di per sé non fa un favore alla persona cui appare. Non c’è da rimanere ammirati o lusingati, sedotti da questa rara meraviglia!

Una persona che dica di aver visto il diavolo oggi non diventa popolare come nel Medioevo, ma il contrario. Viene preso per pazzo o per demoniaco. Il diavolo stesso potrà mettere in bocca alle persone queste interpretazioni. La persona che ha avuto una apparizione lo dirà a poche persone, e facilmente il diavolo potrà agire su di loro per orientare il loro pensiero e le parole.

Junk appariva occultamente, cioè nascostamente. Non avrebbe detto o fatto quello che faceva durante le apparizioni davanti ad altri. O stando in corpo fisico. Altrimenti le avrebbe dette in corpo fisico. La persona cui si parla in corpo fisico è sicura di ciò che ha sentito e da chi lo ha sentito. Se invece si tratta di una apparizione da un lato non appare cosi reale ciò che viene detto. Infatti la persona può pensare che forse è un prodotto della propria fantasia, del proprio inconscio.

Junk perseguiva scopi occulti/segreti attraverso le apparizioni. Otteneva i suoi scopi misteriosamente, non apertamente. Cercava di negare in qualche modo, ma non completamente, la realtà dell’apparizione. E mai l’avrebbe ammessa di fronte ad altri. Egli mi suggeriva che l’apparizione era opera di diavoli che sono in giro. (“Eh, ce n’ è di diavoli in giro”: questa la prima reazione. Logica. Visto che lui può fingere di essere un diavolo, un “diavolo” può fingere di essere lui! ). Diceva che nella apparizione forse usciva fuori il suo inconscio. Erano versioni contrastanti.

Fece persino apparire mia nonna, per confondermi le idee, per non farmi pensare che appariva sempre e solo lui.

Ma, confrontando le due apparizioni, ci sono differenze fondamentali.

L’apparizione di J. era più , ma soprattutto nella voce. Era proprio la sua, come se fosse li.  Erano diverse frasi, una conversazione, una volta. Mia nonna invece era rappresentata più come una bambola,  mi sembra, cioè un viso senza i suoi difetti: un porro abbastanza visibile sotto un sopracciglio. Era penombra e sarebbe stato difficile del resto vedere bene tutti i particolari.  L’apparizione durò pochissimo. Disse una sola parola che era un sussurro. La voce di mia nonna non era assolutamente distinguibile. Posso pensare che J abbia di proposito scelto di apparire in forma di mia nonna quando era penombra e che inoltre dicesse una sola parola sussurrata.

Ancora una cosa. Io allora non lo notai, ma mia nonna non sapeva che dovevo svegliarmi a una certa ora. Invece sussurrò “svegliati”, come se lo avesse saputo o che addirittura io le avessi chiesto di svegliarmi. Il J. invece sapeva che io dovevo svegliarmi perché leggeva nella mia mente. Io allora non feci caso a questi dettagli che invece mostrano come mai nonna effettivamente non poteva apparire e dire quella frase, mentre J. si.

Per non parlare poi del fatto che mia nonna non è mai apparsa a me o ad altri, né prima né dopo…

Questo episodio può mostrare la mancanza di scrupoli di J. Non si preoccupa degli effetti delle sue azioni. Non è un delitto fare finta di essere un diavolo o di essere un’altra persona? Fare apparire la figura di un diavolo dentro un’altra persona? O negare di essere apparso quando lo ha fatto, o dare una interpretazione volutamente menzognera del significato di una apparizione?

Per concludere è bene diffidare delle apparizioni. Forse meglio sarebbe fare finta che non ci sono mai state, assolutamente.

Se vuoi dirmi qualcosa, dimmelo di persona!  Piuttosto scrivimi una lettera!”

 

postato da: vivamerlin alle ore 07:22 | Permalink | commenti
categoria:apparizione è cattiva azione
domenica, 24 maggio 2009

In questo blog intendo contribuire con la mia esperienza a dare una risposta alla domanda posta.

 

Ho percepito il mago e poi lo spirito maligno del mago stesso con la vista (ho visto molte forme), con l’udito (ho sentito i suoi rumori e i pensieri, la sua voce ), con l’olfatto (portare in giro una massa biancastra e maleodorante) e con la percezione della sua presenza attraverso la percezione distinta del suo odio, per esempio, o di altre reazioni emotive, anche quando nulla era visibile o udibile. Ovvero la distinta percezione dei suoi attacchi fisici e/o psichici… 

Cosi testimoniando voglio contribuire alla conoscenza delle manifestazioni , nel caso specifico da me conosciuto. Per oggi parlerò di ciò che con la vista si può vedere, che io ho visto, del diavolo.

Dico diavolo per brevità, ma devo chiarire: si tratta di un solo essere, che io ho conosciuto. Era un uomo in carne ed ossa.

Raccontava di essere speciale fin dalla nascita. E non mi stupirei che per farsi notare il suo spirito sia già uscito a saltellare in forma di palla davanti a sua madre, per farle capire come lui fosse meglio del proprio fratello.. Questa è l’immagine che mi viene in mente ogni volta che ricordo  appunto le cose che disse a proposito della sua originaria specialità. È lui che mi ha suggerito mentalmente questa immagine? O sono io creativa a tale punto? Comunque lui non ha detto questo, solo che lui non era un bambino normale, insomma disse normale nel senso di inferiore a lui, normale come mediocrità. Egli ricordava, mi disse in quella o altra occasione, il momento in cui usciva dal ventre materno. Cosi disse.

 

Non ho specificato il perché lo chiamo diavolo. egli usciva fuori dal corpo col suo spirito dunque poteva passare fin da quando era in vita per spirito disincarnato.

Al momento della morte, mentre riceveva le molte coltellate che lo uccisero, egli col suo spirito andava in giro, si indebolito, ma senza mostrare emozioni che ci si aspetterebbe in questi casi. Non mi diede l’impressione che fosse sconvolto, sofferente, solo privo della solita forza vampirica. Ero io a soffrire di meno, nell’attacco che lui mi fece, a quanto mi fu dato di ricostruire in seguito dal racconto di una persona che aveva sentito i particolari della morte che no comparvero neppure sui giornali, sul momento della morte. Come al solito faceva nel primo pomeriggio, diciamo fosse verso le due le tre, forse un poco più tardi, mentre camminavo per la strada sentiti come una specie di leggero vento mi passasse sul cuore ma non mi prelevava energia come al solito. Attacco quasi del tutto mancato. Non sembrava avesse forze per farlo. I vampiri non sono esseri che non hanno energia, i vampiri sono come i ladri che  si vogliano impadronire dei beni altrui. A volte sono dei ricchi che si appropriano dei beni dei poveracci. Cosi era in vita e in morte questo tale.

Dunque direi che il fatto che avesse un corpo fisico, sempre ben nutrito e visibilmente strabordante di energia non dovrebbe di per sé impedire di dire che era un demonio.

San Girolamo diceva che il diavolo è una sanguisuga, intendendo che è un vampiro. Si. questo aspetto è verissimo nel caso in questione. (Vedi su questo il libro di Jean-Claude Smitth intitolato  Medioevo “superstizioso”).

Inoltre lo definisco diavolo perché era un calunniatore. Perché era una persona malvagia in modo che non è possibile comparare a nessun essere umano che io abbia conosciuto o perfino letto. È uno che fece in modo da danneggiare sua madre in tale modo da renderle impossibile uscire di casa. ritengo che l’abbia fatta cadere molte volte e resa cosi insicura. In casa usava uno strumento metallico, che ho personalmente visto, per muoversi. Usciva di casa, bontà del diavolo, solo una volta l’anno, a natale - per costringerla a preparargli il pranzo quando lui aveva più di 60 anni! In questo modo lei doveva anche essergli grata, poiché lui aveva la buona grazia di andarla  a trovare. Cosi era lei a pagare il telefono per lui e il pranzo. Posso scommettere che lui no pagava una lira a sua madre. Qual mafioso farebbe cosi? Ho detto questo sulla famiglia per sottolineare che non faceva distinzione tra amici o nemici. Ritengo che abbia ucciso le sue stesse guide spirituali per prenderne il posto! Non ho amici, diceva senza specificare il senso. Ma trapelava un senso di superiorità. A volte diceva che erano tutti uguali. Cioè faceva intendere che lui era buono ma gli altri erano tutti cattivi, tutto uno schifo. Una volta gli chiesi se avrebbe voluto aver figli. ( Questo glielo chiesi quando era in corpo fisico ed era ancora in vita e io del tutto ignara di chi era veramente lui. ) Mi rispose velocissimamente: “Si, una bambina.” Perché mi ha risposto tanto veloce? Forse aveva qualche cosa da nascondere, che se avesse parlato lentamente io avrei potuto discernere?

Era uno che per gelosia di suo fratello normale ha fatto apparire il diavolo nel corpo di quello davanti a una persona fragile mentalmente che si è messa a urlare che quella persona era il diavolo! Quale mafioso, quale killer professionista, quel criminale farebbe queste cose? C’è un limite anche per loro, ma non per un diavolo. Avrebbe considerato una debolezza indegna di sé stesso, se avesse pensato di risparmiare qualcuno,

Inoltre faceva tutto quello che si racconta di peggio del diavolo.. però non mi risulta che andasse all’inferno. Ma finse di poterlo fare, quando era in vita facendo apparire, una sola volta davanti a me un piccolo e breve odore di carne bruciata e di zolfanello … Ironia della sorte, una donna, una mia buona conoscente mi disse, senza che io le avessi assolutamente mai parlato delle mie esperienze col diavolo, che anche lei conosceva, che aveva fatto in quello stesso periodo la stessa esperienza in casa propria –distante dalla mia casa di poco più di un chilometro – odore di zolfanello e di carne bruciata. Poiché suo padre era morto da poco -

La sua morale era che non esistono limiti. Si può fare tutto ciò che si vuole. Se dio mi ha dato quei poteri, mi disse, è perché voleva che li usassi, mi disse. Obbiettati: dio a me, per esempio ha dato la facoltà di usare coltelli. Se io venissi li e ti uccidessi, magari buttandoti dalle scale, sedia a rotelle e tutto, potrei farlo, secondo la tua logica.. questo è diverso, mi contestò prima di scomparire. Era ormai ammalato e in sedi a rotelle. Era ammalato per via dell’uso dei suoi poteri, talmente intenso che si ammalò gravemente. Anche a questo ho accennato.

Bambini animali piante non c’era nulla che lui no potesse danneggiare. Se serviva allo scopo, qualunque fosse, che perseguiva poteva far piangere un bambino per settimane.. era pedofilo, e alla sua morte la polizia rinvenne in casa sua fotografie compromettenti in tal senso.

Ho parlato nel blog di costui e dunque userò per brevità a proposito di questa persona la parola diavolo. quando farò riferimento ad altri diavoli ovviamente  specificherò di chi parlo.

Io ho conosciuto un solo diavolo. dopo questa premessa sul fatto che chiamerei questo uomo “diavolo personale” o “demonio in carne ed ossa” (“ese ombre es el mismo mismissimo dimonio” possono dire in spagna ) e dopo la morte, avvenuta ormai di molti anni, è uno spirito maligno che ancora tormenta. La cui sola differenza è il fatto che in vita, secondo me, mandava in giro i suoi odori corporei, mi parve, più d una volta che mi infastidisse con la puzza dei suoi calzini sudati. Ora questo non lo può fare può certo prelevare l’odore dei calzini altrui …

 

Dunque ora torno alla domanda che nel medioevo si facevano. Di questo parla il libro che ho citato prima. In effetti la domanda è di grande significato dal punto di vista scientifico. Il diavolo, questo lo sappiamo, è uno spirito. Dunque che forma dovrebbe avere uno spirito? Allo stato naturale come sarebbe?

È diverso dallo spirito degli uomini? Più pesante? Più grande in dimensioni?

Nelle Bibbia si parla della forma dello spirito umano. È un filo, dice la bibbia. Un filo d’argento. Un filo bianco.

Nella stessa Bibbia le prime due volte in cui si parla del diavolo se ne parla chiamandolo “serpente”. 

Ora, quale è la differenza di forma tra un filo d'argento e un serpente? Mi sembrano simili, come forma. Se vedo un filo muoversi certo posso pensare a un serpente, so che i fili non si muovono.

Io ho visto la forma di filo, nella mia vicenda col diavolo, una sola volta, in India, mentre stavo in un Ashram e pregavo di scoprire cosa ci fosse di rotto in me per intrattenere una relazione col suddetto mago. (avevo visto in effetti fino allora molte cose stupefacenti e lo avevo ormai intuito capace di uccidere ).

Ne ho già parlato. Mentre stavo rivolta verso la finestra, fortuna insperata, ho visto una nuvoletta, un filo lungo come minimo un metro, disposto a forma di spirale, perfetta, che scendeva a volo dalla parte alta della finestra aperta (era prima del 25 agosto nel 1990) e arrivava al punto in cui sta il cuore, il mio cuore, e li scompariva. Non si dissolveva, ma semplicemente entrava nel cuore,. Dopo di che sentii dentro di me emozioni che dicevano che io amavo il suddetto uomo, il lago/diavolo.  Poi sentii nella pancia ragionamenti che dicevano che avrei preso il primo volo per tornare a casa, dal tipo che tanto amavo. Egli si sostituiva alla mia volontà. Di colpo io desideravo la persona da cui ero fuggita proprio prendendo il volo per l’India. (Circa un mese prima, dopo avergli mandato una lettera di addio e scritto che mi restituisse ogni lettera che gli avessi inviato. Una richiesta che non avevo mai fatto a nessuno prima.)

Allora capii. Io sono come San Tommaso, se non vedo, non credo. Possessione è impossibile a immaginare, a meno che non si veda letteralmente materialmente scomparire lo spirito o qualche cosa nel corpo di una persona e dopo di questo, immediatamente dopo di questo,  vidi quelle manifestazioni per le quali io credevo di non essere a posto, di stare impazzendo.

Ora ci vedevo chiaro. La cosa io ora ero anche in grado di accettarla, poiché avevo già sperimentato il diavolo abbastanza da capire che era un uomo capace di uccidere, una persona malvagia a tale punto. Tempi addietro consultando I Ching (il libro cinese cui si chiedono consigli sul comportamento da tenere rispetto a un problema) mille volte, ansiosa, sul mio fidanzato, mi venne come risposta: “sei arrivata al cuore del signore delle tenebre. Uscire da porta e cortile non è una macchia”. Pensai : è cattivo è vero, ma un diavolo.. adesso si esagera…

Non mi era possibile immaginare con la mente una malvagità del genere. Non avrei potuto concepire che una persona entri dentro un’altra per costringerla –manipolando occultamente le sue percezioni, emozioni e pensieri e anche letteralmente conducendola essendosi impossessato del suo corpo appunto con la possessione - a una relazione che non desidera, che la rende infelice, perfino a incontri sessuali.

Immaginare che il male esista mi era stato impossibile. Ma ora che avevo visto il filo materialmente entrare in me, anche se non sapevo quello che in proposito era scritto nella Bibbia (sullo spirito che ha la forma di un filo bianco ) io avevo capito che il sentimento e la volontà che si manifestavano nel “castello della mia pelle ” non erano comunque le mie.

Ad allora non avevo neppure letto un libro che trovo molto serio. Intitolato El fantasma de los  vivos, di H. Durville. Il libro è di carattere scientifico, scritto nel 1909. la materia è esposta in modo chiaro, semplice al massimo. Il libro inizia riassumendo tutte le ricerche precedenti in materia di sdoppiamento dall’anima dal corpo. Persone che ne sono capaci vengono sottoposte col loro consenso a esprimenti, alla presenza di sei testimoni. Si testimoniano i fatti anche attraverso fotografie.  Le teorie sviluppate sull’anima nell’antichità in culture diverse. Poi passa alla sperimentazione. Si parla di vivi che fanno uscire l'anima dal corpo. Egli raggiunge la conclusione che lo spirito che esce dal corpo è tutta quella persona: volontà, vista udito  eccetera. Ciò che resta non è che un cadavere. Ho raccontato una volta che un bacio con costui mi aveva dato l’idea di toccare la plastica. Ho da poco per puro caso letto un mio diario di poco successivo agli eventi e ho trovato che parlavo della sensazione “cadavere”. Proprio questa parola!  (Non so come ho poi parlato di “plastica”, che però da comunque la sensazione di insensibilità totale, come di cosa inanimata. D’altro canto dall’episodio e il diario al blog sono passati circa venti anni!  ).  È ciò che leggo ora in questi libri, che il corpo, una volta che lo spirito è uscito, resta come un cadavere. Evidentemente nel momento che io avevo descritto il corpo del mago stava vicino a me, ma  il suo spirito era dentro di me ma il suo corpo fisico era rimasto appunto vuoto, un cadavere! Privo della sensibilità, la quale stava in quel momento fuori del suo corpo. 

Intendo dire: quando il diavolo in forma di filo è entrato nel mio corpo la sua forma era di filo poiché gli era più facile volare. Non intendeva affatto essere visto da me. era il suo spirito  piegato allo scopo. Suppongo che abbia volato in forma di filo diritto dall’Italia all’India e li si è dato forma di spirale per atterrare sul mio cuore in modo indolore. Se vuole il diavolo ha mostrato di entrare nel corpo come un colpo dato con violenza, molto forte, che è perfettamente percepibile. Questo l’ho sperimentato dopo, quando il diavolo non solo non vuole ingannare, e quindi rendere occulti i suoi affari, ma vuole farmi sentire si suoi colpi deliberatamente. Cosi che io lo tema, che non dica nulla alle persone che lo hanno conosciuto in primo luogo.

Dunque ecco qualche riflessione e esperienze  sulla forma naturale del diavolo.

A proposito: l’anima che esce dal corpo, nel libro appena citato compare come una luce, per esempio che sta a mezz'aria. Che gli sperimentatori hanno fotografato, che si mostra nel libro.

È un' esperienza che ho fatto anche io diverse volte. A volte, timorosa ho scritto che si tratta di “una presenza che si muove a mezz’aria”, e ho taciuto –ma può darsi che nei diari più vicini alla esperienza io ne abbia parlato  - sul fatto che ho visto una luce, oltre che sentire una presenza. (Ricordo che era mattina e io mi ero appena svegliata. Di notte, al buio, sarei stata più sicura di aver visto una luce.) La luce l’ho vista per pochissimo, un istante. Cosi che avevo anche un dubbio e una incertezza nel raccontarlo. Non sempre del resto la luce è presente. Sento una presenza, batte per farsi sentire a volte, a seconda. Oppure sta zitta ma in qualche modo sento che c’è, per esempio osservando il mio stato psicologico/fisico.  È ovvio che nel libro abbiano mostrato l’’anima come luce, altrimenti come avrebbero potuto far vedere qualcosa? Devo dire che in una foto c’è una piccola miriade di luci, e io questa non l’ho mai vista. 

 

Per concludere:  forse che se non vediamo un’immagine che richiami alla nostra mente un diavolo cosi come mostrato in dipinti, il diavolo non c’è?

“Quando si nomina il diavolo ne spunta la coda” (o le corna), si dice. Ma sicuramente il diavolo non ha bisogno di coda o corna o faccia da scheletro con barbetta per esserci.

Inoltre, tengo ad anticipare: se si vede il diavolo dentro una persona c’è chiedersi se la persona che la porta se ne accorga e se abbia nulla a che fare col diavolo. Più probabilmente nulla.

 

La forma dello spirito di un vivo dicono sia un “filo” che si dispone naturalmente lungo la spina dorsale nei vivi.

 

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sabato, 23 maggio 2009

Ho fatto una sintesi chiara di tutte le difese che uso .

Ci sono alcune novità rispetto al passato, in particolare l’uso degli spilli da sarta e l’uso delle spille a balia, cui si siano spuntate le estremità, dal lato della chiusura.

 

Ventilare l’aria. Ci sono ventilatori. Anche sono in vendita apparecchi che purificano d’aria che prevedono anche un tasto per ionizzare. Io ho avuto anche questi apparecchi, ma poi ho preferito i ventilatori, poiché facevano meno rumore rispetto a quanto ventilavano. Tuttavia gli apparecchi che purificavano l’aria avevano anche un tasto per ionizzare. Io usavo raramente quel tasto e non ho fatto caso a differenze che la ionizzazione avrebbe comportato. Ora, che vedo quanto grande sia la difesa apportata dagli odor remover, cioè saponi in acciaio antiodore, sulla cui etichetta sta scritto che: “uno speciale processo di ionizzazione elimina… gli odori persistenti” mi chiedo se quel tasto per ionizzare l’aria non avrei dovuto usarlo…

In seguito alla morte del mago nero, speranzosa che fosse tutto finito –e invece tornò in forma di spirito maligno -, regalai i due apparecchi che avevano questo tasto. Dopo ripristinai l’’uso dei ventilatori.

Il ventilatore non ha lo scopo, in questo caso di raffreddare, ma piuttosto di ventilare. È meglio per la salute che l’ambiente non sia troppo freddo, naturalmente. Dunque preparatevi a tenere acceso il calorifero, quando necessario. 

 

Protezione dell’angolo di lavoro. Io mi siedo su uno sgabello di legno e per difendere questo angolo uso due sistemi, oltre al ventilatore che oriento verso il punto in cui lavoro, magari a altezza sopra la mia testa.

Ho parlato prima degli spilli da sarta, che infilo premendo sulla capocchia, dentro la imbottitura della sedia. Non occorre affatto che si mettano in verticale, o che la capocchia sia visibile. Posso dire che mi proteggono e non sento un fastidio che sentivo sempre nel “sedere” – parte cui il diavolo è interessato perché ricca di energie - quando mi sedevo sullo sgabello privo di spilli. 

Aggiungo un gruppo di calamite di vario genere (cioè avanzi di anni di sperimentazione sulle calamite: sono calamite troppo grosse e pesanti per portare sul corpo, e non tanto forti, come per esempio quelle da lavagna ) , che metto disordinatamente –le calamite si attaccano le une alle altre spontaneamente orientandosi e respingendosi secondo la loro polarità – sotto lo sgabello e/oppure davanti allo sgabello. Qui lo spirito maligno sa che può capitare male e ha smesso di darmi fastidio alle gambe e alle ginocchia come faceva prima. se avete una sedia potete regolarvi allo stesso modo, ingegnandovi di usare gruppi di calamite nella maniera più idonea e vicina ai piedi e a tutto il corpo. se la vostra sedia non è imbottita compratevi un bel cuscino e infilate li un po’ di spille…

 

Accedere l’incenso è piacevole e utile nel bagno, visto che in bagno non è opportuno, bagnati e nudi, che si accendano ventilatori.

 

Accendere candele è purificante. Per me, il valore delle candele sta piuttosto nel fatto che si possa effettivamente vedere come un posto infestato, sotto l’azione di una fiamma di candela, formi fumo scuro. Solo le infestazioni che appunto vanno in fumo. È una prova evidente che l’infestazione c’è. Se volete fare l’esperimento, naturalmente assicuratevi che la vostra candela non faccia fumo di suo…

Ci fu un periodo,diversi anni fa, dopo la morte del mago, in cui mi capitava di svegliarmi di buon umore, ma dopo poco che giravo per la casa mi sentivo molto depressa, in pochi attimi cambiavo di umore. Per caso un giorno, sentendomi pungere le gambe sotto il tavolo misi li una candela che avevo sul tavolo e vidi una piccola nuvola di fumo. Poiché era buio pensai che forse mi ero sbagliata. Ma un giorno sentendo un improvviso forte dolore alla vita ho spostato una candela subito vicino e sentii che il dolore scompariva. Sollevai la candela in alto e vidi letteralmente nuvole di fumo formarsi. In vari punti della casa, sopra l’altezza della mia testa, l’aria prendeva fuoco, diciamo. Da allora ogni mattina ripulii la casa con questo sistema e non ebbi più cambi di umore. Ecco come il diavolo si stancò di infestare e ora non lo fa eppure più. Questo genere di attacco lo farebbe affaticare inutilmente.

Prova dunque a passare la fiamma di una candela sul tuo corpo. prima, per evitare scottature, mettiti in bagno e bagna il corpo, e poi procedi mettendo con cautela la candela vicino al corpo. Se vedi del fumo scuro puoi chiederti perché.

 

Per ciò che riguarda il letto metto in funzione varie cose, di cui ho già parlato:

intanto mentre dormo metto il ventilatore letteralmente ai piedi del letto, e oriento il flusso sopra la mia testa. Il flusso d’aria rimbalza contro la parete che sta dietro la mia testa e mi protegge ulteriormente.

Copro il materasso con una plastica morbida, tipo tenda da doccia. Questa è una difesa molto importante. Prima che io riparassi in questo modo il letto di fatto il diavolo, come fosse una  scimmia dalle possenti spalle –giusto in India c’era uno scimmione, il capobranco, che a volte, con tutta la tribù di femmine e piccoli poteva inseguire un turista che aveva con sé una borsa di plastica trasparente piena di alimenti e posso dire che faceva cosi paura che io personalmente ho fatto cadere la borsa – mi dava letteralmente spallate che squassavano la struttura del mio corpo. Erano attacchi tremendi. Allora non avevo nulla o quasi nulla per difendermi. Avevo forse già scoperto e applicato l’uso del ventilatore, ma appunto da sotto il letto e dal materasso il diavolo veniva riparato.

Per ripararmi, mettendo insieme consigli raccolti a destra e a manca avevo fatto costruire un letto di legno, con la base di legno di alcuni centimetri. Non bastando avevo dovuto aggiungere altri tre strati di legno, di tre centimetri ciascuno. E naturalmente dovevo rinunciare al materasso, dove il diavolo si sarebbe annidato. In cambio comperai un copri marasso. Per quanto di lana, era sottile e dunque dormivo sul duro.

Non bastava. Avevo fatto aggiungere uno strato di granito di tre centimetri, il più piccolo che si possa avere. Finalmente il diavolo era impossibilitato a darmi colpi da sotto il letto.

Però il letto era freddo. Poi avevo aggiunto tre strati di rame, di qualche millimetro ciascuno, i più spessi che avessi trovato in giro. Con il rame la forza negativa del diavolo veniva parzialmente neutralizzata. Dunque godevo di una protezione in più che potevo notare.

In seguito non avevo più voglia di dormire su un coprimaterasso. Cosi mi venne in mente una intuizione che avevo avuto, che il diavolo non attraversa la plastica. Il che è verissimo.

Dunque mettendo tra materasso e coprimaterasso una plastica si dorme sul comodo e devo dire che non ci si accorge del fatto che abbiamo sotto una plastica.

 

Ora comunque uso anche qualche altro trucchetto.

Ho raccontato di come si ottenga un ciondolo con due punte semplicemente spuntando la chiusura di una spilla a balia. Io distribuisco qua e la sul coprimaterasso, sotto il lenzuolo di sotto, molte punte. Posso dire che al diavolo non piace poggiare su quelle punte. Dunque la portata dei suoi attacchi è più limitata. Egli deve stare attento a dove mette “i piedi”. (Una soddisfazione di per sé). L’unico fastidio che mi da questo sistema è che le punte tendono, stando sdraiati sul letto, a avvicinarsi le une alle altre. Il fatto non produce danno alla persona, ma si riduce la protezione. Dunque occorre avere la pazienza di controllare e separarle. Non ho ancora pensato una soluzione alternativa che mi sembri adeguata.

Un’altra cosa che faccio è mettere degli odor remover (cioè quelle piastre d’acciaio di cui ho parlato in precedenza, che sono vendute per liberare gli odori)  sul lenzuolo (quello di sotto, naturalmente). Liberando il diavolo dal suo carico infestativo (che è un carico di una specie di odore cattivo ), indeboliscono gli attacchi. Tolgono quanto meno quel carico di sporco con cui il diavolo ci può intasare dentro.

 

LE NOVITÀ STANNO NELL’USO DEGLI SPILLI DA SARTA SULLA IMBOTTITURA DELLO SGABELLO E L’APPOGGIARE SUL COPRIMATERASSO, SOTTO IL LENZUOLO, I CIONDOLI A DUE PUNTE OTTENUTI DA SPILLE A BALIA.

 

PER QUANTO RIGUARDA LE SPILLE A BALIA, ATTENZIONE:

 

VA SPUNTATA VIA NON SOLO LA CHIUSURA DELLA SPILLA, MA ANCHE L’ ESTREMITÀ DELLA PUNTA VIVA.

ANCHE SE NON SONO PUNTE VIVE COMUNQUE SONO EFFICACI.

 

 

EFFETTO SORPRESA. Si può tentare di fare dei brutti scherzi al diavolo, che gli diranno/daranno il fatto suo. Parlo di cambiamenti a sorpresa. Per esempio una volta sono stata attaccata malamente alla testa. Ho valutato che venivo attaccata da dietro la testa. Il diavolo si difendeva riparato dal bordo del materasso, che in quel caso presentava uno spazio. (Non dormivo nel mio solito letto ). Ho messo un pezzo di tela pieno di ciondoli a due punte nel punto in cui presumibilmente si era infilato per colpire la testa, tra il muro e il materasso. Devo dire che d’improvviso gli attacchi da quel punto sono cessati.  Insomma gli ho dato una piccola lezione. Il diavolo non è imbattibile.

Infilare in qualche punto, a caso, una qualche difesa che il diavolo non si aspetta, oppure cambiare di posizione quelle che abbiamo, lo può far cadere in trappola.

 

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categoria:difese ambientali antidiavolo
venerdì, 22 maggio 2009

Del valore della punte ho già parlato. Ho scritto che il diavolo è una energia statica (si può percepire chiaramente come una presenza che si muove a mezz'aria ) che si scarica con le punte. Uno spirito che incroci una  perde forza. Se è lo spirito di un vivente porta con sé quanto meno la propria forza. Alla propria forza può aggiungere quella che ottiene appropriandosi delle energie altrui. Vampirizzare significa tempo e sforzo: lavoro. Scontrarsi con una pianta spinosa o con delle punte di qualche tipo significa perdere le energie.  Dunque ci sono probabilità che il diavolo scelga una vittima inerme, e non una che porti punte su si sé.

Ricordo come le punte siano una difesa tra le più antiche e diffuse, presente in diverse culture. Già gli antichi ebrei consideravano protettive le piante spinose. Anche, ho trovato le punte usate in Siberia a scopo protettivo (vedi nei riferimenti Adria Tassoni). Noi troviamo l’uso contadino dei chiodi, che mettevano nei materassi. L’ho ricordato altrove.

Se potessimo far cadere il diavolo  su una pianta spinosa ovvero su un mazzo di chiodi messi in un bicchiere con le punte in su come fiorellini gli faremmo un bello scherzetto. 

La misura di un centimetro è quella che troviamo sempre nelle punte che si trovano nelle collane che si usano in Sudamerica a scopo protettivo. Possiamo presumere che la lunghezza di almeno un centimetro sia sufficiente allo scopo. La mia esperienza lo ha confermato.

Fissiamo dunque un obbligo all’uso di punte di perlomeno un centimetro.

Io uso le punte in questa forma:

1.      Spilli da sarta.

Li ho infilati nella imbottitura dello sgabello su cui studio e anche nella sedia imbottita del mio posto di lavoro. da il vantaggio di non sentire mai il diavolo che ci lavora comodamente poggiando o toccando quelle imbottiture. Si tratta di infilare anche completamente le spille da sarta dentro l’imbottitura spingendole dalla capocchia. Ci si dimentica poi di avere quelle difese, ma continuano nel tempo a proteggerci. Si potrebbero anche infilare nel materasso dalla parte del fondo, ma per proteggere dagli attacchi del materasso io trovo più sicuro semplicemente usare una plastica tipo tenda da doccia stesa su tutto il materasso, sotto il coprimaterasso.

2.      Collane con punte di un centimetro. 

Queste collane le ho trovate nelle bancarelle e a quanto ne ho capito provengono dal Sudamerica. Hanno uno scopo protettivo rispetto al diavolo, alle azioni degli stregoni. Gli stessi stregoni ne hanno bisogno per difendersi dagli altri stregoni. E se non lo sanno loro…Il bello di queste collane è che fa rende i chiodi o le spine, diciamo, portabili direttamente sul corpo. infatti queste punte non costituiscono pericolo per la persona che le indossa.

Ce ne sono a una sola punta fissa, con la punta piuttosto grossa. Ce ne sono a due punte, fisse, che non costituiscono pericolo visto che si tratta di collari, diciamo, che stanno fissi al collo. Ce ne sono altre con 8 (otto) punte, di solito.  queste punte sono di forma cuneiforme. La parte più grossa, alla base, permette di passare dentro il filo della collana. Questi piccoli cunei si muovono liberamente attorno al filo. Per questo non mi è mai capitato di esserne punta. Infatti la punta se trova un ostacolo cambia posizione, non oppone resistenza. Direi che queste collane costituiscono un progresso decisivo rispetto al limitarsi a usare le punte come chiodi nel materasso o nel porre due piante di biancospino ai lati della casa come beneaugurante. (Ho visto una bella fotografia in un libro ) .

Io ho usato lungamente queste collane e ho potuto vedere che proteggono il punto del collo. Se si indossa una di queste collane si può essere attaccati sopra la collana, alla testa, oppure sotto. ma non si assiste più a un attacco complessivo che comprenda spalle e testa. è comunque un risultato! comunque è proprio vedere queste punte sudamericane cosi astute da poter essere appese che mi è venuta l’idea folgorante che segue, che permette di coprire quasi tutto il corpo di punte, di metterle dove si vuole senza pericolo.

3.      Ciondoli a due punte ottenuti spuntando spille a balia.

Un ciondolo a due punte si può ottenere spuntando una spilla a balia, eliminando cioè il punto che serve a chiudere e poi spuntando leggermente la punta viva. Devo dirlo, mi sento più sicura se la spunto appena un poco. le punte delle collane del resto non sono punte vive, sottilissime come un ago. E la mia esperienza mi dice che sono efficaci comunque. 

La modifica alla spilla a balia sta nel tagliare  via la chiusura e spuntare la punta viva. Io l'ho fatto con un trincetto abbastanza piccolo, che ho comperato dal ferramenta, lungo circa 20 centimetri e con una punta, dalla vite in su, di 5 centimetri -

Avevo avuto in passato l’idea di piegare un pezzetto di filo di ferro  in modo che formasse un anellino e due punte. incollando e appendendo con una cordicella questa specie di ciondolo lo si sarebbe potuto appendere ovunque si volesse nel corpo. poiché la punta pende liberamente non costituisce pericolo.  Il tutto appariva difficile a realizzarsi. Tanto più che sarebbe stato necessario che il ciondolo fosse di acciaio.

 Mi sono accorta, questo è il mio piccolo "colpo di genio", che le solite spille a balia, con una piccola modifica, diventano un perfetto ciondolo a due punte. sono, diciamo, quasi pronte all’uso.

Occorre solo scegliere, perché la spilla sia adatta, il tipo di spilla, che fra l'altro mi sembra il più consueto, che ha, a una delle due estremità, un piccolo cerchietto, come un anellino, insomma un buchetto. Li possiamo fare passare una cordicella sottile cui appendere la spilla a balia.  

Dobbiamo anche scegliere delle spille non piccolissime. Ogni punta deve essere lunga perlomeno un centimetro dopo aver spuntato la spilla. Si possono appendere anche più lunghe, ma francamente preferisco che siano solo un poco più lunghe di un centimetro.

Come fissarle? Si possono fissare con qualche punto di cucito la cordicella sottile, fare passare un capo dentro e poi fare un nodo, un fiocchetto. Io per il momento uso un metodo un poco spartano. Semplicemente mi servo di una spilla a balia che sia sicura, più piccola possibile. infilo nel buchetto di questa seconda spilla il filo della prima, chiudo con un piccolo nodo. La spilla è pronta, fatta da una spilla a balia piccola che sorregge il ciondolo formato dalla seconda. È chiaro? Spero di si, che non sia necessario che io accluda una fotografia.

Essendo punte che pendono da una cordicella, che deve avere una lunghezza di almeno qualche centimetro in modo che oscillino e si muovano con libertà, non costituiscono pericolo. Le uso ormai da diversi mesi. Le uso a decine, presumo ormai superino il centinaio.

Ovviamente non posso appenderle nella parte esterna dei vestiti. Ho applicato questo sistema estensivamente a un pigiama di cotone e a una maglietta di cotone che porto sotto, sulla pelle. Nonché, dimenticavo per pudore, su delle mutande pure di cotone. Si può appendere le punte sia in modo che le punte tocchino direttamente la pelle, sia, e credo che abbia lo stesso valore, dalla parte esterna. Il cotone difende noi il nostro corpo fisico dal contatto con le punte, e dunque ci è utile, ma un corpo disincarnato non è in alcun modo protetto dalle punte se le trova appese fuori o dentro un semplice strato di cotone.

Se un demone si avventa su di noi, tutte queste piccole punte costituiscono una barriera. Di fatto quella presa forte che il diavolo ha se non si usano punte ora non la può avere. Tuttavia devo dirlo: occorre che come minimo l’interno del corpo sia protetto bevendo acqua in cui per dodici ore si sia lasciato macerare dell’aglio tagliato a fettine. Diluite con del succo di limone, il succo di tutto un limone e anche con ulteriore acqua se necessario, o del succo di frutta di vostro gradimento, o sciogliendo dentro un poco di miele, se volete.

Ecco che facendo solo queste due cose, usando aglio e punte, voi ottenete una difesa molto grande.

Direte che orrore: ma a mali estremi, estremi rimedi. Io ho usato a difesa tante cose che si dicono protettive, come anelli con disegni particolari, che ho ancora alle dita perché sono carini, ma non servono a nulla. Solo per fare un esempio.

Dimenticavo: io evito con cura di appendere queste punte nei luoghi dove si possa rischiare che le punte incrocino gli occhi o la spina dorsale. Sto attenta a questo. Fatelo anche voi. Io metto delle punte nelle maniche del pigiama, ma non nell’ultima parte della manica.. insomma voi stessi state attenti al pericolo, evitate anche il minimo rischio. Stessa cosa per la spina dorsale.  Tutta la fascia della spina dorsale è scoperta. Io faccio cosi. fatelo anche voi. Prendete tutte le precauzioni che ritenete opportune. Anche, finora non ho messo punte né sui piedi né sulle caviglie. Le metto dentro dei guanti particolari, molto grossi, da cui le punte non possono uscire.

Posso solo dirvi cosa faccio io. Non mi prendo responsabilità per ciò che farete voi.

Queste due difese insieme sono importanti, ma ancora non del tutto sufficienti per tutto il tempo. non sempre avete voglia di bere l’aglio. E comunque può non bastare. Di fatto io uso anche le calamite e le piastre di acciaio.

I punti dove non si mettono punte si proteggono con altri metodi, piastre o calamite, e infine c’è l’olio canforato con essenze vegetali.. ovvero i composti come l’olio o balsamo di tigre o altro composto a base di canfora. Ne abbiamo parlato.

postato da: vivamerlin alle ore 05:38 | Permalink | commenti
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giovedì, 21 maggio 2009

 

Finalmente ho trovato delle piastre d’acciaio di forma e dimensioni portatili.

 

Sono delle piastre che non solo impediscono l’entrata dello spirito nei punti della pelle in cui li appoggiamo, ma anche dissolvono molta della carica di energia che lo spirito diabolico porta con sé, che gli da più potere, più possibilità di nuocerci. 

Insomma sono un sistema di anti-infestazione che portiamo sul corpo stesso.. Meglio che accendere un incenso nella stanza, o accendere qualche cero per disinfestare l’aria…

 

Si tratta di piastre di 2 millimetri circa di altezza, 8 centimetri di lunghezza e 4 di larghezza. Hanno un buco da un lato, da cui si può passare un filo con cui si possono appendere o fissare col filo. Oppure anche semplicemente (e questo è ciò che io faccio)  mi servo delle calamite che già sono fissate nel corpo per fare passare tra una calamita e l’altra della coppia, eventualmente, una di queste piastre.

Come nella pratica si può intendere, in certi punti sarebbero troppo scomode da portare.

Si tratta di fissare nel modo più comodo sulle parti da difendere queste piastre.

 

Queste specie di piastrine sono in commercio come “sapone di acciaio antiodore”, che “spazza via dalle mani ogni odore”, anche quelli più persistenti come aglio, cipolla e pesce.

 

Sulla confezione è scritto che:

 

“Uno speciale processo di ionizzazione elimina dalle mani gli odori persistenti!”, gli odori “entrenhados nas maos”.

 

C’è scritto che occorre:

 

“Strofinare le mani con la saponetta sotto l’acqua fredda per rimuovere l’odore di aglio, cipolla e pesce”, che sono in effetti gli odori più persistenti. A maggior ragione se avessimo un profumo meno persistente di rose sulle mani, il sapone lo spazzerebbe via.

 

Io non li ho usati affatto con l’acqua e sulle mani, ma fissandoli sul corpo.

Il risultato protettivo è ottimo. Mi sembra perfino che portandoli addosso sono meno soggetta a essere continuamente individuata dal diavolo, come era invece prima.

 

Costo: 6 euro e 90 centesimi l’una.

 

È made in China, e incise nell’acciaio stanno le parole:

 

Fresh

Fingers.

Removes garlic, onion & fish odors.

 

 

[Nel retro sta inciso]:

Rub hands with bar under faucet,

removes garlic, onion & fish odors.

Progressive

 

In cima alla ultima lettera della parola Progressive c’è un “TM” in piccolo.

 

Ha anche un pezzetto di carta dorato incollato sopra, con su scritto:

 

                                                              Made in China.

 

Nella confezione stessa si trova un piccolo foglio, su cui sta scritto il nome della piastra di acciaio in lingue diverse, con l’indirizzo internet in cui cercarli:

 

Stainless steel odour bar

[senza indirizzo]

 

Sapone in acciaio antiodore

www.dmail.it

 

Sabonete anti-cheiro

www.dmail.pt

 

Jabòn de acero quita todos los olores

www.dmail.es

 

sapun din otel antimiros

www.dmail.ro

 

Si può lavare nella lavastoviglie. Dishwasher safe.

 

Sul retro della confezione si legge anche:

 

Protip:

to rid your breath of onion or garlic, try chewing raw parsley or cilantro and drink an acidic liquid such as lemonade or wine.

 

MI CHIEDO ORA SE QUESTO PEZZO DI ACCIAIO SIA DIVERSO E NEL CASO IN CHE MODO, SE SIA PEGGIO O MEGLIO, RISPETTO A UN PEZZO DEL COSIDDETTO ACCIAIO CHIRURGICO. SE NE SAPETE QUALCOSA, AVVERTITE.

 

Non occorre dire che ne parlo perché lo ritengo utile, non certo con scopi pubblicitari. Non ho nulla a che fare con chi lo vende.

 

Sto usando questi pezzi di acciaio da due mesi. L’ho introdotto dopo alcune settimane di duri attacchi dello spirito maligno che mi avevano ridotta pallida come un cadavere, stanchissima. Come si sa la necessità aguzza l’ingegno. Avevo letto accidentalmente tempo prima di questi saponi di acciaio antiodore e mi ero chiesta se avrebbero potuto servire (della supposta utilità dell’ acciaio avevo già parlato nel blog). Servono eccome!

 

I punti che ritengo si debbano proteggere sono in primo luogo naturalmente quelli più importanti: il cuore, il bacino, la testa. E tutti i punti dove si viene attaccati.

 

Di notte, a letto, aggiungo anche ulteriori pezzi di acciaio antiodore, facendo in modo che siano vicini al mio corpo, in particolare alla testa. e inoltre, alle mani, dove sono stata costretta a metterne uno in ogni guanto e anche alle gambe. Insomma ingegnatevi di fissare questi pezzi di acciaio. Più ne usate, e più siete protetti.

 

La prossima volta parlerò delle collane con punte –che sono efficaci anche se non sono di acciaio poiché ciò che protegge in loro sono le punte - e anche di uno speciale tipo di ciondolo, che ho inventato io! Un vero e piccolo colpo di genio con cui proteggerci in gran parte della superficie corporea.

 

ASPETTATE E VEDRETE!

 

postato da: vivamerlin alle ore 18:24 | Permalink | commenti
categoria:piastra acciaio antidiavolo
mercoledì, 20 maggio 2009

In questo post parlerò di tre elementi protettivi che hanno avuto sostanziali miglioramenti. Li metto tutti insieme poiché insieme vengono usati. Mentre nel primo post le due difese aglio ecc. e vari composti generalmente a base di canfora ( Essential embrocation, per esempio) proteggevano il corpo dall’interno e direttamente dalla pelle, ora parlo di una specie di corazza esterna, fatta di calamite e di acciaio in forma di piastre e punte, da attaccare agli indumenti a contatto di pelle.

Il sistema difensivo è cosi molto migliorato, diventato più completo.

 

CALAMITE

 

Parlo prima delle calamite poiché sono poi impiegate per fissare le piastre d’acciaio.

Rispetto al passato, in cui io cercavo di usare più punti calamitati possibile, ora il loro numero si è ridotto al minimo. Tengo conto del fatto che indossando molte coppie di calamite queste rischiano maggiormente di attrarsi tra di loro, cosi complicandoci la vita.

Ho invece aumentato la forza di ciascun punto calamitato. Invece di usare una coppia di calamite ne uso tre, due nella parte di vestito che si trova dalla parte del corpo, e una nella parte esterna. Questo da un maggior potere alle calamite. Uso sempre delle calamite che hanno la forza di sollevare 100 grammi di peso, che possono tenere sollevato 100 grammi di ferro. Una forza superiore risulterebbe anche pericolosa. Con tutto questo, anche le calamite da me usate devono essere usate con cautela, fatte avvicinare tenendole ferme una in ciascuna mano, accompagnarle mentre una ruota e si pone sopra l’altra. Imparare a farle scivolare, sia per metterle, sia per separarle. Altrimenti possono anche urtarci, pizzicarci. È comunque fastidioso.

Dunque capite come usarle ben distanti un punto calamitato dall’altro sia essenziale.

Del resto ora sono di molto rafforzate le difese con un uso maggiore di punte e l’introduzione di piastre d’acciaio.

Cosi ho ridotto i punti calamitati al minimo, e cioè:

 

testa: un solo punto calamitato, su una cuffia, di cui sto ancora studiando la posizione.

E  un punto o meglio due punti calamitati ai lati del collo difendono almeno in parte la testa. Se si hanno capelli robusti si può anche usare quelli per fissare qualche punto calamitato, leggero, formato da non più di due calamite, per difendere la sommità della testa.

La testa è meglio protetta da un qualche liquido a base di canfora sui capelli o sulla pelle (state lontano da occhi e narici, ovviamente). Un problema: che in breve i capelli appaiono unti! Altro problema: si deve usare i vari liquidi con molta moderazione.

 

 

Quattro punti su una cintura di stoffa, alla vita. Evitando accuratamente di metterle sulla spina dorsale, come è necessario, possiamo disporle su due punti dietro e due sul davanti. La parte esterna del punto calamitato può essere costituita da una calamita che abbia un supporto di legno o plastica o altro materiale, che diminuisce il potere della calamita nella parte rivolta all’esterno del corpo, per evitare che andando in giro ci troviamo con la nostra calamita che attiri, poniamo, il sedile con struttura di ferro di un autobus o di una biblioteca pubblica. Non è grave comunque, si stacca subito spostandovi. Comunque sappiate che può capitare.

 

Il punto del cuore lo difendo con 5 punti calamitati:

uno il più possibile in corrispondenza del cuore stesso, magari un poco a sinistra.

Due sotto le ascelle, verso l’alto. Altrimenti, quando la cintura fosse messa storta, la calamita della cintura attira una calamita sotto l’ascella.

Due dietro, ai lati della spina dorsale, in alto rispetto alla cintura, cosi che non si attacchino.

 

Il bacino lo difendo con 4 punti calamitati.

Uno a sinistra dell’ombelico.

Due dietro, di cui uno a lato destro dell’osso sacro. In questo modi la difesa della supposta di aglio viene rafforzata. L’altro sta nel lato sinistro sempre dietro, ben distante dal centro, dove potrebbe attrarre la calamita vicina all’osso sacro. Vi è un avvallamento nella muscolatura, nei glutei, dove si può fissare comodamente un punto calamitato.

Fosso anche, la notte, un punto calamitato a cavallo dei pantaloni. Nella parte verso l’interno, per evitare attrazioni tra i punti, metto una calamita con supporto, cosi da evitare l’attrazione con qualche altro punto calamitati.

 

Ogni mano ha a difesa un punto calamitato, ogni piede ne ha invece quattro. Indossando una mezza calza, un poco robusta, si pone due punti calamitati su ogni lato della caviglia (stando lontani dalle ossa) e uno sotto e sopra il centro del piede, dove metto non delle coppie di calamite per parte, ma una sola sotto e una sopra, messe in una piccola tasca di stoffa in due punti all’interno della mezza calza. Queste si usano solo quando si dorme, naturalmente. Finora non uso difese ai piedi quando vado in giro. Né alle mani.

 

Credo che la difesa potrebbe perfezionarsi. Comunque ricordo che è stato, diversi anni fa, con l’introduzione delle calamite nella difesa che il mio stato di salute è sostanzialmente migliorato. La difesa è migliorata. Non mi è chiaro il perché.

Dicono che le calamite disturbino il diavolo.

So che con le calamite ci sono medici che curano le malattie. Vedi in bibliografia.

Per il resto vedi precedenti post sull’argomento.

 

ATTENZIONE: la calamite non possono essere adoperate se si hanno problemi di cuore. e in ogni caso, cercate di informarvi per bene sui rischi che può comportare l’uso delle calamite, per voi in particolare. Io ho la pressione molto bassa, e l’ho usato anche perché comunque stavo cosi male che correre dei rischi non poteva certo farmi paura…

Inoltre, se sai qualcosa di importante su questi problemi, su eventuali rischi per favore avvertimi.

 

 

Passiamo ora all’ACCIAIO, in forma PUNTE e di PIASTRE. L’uso delle piastre costituisce una novità di grande importanza per la difesa. Anche per ciò che riguarda le punte ho fatto un’ottima scoperta…

 

RIPRENDERÒ A SCRIVERE APPENA POSSIBILE.

 

 

lunedì, 18 maggio 2009

  

Dopo più di un anno ho riaperto il blog. Nel frattempo ho mantenuto costante lo sforzo, per me obbligato di proteggermi dal diavolo.

Le difese sono migliorate. Sono più efficaci e semplici di prima. Anche gli attacchi più duri risultano decisamente più sopportabili.

Dunque ho deciso di presentare qui di nuovo tutto l’insieme delle difese che uso ora sia quelle che porto su di me, sia quelle che uso a casa come difesa ambientale. Metterò in rilievo sottolineando le parole che indicano un elemento nuovo o modificato rispetto al passato. Del resto cercherò di essere il più breve e semplice possibile.

 

Difese corporee.

 

  1. L’uso dell’aglio in quattro modi.

 

Bere un infuso di aglio. trovo questo consumo, al momento, come il più importante tra i quattro modi.

Come si ottiene l’infuso: taglia uno o più spicchi di aglio ben nettati a spicchi molto sottili. Mettili in un bicchiere d’acqua e lascia in infusione per la notte, circa dodici ore.  Al mattino getta via le fettine. Aggiungi all’infuso il succo di un limone e bevi. Se trovi il tutto imbevibile aggiungi dell’acqua o del succo di frutta di tuo gradimento, per esempio di arancia, oppure aggiungi un po’ di miele. Questo infuso entra in circolo nel corpo molto presto, diffondendosi dappertutto. Lo trovo utilissimo. Il diavolo trova ora poco confortevole, semplicemente, stare in un qualunque punto del corpo, come faceva prima senza problemi. Non sento più che mi dia il tormento come prima. È il mio metodo favorito. Credo che lasci anche meno odore rispetto all’aglio ingerito per intero. (Io ripeto il trattamento anche la sera, dopo aver messo in infusione dell’aglio al mattino).

Per neutralizzare l’odore mangia due cucchiaiate di yogurt. (Se preferisci puoi anche mangiarne di più, ma mi assicurano che lo yogurt fa il suo effetto anche quando in una quantità molto moderata). Fallo subito, prima o dopo aver bevuto l’infuso o masticato l’aglio: è essenziale per il risultato antiodore.

 

          Mantengo, soprattutto la sera prima di dormire, il consumo di aglio nei tre modi precedenti.   Lo ripeto per chi non mi ha letto fin qui:

Inghiotti uno spicchi di aglio fatto a pezzi buttandolo giù con dei sorsi d’acqua. Poiché per essere digerito ed espulso prende parecchie ore, protegge in particolare la zona dell’ombelico, la pancia. Anche per questo conserva il suo valore. Anche qui, subito dopo –o subito prima- prendi due cucchiaiate di yogurt per risolvere problemi di alito.

(Ricordo che anche la cipolla e l’aceto sono protettivi rispetto al diavolo. puoi tenerne conto nella alimentazione o anche se subisci attacchi. Una donna ha sostenuto di essersi liberata di uno spirito maligno ingerendo un bicchiere di aceto! Aggiungo qualcosa che uso raramente: mettere una sola goccia di olio essenziale di verbena o di menta o di neroli su una zolletta di zucchero e lo succhio lentamente. Gli oli essenziali vanno presi con molta parsimonia,non più di una goccia al giorno, altrimenti, dicono esperti, ci avvelenano. Poiché siamo costretti, come a breve dirò, per proteggerci, a passare sulla pelle, soprattutto in emergenze, cioè se siamo sotto attacco demoniaco/magico dei se pur minimi quantitativi di composti a base di canfora, con aggiunta di oli essenziali, non uso quasi mai prendere il suddetto piacevole zuccherino, che io preferisco con una goccia essenziale di verbena ).

          Conservo gli altri due modi di difesa con aglio, di cui ho parlato in precedenza.  Metti, in particolare prima di dormire, uno spicchio d’aglio come supposta. Se fosse scalfito, tienilo sotto l’acqua per qualche istante. Non dovrebbe bruciare. Questa difesa è comunque molto importante contro il vampirismo. Lo spicchio d’aglio difende una zona cruciale per la protezione delle energie.

            Ultimo metodo, protettivo contro gli incubi: prima di dormire metti due spicchi d’aglio in bocca, una per lato. Tra la guancia e i denti. Metti piccoli spicchi, in modo che diano meno fastidi. Ogni volta che non li ho mangiati nel sonno oppure sputati fuori non ho avuto incubi.

 

Nota: Tutti gli usi dell’aglio non piacciono al diavolo, sono una effettiva protezione, almeno per ore successive al loro uso. L’odore dell’aglio, mi disse il diavolo in persona quando era vivo, dura sulla pelle tre giorni, tuttavia la protezione non dura, a mio vedere, più di un giorno.

A volte sono stata attaccata duramente dal diavolo nel momento in cui ingerivo l’aglio, anzi l’attimo prima. Più di una volta sono dovuta correre in bagno a vomitare e peggio. Se ti succede di voler rigettare, non importa quale ne sia il motivo, non abbandonare le difese, solo aspetta un momento di calma per prenderle di nuovo, nella forma più morbida e indolore per te. L’aglio è sempre valido come protezione anche quando consumato nel cibo, per esempio messo nel pesto alla genovese. Per quanto riguarda l’infuso di aglio, se lo si diluisce con succo di arancia, per esempio, risulta piacevole. Insomma ingegnati.

Ricordo che l’uso dell’aglio che ha fatto veramente arrabbiare il “mio” diavolo è stato l’uso dello spicchio come supposta. (E poi anche l’uso dell’aglio in infusione. ) La supposta è davvero di vitale importanza e il corpo si abitua facilmente al suo uso.

 

Il potere di queste difese viene rafforzato dall’uso delle altre. Pubblicherò subito questa parte e nei prossimi post pubblicherò ciò che concerne gli altri elementi protettivi, che, aggiunti all’aglio, ci proteggono in modo molto grande dagli attacchi diabolici.

Per concludere dico che usare l’aglio in questi diversi modi serve a proteggere tutto il corpo.

Osserva i suoi effetti su di te e vedi quale sia il quantitativo adatto a te. Puoi anche sperimentare altri metodi, tra i moltissimi che concernono l’aglio. Scrivi sulle tue esperienze in materia, sia che tu abbia o meno a che fare col diavolo!

Aggiungo infine che purtroppo non ho scovato alcuna cosa che viene venduta come protettiva che lo sia effettivamente. In passato, all’inizio della mia ricerca, ogni sorta di cimeli. Ho addosso, per esempio, tre anelli d’argento che contengono un disegno particolare che risalirebbe all’antico Egitto, che mi è stato venduto come obiettivamente protettivo. Non mi risulta abbiano alcuna utilità. Ho comprato, come molti fanno, anche altre cose – per esempio due chiodi incrociati e legati col filo rosso-, sperando che effettivamente funzionassero a protezione dal diavolo. Non ne ho trovato nessuno efficace. Nel tempo, nel corso di circa venti anni di tribolazioni – è proprio il caso di dirlo-, ho messo insieme le difese che leggete. Difese che possono migliorare.

Il sistema scientifico che io ho usato è stato quello della prova ed errore: se funziona continuo, se in tutti i modi non serve, lo abbandono.

La ricerca rispetto al diavolo non è come una ricerca da laboratorio, il diavolo non è come un batterio: il diavolo ha capacità e poteri variabili, può anche tendere a ingannare, a far credere che un metodo inutile serva e invece uno utile non serve. Per questo occorre avere pazienza e provarlo, anche a sorpresa, per osservare l’effetto.

La difesa a base di aglio è molto importante e finora insostituibile, ma è insufficiente, incompleta, come difesa. Il suo valore è massimo nelle prime ore dopo l’uso, ma in ogni caso è necessario aggiungere le altre difese. Per questo dovete imparare anche le difese che seguiranno.

 

Posso dire che l’insieme delle difese è di grande efficacia. Il mio stato sia fisico che psicologico è molto migliorato. Potrei dire che nel complesso gli attacchi del diavolo hanno perso molta della loro efficacia. Con queste difese il diavolo trova davvero “pane per i suoi denti”.

La ricerca continua, come vedrai, e con ottime prospettive.

 

2.      Olio canforato, tiger balm e tiger oil

 

Per completare la parte sull’aglio voglio parlare della grande importanza che hanno nella difesa dei prodotti in genere a base di canfora, da spalmare sulla pelle.

In passato limitavo il loro uso a passare un poco di olio canforato, cui avevo aggiunto un certo numero di gocce di olio essenziale di verbena sui punti che mi facevano male. vedevo che il dolore si affievoliva o addirittura spariva, seppure temporaneamente. Avevo anche trovato un prodotto molto buono, l’Essential embrocation, di produzione cinese, a base di canfora. Anche la mia analista, che fa anche il medico, mi disse che lo trovava buono, efficace. Non parlava di efficacia rispetto al diavolo, ma del prodotto in sé. Comunque trascurai poi questo prodotto. Ma un giorno, dopo uno spettacolo di danze orientali cui partecipai (come spettatrice) vidi in vendita, nell’atrio del Teatro, dell’Olio di tigre, Tiger oil. Lo pagai meno di nove euro. Era una confezione piccola, tascabile. Lo portavo con me. Quando ero in biblioteca, una mattina, di colpo mi trovai sottoposta a uno dei soliti attacchi da parte del diavolo, che arrivano dalla testa e mi producono stanchezza tale da abbreviare di molto la mia permanenza nella biblioteca stessa. In questo caso posi mano al balsamo di tigre e lo misi in cima alla fronte, in cima alla testa, alla radice dei capelli, e dietro il colo, nonché dietro le orecchie, come fosse un profumo. L’attacco fu completamente neutralizzato. Potei rimanere a lungo in biblioteca e in giorni successivi fui anche lasciata in pace.

In seguito a questo fatto evidente e che anche in seguito si è rivelato efficace come allora ho cercato di comperare un’altra confezione, visto che quella in mio possesso usandola ormai era quasi finita. Trovai in vendita non l’olio ma il balsamo di tigre, tiger balm. Mi parve che il suo effetto fosse ancora più persistente. Si legge nelle diverse etichette che non va usato in grande quantità o molto frequentemente. Giusto, pare anche a me che, quando l’ho usato molto mi venisse a volte un poco da grattare i punti della pelle dove l’avevo messa, seppure solo sotto i vestiti dove mi era capitato di metterla.

Ho trovato questi prodotto anche in negozi cinesi, con nomi uguali ma confezioni diverse. Molto più economiche come prezzo, e a mio vedere efficaci allo stesso modo. efficace è anche il tiger balm che ha un colore bianco.  L’olio di tigre cinese non aveva canfora. Non posso dire se servisse allo stesso modo poiché l’ho regalato a qualcuno il giorno stesso in cui l’ho impiegato.

Direi di riservare questi prodotti ai momenti in cui si è attaccati o si teme un attacco. E di spalmarli solo sulle parti poco o per nulla difese in altro modo. E per le parti più duramente attaccate. Io ne metto un pochino sul cuore, sulle mani, sui piedi. Sulle parti che sento mi vengano colpite, le parti doloranti.

Cosi, consiglio vivamente di procurarvi questi prodotti, che presumo siano anche disponibili in rete e che non ci siano grandi difficoltà a procurarli. Da notare. Anche l’Essential embrocation è risultato utile nello stesso senso. dunque possiamo scegliere tra i diversi prodotti. Credo, ma non sono certissima, che tuttavia il balsamo abbia un effetto più duraturo sulla pelle degli oli.

L’Essential embrocation e l’olio di tigre venduti nelle erboristerie italiane costano meni di dieci euro. I balsami sia rosso scuro che bianco, che ho trovato dai cinesi sono costati 2,50 euro l’uno. Dunque vi consiglio di portare sempre una confezione di uno di questi prodotti con voi e quando siete stanchi o avete un dolore passatevela anche voi in quale punto, come ho fatto io…

Anche, ho provato a difendere vari punti del corpo, mani piedi cuore, bacino .. e mi sono svegliata sempre stando meglio. Non faccio questo di fisso e sto sempre meglio se lo faccio…

I vari liquidi che “bruciano”, come per esempio gli antizanzara, e gli spray che purificano l’aria. Li ho usati, spruzzando per esempio le coperte con quelli. Servono sicuramente a tenere inoffensivo il diavolo. Ma non sono sicura che il loro uso faccia poi bene alla nostra salute. Cosi mi limito sostanzialmente al balsamo di tigre sulla pelle, con parsimonia.

            Ancora una cosa: si possono mettere queste sostanze non solo sulla pelle ma in angoli di vestito che non si vedono. Suppongo che sia meno efficace, ma che questi profumi comunque proteggano se odorati dal diavolo,anche quando non li mettiamo direttamente sulla pelle. Sicuramente sarà meno efficace ma non inutile. Ho visto in India venduti dei liquidi appunto per questo scopo protettivo. Allora non li presi sul serio ma ora ho avuto modo di cambiare idea.

 

 

Nei prossimi post specificherò uno ad uno gli altri metodi che compongono l’insieme.

 

A PRESTO!
postato da: vivamerlin alle ore 10:17 | Permalink | commenti
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sabato, 05 gennaio 2008

Parlo delle difese che uso adesso, che sono le più semplici da trovare, realizzare e applicare.

Il ventilatore: comperarlo tra quelli che hanno un gettito più potente, orientarlo contro il soffitto o una parete è un sistema d’impiego abbastanza efficacie contro la infestazione. Si tiene porta e/o una finestra almeno un poco aperta, per un ricambio d’aria sempre. È facile. Per combattere anche l’azione diretta su di noi, penso all’impedire che il diavolo ci punga,  o che ci vampirizzi conducendo l’azione dall’esterno, azioni che richiedono un’aria calma, questo sistema di ventilazione può non essere abbastanza forte. Occorre che tutto intorno a noi ci sia una forte ventilazione. L’uso di due diversi ventilatori, per esempio di due. Come sistemarli? Potrebbe essere utile il gettito di uno contro il gettito dell’altro, sopra di noi… il freddo aumenta e anche il rumore… soprattutto per via del ventilatore che poniamo vicino alla testa.. Comunque forse un vero esperto di ventilazione potrebbe trovare il modo più silenzioso e ventilato possibile..

Quando c’è freddo naturalmente occorre anche avere una temperatura più alta… che combatta il freddo prodotto dalla ventilazione..

Per non essere colpiti da sotto il letto o dal materasso è buon a norma mettere un telo di plastica sotto il lenzuolo di sotto.

Se non vi piace potete sempre dormire sul pavimento, usando per base solo un tappeto e/o un materassino leggerissimo. Per difendervi dal diavolo che si mette sotto le coperte si possono mettere sotto le coperte duna o più calamite ognuna attaccata a una pila da nove volt. Di questo parlo a breve.  ( Però dormire sul duro è difficile se userete le calamite e pile di cui parlo sotto).

Per ciò che riguarda l’alimentazione aglio cipolla e aceto sono le parole chiave. Si usano i tre elementi come cibo, in ogni forma possibile, non cotti..

L’aglio si usa con grandissima efficacia anche usando uno spicchio come supposta, e uno tenuto in bocca.

Qui dico una cosa diversa da prima: ho sempre detto che era molto importante tenere uno spicchio d'aglio come supposta quando si dormiva.  Ora ho scoperto un po' per caso che è molto importante tenerla anche da svegli. Evidentemente se si va in giro è bene scegliere uno spicchio sul piccolo. Posso dire che il suo uso il più possibile continuo è una difesa importante contro possessione e vampirismo. La nostra energia viene ben protetta con questo sistema, sempre naturalmente usando anche gli altri sistemi.

Profumo antizanzara, o un altro prodotto antizanzara. Se si passa su tutto il corpo è più efficace, ma in ogni caso va passato sotto le piante dei piedi, alle caviglie, ai polsi e dietro le orecchie, suo cuore, schiena e bacino… (il profumo che uso io è made in china e costa 3 oppure 4 euro nei negozi di prodotto cinesi).

Fin qui il segreto sta nel ripetere le operazioni di difesa, cioè usare più volte nelle 24 ore aglio cipolla aceto e passare sulla pelle il profumo antizanzara. Dopo poche ore il profumo diventa poco efficace, e cosi anche l’aglio, la cipolla e l’aceto.

Sia il profumo antizanzara sia l’aglio nelle tre forme insieme, cipolla e aceto combattono la possessione.

Ciò che dovete fare, anche qui, è aumentare la dose, se quella presa non vi  è sufficiente.

Per combattere l’odore di aglio e cipolla è il mangiare in generale nel modo più semplice (cosi non aggravate la condizione, vi fate una doccia con sapone prima di incontrare altre persone, e inoltre prendete delle pillole vendute in farmacia (tipo Alitosan, solo per fare un esempio) che lavorano a livello interno e sono efficaci in due ore, e anche uno spray da spruzzare in bocca tipo Puralit, solo per esempio.

La cosa più difficile da spiegare, da procurarsi e da usare, e anche la più costosa e più complessa da usare è l’uso di calamite con pile.

La difesa delle calamite è efficace, ma ben più efficace è quando è associata, attaccata a una pila da nove volt.

Cosi occorre usare a volte da sole le calamite, a volte, dove il corpo lo consente, insieme alle pile da nove volt.

Le pile in presenza delle calamite sono attratte, poiché dentro le pile c’è del ferro, tutto qui.

Per rafforzare le difese in posti dove una pila da nove volt, essendo una piccola scatoletta, è troppo scomoda da usare, si possono usare pile di dimensione più piccola.

(Finora ho usato sia le varta che le beghelli e le ultime sono più adatte al nostro uso, anche se occorre maneggiarle con cura perchè non sono molto forti, ma le Varta sono coperte da una scatoletta di plastica e mi è capitato che, forse perchè sovraccaricate, si sono "aggrinzite".

È meglio usare pile ricaricabili, per risparmiare, poiché ho idea che le pile usate in questo modo si scaricano abbastanza in fretta e forse nel giro di una settimana o due, forse anche sono di qualche giorno, si scaricano. Occorre che siano invece cariche al massimo.

Ci sono apparecchi che si vendono, mi dicono, in negozi di elettronica, che sono molto più costosi dei soliti ma hanno il vantaggio di segnalare quando una pila è carica e si spengono quando lo è. Credo che il costo sia di 150 euro, ma finora non ho provato questo sistema personalmente. Ma intendo certamente acquistarlo. non si richia di sovraccaricare le pile. é importante.

Il principio base sta nel fissare dei punti calamitati (due calamite che si fissano insieme se messe a contatto da una  parta all’altra di un tessuto) nella biancheria a contatto con la pelle, possibilmente.

Occorre non fissare troppe calamite perché se sono vicine, o se nel movimento del corpo si avvicinano, si attraggono tra di loro ed è seccante poi staccarle.. meglio dunque, specialmente se le si porta in pubblico, non avere incidenti del genere, usarle in numero ridotto.

Ho detto i principi generali, e ingegnarsi per usarli nel maggiore numero possibile ma non troppe è quanto occorre fare.

Parlo del come io le uso di notte, in cui si può usarne di più, potendo stare soli. Io uso solo calamite –sopra sotto il piede e alla caviglia - sulle calze, metto qualche complesso sotto le coperte quando dormo, due punti calamitati nelle mutande a calzoncino, ai fianchi, all''inizio delle gambe, sul sesso (a cavallo dei pantaloni del pigiama), alle mutande sotto l’ombelico, alla vita dietro due pile più pillole, davanti anche due da nove volt.. le fisso a una cintura di neoprene larga 8 cm. e ne metto più che posso. Perché non si attraggano tra di loro, o si attraggano meno, certo di fissarle ponendole tutte orientate allo stesso modo, per esempio tutte col lato nord orientato verso il corpo.

In testa metto tre punti calamitati sul berretto e solo uno con pila, proprio al centro della testa.  Si possono anche fissare ai capelli.. ma alla lunga è un po’ fastidioso staccarli e rimetterli.

Attenzione: ogni calamita non deve essere capace di sostenere più di 100gr. di peso, poiché se fosse più forte potrebbe essere rischiosa. Prendete confidenza con le calamite, avvicinatele le une alle altre tenendole saldamente ciascuna in una mano e avvicinandole con calma, e poi quando solo vicine accompagnate il loro naturale movimento con cui ruotano per attaccarsi l’una all’altra..  prendete confidenza perché potreste trovarvi con qualche leggera abrasione o livido.

Io aggiungo a tutto quanto detto due quadrati di neoprene, di cm 20 circa, con sopra delle calamite. l’uso del neoprene è simile a quello della plastica: il diavolo non ci passa attraverso. Riservo questi due quadrati alla schiena e al bacino, dietro. metto uno dei due in corrispondenza del cuore.

I due quadrati di cui parlo sono già forniti di 16 calamite ciascuno, calamite molto deboli. Esse sono equamente distribuite per direzione: 8 orientate nel lato positivo, otto negativo. Venendole e provando ad avvicinare una calamita potete capire subito di che parlo.

Poiché le calamite che il quadrato ha sono robuste ma leggere (non so se sosterrebbero 20 gr., appoggio quelle che io uso sopra di loro, su 8 punti, equamente distribuiti, stando attenta a attaccarle con lo stesso orientamento. Questo punto è importante poiché se si usano di orientamenti diversi le calamite si attrarrebbero tra di loro, e il quadrato si ridurrebbe a un groviglio. Provare per credere.

Per procurarmi i due quadrati ho comperato due pancere magneto terapiche di marca phitofix made in China, che ho trovato in negozi di articoli farmaceutici, di fronte a un ospedale. Dentro ciascuna si trova un quadrato. I quadrati sono morbidi eppure stabili. Non mi è parso possibile costruire da me questi quadrati. Ogni pancera costa circa 65 euro, ma forse ora è aumentato il prezzo..  comunque vederle può dare l’idea di come farsele  da sé. Sono previste essere a contatto col corpo e il neoprene ha 3 strati di cui l’ultimo è costituito da una stoffina bucherellata. Si può anche fissare le calamite sul retro del quadrato, sul lato cioè esposto all'esterno, ma non tutte e otto, per me almeno il quadrato diventa troppo pesante.

Comunque sia fisso questi due quadrati al corpo: uno lo infilo semplicemente nelle mutande, che devono essere non piccole e un po’ solide. L’altro lo fisso al reggiseno, ma se fossi un uomo non so bene come potrei fissarlo …

Fisso al reggiseno, sul davanti, in corrispondenza del cuore, uno o due pile da nove volt attaccate al punto calamita, una da un lato, l’altra dall’altro. Anche al punto del bacino di cui ho parlato, uso due calamite, è più sicuro.

Fisso anche un altro punto con pila a un solo lato tra il cuore e il collo, più vicino al collo. Metto due punti con pile sotto le ascelle, fissate sempre al reggiseno.

Credo di aver detto tutto..

Anzi, dimenticavo:

Al collo porto una collana peruviana con punte. Sono lunghe 2 cm circa, con base più larga. Collana corta, solo per il collo.

Per le mani: di notte porto dei bracciali che hanno del ferro e cosi li fisso due punti calamitati, stando attenta a che una calamita sia coperta (il supporto è di legno, nel mio caso).

Nelle dia porto due anelli d’acciaio, ognuno dei quali ha un piccolo pezzo di ferro agganciato, e fatto in modo da formare due punte. Alla vista non si notano, anche perché posso portare questo pezzo di ferro arcuato sotto la mano. Di notte uso appendere a ogni bracciale una piccola “rotella formata al’interno di calamite” che finisce nel palmo della  mano. Alla rotella attacco qualche pila. Pare che il sistema funzioni. Credo si potrebbe costruire degli anelli con una piccola calamita dalla parte interna. Sarebbe più semplice..

Ho dimenticato di dire che le calamite si comperano in rete nude, mentre si comperano fissate in supporti e vendute per l’uso di appendere le tende nei negozi di ferramenta. Naturalmente avendo un supporto vanno svitate e tirate fuori, visto che raramente si usano con supporto per l’uso che ne faccio io. col supporto sono più deboli, mi pare.

Avendo un supporto, le calamite sono anche molto più costose che comperate nude e crude in rete.

Questo è l’insieme di difese, da usare tutte insieme, più semplice che io ho trovato.

Mi chiedo se tutte queste calamite e pile possano danneggiare la salute. Finora io non ne ho risentito, per ciò che ne ho capito. E decisamente le calamite e pile hanno molto migliorato il mio stato fisico e psichico.

 

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categoria:contromisure facili, ultime difese efficaci
venerdì, 04 gennaio 2008

C’è un modo con cui il diavolo mi rende partecipe del male che fa. Il fatto che io conosco il male che fa e non ne parlo.

 

Sono arrivata a parlare delle difese, sono arrivata a parlare delle persecuzioni subite, ma c’è una cosa che non riesco a fare fino in fondo: parlare del male che il diavolo può fare e fa ad altri.

Ogni volta che voglio scrivere, mi sento bloccata. D’altro canto sento dei pensieri terribili dentro di me:

“Perché non vivi una vita come un’altra persona qualunque, andando in giro, alle feste?

La gente non sa che tu sei seguita dal diavolo, perciò non potrai mai essere accusata di nulla.. d’altro canto non sei tu il diavolo, la colpa è sua..Hai più che fondati motivi per pensare che ci siano persone che finiscono in galera per colpe che senza il diavolo non avrebbero mai commesso –e di fatto è il diavolo che si è mosso direttamente installandosi dentro di loro e servendosi del loro corpo - e vorresti ribellarti, parlarne? Perché mai dovresti farlo, visto che ci sono persone che ti prendono in giro per molto meno, e imperverserebbero su di te?”

 

Ma sono miei questi pensieri? Mentre li faccio o forse li sento solo passare, mi rendo conto che cosi pensando mi metto alla stregua del diavolo, che cosi ne faccio parte.. forse è lui che mi suggerisce.. che vuole ridurmi a essere come lui…e non ci sarebbe differenza..

Al momento io non parlo col diavolo – anche se il percepire la sua presenza suscita evidentemente una reazione -, la mia vita sociale è ridotta quasi a zero ( se voglio parlare con qualcuno vado al mercato .. attacco bottone con qualcuno che non conosco, a volte…ecc. ) e sia sul lavoro, sia coi vicino di casa, sia con la mia colf Gina mette zizzania ...

Una volta parlavo con il diavolo, e a volte venivo a sapere le sue malefatte, perché ne era orgoglioso. Non c’erano altri testimoni che me.

Quando ho cominciato ad andare dalla mia analista ho avuto un testimone a parte me.

Il diavolo non voleva che la mia analista, che chiamerò Marta, potesse dubitare che lui era capace di fare dei delitti, come io raccontavo. Da un lato Junk il diavolo non voleva che io avessi un’analista, e mi fece vari scherzi per creare zizzania, per farle credere cose sbagliate di me. dovetti stare molto attenta. Non voleva che raccontassi di lui, non voleva che Marzia indagasse su di lui per altri canali. Ebbi un incubo in cui una parente della mia analista toccava l’”oceano della sofferenza”. Questa espressione era tratta da una mia poesiola di adolescente, dove dicevo cosi della vita. Nell’incubo io vedevo un volto somigliante alla mia analista che si avvicinava a uno specchio d’acqua quasi fino a toccarlo. Ne fui spaventata e avvertii Marzia del sogno. Credevo che il volto rappresentasse una sua parente –la donna dell’incubo mi sembrava più anziana di lei-, una madre, per esempio.

Tempo dopo ad apertura di seduta Marzia mi disse che una donna da lei conosciuta, non parente, e neppure una persone che frequentava, ma importante abbastanza da parlare con me della sua morte, e simile a lei per molte caratteristiche sociologiche, si era suicidata gettandosi dal balcone. Per molti elementi la donna passava una vita felice.. cosi il suicidio era inaspettato. Sospettai del diavolo, ma non c’erano elementi sufficienti. Ma il diavolo non minaccia mai invano. Questo lo so per esperienza.

Arrivò il momento che io raccontavo alla mia analista i fatti della mia vita. Per esempio le raccontai che il mio matrimonio ebbe ufficialmente fine quando, dopo un ennesimo logorante litigio serale col mio coniuge –che, come molti fanno, mi aveva detto chiaro e tondo, anni prima, di non avere bisogno di me, mentre io avevo bisogno di lui e inoltre mentre ero gravemente ammalata non era mai li, ma non sopportava affatto che io infine lo lasciassi. Il matrimonio, celebrato in Comune, era stato il frutto delle pressioni della mia famiglia - mi passò per la mente la seguente domanda: “perché non vado in cucina, prendo un coltello e gli taglio la gola?” Appena il pensiero passò nella mia testa mi resi conto che dovevo agire in fretta per lasciare la casa. Per fortuna avevo già finito gli studi e avevo anche trovato subito un lavoro. Inoltre una ragazza anche lei da poco separata, che apparteneva al mio stesso gruppo di autocoscienza (sto parlando degli anni ‘70: negli anni roventi del femminismo), quando le raccontai che cercavo casa mi aveva offerto di vivere nella sua. Aspettavo di lasciare l’Europa e mettermi tutto alle spalle…

Nella settimana dopo che io ebbi raccontato tutto ciò a Marzia si verificarono molti tagliamenti di teste.. in casa e in medio oriente, negli scenari di guerra. Tagliamenti di teste di cui non si sentiva parlare da un bel pezzo erano cominciati, improvvisi. Per un certo periodo ce ne furono molti e io sospettai che il diavolo fosse responsabile per questi fatti.

Marzia pensò che fosse casuale.

Un giorno raccontavo a Marzia del fatto che quando ero bambina ci veniva raccontata la storia di una ragazzina che mentre andava liberamente in giro veniva presa da dei banditi che le tagliavano la testa e mettevano la suddetta testa sopra un monticello cosi che fosse vista. La mia interpretazione era che probabilmente la storia serviva, come dicono anche della storia di Jack the Ripper, per fare si che noi ragazzine non ci allontanassimo troppo da casa… insomma per tenerci sotto controllo..

Comunque fosse nella settimana seguente i giornali riportarono con stupore di una donna cui era stata tagliata la testa e –questa la causa dello stupore- la testa era stata lasciata poggiata su un muretto vicino al luogo del delitto, dove era stato lasciato il corpo. Il comportamento ero stupefacente visto che i criminali cercano di non farsi scoprire..

Qui Marzia mi disse che aveva notato anche lei la coincidenza tra il mio racconto e il fatto di cronaca. Era avvenuto nei giorni subito seguenti del mio racconto. Prima che io rivedessi l’analista.

Ho raccontato solo qualche frammento: a volte e non poche vi erano coincidenza straordinarie –come quella della donna con la testa mozzata poggiata sul muretto -, e infine, dopo anni e anni il mio stato di paura continua che qualcosa succedesse.. di cui mi sentivo come colpevole ..

Ho tenuto un diario per anni, precedente alla mia analisi. Ho annotato tutto e ora mi sono ricordata e credo che dovrei ripescarlo e mettere in ordine ..

Dopo la morte violenta del diavolo – parlo di lui quando era in vita, mentre gli episodi prima raccontati si riferiscono al suo spirito maligno, dopo la morte – per esempio, morte che fu truculenta, io ragionavo che il fatto che fosse stato pugnalato più e più volte da una persona che non aveva mai fatto male a una mosca poteva significare che il diavolo era appunto cosi crudele e malvagio da spingere poi gli altri ad atti di questo tipo.. dopo che io ebbi pensato che la sua morte poteva provare che lui era una persona orrenda, sono avvenuti moltissimi delitti tutti connotati da una serie di pugnalate inferte sulla vittima e orrendi anche per il rapporto tra vittima e colpevole.. infatti le vittime non potevano avere colpa: bambini uccisi della madri… ecc. e in ogni caso una serie infinita di pugnalate.. una serie che continua.. ora ho sentito della madre che è stata accusa dal figlio in modo truculento e le persone non si pongono la minima domanda sul fatto che questi omicidi sono il frutto di un serial killer occulto che si muove di persona in persona…

Ora io mi so difendere in modo consistente anche se non perfetto.. e sento la presenza di questa presenza maligna solo qualche volta al giorno, in particolare alle feste, in cui certo per lui è divertente stare nella folla… in mezzo alla gente a combinare guai…

Volevo solo dire questo.. per non essere vigliacca, sia come sia che mi si voglia giudicare…

Spero di potere lavorare per dare una dimostrazione più consistente della mia ipotesi, rivedendo con cura il mio diario…e mettendo il relazione i posti dove i vari delitti sono avvenuti –un solo diavolo non può fare due delitti contemporaneamente in luoghi diversi -, la distanza tra di loro –la distanza per il diavolo conta, anche se poco-, la differenza di orari, le condizioni atmosferiche (vento pioggia lo indebiliscono)…

Comunque qui io voglio dire che occorre stare attenti …

Ora l’ho detto..

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categoria:vita, memorie, delitti, cose indicibili, coincidente
domenica, 30 dicembre 2007

Il nuovo “trucco” consiste nell’avvolgere un pezzo di filo di ferro lungo dieci centimetri –piuttosto fine- attorno all’anello.. le estremità del filo vanno tenute libere, che sporgano di almeno tre centimetri dall’anello.. ho trovato che mi proteggono la mano dal diavolo.. credo che fungano da vere e proprie punte, anche se non sono appuntite. Del resto, come ho detto, il filo di ferro è sottile..

Uno dei divertimenti soliti del diavolo era svegliarmi nel cuore della notte  “stuzzicandomi” le punte delle dita. Per evitarlo ho tentato di coprire le mani con del profumo antizanzara .. credo che fosse utile, ma non del tutto. mi svegliavo lo stesso, ma forse, dico forse, meno vampirizzata. Probabilmente il profumo era efficace solo per qualche ora dopo averlo messo. Dopo probabilmente il suo odore si volatilizzava.. .

Per contrastare il diavolo ho provato allora ad  appendere ai braccialetti (uno per polso) delle calamite che restavano nel palmo della mano. Di questo sistema, chiamato “rotella per le  mani”, ho gia parlato. Se la rotella non aveva delle calamite ben cariche, in particolare una pila per ogni mano, da nove volt, la protezione andava a desiderare.

Ho gia detto che la protezione delle mani è aumentata attaccando a ciascuno braccialetto di ferro due calamite coperte da un lato, ben distanziate tra di loro. 

Ora ho aggiunto il filo di ferro, che ho cercato di descrivere prima e le mani le sento più protette. Inizialmente ho pensato di mettere il filo di ferro per poterci attaccare sopra una calamita, tuttavia poi ho abbandonato l’idea perché facilmente perdevo le calamite, che se ne andavano attratte da altre calamite fissate qua o la sul corpo…

Al momento, oggi fine d’anno 2007, mi sento bene come non mai. Addirittura stamattina la mia pressione era 114 –86. credo sia il meglio che io sono riuscita a raggiungere in tutta la vita. Non ho mai raggiunto i 114.. il massimo è stato  100…

Non si tratta solo del fatto che le difese che ho funzionano, che ieri ho indossato tre o quattro pile da nove volt ben cariche.. sto anche mangiando meglio: niente dolci, niente caffè…

Passo il tempo portando tutti il materiale personale dal mio studio a casa: ho chiesto di andare in pensione. Sono 35 anni e più di lavoro ..

Mi fa male la schiena, sto facendo il trasloco da sola e a piedi, con una piccola valigetta con le ruote e uno zainetto …due o tre viaggi molto carica per due settimane.. io mi diverto .. come dico, mi sento forte…

Sono un po’  stanca … ho sonno… sono al lavoro, ma metterò sulle spalle di nuovo il mio zaino e trascinerà la valigetta.. e via.. credo che mi metterò a dormire.. .

Sono soddisfatta del fatto che cosi pochi elementi servano a proteggermi.. aglio aceto e cipolla per cibo; uno spiccio d’aglio come supposta, un altro spicchio in bocca, tra gengive e guancia …

Un solo ventilatore acceso al massimo…

Passare il profumo antizanzare..

I soliti due –solo due e non più – quadrati di fitofix (staccati dalla pancera magnetica della marca fitofix ), usati alla schiena in corrispondenza del cuore e al bacino..

Punti calamitati con o senza pile da nove volt  alla vita e in corrispondenza di altre parti del corpo, come la testa, una delle ginocchia, .

Alcune calamite con pile sotto le coperte per far trovare una “sorpresa” al diavolo.

Dormo con un telo di plastica molle sotto il lenzuolo di sotto …

Tutto qui, mi pare.. basta ripetere le operazioni, e se si è dimenticato e si sta male correre a prendere aceto e aglio e a mettere la supposta d’aglio che è davvero eccezionale. Il diavolo preferisce di gran lunga il corpo di altro che sdraiarsi su di me per rendermi la vita impossibile..

Faccio notare che qualcuno mi ha dato della “pazza fanatica”… ma su quali elementi? Solo perché parlo di uno spicchio d’aglio che è utilissimo…

Comunque sono felice che molti in rete, comunque sanno che questo genere di supposta serve contro il diavolo, almeno lo hanno sentito dire…

Per ciò che riguarda gli insulti reagisco come Virgilio all’inferno : “non curarti di lor ma guarda e passa”..

Comunque in tivù fanno una pubblicità su una cura contro la stitichezza. Parlano di una supposta effervescente…

Non ho sentito nessuno scandalizzarsi e protestare per quella pubblicità…

Comunque, la mia analista che ha un grosso sito in rete mi ha detto che le sue pagine più gettonate sono quelle sul “complesso anale”…cosi mi dovrei sentire confortata..

Ad ogni modo sottolineo che, dopo aver provato e riprovato ogni sorta di cure contro il diavolo da ben 16 anni ho scoperto e cosi dichiaro che la supposta d’aglio non è, da sola, sufficiente per combattere il diavolo ma ne è una parte fondamentale, necessaria, al presente momento di ricerca …

Al diavolo fa proprio arrabbiare che io sappia questo trucco della supposta d’aglio e a volte il sospetto mi viene che approfitti della sua capacità di volo per far scrivere a qualche blogger che io sono cosi e coli per via di questa preziosissima supposta…

E ora .. ciao e auguri di felice anno nuovo!

 

postato da: vivamerlin alle ore 15:19 | Permalink | commenti
categoria:anello con punte