giovedì, 11 giugno 2009

Ecco una piccola detective-story, come si è sviluppata, in realtà. La detective sono io! e il criminale occulto, infine scoperto, è naturalmente Junk il diavolo. Si può anche evincere una cosa che ho notato anche altre volte: il diavolo è distratto ...

 

Un giorno Junk in forma invisibile venne di fronte a me a casa mia e disse con tono impeto e assalto: “Junk è perfetto, meraviglioso, strabiliante, tu sei una nullità!” Lungi dal pensare che Junk era in loco, risposi sotto l’assalto: “Si, hai ragione, non contesto.. ” Credevo di stare parlando tra me e me, da sola. Dopo un attimo però riflettevo cosi: “Si, Junk è infinitamente migliore di me, ma guarda i suoi familiari, guarda come sua madre e suo padre sono di salute più cagionevole dei miei. Guarda sua madre, come è debole.. e invece guarda perfino mia nonna .. è ben più vecchia e vedi come cammina bene …”.

Giorni dopo tornando a casa trovai mia madre a letto ingessata a un braccio. Terrorizzata, non voleva più camminare.

Ignara della provenienza sentii questo pensiero: “Dio si è vendicato di te perché hai pensato male di Junk. Dio ama Junk”.

Inizialmente mi sentii molto in colpa, ma presto mi ribellai: “No, Non è vero. Se Dio avesse voluto vendicarsi di me, avrebbe fatto cadere me, non una persona innocente”.

Poiché mi era stata suggerita una connessione tra l’incidente e il mio comportamento, anche senza essermi resa conto e neppure sospettare che Jung mi avesse suggerito questo pensiero, il mio intuito mi suggerì che forse Junk avesse sentito i miei pensieri e si fosse vendicato su di me per quello.

Una volta mi aveva mostrato che leggeva i miei pensieri, tutto per impressionarmi.

Dunque semplicemente pensai che era in casa e aveva sentito questi pensieri sui suoi genitori.

Mi arrovellai per tre settimane su tre cose:

 

Junk sarebbe capace di uccidere? (Un incidente del genere avrebbe potuto essere mortale).

 

Junk ha poteri che gli permettono di farlo occultamente? (non c’era nessuno sulla scena del crimine).

 

Junk lo ha effettivamente fatto?

 

Dopo tre settimane di lavorio mentale giunsi alla conclusione che non avevo idea se Junk avesse il potere di produrre l’incidente. Mi arrovellavo sul come avrebbe potuto produrlo coi suoi poteri. Chiedevo a mia madre se qualcuno l’avesse spinta. Lei negava assolutamente. Pareva che, contrariamente alle sue abitudini di attenzione, quel giorno fosse contenta e distratta e per di più avesse preso un sacchetto della spazzatura da buttare prima di scendere le scale molto ripide e alte da cui era caduta. Di solito non prendeva nulla in mano, per paura di cadere.

 

Inoltre non avevo idea se Junk lo avesse effettivamente fatto.

 

Ma arrivai alla conclusione certa e sicura che Junk poteva uccidere, che aveva la mente di un assassino. Non posso ricordare minimamente tutto quello che mi passò in testa come arrivai a quella conclusione, che era di tipo intuitivo, cioè frutto di infiniti ragionamenti. Andavo al fondo degli episodi in cui aveva prodotto in me una intensa sofferenza ... delle  finte “sincerità” scelte per ferire … delle cose che occultava .. dovevo superare la barriera della sua espressione da bambino di due anni – lui che ne aveva più di sessanta - che metteva sù quando lo contestavo  ..

 

Senza minimamente sospettare che ogni mio ragionamento era stato ascoltato da Junk, mi stupii molto una sera tardi, di vedermelo comparire in forma quasi visibile, e grandezza simile alla sua, di fronte a me. Leggevo seduta sul letto. Era furioso.

Gli dicevo: "Ma perché sei tanto arrabbiato con me? Che ti ho fatto?"

Lui stava appena dietro una pianta pendente dal soffitto, una cascata di fiori rossi e di belle foglie grassottelle. Tentava di spingere con un dito (un dito di quel materiale biancastro di cui la sua presenza era costituita) la bellissima pianta e mi mostrava come non ne fosse capace.

Qualche giorno dopo Junk e io entravamo in persona fisica nella mia stanza, in pieno giorno. Egli osservò, guardando la pianta: “E questo che è?”, per dire che non l’aveva mai vista. Insomma che lui mai cercato di spingere la pianta verso di me. Che non era venuto in camera mia giorni prima.

Mi ricordavo chiaramente che tempo prima su quella pianta, sul perché l’avevo comperata e sulla sua eccezionale bellezza avevamo parlato.

Dunque sono arrivata, da perfetta Sherlock Holmes, a capire che lui era stato li, ma voleva negarlo. Inoltre scoprivo senza ombra di dubbio che mentiva. Che comunque voleva mostrarsi ferito per le mie conclusioni su di lui come “capace di uccidere”. E mi mostrava che lui non era capace di spingere la pianta, tanto meno un uomo.

Per la verità ciò che successe dopo fu che io continuai a frequentarlo. Gli diedi comunque il beneficio del dubbio. Non parlai dell’incidente ad anima viva. Forse fu dopo questo episodio che lui guardandomi disse che io ero la donna più stupida che conosceva! Disse questo con aria felice probabilmente perché si sentiva libero di usare i suoi poteri senza paura di essere scoperto.

Ma fece subito anche altri errori. Per esempio la mia analista un giorno mi guardò con uno sguardo di odio intenso. Io uscii dallo studio pensando: ma guarda quella vecchietta cosi carina! Chi avrebbe mai detto che avesse uno sguardo d’odio identico a Junk! Nel giro di pochi giorni, anche li, arrivai alla conclusione che Junk aveva fatto questo in modo che io interrompessi l’analisi, durante la quale io cercavo sempre di parlare della mia relazione con lui. Fece di tutto perché io non potessi mai parlarne, per dieci mesi. La mi analista mi aveva detto che qualcuno le aveva detto che Junk era “un fascista”, che conduceva il gruppo in modo “fascista”.
Poi quella scena e lo sguardo di odio. Fu un altro passo falso che egli fece.

Un’altra volta lo colsi in fragrante. Cerco di farmi credere che avevo avuto una rivelazione interiore in cui il mio interiore mi suggeriva di dare soldi a Junk! Lui che tanto lo meritava! Mi accorsi che era un raggiro quando lo vidi di persona e fece finta di non saperne niente. Poiché sapeva sempre tutto, questo evitare il mio sguardo muovendo la testa velocissimamente dall’altra parte mi suggerì intuitivamente la verità. Inoltre io avevo avuto esperienze interiori e dunque sapevo che non c’era nulla di vero in quella esperienza.

 

Poi, col tempo e con la paglia, ho capito come Junk poteva produrre un incidente come quello occorso a mia madre. Che non gli era necessario spingere. Attraverso la possessione gli sarebbe stato facile far fare un passo sbagliato, per esempio ... o rendere le persone stanche e distratte o ..., cosi da sbattere con la macchina contro un albero.. cose che usava e aveva usato in passato per eliminare concorrenti o per invidia o per vendetta ecc. Una volta caduta la maschera produsse molti altri incidenti tipo quello occorso a mia madre.

E sono arrivata da poco, credo forse con un suggerimento del diavolo stesso, alla verità: che lui aveva prodotto simili incidenti alla propria madre, e per questo si era ammalata. Dunque non avevo ragione di cantare superiorità sui suoi parenti. La differenza tra mia madre e la sua era solo che la mia non aveva avuto lo stesso “filiale” trattamento.

Non ci ero ancora arrivata.

 

 

POST SCRIPTUM (una settimana dopo).

Nel giro di pochi mesi ancora, dopo i vari episodi prima racocntati, e a seguito anche di suoi altri fatto intollerabili, fuggivo in India, definendo la mia relazione con Junk “due anni di inferno psicologico” . In India scoprivo che Junk teneva la relazione con me con continue possessioni, cosi manipolando la percezione che avevo di me, sostituendosi a me. L’idea che una persona sia cosi crudele da entrare in un’altra non mi sarebbe mai passata per la testa. Una possessione è un delitto di gravità inimmaginabile. Peggio dell’omicidio o dello stupro. Ognuno ha il diritto di essere se stesso. Junk manipolava la percezione che una persona aveva di sé per fare si che le persone avessero di sé un’immagine degradata, criminale, pedofila ecc. Le manipolava non soltanto facendole vivere pensieri e d emozioni che erano loro estranee, ma a loro insaputa, oppure facendole vivere in prima persona quelle esperienze.

Una volta, al termine di una festa con persone che conoscevano da anni Junk come allievi, venni a sapere da un uomo giovane che lui ed altri del gruppo amavano in modo particolare, più di una donna di cui erano molto innamorati, delle prostitute laide e sporche e malate.. E io francamente mi sono chiesta...

giovedì, 28 maggio 2009

In questo blog descrivo misure capaci di diminuire in misura assai consistente i danni prodotti dal diavolo a livello fisico/psichico. La ricerca è andata avanti e sono orgogliosa   dei progressi compiuti. Ci sono novità assolute sia nell’uso delle punte – ho inventato un ciondolo che punge il diavolo ma è inoffensivo per noi -, sia del balsamo di tigre sia di quello dell’aglio. Ho introdotto poi una piastra portatile di acciaio chirurgico antiodore che si è rivelata di grande importanza come difesa.

 

Dopo quasi un anno e mezzo sono tornata ad aprire il blog e forse non sarei tornata se non avessi raggiunto importantissimi miglioramenti nelle misure contro spiriti maligni eccetera. 

Rido per i commenti che avete fatto sul mio blog e altrove.. Mi riempie di felicità scoprire quante risate vi ho fatto fare… prima o poi mi darete fiducia. 

Ho il dovuto entusiasmo per scrivere un post con l’insieme delle difese rivedute e corrette. Certe sono sostanzialmente nuovo (la piastrina di acciaio ), per certe ho aumentato magari la quantità (punte: e qui ho avuto un piccolo colpo di genio…), per certe ho trovato una applicazione in più… e di certe ho solo scoperto l’importanza decisiva (l’olio di tigre e altri prodotti a base di canfora).

 

Il pudore mi impedirebbe di dire che ho molto pregato in certi momenti perché la mia ricerca andasse avanti. Ma sarei vigliacca se non lo dicessi: ho pregato la Madonna in particolare e suo figlio. Trovo conforto e aiuto nel pensare a loro. La ricerca è andata avanti in misura sorprendente. Anche se non è finita.

 

DUNQUE VI INVITO A PROVARE le contro-misure E RACCONTARE GLI EFFETTI, NON IMPORTA SE SIATE O NO TORMENTATI DAL “MALIGNO”. Che può avere un aspetto qualunque..

Dunque comincio.

 

Si tratta di tutte le difese che io uso al momento. Tutte sono necessarie, cosicché posso raccontarle in qualunque ordine.

 

 

1. PIASTRE DI ACCIAIO CHIRURGICO

 

Piastre di acciaio chirurgico per coprire ciascuno i punti più importanti del corpo. Io ho visto per caso in vendita delle piastre DI ACCIAIO made in China che sono vendute come “saponi anti-odore”. Sulla confezione che le avvolge sta scritto: Odor remover. (Costo: io le ho comperato per quasi sette euro l’una. Vi prego di escludere che io cerchi di fare pubblicità alle suddette piastre). Non mi è capitato di vedere altre piastre DI ACCIAIO vendute in giro –non ho neppure idea di come cercarle, esattamente - e dunque ho provato queste. Vanno appese o fissate in qualche modo a coprire punti  determinanti. IL CUORE, IL BACINO A SINISTRA DELL’OMBELICO SONO I PUNTI PIÙ ESSENZIALI.

Dissolvono l’infestazione di cui il diavolo può essere carico (se fuori non piove o è vento), impediscono che il diavolo entri con forza in quei punti. (I maghi stessi si servono di piastre di acciaio o di ferro per proteggersi dei “colpi di ritorno” .. Suppongo di un altro mago che gli renda la pariglia. Io non ho mai visto partire da me alcun “colpo di ritorno” !).  Mi è parso che renda più difficile al diavolo scovarci, scoprire la posizione dove stiamo (a meno che naturalmente non stiamo in casa o posti dove stiamo di fisso ...)

Sono abbastanza portatili: otto centimetri di lunghezza, quattro di larghezza e due millimetri di altezza. Andando in giro è difficile portarne addosso altre. Ma ricordatevi che al soldato medievale  andava molto peggio …

Prima di dormire invece ne fosso altre, praticamente una la fisso vicino al collo per proteggere la testa, una alla cintura , una la fisso addirittura fuori dal pigiama, proprio sul cavallo dei pantaloni. (Non crediate che vi voglio far ridere apposta..). Insomma usa la tua creatività. Chi più ne ha più ne metta..

Come fissare addosso le piastre? Io le fisso tutte e due agli indumenti intimi con delle calamite. Quella sul cuore la tengo anche appesa al collo con un filo rosso (oltre che fissata al reggiseno con calamite).

Ricordiamoci che queste piastre hanno un buco da un estremità e questo può servire a cucirle in un punto degli indumenti. Certo è pesante, non è come fissare un bottone..

 

L’uso di queste due piastre ha un’estrema importanza.

 

ATTENZIONE: l’uso delle calamite può avere controindicazioni serie, soprattutto a chi ha problemi di cuore o ha subito operazioni. So che in questi casi è totalmente da escludere. Inoltre ho l’impressione che faccia salire il battito del cuore, il che non a tutti fa bene. (Io ho la pressione bassissima). Dunque prima di usarle informatevi per bene. Io cercherò anche di farlo, e vi informerò.

 

 

 

2. CALAMITE.

 

 

Sto parlando di coppie di calamite che si possono fissare su qualunque punto degli indumenti intimi.

Io ne ho limitato molto il loro numero, per evitare che il lavoro per metterle e toglierle fosse ridotto al massimo. Che si evitasse quel continuo attirarsi delle calamite tra un punto e l’altro, che ovviamente dava fastidio, non escluso qualche livido quando le calamite attraendosi con forza sbattono le une contro le altre. Cosa che porta anche alla loro rottura e dunque a doverle rimpiazzare.

 

Attenti dunque a maneggiarle con cura, a tenerle ben distanziate. Ad avvicinarle con calma una all’altra, tenendole stabilmente con le mani. Quando si avvicinano tendono a roteare per disporsi l’una sopra l’altra. Assecondate il movimento con grazia. Per staccarle l’una dall’altra fatele scivolare, non cercate di sollevarle l’una dall’altra come su l’una fosse il coperchio dell’altra. Nella pratica si impara. 

 

Ne ho parlato molte volte, non sono diverse da quelle precedentemente descritte, solo il loro numero è inferiore, e semmai aumento la forza di ogni singolo punto calamitato aumentando il numero di calamite, che si sovrappongono naturalmente alle altre. A volte mi capita, in punti che lo permettono, di usarne tre per lato, dunque sei per ogni punto. Sul cuore a volte mi sono trovata con queste piccole pilette di calamite.

 

Dove e come comperarle? Cliccando su magnets, in Internet se ne trovano. Devono essere comperate preferibilmente senza supporto, poiché nude occupano meno spazio, si vedono meno. Peraltro avere un supporto –che è isolante in qualche modo, essendo per esempio di legno o plastica - significa impedire che per esempio passando vicino a del ferro – la sedia della biblioteca o del bar o il sedile dell’autobus .. - la nostra maglietta scatti con le sue calamite e vi si attacchi… con il relativo piccolo rumore e il nostro cauto sforzo per staccarle… La gente in realtà in generale non ci fa assolutamente caso.

 

Io  a lungo comperavo delle calamite che si vendono per appendere le tende. Dunque le trovavo nei mercati rionali e nei negozi di ferramenta. Ora ho trovato una donna che le tiene nella sua bancarella senza supporto, e naturalmente costano molto meno.

 

Più sono piatte e meglio è. Non devono essere troppo piccole.. Devono essere circolari. Che forza devono avere? Ho scelto, come prima, quelle che hanno la forza di tenere sollevati  circa 100 grammi di ferro. Sono forti ma non troppo. Si rischia qualche livido, se non si sta attenti, ma non più di questo.

 

ATTENZIONE: Non datele ai bambini! Non sono giocattoli. POSSONO COSTITUIRE UN PERICOLO.  

 

Ora posso dire dove fisso io i punti calamitati.

 

In cima alla testa o verso la fronte se avete capelli forti potete fissare un punto calamitato. O metterlo in un copricapo.

 

A uno o ai due lati del collo sarebbero appropriati a protezione del collo e della testa.

 

All’altezza del cuore ho finito per metterne 5 (cinque) distribuendole per tutta la circonferenza del busto. Dipende da quanto larga è detta circonferenza perché si possa diminuire il numero di gruppi calamitati o addirittura, se siete molto robusti, aumentarli.

Io ne metto uno sul cuore, forse un poco più a sinistra. Poi due sotto le ascelle, e due dietro sulla schiena, ai lati della spina dorsale, lontani abbastanza tra di loro da non attrarsi.

 

La cintura alla vita la porto solo la notte. Fisso 4 punti calamitati, due davanti e due dietro. cerco di fare si che non si attirino con quelle che ho fissato sopra, sul reggiseno. cosi in generale fisso quelle sul reggiseno in alto. Se vedo che si attirano ancora cerco di portare ancora di più verso l’alto le calamite sul reggiseno.

 

Ora le mutande. Fisso solo tre punti calamitati. Uno sta sul bacino. È all’altezza dell’ombelico, ma oltre l’ombelico stesso, alla sua sinistra.

Del resto è li che ho fissato il punto dove mettere la piastra di acciaio. Questo punto è derivato dalla crescita della mia conoscenza, a seguito della lettura del libro “El fantasma de los vivos” del ricercatore H. Durville, dove si sostiene che le persone che mandano il loro spirito fuori del corpo lo mandano in quel punto. Tutto questo mi ha fatto dare un senso a una cosa che non riuscivo a spiegarmi: da quando il diavolo ce l’ha con me, mi ha sempre massacrato in quel punto. Ho punti rossi frutto di colpi  di “ago” – l’anima del diavolo che si assottiglia tanto da pungere come fosse quasi un vero ago …- e avuto dei dolori che mi costringevano a letto per ore. [Una delle difese che mi diedero sollievo in passato fu bere molta acqua calda bollita per 15 minuti e tenuta nel termos. Di questo ho parlato nel blog ]. Ora ho capito che ciò che il diavolo colpisce in quel punto è l’anima della persona. Colpendo l’anima, colpisce la persona nel modo più completo.

Dunque ora piuttosto che mettere genericamente le difese sull’ombelico le metto spostate più a sinistra. E il vantaggio l’ho visto. Il porre l’acciaio sopra quel punto ha costituito un vero progresso nelle difese.

 

Il secondo punto calamitato sta a difesa dell’osso sacro. Una difesa in più nello stesso punto che viene difeso dalla supposta d’aglio.

Il punto calamitato si mette dietro, al lato della spina dorsale dal lato destro, non molto lontano dall’osso sacro. Non deve importunarlo, ma stare vicino.

Il terzo punto rafforza il lato in cui sta l’anima (o dove l’anima comincia), ma dietro. E lo metto in quell’incavo che sta nei glutei, ai lati, ma lo metto solo dal lato sinistro. Lontano abbastanza fa ciascuno dei due altri punti calamitati e anche dalle calamite poste sulla cintura.

 

Un punto calamitato sul cavallo dei pantaloni è a rischio di “attacco” da parte delle altre calamite.

 

Sulle gambe ho messo un solo punto calamitato dietro un solo ginocchio, e con i supporti di legno in modo che non vadano a attaccarsi in giro.. 

Sui piedi e le caviglie a volte è necessario fare un notevole sforzo.

Se si è scoperti sul cuore o il bacino, l’osso sacro, il diavolo si accontenta di colpire quelli. Se difendo questi punti chiave allora cerca altri punti da attaccare. Cosi che si possono sentire crampi insoliti nei posti più insoliti.

In linea generale io ultimamente indosso cavigliere e mezze calze, dove metto alcuni punti calamitati. Cerco anche di usare supporti isolanti (come prima accennato) per evitare che vadano a sbattere le calamite di un piede contro quello dell’altro..

 

Di notte cerco di mantenere le mani  in guanti. Dentro questi guanti che sono semplicemente come sacchetti di materiale sintetico, ma morbidi e comodi, metto un gruppo calamitato per guanto. Metto il gruppo dentro il guanto, attaccato tra il posto per il pollice e il resto del guanto. Cosi che non si attacca con forza all’altro guanto, se le mani si toccano.

 

Per ciò che mi riguarda, ho notato che un punto è maggiormente difeso se aggiungo calamite in un punto. Invece delle due calamite esenziali a formare un punto, se ne aggiungo anche solo una in più dal lato della pelle, la mia difesa sembra essere più efficace.

 

 

PUNTE ! Mia creazione fatelo-da-te: ciondoli a due punte ricavati da spille a balia.

 

Ho messo a punto, ideato un ciondolo a due punte che chiunque può costruire. Il vantaggio di questo ciondolo è che può essere appeso in ogni parte del corpo ed essere del tutto innocuo per chi lo indossa. Il vantaggio è che il diavolo che si avvicina alla pelle può essere punto e perdere le sue energie. Una cosa che aborrisce.

 

L’effetto delle punte è di rendere il diavolo molto attento a dove mette i “piedi”. Anche, se si trova dentro il corpo, non può più sgomitare a destra e a manca, ma deve essere delicato, poiché se cozza contro una punta, mentre sgomita appunto perde le forze, è come se venisse ferito. Dunque fa diventare il diavolo più delicato.

 

Come fare se si sente che il diavolo è dentro il nostro corpo?  Ecco cosa si può tentare di fare sapendo che abbiamo sulla pelle le punte: cercare di farcelo finire contro. Come? Muovendoci in ogni modo, rotolandoci sul letto, cosi che lui sia a sua volta sbattuto, scosso, e fatto cadere sulle punte. Credo che serva.

 

Possiamo anche battere come fossimo un tamburo, ritmicamente, con le mani, sulle parti infastidite.

 

Ma come si fa a fare il ciondolo?

Occorre avere spille a balia. Che siano di acciaio. Che siano di acciaio perché se fossero di ferro verrebbero a fissarsi sulla prima calamita che incontrassero, e questo non le farebbe più muovere liberamente.

 

E che siano del tipo che ha un piccolo cerchietto da una estremità. Insomma un buchetto che è necessario per passare il filo per appendere.

Ancora: si comperano due spille a balia di una certa lunghezza. Tagliata la parte della chiusura, la punta che si ottiene deve essere lunga almeno un centimetro.

Dunque ecco l’idea. Si spunta la spilla. Si taglia via il pezzo che forma la chiusura, e poi si spunta anche l’altro lato, il limite della punta viva, che a me comunque fa paura. Ora abbiamo un ciondolo: ci sono due punte e un buchetto da cui possiamo passare un sottile cordino.

Per essere innocuo per noi, il ciondolo deve appunto ciondolare, essere appeso in modo che si muova liberamente, che spontaneamente modifichi la  sua posizione quando trova un ostacolo. Dunque dobbiamo farla pendere almeno di alcuni centimetri da un punto della stoffa.

Siamo all’ultimo problema: come fissare sulla stoffa, sull’indumento stabilito, il ciondolo a due punte? Semplice:  cuciamo il filo lungo abbastanza da lasciar pendere il ciondolo di alcuni centimetri.

Oppure, per i pigri e per i primi tentativi: appendere il filo a un’altra spilla a balia, che può essere –anzi è preferibile che sia – piuttosto piccola. Serve solo ad ancorare il ciondolo. si passa il filo nel cerchietto della seconda spilla, quella piccola e intatta, si chiude il cordino o grosso filo, con un nodo, e abbiamo due punte. Possiamo addobbare indumenti intimi o pigiami con quante punte vogliamo. Io comunque evito di fissarle in punti che abbiano il minimo rischio di toccare gli occhi, la spina dorsale…

 

Naturalmente si usano altre punte a difesa personale, come in particolare le collane a punte, solitamente provenienti da paesi sudamericani Comunque ho trovato una collana che ha tre punte di cui una di due centimetri e mezzo di lunghezza e mezzo centimetro di diametro alla base.

Sono molto utili. Io le uso sia al collo, il che ci assicura che se il diavolo ci attacca, dovuto alla collana non ci attacca sul punto della collana ma sopra o sotto la collana. Ammetterete che è già qualcosa!

Devo a queste collane l’idea di come si costruisce una punta che può stare innocuamente appesa al corpo. Queste punte ruotano intorno al filo della collana liberamente. Non pungono  mai la persona.

Una loro particolarità  è che hanno spesso particolari di ferro, il che le rende un poco inadatte a stare vicino a calamite. per questo evito di mettere calamite sul collo, quando le indosso.

 

Cercherò al più presto di inserire foto di queste collane. Di fatto ne ho diverse.

 

 

AGLIO IN QUATTRO MODI! Una novità di fondamentale importanza.

 

 

CREDETEMI, CI HO PROVATO A RESTARE SENZA L’UNO O L’ALTRO modo d’uso dell’aglio, MA TUTTI e quattro sono importanti: la difesa è migliore, vi sentirete meglio quando li usate tutti. 

Comincio da quello che ho aggiungo ora. si tratta di un infuso di aglio. la sera mettete dentro un bicchiere d’acqua degli picchi d’aglio tagliati a fettine sottili. Al mattino scolate l’aglio e buttatelo. Ora aggiungete all’acqua il succo di un intero limone. poi se volete diluitelo con altra acqua, aggiungete un poco di miele o del succo di frutta. Lo scopo è renderlo gradevole tanto che lo beviate. Se è troppo concentrato magari non riuscite a berlo.

L’effetto positivo di questo modo d’uso è che velocemente si distribuisce nel corpo. L’effetto su di me è che dopo aver assunto questo infuso ho sentito molto di meno la presenza del diavolo dentro il corpo, magari concentrata in un organo. Non era piacevole e sentivo dolore, come se la parte fosse malata. Ora sento molto meno questa presenza e dunque l’infuso d’aglio è entrato di diritto nell’insieme delle contro-misure. Se prima il diavolo, anche essendo coperta, diciamo, di punte, si asserragliava in un organo, be' ora non lo fa.

 

 

E naturalmente la difesa sempre molto importante, che salva il nostro senso dell’equilibrio e la nostra energia sessuale ed è lo spicchio d’aglio come supposta. (Io ritengo che se avessi sempre usato questo metodo ora andrei ancora in bicicletta. Invece non vado perché il mio senso dell’equilibrio è stato cosi compromesso dal vampirismo selvaggio del mago/diavolo che le poche volte che ho inforcato la bicicletta sono caduta. E dire che una volta andavo normalmente in bicicletta da Berkeley a chissà dove…

Logicamente occorre mettere al supposta sempre prima di andare a dormire, poiché è nella notte che gli spiriti si infilano a dormire nei corpi dei vivi (come dice, se non erro, l' enciclopedia britannica.. ma controllo..) e si nutrono delle loro energie. Questo spicchio dice loro di andarsene.

 

Anche dopo pranzo se si dorme non è affatto una cattiva idea mettere una supposta. Fra l’altro questo è un uso che non da odore.

 

 

Sulla quantità da usare non so precisamente.

Comunque mai ho letto di una cura di aglio che superi l’uso di una testa al giorno, perciò direi che questo deve essere il nostro limite massimo, mettendo insieme i diversi sistemi. Personalmente mi sembra di consumarne in totale forse mezza testa al giorno.

Cioè più spicchi per l’infuso –in quantità variabile, dipendendo anche dalla voglia che ho di tagliare le fettine-, due spicchi piccoli da tenere in bocca tra denti e guancia, uno almeno prima di dormire da mangiare col cibo o semplicemente facendolo a pezzi coi denti e buttandolo giù con un po’ d’acqua.

Secondo me l’infuso d’aglio può permettere un consumo di diversi spicchi di aglio, essendo, se l’infuso viene diluito, abbastanza leggero da sopportare. Credo anche che lasci meno odore.

mentre mangiare più di uno o due spicchio di aglio al giorno mi pare sia troppo pesante.  Penso sufficiente mangiare uno spicchio prima della pennichella pomeridiana, magari più piccolo, e uno più grande la sera , prima di dormire. In ogni caso è necessario prenderlo prima di dormire la sera.

 

Come cavarsela con l’odore? Bevendo Yogurt.

Se interessa posso fornire una ricetta facilissima per farlo in casa, servendosi solo di un po’ di yogurt Yomo, che ritengo il migliore per lo scopo, e del latte intero. È ottimo e si risparmia denaro.

non dimenticate, insieme all'aglio, l'importanza che hanno anche la cipolla e l'aceto crudo.

 

 

       Olio di tigre, balsamo di tigre e altri composti scotta-diavolo!

 

Il balsamo di tigre anche in minima quantità allontanata immediatamente la presenza del diavolo. Cosi fanno anche altri liquidi. L’olio di tigre, l’Essential embrocation.. tutti composti a base di canfora… che tradizionalmente è considerata difensiva rispetto al diavolo.

 

Mi è sembrato che questi liquidi abbiano l’effetto di impedire che il diavolo si avvicini e si appoggi o entri nel corpo.

 

Quando siamo in difficoltà perché c’è un punto del corpo che le altre difese non riescono a proteggere, la soluzione è sicuramente di massaggiare la parte con un po’ di olio o balsamo elencati prima. Può servire anche un liquido antizanzara …

 

Ma attenzione a non avvicinare questi composti agli occhi o alle narici  … avvicinare la mano in cui avevo messo dell’antizanzara mi ha fatto l’occhio molto rosso. Sono andata al pronto soccorso. Tuttavia è poi passato tutto in qualche giorno, senza l’aiuto di alcun collirio.

 

Si potrebbero anche distribuire minuscole quantità di questi liquidi - o di spray venduti per purificare l’ambiente - sul letto prima di dormire, sulle coperte o anche lenzuola. Io non li amo molto, ma il loro valore protettivo è indiscutibile..

Bisogna solo sapere se possono costituire un pericolo per la nostra salute.

 

Per ciò che riguarda il balsamo di tigre - che io preferisco perché è forse più persistente degli altri e perché non temo che si rompa come può succedere con una bottiglietta di vetro che contiene un liquido – e altri di questi composti, parrebbe che non si debba eccedere.

 

Si possono annusare, passare sui vestiti (dove non si possano macchiare, ovvio) e sulla pelle. Anche sui capelli, che però poi appaiono untuosi ..

 

Si può passarne un poco in cima alla fronte, sotto l’occhio sinistro, sotto le narici –senza assolutamente toccare le narici stesse – dietro le orecchie e in generale usarlo come profumo. Nei punti dove duole.

Occorre però variare, anche di poco, il punto di pelle su cui si applicano.

 

Comunque è assolutamente necessario portare una confezione sempre con sé e usarli al più presto quando ci si sente anche solo stanchi o infelici. Molte volte mi sono sentita meglio all’istante. E questo mi ha fatto inserire questi liquidi tra le difese maggiori.

 

Ecco i componenti dell'olio di tigre/Tiger Oil: Methylis Salicylas, Turpentine Oil, Eucalyptus Oil, Clove Oil, Cinnamon Oil, Thymol , Camphor.

L'olio di tigre è proibito per le donne incinte.

Si usa solo esternamente.

Non usare il prodotto sulle mucose, per esempio occhi, cavità orale, sulla pelle escoriata, o un punto infetto.

Ci sono molte altre indicazioni e raccomandazioni denro la confezione che dovete leggere con cura.

 

 

Non ho parlato dell’uso del ventilatore -ventilare l'aria - e della plastica - che è l'unico materiale che non può esere attraversato dal diavolo - di cui parlo in altri blog, ma resta invariata la loro importanza. ne ho parlato in diversi post. ne parlerò ancora in un posto sulle difese ambientali, che prensentano alcune positive novità.

Non ho usato le pillole tibetane e la piramide, ma non vanno dimenticati nel panorama di cio che serve.

 

Ci sono direzioni di ricerca che in questo periodo ho temporaneamente messo da parte: il complesso piia da nove volt - calamita, oppure anche i tessuti a fibra di carbonio. 

Ho cercato di pensare come costruire un angolo protetto, ma non ho fatto sufficienti progressi per poterne parlare.

Nota: Durante la mia lunga assenza ho ricevuto mesaggi di persone in pericolo, di persone che mi prendevano in giro, ma nessuno che dicesse. Ho provato! Bene provate. Anche se il diavolo non fosse su di voi, cosa che mi auguro, la cosa sarebbe utile per la ricerca.

 

 

 

 

mercoledì, 27 maggio 2009

A distanza di tempo rifletto sul perché il mago Junk abbia fatto apparire figure ( apparizioni ) che evocano il diavolo cosi come lo vediamo nelle rappresentazioni dell’arte. Certamente queste figure simboleggiano la cattiveria del diavolo, ma non sono il suo aspetto naturale. ( Dell'aspetto naturale del diavolo ho parlato in un recente post. )

 

Credo di avere già accennato a queste apparizioni.

Nella mia vita le apparizioni fecero la loro comparsa solo a 38 anni con la faccia del mago. Mi dava un consiglio.

La seconda, credo qualche anno dopo, fu quella del diavolo.

Mesi dopo vidi in un lampo la faccia stravolta di una strega nella quale era riconoscibile una donna conosciuta sia da me che dal mago. 

Solo nel tempo ho capito che la faccia del diavolo o della strega o di qualunque altra cosa mi apparisse era sempre formata dallo stesso spirito del mago, che aveva l’abilità di apparire nella foggia che voleva. Per esempio una volta apparve in forma di un paio di grosse labbra che si muovono nello spazio mentre si sente la sua voce arrabbiata.. una volta fu il viso di mia nonna novantenne che mai era apparsa prima, anche quando vivevamo distanti ed era stata molto preoccupata per me, e ora invece mi appariva senza alcuna ragione, mentre lei in corpo fisico era sveglia e distante di pochi metri!

 

La seconda apparizione della mia vita accadde quando appunto mi apparve l’immagine di un teschio con barbetta e occhi vibranti dentro il viso di un giovane uomo , che in quel momento si trovava a pochi passi da me. Eravamo in piedi tutti e due in cucina, in mezzo ad altra gente.

Un momento prima dell’apparizione ricordo chiaramente che avevo visto il mago Junk entrare dalla porta d’ingresso, vedere la scena che si svolgeva in cucina e passare oltre. Stava entrando in una stanza tranquilla dove si poteva rilassare e dunque poi concentrarsi per apparire ..

 

 

Dopo quell’episodio io non frequentai più il giovane uomo, chiamiamolo Angel. Ora lo trovavo antipatico.

Non sapevo come mai io avessi visto quella cosa. Non ne parlai mai a nessuno. Pochi mesi dopo, vedi le coincidenze, uscivo con il diavolo Junk.

Non ripercorro tutti gli elementi, ma il senso nel tempo mi è apparso chiaro. Junk aveva adocchiato da anni una preda: me! E lavorava su quello. (Per esempio apparire per darmi un consiglio era stato un modo per entrare nella mai immaginazione). Ora vedeva in Angel un uomo molto più giovane e bello di lui, con cui lui anziano con pochi capelli e bellezza tipo statua di Botero, non pensava di poter competere. Negli ultimi tempi Angel e io eravamo andati in giro insieme un paio di volte.

Ecco perché Junk si liberò di un tenuto rivale. Non ho dubbi su questo.

Io non ricordo di aver sentito parole estranee che mi suggerissero l’interpretazione che era meglio evitare Angel.

Ma prima della apparizione dell’immagine del diavolo - e io non ero consapevole che una cosa è l’immagine del diavolo e un’altra cosa il diavolo stesso – avevo l’impressione che Angel mi infastidisse, che mi stesse troppo vicino, come se si prendesse troppa confidenza.

Anche  a questo livello Junk fu attivo, nel manipolare le mie percezioni. E magari anche quelle di Angel, cosi che comportamenti ed emozioni venivano stravolte.

Cosi l’apparizione del diavolo pareva rendere manifesta una impressione negativa che negli ultimi giorni si era formata in me.  Che questo mago fosse un diavolo che mette zizzania era vero. Creava dissidi dal nulla.

Ma quell' interpretazione dell’ apparizione era completamente sbagliata. Se Angel fosse stato il diavolo non avrebbe avuto motivi di formare un’immagine di diavolo in sé,   per di più in presenza di una donna che gli interessava. Comunque, è importante puntualizzarlo, io non ho mai detto una parola contro Angel, eccetto che mi era divenuto antipatico. Non ero del resto sicura che la visione/apparizione fosse opera del mio inconscio. Non avendo dimestichezza con la materia tutto era incerto e giustamente non feci parola con nessuno. 

 

Passo alla seconda apparizione del diavolo, anche più inquietante. E qui uno scheletro marrone scuro intero si staccava da Junk a partire dai suoi piedi per scomparire dalla finestra. 

Ne ho parlato in questo blog ma di recente ho fatto alcune ulteriori riflessioni su quell’episodio.

Quella sera stavamo chiacchierando tranquillamente quando, entrato nella mia stanza con me si buttò sul mio letto con l’aria di dire: “lasciami da solo”, ma senza dire in effetti neanche una parola.

Andai in cucina per qualche momento, poi mi chiesi: “che fa quest’uomo?” Non telefonava, non aveva cellulare, non era stanco e non aveva dato giustificazione per il suo comportamento.

Ho già raccontato di come lo vidi con la fronte luminosissima, la testa sporgente fuori del bordo del letto, che sembrava parlare, ma senza aprire bocca, con grande intensità. Un'intensità più grande, molto più grande di quando lui parlava, con me o con chiunque. Lo conoscevo ormai da molti anni e mai avevo visto una cosa cosi. Sembrava che lo sforzo di comunicare lo sottoponesse a uno sforzo molto grande. Ma nessuno era presente. Di fatto la sua faccia era rivolta verso il muro. Oltre il quale c’è la strada.

Pensai: “Quest’uomo è un diavolo”. Credo che anche nel Medioevo avrebbero pensato cosi: ma voi che spiegazione avreste dato?

Invece di uscire mi sedetti nella poltrona che stava a mezzo metro dal letto. Da li, guardavo lui, ma non vedevo più il viso, rivolto verso il muro di fronte.

Io credo che concentrato come era nella conversazione con chissà chi, non si rese conto della mia presenza. Comunque deve essersi seccato parecchio. Come avevo osato disobbedirgli e entrare nella stanza?  Quello che ricordo è che sentii un grande odio formarsi attorno al suo bacino. Fu allora che mi alzai e presi il bastone di mio nonno, e con quello in mano mi sedetti di nuovo. E ricordo che tenevo il bastone alle due estremità. Per difesa. Mio nonno era la persona migliore della mia famiglia.

Junk si alzò, sempre col suddetto odio, si alzò in piedi e mi guardava con sommo disprezzo. E li lo scheletro scuro si piegò come fosse dritto come un bastone per avvicinarsi alla finestra (solo il bastone/scheletro marrone scuro e toccò la finestra e scomparve. )

Probabilmente dopo io lo accompagnai meccanicamente alla porta senza una parola e lui se ne andò. E presumo che Junk quella sera abbia molto lavorato per eradere dalla mia mente il ricordo di quel che era successo, evento dopo il quale certamente io non lo avrei più visto, mai più.

Era cosi che era successo, io penso, anche le due volte in cui mi aveva pubblicamente calunniato, in mia presenza. Di questi tre episodi io persi il ricordo. Tanto che rimasi nel gruppo di cui Junk era la guida, e tornai a uscire con lui. io non ricordo di avere mai neppure pensato nulla, semplicemente mi comportavo come chi non lo ricorda affatto. Infatti. Poi lo ricordai. E poi lo dimenticai di nuovo, per anni.

Si potrebbe anche pensare che quella visione -un diavolo che esce dal suo corpo: uno scheletro che richiama la raffigurazione tradizionale del diavolo in diversi dipinti - era troppo scioccante per me e per questo io stessa la avevo rimossa. Però io propendo decisamente per l’altra interpretazione: che Junk avesse poteri ipnotici e li usò per fare si che io non ricordassi un bel nulla. Io non ricordavo proprio nulla.

Di recente di nuovo mi è tornato in mente di colpo. Per via di un fatto recente, probabilmente.

Un giorno trovandomi con un “marchese” che diceva di aver visto un fantasma e altre esperienze dello stesso tipo, raccontai a mia volta il primo episodio che ho raccontato, quello con Angel. Non feci nomi. Aggiunsi che la mia analista forse non era convinta che io avessi veramente vissuto un tale episodio, ma in seguito mi credette, quando accidentalmente venne a scoprire che un pazzo avesse avuto la crisi maggiore di follia dicendo che un certo uomo fosse proprio il diavolo. Aveva visto il diavolo dentro di lui. Il suo cognome era lo stesso di Junk. Passarono mesi prima che venisse fuori chiaro e forte: quell’uomo era il fratello di Junk. Il fratello normale, quello che non aveva le sue doti. (Cosi Junk mi aveva raccontato accidentalmente parlandomi di sé stesso da bambino, una delle prime volte che eravamo usciti insieme).

La mia personale interpretazione è che il fratello gemello fosse oggetto delle invidie di Junk perché era il favorito di suo padre e per altri motivi. Per questo lo aveva attaccato facendolo apparire con "il demonio" in corpo! (Sono certa che il suddetto fratello non avesse alcuno dei poteri di Junk né la sua anima infame. )

         Dopo aver raccontato questo episodio al "marchese", lo spirito maligno che Junk è diventato, mi ha tormentato. Mi ha fatto ripetere molte volte ciò che avevo detto, mi ha strapazzato e minacciato di morte con vari incubi. Parlo di alcune settimane fa. Non gli andava che avessi raccontato l’episodio, poiché c’era un elemento, una coincidenza obbiettiva contro di lui. (Quante volte al mondo si trovano due persone diverse che non si conoscono e che testimoniano una cosa del genere? ). Anche dopo la sua morte ecco che vuole che tutto resti segreto. Ecco che ora batte. Gli dico: “va fuori, va fuori da questa casa. vattene.”

 

Detto questo, la domanda è: perché Junk volontariamente mi lasciò vedere il diavolo che usciva dal suo proprio corpo?

In passato avevo pensato a questo: egli doveva quella sera far apparire il diavolo in casa di una sua vicina di casa del tutto ignara della vera identità del diavolo. Il diavolo le appariva ogni settimana sempre alla stessa ora. (Io ho saputo che a una certa donna che abitava nel suo stesso palazzo appariva il diavolo da una amica comune, Flora ). Quella sera, questa era la mia ipotesi, egli non poteva mancare, e per questo anche se io ero presente, aveva fatto partire il diavolo.

Ora penso a un’altra ipotesi: egli si rese conto che io lo avevo visto fare una cosa strana, comunicare a distanza con qualcuno. E se io avessi raccontato questo in giro? Forse ha temuto. Forse ha semplicemente temuto che io ricordassi questo.  Forse ha fatto apparire “il diavolo” per sovrapporre alla prima un’ immagine cosi spaventosa che la prima sarebbe passata in secondo piano. Forse vedendo il diavolo mi sarei spaventata cosi tanto che avrei dimenticato sia la prima scena che la seconda..

Non so.

Forse voleva solo che io lo temessi: "Vedi cosa ti succede se ne parli…"

 

         Aggiungo anche un’ultima possibile interpretazione, che mi è venuta in mente in questi giorni. Ovverosia: io avevo nominato il diavolo dicendo:  “Quest’uomo è il diavolo.”

Può darsi allora che lui abbia pensato, con notevole prontezza di riflessi, di farlo uscire da lui e scomparire per convincermi che il diavolo lo possedeva e a suo piacimento se ne andava, cosi che lui non era responsabile di nulla.  Mi viene in mente un altro episodio –che non so se ha preceduto o seguito quello di cui parliamo adesso - in cui Junk mi apparve in pompa magna, riempiendomi di stupore e ammirazione, e quando lo vidi gli dissi: “ Tu mi sei apparso in questa casa!”(casa mia, stessa situazione, appena entrammo nella mia stanza) e lui negò il fatto dicendo : “Eh!, ce n’è di diavoli in giro!”cioè diceva che lui non ne sapeva nulla. inoltre aggiungeva altre possibili interpretazioni, cioè che forse nel sonno, ovvero per via del suo inconscio era successa l’apparizione.

E chiesi un parere a un suo amico - guarda caso – sulla strana apparizione di mia nonna e lui mi disse che l’apparizione è il risultato del desiderio di due persone.  Cosi insomma io dovevo convincermi che

Io non ero estranea a quei fatti! Che ero responsabile quanto lui, che ero interessata a lui, Junk!

Probabilmente dopo che Junk mi guardò con un senso di superiorità enorme, con sommo disprezzo e una “bomba” di odio, forse senza una parola cambiò e tornò normale, diciamo, mi parlò come se nulla fosse e lo accompagnai all’uscita… come ho detto non ricordo che successe, ma deve essere successo cosi. Dunque, Junk voleva dire che il diavolo lavorava su di lui, magari perché era tanto buono. Lui non era il diavolo, ma era un povero posseduto dal diavolo!

 

 

Riflettendo sulla diatriba medievale relativa al legame tra il mago e il diavolo, non escluderei che anche allora i maghi, lungi dal voler nascondere di “evocare il diavolo”, lo facevano apparire accanto a sé, facendo credere che effettivamente il diavolo fosse li. Il poter chiamare in aiuto il diavolo per colpire i nemici era una cosa che la gente temeva. Non avrebbero invece temuto il mago se avessero pensato che l'apparizione del diavolo era un trucco. Un mago, alla fine, avendo un corpo fisico, se lo si prende a coltellate sanguina come un altro.

Nel medioevo si pensava (e questo poteva essere anche ciò che il mago voleva che si pensasse) che si poteva fare un patto col diavolo. I maghi si mostravano in sua compagnia. Li evocavano. Invece il diavolo non fa patti. Junk non avrebbe mai fatto un patto con qualcuno. Ne sono certa. Certo avrebbe anche finto di farlo, avrebbe promesso. Ma anche solo impegnarsi con sé stesso a mantenere questo patto sarebbe stato considerato da lui un segno di debolezza.

Nel periodo in cui io frequentai personalmente Junk il mago, egli mi chiese di procurargli due libri vertenti sul diavolo.

Il primo fu un “bestiario medievale”, cioè rappresentazioni di mostri. Glielo procurai, poiché ingenuamente pensai che lo volesse in quanto interessato all’arte.

A pensarci bene, mi fece anche procurare un libro sui coleotteri, con molti disegni. Anzi si fece anche regalare a Natale un coleottero puntato con lo spillo. (Non mi andava per nulla fare quel genere di regalo, ma glielo comperai, come mi sentivo spinta a fare, letteralmente portata ... ).

Il secondo libro sul diavolo fu “Il Grimorio di papa Onorio”. Fece finta di non sapere che conteneva. Mi accorsi  che mentiva. Erano “evocazioni diaboliche”, come diceva il sottotitolo, che sicuramente aveva letto.

Io feci finta, allora, di non ricordare che lui mi avesse chiesto un libro. E Junk non ne fece più parola.

Credo che tutti e tre i libri servissero suoi scopi sporchi. I coleotteri forse potevano servirgli per farli apparire in incubi o che altro a qualcuno. A me ha fatto apparire cagnolini che annegano nell’acqua, una volta, e un’altra un grazioso musetto di topo…

Gli altri libri gli servivano per fare apparire antichi mostri a qualche ingenuo.

Se si potesse mettere insieme tutto quello che Junk combinava coi suoi trucchetti alle spalle delle persone sarebbe davvero bello. Ma non gli piacerebbe affatto.  

 

 

Per ogni apparizione che io ho visto, del diavolo del mago o di altro, alla fine potevo vedere un movente che riconduceva il fatto al mago. A un suo scopo.

 

Ho parlato prima di come Junk abbia fatto apparire in volto da strega una donna che conosceva. Non fui solo io a vederla cosi. Anche due donne che conoscevo mi dissero un giorno che la videro vicino a lui a pareva una biscia, mi dissero. Una biscia, un serpente, il serpente, il diavolo.

Questo faceva perché a quella donna aveva rovinato la carriera, le aveva fatto perdere il lavoro rendendola incapace di farlo.  In questo modo si era poi insinuato nella vita di lei, fingendo di volerla aiutare.

Temeva che se ne sarebbe accorta e lo avrebbe accusato. Cosi la faceva sembrare una che lo dominava, di cui era innamorato, con cui era generoso.

Junk fece apparire anche me come mostro, una volta in cui cominciò a perseguitarmi, dopo che cominciai a parlare di lui, a raccontare in giro tutto quello che sapevo.

I modi in cui faceva questo erano diversi. Mi lavorava le spalle e il collo in modo che io, nel tentativo di liberarmi da quella oppressione muovevo continuamente la testa. Per ore ero in preda a tic. Sicuro suggeriva una interpretazione di me come pazza.

Per due volte mi ha fatto camminare come fossi un nazista… circondandomi di una emozione adeguata al nazista.

Una volta un uomo con cui convivevo mi disse di avermi sognato vestita di bianco, una strega. Un sogno orribile da cui io stessa che ero presente e lo avevo visto come terrorizzato a tale punto che cercava di urlare nel sonno ma non riusciva, lo svegliai. Tutto questo Junk fece –e infinite altre cose ancora, anche infinitamente peggiori - per farmi temere, farmi sentire insicura di tutti, di tutto. Se un giorno una persona mi toglie il saluto mi viene da chiedere: mi hai forse visto con un vestito bianco, una strega?

Un’altra volta mi fece una cosa molto peggiore. Un giorno mentre parlavo con una ragazza cui facevo da tutor una pallina uscì dai miei occhi e colpì il sesso di quella ragazza. Lei non poté che pensare che la stavo sessualmente molestando. Questo tipo di trucco è stato fatto da Gurdjieff, se era lui. Cosi si racconta di lui. Era lui o un diavolo che lo perseguitava, facendolo passare per depravato?

Non ricordo come reagì quel giorno la ragazza, ma un’altra vota che mi incontrò mi fece forse un cenno di saluto e si allontanò correndo, di colpo. Che cosa dovevo pensare? Avendo dovuto fare da tutor a altri studenti, sono stata costretta a controllare la direzione in cui si volgevano i miei occhi. Maledetto Junk!

 

 

 

 

 

lunedì, 25 maggio 2009

Attimi dalla mia vita.

Per una casualità sono entrata in una classe di grafologia. Un insegnante spiegava i vari tipi di patologie mentali che si potevano scoprire analizzando la scrittura. Disse, e la cosa mi punse non poco che pazzi decisi sono quelli che “parlano da soli” e “sentono voci”. (En passant in qualche punto fece poi riferimento al come da bambino gli avessero fatto credere che un volatile - non ricordo di che tipo -entrato proditoriamente in Chiesa fosse il diavolo. Evidentemente il professore aldiavolo non crede.)

Io, che mi sentivo piuttosto debole, col caldo e tutto, mi raffigurai debolmente mentre compivo un atto di coraggio. Alzarmi, sudata e in qualche modo accasciata, per dire pubblicamente, dico di fronte a decine di persone: “Io parlo da sola e sento voci. Insomma ne ho sentite in passato, ora non le sento perché ho chiesto al diavolo di non parlare. Anzi apro la finestra e (sapendo che lui sente il pensiero) gli impongo di uscire, nessuno lo ha invitato.” Quella gente non mi conosceva e la mia povera e incerta voce credo che avrebbe fatto pensare il peggio. Perciò tacqui e anzi a un certo punto mi feci una bella risata con gli altri non so su che cosa. Il professore mi sembrò che mi guardasse mentre ridevo e ne fosse contento, forse perché era vicino a me e vedeva bene la mia faccia probabilmente con l’aria infelice, credo per quello.

Poi arrivò un’altra insegnante che ci fece scrivere la firma e cominciò ad analizzare il carattere.

Infine arrivò ad analizzare la mia firma. Non l’ho registrata naturalmente, perciò posso dire solo quello che ricordo. Fu del resto una conversazione di qualche minuto. Ma è avvenuta solo pochi minuti fa.

Osservando, cosi almeno mi sembrò, la prima consonante piacevolmente panciuta ha parlato di sensibilità e poi, osservando la lettera finale del mio nome, con una piccola stanga verso il basso, alla fine, che ero permalosa quando mi venivano rivolte critiche ingiuste. (Non ha usato questa ultima parola, ma non ricordo ..)  Le lettere del mio lungo nome e cognome erano scritto tutte in modo uniforme, costante e ha osservato che ero “precisa”, che facevo le cose con cura. Ha detto che ero sensibile e che questa sensibilità era stata a lungo molto offesa. Che ho molto sofferto. Che adesso superavo quel periodo. E poi ha osservato ancora guardando le diverse lettere: “Buona sensibilità!”.

Lei doveva andare e io pure. Avrei voluto raggiungere il primo professore per dirgli che non necessariamente parlare da soli e a voce alta, se per quello, perfino nella strada, come faccio io, e ancora sentire voci non significa necessariamente che si è pazzi. Ma non l’ho fatto. Sogno sempre di fare queste cose.

 

 

lunedì, 25 maggio 2009

Osservazioni sul danno delle apparizioni e alcuni indizi per riconoscere se l’apparizione è quello che appare essere a prima vista.

 

Se vuoi dirmi qualcosa, dimmelo di persona!  Piuttosto fammi una telefonata, anzi scrivimi una lettera!”

 

Chi appare, di per sé non fa un favore alla persona cui appare. Non c’è da rimanere ammirati o lusingati, sedotti da questa rara meraviglia!

Una persona che dica di aver visto il diavolo oggi non diventa popolare come nel Medioevo, ma il contrario. Viene preso per pazzo o per demoniaco. Il diavolo stesso potrà mettere in bocca alle persone queste interpretazioni. La persona che ha avuto una apparizione lo dirà a poche persone, e facilmente il diavolo potrà agire su di loro per orientare il loro pensiero e le parole.

Junk appariva occultamente, cioè nascostamente. Non avrebbe detto o fatto quello che faceva durante le apparizioni davanti ad altri. O stando in corpo fisico. Altrimenti le avrebbe dette in corpo fisico. La persona cui si parla in corpo fisico è sicura di ciò che ha sentito e da chi lo ha sentito. Se invece si tratta di una apparizione da un lato non appare cosi reale ciò che viene detto. Infatti la persona può pensare che forse è un prodotto della propria fantasia, del proprio inconscio.

Junk perseguiva scopi occulti/segreti attraverso le apparizioni. Otteneva i suoi scopi misteriosamente, non apertamente. Cercava di negare in qualche modo, ma non completamente, la realtà dell’apparizione. E mai l’avrebbe ammessa di fronte ad altri. Egli mi suggeriva che l’apparizione era opera di diavoli che sono in giro. (“Eh, ce n’ è di diavoli in giro”: questa la prima reazione. Logica. Visto che lui può fingere di essere un diavolo, un “diavolo” può fingere di essere lui! ). Diceva che nella apparizione forse usciva fuori il suo inconscio. Erano versioni contrastanti.

Fece persino apparire mia nonna, per confondermi le idee, per non farmi pensare che appariva sempre e solo lui.

Ma, confrontando le due apparizioni, ci sono differenze fondamentali.

L’apparizione di J. era più , ma soprattutto nella voce. Era proprio la sua, come se fosse li.  Erano diverse frasi, una conversazione, una volta. Mia nonna invece era rappresentata più come una bambola,  mi sembra, cioè un viso senza i suoi difetti: un porro abbastanza visibile sotto un sopracciglio. Era penombra e sarebbe stato difficile del resto vedere bene tutti i particolari.  L’apparizione durò pochissimo. Disse una sola parola che era un sussurro. La voce di mia nonna non era assolutamente distinguibile. Posso pensare che J abbia di proposito scelto di apparire in forma di mia nonna quando era penombra e che inoltre dicesse una sola parola sussurrata.

Ancora una cosa. Io allora non lo notai, ma mia nonna non sapeva che dovevo svegliarmi a una certa ora. Invece sussurrò “svegliati”, come se lo avesse saputo o che addirittura io le avessi chiesto di svegliarmi. Il J. invece sapeva che io dovevo svegliarmi perché leggeva nella mia mente. Io allora non feci caso a questi dettagli che invece mostrano come mai nonna effettivamente non poteva apparire e dire quella frase, mentre J. si.

Per non parlare poi del fatto che mia nonna non è mai apparsa a me o ad altri, né prima né dopo…

Questo episodio può mostrare la mancanza di scrupoli di J. Non si preoccupa degli effetti delle sue azioni. Non è un delitto fare finta di essere un diavolo o di essere un’altra persona? Fare apparire la figura di un diavolo dentro un’altra persona? O negare di essere apparso quando lo ha fatto, o dare una interpretazione volutamente menzognera del significato di una apparizione?

Per concludere è bene diffidare delle apparizioni. Forse meglio sarebbe fare finta che non ci sono mai state, assolutamente.

Se vuoi dirmi qualcosa, dimmelo di persona!  Piuttosto scrivimi una lettera!”

 

postato da: vivamerlin alle ore 07:22 | Permalink | commenti
categoria:apparizione è cattiva azione
domenica, 24 maggio 2009

In questo blog intendo contribuire con la mia esperienza a dare una risposta alla domanda posta.

 

Ho percepito il mago e poi lo spirito maligno del mago stesso con la vista (ho visto molte forme), con l’udito (ho sentito i suoi rumori e i pensieri, la sua voce ), con l’olfatto (portare in giro una massa biancastra e maleodorante) e con la percezione della sua presenza attraverso la percezione distinta del suo odio, per esempio, o di altre reazioni emotive, anche quando nulla era visibile o udibile. Ovvero la distinta percezione dei suoi attacchi fisici e/o psichici… 

Cosi testimoniando voglio contribuire alla conoscenza delle manifestazioni , nel caso specifico da me conosciuto. Per oggi parlerò di ciò che con la vista si può vedere, che io ho visto, del diavolo.

Dico diavolo per brevità, ma devo chiarire: si tratta di un solo essere, che io ho conosciuto. Era un uomo in carne ed ossa.

Raccontava di essere speciale fin dalla nascita. E non mi stupirei che per farsi notare il suo spirito sia già uscito a saltellare in forma di palla davanti a sua madre, per farle capire come lui fosse meglio del proprio fratello.. Questa è l’immagine che mi viene in mente ogni volta che ricordo  appunto le cose che disse a proposito della sua originaria specialità. È lui che mi ha suggerito mentalmente questa immagine? O sono io creativa a tale punto? Comunque lui non ha detto questo, solo che lui non era un bambino normale, insomma disse normale nel senso di inferiore a lui, normale come mediocrità. Egli ricordava, mi disse in quella o altra occasione, il momento in cui usciva dal ventre materno. Cosi disse.

 

Non ho specificato il perché lo chiamo diavolo. egli usciva fuori dal corpo col suo spirito dunque poteva passare fin da quando era in vita per spirito disincarnato.

Al momento della morte, mentre riceveva le molte coltellate che lo uccisero, egli col suo spirito andava in giro, si indebolito, ma senza mostrare emozioni che ci si aspetterebbe in questi casi. Non mi diede l’impressione che fosse sconvolto, sofferente, solo privo della solita forza vampirica. Ero io a soffrire di meno, nell’attacco che lui mi fece, a quanto mi fu dato di ricostruire in seguito dal racconto di una persona che aveva sentito i particolari della morte che no comparvero neppure sui giornali, sul momento della morte. Come al solito faceva nel primo pomeriggio, diciamo fosse verso le due le tre, forse un poco più tardi, mentre camminavo per la strada sentiti come una specie di leggero vento mi passasse sul cuore ma non mi prelevava energia come al solito. Attacco quasi del tutto mancato. Non sembrava avesse forze per farlo. I vampiri non sono esseri che non hanno energia, i vampiri sono come i ladri che  si vogliano impadronire dei beni altrui. A volte sono dei ricchi che si appropriano dei beni dei poveracci. Cosi era in vita e in morte questo tale.

Dunque direi che il fatto che avesse un corpo fisico, sempre ben nutrito e visibilmente strabordante di energia non dovrebbe di per sé impedire di dire che era un demonio.

San Girolamo diceva che il diavolo è una sanguisuga, intendendo che è un vampiro. Si. questo aspetto è verissimo nel caso in questione. (Vedi su questo il libro di Jean-Claude Smitth intitolato  Medioevo “superstizioso”).

Inoltre lo definisco diavolo perché era un calunniatore. Perché era una persona malvagia in modo che non è possibile comparare a nessun essere umano che io abbia conosciuto o perfino letto. È uno che fece in modo da danneggiare sua madre in tale modo da renderle impossibile uscire di casa. ritengo che l’abbia fatta cadere molte volte e resa cosi insicura. In casa usava uno strumento metallico, che ho personalmente visto, per muoversi. Usciva di casa, bontà del diavolo, solo una volta l’anno, a natale - per costringerla a preparargli il pranzo quando lui aveva più di 60 anni! In questo modo lei doveva anche essergli grata, poiché lui aveva la buona grazia di andarla  a trovare. Cosi era lei a pagare il telefono per lui e il pranzo. Posso scommettere che lui no pagava una lira a sua madre. Qual mafioso farebbe cosi? Ho detto questo sulla famiglia per sottolineare che non faceva distinzione tra amici o nemici. Ritengo che abbia ucciso le sue stesse guide spirituali per prenderne il posto! Non ho amici, diceva senza specificare il senso. Ma trapelava un senso di superiorità. A volte diceva che erano tutti uguali. Cioè faceva intendere che lui era buono ma gli altri erano tutti cattivi, tutto uno schifo. Una volta gli chiesi se avrebbe voluto aver figli. ( Questo glielo chiesi quando era in corpo fisico ed era ancora in vita e io del tutto ignara di chi era veramente lui. ) Mi rispose velocissimamente: “Si, una bambina.” Perché mi ha risposto tanto veloce? Forse aveva qualche cosa da nascondere, che se avesse parlato lentamente io avrei potuto discernere?

Era uno che per gelosia di suo fratello normale ha fatto apparire il diavolo nel corpo di quello davanti a una persona fragile mentalmente che si è messa a urlare che quella persona era il diavolo! Quale mafioso, quale killer professionista, quel criminale farebbe queste cose? C’è un limite anche per loro, ma non per un diavolo. Avrebbe considerato una debolezza indegna di sé stesso, se avesse pensato di risparmiare qualcuno,

Inoltre faceva tutto quello che si racconta di peggio del diavolo.. però non mi risulta che andasse all’inferno. Ma finse di poterlo fare, quando era in vita facendo apparire, una sola volta davanti a me un piccolo e breve odore di carne bruciata e di zolfanello … Ironia della sorte, una donna, una mia buona conoscente mi disse, senza che io le avessi assolutamente mai parlato delle mie esperienze col diavolo, che anche lei conosceva, che aveva fatto in quello stesso periodo la stessa esperienza in casa propria –distante dalla mia casa di poco più di un chilometro – odore di zolfanello e di carne bruciata. Poiché suo padre era morto da poco -

La sua morale era che non esistono limiti. Si può fare tutto ciò che si vuole. Se dio mi ha dato quei poteri, mi disse, è perché voleva che li usassi, mi disse. Obbiettati: dio a me, per esempio ha dato la facoltà di usare coltelli. Se io venissi li e ti uccidessi, magari buttandoti dalle scale, sedia a rotelle e tutto, potrei farlo, secondo la tua logica.. questo è diverso, mi contestò prima di scomparire. Era ormai ammalato e in sedi a rotelle. Era ammalato per via dell’uso dei suoi poteri, talmente intenso che si ammalò gravemente. Anche a questo ho accennato.

Bambini animali piante non c’era nulla che lui no potesse danneggiare. Se serviva allo scopo, qualunque fosse, che perseguiva poteva far piangere un bambino per settimane.. era pedofilo, e alla sua morte la polizia rinvenne in casa sua fotografie compromettenti in tal senso.

Ho parlato nel blog di costui e dunque userò per brevità a proposito di questa persona la parola diavolo. quando farò riferimento ad altri diavoli ovviamente  specificherò di chi parlo.

Io ho conosciuto un solo diavolo. dopo questa premessa sul fatto che chiamerei questo uomo “diavolo personale” o “demonio in carne ed ossa” (“ese ombre es el mismo mismissimo dimonio” possono dire in spagna ) e dopo la morte, avvenuta ormai di molti anni, è uno spirito maligno che ancora tormenta. La cui sola differenza è il fatto che in vita, secondo me, mandava in giro i suoi odori corporei, mi parve, più d una volta che mi infastidisse con la puzza dei suoi calzini sudati. Ora questo non lo può fare può certo prelevare l’odore dei calzini altrui …

 

Dunque ora torno alla domanda che nel medioevo si facevano. Di questo parla il libro che ho citato prima. In effetti la domanda è di grande significato dal punto di vista scientifico. Il diavolo, questo lo sappiamo, è uno spirito. Dunque che forma dovrebbe avere uno spirito? Allo stato naturale come sarebbe?

È diverso dallo spirito degli uomini? Più pesante? Più grande in dimensioni?

Nelle Bibbia si parla della forma dello spirito umano. È un filo, dice la bibbia. Un filo d’argento. Un filo bianco.

Nella stessa Bibbia le prime due volte in cui si parla del diavolo se ne parla chiamandolo “serpente”. 

Ora, quale è la differenza di forma tra un filo d'argento e un serpente? Mi sembrano simili, come forma. Se vedo un filo muoversi certo posso pensare a un serpente, so che i fili non si muovono.

Io ho visto la forma di filo, nella mia vicenda col diavolo, una sola volta, in India, mentre stavo in un Ashram e pregavo di scoprire cosa ci fosse di rotto in me per intrattenere una relazione col suddetto mago. (avevo visto in effetti fino allora molte cose stupefacenti e lo avevo ormai intuito capace di uccidere ).

Ne ho già parlato. Mentre stavo rivolta verso la finestra, fortuna insperata, ho visto una nuvoletta, un filo lungo come minimo un metro, disposto a forma di spirale, perfetta, che scendeva a volo dalla parte alta della finestra aperta (era prima del 25 agosto nel 1990) e arrivava al punto in cui sta il cuore, il mio cuore, e li scompariva. Non si dissolveva, ma semplicemente entrava nel cuore,. Dopo di che sentii dentro di me emozioni che dicevano che io amavo il suddetto uomo, il lago/diavolo.  Poi sentii nella pancia ragionamenti che dicevano che avrei preso il primo volo per tornare a casa, dal tipo che tanto amavo. Egli si sostituiva alla mia volontà. Di colpo io desideravo la persona da cui ero fuggita proprio prendendo il volo per l’India. (Circa un mese prima, dopo avergli mandato una lettera di addio e scritto che mi restituisse ogni lettera che gli avessi inviato. Una richiesta che non avevo mai fatto a nessuno prima.)

Allora capii. Io sono come San Tommaso, se non vedo, non credo. Possessione è impossibile a immaginare, a meno che non si veda letteralmente materialmente scomparire lo spirito o qualche cosa nel corpo di una persona e dopo di questo, immediatamente dopo di questo,  vidi quelle manifestazioni per le quali io credevo di non essere a posto, di stare impazzendo.

Ora ci vedevo chiaro. La cosa io ora ero anche in grado di accettarla, poiché avevo già sperimentato il diavolo abbastanza da capire che era un uomo capace di uccidere, una persona malvagia a tale punto. Tempi addietro consultando I Ching (il libro cinese cui si chiedono consigli sul comportamento da tenere rispetto a un problema) mille volte, ansiosa, sul mio fidanzato, mi venne come risposta: “sei arrivata al cuore del signore delle tenebre. Uscire da porta e cortile non è una macchia”. Pensai : è cattivo è vero, ma un diavolo.. adesso si esagera…

Non mi era possibile immaginare con la mente una malvagità del genere. Non avrei potuto concepire che una persona entri dentro un’altra per costringerla –manipolando occultamente le sue percezioni, emozioni e pensieri e anche letteralmente conducendola essendosi impossessato del suo corpo appunto con la possessione - a una relazione che non desidera, che la rende infelice, perfino a incontri sessuali.

Immaginare che il male esista mi era stato impossibile. Ma ora che avevo visto il filo materialmente entrare in me, anche se non sapevo quello che in proposito era scritto nella Bibbia (sullo spirito che ha la forma di un filo bianco ) io avevo capito che il sentimento e la volontà che si manifestavano nel “castello della mia pelle ” non erano comunque le mie.

Ad allora non avevo neppure letto un libro che trovo molto serio. Intitolato El fantasma de los  vivos, di H. Durville. Il libro è di carattere scientifico, scritto nel 1909. la materia è esposta in modo chiaro, semplice al massimo. Il libro inizia riassumendo tutte le ricerche precedenti in materia di sdoppiamento dall’anima dal corpo. Persone che ne sono capaci vengono sottoposte col loro consenso a esprimenti, alla presenza di sei testimoni. Si testimoniano i fatti anche attraverso fotografie.  Le teorie sviluppate sull’anima nell’antichità in culture diverse. Poi passa alla sperimentazione. Si parla di vivi che fanno uscire l'anima dal corpo. Egli raggiunge la conclusione che lo spirito che esce dal corpo è tutta quella persona: volontà, vista udito  eccetera. Ciò che resta non è che un cadavere. Ho raccontato una volta che un bacio con costui mi aveva dato l’idea di toccare la plastica. Ho da poco per puro caso letto un mio diario di poco successivo agli eventi e ho trovato che parlavo della sensazione “cadavere”. Proprio questa parola!  (Non so come ho poi parlato di “plastica”, che però da comunque la sensazione di insensibilità totale, come di cosa inanimata. D’altro canto dall’episodio e il diario al blog sono passati circa venti anni!  ).  È ciò che leggo ora in questi libri, che il corpo, una volta che lo spirito è uscito, resta come un cadavere. Evidentemente nel momento che io avevo descritto il corpo del mago stava vicino a me, ma  il suo spirito era dentro di me ma il suo corpo fisico era rimasto appunto vuoto, un cadavere! Privo della sensibilità, la quale stava in quel momento fuori del suo corpo. 

Intendo dire: quando il diavolo in forma di filo è entrato nel mio corpo la sua forma era di filo poiché gli era più facile volare. Non intendeva affatto essere visto da me. era il suo spirito  piegato allo scopo. Suppongo che abbia volato in forma di filo diritto dall’Italia all’India e li si è dato forma di spirale per atterrare sul mio cuore in modo indolore. Se vuole il diavolo ha mostrato di entrare nel corpo come un colpo dato con violenza, molto forte, che è perfettamente percepibile. Questo l’ho sperimentato dopo, quando il diavolo non solo non vuole ingannare, e quindi rendere occulti i suoi affari, ma vuole farmi sentire si suoi colpi deliberatamente. Cosi che io lo tema, che non dica nulla alle persone che lo hanno conosciuto in primo luogo.

Dunque ecco qualche riflessione e esperienze  sulla forma naturale del diavolo.

A proposito: l’anima che esce dal corpo, nel libro appena citato compare come una luce, per esempio che sta a mezz'aria. Che gli sperimentatori hanno fotografato, che si mostra nel libro.

È un' esperienza che ho fatto anche io diverse volte. A volte, timorosa ho scritto che si tratta di “una presenza che si muove a mezz’aria”, e ho taciuto –ma può darsi che nei diari più vicini alla esperienza io ne abbia parlato  - sul fatto che ho visto una luce, oltre che sentire una presenza. (Ricordo che era mattina e io mi ero appena svegliata. Di notte, al buio, sarei stata più sicura di aver visto una luce.) La luce l’ho vista per pochissimo, un istante. Cosi che avevo anche un dubbio e una incertezza nel raccontarlo. Non sempre del resto la luce è presente. Sento una presenza, batte per farsi sentire a volte, a seconda. Oppure sta zitta ma in qualche modo sento che c’è, per esempio osservando il mio stato psicologico/fisico.  È ovvio che nel libro abbiano mostrato l’’anima come luce, altrimenti come avrebbero potuto far vedere qualcosa? Devo dire che in una foto c’è una piccola miriade di luci, e io questa non l’ho mai vista. 

 

Per concludere:  forse che se non vediamo un’immagine che richiami alla nostra mente un diavolo cosi come mostrato in dipinti, il diavolo non c’è?

“Quando si nomina il diavolo ne spunta la coda” (o le corna), si dice. Ma sicuramente il diavolo non ha bisogno di coda o corna o faccia da scheletro con barbetta per esserci.

Inoltre, tengo ad anticipare: se si vede il diavolo dentro una persona c’è chiedersi se la persona che la porta se ne accorga e se abbia nulla a che fare col diavolo. Più probabilmente nulla.

 

La forma dello spirito di un vivo dicono sia un “filo” che si dispone naturalmente lungo la spina dorsale nei vivi.

 

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sabato, 23 maggio 2009

Ho fatto una sintesi chiara di tutte le difese che uso .

Ci sono alcune novità rispetto al passato, in particolare l’uso degli spilli da sarta e l’uso delle spille a balia, cui si siano spuntate le estremità, dal lato della chiusura.

 

Ventilare l’aria. Ci sono ventilatori. Anche sono in vendita apparecchi che purificano d’aria che prevedono anche un tasto per ionizzare. Io ho avuto anche questi apparecchi, ma poi ho preferito i ventilatori, poiché facevano meno rumore rispetto a quanto ventilavano. Tuttavia gli apparecchi che purificavano l’aria avevano anche un tasto per ionizzare. Io usavo raramente quel tasto e non ho fatto caso a differenze che la ionizzazione avrebbe comportato. Ora, che vedo quanto grande sia la difesa apportata dagli odor remover, cioè saponi in acciaio antiodore, sulla cui etichetta sta scritto che: “uno speciale processo di ionizzazione elimina… gli odori persistenti” mi chiedo se quel tasto per ionizzare l’aria non avrei dovuto usarlo…

In seguito alla morte del mago nero, speranzosa che fosse tutto finito –e invece tornò in forma di spirito maligno -, regalai i due apparecchi che avevano questo tasto. Dopo ripristinai l’’uso dei ventilatori.

Il ventilatore non ha lo scopo, in questo caso di raffreddare, ma piuttosto di ventilare. È meglio per la salute che l’ambiente non sia troppo freddo, naturalmente. Dunque preparatevi a tenere acceso il calorifero, quando necessario. 

 

Protezione dell’angolo di lavoro. Io mi siedo su uno sgabello di legno e per difendere questo angolo uso due sistemi, oltre al ventilatore che oriento verso il punto in cui lavoro, magari a altezza sopra la mia testa.

Ho parlato prima degli spilli da sarta, che infilo premendo sulla capocchia, dentro la imbottitura della sedia. Non occorre affatto che si mettano in verticale, o che la capocchia sia visibile. Posso dire che mi proteggono e non sento un fastidio che sentivo sempre nel “sedere” – parte cui il diavolo è interessato perché ricca di energie - quando mi sedevo sullo sgabello privo di spilli. 

Aggiungo un gruppo di calamite di vario genere (cioè avanzi di anni di sperimentazione sulle calamite: sono calamite troppo grosse e pesanti per portare sul corpo, e non tanto forti, come per esempio quelle da lavagna ) , che metto disordinatamente –le calamite si attaccano le une alle altre spontaneamente orientandosi e respingendosi secondo la loro polarità – sotto lo sgabello e/oppure davanti allo sgabello. Qui lo spirito maligno sa che può capitare male e ha smesso di darmi fastidio alle gambe e alle ginocchia come faceva prima. se avete una sedia potete regolarvi allo stesso modo, ingegnandovi di usare gruppi di calamite nella maniera più idonea e vicina ai piedi e a tutto il corpo. se la vostra sedia non è imbottita compratevi un bel cuscino e infilate li un po’ di spille…

 

Accedere l’incenso è piacevole e utile nel bagno, visto che in bagno non è opportuno, bagnati e nudi, che si accendano ventilatori.

 

Accendere candele è purificante. Per me, il valore delle candele sta piuttosto nel fatto che si possa effettivamente vedere come un posto infestato, sotto l’azione di una fiamma di candela, formi fumo scuro. Solo le infestazioni che appunto vanno in fumo. È una prova evidente che l’infestazione c’è. Se volete fare l’esperimento, naturalmente assicuratevi che la vostra candela non faccia fumo di suo…

Ci fu un periodo,diversi anni fa, dopo la morte del mago, in cui mi capitava di svegliarmi di buon umore, ma dopo poco che giravo per la casa mi sentivo molto depressa, in pochi attimi cambiavo di umore. Per caso un giorno, sentendomi pungere le gambe sotto il tavolo misi li una candela che avevo sul tavolo e vidi una piccola nuvola di fumo. Poiché era buio pensai che forse mi ero sbagliata. Ma un giorno sentendo un improvviso forte dolore alla vita ho spostato una candela subito vicino e sentii che il dolore scompariva. Sollevai la candela in alto e vidi letteralmente nuvole di fumo formarsi. In vari punti della casa, sopra l’altezza della mia testa, l’aria prendeva fuoco, diciamo. Da allora ogni mattina ripulii la casa con questo sistema e non ebbi più cambi di umore. Ecco come il diavolo si stancò di infestare e ora non lo fa eppure più. Questo genere di attacco lo farebbe affaticare inutilmente.

Prova dunque a passare la fiamma di una candela sul tuo corpo. prima, per evitare scottature, mettiti in bagno e bagna il corpo, e poi procedi mettendo con cautela la candela vicino al corpo. Se vedi del fumo scuro puoi chiederti perché.

 

Per ciò che riguarda il letto metto in funzione varie cose, di cui ho già parlato:

intanto mentre dormo metto il ventilatore letteralmente ai piedi del letto, e oriento il flusso sopra la mia testa. Il flusso d’aria rimbalza contro la parete che sta dietro la mia testa e mi protegge ulteriormente.

Copro il materasso con una plastica morbida, tipo tenda da doccia. Questa è una difesa molto importante. Prima che io riparassi in questo modo il letto di fatto il diavolo, come fosse una  scimmia dalle possenti spalle –giusto in India c’era uno scimmione, il capobranco, che a volte, con tutta la tribù di femmine e piccoli poteva inseguire un turista che aveva con sé una borsa di plastica trasparente piena di alimenti e posso dire che faceva cosi paura che io personalmente ho fatto cadere la borsa – mi dava letteralmente spallate che squassavano la struttura del mio corpo. Erano attacchi tremendi. Allora non avevo nulla o quasi nulla per difendermi. Avevo forse già scoperto e applicato l’uso del ventilatore, ma appunto da sotto il letto e dal materasso il diavolo veniva riparato.

Per ripararmi, mettendo insieme consigli raccolti a destra e a manca avevo fatto costruire un letto di legno, con la base di legno di alcuni centimetri. Non bastando avevo dovuto aggiungere altri tre strati di legno, di tre centimetri ciascuno. E naturalmente dovevo rinunciare al materasso, dove il diavolo si sarebbe annidato. In cambio comperai un copri marasso. Per quanto di lana, era sottile e dunque dormivo sul duro.

Non bastava. Avevo fatto aggiungere uno strato di granito di tre centimetri, il più piccolo che si possa avere. Finalmente il diavolo era impossibilitato a darmi colpi da sotto il letto.

Però il letto era freddo. Poi avevo aggiunto tre strati di rame, di qualche millimetro ciascuno, i più spessi che avessi trovato in giro. Con il rame la forza negativa del diavolo veniva parzialmente neutralizzata. Dunque godevo di una protezione in più che potevo notare.

In seguito non avevo più voglia di dormire su un coprimaterasso. Cosi mi venne in mente una intuizione che avevo avuto, che il diavolo non attraversa la plastica. Il che è verissimo.

Dunque mettendo tra materasso e coprimaterasso una plastica si dorme sul comodo e devo dire che non ci si accorge del fatto che abbiamo sotto una plastica.

 

Ora comunque uso anche qualche altro trucchetto.

Ho raccontato di come si ottenga un ciondolo con due punte semplicemente spuntando la chiusura di una spilla a balia. Io distribuisco qua e la sul coprimaterasso, sotto il lenzuolo di sotto, molte punte. Posso dire che al diavolo non piace poggiare su quelle punte. Dunque la portata dei suoi attacchi è più limitata. Egli deve stare attento a dove mette “i piedi”. (Una soddisfazione di per sé). L’unico fastidio che mi da questo sistema è che le punte tendono, stando sdraiati sul letto, a avvicinarsi le une alle altre. Il fatto non produce danno alla persona, ma si riduce la protezione. Dunque occorre avere la pazienza di controllare e separarle. Non ho ancora pensato una soluzione alternativa che mi sembri adeguata.

Un’altra cosa che faccio è mettere degli odor remover (cioè quelle piastre d’acciaio di cui ho parlato in precedenza, che sono vendute per liberare gli odori)  sul lenzuolo (quello di sotto, naturalmente). Liberando il diavolo dal suo carico infestativo (che è un carico di una specie di odore cattivo ), indeboliscono gli attacchi. Tolgono quanto meno quel carico di sporco con cui il diavolo ci può intasare dentro.

 

LE NOVITÀ STANNO NELL’USO DEGLI SPILLI DA SARTA SULLA IMBOTTITURA DELLO SGABELLO E L’APPOGGIARE SUL COPRIMATERASSO, SOTTO IL LENZUOLO, I CIONDOLI A DUE PUNTE OTTENUTI DA SPILLE A BALIA.

 

PER QUANTO RIGUARDA LE SPILLE A BALIA, ATTENZIONE:

 

VA SPUNTATA VIA NON SOLO LA CHIUSURA DELLA SPILLA, MA ANCHE L’ ESTREMITÀ DELLA PUNTA VIVA.

ANCHE SE NON SONO PUNTE VIVE COMUNQUE SONO EFFICACI.

 

 

EFFETTO SORPRESA. Si può tentare di fare dei brutti scherzi al diavolo, che gli diranno/daranno il fatto suo. Parlo di cambiamenti a sorpresa. Per esempio una volta sono stata attaccata malamente alla testa. Ho valutato che venivo attaccata da dietro la testa. Il diavolo si difendeva riparato dal bordo del materasso, che in quel caso presentava uno spazio. (Non dormivo nel mio solito letto ). Ho messo un pezzo di tela pieno di ciondoli a due punte nel punto in cui presumibilmente si era infilato per colpire la testa, tra il muro e il materasso. Devo dire che d’improvviso gli attacchi da quel punto sono cessati.  Insomma gli ho dato una piccola lezione. Il diavolo non è imbattibile.

Infilare in qualche punto, a caso, una qualche difesa che il diavolo non si aspetta, oppure cambiare di posizione quelle che abbiamo, lo può far cadere in trappola.

 

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categoria:difese ambientali antidiavolo
venerdì, 22 maggio 2009

Del valore della punte ho già parlato. Ho scritto che il diavolo è una energia statica (si può percepire chiaramente come una presenza che si muove a mezz'aria ) che si scarica con le punte. Uno spirito che incroci una  perde forza. Se è lo spirito di un vivente porta con sé quanto meno la propria forza. Alla propria forza può aggiungere quella che ottiene appropriandosi delle energie altrui. Vampirizzare significa tempo e sforzo: lavoro. Scontrarsi con una pianta spinosa o con delle punte di qualche tipo significa perdere le energie.  Dunque ci sono probabilità che il diavolo scelga una vittima inerme, e non una che porti punte su si sé.

Ricordo come le punte siano una difesa tra le più antiche e diffuse, presente in diverse culture. Già gli antichi ebrei consideravano protettive le piante spinose. Anche, ho trovato le punte usate in Siberia a scopo protettivo (vedi nei riferimenti Adria Tassoni). Noi troviamo l’uso contadino dei chiodi, che mettevano nei materassi. L’ho ricordato altrove.

Se potessimo far cadere il diavolo  su una pianta spinosa ovvero su un mazzo di chiodi messi in un bicchiere con le punte in su come fiorellini gli faremmo un bello scherzetto. 

La misura di un centimetro è quella che troviamo sempre nelle punte che si trovano nelle collane che si usano in Sudamerica a scopo protettivo. Possiamo presumere che la lunghezza di almeno un centimetro sia sufficiente allo scopo. La mia esperienza lo ha confermato.

Fissiamo dunque un obbligo all’uso di punte di perlomeno un centimetro.

Io uso le punte in questa forma:

1.      Spilli da sarta.

Li ho infilati nella imbottitura dello sgabello su cui studio e anche nella sedia imbottita del mio posto di lavoro. da il vantaggio di non sentire mai il diavolo che ci lavora comodamente poggiando o toccando quelle imbottiture. Si tratta di infilare anche completamente le spille da sarta dentro l’imbottitura spingendole dalla capocchia. Ci si dimentica poi di avere quelle difese, ma continuano nel tempo a proteggerci. Si potrebbero anche infilare nel materasso dalla parte del fondo, ma per proteggere dagli attacchi del materasso io trovo più sicuro semplicemente usare una plastica tipo tenda da doccia stesa su tutto il materasso, sotto il coprimaterasso.

2.      Collane con punte di un centimetro. 

Queste collane le ho trovate nelle bancarelle e a quanto ne ho capito provengono dal Sudamerica. Hanno uno scopo protettivo rispetto al diavolo, alle azioni degli stregoni. Gli stessi stregoni ne hanno bisogno per difendersi dagli altri stregoni. E se non lo sanno loro…Il bello di queste collane è che fa rende i chiodi o le spine, diciamo, portabili direttamente sul corpo. infatti queste punte non costituiscono pericolo per la persona che le indossa.

Ce ne sono a una sola punta fissa, con la punta piuttosto grossa. Ce ne sono a due punte, fisse, che non costituiscono pericolo visto che si tratta di collari, diciamo, che stanno fissi al collo. Ce ne sono altre con 8 (otto) punte, di solito.  queste punte sono di forma cuneiforme. La parte più grossa, alla base, permette di passare dentro il filo della collana. Questi piccoli cunei si muovono liberamente attorno al filo. Per questo non mi è mai capitato di esserne punta. Infatti la punta se trova un ostacolo cambia posizione, non oppone resistenza. Direi che queste collane costituiscono un progresso decisivo rispetto al limitarsi a usare le punte come chiodi nel materasso o nel porre due piante di biancospino ai lati della casa come beneaugurante. (Ho visto una bella fotografia in un libro ) .

Io ho usato lungamente queste collane e ho potuto vedere che proteggono il punto del collo. Se si indossa una di queste collane si può essere attaccati sopra la collana, alla testa, oppure sotto. ma non si assiste più a un attacco complessivo che comprenda spalle e testa. è comunque un risultato! comunque è proprio vedere queste punte sudamericane cosi astute da poter essere appese che mi è venuta l’idea folgorante che segue, che permette di coprire quasi tutto il corpo di punte, di metterle dove si vuole senza pericolo.

3.      Ciondoli a due punte ottenuti spuntando spille a balia.

Un ciondolo a due punte si può ottenere spuntando una spilla a balia, eliminando cioè il punto che serve a chiudere e poi spuntando leggermente la punta viva. Devo dirlo, mi sento più sicura se la spunto appena un poco. le punte delle collane del resto non sono punte vive, sottilissime come un ago. E la mia esperienza mi dice che sono efficaci comunque. 

La modifica alla spilla a balia sta nel tagliare  via la chiusura e spuntare la punta viva. Io l'ho fatto con un trincetto abbastanza piccolo, che ho comperato dal ferramenta, lungo circa 20 centimetri e con una punta, dalla vite in su, di 5 centimetri -

Avevo avuto in passato l’idea di piegare un pezzetto di filo di ferro  in modo che formasse un anellino e due punte. incollando e appendendo con una cordicella questa specie di ciondolo lo si sarebbe potuto appendere ovunque si volesse nel corpo. poiché la punta pende liberamente non costituisce pericolo.  Il tutto appariva difficile a realizzarsi. Tanto più che sarebbe stato necessario che il ciondolo fosse di acciaio.

 Mi sono accorta, questo è il mio piccolo "colpo di genio", che le solite spille a balia, con una piccola modifica, diventano un perfetto ciondolo a due punte. sono, diciamo, quasi pronte all’uso.

Occorre solo scegliere, perché la spilla sia adatta, il tipo di spilla, che fra l'altro mi sembra il più consueto, che ha, a una delle due estremità, un piccolo cerchietto, come un anellino, insomma un buchetto. Li possiamo fare passare una cordicella sottile cui appendere la spilla a balia.  

Dobbiamo anche scegliere delle spille non piccolissime. Ogni punta deve essere lunga perlomeno un centimetro dopo aver spuntato la spilla. Si possono appendere anche più lunghe, ma francamente preferisco che siano solo un poco più lunghe di un centimetro.

Come fissarle? Si possono fissare con qualche punto di cucito la cordicella sottile, fare passare un capo dentro e poi fare un nodo, un fiocchetto. Io per il momento uso un metodo un poco spartano. Semplicemente mi servo di una spilla a balia che sia sicura, più piccola possibile. infilo nel buchetto di questa seconda spilla il filo della prima, chiudo con un piccolo nodo. La spilla è pronta, fatta da una spilla a balia piccola che sorregge il ciondolo formato dalla seconda. È chiaro? Spero di si, che non sia necessario che io accluda una fotografia.

Essendo punte che pendono da una cordicella, che deve avere una lunghezza di almeno qualche centimetro in modo che oscillino e si muovano con libertà, non costituiscono pericolo. Le uso ormai da diversi mesi. Le uso a decine, presumo ormai superino il centinaio.

Ovviamente non posso appenderle nella parte esterna dei vestiti. Ho applicato questo sistema estensivamente a un pigiama di cotone e a una maglietta di cotone che porto sotto, sulla pelle. Nonché, dimenticavo per pudore, su delle mutande pure di cotone. Si può appendere le punte sia in modo che le punte tocchino direttamente la pelle, sia, e credo che abbia lo stesso valore, dalla parte esterna. Il cotone difende noi il nostro corpo fisico dal contatto con le punte, e dunque ci è utile, ma un corpo disincarnato non è in alcun modo protetto dalle punte se le trova appese fuori o dentro un semplice strato di cotone.

Se un demone si avventa su di noi, tutte queste piccole punte costituiscono una barriera. Di fatto quella presa forte che il diavolo ha se non si usano punte ora non la può avere. Tuttavia devo dirlo: occorre che come minimo l’interno del corpo sia protetto bevendo acqua in cui per dodici ore si sia lasciato macerare dell’aglio tagliato a fettine. Diluite con del succo di limone, il succo di tutto un limone e anche con ulteriore acqua se necessario, o del succo di frutta di vostro gradimento, o sciogliendo dentro un poco di miele, se volete.

Ecco che facendo solo queste due cose, usando aglio e punte, voi ottenete una difesa molto grande.

Direte che orrore: ma a mali estremi, estremi rimedi. Io ho usato a difesa tante cose che si dicono protettive, come anelli con disegni particolari, che ho ancora alle dita perché sono carini, ma non servono a nulla. Solo per fare un esempio.

Dimenticavo: io evito con cura di appendere queste punte nei luoghi dove si possa rischiare che le punte incrocino gli occhi o la spina dorsale. Sto attenta a questo. Fatelo anche voi. Io metto delle punte nelle maniche del pigiama, ma non nell’ultima parte della manica.. insomma voi stessi state attenti al pericolo, evitate anche il minimo rischio. Stessa cosa per la spina dorsale.  Tutta la fascia della spina dorsale è scoperta. Io faccio cosi. fatelo anche voi. Prendete tutte le precauzioni che ritenete opportune. Anche, finora non ho messo punte né sui piedi né sulle caviglie. Le metto dentro dei guanti particolari, molto grossi, da cui le punte non possono uscire.

Posso solo dirvi cosa faccio io. Non mi prendo responsabilità per ciò che farete voi.

Queste due difese insieme sono importanti, ma ancora non del tutto sufficienti per tutto il tempo. non sempre avete voglia di bere l’aglio. E comunque può non bastare. Di fatto io uso anche le calamite e le piastre di acciaio.

I punti dove non si mettono punte si proteggono con altri metodi, piastre o calamite, e infine c’è l’olio canforato con essenze vegetali.. ovvero i composti come l’olio o balsamo di tigre o altro composto a base di canfora. Ne abbiamo parlato.

postato da: vivamerlin alle ore 05:38 | Permalink | commenti
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giovedì, 21 maggio 2009

 

Finalmente ho trovato delle piastre d’acciaio di forma e dimensioni portatili.

 

Sono delle piastre che non solo impediscono l’entrata dello spirito nei punti della pelle in cui li appoggiamo, ma anche dissolvono molta della carica di energia che lo spirito diabolico porta con sé, che gli da più potere, più possibilità di nuocerci. 

Insomma sono un sistema di anti-infestazione che portiamo sul corpo stesso.. Meglio che accendere un incenso nella stanza, o accendere qualche cero per disinfestare l’aria…

 

Si tratta di piastre di 2 millimetri circa di altezza, 8 centimetri di lunghezza e 4 di larghezza. Hanno un buco da un lato, da cui si può passare un filo con cui si possono appendere o fissare col filo. Oppure anche semplicemente (e questo è ciò che io faccio)  mi servo delle calamite che già sono fissate nel corpo per fare passare tra una calamita e l’altra della coppia, eventualmente, una di queste piastre.

Come nella pratica si può intendere, in certi punti sarebbero troppo scomode da portare.

Si tratta di fissare nel modo più comodo sulle parti da difendere queste piastre.

 

Queste specie di piastrine sono in commercio come “sapone di acciaio antiodore”, che “spazza via dalle mani ogni odore”, anche quelli più persistenti come aglio, cipolla e pesce.

 

Sulla confezione è scritto che:

 

“Uno speciale processo di ionizzazione elimina dalle mani gli odori persistenti!”, gli odori “entrenhados nas maos”.

 

C’è scritto che occorre:

 

“Strofinare le mani con la saponetta sotto l’acqua fredda per rimuovere l’odore di aglio, cipolla e pesce”, che sono in effetti gli odori più persistenti. A maggior ragione se avessimo un profumo meno persistente di rose sulle mani, il sapone lo spazzerebbe via.

 

Io non li ho usati affatto con l’acqua e sulle mani, ma fissandoli sul corpo.

Il risultato protettivo è ottimo. Mi sembra perfino che portandoli addosso sono meno soggetta a essere continuamente individuata dal diavolo, come era invece prima.

 

Costo: 6 euro e 90 centesimi l’una.

 

È made in China, e incise nell’acciaio stanno le parole:

 

Fresh

Fingers.

Removes garlic, onion & fish odors.

 

 

[Nel retro sta inciso]:

Rub hands with bar under faucet,

removes garlic, onion & fish odors.

Progressive

 

In cima alla ultima lettera della parola Progressive c’è un “TM” in piccolo.

 

Ha anche un pezzetto di carta dorato incollato sopra, con su scritto:

 

                                                              Made in China.

 

Nella confezione stessa si trova un piccolo foglio, su cui sta scritto il nome della piastra di acciaio in lingue diverse, con l’indirizzo internet in cui cercarli:

 

Stainless steel odour bar

[senza indirizzo]

 

Sapone in acciaio antiodore

www.dmail.it

 

Sabonete anti-cheiro

www.dmail.pt

 

Jabòn de acero quita todos los olores

www.dmail.es

 

sapun din otel antimiros

www.dmail.ro

 

Si può lavare nella lavastoviglie. Dishwasher safe.

 

Sul retro della confezione si legge anche:

 

Protip:

to rid your breath of onion or garlic, try chewing raw parsley or cilantro and drink an acidic liquid such as lemonade or wine.

 

MI CHIEDO ORA SE QUESTO PEZZO DI ACCIAIO SIA DIVERSO E NEL CASO IN CHE MODO, SE SIA PEGGIO O MEGLIO, RISPETTO A UN PEZZO DEL COSIDDETTO ACCIAIO CHIRURGICO. SE NE SAPETE QUALCOSA, AVVERTITE.

 

Non occorre dire che ne parlo perché lo ritengo utile, non certo con scopi pubblicitari. Non ho nulla a che fare con chi lo vende.

 

Sto usando questi pezzi di acciaio da due mesi. L’ho introdotto dopo alcune settimane di duri attacchi dello spirito maligno che mi avevano ridotta pallida come un cadavere, stanchissima. Come si sa la necessità aguzza l’ingegno. Avevo letto accidentalmente tempo prima di questi saponi di acciaio antiodore e mi ero chiesta se avrebbero potuto servire (della supposta utilità dell’ acciaio avevo già parlato nel blog). Servono eccome!

 

I punti che ritengo si debbano proteggere sono in primo luogo naturalmente quelli più importanti: il cuore, il bacino, la testa. E tutti i punti dove si viene attaccati.

 

Di notte, a letto, aggiungo anche ulteriori pezzi di acciaio antiodore, facendo in modo che siano vicini al mio corpo, in particolare alla testa. e inoltre, alle mani, dove sono stata costretta a metterne uno in ogni guanto e anche alle gambe. Insomma ingegnatevi di fissare questi pezzi di acciaio. Più ne usate, e più siete protetti.

 

La prossima volta parlerò delle collane con punte –che sono efficaci anche se non sono di acciaio poiché ciò che protegge in loro sono le punte - e anche di uno speciale tipo di ciondolo, che ho inventato io! Un vero e piccolo colpo di genio con cui proteggerci in gran parte della superficie corporea.

 

ASPETTATE E VEDRETE!

 

postato da: vivamerlin alle ore 18:24 | Permalink | commenti
categoria:piastra acciaio antidiavolo
mercoledì, 20 maggio 2009

In questo post parlerò di tre elementi protettivi che hanno avuto sostanziali miglioramenti. Li metto tutti insieme poiché insieme vengono usati. Mentre nel primo post le due difese aglio ecc. e vari composti generalmente a base di canfora ( Essential embrocation, per esempio) proteggevano il corpo dall’interno e direttamente dalla pelle, ora parlo di una specie di corazza esterna, fatta di calamite e di acciaio in forma di piastre e punte, da attaccare agli indumenti a contatto di pelle.

Il sistema difensivo è cosi molto migliorato, diventato più completo.

 

CALAMITE

 

Parlo prima delle calamite poiché sono poi impiegate per fissare le piastre d’acciaio.

Rispetto al passato, in cui io cercavo di usare più punti calamitati possibile, ora il loro numero si è ridotto al minimo. Tengo conto del fatto che indossando molte coppie di calamite queste rischiano maggiormente di attrarsi tra di loro, cosi complicandoci la vita.

Ho invece aumentato la forza di ciascun punto calamitato. Invece di usare una coppia di calamite ne uso tre, due nella parte di vestito che si trova dalla parte del corpo, e una nella parte esterna. Questo da un maggior potere alle calamite. Uso sempre delle calamite che hanno la forza di sollevare 100 grammi di peso, che possono tenere sollevato 100 grammi di ferro. Una forza superiore risulterebbe anche pericolosa. Con tutto questo, anche le calamite da me usate devono essere usate con cautela, fatte avvicinare tenendole ferme una in ciascuna mano, accompagnarle mentre una ruota e si pone sopra l’altra. Imparare a farle scivolare, sia per metterle, sia per separarle. Altrimenti possono anche urtarci, pizzicarci. È comunque fastidioso.

Dunque capite come usarle ben distanti un punto calamitato dall’altro sia essenziale.

Del resto ora sono di molto rafforzate le difese con un uso maggiore di punte e l’introduzione di piastre d’acciaio.

Cosi ho ridotto i punti calamitati al minimo, e cioè:

 

testa: un solo punto calamitato, su una cuffia, di cui sto ancora studiando la posizione.

E  un punto o meglio due punti calamitati ai lati del collo difendono almeno in parte la testa. Se si hanno capelli robusti si può anche usare quelli per fissare qualche punto calamitato, leggero, formato da non più di due calamite, per difendere la sommità della testa.

La testa è meglio protetta da un qualche liquido a base di canfora sui capelli o sulla pelle (state lontano da occhi e narici, ovviamente). Un problema: che in breve i capelli appaiono unti! Altro problema: si deve usare i vari liquidi con molta moderazione.

 

 

Quattro punti su una cintura di stoffa, alla vita. Evitando accuratamente di metterle sulla spina dorsale, come è necessario, possiamo disporle su due punti dietro e due sul davanti. La parte esterna del punto calamitato può essere costituita da una calamita che abbia un supporto di legno o plastica o altro materiale, che diminuisce il potere della calamita nella parte rivolta all’esterno del corpo, per evitare che andando in giro ci troviamo con la nostra calamita che attiri, poniamo, il sedile con struttura di ferro di un autobus o di una biblioteca pubblica. Non è grave comunque, si stacca subito spostandovi. Comunque sappiate che può capitare.

 

Il punto del cuore lo difendo con 5 punti calamitati:

uno il più possibile in corrispondenza del cuore stesso, magari un poco a sinistra.

Due sotto le ascelle, verso l’alto. Altrimenti, quando la cintura fosse messa storta, la calamita della cintura attira una calamita sotto l’ascella.

Due dietro, ai lati della spina dorsale, in alto rispetto alla cintura, cosi che non si attacchino.

 

Il bacino lo difendo con 4 punti calamitati.

Uno a sinistra dell’ombelico.

Due dietro, di cui uno a lato destro dell’osso sacro. In questo modi la difesa della supposta di aglio viene rafforzata. L’altro sta nel lato sinistro sempre dietro, ben distante dal centro, dove potrebbe attrarre la calamita vicina all’osso sacro. Vi è un avvallamento nella muscolatura, nei glutei, dove si può fissare comodamente un punto calamitato.

Fosso anche, la notte, un punto calamitato a cavallo dei pantaloni. Nella parte verso l’interno, per evitare attrazioni tra i punti, metto una calamita con supporto, cosi da evitare l’attrazione con qualche altro punto calamitati.

 

Ogni mano ha a difesa un punto calamitato, ogni piede ne ha invece quattro. Indossando una mezza calza, un poco robusta, si pone due punti calamitati su ogni lato della caviglia (stando lontani dalle ossa) e uno sotto e sopra il centro del piede, dove metto non delle coppie di calamite per parte, ma una sola sotto e una sopra, messe in una piccola tasca di stoffa in due punti all’interno della mezza calza. Queste si usano solo quando si dorme, naturalmente. Finora non uso difese ai piedi quando vado in giro. Né alle mani.

 

Credo che la difesa potrebbe perfezionarsi. Comunque ricordo che è stato, diversi anni fa, con l’introduzione delle calamite nella difesa che il mio stato di salute è sostanzialmente migliorato. La difesa è migliorata. Non mi è chiaro il perché.

Dicono che le calamite disturbino il diavolo.

So che con le calamite ci sono medici che curano le malattie. Vedi in bibliografia.

Per il resto vedi precedenti post sull’argomento.

 

ATTENZIONE: la calamite non possono essere adoperate se si hanno problemi di cuore. e in ogni caso, cercate di informarvi per bene sui rischi che può comportare l’uso delle calamite, per voi in particolare. Io ho la pressione molto bassa, e l’ho usato anche perché comunque stavo cosi male che correre dei rischi non poteva certo farmi paura…

Inoltre, se sai qualcosa di importante su questi problemi, su eventuali rischi per favore avvertimi.

 

 

Passiamo ora all’ACCIAIO, in forma PUNTE e di PIASTRE. L’uso delle piastre costituisce una novità di grande importanza per la difesa. Anche per ciò che riguarda le punte ho fatto un’ottima scoperta…

 

RIPRENDERÒ A SCRIVERE APPENA POSSIBILE.

 

 

lunedì, 18 maggio 2009

  

Dopo più di un anno ho riaperto il blog. Nel frattempo ho mantenuto costante lo sforzo, per me obbligato di proteggermi dal diavolo.

Le difese sono migliorate. Sono più efficaci e semplici di prima. Anche gli attacchi più duri risultano decisamente più sopportabili.

Dunque ho deciso di presentare qui di nuovo tutto l’insieme delle difese che uso ora sia quelle che porto su di me, sia quelle che uso a casa come difesa ambientale. Metterò in rilievo sottolineando le parole che indicano un elemento nuovo o modificato rispetto al passato. Del resto cercherò di essere il più breve e semplice possibile.

 

Difese corporee.

 

  1. L’uso dell’aglio in quattro modi.

 

Bere un infuso di aglio. trovo questo consumo, al momento, come il più importante tra i quattro modi.

Come si ottiene l’infuso: taglia uno o più spicchi di aglio ben nettati a spicchi molto sottili. Mettili in un bicchiere d’acqua e lascia in infusione per la notte, circa dodici ore.  Al mattino getta via le fettine. Aggiungi all’infuso il succo di un limone e bevi. Se trovi il tutto imbevibile aggiungi dell’acqua o del succo di frutta di tuo gradimento, per esempio di arancia, oppure aggiungi un po’ di miele. Questo infuso entra in circolo nel corpo molto presto, diffondendosi dappertutto. Lo trovo utilissimo. Il diavolo trova ora poco confortevole, semplicemente, stare in un qualunque punto del corpo, come faceva prima senza problemi. Non sento più che mi dia il tormento come prima. È il mio metodo favorito. Credo che lasci anche meno odore rispetto all’aglio ingerito per intero. (Io ripeto il trattamento anche la sera, dopo aver messo in infusione dell’aglio al mattino).

Per neutralizzare l’odore mangia due cucchiaiate di yogurt. (Se preferisci puoi anche mangiarne di più, ma mi assicurano che lo yogurt fa il suo effetto anche quando in una quantità molto moderata). Fallo subito, prima o dopo aver bevuto l’infuso o masticato l’aglio: è essenziale per il risultato antiodore.

 

          Mantengo, soprattutto la sera prima di dormire, il consumo di aglio nei tre modi precedenti.   Lo ripeto per chi non mi ha letto fin qui:

Inghiotti uno spicchi di aglio fatto a pezzi buttandolo giù con dei sorsi d’acqua. Poiché per essere digerito ed espulso prende parecchie ore, protegge in particolare la zona dell’ombelico, la pancia. Anche per questo conserva il suo valore. Anche qui, subito dopo –o subito prima- prendi due cucchiaiate di yogurt per risolvere problemi di alito.

(Ricordo che anche la cipolla e l’aceto sono protettivi rispetto al diavolo. puoi tenerne conto nella alimentazione o anche se subisci attacchi. Una donna ha sostenuto di essersi liberata di uno spirito maligno ingerendo un bicchiere di aceto! Aggiungo qualcosa che uso raramente: mettere una sola goccia di olio essenziale di verbena o di menta o di neroli su una zolletta di zucchero e lo succhio lentamente. Gli oli essenziali vanno presi con molta parsimonia,non più di una goccia al giorno, altrimenti, dicono esperti, ci avvelenano. Poiché siamo costretti, come a breve dirò, per proteggerci, a passare sulla pelle, soprattutto in emergenze, cioè se siamo sotto attacco demoniaco/magico dei se pur minimi quantitativi di composti a base di canfora, con aggiunta di oli essenziali, non uso quasi mai prendere il suddetto piacevole zuccherino, che io preferisco con una goccia essenziale di verbena ).

          Conservo gli altri due modi di difesa con aglio, di cui ho parlato in precedenza.  Metti, in particolare prima di dormire, uno spicchio d’aglio come supposta. Se fosse scalfito, tienilo sotto l’acqua per qualche istante. Non dovrebbe bruciare. Questa difesa è comunque molto importante contro il vampirismo. Lo spicchio d’aglio difende una zona cruciale per la protezione delle energie.

            Ultimo metodo, protettivo contro gli incubi: prima di dormire metti due spicchi d’aglio in bocca, una per lato. Tra la guancia e i denti. Metti piccoli spicchi, in modo che diano meno fastidi. Ogni volta che non li ho mangiati nel sonno oppure sputati fuori non ho avuto incubi.

 

Nota: Tutti gli usi dell’aglio non piacciono al diavolo, sono una effettiva protezione, almeno per ore successive al loro uso. L’odore dell’aglio, mi disse il diavolo in persona quando era vivo, dura sulla pelle tre giorni, tuttavia la protezione non dura, a mio vedere, più di un giorno.

A volte sono stata attaccata duramente dal diavolo nel momento in cui ingerivo l’aglio, anzi l’attimo prima. Più di una volta sono dovuta correre in bagno a vomitare e peggio. Se ti succede di voler rigettare, non importa quale ne sia il motivo, non abbandonare le difese, solo aspetta un momento di calma per prenderle di nuovo, nella forma più morbida e indolore per te. L’aglio è sempre valido come protezione anche quando consumato nel cibo, per esempio messo nel pesto alla genovese. Per quanto riguarda l’infuso di aglio, se lo si diluisce con succo di arancia, per esempio, risulta piacevole. Insomma ingegnati.

Ricordo che l’uso dell’aglio che ha fatto veramente arrabbiare il “mio” diavolo è stato l’uso dello spicchio come supposta. (E poi anche l’uso dell’aglio in infusione. ) La supposta è davvero di vitale importanza e il corpo si abitua facilmente al suo uso.

 

Il potere di queste difese viene rafforzato dall’uso delle altre. Pubblicherò subito questa parte e nei prossimi post pubblicherò ciò che concerne gli altri elementi protettivi, che, aggiunti all’aglio, ci proteggono in modo molto grande dagli attacchi diabolici.

Per concludere dico che usare l’aglio in questi diversi modi serve a proteggere tutto il corpo.

Osserva i suoi effetti su di te e vedi quale sia il quantitativo adatto a te. Puoi anche sperimentare altri metodi, tra i moltissimi che concernono l’aglio. Scrivi sulle tue esperienze in materia, sia che tu abbia o meno a che fare col diavolo!

Aggiungo infine che purtroppo non ho scovato alcuna cosa che viene venduta come protettiva che lo sia effettivamente. In passato, all’inizio della mia ricerca, ogni sorta di cimeli. Ho addosso, per esempio, tre anelli d’argento che contengono un disegno particolare che risalirebbe all’antico Egitto, che mi è stato venduto come obiettivamente protettivo. Non mi risulta abbiano alcuna utilità. Ho comprato, come molti fanno, anche altre cose – per esempio due chiodi incrociati e legati col filo rosso-, sperando che effettivamente funzionassero a protezione dal diavolo. Non ne ho trovato nessuno efficace. Nel tempo, nel corso di circa venti anni di tribolazioni – è proprio il caso di dirlo-, ho messo insieme le difese che leggete. Difese che possono migliorare.

Il sistema scientifico che io ho usato è stato quello della prova ed errore: se funziona continuo, se in tutti i modi non serve, lo abbandono.

La ricerca rispetto al diavolo non è come una ricerca da laboratorio, il diavolo non è come un batterio: il diavolo ha capacità e poteri variabili, può anche tendere a ingannare, a far credere che un metodo inutile serva e invece uno utile non serve. Per questo occorre avere pazienza e provarlo, anche a sorpresa, per osservare l’effetto.

La difesa a base di aglio è molto importante e finora insostituibile, ma è insufficiente, incompleta, come difesa. Il suo valore è massimo nelle prime ore dopo l’uso, ma in ogni caso è necessario aggiungere le altre difese. Per questo dovete imparare anche le difese che seguiranno.

 

Posso dire che l’insieme delle difese è di grande efficacia. Il mio stato sia fisico che psicologico è molto migliorato. Potrei dire che nel complesso gli attacchi del diavolo hanno perso molta della loro efficacia. Con queste difese il diavolo trova davvero “pane per i suoi denti”.

La ricerca continua, come vedrai, e con ottime prospettive.

 

2.      Olio canforato, tiger balm e tiger oil

 

Per completare la parte sull’aglio voglio parlare della grande importanza che hanno nella difesa dei prodotti in genere a base di canfora, da spalmare sulla pelle.

In passato limitavo il loro uso a passare un poco di olio canforato, cui avevo aggiunto un certo numero di gocce di olio essenziale di verbena sui punti che mi facevano male. vedevo che il dolore si affievoliva o addirittura spariva, seppure temporaneamente. Avevo anche trovato un prodotto molto buono, l’Essential embrocation, di produzione cinese, a base di canfora. Anche la mia analista, che fa anche il medico, mi disse che lo trovava buono, efficace. Non parlava di efficacia rispetto al diavolo, ma del prodotto in sé. Comunque trascurai poi questo prodotto. Ma un giorno, dopo uno spettacolo di danze orientali cui partecipai (come spettatrice) vidi in vendita, nell’atrio del Teatro, dell’Olio di tigre, Tiger oil. Lo pagai meno di nove euro. Era una confezione piccola, tascabile. Lo portavo con me. Quando ero in biblioteca, una mattina, di colpo mi trovai sottoposta a uno dei soliti attacchi da parte del diavolo, che arrivano dalla testa e mi producono stanchezza tale da abbreviare di molto la mia permanenza nella biblioteca stessa. In questo caso posi mano al balsamo di tigre e lo misi in cima alla fronte, in cima alla testa, alla radice dei capelli, e dietro il colo, nonché dietro le orecchie, come fosse un profumo. L’attacco fu completamente neutralizzato. Potei rimanere a lungo in biblioteca e in giorni successivi fui anche lasciata in pace.

In seguito a questo fatto evidente e che anche in seguito si è rivelato efficace come allora ho cercato di comperare un’altra confezione, visto che quella in mio possesso usandola ormai era quasi finita. Trovai in vendita non l’olio ma il balsamo di tigre, tiger balm. Mi parve che il suo effetto fosse ancora più persistente. Si legge nelle diverse etichette che non va usato in grande quantità o molto frequentemente. Giusto, pare anche a me che, quando l’ho usato molto mi venisse a volte un poco da grattare i punti della pelle dove l’avevo messa, seppure solo sotto i vestiti dove mi era capitato di metterla.

Ho trovato questi prodotto anche in negozi cinesi, con nomi uguali ma confezioni diverse. Molto più economiche come prezzo, e a mio vedere efficaci allo stesso modo. efficace è anche il tiger balm che ha un colore bianco.  L’olio di tigre cinese non aveva canfora. Non posso dire se servisse allo stesso modo poiché l’ho regalato a qualcuno il giorno stesso in cui l’ho impiegato.

Direi di riservare questi prodotti ai momenti in cui si è attaccati o si teme un attacco. E di spalmarli solo sulle parti poco o per nulla difese in altro modo. E per le parti più duramente attaccate. Io ne metto un pochino sul cuore, sulle mani, sui piedi. Sulle parti che sento mi vengano colpite, le parti doloranti.

Cosi, consiglio vivamente di procurarvi questi prodotti, che presumo siano anche disponibili in rete e che non ci siano grandi difficoltà a procurarli. Da notare. Anche l’Essential embrocation è risultato utile nello stesso senso. dunque possiamo scegliere tra i diversi prodotti. Credo, ma non sono certissima, che tuttavia il balsamo abbia un effetto più duraturo sulla pelle degli oli.

L’Essential embrocation e l’olio di tigre venduti nelle erboristerie italiane costano meni di dieci euro. I balsami sia rosso scuro che bianco, che ho trovato dai cinesi sono costati 2,50 euro l’uno. Dunque vi consiglio di portare sempre una confezione di uno di questi prodotti con voi e quando siete stanchi o avete un dolore passatevela anche voi in quale punto, come ho fatto io…

Anche, ho provato a difendere vari punti del corpo, mani piedi cuore, bacino .. e mi sono svegliata sempre stando meglio. Non faccio questo di fisso e sto sempre meglio se lo faccio…

I vari liquidi che “bruciano”, come per esempio gli antizanzara, e gli spray che purificano l’aria. Li ho usati, spruzzando per esempio le coperte con quelli. Servono sicuramente a tenere inoffensivo il diavolo. Ma non sono sicura che il loro uso faccia poi bene alla nostra salute. Cosi mi limito sostanzialmente al balsamo di tigre sulla pelle, con parsimonia.

            Ancora una cosa: si possono mettere queste sostanze non solo sulla pelle ma in angoli di vestito che non si vedono. Suppongo che sia meno efficace, ma che questi profumi comunque proteggano se odorati dal diavolo,anche quando non li mettiamo direttamente sulla pelle. Sicuramente sarà meno efficace ma non inutile. Ho visto in India venduti dei liquidi appunto per questo scopo protettivo. Allora non li presi sul serio ma ora ho avuto modo di cambiare idea.

 

 

Nei prossimi post specificherò uno ad uno gli altri metodi che compongono l’insieme.

 

A PRESTO!
postato da: vivamerlin alle ore 10:17 | Permalink | commenti
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sabato, 05 gennaio 2008

Parlo delle difese che uso adesso, che sono le più semplici da trovare, realizzare e applicare.

Il ventilatore: comperarlo tra quelli che hanno un gettito più potente, orientarlo contro il soffitto o una parete è un sistema d’impiego abbastanza efficacie contro la infestazione. Si tiene porta e/o una finestra almeno un poco aperta, per un ricambio d’aria sempre. È facile. Per combattere anche l’azione diretta su di noi, penso all’impedire che il diavolo ci punga,  o che ci vampirizzi conducendo l’azione dall’esterno, azioni che richiedono un’aria calma, questo sistema di ventilazione può non essere abbastanza forte. Occorre che tutto intorno a noi ci sia una forte ventilazione. L’uso di due diversi ventilatori, per esempio di due. Come sistemarli? Potrebbe essere utile il gettito di uno contro il gettito dell’altro, sopra di noi… il freddo aumenta e anche il rumore… soprattutto per via del ventilatore che poniamo vicino alla testa.. Comunque forse un vero esperto di ventilazione potrebbe trovare il modo più silenzioso e ventilato possibile..

Quando c’è freddo naturalmente occorre anche avere una temperatura più alta… che combatta il freddo prodotto dalla ventilazione..

Per non essere colpiti da sotto il letto o dal materasso è buon a norma mettere un telo di plastica sotto il lenzuolo di sotto.

Se non vi piace potete sempre dormire sul pavimento, usando per base solo un tappeto e/o un materassino leggerissimo. Per difendervi dal diavolo che si mette sotto le coperte si possono mettere sotto le coperte duna o più calamite ognuna attaccata a una pila da nove volt. Di questo parlo a breve.  ( Però dormire sul duro è difficile se userete le calamite e pile di cui parlo sotto).

Per ciò che riguarda l’alimentazione aglio cipolla e aceto sono le parole chiave. Si usano i tre elementi come cibo, in ogni forma possibile, non cotti..

L’aglio si usa con grandissima efficacia anche usando uno spicchio come supposta, e uno tenuto in bocca.

Qui dico una cosa diversa da prima: ho sempre detto che era molto importante tenere uno spicchio d'aglio come supposta quando si dormiva.  Ora ho scoperto un po' per caso che è molto importante tenerla anche da svegli. Evidentemente se si va in giro è bene scegliere uno spicchio sul piccolo. Posso dire che il suo uso il più possibile continuo è una difesa importante contro possessione e vampirismo. La nostra energia viene ben protetta con questo sistema, sempre naturalmente usando anche gli altri sistemi.

Profumo antizanzara, o un altro prodotto antizanzara. Se si passa su tutto il corpo è più efficace, ma in ogni caso va passato sotto le piante dei piedi, alle caviglie, ai polsi e dietro le orecchie, suo cuore, schiena e bacino… (il profumo che uso io è made in china e costa 3 oppure 4 euro nei negozi di prodotto cinesi).

Fin qui il segreto sta nel ripetere le operazioni di difesa, cioè usare più volte nelle 24 ore aglio cipolla aceto e passare sulla pelle il profumo antizanzara. Dopo poche ore il profumo diventa poco efficace, e cosi anche l’aglio, la cipolla e l’aceto.

Sia il profumo antizanzara sia l’aglio nelle tre forme insieme, cipolla e aceto combattono la possessione.

Ciò che dovete fare, anche qui, è aumentare la dose, se quella presa non vi  è sufficiente.

Per combattere l’odore di aglio e cipolla è il mangiare in generale nel modo più semplice (cosi non aggravate la condizione, vi fate una doccia con sapone prima di incontrare altre persone, e inoltre prendete delle pillole vendute in farmacia (tipo Alitosan, solo per fare un esempio) che lavorano a livello interno e sono efficaci in due ore, e anche uno spray da spruzzare in bocca tipo Puralit, solo per esempio.

La cosa più difficile da spiegare, da procurarsi e da usare, e anche la più costosa e più complessa da usare è l’uso di calamite con pile.

La difesa delle calamite è efficace, ma ben più efficace è quando è associata, attaccata a una pila da nove volt.

Cosi occorre usare a volte da sole le calamite, a volte, dove il corpo lo consente, insieme alle pile da nove volt.

Le pile in presenza delle calamite sono attratte, poiché dentro le pile c’è del ferro, tutto qui.

Per rafforzare le difese in posti dove una pila da nove volt, essendo una piccola scatoletta, è troppo scomoda da usare, si possono usare pile di dimensione più piccola.

(Finora ho usato sia le varta che le beghelli e le ultime sono più adatte al nostro uso, anche se occorre maneggiarle con cura perchè non sono molto forti, ma le Varta sono coperte da una scatoletta di plastica e mi è capitato che, forse perchè sovraccaricate, si sono "aggrinzite".

È meglio usare pile ricaricabili, per risparmiare, poiché ho idea che le pile usate in questo modo si scaricano abbastanza in fretta e forse nel giro di una settimana o due, forse anche sono di qualche giorno, si scaricano. Occorre che siano invece cariche al massimo.

Ci sono apparecchi che si vendono, mi dicono, in negozi di elettronica, che sono molto più costosi dei soliti ma hanno il vantaggio di segnalare quando una pila è carica e si spengono quando lo è. Credo che il costo sia di 150 euro, ma finora non ho provato questo sistema personalmente. Ma intendo certamente acquistarlo. non si richia di sovraccaricare le pile. é importante.

Il principio base sta nel fissare dei punti calamitati (due calamite che si fissano insieme se messe a contatto da una  parta all’altra di un tessuto) nella biancheria a contatto con la pelle, possibilmente.

Occorre non fissare troppe calamite perché se sono vicine, o se nel movimento del corpo si avvicinano, si attraggono tra di loro ed è seccante poi staccarle.. meglio dunque, specialmente se le si porta in pubblico, non avere incidenti del genere, usarle in numero ridotto.

Ho detto i principi generali, e ingegnarsi per usarli nel maggiore numero possibile ma non troppe è quanto occorre fare.

Parlo del come io le uso di notte, in cui si può usarne di più, potendo stare soli. Io uso solo calamite –sopra sotto il piede e alla caviglia - sulle calze, metto qualche complesso sotto le coperte quando dormo, due punti calamitati nelle mutande a calzoncino, ai fianchi, all''inizio delle gambe, sul sesso (a cavallo dei pantaloni del pigiama), alle mutande sotto l’ombelico, alla vita dietro due pile più pillole, davanti anche due da nove volt.. le fisso a una cintura di neoprene larga 8 cm. e ne metto più che posso. Perché non si attraggano tra di loro, o si attraggano meno, certo di fissarle ponendole tutte orientate allo stesso modo, per esempio tutte col lato nord orientato verso il corpo.

In testa metto tre punti calamitati sul berretto e solo uno con pila, proprio al centro della testa.  Si possono anche fissare ai capelli.. ma alla lunga è un po’ fastidioso staccarli e rimetterli.

Attenzione: ogni calamita non deve essere capace di sostenere più di 100gr. di peso, poiché se fosse più forte potrebbe essere rischiosa. Prendete confidenza con le calamite, avvicinatele le une alle altre tenendole saldamente ciascuna in una mano e avvicinandole con calma, e poi quando solo vicine accompagnate il loro naturale movimento con cui ruotano per attaccarsi l’una all’altra..  prendete confidenza perché potreste trovarvi con qualche leggera abrasione o livido.

Io aggiungo a tutto quanto detto due quadrati di neoprene, di cm 20 circa, con sopra delle calamite. l’uso del neoprene è simile a quello della plastica: il diavolo non ci passa attraverso. Riservo questi due quadrati alla schiena e al bacino, dietro. metto uno dei due in corrispondenza del cuore.

I due quadrati di cui parlo sono già forniti di 16 calamite ciascuno, calamite molto deboli. Esse sono equamente distribuite per direzione: 8 orientate nel lato positivo, otto negativo. Venendole e provando ad avvicinare una calamita potete capire subito di che parlo.

Poiché le calamite che il quadrato ha sono robuste ma leggere (non so se sosterrebbero 20 gr., appoggio quelle che io uso sopra di loro, su 8 punti, equamente distribuiti, stando attenta a attaccarle con lo stesso orientamento. Questo punto è importante poiché se si usano di orientamenti diversi le calamite si attrarrebbero tra di loro, e il quadrato si ridurrebbe a un groviglio. Provare per credere.

Per procurarmi i due quadrati ho comperato due pancere magneto terapiche di marca phitofix made in China, che ho trovato in negozi di articoli farmaceutici, di fronte a un ospedale. Dentro ciascuna si trova un quadrato. I quadrati sono morbidi eppure stabili. Non mi è parso possibile costruire da me questi quadrati. Ogni pancera costa circa 65 euro, ma forse ora è aumentato il prezzo..  comunque vederle può dare l’idea di come farsele  da sé. Sono previste essere a contatto col corpo e il neoprene ha 3 strati di cui l’ultimo è costituito da una stoffina bucherellata. Si può anche fissare le calamite sul retro del quadrato, sul lato cioè esposto all'esterno, ma non tutte e otto, per me almeno il quadrato diventa troppo pesante.

Comunque sia fisso questi due quadrati al corpo: uno lo infilo semplicemente nelle mutande, che devono essere non piccole e un po’ solide. L’altro lo fisso al reggiseno, ma se fossi un uomo non so bene come potrei fissarlo …

Fisso al reggiseno, sul davanti, in corrispondenza del cuore, uno o due pile da nove volt attaccate al punto calamita, una da un lato, l’altra dall’altro. Anche al punto del bacino di cui ho parlato, uso due calamite, è più sicuro.

Fisso anche un altro punto con pila a un solo lato tra il cuore e il collo, più vicino al collo. Metto due punti con pile sotto le ascelle, fissate sempre al reggiseno.

Credo di aver detto tutto..

Anzi, dimenticavo:

Al collo porto una collana peruviana con punte. Sono lunghe 2 cm circa, con base più larga. Collana corta, solo per il collo.

Per le mani: di notte porto dei bracciali che hanno del ferro e cosi li fisso due punti calamitati, stando attenta a che una calamita sia coperta (il supporto è di legno, nel mio caso).

Nelle dia porto due anelli d’acciaio, ognuno dei quali ha un piccolo pezzo di ferro agganciato, e fatto in modo da formare due punte. Alla vista non si notano, anche perché posso portare questo pezzo di ferro arcuato sotto la mano. Di notte uso appendere a ogni bracciale una piccola “rotella formata al’interno di calamite” che finisce nel palmo della  mano. Alla rotella attacco qualche pila. Pare che il sistema funzioni. Credo si potrebbe costruire degli anelli con una piccola calamita dalla parte interna. Sarebbe più semplice..

Ho dimenticato di dire che le calamite si comperano in rete nude, mentre si comperano fissate in supporti e vendute per l’uso di appendere le tende nei negozi di ferramenta. Naturalmente avendo un supporto vanno svitate e tirate fuori, visto che raramente si usano con supporto per l’uso che ne faccio io. col supporto sono più deboli, mi pare.

Avendo un supporto, le calamite sono anche molto più costose che comperate nude e crude in rete.

Questo è l’insieme di difese, da usare tutte insieme, più semplice che io ho trovato.

Mi chiedo se tutte queste calamite e pile possano danneggiare la salute. Finora io non ne ho risentito, per ciò che ne ho capito. E decisamente le calamite e pile hanno molto migliorato il mio stato fisico e psichico.

 

postato da: vivamerlin alle ore 14:12 | Permalink | commenti (13)
categoria:contromisure facili, ultime difese efficaci
venerdì, 04 gennaio 2008

C’è un modo con cui il diavolo mi rende partecipe del male che fa. Il fatto che io conosco il male che fa e non ne parlo.

 

Sono arrivata a parlare delle difese, sono arrivata a parlare delle persecuzioni subite, ma c’è una cosa che non riesco a fare fino in fondo: parlare del male che il diavolo può fare e fa ad altri.

Ogni volta che voglio scrivere, mi sento bloccata. D’altro canto sento dei pensieri terribili dentro di me:

“Perché non vivi una vita come un’altra persona qualunque, andando in giro, alle feste?

La gente non sa che tu sei seguita dal diavolo, perciò non potrai mai essere accusata di nulla.. d’altro canto non sei tu il diavolo, la colpa è sua..Hai più che fondati motivi per pensare che ci siano persone che finiscono in galera per colpe che senza il diavolo non avrebbero mai commesso –e di fatto è il diavolo che si è mosso direttamente installandosi dentro di loro e servendosi del loro corpo - e vorresti ribellarti, parlarne? Perché mai dovresti farlo, visto che ci sono persone che ti prendono in giro per molto meno, e imperverserebbero su di te?”

 

Ma sono miei questi pensieri? Mentre li faccio o forse li sento solo passare, mi rendo conto che cosi pensando mi metto alla stregua del diavolo, che cosi ne faccio parte.. forse è lui che mi suggerisce.. che vuole ridurmi a essere come lui…e non ci sarebbe differenza..

Al momento io non parlo col diavolo – anche se il percepire la sua presenza suscita evidentemente una reazione -, la mia vita sociale è ridotta quasi a zero ( se voglio parlare con qualcuno vado al mercato .. attacco bottone con qualcuno che non conosco, a volte…ecc. ) e sia sul lavoro, sia coi vicino di casa, sia con la mia colf Gina mette zizzania ...

Una volta parlavo con il diavolo, e a volte venivo a sapere le sue malefatte, perché ne era orgoglioso. Non c’erano altri testimoni che me.

Quando ho cominciato ad andare dalla mia analista ho avuto un testimone a parte me.

Il diavolo non voleva che la mia analista, che chiamerò Marta, potesse dubitare che lui era capace di fare dei delitti, come io raccontavo. Da un lato Junk il diavolo non voleva che io avessi un’analista, e mi fece vari scherzi per creare zizzania, per farle credere cose sbagliate di me. dovetti stare molto attenta. Non voleva che raccontassi di lui, non voleva che Marzia indagasse su di lui per altri canali. Ebbi un incubo in cui una parente della mia analista toccava l’”oceano della sofferenza”. Questa espressione era tratta da una mia poesiola di adolescente, dove dicevo cosi della vita. Nell’incubo io vedevo un volto somigliante alla mia analista che si avvicinava a uno specchio d’acqua quasi fino a toccarlo. Ne fui spaventata e avvertii Marzia del sogno. Credevo che il volto rappresentasse una sua parente –la donna dell’incubo mi sembrava più anziana di lei-, una madre, per esempio.

Tempo dopo ad apertura di seduta Marzia mi disse che una donna da lei conosciuta, non parente, e neppure una persone che frequentava, ma importante abbastanza da parlare con me della sua morte, e simile a lei per molte caratteristiche sociologiche, si era suicidata gettandosi dal balcone. Per molti elementi la donna passava una vita felice.. cosi il suicidio era inaspettato. Sospettai del diavolo, ma non c’erano elementi sufficienti. Ma il diavolo non minaccia mai invano. Questo lo so per esperienza.

Arrivò il momento che io raccontavo alla mia analista i fatti della mia vita. Per esempio le raccontai che il mio matrimonio ebbe ufficialmente fine quando, dopo un ennesimo logorante litigio serale col mio coniuge –che, come molti fanno, mi aveva detto chiaro e tondo, anni prima, di non avere bisogno di me, mentre io avevo bisogno di lui e inoltre mentre ero gravemente ammalata non era mai li, ma non sopportava affatto che io infine lo lasciassi. Il matrimonio, celebrato in Comune, era stato il frutto delle pressioni della mia famiglia - mi passò per la mente la seguente domanda: “perché non vado in cucina, prendo un coltello e gli taglio la gola?” Appena il pensiero passò nella mia testa mi resi conto che dovevo agire in fretta per lasciare la casa. Per fortuna avevo già finito gli studi e avevo anche trovato subito un lavoro. Inoltre una ragazza anche lei da poco separata, che apparteneva al mio stesso gruppo di autocoscienza (sto parlando degli anni ‘70: negli anni roventi del femminismo), quando le raccontai che cercavo casa mi aveva offerto di vivere nella sua. Aspettavo di lasciare l’Europa e mettermi tutto alle spalle…

Nella settimana dopo che io ebbi raccontato tutto ciò a Marzia si verificarono molti tagliamenti di teste.. in casa e in medio oriente, negli scenari di guerra. Tagliamenti di teste di cui non si sentiva parlare da un bel pezzo erano cominciati, improvvisi. Per un certo periodo ce ne furono molti e io sospettai che il diavolo fosse responsabile per questi fatti.

Marzia pensò che fosse casuale.

Un giorno raccontavo a Marzia del fatto che quando ero bambina ci veniva raccontata la storia di una ragazzina che mentre andava liberamente in giro veniva presa da dei banditi che le tagliavano la testa e mettevano la suddetta testa sopra un monticello cosi che fosse vista. La mia interpretazione era che probabilmente la storia serviva, come dicono anche della storia di Jack the Ripper, per fare si che noi ragazzine non ci allontanassimo troppo da casa… insomma per tenerci sotto controllo..

Comunque fosse nella settimana seguente i giornali riportarono con stupore di una donna cui era stata tagliata la testa e –questa la causa dello stupore- la testa era stata lasciata poggiata su un muretto vicino al luogo del delitto, dove era stato lasciato il corpo. Il comportamento ero stupefacente visto che i criminali cercano di non farsi scoprire..

Qui Marzia mi disse che aveva notato anche lei la coincidenza tra il mio racconto e il fatto di cronaca. Era avvenuto nei giorni subito seguenti del mio racconto. Prima che io rivedessi l’analista.

Ho raccontato solo qualche frammento: a volte e non poche vi erano coincidenza straordinarie –come quella della donna con la testa mozzata poggiata sul muretto -, e infine, dopo anni e anni il mio stato di paura continua che qualcosa succedesse.. di cui mi sentivo come colpevole ..

Ho tenuto un diario per anni, precedente alla mia analisi. Ho annotato tutto e ora mi sono ricordata e credo che dovrei ripescarlo e mettere in ordine ..

Dopo la morte violenta del diavolo – parlo di lui quando era in vita, mentre gli episodi prima raccontati si riferiscono al suo spirito maligno, dopo la morte – per esempio, morte che fu truculenta, io ragionavo che il fatto che fosse stato pugnalato più e più volte da una persona che non aveva mai fatto male a una mosca poteva significare che il diavolo era appunto cosi crudele e malvagio da spingere poi gli altri ad atti di questo tipo.. dopo che io ebbi pensato che la sua morte poteva provare che lui era una persona orrenda, sono avvenuti moltissimi delitti tutti connotati da una serie di pugnalate inferte sulla vittima e orrendi anche per il rapporto tra vittima e colpevole.. infatti le vittime non potevano avere colpa: bambini uccisi della madri… ecc. e in ogni caso una serie infinita di pugnalate.. una serie che continua.. ora ho sentito della madre che è stata accusa dal figlio in modo truculento e le persone non si pongono la minima domanda sul fatto che questi omicidi sono il frutto di un serial killer occulto che si muove di persona in persona…

Ora io mi so difendere in modo consistente anche se non perfetto.. e sento la presenza di questa presenza maligna solo qualche volta al giorno, in particolare alle feste, in cui certo per lui è divertente stare nella folla… in mezzo alla gente a combinare guai…

Volevo solo dire questo.. per non essere vigliacca, sia come sia che mi si voglia giudicare…

Spero di potere lavorare per dare una dimostrazione più consistente della mia ipotesi, rivedendo con cura il mio diario…e mettendo il relazione i posti dove i vari delitti sono avvenuti –un solo diavolo non può fare due delitti contemporaneamente in luoghi diversi -, la distanza tra di loro –la distanza per il diavolo conta, anche se poco-, la differenza di orari, le condizioni atmosferiche (vento pioggia lo indebiliscono)…

Comunque qui io voglio dire che occorre stare attenti …

Ora l’ho detto..

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categoria:vita, memorie, delitti, cose indicibili, coincidente
domenica, 30 dicembre 2007

Il nuovo “trucco” consiste nell’avvolgere un pezzo di filo di ferro lungo dieci centimetri –piuttosto fine- attorno all’anello.. le estremità del filo vanno tenute libere, che sporgano di almeno tre centimetri dall’anello.. ho trovato che mi proteggono la mano dal diavolo.. credo che fungano da vere e proprie punte, anche se non sono appuntite. Del resto, come ho detto, il filo di ferro è sottile..

Uno dei divertimenti soliti del diavolo era svegliarmi nel cuore della notte  “stuzzicandomi” le punte delle dita. Per evitarlo ho tentato di coprire le mani con del profumo antizanzara .. credo che fosse utile, ma non del tutto. mi svegliavo lo stesso, ma forse, dico forse, meno vampirizzata. Probabilmente il profumo era efficace solo per qualche ora dopo averlo messo. Dopo probabilmente il suo odore si volatilizzava.. .

Per contrastare il diavolo ho provato allora ad  appendere ai braccialetti (uno per polso) delle calamite che restavano nel palmo della mano. Di questo sistema, chiamato “rotella per le  mani”, ho gia parlato. Se la rotella non aveva delle calamite ben cariche, in particolare una pila per ogni mano, da nove volt, la protezione andava a desiderare.

Ho gia detto che la protezione delle mani è aumentata attaccando a ciascuno braccialetto di ferro due calamite coperte da un lato, ben distanziate tra di loro. 

Ora ho aggiunto il filo di ferro, che ho cercato di descrivere prima e le mani le sento più protette. Inizialmente ho pensato di mettere il filo di ferro per poterci attaccare sopra una calamita, tuttavia poi ho abbandonato l’idea perché facilmente perdevo le calamite, che se ne andavano attratte da altre calamite fissate qua o la sul corpo…

Al momento, oggi fine d’anno 2007, mi sento bene come non mai. Addirittura stamattina la mia pressione era 114 –86. credo sia il meglio che io sono riuscita a raggiungere in tutta la vita. Non ho mai raggiunto i 114.. il massimo è stato  100…

Non si tratta solo del fatto che le difese che ho funzionano, che ieri ho indossato tre o quattro pile da nove volt ben cariche.. sto anche mangiando meglio: niente dolci, niente caffè…

Passo il tempo portando tutti il materiale personale dal mio studio a casa: ho chiesto di andare in pensione. Sono 35 anni e più di lavoro ..

Mi fa male la schiena, sto facendo il trasloco da sola e a piedi, con una piccola valigetta con le ruote e uno zainetto …due o tre viaggi molto carica per due settimane.. io mi diverto .. come dico, mi sento forte…

Sono un po’  stanca … ho sonno… sono al lavoro, ma metterò sulle spalle di nuovo il mio zaino e trascinerà la valigetta.. e via.. credo che mi metterò a dormire.. .

Sono soddisfatta del fatto che cosi pochi elementi servano a proteggermi.. aglio aceto e cipolla per cibo; uno spiccio d’aglio come supposta, un altro spicchio in bocca, tra gengive e guancia …

Un solo ventilatore acceso al massimo…

Passare il profumo antizanzare..

I soliti due –solo due e non più – quadrati di fitofix (staccati dalla pancera magnetica della marca fitofix ), usati alla schiena in corrispondenza del cuore e al bacino..

Punti calamitati con o senza pile da nove volt  alla vita e in corrispondenza di altre parti del corpo, come la testa, una delle ginocchia, .

Alcune calamite con pile sotto le coperte per far trovare una “sorpresa” al diavolo.

Dormo con un telo di plastica molle sotto il lenzuolo di sotto …

Tutto qui, mi pare.. basta ripetere le operazioni, e se si è dimenticato e si sta male correre a prendere aceto e aglio e a mettere la supposta d’aglio che è davvero eccezionale. Il diavolo preferisce di gran lunga il corpo di altro che sdraiarsi su di me per rendermi la vita impossibile..

Faccio notare che qualcuno mi ha dato della “pazza fanatica”… ma su quali elementi? Solo perché parlo di uno spicchio d’aglio che è utilissimo…

Comunque sono felice che molti in rete, comunque sanno che questo genere di supposta serve contro il diavolo, almeno lo hanno sentito dire…

Per ciò che riguarda gli insulti reagisco come Virgilio all’inferno : “non curarti di lor ma guarda e passa”..

Comunque in tivù fanno una pubblicità su una cura contro la stitichezza. Parlano di una supposta effervescente…

Non ho sentito nessuno scandalizzarsi e protestare per quella pubblicità…

Comunque, la mia analista che ha un grosso sito in rete mi ha detto che le sue pagine più gettonate sono quelle sul “complesso anale”…cosi mi dovrei sentire confortata..

Ad ogni modo sottolineo che, dopo aver provato e riprovato ogni sorta di cure contro il diavolo da ben 16 anni ho scoperto e cosi dichiaro che la supposta d’aglio non è, da sola, sufficiente per combattere il diavolo ma ne è una parte fondamentale, necessaria, al presente momento di ricerca …

Al diavolo fa proprio arrabbiare che io sappia questo trucco della supposta d’aglio e a volte il sospetto mi viene che approfitti della sua capacità di volo per far scrivere a qualche blogger che io sono cosi e coli per via di questa preziosissima supposta…

E ora .. ciao e auguri di felice anno nuovo!

 

postato da: vivamerlin alle ore 15:19 | Permalink | commenti
categoria:anello con punte
lunedì, 24 dicembre 2007

Oggi ho verificato a quanto ammonta la mia tredicesima. Non so perché me l'aspettavo più alta e ho avuto un colpo al cuore. Non è insufficiente per me. Di fatto ho risparmiato nell'anno passato, senza problemi. Ma credo che questa preoccupazione  per il denaro –nuova per me, che a lungo non ho voluto risparmiato nulla - nasce dal fatto che mi sento come abbandonata a me stessa, sola. Come se tutto mi possa succedere senza poter essere aiutata.

 L'idea di abbandonare il vecchio continente per uno nuovo – idea che accarezzo da anni -  è un esperimento in sé: non ho dubbi, in realtà, sul fatto che spostandomi in un luogo molto lontano e ventoso e magari freddo e piovoso posso essere lasciata in pace dal diavolo e con le energie che potrò avere sono sicura che farò le cose cui tengo.

Le persone dubitano anzi non credono che il diavolo esista e dunque mi prendono per fissata o anche falsa, ma come si spiegherebbe che io, vivendo in un posto diverso posso diventare una persona ben diversa da quella che sono? come ero una volta, cioè, piena di energie, positiva...

so che verrei attaccata solo una o due o tre volte al giorno, ma non, come ora, spesso..

porterò con me le mie difese, perché altrimenti sarebbe tutto inutile.

al momento, sono come una macchina da guerra... o da difesa... un automa .. sono diventata inflessibile nell'indossare due tre volte al giorno le mie difese.. la notte se mi sveglio e vado in bagno sono costretta a togliere il quadrato di calamite dal bacino.. inoltre devo di nuovo prendere aglio nei tre modi ( tre spicchi, uno per ogni uso: come supposta, come cibo e tenuto in bocca ) e bevo un po' di aceto...

la dentista si è accorta che la mia gengiva era bruciata... le dicevo che era solo escoriata per via del fatto che lavoro molto i denti.. ma poi riflettendo ho collegato che doveva essere lo spicchio d'aglio che avevo messo.. occorre cambiare lo spicchio in bocca .. infatti tenendolo per ore comincia a sciogliersi.. brucia un poco... nulla di grave, però...

inoltre rimetto addosso anche il profumo antizanzara e devo dire una cosa: che negli ultimi mesi avevo sempre un dolore sopra la vita, a sinistra.. mettendo sul punto dolorante il liquido antizanzare in questione ho smesso di sentire dolore... dunque credo che fosse il diavolo a lavorarmi la zona.. non credo possa esserci altra spiegazione... il dolore era un po' significativo da mesi.. credevo fosse l'alimentazione scorretta e l'ho cambiata, ma in forma più lieve continuava.. ma ora è bastato, più di una volta, mettere un po' del liquido e il dolore non arriva più.. suppongo che il liquido non so come, vanifichi l'azione del diavolo..

il tallone d'Achille pare sia la zona sotto il cuore.. dove non posso mettere l'antizanzare. non posso perché in quella zona ci sono le punte della collana e non è opportuno mettere l'anti-zanzare dove la pelle possa essere escoriata.. ho provato e l'ho anche verificato di persona...

credo che i chiodi servano un poco, ma l'antizanzare di più.. cosi nei prossimi giorni smetto di mettere le collane e, dopo pochi giorni, il tempo di essere sicura che la pelle eventualmente escoriata si sia rimarginata e poi metterà il profumo antizanzara. mi pare di aver gia provato e che l'esperimento non aveva avuto un risultato positivo.. ad ogni modo ora provo e vedo che succede...

il diavolo in vacanza è molto occupato.. è per questo che il trasloco dei mie materiali dal posto di lavoro a casa sta risultando relativamente piacevole...

 Ho comprovo giorno dopo giorno l’utilità delle difese che ho messo insieme.. per esempio il ventilatore.. se ogni posto a mondo fosse ventilato le cose andrebbero meglio… le atmosfere o influenze negative che a volte percepisco vengono dissolte in un attimo se apro il ventilatore… il mio è leggero e piccolo e piuttosto potente lo metterò in valigia..

Andando in treno su un intercity ho notato quel materiale sintetico che attaccano col velcro nei sedili nel punto dove poggia la testa è di un materiale che potrebbe essere protettivo, potrebbe non far passare le energie del diavolo .. è però piuttosto rigido e inoltre non è veramente bucherellato. Sono disegnato come dei puntini, ma non sono aperti. 

I sto usando un materiale simile, ma più morbido e veramente bucherellato, e ritengo sia utile e protettivo.. ma non ho proprio idea da dove provenga… per poterne comperare un pezzo più grande, che mi permetterebbe di fare esperimenti maggiori. Comunque anche col pezzo piccolo oso dire che è protettivo e naturalmente, a differenza della plastica, può essere messo a contatto del corpo.

Vittoria della seta sul pile?  Il diavolo, anni fa, mi aveva suggerito che la seta proteggeva un poco. Io ho provato e riprovato e mi è risultato che la plastica non fa passare il diavolo e interrompe ogni passaggio, mentre la seta si.

Poi ho provato il pile e perfino usavo una coperta di pile e mi parve utile e protettiva, almeno un pochino.

Ho finito per non usare più la seta. Ma in questo periodo ho di nuovo usato un copriletto di seta, fatto di due diversi strati, che ho fatto fare io da degli scampoli che avevo comperato in saldo. L’effetto mi sembra più positivo che non il pile… in sintesi sto meglio.

Mi sembra che la seta mi protegga di più dal freddo che il pile.. forse è solo questo. Cosi ora è il caso di tirare fuori delle sete a otto fili che anni fa avevo comperato e vedere cosa farne… non voglio sprecarlo investiti, sarebbe uno spreco, invece potrei pensare a utilizzarlo nel costruire il rifugio dai fantasmi..

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categoria:vita, diario, progettivivamerli, tallone dachille
giovedì, 20 dicembre 2007

MANIFESTAZIONE a Vicenza, il mago e le cipolle, il vin santo per l'esorcista, mentre io lascio finalmente il mio posto di lavoro, senza una parola..

Ho dimenticato di dire che giorni fa, il 15, mi pare, ho manifestato a Vicenza contro l'ampliamento della locale base militare americana. Se non fosse stato per un'amica che è attivissima nel settore non credo che sarei stata li.. anche solo per il freddo di quella mattina...

inoltre ho cominciato a leggere il libro di un gesuita, ex sessantottino (come me) .. con mia sorpresa ho letto alcune cose che riguardano in qualche modo il tema di questo blog..

 Franco  Martellozzo 2006 Quando l'eden riaffiora. Un gesuita missionario in Ciad nel laborioso dialogo con le religioni tradizionali e l'Islam.

Devo dirlo, la parte che mi è piaciuta di più riguarda la descrizione della purezza della gente del luogo. stanno nudi insieme senza pensieri che invece avremmo noi occidentali, forse perché siamo coperti...

Intere pagine sono dedicate a una vicenda che capita a Martellozzo poco dopo il suo arrivo. Un villaggio è terrorizzato dal fatto che, dopo la recente molte di uno stregone che ritengono molto potente e di luci che nella notte hanno visto girare per il villaggio e che la gente crede siano gli spiriti di cipolle che sono coltivate nel cortile della casa di detto stregone.. Gli abitanti vorrebbero strappare via le cipolle, e nessuno osa farlo... sono terrorizzati.

Il nostro gesuita ed ex sessantottino in poco tempo decide di togliere lui le cipolle. sono enormi e bianche, una sopra l'altra e lui è veramente stanco quando infine toglie l'ultima. Inutile dire che il mondo intero gli è grato e suppongo che questo abbia influito sul gran numero di presenti alla sua prima piccola predica .. 

Il mio interesse nella cosa è questo:  questo mago annette interesse alla cipolla. Io uso la cipolla perché in libri sulla difesa dal maligno era consigliato di usare le cipolle per la difesa ambientale. Cioè era consigliato di metterne una in un piatto, tagliata a metà, in un libro questo era tutto. nell'altro libro invece il piatto era anche pieno di aceto. Io non ho trovato molta utilità in quell'uso e ho deciso di usare aceto e cipolla nel cibo, o come cibo comunque. e in questo senso aceto e cipolla sono risultate protettive.

il fatto che la cipolla sia anche impiegata da un mago non stupisce. Ma quale è l'utilità per lui?

insomma lo stregone coltivava le cipollone per mangiarsele? 

Non lo capisco. non ho fatto caso, non so se Martellozzo lo ha scritto, se la gente del villaggio ha vere ragioni per pensare che i fuochi arrivassero dalle cipolle.

So che la cipolla assorbe veleni, e che dunque non si può mangiare dopo che ne ha assorbito. infatti dicono che i minatori di non so quale miniera non potevano portarsi cipolle da mangiare per evitare l'avvelenamento.

Oltre a questo, non molte pagine dopo Martellozzo parla di esorcismi cui ha assistito. Di persone che lui sospettava fossero in preda a una crisi isterica.. Comunque l'esorcista riusciva a liberarli e dopo, stremato, riprendeva forze bevendo mezzo litro di vin santo.

la lettura continua...

Ancora una cosa: sto lasciando il mio posto di lavoro.  Vado in pensione. Non mi è facile ordinare, buttare via..  Mi passa davanti la mia vita svuotata... Basta, prendo quello che posso -ho riempito varie borse di libri - ed esco... 

 

 

 

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categoria:vita, diario, vin santo, cipolle del mago africano
lunedì, 17 dicembre 2007

Le contromisure funzionano, sempre che si applichino per bene. Il profumo antizanzara combatte bene il vampirismo.

Ho trovato un modo ulteriore di proteggere .. ho aggiunto ai due bracciali con particelle di ferro due calamite con un lato solo coperto. a distanza pari l'una dall'altra.. poiché una volta sono stata colpita proprio sul polso ho pensato di porre rimedio.. naturalmente visto che con le mani posso avvicinarmi a calamite disposte sul corpo, le calamite in questione possono attaccarsi altrove... cosi al mattino di sicuro non sono tutte al loro posto..

Altro punto, la testa mi è stata colpita mentre indossavo la mia cuffia di pile azzurro, con tre soli punti calamitati. Assumo che l'unica pila, che era da nove volt, attaccata al punto calamitato in cima al copricapo azzurro, fosse scarica. Tuttavia può essere che i punti calamitati siano pochi, solo tre. Non avevo lo spicchio d'aglio in bocca, ecco come la difesa era flebile... del resto, volendo, potrei attaccare qualche altro gruppo calamitato ai capelli... ora sono tre cosi distribuiti: uno in cima alla testa, e due sotto le orecchie, verso il basso..

Inoltre col freddo che fa il ventilatore mi da fastidio...

eppure, complessivamente, io sto bene..

certo usando le difese elencate: aglio e aceto e cipolle per alimento,

mai dimenticare di mettere uno spicchio d'aglio come supposta

tenere un piccolo spicchio in bocca..

il freddo aumenta la protezione, dicono, e deve essere vero..

per ciò che riguarda i punti calamitati, ne tengo solo alcuni, sopra il cuore, da un lato vicino alla spalla davanti.. a cavallo dei pigiama..ai fianchi, uno per lato..ecc.

Il profumo antizanzare lo metto anche vicino al cuore.. forse non serve a proteggere completamente, ma aumenta la difesa..

Ho trovato che soffiare, come se si espellesse qualcosa, e inspirare grandemente, quando mi sento non molto bene mette in difficoltà il diavolo..

Non dimenticare che io uso due quadrati calamitati, che ho staccato dalle pancere di neoprene fitofix. Ciascuna pancera ha un quadrato. Aggiungo solo delle calamite più potenti su  quelle che ci sono, 8 per quadrato, tutte volte allo stesso lato –positivo oppure negativo -, con perfetta simmetria. Bisogna che siano tutte volte allo stesso lato per impedire che si attraggano tra di loro, cosi piegandosi .. Vedendole, usandole, potete capire di che cosa parlo. Sono vendute in quei negozi, spesso vicini agli ospedali, di articoli sanitari.

Ne poggi uno alla schiena, sul punto del cuore, e un’altra al bacino, dietro sempre, e questo è anche utilissimo.

Sono soddisfatta di me .. essere un diavolo è essere sotto terribili tormenti e la mia vita è difficilissima ma non è difficile se penso agli anni passati come un morto vivente, sperando di morire ogni giorno..

credo che se anche io lasciassi in eredità soltanto questo, sarebbe già importantissimo... poiché se io avessi saputo allora, all’inizio del mio inferno, delle TREDICI DIFESE UTILI che conosco ora, TUTTE INSIEME, COSI COME IO LE HO REALIZZATE, ORA LA RICERCA SAREBBE ANCORA più AVANZATA.. e soprattutto non avrei sofferto minimamente quello che ho sofferto

SONO SODDISFATTA... L'UNICA COSA CHE MI DISPIACE è che tutto questo sapere, che a me è costato 26 anni di lavoro, venga perduto.

Per il momento, proprio perché mi posso difendere meglio, e le mie energie sono maggiori, posso fare altri lavori cui tengo, che nel passato non potevo fare...

a lungo non potrà scrivere qui, forse mesi, solo mesi, spero.

i miei proge3tti per il futuro sono di scrivere una storia in cui in forma piacevole si apprenda l'uso delle varie difese..

Perciò non dimenticatele. Non vorrei sprecare tutto questo lavoro. in gran parte è consistito nel raccontare contromisure in corso in diverse culture, in parte tuttavia è stato anche provarle ancora e ancora e li ho migliorate, in parte le ho inventate...

 

Non dimenticate di leggere soprattutto i post a partire dai primi. Per questo per il momento ordinerò il blog in modo che si orienti dall’inizio.

Un post fondamentale è quello dei riferimenti bibliografici, che ho annotato, da cui potete vedere la storia delle difese, e capire il senso delle mie rispetto alla tradizione..

Molte del resto le uso come le ho trovate .. le pillole tibetane, per esempio.

 

 

 

postato da: vivamerlin alle ore 13:36 | Permalink | commenti
categoria:addio, dettagli sulle difese
lunedì, 10 dicembre 2007

Breve descrizione della mia vita quotidiana e poi un elenco di contro misure in cui dico alcuni segreti sull'alimentazione di cui non ho mai parlato prima...

Sola novità, in un momento in cui non riuscivo a dormire mi sono chiesta se il diavolo fosse in me, e per questo ero in uno stato di sofferenza. Sono andata in cucina, e ho preso un misto micidiale di aglio agro di mele aceto e cipolla tritata. L'ho mandata giù, solo qualche sorso. Ho sentito male, cosi male che ho creduto di avere un difetto di cuore. Se il cuore potesse vomitare, l'avrei fatto..

Dopo qualche attimo però lungo per me, ero un po' spaventata perché non avevo provato mai un dolore del genere...è passata...so ora che il diavolo era li, e seccato per il fatto che se ne doveva andare mi ha fatto male. Credo che fosse in mezzo al cuore e che abbia fatto ogni contorsione per farmi sentire male...

Ora è tutto come prima. Io non ho mai sofferto di mal di cuore, ho la pressione piuttosto bassa (una cosa come 70-100 e ho 60 anni) comunque ho messo sul cuore una pila carica con calamita e perfino ho appeso al collo un sacchettino bucherellato in cui ho messo uno spicchio d'aglio e un piccolo scalogno.

In più, dopo, ho assistito alla messa e ho deciso di fare la comunione. Mi fa bene. Credo per un fatto fisico e anche perché, entrando in un certo ordine di idee, ho meno paura del futuro.

Ho ripreso l'uso del profumo antizanzara...

Sono pronta per fare una nuova stesura delle difese, che per certi accorgimenti è migliorata. La disposizione delle calamite in testa, per esempio,. È passata da tre a quattro punti. Mi sono abituata a quasi tutti i gesti e prova e riprova, sono diventata più veloce.

Non ho difese nuove da proporre, solo raccontare, cosa che non ho fatto i miei segretucci rispetto a vampirismo e alimentazione.

Tutte le difese le ho testate evitando di usare ora l'una ora l'altra, a caso, per diversi giorni. Anche settimane. E si è confermato che servono tutte, solo occorre ripetere il loro uso più volte. E questa è la cosa più scocciante delle difese. Comunque alla lunga ci si fa l'abitudine...

A presto perciò con l'elenco delle difese. Anzi perché non comincio subito?

Credo che sia buona, e che rispetto a quello che io ho trovato all'inizio è un passo come dal medioevo all'era moderna. Le possibilità ulteriori sono però grandiose.

Le difese che uso ora sono queste:

1 telo di plastica morbida (tipo telo da doccia) sopra il materasso. Evita che il diavolo sferri attacchi da sotto il letto o dal materasso (e assicuro che fa male!)

2 un ventilatore messo ai piedi del letto da un lato, orientato a livello sopra il corpo, con il flusso orientato contro una parete. Più vicina è,  meglio è. Accendi un calorifero in più per evitare il freddo)

3 stando coperto dalle coperte (necessarie per il freddo) e non potendo contare sulla difesa del ventilatore, infila vicino a te, qua e la come capita, uno o più complessi pila da nove volt e calamita. Il diavolo non sa dov'è e gli fa male incontrarlo. Cosi potrà pensare di evitare di andare sottocoperta.

4 metti uno o due spicchietti di aglio, ben ripulito, e sciacquato, in bocca, tra la guancia e la gengiva. L’aglio protegge la testa. (se lo spicchio è scalfito, può bruciare, per evitarlo, fallo stare sotto l’acqua corrente per alcuni istanti, o mettilo in bocca e avvolgilo con la salita. Non brucerà, non ci sarà alcun pericolo).

5 mettiti uno spicchio come supposta. È la difesa che ha fatto infuriare il diavolo in modo particolarmente violento. Serve a evitare che egli si sistemi nel tuo corpo per dormire, assorbendo le energie proprio dove nascono. Questa difesa è fondamentale.

 

6 mangia aglio aceto e cipolla. Se non hai modo di usarli nel cibo, mettili in una tazzina, uno, due o anche tre secondo i gusti. Ricorri all’aceto per far uscire il diavolo dal tuo corpo. Sia che sia nel ventre o sul cuore, se ne andrà. Ma ti farà male, a me lo fa, nell’atto di uscire. Si arrabbia.

 

7 alimentazione in genere. Il vampirismo ci rende stanchi, spossati. Durante questi anni ho imparato piccolo trucchi per affrontare la stanchezza. I

Intanto, se hai una brutta abitudine smettila. Se indebolisci il corpo da te le cose sono molto peggio di quanto potrebbero. Io ho smesso caffè e dolci e anche se ora prendo il te (alla vaniglia perché mi piace) e anche ogni giorno consumo un po’ di  miele o marmellata –che scelgo tra le molte che mi stuzzicano di più, come quella con zenzero, quella di arancia amara ecc ecc -, tuttavia mi sento molto meglio.

Ancora, occorre mangiare più volte al giorno in modo nutriente e leggero, e non fare pensati mangiate. Il mangiare toglie energie, e un attacco vampirico ci stanca ulteriormente…e non possiamo certo mangiare più volte pasti pesanti ..

Un esperto una volta mi ha consigliato di consumare un cucchiaio di semi di girasole messi a bagno almeno dalla sera prima, e anche un po’ di mandorle messe a bagno –da 5 a 15. In effetti serve, fa sentire subito più nutriti.

Altri cibi che si possono mangiare sono le prugne secche. E le albicocche secche cotte per dieci minuti ben coperte d’acqua.

I cereali nutrono l’anima, in particolare il grano, la pasta bianca. Cosi si dovrebbe mangiare diversi tipi di cereali. Che i cereali nutrano l’anima lo dice il mistico Rudolf Steiner.

Ancora, per avere una buona proteina è utile combinare i cereali coi latticini. La migliore combinazione è quella di polenta e latte. Ma anche le altre servono lo scopo.

Ottima e completa combinazione per ottenere una proteina è il riso e lenticchie. Ultimo ma non ultimo consiglio: mangia ciò che ti piace, ma osserva gli effetti che ti fa…

 

In progress. Parlerò più a lungo delle difese che qui sotto solo elenco. Però gia spiegate in precedenti post.

 

8 attacca calamite ai tuoi indumenti intimi.  Alle calze, al berretto, ai capelli, alla cintura alle mutande al reggiseno…

 

9 attacca, dove possibile, pile da nove volt e inoltre di altro voltaggio, ai gruppi di calamite.

 

10 passa un profumo anti-zanzara come profumo. Dietro le orecchie, alle caviglie, ai polsi, ma anche alla schiena, ai fianchi e la vita …sotto i piedi… (il succo d’aglio si può anche mettere al posto del profumo…)

 

Altre difese che ora non uso ma che mi hanno salvato la vita in passato. La piramide di rame (a questo ho dedicato un post ) e le pillole specifiche tibetane, di cui ho anche parlato molte volte.

 

 

POST SCRIPTUM del giorno dopo.

 

L'uso di tutti i metodi di difesa si sta rivelando efficace. Oggi poi mi è successa una piccola cosa: ero in biblioteca, alle prese con dizionari una montagna di dizionari, alla ricerca della origine di alcune parole quando ho sentito la solita esperienza di agitazione fisica, che mi spingerebbe subito ad alzarmi dalla sedia ed abbandonare il lavoro.

Ho preso subito atto che c'era il diavolo, è cosi che agisce per impedirmi di fare quello che sto facendo.. dovevo copiare a mano parecchie noiose voci  .-il mio portatile è troppo pesante per me e l'ho lasciato a casa - e mi pareva troppo noioso copiare ...

L'energia del diavolo era tutta intorno a me.. m'immaginavo di tornare a casa a dormire, come ho fatto per anni.. cosi il diavolo mi ha rovinato la vita nonché la mia vita professionale...

L'ho sfidato. Ho espirato a fondo, e lasciato che l'aria entrasse nel corpo, e ancora espirato tutto intorno a me... gli ho detto che non sarebbe riuscito a farmi smettere e che glielo avrei dimostrato.. lavorando con calma.. infatti devo dire che l'ho "smontato"..  se n'è andato di fatti..

ho cominciato a scrivere e ho scritto per alcune ore.. e dopo che avevo finito me ne sono andata ..

avevo addosso la mia cintura con magneti, avevo addosso solo alcune calamite attaccate ai magneti.. poiché ero andata dal dentista mi ero premunita di inghiottire pillole contro l'alito cattivo (stanotte ho preso due volte dell'aglio e temevo le conseguenze.. dopotutto andavo proprio dal dentista) : Giuliani per la bocca, e Alitosan per lo stomaco..

 

da notare: a pranzo, poco prima, avevo preso una bella insalata con abbondantissimo aceto. può essere che questo fatto abbia reso la mia resistenza molto più grande.. l'attacco molto più leggero .. infatti altre volte non sono stata affatto in grado di oppormi...non mi rimaneva che tornare a casa in uno stato di frustrazione..per non aver combinato nulla... ed è andata cosi per anni..

 

 

Una cosa che ho pensato in questi giorni è questa: di notte mi sveglio sempre, anche quando non sento di essere stata disturbata.. mi sono fatta l'idea che il diavolo mi stia dentro il cuore e che quella presenza, anche quando non fa rumore mi disturba in tale modo che non mi sento proprio vogliosa né di alzarmi né di dormire.. dal cuore non mi arriva una sensazione positiva. non è proprio vuoto ma come uno stato di indifferenza.. non è il mio stato naturale, perché ho sempre avuto una grande energia, prima del diavolo...

dunque credo che quando prendo solo aglio prima di dormire, non è sufficiente -parlo di un solo spicchio alla volta, di solito non ne prendo di più - ed è necessario prendere anche aceto..comunque mi sono alzata a prendere un po' di aceto -da solo - e sono tornato a letto.. ho messo ancora un po' di tempo ma poi mi sono riaddormentata..

l'altra notte invece, nelle stesse circostanze, avevo preso dell'aceto in cui vi erano pezzetti di aglio e anche di scalogno. e questo era stato una soluzione molto più efficace e immediata.. insomma dovrei tenere questo aceto con aglio e cipolla per ogni occorrenza....

ecco tutto...

anche, si rivela utilissimo, davvero, l'antizanzara. combatte il vampirismo...molto bene..

non so se l'ho detto ma sono orgogliosa di me...insomma contenta... ho messo anni e serve...

 

 

 

 

martedì, 27 novembre 2007

Una settimana quasi senza difese, viaggio  a Roma, la manifestazione contro la violenza .. Un elenco delle difese e eventi significativi.

Non ho tempo. Sarò lapidaria.

ATTENZIONE. Per chi per la prima volta vede questo blog sappia che tutte le difese qui citate sommariamente sono state spiegate precedentemente. Una estesa descrizione è fatta nel primo post, al vero inizio. Poi invece negli ultimi post ci sono anche ulteriori piccole modifiche e accorgimenti...  

Per via del fatto che le collane mi pungevano le avevo smesse. Per un poco mi è parso che nulla cambiasse veramente. Ma poi il cuore era vuoto. Forse le mie solite pile da nove volt erano scariche, e non difendevano cosi tanto..

E' successo anche un altro fatto: le piccole chiusure delle collane si sono staccate, in parte.

Ho ripreso l'uso delle collane ma ho cambiato la disposizione. Le ho messe a cavallo del reggiseno, proprio nel mezzo. Ecco che ora il punto del cuore è protetto da punte come non mai.

Una collana: si tratta di una doppia fila di punte, proprio nel mezzo del cuore.

Le altre due collegate ancora appese al punto di giuntura, che non ha punte per almeno 15 cm. Ma il resto è con punte, che mi arrivano fino al bacino. Ecco come usando le punte a contatto con la pelle, c'è una difesa che è buona sia sul cuore che sul bacino.

Continuo un po' le solite difese.

Il profumo antizanzare è stato trascurato per il momento..

Ho fatto un viaggio. Sono andata in Chiesa molte volte a sentire la messa e ho anche fatto la comunione e ho anche partecipato alla manifestazione a Roma  "violenza maschile contro le donne".

Credo che in effetti fare la comunione e seguire al messa e recitare il rosario e anche la chiesa con l'incenso -come fanno ancora nelle Chiese a Roma - sia stato buono per il mio stato emotivo, interiore.

Da ora in poi seguirò queste pratiche meglio, compresa la confessione e comunione.

Posso allora chiedere scusa a tutti quelli che mi hanno consigliato e al  mio scetticismo.

Comunque voglio aggiungere che la difesa è stata anche utile. Benché nel viaggio avessi poche difese, i due giorni in cui non ho usato quasi nessuna difesa mi ha portato comunque a sentirmi attaccata, seppure più da fuori, in particolare ai fianchi alla vita. Un tale male alla schiena che ero costretta a tornare a casa molto presto nel pomeriggio e a soffrire.

Dopo due giorni di intenso dolore ho tirato fuori la mia cintura con calamite e successivamente la situazione è molto migliorata: gli attacchi ben più brevi e non più dolorosi.. Ho camminato ancora più a lungo, ore e ore senza alcun disagio alla schiena.

La manifestazione, cosi intensa, e piena di voci anche al megafono, musica ritmica ecc ha molto migliorato la mia situazione.. Ho discusso con le donne che ho incontrato ...cosi posso dire che mi è stata d'aiuto..

Speravo di trovare nel treno le vecchie lenzuola sintetiche che si usavano una volta, che pensavo potessero essere protettive, ma ora, non so se sia in tutti i vagoni letto cosi, ma ho trovato vere e proprie lenzuola di cotone..

Per finire. Anche in treno sono stata attaccata, alla fine, ma al collo..dietro.. Ero improtetta..

Un pomeriggio sono stata attaccata alla testa, che era improtetta... Ho messo insieme le calamite che avevo in valigia togliendole dalla cintura -che ancora non usavo-, e le ho attaccate ai capelli, in tre punti, vicino alle tempie e poi dietro alla base del collo...

Insomma credo che fare vita sociale possa essere positivo

E che la messa e la comunione sia in effetti utile poiché rafforza il proprio stato interiore

Il tutto del resto per me era naturale e congeniale..

Un giorno ho cercato di mangiare cipolle dove le ho trovate, un kebab.

Per pigiama avevo un pantalone nero bello di pile, e una camicia che pare un poco una giacca elegante di materiale sintetico che avevo acquistato anni fa..credo che proteggesse... Mi ero del tutto dimenticata di comprare vestiti ultimamente e perfino di notare questa giacca nell'armadio..

In circa 5 giorni ho alleggerito le difese ma mi sento bene, in uno stato di pace interiore.. Qualcosa di prezioso ..

Stanotte di nuovo a casa ho dovuto di nuovo ricorrere alle difese solite, perché comunque ero stata toccata, alle gambe e anche all’osso sacro.. Cosi le solite difese si sono completate .. Il mio stato non era male, ma non mi sono fidata a restare  con poche difese.. Cosi ho aggiunto la supposta d’aglio, e per cena gia avevo preso qualcosa che conteneva aglio cipolla e aceto..

Insomma il mio stato di pace interiore è la cosa più importante…

Ho addosso due pile da nove volt e basta, e siccome da molto non le ricarico non so come siano.. E ancora ho addosso tre altri gruppi di calamite – oltre a quelle che sono fissate con le pile.. È terribilmente importante per me usare poche difese…

Ho tenuto il ventilatore nella stanza a livello medio, non su di me esattamente ma per ventilare un po’ la stanza.. E naturalmente nel mio letto ho ritrovato sotto il mio lenzuolo di sotto il telo di plastica molle che copre il materasso .. Nulla di più..

E tutto pare buono…

Quanto il diavolo è indaffarato? 

È certo che stando vie era comunque meno presente, anche se non del tutto assente.. Certo un po’ meno visite .. Del resto a volte i suoi plurimi impegni per fare disastri su altri lo tiene lontano…

 

 

POST SCRIPTUM (qualche giorno dopo)

 Per una notte non mi sono difesa. Nel cuore della notte (tre – quattro del mattino) mi sono svegliata. Non stavo male male, ma mi sono alzata  e ho indossato le difese, compresi i quadrati di

Phytofix di 20 centimetri di lato uno dietro al cuore, e uno dietro il bacino..

Al risveglio stavo meglio.

La notte dopo mi addormento indifesa e non mi sono svegliata solo verso le otto-nove del mattino. Tuttavia non stavo bene. sembrava stessi bene, ma orami so che cosa succede. Per tutto il giorno sono stata stanchissima, quasi incapace di alzarmi, di uscire.. ho dormito la mattina e il pomeriggio… Ero cosi stanca che non riuscivo ad andare in Chiesa per la messa, come avevo in mente di fare.. e poi le cose che in Chiesa si dicono apparivano alquanto curiose, mentre solitamente non trovo nulla di strano nelle affermazioni di fede..

 

[Io mi spiego cosi ciò che è successo: la prima notte il diavolo mi ha svegliato per disturbarmi e darmi fastidio, come fa di solito: quando si è svegliati nel sonno ci si rovina un poco la giornata..

ma poi ha visto che con le difese tornavo in buono stato.. cosi la notte successiva non mi ha svegliato affatto ma mi ha vampirizzato a lungo, cosi per tutto il giorno seguente ero in pessimo stato.. ]

Stare alla messa mi ha però curato interiormente lo stesso, soprattutto al momento della elevazione dell’Ostia.. credo che anche la musica i campanelli e il resto siano buoni a far tornare il mio stato interiore naturale..

Però se non mi difendo con tutte le cose che so o quasi ( uniche cose che non sto usando

sono la piramide e le pillole tibetane ): ho comperato nuove pile a nove volt Varta e appena le ho indossate tutte e quattro mi sono sentita subito meglio.. e inoltre ho ripreso anche l’uso del profumo antizanzara ..

sto meglio.. vado in Chiesa ogni giorno e questo mi fa stare dentro in uno stato libero dal diavolo. non mi libera dal vampirismo ma mi fa tornare “come nuova”, interiormente parlando.

Ma le contromisure mi sono necessarie…

Sto perfino seguendo un’alimentazione migliore e più leggera.. cosi tutto procede meglio.

Ultimo ma non ultimo: non accettare provocazioni dal diavolo, non parlargli mai mi viene più facile, ma la volta in cui lo insulto – cosa che ho fatto quando mi sono sentita cosi debole e capito che mi aveva vampirizzato – è peggio. Reagisce con attacchi più pesanti..

Comunque sto bene!  

postato da: vivamerlin alle ore 11:22 | Permalink | commenti
categoria:vita, diario, roma, comunione, collane con punte
giovedì, 08 novembre 2007

Ho già parlato dei complessi costituiti da una pila con calamita. La pila deve avere dentro un materiale di ferro, in modo che stia attaccata alla calamita. Solitamente è cosi, ma ho trovato anche qualche minipila che non si attacca. Comunque io ho scelto le pile da nove volt. 

La pratica degli ultimi mesi mi ha fatto capire che le pile devono essere sempre ben cariche e che le pile nella quantità precedente erano insufficienti.

Per farla breve ho finito per mettere due complessi calamita pila sul cuore, fissate al reggiseno sul punto del cuore, orientate in direzioni diverse l’una verso l’altra. Il fatto non è indifferente per il diavolo. I punti da cui l’elettricità fuoriesce sono importanti.

Sul bacino, sul davanti, ne ho fissate due da nove volt, tenute attaccate alla stoffa delle mutande. Una sta attaccata alla stoffa dalla parte esterna, in cui ho fissato due calamite insieme, cosi che si tengono ferme l’una con l’altra. L’altra naturalmente dalla parte interna. A volte, a quest’ultima ne ho attaccata un’altra, attaccata alla prima attraverso un’altra calamita. Anche li, il lato delle pile da cui fuoriesce l’elettricità lo oriento in opposte direzioni cosi da proteggere maggiormente in ogni direzione.

Anche, e questo è stato uno scherzo molto buono rispetto al diavolo, ho messo sotto le coperte delle calamite pile con i lati da cui fuoriesce l’elettricità orientate in ogni direzione. Al diavolo non è piaciuto ..

Alla vita ho messo due complessi sul davanti con pile da nove volt, ma dietro con ministilo di qualunque voltaggio purché cariche. Due su ogni punto, una sotto l’altra, sempre orientate in senso opposto l’una rispetto all’altra…

Cosi anche sul collo..

Su una cuffia da notte. In cima e nei punti alla fronte e dietro.

Su ogni mano ho trovato il modo di tenere una calamita ben appoggiata a pila da nove volt. Appena a un bracciale, cade al centro della mano. Funziona.

E sul sesso fissato al cavallo dei pantaloni, fissate dalla parte esterna, con due pile orientate in opposte direzioni.

La difesa appare molto buona. Per capire meglio il valore di questa difesa ho rinunciato a varie altre difese. E direi che definitivamente le pile da nove volt con calamite sono sicuramente una delle maggiori difese che si possano portare addosso.

Sulla parte superiore del reggiseno metto da un lato una pila da nove volt col punto da cui esce l’elettricità orientato sul cuore. Dall’altro alto fisso le due calamite tra di loro al reggiseno e su quello fisso due pile con il punto da cui fuoriesce l’elettricità orientate nelle due opposte direzioni.  

Sotto le ascelle occorrono pile piccole. Nei piedi metto solo calamite. Il trucco del mettere le pileconcalamite  sotto le coperte rende non necessario sistemarle al pigiama sotto le ginocchia.

Mi occorre, per fare esperimenti più chiari, trovare un modo che assicuri di avere calamite sempre tutte ben cariche e sono alla ricerca di un caricabatteria speciale che carichi le batterie e che si spenga quando sono cariche.

Se esco o se lavoro metto solo sul bacino e sul cuore. Se sono a casa metto anche le calamite sul punto del sesso, furoi dai pantaloni, a volte poggio le calamite pile sul mio sgabello rosso sotto di me. (Non so il nome di questi sgabelli: sono quelli però in cui si appoggiano allo sgabello anche le ginocchia, sul davanti).

 

Io porto anche i due quadrati di neoprene con annesse calamite, alla schiena e dietro il bacino. Dietro non uso pile, sarebbero scomode. Solo la notte e a volte anche di giorno se sono a casa.

 

Risulta sempre necessario mangiare aglio, cipolle e aceto.

Ancora, la supposta d’aglio è fondamentale. Non metterla significa trovarsi in uno stato di fibrillazione, perché il diavolo sul punto in cui sorge energia crea certo un disequilibrio. E’ certo e sicuro.

 

Ancora continuo a tenere aperto il ventilatore che passi sopra il corpo, non contro. Altrimenti da dolori. E occorre assicurarsi che la temperatura non sia bassa. Insomma a volte accendo un extra calorifero.

 

In più naturalmente, metto un telo di plastica sotto il mio lenzuolo di sotto, per impedire colpi o avvelenamenti da sotto: protezione ineccepibile, non fallisce mai.

 

Serve il fare dei sospiri. Ricordate come si sospira naturalmente? Occorre essere abbastanza naturali: s’ispira tanta aria e poi naturalmente si espelle… pensieri indotti dal diavolo vanno via subito..

 

Ancora, alimentazione ecc.: abbandonare cattive abitudini. Il diavolo agisce molto meno su un corpo ben sano.

 

Fare silenzio col diavolo: se sentire che fa rumore, orientategli addosso il flusso del ventilatore. Non parlate con lui: si nutre delle nostre emozioni. Cosi cercate di trovare un modo di pensare conveniente che vi porta a trattarlo non diversamente da una montagna che ci sbarri la strada: nessuna emozione.

 

Con tutte queste difese mi sento in grado di lavorare e ho lavorato, certi giorni, anche otto e più ore. Non è cosa da poco, per persona sottoposta a vampirismo.
sabato, 06 ottobre 2007

Ecco come si arrivò alla morte del diavolo Junk.Il fatto può anche essere istruttivo, visto che in qualche modo si mostra come ci sono circostanze che il diavolo, per quanto scaltro non ha previsto, che lo hanno portato alla sua fine. Tra le forze trascinanti la principale è stata quella del diavolo in persona, incapace alla fine di cambiare la direzione della propria vita..

Cominciò, se badiamo a un fatto esterno e di anni addietro rispetto alla sua morte, con la mia scoperta che lui coi suoi poteri mi manipolava per farmi stare con lui contro la mia volontà. Da questa scoperta nacque il fatto che io volevo raccontare a tutti quelli che lo conoscevano che cosa era successo. E per quanto lui, Junk, si sforzasse di tenermi sotto controllo riducendomi a un morto vivente tanto che a un certo punto ero incapace di alzarmi dal letto al mattino riuscii  a portare a segno il mio progetto.

Faccio una piccola digressione sulle mie difese al momento: nessuna. Stavo malissimo ma successe un fatto che si potrebbe dire miracoloso, in certo modo.. perché, io non sapendo a che santo votarmi, come si dice, feci la posa delle mani a doppie corna, posa che appartiene alla medicina cinese. L’avevo appresa direttamente da un medico che l’insegnava, in Francia.

Funzionò. Il diavolo che mi stava nel cuore fu espulso fuori, a quanto capii venne fuori di scatto e lo sentii chiedermi: “Ma che hai fatto?”Comunque sia fu questo il solo trucco che mi tenne in vita per 8 mesi. Ogni giorno ricorrevo a questa posa per circa 20 minuti…Fine della digressione.

Per far circolare le cose che volevo dire tesi a Junk una trappola e mi riuscì. Dovevo trovare l’occasione in cui raccontare. Junk con la sua attenzione mi controllava a distanza. La storia sarebbe lunga, ma per arrivare subito al dunque: io sapevo di un appuntamento da parte di un’amica con un amico di Junk. Sapevo per certo che il diavolo non si sarebbe perso quell’appuntamento, per motivi che sarebbe lungo raccontare. Mentre l’appuntamento era in corso, io che per puro caso ero alla biblioteca mi accorsi che ero vicina a qualcuno, una somma pettegola, cui avrei potuto raccontare i fatti di Junk e tutto quello che mi aveva fatto. Riuscii e per due ore non sentii alcuna presenza di Junk. Come prevedevo stava a controllare l’amica mia Roberta.

Io telefonai a Filumena che era a casa e m’invitò ad andarla a trovare subito e raccontai le cose e mi credette.

Poi Junk arrivò, ma era troppo tardi, troppo tardi. Ora le notizie avrebbero circolato. Circolarono.

Del periodo, i primi anni della oppressione da parte di Junk, mi ricordo che arrivò l’estate e io mi sentivo meglio.Già usavo un ventilatore perché avevo intuito che serviva. Sapevo però che non era sufficiente. Perciò sapevo che semplicemente Junk non mi colpiva. La situazione per me non era come oggi: non usavo aglio, cipolla, aceto, insettifugo, plastica, calamite con pile da nove e 12 volt e non sperimentavo come ora un tessuto di fibre di carbonio…Dunque non ero in controllo della situazione. Soffrivo fisicamente in modo inumano, ma avevo la lingua sciolta …

Comunque il diavolo in persona si prese la briga, visto che gli avevo fatto capire che avvertivo gli altri perché non facesse a un’altra donna quello che aveva combinato con me, che aveva fatto la stessa cosa con un’altra, che impazzava  per la città dicendo che Junk doveva sposarla per forza…Dunque Junk aveva fatto questo in modo eclatante per fare dispetto a me… visto che io volevo che non succedesse a nessun’altra quello che era successo a me. Ma non meno lo aveva fatto perché la ragazza, una bella ragazza di trent’anni insegnante di danza gli piaceva, infatti una volta l’avevo visto coi miei occhi illuminare cosi suoi occhi con un flusso di luce  i calzini di lei per catturare il suo interesse…

Questo errore gli costò caro, perché vedere quella poveretta in quello stato, una bella ragazza come lei girare disperata perché voleva sposare a forza un vecchio .. ora il troppo stroppia …

Per soddisfare il suo orgoglio faceva cosi… . aveva pensato di poter fare sempre tutto quello che voleva.

A  me aveva detto : “io sono in una botte di ferro”. Cioè: “Non mi vincerai mai”. Quando parlavo con la gente mi faceva dei trucchi per far credere che mentivo, era davvero bravo…

Io avevo letto che se un mago mette in opera i suoi poteri mentali con intensità può averne la mente danneggiata e non può più fare i trucchi. Ecco che chiacchieravo anche perché io non stavo bene e pensavo: “Se lo provoco e lui eccede nell’uso dei suoi poteri, ecco che i suoi poteri decadono e io sono salva. Meglio ora che dopo, poiché nel tempo io vengo a logorarmi.”

Insomma una lotta per la vita.

La cosa funzionò anche facilitata da un suo cattivo comportamento:  un trucco che fece per mettersi al di sopra dei suoi colleghi. Da quando io avevo aperto il vaso di Pandora non lo rispettavano più. Del resto, era cosi occupato a massacrare me che non aveva tempo per tenere sotto controllo tutti gli altri come prima. Si rivoltarono contro di lui e anche lo minacciarono che le lettere che avevo scritto per raccontare i fatti sarebbero state mandate al top dell’organizzazione. Non riconoscevano più la sua autorità. Poco dopo questa rivolta, forse solo un giorno dopo, lui non resse la situazione e i ammalò. Le sue stesse fattezze fisiche si deformarono. Questa parte del racconto l’ho sentita raccontare, poiché io non ero presente.

Io non mi aspettavo che sarebbe crollato cosi. Io avevo sofferto le pene dell’inferno per tre anni e quando oramai mi sentivo vicina io a una malattia molto grave  e di morire, di colpo, senza ancora che sapessi della malattia del diavolo mi sentii meglio. Dopo giorni venni a sapere. Giorni in cui ero perfino andata a un concerto in una libreria, sotto casa.  Cosa che non sarei stata in grado di fare prima perché io stavo sempre a guardare l’orologio. Sognavo sempre di dormire e non facevo nulla di sociale…ero stanca .. oltre modo..

Nel primo periodo di malattia  del diavolo stavo meglio. Poi lo curarono bene. Si riprese e continuò a martoriarmi. Ma meno di prima, epperò comunque lui era forte e io gradualmente peggioravo. Riprese coi suoi duri colpi contro di me e cosi duramente che ebbe una ricaduta. Dopo la sua ricaduta mi sentivo meglio di nuovo e meglio di quanto non mi ero sentita da quando lo avevo conosciuto –o meglio lui aveva conosciuto me, visto che io non lo conoscevo forse lo avevo sentito nominare ma nulla di più - 12 anni prima.

Dopo che ebbe la ricaduta una volta successe qualcosa che a distanza di tempo mi ha fatto pensare che Junk era ormai fuori di testa e che non voleva più vivere.

Ero ad uno spettacolo di danza con la mia amica Gertrud che era un’appassionata e la sera c’erano danze dal Rajastan e al momento più bello in cui la segaligna danzatrice faceva una ruota perfetta con la gonna plissettata rossa e oro e forse anche nera, mi apparve il viso di Junk con le lacrime che gli scorrevano ... Era a letto, la testa posata sul cuscino al lato destro. Non si vedevano difetti, era intatto. Mi diceva che se fosse stato sano avrebbe potuto essere li con me.

Io pensai che stesse diventando matto visto che quando era in vita alla fine io mi ero proprio incavolata perché era uscito con un’altra e non era sincero…visto che non mi aveva detto nulla e pretendeva che accettassi che facesse una specie di doppia vita.

Non feci caso troppo alle sue lacrime, del resto con tutto quello che mi aveva fatto non ero disposta a piangere per lui. E del resto leggi che cosa seguì…

Mentre Junk era molto ammalato io continuavo a lavorare bene, e infatti feci un bel lavoro che mandai a un convegno e fu pubblicato proprio all’inizio del volume: se Junk non fosse stato ammalato me lo avrebbe impedito. 

Mi sentivo speranzosa che il peggio fosse passato. Ospitai per tre settimane Jacob e accettai volentieri di farmi ospitare da lui a casa sua nel Nord.

Preparavo i bagagli. Pensavo di stare anch’io a casa sua per tre settimane. Cosi uscii per fare le ultime compere prima della partenza e mentre nel sole del primo pomeriggio passavo in un via tranquilla ecco che sento nell’orecchio le parole : “Perché non mi uccidi?” Nella via non c’era nessuno  a parte me. Era Junk, nessuno parlava senza esserci.

Mi rivolsi a lui che pensavo presente e mi volsi come una furia, senza pietà : “Perché dovrei? Ormai sei malato…Morirai di morte naturale. Non c’è bisogno di andare in galera…”

Infatti devo dire che nel tempo l’idea di ucciderlo mi era passata per la mente. Legittima difesa.. solo che ero troppo debole… e dopo che si era ammalato speravo che tutto si risolvesse da solo …

Passai tre settimane di felice vacanza. Non so dire, forse non fu allora che portai con me uno spray di canfora da spruzzare, e Jacob mi lasciava fare.

Dopo la mia vacanza, che fu bella, tornai. Anche nei primi giorni dopo il ritorno io sentivo Junk togliermi energia dal cuore sempre alla stessa ora del pomeriggio cosa per cui rientravo a casa prima del tempo, lasciando il lavoro per manifesto vuoto energetico.

Un giorno all’ora del solito prelievo vidi che mi passava sul cuore ma prelevava quasi nulla.

La sera ero piena di energie, tanto che feci una lunga telefonata poi uscii e forse uscii anche un’altra volta…ma mentre ero al telefono me ne stavo coricata –e mi ricordo che avevo il letto di traverso in mezzo alla stanza orientato al nord cosi che al capo del letto avevo la piramide di rame, anche lei orientata al Nord : al tempo le mie difese, dopo 5 anni di ricerche comprendevano pezzi forti come  la piramide di rame e ancora le pillole costruite nei monasteri tibetani per prevenire o curare i disturbi causati da spiriti vari e maligni - sentii che Junk era in piedi a fianco a me… come una persona in piedi, ma non un’apparizione molto consistente, piuttosto un vestito bianco sporco…giusto l’idea di una presenza in piedi.. e io gli dissi: “Visto che ormai non ce la fai a tormentarmi, perché non la smetti a basta?”  Era ancora li, anche quel giorno: ma quel giorno e in quelle ore, secondo ricostruzione, lui veniva ucciso con molte coltellate al cuore con un coltello da cucina. I muri erano pieni di sangue. Junk ha urlato e urlato. Lo strazio dicono che sia durato a lungo.

Il mattino dopo, ignara della sua morte, ricevetti telefonate da due persone diverse. Una al mattino mi chiese subito: “Sai cos’è successo?” Risposi: “Junk è morto?”

La voce divenne sospettosa. La ragazza era amica di Junk e anche mia ed è sospettosa : “Come lo sai?” Io lo sapevo perché non mi aveva tormentato il giorno prima, dunque ho pensato ragionevolmente che avesse avuto un’ulteriore ricaduta, comunque non spiegai a Telma perché avevo pensato cosi. Mi ricordo che avevo degli ospiti e la telefonata fu breve.

La sera dello stesso giorno un’altra persona –la persona socievole che ama sapere i fatti di tutti di cui ho parlato prima - mi telefonò e a un certo punto sentii la parola coltello. Non avevo ancora capito che Junk era morto ammazzato.

Un poveretto, una buona persona, che non aveva mai fatto del male a nessuno lo aveva ucciso. Diceva che si era sentito dominato da Junk e che aveva pensato che l’unico modo per liberarsi di lui era ucciderlo.

Pensando all’invito che un mese prima J. aveva fatto a me di ucciderlo, credo che il tale –che fu colto dai carabinieri in flagrante e fuggiva coperto di sangue – sia stato indotto da Junk stesso a ucciderlo. Se lo avessi ucciso io sarebbe stato per Junk un vero capolavoro. Una volta in galera non avrei avuto certo la possibilità di difendermi da lui coi mezzi che ad allora già usavo, che mi permettevano di sopravvivere. Se fossi finita in galera avrebbe certo fatto in modo da farmi passare per pazza. Mi avrebbe fatto uscire pazza.

Comunque ho avuto il sospetto che segue, sulla morte del diavolo: nel Gospel di  Sri Ramakrishna –una delle letture che mi ha tenuto in vita nei momenti più bui - si parla della morte violenta (suicidio e omicidio) come una morte per la quale la persona che muore non riesce a salire in cielo ma resta sul piano terreno. Ho creduto e credo possibile che Junk si sia fatto uccidere apposta. Forse non ha immaginato che avrebbe sofferto cosi tanto al momento, ma credo che forse è entrato nel corpo dell’altro  per farsi uccidere per interposta persona.

 

Mentre raccontavo, e al punto "i muri imbrattati di sangue" il diavolo Junk ha battuto un colpo. Qui c’è aria di.. morte.. seria…

Junk è arrivato e non mi ha impedito di raccontare, come avrebbe potuto fare. Non so se vuole che si parli di lui.

 

Sui giornali non se ne parlò quasi per nulla. Si cominciava bene, in realtà. Era materiale interessante per la cronaca, capace di far vendere giornali, ma una persona bellissima andò dai giornalisti a rovesciare le scrivanie, e quelli smisero di scrivere, ma non per la scrivania.

Junk controllò perfino processo per il proprio omicidio. Probabilmente il tipo che lo uccise è passato per pazzo. Dicono che fu libero in pochi anni, cosi ho sentito. Gli scrissi in carcere per confortarlo ma non ebbi risposta.

Voglio aggiungere che venni a sapere con qualche ricerca chi era l’avvocato difensore dell’omicida, che io non conoscevo per nulla e lo incontrai e gli raccontai le cose che sapevo e gli dissi anche che si trattava di un caso di legittima difesa.

 

Per sei mesi dopo la morte di Junk non sentii la presenza del diavolo e mi liberai delle mie difese. Un errore madornale.

Poi, mentre cercavo di curare la mia salute che non era ancora buona, vidi una piccola luce o qualcosa del genere, percepii una presenza in fondo al letto. Ecco che capii che Junk il mostro era tornato.

 

Tempo dopo andai all’estero per un lunghissimo congedo pagato dal lavoro e lo ottenni subito. Ne approfittai per testare la influenza del diavolo in luoghi freddi piovosi  ventosi o lontani. Non era facile per me chiedere un congedo –visto il mio stato comunque molto prostrato - e a volte sospetto che a darmi la forza per condurre le pratiche e perfino per far approvare prontamente il mio progetto fu il diavolo cui faceva comodo che io non fossi presente al suo processo. Finora non ho potuto controllare se c’è corrispondenza tra il  processo penale contro l'uomo che lo ha ucciso e il mio congedo.

 

 

POST SCRIPTUM. Vorrei far notare due cose.Poiché ho concentrato l’attenzione sulla morte del diavolo vorrei però specificare che prima di raccontare urbi et orbi quello che avevo scoperto cercai di parlamentare con lui.

Gli chiesi, in cambio del mio silenzio, di non usare più i suoi poteri e anche di raccontare a tutti quelli che aveva danneggiato di dirgli che cosa aveva fatto loro, uno per uno. Disse che lo avrebbe fatto, ma era evidente che non poteva.

Mi sarei accontentata del primo punto, ma gli era impossibile. Senza i suoi poteri lui non era nulla.

Poi quando mi fece vedere i sorci verdi gli dissi che non avrei parlato se non mi avesse tormentato ma lui non accettò. Pensava di avermi in pugno e che mi avrebbe annientato, che sarei morta. Dopo la morte ancora mi disse: “Io sono morto e tu morirai!”

 

Un altro punto è capire se il diavolo si è fatto uccidere o se il fatto è stato imprevisto.

Oltre a me, un’altra persona ha pensato –indipendentemente da me- che il diavolo si fosse fatto uccidere.

Io credo che lui non sopportasse l’idea che la malattia avrebbe preso il sopravvento sulla sua ragione e non avrebbe più potuto controllare il suo mondo e neppure sé stesso.

 

Ho anche pensato che fosse un incidente, però. Ho pensato che fosse una risposta a quello che gli dicevo. Gli dicevo che era un vigliacco a prendersela con me. Che se avesse tormentato un uomo come aveva tormentato me, quello lo avrebbe ucciso.

Cosi penso che avesse tormentato quell’uomo per far vedere che era capace di fare a un uomo lo stesso che a me e che sarebbe riuscito a dominare anche quello totalmente. Il fatto che il diavolo era ammalato ha reso però, se cosi è, il suo controllo molto più debole..

 

Comunque propendo per l’idea che Junk ha organizzato il proprio omicidio, direi suicidio attraverso un altro.

 

La sua volontaria morte può dare un’idea sui tormenti che riusciva a produrre alle persone, a me: lui ha prodotto a sé stesso una morte orribile e dolorosa costringendo un altro a dargli la morte. Pensate a che cosa una persona del genere ha fatto a me!

 

 

NOTA Avrei dato al mio componimento sulla morte del diavolo il titolo più eclatante : "Come uccidere il vostro diavolo". In effetti ci sono elementi utili a capire come indebolire un mago nero. Tuttavia questi elementi furono imprevisti. Io non immaginavo che Junk si sarebbe ammalato a tal punto per il troppo "lavoro mentale".

in quanto a ucciderlo, una volta un uomo mi propose di far uccidere Junk da un mago di sua conoscenza. NON accettai perché non sapevo che le cose fossero cosi gravi come erano. Io ero ancora fiduciosa che con Junk si potesse ragionare. Solo col tempo capii che non era solo un uomo cattivo o un mago nero ma un vero e proprio demone.

Devo dire che a un certo punto lo avrei ucciso, per sopravvivere. Ma Ramachandran un indiano straordinario cui feci capire le mie intenzioni –peraltro impossibili da realizzare - cosa mi disse che se uno uccide un altro è responsabile del suo destino. Cioè avrei dovuto uccidere Junk se avessi poi saputo quale sarebbe stato il destino della sua anima. Io veramente non sapevo. Il ragionamento di Ram non faceva però una grinza. Cosi aspettai ancora e ancora.. e infine il diavolo si ammalò e a quel punto aspettai fiduciosa che lui stesso andasse quietamente verso il suo destino.

 

 

 

 

postato da: vivamerlin alle ore 17:27 | Permalink | commenti
categoria:vita, diario, memorie, ammazzare junk
sabato, 22 settembre 2007

Fantasmi fate maghi neri o bianchi, spiriti vari e maligni possono dare effetti indesiderati. 

Il sistema che presento qui è più leggero ma allo stesso tempo più efficace rispetto al passato. Comincio con un cenno all'alimentazione e al sonno e poi passo a parlare del ventilatore e del Profumo anti-zanzara. Spiego a cosa servono e perchè. Ricordo quali siano i metodi usati nella tradizione, e i metodi alternativi che possono essere usati. E un  avvertimento...

 

Per tutta l’estate il diavolo era davvero molto occupato… ma anche, io mi potevo difendere di più. Mangiavo meglio, e questo anche significava non bere caffè e non mangiare dolci e invece mi nutrivo con cose più nutrienti, come dirò nella Parte II. (Per mia fortuna mi è finalmente venuto naturale…dopo essere stata parecchio male ai denti.. è successo cosi.. ) Poiché io esageravo, cosi facendo, facevo anche indirettamente un favore al diavolo: se noi ci diamo la zappa sui piedi da soli, ha meno lavoro da fare…

Dormivo senza remore quando ne avevo voglia. Del resto, chi mi inseguiva? Questo era in armonia con punto precedente. Dormire tanto era un piacere magnifico e ottimo per la salute.

Essendo più riposata appena lo sentivo ero disposta, se non lo avevo fatto di recente, a passarmi immediatamente addosso il PROFUMOanti-zanzara cinese sotto i piedi e altrove e a sostituire la calamita un po’ scarica con una perfettamente carica sul cuore una pila carica al massimo .. insomma il segreto del miglioramento nel mio stato fisico e psichico stava nella maggiore costanza nell’uso delle difese. Saltare un giorno senza difendermi anche solo in parte significava poi il giorno dopo ritrovarmi a fare un pennichella di 4 ore.. segno che le scarse difese mi avevano reso più vampirizzabile.

Cosi la costanza nell’applicare le protezioni, la cura ordinaria di sé e dormire quando se ne ha voglia –non prima di essersi difesi - è molto importante per stare decisamente meglio.

Ho cercato di riassumere qui con chiarezza le maggiori informazioni. Tuttavia consiglio la lettura dei riferimenti bibliografici annotati, e una scorsa almeno ai titoli di tutto il blog.

 

Ad ogni modo ecco l’ultimo risultato e il migliore finora del genere portabile. Cioè il genere che si può portare addosso. Non ho messo in opera né la mia piramide di rame, né ho usato la posa delle mani che io chiamo liberamente “a doppie corna”.E ho semplificato le difese, come si vedrà. Meno difese come numero, maggiore semplicità e maggiore efficacia.

Metto tutto quello che io ho impiegato questa estate, né più né meno. Ne sono contenta.

Dunque ecco.

 

1.         Avere sempre un buon ricambio d’aria. Questo significa non essere avvelenati dal diavolo. Uno degli strumenti riconosciuti che il diavolo usa è spostare brutti odori o anche profumi. Non li crea, li trasporta.                                                                                                

Quando il diavolo era in vita a volte mi pareva che a volte il diavolo mandasse in giro anche il suo odore corporeo, delle sue calze sudate, per esempio. E peggio. A volte quello che porta è davvero malefico, ci si sente come in un’aria infetta. Cosi il ricambio d’aria, il più veloce possibile, dirada il veleno e lo elimina gradualmente.

Perciò tenere le finestre aperte quanto possibile.

Ancora, tenere l’aria molto ventilata. Come ho spesso detto questo impedisce una cosa che i vampiri fanno non solo nei film: un fantasma nella realtà si fa ago e infilza la pelle, e non solo sul collo ma dove gli piace. Questa è una cosa da evitare. Un punto rosso sulla pelle può significare questo. Se è un punto recente (anche di settimane) e premete sul punto dà ancora dolore. (All’inizio da dolore acuto). Altrimenti restano tracce per anni. Su questo  parlo per esperienza diretta. Gli esorcisti parlano di questi colpi, del come si possa venire trapassati cosi per esempio da una tempia all’altra. Io non ho provato una cosa del genere, non mi risulta di essere stata trapassata da parte a parte, ma giusto bucata in testa, sul cuore e altrove. Non è come essere bucati da un ago vero metallico, ma ha effetti comunque lesivi sulla salute.

 

 

L’idea più semplice è quella di accendere un VENTILATORE. Per questioni di temperatura e per questioni di rumore ho ridotto il tutto a un solo ventilatore. L’ho orientato in modo che il gettito d’aria passasse rasente il mio corpo da addormentata. A volte anche solo contro il muro. Se però il diavolo si azzarda a fare un rumore e siete pronti, orientate subito il flusso contro il punto da cui il rumore proviene: cosi la smette di sicuro ..

Alla lunga, l'aria fredda del ventilatore potrebbe, temo, portare problemi alle ossa? Per questo timore ho limitato il numero di ventilatori e quando penso che il diavolo non sarà li lo spengo addirittura. Ma non mai quando dormo.

 Ci sono ventilatori piccoli e leggeri però abbastanza potenti da dare una buona ventilazione. Cosi piccoli che potete anche metterli in valigia, eventualmente. Infatti per quanto grande è la distanza il diavolo vi può raggiungere. Anche andando in posti sempre ventosissimi (Patagonia, certe coste irlandesi, soprattutto d'inverno ecc. ) in casa però non c'è vento, perciò meglio averlo ...

Ma se andate in Austria, non portateli con voi, ma comprateli lì: li ho trovati bianchi piccoli bellissimi leggeri silenziosi…

 

Voglio anche ricordare che il diavolo generalmente preferisceentrare dalla finestra della stanza dove si sta, piuttosto che entrare da un'altra finestra, il che lo costringerebbe a fare il giro della casa. Entrare dal tetto o dai muri lo indebolirebbe. (La pietra per esempio fa passare forse il corpo astrale, ma non i "materiali" che si porta addosso). Entrare da altre finestre gli farebbe perdere tempo, quanto meno. Una cosa che ho cominciato a fare è, a volte, orientare il flusso del ventilatore verso la finestra. In questo modo al momento stesso in cui arriva si indebolisce.

Naturalmente ben presto cambierà luogo d'entrata. Questo è uno scherzo da fare ogni tanto, quando non se l'aspetta.

Un’aria molto ventilata o degli aspiratori potrebbe difenderci del tutto dal diavolo, poiché, come ho spiegato altrove, il diavolo non ha peso e può trovarsi in balia del vento, se il vento è fortissimo.  

Sia detto che un solo ventilatore acceso in una stanza non da particolari problemi. Per esempio tre ventilatori accesi fanno venire le rughe. Naturalmente smettendo passa.  

 

Che cosa può essere fatto se manca questa difesa? Puoi aiutarti da te. Puoi servirti di un asciugamano o un indumento per ventilare dove il diavolo fa rumore, per esempio. Puoi battere le mani. Il tuo stesso soffio da fastidio al diavolo. Indirizza quello su di lui. Se insisti un poco la smette. Naturalmente questo sistema manuale è faticoso cosi conviene avere un apparecchio elettrico. Di queste cose ho parlato altre volte.Tradizionale, antichissimo modo di purificare l'aria in rapporto al diavolo è tenere una o più candele accese. Inoltre, ma  è un sistema che  sporca la casa, puoi accendere dell'incenso. Se si è all'aperto.. ma non mettere canfora nell'incenso: sporca particolarmente!

 

Lo stesso principio del movimento e cambiamento puoi applicarlo al tuo corpo se il diavolo è dentro di te. Per esempio espirare fino in fondo (ma lascia che poi l’ispirazione sia naturale, come viene) può servire. Anche, battere sulla pancia ritmicamente, con dolcezza. O picchiettare sul cuore con la punta delle dita potrebbe dare un po’ di sollievo. Di recente ho scoperto per caso una cosa nuova. Piuttosto interessante. Perfino un conato di vomito, perfino provocato ad arte mettendosi due dita in gola può servire.

 

 

2         Una cosa essenziale da fare è usare un INSETTIFUGO. Io ho scelto il seguente liquido che sta contenuto in una bottiglietta cinese con questa sola scritta in italiano.

 

       PROFUMO ANTI-zanzara.

Profumo conservato.

Peso netto: 195ml.

Prodotto in Cina pop.

Importato da D & F Gruppo S. R. L.

Via Valtellina 62 Milano Italia.

 

Da sempre” cioè da secoli, si sono usati dei profumi per tenere a bada il diavolo.

Generalmente l’aglio ( succo d’aglio o anche spicchi ) sono utilizzati per combattere gli insetti delle piante, per esempio. (Se si infilano degli spicchi d'aglio nella terra vicino alle radici per esempio, gli insetti che mangiano le foglie spariscono. questa è un'esperienza che ho fatto personalmente). E l’aglio è usato anche per combattere il diavolo.

La canfora è impiegata per le tarme dei nostri armadi.

E’ un fatto che l’olio canforato - in cui si possono sciogliere delle gocce di olio essenziale di verbena - da massaggiare sulla pelle è inteso efficace contro il diavolo. Cosi anche le essenze, tra cui particolarmente l'essenza di verbena.

Mi è sembrato che gli antizanzara siano più efficaci dell’olio canforato che ho usato per anni.

    

Nota. L'uso che io ho fatto del liquido cinese è diverso da quello che ho fatto in passato dell'olio canforato in cui ho sciolto gocce di essenza di verbena. Suppongo che se lo avessi passato anche su tutti i piedi e mani e anche usato come profumo, al modo in cui uso il liquido cinese forse sarebbe stato più efficace. io mi limitavo a passarlo nei punti che mi facevano male. Il fatto è che però era untuoso, e dunque poi bisognava lavarsi.

L’aglio poi per i problemi di odore ha fatto si che io abbia rinunciato al suo uso esterno come "insettifugo". (Se non avessi l’antizanzare però proverei questo uso dell’aglio. Basta tagliare uno spicchio e passare la parte tagliata sotto la pianta. Ryman - vedi riferimenti bibliografici - scrive che in due ore si sente l’odore dell’aglio in bocca. Allo stesso modo si potrebbe fare in altre parti del corpo).

Ho preferito questo liquido cinese all’Autan, alla fine, perché l’Autan è una crema da spalmare. Preferisco questo liquido che si asciuga subito e non unge affatto. Inoltre costa almeno 3 volte meno.

[Ho comprato il Profumo anti-zanzara in un negozio cinese in cui si vende di tutto, dal cibo agli incensi ecc. Invece l'Autan l'ho comperato in farmacia